DL rilancio, CNA FITA: “gravissima la mancata approvazione del ristoro ai bus turistici. il governo si impegni a inserire la misura nel prossimo decreto”. Le Unioni CNA del trasporto merci e persone di Reggio e Parma si uniscono nell’appello per salvare centinaia di imprese

Smart working e occupazione femminile, assessore e sindacati in commissione: "In Emilia-Romagna in 300mila hanno lavorato da casa"

Lavoro. Sex Worker: chiediamo partita iva e diritti, è professione come un'altra. Tra lockdown e fase 2, parla attivista collettivo 'ombre rosse'

Ferrari, Garavini (Italia Viva-PSI): "Certificazione di Equal Salary dimostra che la parità di genere fa crescere aziende e società"

Apprendiamo dai giornali del sequestro preventivo che sarebbe stato effettuato dalle forze dell’ordine, a fronte di un’evasione fiscale plurimilionaria perpetuata dal gruppo Taddei a danno della collettività tutta. Se quanto pubblicato dovesse essere confermato, ci troveremmo di fronte ad una gravissima situazione che vedrebbe coinvolti quasi un migliaio di lavoratori del nostro territorio tra soci e dipendenti.

Un dipendente era stato sorpreso all’interno dell’intercapedine con la sigaretta accesa: non era un pericolo per l’incolumità dei colleghi

FLAI CGIL, FAI CISL e UILA UIL: "Contrastiamo insieme la scomparsa di uno stabilimento storico"

 

Sono tra i lavoratori del lockdown, eroi silenziosi che hanno lavorato per rifornire di alimentari il paese. E Reggio Emilia ne ha alcune centinaia.

Licenziamento è nullo perché ritorsivo quando non c’è la giusta causa. Significativa la controversia giudiziaria avviata dal lavoratore e la sua emarginazione.

Lavoro. La Regione riceve i "riders", chiesto un monitoraggio per fotografare la situazione in Emilia-Romagna. Colla: "Attenzione e una precisa riflessione su questa nuova frontiera d'impiego che rischia di creare forme di sfruttamento e lavoro senza sicurezza".

Giovedì, 11 Giugno 2020 09:03

Ex ILVA: stop relazioni sindacali.

Interlocutori saranno governo e commissari

Bari 10 giugno 2020 - "Stiamo limando il documento conclusivo del consiglio di fabbrica che sara' composto da tre punti fondamentali. Il primo? Abbiamo deciso di interrompere le relazioni con ArcelorMittal che consideriamo un interlocutore inutile". Lo dichiara alla Agenzia Dire Francesco Brigati, responsabile della Fiom Cgil di Taranto,

Furto di valore esiguo: legittimo il licenziamento. Perde il posto un operaio trovato in possesso di due pennelli molto simili a quelli usati dall’impresa. Con la sentenza n. 11005 del 9 giugno 2020, la sezione lavoro della Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi in materia di licenziamento del lavoratore, affermando che, in caso di furto, può essere licenziato

Sono oltre 29 mila a Modena e provincia le colf e badanti che potrebbero chiedere il bonus di 500 euro previsto dal decreto "Rilancio".

Lo afferma la Cisl Emilia Centrale, disponibile ad aiutare gratuitamente le lavoratrici domestiche a preparare la domanda. Il sindacato di palazzo Europa da anni si occupa di queste lavoratrici con uno specifico servizio del proprio Caf che assiste le famiglie nella parte amministrativa e contrattuale (Info 059 890944; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

Come già da tempo richiesto al Governo, CNA torna a ribadirlo forte e chiaro: è indispensabile introdurre una misura legislativa che escluda la responsabilità degli imprenditori nel caso in cui un dipendente contragga il Coronavirus.

"Apprezziamo l’intervento del Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, che ha confermato un principio sul quale ci siamo battuti in queste settimane, ribadito peraltro dall’Inail nella circolare pubblicata ieri – ha affermato il Presidente di CNA Parma, Paolo Giuffredi - e cioè che non esiste alcuna automatica correlazione tra il riconoscimento dell'infortunio e l'accertamento di una responsabilità civile o penale dell’imprenditore. Riteniamo ingiusto, inoltre, che la causa dell’eventuale contagio possa essere attribuita esclusivamente all’ambiente di lavoro, visto che la fonte di contatto con il virus può provenire anche dall’ambiente esterno, pertanto non può essere definito un infortunio sul lavoro, in quanto il contagio è frutto di fattori di rischio non direttamente e pienamente controllabili dal datore di lavoro".

"Altro principio importante messo nero su bianco dall’Istituto è che le imprese hanno dunque la sola responsabilità del rispetto dei protocolli condivisi tra Governo e Parti Sociali e delle indicazioni regionali, protocolli di sicurezza – afferma il Presidente Paolo Giuffredi - che devono essere soggetti a verifiche costanti da parte delle autorità competenti e prevedere sanzioni per chi non si attiene alla normativa di sicurezza idonea. Un intervento normativo rimane comunque l’unica via per risolvere in maniera chiara e definitiva questa vicenda. Una via che ci auguriamo il Governo imbocchi in tempi brevi".

Giovedì, 21 Maggio 2020 13:59

UniCredit ha aderito a “Valuable 500”

UniCredit aderisce al movimento globale “Valuable 500” sottolineando il forte impegno del Gruppo verso la diversità e l'inclusione

UniCredit ha aderito a “Valuable 500”, un movimento globale che ha come obiettivo quello di porre la disabilità al centro dell’agenda delle imprese. A sottoscrivere l’impegno per il Gruppo è stato il CEO Jean Pierre Mustier.1

Dal Comune, oltre al Bilancio del momento acuto dell'emergenza una nuova prospettiva di organizzazione dell'ente.

Valutazione legata anche agli adempimenti burocratici richiesti dalle varie norme: particolarmente positive quelle di applicazione più semplice, come lo sconto Irap e l’erogazione automatica dei 600 euro per il mese di aprile.

Licenziamenti solo volontari - per la precisione, il lavoratore sottoscrive un accordo di “non opposizione” - alla Sichenia Gruppo Ceramiche di Sassuolo. Lo prevede l’intesa raggiunta con l’azienda dalla rsu e dai sindacati Femca Cisl e Filctem Cgil.

Coopservice cresce nei security services nel territorio di Ferrara
● Rilevato un ramo d’azienda dall’istituto di vigilanza Cittadini dell’Ordine
● Acquisite le attività di vigilanza ispettiva e interventi su allarme
● Più presenza sul territorio e più collaborazione con le forze dell’ordine
● Il direttore Fiorentino: “Ci rafforziamo in un settore strategico per la crescita della cooperativa. Più sicurezza per famiglie e imprese”

E’ vero che il lavoro agile è più attuabile nel terziario e nella pubblica amministrazione rispetto dell’industria, ma ci sono differenze considerevoli, anche, nell’approccio manageriale al tema. Inoltre, la dimensione aziendale è sicuramente discriminante, in termini proporzionali, per avviare il lavoro agile. Come sindacato chiediamo che quanto avviato in questi due mesi possa essere perfezionato”. Rosamaria Papaleo segretaria Cisl Emilia Centrale affronta il tema dello smart working con l’analisi di quanto accaduto in un’azienda private e in una pubblica amministrazione.

Dai dati a nostra disposizione emerge che prima del Covid il ricorso allo smart working era assai limitato in Italia soprattutto nel pubblico impiego. Con l'emergenza è diventata la forma ordinaria di lavoro sia nella fase di picco che nella fase 2. Infatti per limitare gli assembramenti nei luoghi di lavoro molte aziende e molti uffici pubblici hanno scelto di continuare ad utilizzarlo per le tipologie di lavoro compatibili”.
Di seguito alcuni esempi con relativi problematiche e soluzioni.

 

INDUSTRIA

La Modula spa di Salvaterra è un’azienda leader per la realizzazione di sistemi di gestione del picking all’interno dei magazzini industriali. Durante l’emergenza del lockdown ha attivato complessivamente 168 accordi individuali di smart working, pari al 64,5% dell’organico aziendale in tutti i reparti, dall’amministrazione alla produzione (programmazione), mantenendo anche il presidio per le vendite.

Modula – rispondono dall’ufficio comunicazione - aveva già attivato un progetto di Smart Working dal 2018 e questo le ha consentito di essere preparata per quanto riguarda le tecnologie che supportano il lavoro a distanza e le competenze interne necessarie per attuarlo. Molti dipendenti sono dotati di Pc portatili, mentre chi non ne era provvisto ha potuto recuperare dispositivi aziendali e utilizzarli nella propria abitazione. Grazie alla rete VPN i dipendenti in smart working possono connettersi in modo sicuro ed accedere da remoto alle risorse aziendali interne da qualsiasi area geografica nel mondo. Inoltre sono stati sottoscritti abbonamenti su piattaforme webinar e alcuni reparti utilizzano poi strumenti che permettono l’archiviazione di documenti, immagini, file… (come Dropbox o Google Drive)”.

In questo modo alla Modula è stato possibile continuare con la maggior parte delle attività lavorative. Tra le problematicità “una maggiore difficoltà nella gestione delle urgenze”. Apprezzabile, per la Cisl, il fatto che si sia “incentivata l’ottica del lavoro per obiettivi, svincolata dalla mera prestazione oraria ed è rafforzata la responsabilizzazione delle persone in merito alle attività di loro competenza.

Agli smart worker, che hanno colto questa soluzione in maniera positiva, spetterà restituire il credito di fiducia dato dall’azienda dimostrando autonomia, impegno e senso di responsabilità. Questo significa flessibilità, autonomia nella scelta degli spazi, orari e necessità di strumenti per svolgere la propria mansione a fronte di un profondo cambiamento a livello organizzativo e culturale.

In queste ore sta riprendendo il lavoro in maniera scaglionata, limitando in una prima fase la presenza fisica a chi ha necessità inderogabili legate alla propria attività. Quindi i lavoratori alterneranno la modalità di lavoro da remoto a quella in presenza secondo una pianificazione che terrà conto delle esigenze organizzative aziendali, delle singole professionalità, nonché delle preferenze dei dipendenti.

 

PUBBLICO

Durante l’emergenza Coronavirus nella pubblica amministrazione, all’Inps di Reggio su 179 sono in smart working (154) e telelavoro (7) quindi tot 161 persone mentre gli altri in congedi pregressi vari.
Questo – spiega Francesco Cimino, direttore Inps Reggio Emilia – ha previsto la necessità di dotare i colleghi di pc ultraslim, con rete intranet, ma c’era anche chi disponeva di pc proprio rete propria ma con assistenza continua per il rafforzamento dei collegamenti internet. Da casa è stato possibile svolgere tutto ciò che compete alla sede Inps, tra cui le aumentate richieste di cassa integrazione ordinaria, la verifica del regolare versamento della contribuzione da parte di aziende e datori di lavoro (sia pubblici che privati) e di recupero dei crediti vantati dall’Istituto, nonché nell’erogazione di servizi e prestazioni sia di carattere previdenziale che assistenziale ai cittadini, sia lavoratori attivi che cessati dal servizio che pensionati”.

itorioLa produttività – spiega il direttore Cimino - è cambiata positivamente. I dati parlano di numeri elevati monitorati sempre allo stesso modo. Anche per i dipendenti dell’Inps la novità è stata positiva e da poter essere sperimentata in un eventuale futuro, magari normale.

Proprio in termini di produttività e quindi di quantità di pratiche lavorate Reggio Emilia aveva totalizzato una produttività del 126,87 a fine anno e nel primo trimestre 2020 ha già raggiunto 103,88. Sul primo trimestre 2020 ci attestiamo come media nazionale sul 104 quando il requisito è 100.

Come si potrà farlo decollare anche al fine dell'emergenza?
Risponde ancora Rosamaria Papaleo, segretaria Cisl. “occorrerà passare da un modello fordistico e gerarchico della produzione, con rappresentazione giuridica del lavoro (mansioni, qualifiche...), a una rappresentazione incentrata sui ruoli che vengono disegnati sulla base delle competenze di ciascuno. Da emergenza a opportunità. Naturalmente laddove non ancora successo occorre dotare i lavoratori della strumentazione necessaria, costruendo nuove tutele dal punto di vista dei diritti e della sicurezza e nella formazione”.

Sul portale "Lavoro per te" un percorso speciale per incrociare domanda e offerta di lavoro nei campi e nelle stalle

L'assessore Mammi: "Abbiamo messo in moto i 38 centri dell'impiego sparsi su tutto il territorio regionale per cercare di risolvere velocemente il problema della carenza di manodopera generata dal Covid-19. Un'opportunità che riguarda innanzitutto oltre 135 mila cittadini attualmente in cerca di occupazione e che stanno usufruendo di reddito di cittadinanza, prestazioni di sostegno al reddito, cassa integrazione.ecc". A disposizione una procedura semplificata e completamente online per gli annunci di lavoro

Bologna  – Domanda e offerta di lavoro si incrociano online, anche in agricoltura.  “Lavoro per te”, il portale della Regione Emilia-Romagna realizzato in collaborazione con le Province e i Centri per l’impiego che fanno capo all’Agenzia regionale del lavoro, mette a disposizione la propria piattaforma per aiutare le aziende agricole emiliano-romagnole nella ricerca e reclutamento di mano d’opera stagionale. 
Uno strumento in più per superare le attuali difficoltà a reperire i lavoratori date dalle misure restrittive legate al Coronavirus che hanno bloccato le frontiere e la mobilità degli stagionali, rendendo difficile mandare avanti i lavori nei campi e nelle stalle e garantire i rifornimenti alimentari necessari.

“Come avevo anticipato nel corso dell’ultima Consulta agricola insieme al presidente Bonaccini, col collega Vincenzo Colla, in meno di una settimana abbiamo messo in moto i 38 centri dell’impiego sparsi su tutto il territorio regionale per cercare di risolvere velocemente il problema della carenza di manodopera stagionale generata dal Covid-19, in vista dell’avvio delle grandi campagne di raccolta dei prodotti- afferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi-. Non possiamo permetterci di aggravare ulteriormente una situazione già pesante per i contraccolpi negativi dell’emergenza sanitaria, a cui si sommano gli effetti devastanti delle gelate delle settimane scorse e del flagello ‘cimice asiatica’, che l’anno scorso ha fatto strage di raccolti in Emilia-Romagna. Con questa modalità di reclutamento online ci rivolgiamo in primo luogo agli oltre 135 mila cittadini in cerca di occupazione e iscritti nei Centri per l’impiego, ma la platea dei potenziali lavoratori è ancora più ampia, che potranno rispondere direttamente alle offerte delle aziende agricole”.
“Attraverso i centri per l’impiego- prosegue l’assessore-, sarà garantita la regolarità delle assunzioni per una buona e sana occupazione. Le aziende agricole hanno così due canali a disposizione per le loro offerte di lavoro: possono rivolgersi alle proprie associazioni di rappresentanza che stanno raccogliendo le domande di mano d’opera e possono utilizzare la piattaforma della Regione oltre a quelle che autonomamente hanno messo a disposizione, oppure possono direttamente inserire la propria offerta di lavoro attraverso il portale della Regione. Con la collaborazione di tutti, insieme, mettiamo in campo tutte le strategie per superare questo momento difficile”.
 
Come funziona il servizio
Il servizio del Portale “Lavoro per te” è rivolto sia alle imprese, sia alle persone in cerca di lavoro. Per accedervi è necessario registrarsi e ottenere le credenziali di accesso (https://lavoroperte.regione.emilia-romagna.it/MyPortal).
Una volta effettuata la registrazione aziende e lavoratori accedono a una propria “scrivania virtuale”: le aziende inseriscono i loro annunci di lavoro con una procedura semplificata attraverso la compilazione on line di un apposito modulo in cui vanno specificate le proprie esigenze (profili lavorativi richiesti, tipo di attività, durata dell’impiego, ecc.), mentre gli aspiranti lavoratori visualizzano gli annunci delle aziende e possono candidarsi. 
L'annuncio di lavoro sarà visibile sulla propria scrivania di chi cerca lavoro per un certo periodo; dall’altra parte le aziende possono consultare lalista delle candidature ricevute per ogni annuncio inserito tramite un apposito link. Una procedura, dunque, molto semplice e snella, alla portata di tutti. /G.Ma

Parma, 9 aprile 2020. In questo periodo di emergenza sanitaria il settore agricolo del nostro territorio, come tutta la filiera agroalimentare, compresa la logistica e la distribuzione, sta rispondendo in maniera egregia alle richieste di prodotti alimentari della popolazione.

Le conseguenze negative dell’emergenza però si stanno ripercuotendo anche sullo stesso comparto agricolo. Il problema più urgente, ad oggi, riguarda la mancanza di manodopera causata in particolare dal blocco dei flussi di lavoratori da paesi stranieri. 

In Italia 400 mila lavoratori dell’ambito agricolo, pari a circa il 35% del totale, sono stranieri. Si stima che nelle prossime settimane possano arrivare a mancare 250 mila unità lavorative. In particolare molti operatori stagionali hanno fatto rientro nei loro Paesi d’origine e quelli che sono disponibili a venire non riescono ad arrivare perché trovano difficoltà ad attraversare determinati Paesi. Se sommiamo a questo dato il numero delle persone malate, in quarantena e purtroppo i decessi, i dati non sono incoraggianti.

Per rendere più capillare l’incontro tra domanda e offerta di manodopera a livello locale, l’Amministrazione Comunale di Parma, coadiuvata dal consigliere incaricato alle Politiche agricole Sebastiano Pizzigalli, sta divulgando i canali di intermediazione delle associazioni di categoria del settore agricolo, a soggetti che si occupano di persone che attualmente non lavorano.
In particolare si coinvolgeranno il settore Sociale del Comune, l’Agenzia regionale per l'Impiego e i poli territoriali che attualmente intercettano molte persone che hanno perso il lavoro.
Questi soggetti potranno anche individuare persone già inserite in percorsi formativi in ambito agricolo. Inoltre, se le aziende agricole e le associazioni di categoria lo richiederanno, ci sarà la possibilità di preparare in tempi molto rapidi, con pacchetti di formazione a distanza ad hoc, le persone eventualmente individuate. Il tutto in maniera gratuita grazie alle risorse del Fondo Sociale Europeo.

Nel nostro territorio il settore che potrebbe risentire più di altri è quello del pomodoro: la stagione dei trapianti è in fase iniziale e la coltivazione richiede un importante utilizzo di manodopera.
Il contratto tipo a cui fare riferimento è il “Contratto provinciale di lavoro della categoria Operai Agricoli” firmato in data 17 maggio 2017 a seguito dell’accordo tra Unione Agricoltori, CIA, Coldiretti e CGIL, CISL, UIL.
Anche altre categorie sempre legate al comparto agricolo e di trasformazione dei prodotti che fanno riferimento ad altre tipologie di contratti, potrebbero risentire delle stesse problematiche in maniera significativa.
Per questo, ancora una volta, Parma ha deciso di fare squadra: sulla pagina istituzionale del Comune di Parma si possono trovare i canali di intermediazione delle organizzazioni di riferimento.

Elenco recapiti Associazioni di categoria del settore Agricolo

CIA PARMA : inviare il CV alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
UNIONE PROVINCIALE AGRICOLTORI PARMA : utilizzare la piattaforma AgriJob al seguente link lhttp://www.confagricoltura.it/ita/agrijob_elenco.php
COLDIRETTI PARMA : inviare il CV alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
CONFCOOPERATIVE PARMA: inviare il proprio CV alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
LEGACOOP PARMA: inviare il proprio CV alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

 

 

Venerdì, 03 Aprile 2020 18:41

Morris, primo segnale positivo

La lunga e complicata vicenda di Morris S.p.A. e della sua messa in liquidazione volontaria, che vede coinvolti 107 lavoratori nello stabilimento di Parma, registra oggi, dopo quasi due mesi, un primo segnale positivo.

È stata infatti avviata, come comunicano le segreterie di FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC UIL di Parma unitamente alle RSU aziendali, la produzione di gel igienizzante per le mani, prodotto particolarmente necessario al mercato a causa del Coronavirus.

Marianna, Roberta, Fabrizio e Angelica, lavoratori e RSU di Morris, si mostrano molto soddisfatti per questa "efficace riconversione di parte delle linee di produzione, che permette di offrire un contributo concreto alla collettività in un momento di emergenza. Il gel disinfettante è oggi un prodotto di prima necessità e spesso carente presso farmacie e grande distribuzione".

"Una parte della produzione del gel igienizzante - aggiungono - verrà devoluta in beneficienza a strutture ospedaliere e affini che, come è risaputo, oggi più che mai necessitano di supporto per permettere di mettere in sicurezza operatori e lavoratori come noi".

Una trattativa, quella per ridare un futuro alla Morris, che non si è mai fermata anche in questi momenti di difficoltà, e che ad oggi vede la firma della cassa intergazione straordinaria oltre che la stipula dell'accordo sulle politiche attive dell'Emilia Romagna.

"La situazione rimane ancora molto delicata - commentano Davide Doninotti (FILCTEM CGIL Parma), Germano Giraud (FEMCA CISL) e Sarah Leonelli (UILTEC UIL). "Stiamo lavorando con tutti i mezzi disponibili in un confronto continuo con l'attuale rappresentanza aziendale al fine di trovare una soluzione che possa garantire la continuità produttiva, perciò non abbassiamo la guardia e andiamo avanti nella ricerca di una soluzione che possa essere positiva per rilanciare il marchio Morris e i suoi lavoratori".

Assemblee in video conferenze con più di 100 lavoratori collegati e continui confronti e riunioni fino a tarda notte con RSU e lavoratori proseguiranno nei prossimi giorni per non lasciare soli queste donne e questi uomini che, anche in un momento personale delicato per la loro situazione occupazionale e difficile per la comunità tutta, hanno saputo trovare la forza di alzare la testa e mettere in campo, in una riconversione lampo, un progetto che funziona perfettamente. Questa svolta dimostra una volta di più ciò che le organizzazioni sindacali affermano fin dall'inizio di questa vertenza, ovvero che in Morris vi sono competenze, professionalità e volontà, un patrimonio che non può essere disperso.

 

Pubblicato su www.cgilparma.it il 3 Aprile 2020

L’accordo conferma l’impegno del Gruppo per un approccio socialmente responsabile alle relazioni industriali con nuove assunzioni e investimenti aggiuntivi nel Mezzogiorno

- 2.600 nuove assunzioni

- 800 dipendenti riqualificati in nuovi ruoli tramite formazione e attività di re-skilling

- 5.200 uscite attraverso pensionamenti anticipati volontari

Ulteriori miglioramenti all'offerta di welfare e all'equilibrio tra vita professionale e lavorativa per tutti i dipendenti

Con la conclusione degli accordi in Austria, Germania e Italia sono stati raggiunti i target di Team23 in termini di ricadute sul personale.

UniCredit e i Sindacati italiani hanno raggiunto oggi un accordo relativo all’implementazione del piano strategico "Team 23" in Italia.

Nei prossimi quattro anni, a 5.200 dipendenti sarà offerto un piano di prepensionamenti volontari con accesso al Fondo di Solidarietà di settore. In linea con lo sviluppo dell’offerta multicanale della banca, altri 800 dipendenti saranno riqualificati e adibiti a nuovi ruoli professionali.

Con l’accordo il Gruppo si impegna ad assumere 2.600 persone nei prossimi quattro anni per garantire un positivo turnover generazionale e un aumento delle competenze digitali della forza lavoro. Inoltre, 900 apprendistati saranno confermati in contratti di lavoro a tempo indeterminato.
UniCredit sta anche investendo nel rafforzamento e nella creazione di due Poli nel Sud Italia (Sicilia e Campania) per l’accentramento di attività di back office e di gestione della clientela.

Il Gruppo amplierà ulteriormente la sua offerta di Welfare e investirà in iniziative per migliorare il Work Life Balance dei propri dipendenti attraverso ad esempio l'introduzione di un congedo di paternità retribuito di 10 giorni e l’aumento progressivo dell’importo del buono pasto.

Il contributo al fondo pensione aumenterà al 4% per gli apprendisti durante i primi tre anni di lavoro. Inoltre, le attuali polizze assicurative sulla salute e sulla vita vengono confermate in modo strutturale. E’ stata inoltre introdotta una nuova copertura assicurativa in caso di premorienza per proteggere i dipendenti che hanno sottoscritto un mutuo.

Il Gruppo ha infine concordato un premio collettivo di produttività annuale (€ 1.430 a Conto Welfare ovvero € 880 in forma monetaria), con un aumento medio del 10% su base annua, riconoscendo in tal modo il contributo dei dipendenti italiani alla produttività e alla redditività del Gruppo nel 2019.

Con l'accordo siglato oggi, i negoziati con i sindacati relativi al Piano Team 23 sono stati completati, in modo positivo e socialmente responsabile. Ciò contribuisce a rafforzare la competitività, la produttività e la redditività del Gruppo, a beneficio di tutti gli stakeholder.

Coronavirus. Dalla Regione bando straordinario in tempi record per medici e infermieri: se idonei saranno assunti subito e destinati a Parma e Piacenza. Bonaccini: "Da loro professionalità e abnegazione straordinarie, un monito per tutti noi a rispettare regole e misure restrittive. Dobbiamo farlo anche per loro"

Un bando inedito rivolto a tutti i professionisti idonei anche pensionati e stranieri. Le procedure online sui siti delle Aziende Usl di Parma e Piacenza e l'azienda ospedaliero-universitaria di Parma. L'assunzione dopo un colloquio col direttore della struttura di assegnazione e immissione in servizio immediata. (Bando in allegato scaricabile in pdf)

Bologna 21 marzo 2020 -  – Da oggi è aperto il bando straordinario della Regione Emilia-Romagna per reclutare medici e infermieri da destinare subito a Parma e Piacenza, le province più colpite dall’emergenza Coronavirus. La procedura d’urgenza è rivolta sia a professionisti attualmente dipendenti del sistema sanitario nazionale - in questo caso l’incarico è subordinato all’assenso del datore di lavoro - o di altre strutture pubbliche o private, sia a professionisti in cerca d’impiego o a specializzandi.

E per non mettere in difficoltà zone già estremamente provate dall’emergenza virus, dal bando sono escluse, oltre ovviamente alle candidature presentate da chi è già impiegato in strutture sanitarie, Case residenze anziani (Cra) e strutture residenziali per disabili (Cssr) dell’Emilia-Romagna, oltre a quelle provenienti da Lombardia e Veneto.

“Tutti coloro che operano nel sistema sanitario stanno facendo un lavoro straordinario, la loro forza e professionalità è sempre di più la base nella sfida per fermare la diffusione della pandemia- afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, che nel pomeriggio sarà a Piacenza per l’apertura di un ospedale da campo-. In tempi record, abbiamo quindi adottato un bando inedito per rafforzare e sostenere la nostra sanità nelle zone più colpite, sottoposte ogni giorno a una fatica immane. Lo spirito di abnegazione che viene da medici, infermieri, operatori, così come da medici di famiglia, farmacisti, tutte le professioni sanitarie e dalla protezione civile, ci rende orgogliosi. Allo stesso tempo rappresenta un monito perché ognuno di noi, fuori, rispetti in maniera rigorosa le misure restrittive, a partire dallo stare in casa: dobbiamo farlo anche per loro”.

In particolare, si cercano medici laureati e abilitati all’esercizio della professione con priorità per gli specialisti, gli specializzandi e chi possa documentare qualificate esperienze nelle seguenti discipline: Anestesia e Rianimazione, Malattie Infettive, Malattie dell’Apparato Respiratorio, Medicina e Chirurgia d’accettazione e d’urgenza, Medicina Interna, Geriatria, Igiene Pubblica e infermieri in possesso di un titolo di studio abilitante all’esercizio della professione con priorità per chi possa documentare qualificate esperienze nell’ambito delle Terapie Intensive. Possono partecipare anche i cittadini di paesi dell’Unione Europea come anche i cittadini di paesi non appartenenti all’Unione Europea, in possesso di un regolare permesso di soggiorno in corso di validità. Così come medici e infermieri in pensione.
Il rapporto di lavoro sarà autonomo occasionale, libero-professionale o di collaborazione coordinata e continuativa sulla base della durata e dell’impegno orario che sarà garantito dal candidato.

Come candidarsi
I candidati interessati dovranno presentare la propria candidatura secondo le seguenti modalità::
> AZIENDA USL DI PIACENZA - collegandosi al BANDO, pubblicato sul sito web aziendale: www.ausl.pc.it  - Sezione “Assunzioni e Collaborazioni” – “Proposte di Collaborazione” - “RAPPORTI DI LAVORO AUTONOMO” – “Avvisi di indizione di procedure comparative IN CORSO” - e cliccando sulla sezione evidenziata in azzurro. Il modulo di candidatura dovrà essere compilato in ogni sua parte e dovrà essere allegato un curriculum vitae in formato europeo aggiornato, e una copia di valido documento d’identità. Per informazioni rivolgersi all’indirizzo e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .
> AZIENDA USL DI PARMA -collegandosi al BANDO, pubblicato sul sito web aziendale www.ausl.pr.it – Amministrazione Trasparente – Concorsi avvisi attivi. Il modulo di candidatura e la documentazione ad esso allegata in formato pdf, deve essere inviata al seguente indirizzo di posta elettronica: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
> AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA DI PARMA - collegandosi al BANDO, pubblicato sul sito sul sito web aziendale: www.ao.pr.it – Sezione “Lavoro” – “Selezioni e concorsi” – “Procedure comparative per collaborazioni ed incarichi”. Il modulo di candidatura e la documentazione ad esso allegata in formato pdf, deve essere inviata al seguente indirizzo di posta elettronica: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Tutti i candidati dovranno allegare alla domanda un curriculum vitae aggiornato in formato europeo.

Le Aziende acquisiranno quotidianamente le candidature e contatteranno i professionisti telefonicamente per avviare le pratiche di lavoro. L’immissione in ruolo, che dovrà avvenire nel più breve tempo possibile, sarà preceduta da un colloquio conoscitivo/orientativo con il Direttore della struttura complessa di assegnazione.

La durata dell’incarico e l’impegno orario verranno concordate tra l’Azienda e il professionista a seconda della disponibilità manifestata e del perdurare delle necessità sanitarie ed assistenziali. /BB

(PH. repertorio di Francesca Bocchia Parma per Gazzetta dell'Emilia)

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Il mondo sta cambiando radicalmente nel pieno dell’emergenza sanitaria. Vengono prese decisioni complesse per tutelare e riorganizzare sia la forza lavoro sia le nostre comunità; nel contempo, si procede con le attività lavorative, gestendo le criticità e continuando ad operare in un mutato contesto globale. I lavoratori iniziano concretamente a svolgere le loro attività da remoto, come misura per contenere la diffusione del virus, e, malgrado la maggior parte delle aziende siano ancora impreparate, il “lavoro agile” pare volersi imporre. Si farà sempre più ricorso agli strumenti per i meeting virtuali, per poter interagire in una nuova modalità e condividere aggiornamenti in tempo reale: l'efficienza dei lavoratori migliorerà e permetterà alle imprese di ridurre i costi oltre che l’impatto ambientale.

Secondo Mal’Aria 2019- il rapporto annuale sull’inquinamento atmosferico nelle città italiane- nel 2018, in ben 55 capoluoghi di provincia sono stati superati i limiti giornalieri previsti per le polveri sottili o per l’ozono; si contano più decessi in rapporto alla popolazione (nel 2015, pari a più di 60.600), con la Pianura Padana che risulta l’area più inquinata d’Europa.
Grazie anche al telelavoro, è possibile ridurre la quantità delle ore di pendolarismo e, dunque, minor congestione del traffico, diminuzione del numero di incidenti, meno fattori inquinanti ed una conseguente migliore qualità dell’aria.

Da qualsiasi luogo i dipendenti potranno lavorare come se fossero seduti davanti ai loro computer in ufficio. Il telelavoro non ridurrà solamente le emissioni nocive, ma garantirà una migliore organizzazione della vita familiare. Infatti, conciliare la vita familiare e quella lavorativa in Italia è operazione complessa, soprattutto per le donne. Secondo i dati Istat, infatti, chi ne ha possibilità, sceglie soluzioni come il part time orizzontale per poter conciliare maternità e lavoro. Ma sono ancora molte le lavoratrici che non possono ricorrere a contratti di lavoro a tempo parziale, così come altrettanto numerose sono le neo-mamme che non rientrano più al lavoro dopo la maternità. L’Italia non è, ancora oggi, un “paese per mamme”, che, spesso, necessitano del supporto di nonni e familiari durante il periodo del reinserimento lavorativo.

Nonostante sia in vigore il D.P.R. 8 marzo 1999, n. 70, regolamento recante la disciplina del telelavoro nelle pubbliche amministrazioni, a norma dell'articolo 4, comma 3, della L. 16 giugno 1998, n. 1910, ad oggi pochi enti ne stanno facendo ricorso. A differenza che nel privato, nella Pubblica Amministrazione c’è ancora tanta strada da percorrere. E’ necessario un cambio di mentalità per sfatare il pregiudizio che il lavoro svolto da casa non sia produttivo.

Al netto dei decreti emergenziali succedutisi in questo infausto periodo, che richiamano all’utilizzo del lavoro agile, abbiamo bisogno di un’Italia moderna, al passo con le migliori realtà europee e mondiali.

Parma, 20.03.2020

Paolo Denni
Matteo Impagnatiello
Ugl Parma

Aumentano le adesioni all'iniziativa proposta dall'Assessorato alle Attività Produttive e Commercio del Comune di Parma di creare un elenco delle attività commerciali che effettuano consegna delle proprie merci al domicilio dei clienti.

L'iniziativa, partita la settimana scorsa con la pubblicazione nel portale del Comune www.comune.parma.it della lista di alcuni esercizi del mondo della ristorazione disponibili ad effettuare un servizio di delivery gratuito, è stata molto apprezzato sia dai cittadini che dagli esercenti parmigiani.

In pochi giorni l'elenco è più che quadruplicato e stanno aderendo all'iniziativa non solo le attività che si occupano della vendita di prodotti alimentari ma anche atri esercizi commerciali come librerie, profumerie, negozi di oggettistica e di rivendita cibo e accessori per animali e affini.

Ad oggi le attività che offrono servizio di consegna a casa sono suddivise (e pubblicate sul portale del Comune di Parma) in tre categorie:

• Ristoranti, Pizzerie, Bar, Gelaterie, Pasticcerie
• Gastronomie, Forni, Negozi alimentari (frutta e verdura, macellerie)
• Vendita di prodotti non alimentari

"L'iniziativa permette di creare un circolo virtuoso in grado di aiutare sia i cittadini che per far fronte all'emergenza COVID-19 si trovano a dover limitare i propri spostamenti, sia le attività commerciali che trovano un'alternativa allo chiusura delle propria attività al pubblico in ottemperanza al DPCM dello scorso 11 marzo" – sottolinea l'Assessore Cristiano Casa.

Ricordiamo che gli esercenti che vogliono segnalare la propria disponibilità a fornire servizio di delivery potranno farlo inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ed indicando il nome dell'attività, il recapito telefonico e la categoria merceologica.

A seguire la lista delle attività che ad oggi hanno aderito al progetto:

 

Ristoranti, Pizzerie, Bar, Gelaterie, Pasticcerie

Agriturismo Santa Felicita: 0521 494950;

Bastian Contrario - pub specializzato in birra artigianale: 3478113440; 

Cantina Canistracci: 0521 1472266 - 351 9724961;

L'Acquolina D'Azeglio: 0521 289581;

Peter Pan wine bar: 0521 289407 - 329 7425773;

Gelateria al Polo: 331 7881722;

Gelateria Floridita: 0521 253604;

Gelateria Harnold's: 0521 290794;

Gelateria Millevoglie: 0521 258716;

La Cornetteria: 0521 573126;

Adamo Pizzeria: 0521 939146;

C'è pizza per te 3 - pizzeria: 0521 290334 - 349 2993128;

I due gatti - pizzeria: 0521 238901;

Pizza e cuore: 0521 481412;

Pizza Fantasy: 0521 257373 - 366 3487722;

Pizzeria da Luca: 0521 780878;

Pizzeria Da Simone: 0521 1912181;

Pizzeria il Profeta: 0521 282899;

Pizzeria Reale: 0521 522951;

Antica Osteria Tre Ville: 0521 272524;

Artai - osteria parmigiana: 0521 572077 - 370 3286861;

Ceci Pasta & Shake: 0521 1510620;

Corale Verdi: 0521 237912;

Corrieri: 0521 234426;

Curcuma e mango - cucina indiana: 0521 271214;

Gallo d'oro: 0521 208846;

I Love Pesce: 0521 1999008;

I Tri Siochet: 0521 968870;

Il Bocconcino: 0521 674273;

La Maison di Gourmet: 0521 645310; 

Meet Hamburger Gourmet: 0521 1713812;

Osteria dei Servi: 0521 231211 - 331 5253463;

Osteria del Teatro: 0521 208455 - 345 4675950;

Osteria I Tre Porcellini: 0521 957652;

Perlage ristorante: 0521 781137;

Qualunquemente Mangi: 0521 1747735;

Ristorante pesce Sea&no: 0521 181380;

Ristorante Pizzeria Il Mito: 320 7877364;

Ritual Ristorante Messicano & Steakhouse: 0521 929715;

T bone station: 800 969826;

Totò e Peppino (ristorante e pizzeria): 0521 673149;


Gastronomie, Forni, Negozi alimentari

Alimentari Marchesi: 0521 963904;

Bacovia Alimentari: 0521 1651118;

Caseificio Ugolotti: 0521 486769 - 338 3947894;

Cioccotèca di Tentazioni s.r.l.s. a socio unico: 349 9823464;

Dolceria Zanlari: 0521 988949;

Drogheria di una volta: 347 8948692;

La Bottega di Vicofertile - Minimarcket - salumeria - frutta e verdura - gastronomia pronta: 338 3279770;

La cantina della carne: 0521 289567;

La Cantina di Fausto: 3280541156;

Macelleria entrecote: 0521 1627130; 

Nautilus Sea Food: 0521246511;

Ortofrutta Molinetto: 0521 985213 - 333 5394777;

Pastificio Michele: 342 8005394;

Salumeria macelleria Nadotti: 0521 243258;

Somyfruit: 320 8118831 - 0521 1650721;

Verosapore - la bottega del contadino: 340 6851559;

Food Delivery: www.nutribees.com;

Caseificio Ugolotti: 0521 486769 - 338 3947894;

Bottega e Cucina - Gastronomia Parmigiana: 0521 714236 - 349 8016405;

Da Giovanni: 0521 483030;

Festa di rapa - gastronomia vegetariana e vegana: 0521 1402018;

Gastro bar Sapori di Casa: 349 2416548;

Gastro Bar sapori di casa gastronomia: 349 2416548 - 347 9928556;

Gastronomia Orlandini: 0521 1759510;

Humus Bio Bakery Bistrot: 0521 992303;

La Prosciutteria: 0521 234188;

La Rocca di Romani: 0521 244381;

La Salumeria Verdi: 0521 208100;

La San Leo srl - gastronomia, salumi e pasta fresca: 0521 1551753;

Officina Gastronomica: 0521 967327;

Salumeria garibaldi - gastronomia parmigiana: 0521 235606;

Salumeria Gastronomia Poletti: 0521 487746;

Tuttisapori di Parma - Gastronomia: 0521 966093;

Pane & co (chiusi il sabato pomeriggio): 0521 258659;

Panetteria Anna: 0521 239038;

Panificio Centrale: 0521284318;

Torrefazione Pelco: 340 3454095;

 

Vendita di prodotti non alimentari

Natura Selvaggia B.A.R.F. & non solo: Cibo e Accessori per animali domestici - 320 0325499;

Dog Stories Petshop: Cibo e Accessori per animali domestici - 0521 710988;

Eco Store: Consumabili per la stampa - 0521 236811;

Nadalini Gian Franco & C.: Cosmetici e prodotti igiene personale - 347 5934472;

Libreria Medico Scientifica: Libreria - 0521 234593;

My Euro Island: Oggettistica - 349 6421946;

Bocchi centro tv elettrodomestici: Riparazioni e vendita con consegna ed installazione a domicilio di grandi e piccoli elettrodomestici - 338 9867898;

Massimo Miani, Presidente Nazionale della categoria:“Dalla relazione tecnica del decreto emerge la marginalizzazione delle centinaia di migliaia di lavoratori ordinistici”

Roma, 18 marzo 2020 – Dalla lettura della Relazione Tecnica che accompagna i 127 articoli del Decreto “Cura Italia” emerge che i 25 miliardi aggiuntivi di titoli di Stato, di cui viene autorizzata l’emissione, andranno a finanziare interventi che impattano sull’indebitamento 2020 per 3,2 miliardi euro, a fronte di misure di potenziamento del Servizio sanitario Nazionale;10,3 miliardi di euro, a fronte di misure di sostegno al lavoro; 5,1 miliardi, a fronte di misure di sostegno della liquidità attraverso il sistema bancario; 2,3 miliardi, a fronte di misure fiscali a sostegno della liquidità delle famiglie e delle imprese.
La parte restante è dedicata ad altre misure, tra cui i tanto discussi 500 milioni per il settore aereo, ma sostanzialmente riconducibili alla partita Alitalia. Dei 10,3 miliardi di misure a sostegno del lavoro: circa 7 sono relativi a misure fruibili solo da lavoratori dipendenti; circa 3 anche da lavoratori autonomi.

Sono i numeri messi in fila dal Consiglio nazionale dei commercialisti, dai quali emerge, secondo il presidente nazionale della categoria, Massimo Miani “una significativa emarginazione delle centinaia di migliaia di liberi professionisti iscritti agli ordini professionali con proprie casse previdenziali, posto che per questi ultimi viene consentito soltanto di provare ad accedere, in concorrenza però con tutti gli altri lavoratori dipendenti e autonomi, al cosiddetto “reddito di ultima istanza” per il quale il decreto stanzia 300 milioni appena degli oltre 10 miliardi dedicati a questo comparto di misure”.

Dei 5,1 miliardi di misure di sostegno della liquidità 1,6 miliardi sono riconducibili al rifinanziamento del fondo centrale di garanzia per le PMI; 1,7 miliardi sono riconducibili alle misure per la moratoria fino al 30 settembre della restituzione dei prestiti delle PMI; 400 milioni riconducibili alle misure per la sospensione dei mutui prima casa.

Con specifico riguardo alla moratoria del rientro dei prestiti a favore delle PMI , la relazione tecnica stima in 219 miliardi l’importo complessivo dei prestiti che ne beneficerebbero: 97 miliardi di linee di credito in conto corrente (di cui 66 miliardi utilizzati); 60 miliardi di finanziamenti accordati per anticipi su fatture e altri titoli di credito (di cui 35 miliardi utilizzati); 29 miliardi per altri prestiti a breve termine; 33 miliardi di sospensione rate relative a mutui, leasing e altri prestiti a medio-lungo termine.
Dei 2,3 miliardi di misure fiscali: 982 milioni sono riconducibili al blocco della riscossione dei ruoli; 880 milioni sono riconducibili al bonus di 100 euro per i dipendenti con redditi fino a 40.000 euro che a marzo vanno regolarmente al lavoro; 356 milioni sono riconducibili al credito di imposta pari al 60% dell’affitto di marzo di negozi e botteghe per gli esercenti “chiusi” per decreto.

“Sul punto – commenta Miani - va sottolineato che la Relazione Tecnica conferma come nessun costo per lo Stato, in termini di indebitamento, hanno invece le sospensioni dei versamenti di IVA, ritenute e contributi in scadenza a marzo e aprile, disposte per i “piccoli” e per le attività economiche delle filiere “più esposte”. Ciò dipende dalla brevità della sospensione (tutti gli importi sospesi devono infatti essere versati entro l’anno, a partire già dal mese di maggio). L’adeguatezza delle misure di sostegno al lavoro – commenta il numero uno dei commercialisti - è ovviamente fuori discussione, specie per tutte quelle attività che sono state costrette a chiudere per decreto. Così come significative sono alcune delle misure di sostegno della liquidità attraverso il sistema bancario”.

“Quello che non funziona – conclude Miani - è l’evidente marginalizzazione di centinaia di migliaia di liberi professionisti ordinistici, tra i quali sono numerosissimi i giovani con redditi già bassi nei periodi di normalità economica che rischiano davvero di ritrovarsi ultimi tra gli ultimi e peggio che dimenticati, in quanto qui non c’è alcuna dimenticanza, ma scelte precise.Così come salta all’occhio l’assoluta assenza di misure straordinarie di effettiva riduzione del cuneo fiscale a carico del datore di lavoro: una scelta che, messa a fianco di quella opposta compiuta sul versante del potenziamento delle misure di cassa integrazione, rischia di trasformare il Decreto Cura Italia in un enorme spinta psicologica a ricorrere il prima possibile e il più possibile alla cassa integrazione anche per quei datori di lavoro che, con un mix di misure più accorto e bilanciato, potrebbero fare nelle prossime nove settimane scelte diverse”.

In allegato il Documento del Consiglio e della Fondazione Nazionale dei Commercialisti " Le novità del decreto sull'emergenza da Covid-19 (D.L.n.18/2020 c.d. Cura Italia)

È possibile aumentare la soddisfazione dei giovani lavoratori?  Per le aziende e i dipendenti arriva Goals for Good, un percorso a tappe per i lavoratori tra i 18 e i 30 anni.

«Aiutiamo i lavoratori tra i 18 e i 30 anni a raggiungere il loro benessere: con sé stessi, con la comunità in cui vivono e lavorano e con l’ambiente. Goals for Good fornisce alle aziende gli strumenti per aumentare benessere e produttività dei propri dipendenti e ai singoli lavoratori le strategie per centrare obiettivi personali e professionali» spiega Barbara Grazzini di InEuropa, società italiana esperta in progetti internazionali, focalizzati su educazione e formazione. «Non solo formazione tecnica o sulle soft skills, le aziende possono investire anche sul benessere dei loro dipendenti. Goals for Good è uno strumento coerente con i principi della responsabilità sociale d’impresa, a cui le aziende sono sempre più chiamate»

Chi è InEuropa

InEuropa è una società di servizi fondata da Barbara Grazzini e Andrea Pignatti, che da oltre 20 anni si occupano di tematiche comunitarie per supportare enti pubblici, privati e associazioni nell’accesso alle opportunità europee.

L’obiettivo è sensibilizzare gli enti pubblici e privati sulle politiche e sui programmi dell’Unione Europea, elaborare progetti a livello locale, nazionale e internazionale e supportare tecnicamente chiunque sia interessato ad accedere alle opportunità comunitarie.

Le aree di lavoro riguardano: cultura, educazione e formazione, lavoro, politiche sociali, ricerca e innovazione, sanità, sostenibilità, scuola e giovani, turismo.

Goals For Good: una soluzione possibile

Da un’indagine Istat del 2019 emerge che una delle principali cause della crescente insoddisfazione giovanile è da ricercare nei modelli consumistici veicolati da pubblicità e social media: la felicità è identificata con denaro, bellezza e status sociale.

Il Professor Stefano Bartolini, docente di Economia della Felicità all’Università di Siena, tra i consulenti scientifici di Goals for Good, spiega che di fronte a questi dati “è necessario puntare sul progresso della qualità della vita, proprio come intende fare Goals for Good”.

Per i lavoratori, il senso di insoddisfazione spesso tocca l’ambito lavorativo. Secondo un’indagine condotta da Edenred – Ipsos (2016) sulla qualità del lavoro risulta che:

-in Italia solo il 60% dei i lavoratori che si recano in ufficio, in negozio o in fabbrica è “felice”, contro una media del 67% negli altri 15 paesi oggetto dell’indagine,
-solo il 51% ha fiducia sul proprio futuro professionale.

«Goals for Good può aiutare le persone a avere un atteggiamento più equilibrato verso il lavoro, bilanciando vita lavorativa e extra – lavorativa e far capire che la felicità non dipende solo dalla ricchezza – spiega Bartolini -. I vantaggi per le aziende sono molti: gli studi dimostrano che persone più felici ed equilibrate sono più produttive, cooperative e puntuali».

Il percorso verso il benessere

Goals for Good individua i “5 percorsi verso il benessere”:

-coltivare relazioni sociali,
-dare il proprio contributo alla comunità,
-praticare attività fisica,
-apprendere nuove cose,
-riflettere su ciò che ci fa stare bene.

Goals for Good fornisce le strategie concrete per introdurre miglioramenti nella propria vita, realizzati attraverso evidenze scientifiche su ciò che rende davvero felice un individuo.

Le attività possono essere organizzate in maniera autonoma o per piccoli gruppi e sono divise in 4 workshop da un’ora ciascuno. I partecipanti di tali sessioni avranno modo di:

-mettere in discussione le tradizionali nozioni di successo,
-dare senso e motivazione a ciò che fanno, considerando l’effetto dei propri obiettivi al di là di sé stessi,
-migliorare la determinazione e utilizzare i propri punti di forza per raggiungere i propri obiettivi.

Il ruolo delle aziende

200 lavoratori italiani hanno sperimentato Goals for Good e sono riusciti a dedicare più tempo a famiglia, amici, sport, salute e nuovi obiettivi di studio e lavoro:

-il 93% dei partecipanti ha dichiarato che il percorso è in grado di generare stimoli e riflessioni,
-il 71% lo ha trovato utile,
-il 73% lo consiglierebbe a un amico.

Fondamentale è il ruolo delle aziende: “Goals for Good” mette a disposizione gratuitamente i materiali per responsabili e lavoratori del settore HR e agenzie del lavoro e formazione. Sul sito è possibile scaricare il Toolkit per le aziende, ossia tutti gli strumenti necessari per organizzare i workshop Goals for Good con i giovani lavoratori come parte della formazione aziendale. Il toolkit comprende tutto il materiale necessario per ciascuno dei 4 moduli di apprendimento.

(Di Coopservice 4 Dicembre 2019)

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