Questa mattina attorno alle 8.30 un commando armato ha atteso le guardie giurate all’uscita del centro commerciale ed è riuscito a impossessarsi degli incassi dei negozi. Secondo le prime stime il colpo ha fruttato almeno 100 mila euro.

Di Claudia Fiori Modena 20 gennaio 2020 – Un colpo da almeno 100 mila euro. È questo il “bottino” di cui è riuscito a impossessarsi un “commando” di almeno tre o quattro malviventi che stamattina, attorno alle 8.30, ha sorpreso le guardie giurate che stavano trasportando gli incassi dei negozi all’interno di un portavalori.

Secondo le prime ricostruzioni, mentre i vigilanti stavano trasferendo due sacchi pieni di banconote nel furgone attraverso l’uscita laterale del centro commerciale che si affaccia sulla via Emilia, si sono visti sbucare all’improvviso un gruppo di uomini a volto coperto e armati di fucile. Uno di loro ha puntato l’arma addosso a una delle guardie, quello che aveva in mano i sacchi con le banconote, riuscendo quindi a farsele consegnare.

Il secondo vigilante, invece, ha cercato di seguire il protocollo e si è chiuso dentro al portavalori, mettendo in moto e cercando di allontanarsi. Il nervosismo era però tale da farlo finire contro un’aiuola. I malviventi, che probabilmente avevano studiato il piano nei minimi particolari, si sono invece dati alla fuga con il bottino a bordo di un’auto chiara. Nel corso della rapina si sono anche impossessati della pistola della guardia giurata, che tuttavia è rimasta incolume.

Immediatamente è stato dato l’allarme e sul posto sono intervenuti i Carabinieri per avviare le indagini e per effettuare i primi rilevamenti e la ricostruzione dei fatti.

 

Martedì, 21 Gennaio 2020 06:32

Vittorio Sgarbi a Fidenza

Lunedì 20 gennaio il critico d'arte a Fidenza in provincia di Parma.

Di Nicola Comparato Parma 21 gennaio 2020 - Vittorio Sgarbi, famoso critico d'arte, nato a Ferrara il giorno 8 maggio 1952, più volte membro del parlamento e attualmente sindaco di Sutri in provincia di Viterbo, nella serata di lunedì 20 gennaio a Fidenza, è stato ospite presso l'Astoria Hotel, per partecipare a un evento incentrato sulle bellezze culturali e architettoniche che contraddistinguono da sempre il territorio parmense e sui vari aspetti dell'Italia sotto il profilo politico, storico e cristiano.

Sgarbi, comincia il suo discorso parlando delle chiese parmensi, per orientare poi l'attenzione sui partiti politici italiani, su Giuseppe Verdi e sulla questione del crocifisso che tanto fa discutere, sottolineando che non si tratta semplicemente di un oggetto che simboleggia la religione, ma piuttosto di un simbolo storico, mettendo in evidenza che Gesù fu un personaggio della storia e non solo della Bibbia.

Sul tema magistratura e politica, Vittorio Sgarbi durante l'evento ha più volte citato e difeso il leader socialista Bettino Craxi di recente commemorato per il ventesimo anniversario della sua morte, e nel suo monologo intenso, tra le varie tematiche, è riuscito a dare spazio anche all'ironia, raccontando una sua avventura amorosa successa anni prima proprio in provincia di Parma, concludendo con una serie di diapositive raffiguranti alcuni edifici del territorio come ad esempio la Chiesa di San Donnino a Fidenza.

Al termine della serata Sgarbi é intervenuto con il collegamento in diretta dall'Astoria Hotel di Fidenza, con la trasmissione di Rete 4 "Quarta Repubblica" condotta da Nicola Porro.

Tentata rapina alla titolare di una tabaccheria di Carpi: la Polizia di Stato incastra i due autori.

Carpi 20 gennaio 2020 - Nella serata del 3 gennaio 2019 la titolare di una tabaccheria di Carpi, mentre rientrava a casa dopo la chiusura del negozio, subì una tentata rapina da parte di due soggetti, di cui uno con volto travisato e armato di pistola.

La donna, una volta parcheggiata l’auto nei pressi dell’abitazione, era stata avvicinata da un uomo con una tuta da lavoro stradale ed un passamontagna, che le aveva intimato con una pistola semiautomatica di versare l’intero incasso, circa 5000 euro, all’interno di una borsa.

Le urla della donna e del figlio avevano fatto in modo che la rapina non andasse a buon fine; i due malviventi erano scappati a bordo di una autovettura a fari spenti e a forte velocità.

Gli agenti del Commissariato di P.S. intervennero sul posto nell’immediatezza e subito sono partite le indagini, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, con la collaborazione dei colleghi del Commissariato di P.S. di Mirandola.

Grazie alle informazioni e alle testimonianze raccolte, sono state recuperate all’interno di un cassonetto dell’immondizia la tuta da lavoro, indossata dal rapinatore, e la pistola, una scacciacani, con la quale avevano tentato la rapina.

La serrata quanto complicata attività degli investigatori, effettuata con metodi tradizionali e con l’utilizzo di intercettazioni telefoniche e pedinamenti, ha permesso di risalire nelle ore successive all’autovettura utilizzata dai due malviventi, in uso ad un 50enne italiano senza fissa dimora soggiornante tra i comuni di Mirandola e Castelfranco, gravato da un unico precedente di Polizia, ma di fatto frequentatore abituale di noti pregiudicati.

Gli agenti sono riusciti, infine, ad inquadrare anche il vero e proprio autore della tentata rapina, un italiano di 50 anni con precedenti di Polizia a proprio carico.

Sono stati ricostruiti anche i movimenti dei due soggetti prima della rapina, i quali erano partiti dal comune di San Prospero direzione Carpi, dove avevano atteso la chiusura del negozio per poi spostarsi nei pressi dell’abitazione della vittima.

I due, sottoposti ad interrogatorio presso gli Uffici del Commissariato di P.S., hanno fornito dichiarazioni incongruenti e forvianti. La comparazione dei campioni di DNA prelevati ai due indagati ha dato riscontro positivo in quanto sono state trovate tracce biologiche di uno dei due soggetti sulla tuta da lavoro.

Alla luce dei fatti sopra descritti e delle fonti di prova raccolte, la locale Procura ha richiesto al G.I.P. del Tribunale di Modena l’emissione delle misure cautelari nei confronti dei due malviventi.
L’ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita nei confronti del rapinatore il 10 gennaio scorso; al termine delle incombenze di rito, il 50enne è stato associato alla locale casa Circondariale. L’altro, il complice, è stato rintracciato il 17 gennaio scorso e anch’egli tradotto in carcere a disposizione della Autorità Giudiziaria procedente.

 

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Nella giornata di sabato, la Polizia di Stato ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP presso il Tribunale di Parma dr. Mattia Fiorentini su richiesta del Sost. Proc. dr.ssa Emanuela Podda nei confronti di 4 cittadini nigeriani responsabili di spaccio di cocaina nella città e nell’hinterland di Parma.

Sono stati raggiunti da misura cautelare in carcere:
• ABUNENE Nelson Ukpebor, classe 1980;
• BALOGUN Innocent Inegbenedion, classe 1982;
entrambi domiciliati in Parma mentre, allo stato, altri due destinatari sono irreperibili.

L’attività di indagine è stata avviata nell’aprile del 2018, allorquando gli agenti della Squadra Mobile hanno iniziato a monitorare gli spostamenti di ABUNENE Nelson Ukpebor indicato come dedito all’attività di spaccio. I primi accertamenti operati hanno consentito di identificare alcuni clienti, sequestrando a loro carico la cocaina venduta da ABUNENE. Si accertava che il giovane spacciatore acquisiva la richiesta tramite telefonata o sms, per poi darsi appuntamento con gli acquirenti in varie zone della città (Botteghino, Campus, stadio) e nei comuni di Monticelli e San Polo di Torrile.

La successiva attività investigativa, supportata da presidi tecnologici ed inizialmente incentrata esclusivamente sull’ABUNENE, ha consentito di ricostruire la quotidiana attività di spaccio di cocaina condotta dall’uomo, documentare centinaia di cessioni ed identificare molti dei suoi clienti. La maggior parte di questi, in particolare, erano clienti “fidelizzati” con i quali, nel corso delle telefonate, non era necessaria alcuna specificazione per definire il luogo dell’appuntamento e la quantità di stupefacente richiesto.

L’attività tecnica ha inoltre consentito di accertare che ABUNENE si avvaleva della collaborazione di BALOGUN Innocente e di un terzo cittadino nigeriano ed altresì che i tre operavano in stretta sinergia tra di loro, condividendo lo stupefacente, tanto che i clienti, indipendentemente dal numero chiamato, venivano dirottati verso il sodale che fosse immediatamente disponibile o, semplicemente, più prossimo al luogo dell’appuntamento.
L’ultimo tassello dell’attività ha riguardato l’individuazione del fornitore dei tre, ovvero il quarto nigeriano. Questi, già noto agli agenti della Squadra Mobile in quanto tratto in arresto nel 2016 per traffico di sostanze stupefacenti, da una parte riforniva i tre della cocaina da loro spacciata e, dall’altra, aveva una fiorente attività di spaccio al “dettaglio” di cocaina e marijuana.

Dalla complessiva attività sono emersi gravi indizi relativamente alla cessione di centinaia di dosi di cocaina, che avrebbero fruttato agli indagati un ricavato non inferiore ad almeno 50.000 €, somma che forma oggetto del decreto di sequestro preventivo adottato dal GIP su richiesta del PM.
Nel corso della perquisizione presso le abitazioni dei due indagati arrestati, sono stati sequestrati beni di valore tra cui un TV 52 pollici di ultima generazione, un IPHONE 11 e monili in oro.

Un giro d’affari importante, certificato anche da un messaggio di uno dei clienti di ABUNENE che, arrabbiato per la scarsa qualità della cocaina datagli nell’ultima occasione e indispettito dai pretesti accampati dal nigeriano, gli dice “prima di andare a letto, una cosa ti giuro sulla tomba di mia madre, tu hai perso un cliente da 20000 € all’anno come minimo…bye bye, anzi fottiti”.

 

Si è conclusa con l’esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare (una in carcere, l’altra ai domiciliari), l’indagine che la Stazione Carabinieri di Medesano e il Nucleo Operativo della Compagnia di Salsomaggiore Terme hanno avviato e condotto sotto la direzione della Procura della Repubblica di Parma (Dr. Ausiello) a seguito del decesso per overdose da eroina di un giovane 28enne del posto, avvenuto circa un anno fa.

L'attività investigativa, che ha preso le mosse dall’analisi degli ultimi contatti e frequentazioni della vittima, ha consentito di individuare due giovani “pusher” nigeriani, uno con ruolo di capo l’altro di aiutante, gravitanti nel comune di Parma, dediti in maniera assidua ed esclusiva all’attività di spaccio. I Carabinieri, sempre coordinati dal PM responsabile del fascicolo, sono riusciti, a seguito di complessi servizi di pedinamento e con l’aiuto delle indagini tecniche, a raccogliere nei confronti dei due indagati elementi indiziari circostanziati e decisivi per ricostruire decine di episodi di spaccio di sostanze stupefacenti, anche di diverso tipo, nonostante le misure che gli stessi, abituati ad agire in un contesto di illegalità, prendevano per eludere i controlli delle forze di polizia, cambiando spesso telefono e spostandosi sempre in zone diverse per incontrare i propri clienti.

E’ stato accertato che i due, tra la fine del 2018 e il 2019 abbiano ceduto complessivamente centinaia di dosi di crack, eroina, cocaina e marijuana, con un giro di affari di alcune decine di migliaia di euro.
Aderendo alla prospettazione della Procura di Parma, il G.I.P. ha disposto pertanto le due misure cautelari che i Carabinieri hanno eseguito in due momenti diversi, la prima a dicembre e la seconda nei giorni scorsi dopo aver rintracciato, non senza difficoltà, i due soggetti.

Trasporto gratuito ai seggi per gli elettori con disabilità. I recapiti corretti da contattare

Sono lo 0523-492639 e lo 0523-492552, i numeri corretti da contattare per informazioni in merito al servizio di trasporto gratuito ai seggi per gli elettori con disabilità. Per fruire di questa possibilità, occorre infatti la prenotazione presso l’Ufficio Elettorale del Comune di Piacenza, operativo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 17 e il sabato dalle 8 alle 13 presso la sede di viale Beverora 57, contattabile anche tramite posta elettronica all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Occorre far pervenire richiesta scritta in carta libera, corredata dalla copia del certificato di invalidità o dal certificato del medico curante, che attesti l'impossibilità di utilizzare i mezzi pubblici, con una copia del documento di identità in corso di validità. Il trasporto avverrà con minibus appositamente attrezzato, munito di pedana con elevatore.

Jonathan Papamarenghi: “Un attestato di benemerenza a coloro che negli anni hanno collaborato per il ritrovamento del Klimt”.

Il giorno dopo la conferma che “Ritratto di signora” di Gustav Klimt è autentico, c’è una bella euforia in città accompagnata da una soddisfazione che è destinata a lasciare il segno, ma una parola in particolare sembra essere all’ordine del giorno dell’assessore alla Cultura: risarcimento. “Finalmente – dice Jonathan Papamarenghi – con il ritrovamento di questa prestigiosa opera, la seconda più ricercata al mondo, vengono risarciti non solo la galleria d’arte moderna Ricci Oddi, ma l’intera comunità piacentina e tutti coloro che sono affascinati dalla bellezza e dall’arte, in Italia come nel resto del mondo”.

Papamarenghi evidenzia che un po’ di merito va anche alla scelta della Giunta di dare il via ai lavori manutenzione straordinaria alla galleria d’arte moderna Ricci Oddi: “E’ stato durante questi interventi straordinari – dice – che gli operai addetti hanno ritrovato il sacco in plastica contenente la “Signora” trafugata nel 1997”. Prosegue: “A bocce ferme, quando le indagini in corso saranno terminate e l’opera potrà, dopo le eventuali cure ordinarie, ritornare ad essere ammirata in tutto il suo fascino, l’Amministrazione consegnerà una benemerenza a coloro che hanno contribuito in tanti anni di lavoro, al ritrovamento del Klimt, dagli operai che lo hanno ritrovato a chi ha indagato con dedizione e con grande professionalità, senza mai abbattersi al fine di riconsegnare il Klimt alla città, alla cultura e all’arte italiana e internazionale. Dunque – conclude - sarà premiato il grande senso civico di chi ha fatto tanto; tutto questo nel corso di una cerimonia che dovrà avere anche il carattere di una grande festa”.

 

Modena 19 gennaio 2020 - A mezzanotte circa della notte, di sabato, i poliziotti della Squadra Mobile sono intervenuti per indagare su un grave accoltellamento fra automobilisti, segnalato da una pattuglia della Polizia Stradale di Modena Nord.

Gli agenti hanno potuto accertare che per futili motivi connessi alla viabilità, sull’A22, direzione Brennero, corsia di decelerazione dell’uscita del casello autostradale di Campogalliano, all’altezza del cavalcavia n.145, un automobilista, dopo aver inveito su strada con un altro per una manovra azzardata, lo ha costretto a fermare la propria corsa, ponendosi di fronte con il veicolo per farlo accostare. Si è, quindi, avvicinato a piedi con un coltello in mano al passeggero dell’altra auto, sferrando con l’arma un colpo secco all’addome del malcapitato, non spingendosi oltre solo perché, nel frattempo, si era accorto del passaggio, nella carreggiata opposta, di una pattuglia della Polizia Stradale, che in brevissimo tempo si è portata sul luogo dell’evento.

L’aggressore è riuscito a scappare prima dell’arrivo della pattuglia della Polizia.

La vittima, un milanese di 52 anni residente a Carpi, accoltellato di fronte alla moglie, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale, dov’è stato successivamente operato all’addome con una prognosi di 30 giorni e dichiarato fuori pericolo.

La Squadra Mobile è riuscita, dopo circa 2 ore di attività ad identificare l’autore dell’aggressione, un noto pregiudicato italiano di 46 anni, e a rintracciarlo presso la sua abitazione a Campogalliano.

Essendo scaduti i termini temporali per procedere all’arresto in flagranza e non essendoci i presupposti per il fermo, in accordo con il Magistrato di turno, il soggetto è stato denunciato a piede libero rimettendo alla valutazione dell’Autorità Giudiziaria eventuali misure cautelari successive per il reato di lesioni aggravate.

Da ieri sera, in Noceto, è in corso un rave party non autorizzato presso il capannone dismesso della ditta C.I.A.S Group. È stata quantificata la presenza di oltre 150 mezzi, tra autovetture e camper. Molti giunti anche a piedi dalle vicine stazioni ferroviarie.

Stimati circa 1000 partecipanti, alcuni provenienti anche dall'estero. Area presidiata costantemente dai Carabinieri di Noceto e Salsomaggiore. Al momento non sono state rilevate criticità.

(Fonte Carabinieri Parma)

Domenica, 19 Gennaio 2020 10:59

In Nome della Libertà.

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa della Comunità Iraniana a Parma: In Nome della Libertà!

Parma 18 gennaio 2020 - Prima di tutto Ringraziamo Comune di Parma e Le forze dell’ordine per darci la possibilità per fare sentore la nostra voce.
Quello che con questo comunicato vorremmo chiedere riguarda il nostro paese e suoi 80 milioni di abitanti.
Iran e Italia sono tra paesi e civiltà più antiche nel mondo, e durante queste migliaia d’anni hanno avuto tanti punti comuni.
Oggi di quell’ Iran civile e libero non è rimasto più niente. Dal 1979 e dopo rivoluzione islamica, 80 milioni di iraniani vivono sotto controllo di uno dei peggiori regime dittatoriali e teocratici nella storia contemporanea. Un regime che, dai primi anni di presa del potere nel paese, al contrario di quello che fa vedere ai paesi occidentali, non ha mai tollerato i pensieri diversi ai suoi e sempre ha risposto alle richieste del popolo con arresti ed esecuzioni e violenza. Già da primi anni e dal luglio 1988 con diretto ordine di “Khomeini”, il regime ha ucciso migliaia di prigionieri politici (un numero tra 8000 e 30000). In anni recenti e durante l’attuale governo del leader del paese “Khamenei”, il popolo si è rivolto contro il governo in più di tre occasioni ma ancora, come prima, la risposta da parte del regime è stata la violenza. Nelle proteste studentesche del luglio 1999, Proteste post-elettorali del 2009-2010, Proteste 2017-2018 sono stati uccise e arrestate migliaia di persone (circa 100 Morti e circa 11000 arrestati). Purtroppo, durante tutte queste proteste né i governi europei né il governo italiano e i partiti politici hanno mai supportato il popolo iraniano e nemmeno hanno condannato il regime iraniano per violazione dei diritti umani. E anzi hanno fatto nuovi accordi con il regime e hanno fatto più business con il regime.
Quello che è successo in passato non è più ricuperabile ma come sapete nell’ultimi mesi e giorni sono successe di nuovo le proteste. Questa volta molto più grandi e con numeri più alti di partecipanti (più di 100 città in qui quasi tutti capoluoghi delle province con milioni di partecipanti ), ma questa volta la risposta del regime iraniano è stata più dura e violenta, dalle prime ore del inizio proteste il regime ha bloccato tutta la rete d’internet, blocco che è durato per quasi una settimana, e durante questo blackout d’internet, hanno fatto i crimini più orrendi che un regime può fare contro suo popolo violando diritti principali del cittadini iraniani e diritti umani. Hanno usato armi di guerra, da cecchini che sparavano direttamente per colpire la testa dei protestanti, macchine di guerra, carro armato, e armi pesanti. Il risultato finale è più di 1500 morti, più di 5000 feriti e più di 10000 arrestati. Ma i crimini di guerra del regime e violazione dei diritti non finiscono qui. Il regime durante le proteste usando guardia rivoluzionaria “Pasdaran” arrestavano anche i protestanti feriti nell’ospedale e gli portavano nel carcere, i Pasdaran tenevano i corpi di protestanti uccisi e chiedono soldi dalle famiglie per liberare il corpo di loro cari, il regime minacciava le famiglie con arresto se le famiglie decidevano di fare funerali o parlavano con giornali stranieri. Gli arrestati in carcere vivono in situazioni molto dure, sono sotto tortura fisica e mentale. Tante persone sparite in qui le famiglie non hanno nessuna notizia.
Nella scorsa settimana, governo iraniano abbattuto un aereo commerciale e suoi 180 passeggeri uccidendo tutti incluso cittadini canadese, svedese e iraniano, solo per usare innocenti cittadini come scudo umano e per fare propaganda contro Stati Uniti.


Le nostre richieste verso Governo italiano e tutte e tutti Italiani sono:
1 – condannare il regime iraniano per violazione di diritti umani e per crimini della guerra.
2 – condannare e bloccare i capi del regime iraniano e le persone che hanno ordinato arresti e uccisioni del popolo iraniano ad entrare nel Europa e Italia per fare propaganda per il regime
3 – aiutare gli iraniani d’Italia a lottare contro il regime islamico. Per esempio, aiutare iraniani per fare le denunce contro regime iraniano e le persone che hanno ordinato e hanno fatto gli atti violenti contro popolo iraniano.
4 - finire qualsiasi tipo di accordo e business con governo iraniano, perché i soldi sempre finiscono nelle tasche del regime e non sono spesi per iraniani ma anzi esattamente al contrario e vengono usati per uccidere e arrestare iraniani che cercano la libertà.

Il popolo iraniano durante la storia non ha mai dimenticato gli amici che aveva a fianco in momenti più difficili. L’Italia è sempre stata amica del popolo iraniano e supportando iraniani in questo periodo più scuro della storia della persia, terrebbe aperte le porte di amicizia tra iraniani e italiani per costituire un futuro migliore e illuminato."

Comunità Iraniana a Parma
18/01/2020

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Domenica, 19 Gennaio 2020 10:45

In ricordo di Bettino Craxi

Oggi ricorre il ventesimo anniversario della morte del leader socialista.

Di Nicola Comparato Felino 19 gennaio 2020 - Bettino Craxi, nato il 24 febbraio 1934 a Milano e deceduto ad Hammamet in Tunisia il 19 gennaio del 2000, è stato un grande politico italiano, primo socialista a ricoprire il ruolo di presidente del Consiglio dei ministri dal 4 agosto 1983 al 17 aprile 1987, e segretario del Partito socialista italiano dal 15 luglio 1976 all’11 febbraio 1993. Anticomunista e Nenniano, Craxi si rese protagonista indiscusso della politica per le sue idee innovative, prima fra tutte quella di staccarsi dal marxismo/leninismo sostituendo la falce e il martello con un garofano rosso, creando negli anni una forte conflittualità con il PCI di Enrico Berlinguer. Nel 1978 quando il politico Aldo Moro fu rapito e ucciso dalle Brigate Rosse, l'unico disposto ad una trattativa, anche se alla fine inutilmente, fu proprio Craxi, al contrario della DC e del PCI. A Craxi si deve il più lungo governo della storia della nostra Repubblica, il pentapartito, formato da Dc, Psi, Psdi, Pri e Pli, in carica dal 4 agosto 1983 al 27 giugno 1986.

Uno dei fatti più conosciuti che riguardano Bettino Craxi, è la crisi di Sigonella, quando nell'ottobre del 1985, l'aviazione militare statunitense intercetta un aereo egiziano con a bordo Abu Abbas, esponente dell’Olp, insieme a un suo aiutante e i 4 dirottatori della nave da crociera italiana Achille Lauro. Gli americani danno l'ordine di fare atterrare l'aereo a Sigonella in Sicilia, per avere in consegna i sequestratori dell'Achille Lauro, ottenendo da Craxi solo un rifiuto, che immediatamente schiera i militari italiani contro quelli americani con le armi puntate pronti a sparare. Per Craxi il caso è di competenza dell'Italia trovandosi l'aereo in territorio italiano. Col passare degli anni, più precisamente nel 1992, comincia il periodo di crisi politica per Bettino Craxi. Avvisi di garanzia e scandali giudiziari lo vedono coinvolto in prima persona nel caso Tangentopoli per finanziamenti illeciti al partito. L'inchiesta porta il nome Mani Pulite, con il PM Antonio di Pietro, uomo "immagine" del pool.

Il 30 aprile 1993 una folla attende Craxi fuori dall' Hotel Raphael a Roma. I contestatori gli lanciano addosso decine di monetine e lo riempiono di insulti. Nel 1994 Craxi decide di rifugiarsi ad Hammamet in Tunisia, dove morirà il 19 gennaio del 2000. La giustizia e le persone sono divise sul caso Craxi. Per i primi era solo un latitante, per molti altri un rifugiato politico morto in esilio.

È davvero ardua l'impresa di poter riassumere in poche parole la vita del politico più importante dell'Italia degli anni 80, ma era doveroso ripercorrere alcuni degli episodi più significativi in occasione del ventesimo anniversario della sua morte.

 

Roma, 14 GEN – “La sinistra ha cercato di derubricare a vicenda locale e poco importante una inchiesta, quella ‘Angeli e Demoni’ sui presunti affidi illeciti in Val d’Enza, che è invece una pagina nerissima non solo per la nostra comunità regionale ma per tutto il Paese. Ne siamo convinti oggi più che mai, a chiusura delle indagini, con la Procura di Reggio Emilia che non solo conferma l’impianto accusatorio ma lo ritiene rafforzato”.

Lo afferma la deputata emiliana di Forza Italia Benedetta Fiorini.

“Rimaniamo garantisti, come sempre, - continua Fiorini - ma 108 capi di imputazione sono una chiara evidenza di un sistema marcio che ha pregiudicato la serena esistenza di tanti minori e di tante famiglie, strappando gli uni alle altre, senza nessun motivo valido ed accettabile. La lista dei reati contestati è così lunga e variegata, dal falso ideologico in atto pubblico ai maltrattamenti in famiglia, dalla violenza privata alle lesioni dolose gravissime, dalla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche alla falsa perizia anche attraverso l’altrui inganno, dalla frode processuale al depistaggio, che fa pensare, come abbiamo sempre detto, ad un vero e proprio sistema criminale perpetrato sulla pelle di bambini e bambine e delle loro famiglie. Ecco perché – conclude Fiorini - serve intervenire urgentemente in materia di normativa degli affidi”.

 

Controlli della Polizia Locale nel quartiere Roma e nei parcheggi. Denunce per ubriachezza e ordini di allontanamento

Controlli serrati sono stati condotti nei giorni scorsi, anche in borghese, da parte della Polizia Locale nella zona della stazione ferroviaria, dei Giardini Margherita, nel quartiere Roma e nei principali parcheggi sul territorio urbano.
Dall’attività svolta, finalizzata a prevenire e contrastare episodi di inciviltà e a garantire la tutela del decoro urbano, è scaturito il riscontro di tre violazioni all’articolo 18 del Regolamento comunale di Polizia Urbana, per consumo di alcolici in aree pubbliche e in orari non consentiti. Sono stati inoltre notificati due ordini di allontanamento per manifesta ubriachezza, nei confronti di due cittadini italiani residenti a Piacenza: a loro carico è scattata anche la denuncia all’Autorità Giudiziaria per il reato commesso.


Nel corso dei pattugliamenti, sono state elevate numerose sanzioni per violazioni al Codice della Strada, riguardanti sia il comportamento alla guida, sia la sosta dei veicoli in aree non consentite.
“L’attenzione alla zona del quartiere Roma, da parte dell’Amministrazione comunale e della Polizia Locale, è sempre alta”, sottolinea l’assessore alla Sicurezza Luca Zandonella, che rimarca in particolare “la costanza e la continuità nei controlli, con una frequenza e una capillarità che non sono mai state garantite in passato”.

Piacenza, 18 gennaio 2020 - Il Consorzio di Bonifica di Piacenza dopo aver invitato i candidati alle prossime elezioni regionali, nella mattinata di ieri, ha iniziato gli incontri istituzionali con i candidati uscenti - e membri di commissioni regionali - Gianluigi Molinari e Katia Tarasconi per la lista “PD Bonaccini Presidente”.
Gianluigi Molinari è attualmente componente delle commissioni: Politiche Economiche; Bilancio, Affari Generali ed Istituzionali.
Katia Tarasconi è membro delle commissioni: Cultura, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità; Territorio, Ambiente, Mobilità; Politiche per la Salute e Politiche Sociali.
Con entrambi i candidati uscenti il Presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza, Fausto Zermani, insieme al Direttore Generale, Angela Zerga, hanno affrontato i diversi temi regionali legati alla risorsa idrica e alla sua gestione sia nell’ambito della difesa idraulica sia in quello della distribuzione irrigua.

Nel pomeriggio di ieri, insieme alle organizzazioni di categorie agricole, il Consorzio ha incontrato il Presidente della Commissione permanente dell’agricoltura, Senatore Gianpaolo Vallardi.
A fare gli onori di casa il Presidente del Consorzio di Bonifica:E’ un’opportunità avere il Presidente della Commissione agricoltura qui in Consorzio. Colgo l’occasione per ringraziare Giampaolo Maloberti e il Senatore Pietro Pisani per questo confronto con il Senatore Vallardi che ci ha permesso di trasmettere l’impegno con il quale ci occupiamo di gestione della risorsa idrica e di prevenzione del dissesto all’interno di un territorio dove le produzioni agricole, pomodoro e zootecnia, sono un fiore all’occhiello nazionale”.


Durante l’incontro è stato illustrato l’operato del Consorzio sul territorio piacentino e il portfolio dei progetti dell’ente, sia quelli cantierabili e in attesa di finanziamento sia quelli già avviati.
Il Presidente del Consorzio ha poi ricordato l’importanza di lavorare insieme alla definizione di strategie e obiettivi di lungo termine.

Presenti all’incontro membri del Comitato Amministrativo e del CDA del Consorzio (Vice Presidenti Alberto Bottazzi e Paolo Calandri insieme a Giovanni Ambroggi, Giampiero Cremonesi, Massimo Ghezzi, Giampiero Silva) il Direttore Generale (Angela Zerga), Giampaolo Maloberti, il Senatore Pietro Pisani, il Direttore di Coldiretti Piacenza (Claudio Bressanutti), il Presidente di Confagricoltura Piacenza insieme al Direttore (Filippo Gasparini – anche membro CDA del Consorzio - e Marco Casagrande), il Presidente di Cia insieme al Direttore (Franco Boeri e Marina Bottazzi), il Presidente di Ainpo (Filippo Arata) e Paolo Calestani (Sindaco del comune di Morfasso e membro del CDA del Consorzio).

"Europa Verde: L'unico clima che vogliamo vedere cambiare è il clima d'odio! Ne parliamo domenica 19 gennaio presso la Sala Civica Bizzozero con l'europarlamentare Magid Magid"

In una regione come l'Emilia-Romagna, in cui i valori della solidarietà e dell'inclusione sono incisi nel DNA dei cittadini, le politiche della paura non troveranno terreno fertile.

Europa Verde riconosce la necessità di contrapporre alle narrazioni elettorali qualunquiste e divisorie, un progetto di società inclusiva, attraverso una politica competente e d'ispirazione europea che riconosca la complessità di tematiche come immigrazione, diritti umani e diversità culturale.

Avremo occasione di parlarne questa domenica, 19 gennaio, alle ore 19, presso la Sala Civica Bizzozero. Ospite d'eccezione l'europarlamentare dei Verdi Europei Magid Magid, fervente attivista per i diritti umani, che è stato anche il primo sindaco musulmano e il più giovane mai eletto nella cittadina inglese di Sheffield.

Dialogheranno con lui Marco Deriu, docente di Sociologia della Comunicazione politica e ambientale; Chiara Marchetti, sociologa delle migrazioni, Associazione CIAC; Enrico Ottolini, candidato regionale di Europa Verde.

Invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare.

 

Le priorità di Europa Verde per le elezioni regionali: potenziare i Parchi, raddoppio della Pontremolese e biodistretto agricolo della Food Valley

Mobilità sostenibile, biodistretto agricolo della food valley e valorizzazione del capitale naturale sono le tre priorità che i cinque candidati di Europa Verde hanno esposto ieri sera agli elettori, alla sala civica Bizzozero.

“Il capitale naturale – ha spiegato Enrico Ottolini, capolista – è il valore, anche economico, che l’ecosistema mette a disposizione naturalmente e gratuitamente della società umana. È nostro compito comprenderlo e preservarlo per sfruttarne appieno le ricadute. In questo i Verdi sono dei precursori. Pensiamo al fiume Taro: trent’anni fa si dibatteva se fare un Parco o impiantare una raffineria. Oggi abbiamo un Parco a beneficio dell’intera collettività. Non solo: grazie all’area protetta, il fiume Taro ha potuto riprendere parte dei suoi spazi con riduzione del rischio idrogeologico e un risparmio rispetto ad altri corsi d’acqua, che richiedono opere costose come le casse d’espansione”.
La mobilità sostenibile è invece stata al centro degli interventi di Flavia Corradi, candidata di Sissa Trecasali “nella Bassa stiamo pagando gli effetti della bretella Tirreno-Brennero, un’autostrada che impatta fortemente sull’ambiente e che, come dimostra il blocco ai tir disposto dall’Austria, si rivelerà inutile. Molto meglio sarebbe, invece di insistere su quest’opera, dirottare fondi e attenzioni sul raddoppio ferroviario della Pontremolese e l’ammodernamento della Parma-Brescia e della Parma-Suzzara che, tra l’altro sono molto utili ai pendolari”.

“Se parliamo di pendolari – ha rimarcato Andrea Pellegrini di Fidenza – guardiamo alla necessità di un collegamento tipo metropolitana da Salsomaggiore a Parma, con alte frequenze nelle fasce orarie di maggior utilizzo. Una nota positiva, della presenza di Europa Verde, è che il Prit, il Piano regionale infrastrutture e trasporti, molto improntato a favore del traffico di automezzi, è stato rinviato alla prossima legislatura. Se saremo eletti potremo farlo cambiare, in questo senso gli elettori preoccupati per i cambiamenti climatici hanno un grande potere”.


Il terzo argomento, l’agricoltura, è stato focalizzato da Federico Rolleri, candidato di Bardi e Bedonia: “Ho una piccola azienda agricola e sono presidente dell’associazione agricoltori e allevatori custodi della biodiversità. Il progetto che come Europa Verde vogliamo supportare è quello del biodistretto della Food Valley, con l’ambizione di pungolare a partecipare le grandi aziende”.


Europa Verde non affronta solo i temi ambientali. “Il pensiero ecologico – dice MariaTeresa Portesani – vede tutto interconnesso. Le questioni ambientali e del clima sono strettamente interrelate a quelle sociali. Ad esempio, l’accoglienza e l’integrazione dei migranti rifugiati vanno considerate con attenzione e fatte funzionare, come era per il sistema Sprar, in questo modo si accresce il valore della cittadinanza con benefici per tutti”.

 

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Regionali. il movimento 5 stelle raddoppia: la chiusura della campagna elettorale prima a Bologna, poi a Cesena culla della Woodstock Pentastellata 

Boogna 17 gennaio 2020 - Il MoVimento 5 Stelle raddoppia: saranno due, infatti, gli eventi a chiusura della campagna elettorale per le elezioni regionali dell’Emilia-Romagna in programma per la prossima settimana. Il primo si terrà giovedì 23 gennaio alle ore 18.30 in piazza Galvani a Bologna con un evento che vedrà la partecipazione di Simone Benini, candidato alla presidenza della Regione, e degli altri candidati alle elezioni regionali del MoVimento 5 Stelle. Con loro i portavoce in Parlamento e tutti gli attivisti e i cittadini che in queste settimane hanno animato la corsa del MoVimento per le elezioni regionali.

Il giorno dopo invece, venerdì 24 gennaio, in piazza a Cesena (sempre nel tardo pomeriggio) si terrà la grande festa di chiusura della campagna elettorale proprio nella terra dove il candidato presidente Simone Benini è nato e cresciuto. La scelta di Cesena è soprattutto un ritorno alle origini visto che proprio la città romagnola nel 2010 fu teatro di “Woodstock a 5 Stelle”, il primo grande evento a impatto zero realizzato dal MoVimento 5 Stelle e che richiamò migliaia di cittadini. Un evento, quello di venerdì 24 gennaio, che sarà all’insegna del divertimento, piadina e sangiovese, e che vedrà la partecipazione di tanti portavoce del M5S.

Piccole Figlie Hospital su provvedimento giudiziario.

Dichiarazione della Direzione aziendale di Piccole Figlie Hospital, in merito al sequestro giudiziario disposto dalla Procura della Repubblica di Parma.

“Siamo sorpresi dal provvedimento della Procura della Repubblica di Parma notificato questa mattina dai NAS. La contestazione riguarda fatti accaduti antecedentemente al cambio di proprietà ed al conseguente insediamento dell’attuale Consiglio di Amministrazione avvenuti nell’aprile 2018. Siamo naturalmente a totale disposizione delle Autorità, assicurando la nostra piena collaborazione”.

Crescono export, economia, occupazione. Anche femminile. Un modello da premiare

di Laura Garavini - Oltre due milioni di occupati. Con un’occupazione femminile ai livelli più elevati in Italia. E con un tasso di imprenditrici tra i più alti d'Europa. Disoccupazione ai minimi storici: la metà della media nazionale.
Non c’è bisogno di propaganda. Bastano i numeri. Gli ultimi cinque anni a guida Stefano Bonaccini hanno portato l'Emilia Romagna a quei livelli di crescita che altre regioni stentano a realizzare. A partire dalle Regioni governate dalla Lega. Che ha proposto una candidatura debole, Lucia Borgonzoni, pensando di poterla compensare con la presenza esasperata di Salvini. Un 'badante' a tempo. Che cerca di strumentalizzare il voto in Emilia Romagna per fare cadere il Governo. Fregandosene altamente delle sorti del territorio e del paese.

Italia Viva non ha presentato liste in occasione delle elezioni emiliano-romagnole. Ma il nostro appoggio va convintamente al governatore uscente. Che ha dimostrato di saper amministrare in modo eccelso e di amare il suo territorio. Da modenese che si muove nel mondo, so bene che il tessuto produttivo della nostra regione è fatto di imprese di altissima qualità, molto apprezzate anche all‘estero. Aziende che in un mondo globalizzato potrebbero essere vulnerabili. E invece in Emilia Romagna, non solo resistono. Ma creano lavoro e crescita. Eccellendo anche a livello internazionale, con circa 63 miliardi di export l‘anno. Con valori pro capite che rendono l’Emilia Romagna la prima regione d'Italia. Meglio di Lombardia, o Veneto.

La regione Emilia Romagna a conduzione Bonaccini è un punto di riferimento per l'intero Paese. E non solo per avere invertito in positivo l'andamento del Pil. Ma anche per la sua cultura sociale. Perché è inclusiva. Ha forti principi democratici. Perché resiste alla pervasività del messaggio sovranista. Che invece altrove attecchisce.

Questi risultati non rappresentano un punto di arrivo. Anzi, sono lo step iniziale dal quale rilanciare i prossimi cinque anni. E se ci si domanda chi scegliere tra una candidata che finora ha dato prova solamente di non conoscere l'Emilia Romagna e un governatore che in cinque anni ha curato e fatto crescere la propria terra, Italia Viva non ha dubbi. Il voto del 26 gennaio va con determinazione a Stefano Bonaccini presidente.

Con l’impiego di n. 6175 pattuglie, nel corso dell’anno 2019 la Polizia Stradale di Modena ha complessivamente accertato n. 20900 infrazioni al codice della strada, delle quali n.11.583 in ambito autostradale e n. 9317 sulla viabilità ordinaria.

Modena 17 gennaio 2020 - A seguito dell’accertamento di infrazioni connesse alla guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, all’utilizzo del telefono durante la guida o al superamento del limite di velocità di oltre 40 Km/h, comportamenti frequentemente causa di gravi incidenti anche con esito mortale, nel medesimo periodo sono state ritirate n. 376 patenti di guida, mentre i punti decurtati per le medesime infrazioni oltre che per il mancato utilizzo dei sistemi di ritenuta di conducente e passeggeri o di seggiolini per i bambini, sono stati complessivamente n. 26.992 ; infine si segnala che sono state ritirate n. 485 carte di circolazione di veicoli a seguito di infrazioni alle norme di comportamento previste dal Codice della Strada nonché per mancanza della prevista revisione periodica o della copertura assicurativa oltre che per violazioni alle norme che regolano il trasporto merci in conto proprio ed in conto terzi.

Attività infortunistica.
L’andamento del fenomeno infortunistico ha fatto registrare una diminuzione del numero complessivo degli incidenti (871, - 19% rispetto al 2018) ed una considerevole diminuzione delle persone ferite (331, - 21%); a fronte di questi valori positivi, purtroppo, in linea con la tendenza nazionale, è stato registrato un incremento dei sinistri con esito mortale e conseguentemente delle persone decedute ( 13 incidenti con esito mortale pari a + 38% con 18 persone decedute ).
In particolare sono stati rilevati 596 incidenti in ambito autostradale dei quali 9 mortali, 131 con feriti e 456 con danni a cose, mentre sulla viabilità ordinaria sono stati rilevati 4 incidenti mortali, 55 con feriti e 54 con danni a cose.

Contrasto della guida sotto effetto di alcool e di sostanze stupefacenti.
Nel 2019 è proseguita la campagna straordinaria di controllo sulle condizioni psicofisiche dei conducenti, di veicoli sia in ambito autostradale che sulla viabilità ordinaria, per l’accertamento sull’eventuale assunzione di alcool; nelle ore serali e notturne sono state impiegate n. 125 pattuglie che hanno rilevato 38 incidenti e proceduto al controllo dello stato psicofisico di 3513 conducenti, dei quali il 1.8% ( totali 64 ovvero 54 uomini e 10 donne) è risultato positivo al test di verifica del tasso alcolemico, con un trend in diminuzione rispetto al 2018 ( la percentuale dei positivi al suddetto test era del 3,4 %).
Le persone denunciate, invece, per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti sono state 5.
I sequestri dei veicoli sono stati 3 e si sono tutti tramutati in confische amministrative.
Dal mese di Ottobre 2019, il Servizio Polizia Stradale ha dato l’avvio ad una campagna straordinaria di controlli per il contrasto dell’uso di stupefacenti alla guida di veicoli, da attuarsi nelle notti dei fine settimana lungo la viabilità autostradale, con l’utilizzo di un laboratorio mobile per l’esecuzione, direttamente su strada, delle analisi di secondo livello della saliva, a mezzo di cromatografia liquida.

Autotrasporto professionale
In ossequio agli obbiettivi delineati nel protocollo d’intesa tra Ministro dell’Interno e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del luglio 2009, la Polizia Stradale, nel corso del 2019, ha continuato a dare forte impulso ai servizi di controllo nel settore del trasporto professionale.
Per quanto concerne quelli svolti congiuntamente al personale del Dipartimento Trasporti Terrestri con i Centri Mobili di Revisione, sono stati effettuati da questa Sezione 9 servizi da 48 operatori di Polizia, con il concorso di 16 operatori del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, che hanno portato al controllo di 107 veicoli pesanti, con l’accertamento di 96 infrazioni e n.2 carte di circolazione ritirate.

 

Operazioni ad Alto Impatto

Dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019 ai servizi programmati mensilmente a livello regionale sono stati affiancati dispositivi specifici pianificati a livello nazionale, secondo il modello delle “Operazioni ad Alto Impatto”, nella misura di circa 5 al mese, per sottoporre a controllo massivo particolari settori del trasporto e verificare il rispetto di specifiche norme poste a salvaguardia della sicurezza stradale. I dispositivi sono stati programmati e realizzati da personale particolarmente preparato in settori della circolazione in cui le violazioni costituiscono generale pericolo per la Sicurezza dei cittadini.

Le “operazioni” in oggetto riguardano i seguenti settori, che hanno fatto registrare i risultati di seguito indicati:

- CINTURE DI SCUREZZA E SISTEMI DI RITENUTA :
12 operazioni – 1664 veicoli controllati e 426 violazioni accertate di cui 165 riferite alla normativa specifica);

- ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA :
9 operazioni ( 2 in più rispetto al 2018 ) – 2205 veicoli controllati – 115 violazioni contestate di cui 21 alla normativa specifica;

- AUTOTRASPORTO NAZIONALE ED INTERNAZIONALE DI PERSONE :
5 operazioni - 63 veicoli controllati e 15 violazioni accertate di cui 15 alla specifica normativa;

- TRASPORTO DI ANIMALI VIVI :
5 operazioni - 26 veicoli controllati e 13 violazioni accertate di cui 3 alla normativa specifica;

- TRASPORTO DI MERCI PERICOLOSE :
6 operazioni - 90 veicoli controllati e 10 violazioni accertate di cui 3 alla normativa specifica;

- TRASPORTI ECCEZIONALI :
6 operazioni ( 4 in più rispetto al 2018 ) con 7 veicoli controllati e 3 violazioni accertate alla normativa specifica;

- TRASPORTO DI SOSTANZE ALIMENTARI :
5 operazioni – 39 veicoli controllati – 9 violazioni accertate di cui 2 alla normativa specifica;

- USO CORRETTO DI TELEFONI ALLA GUIDA DI VEICOLI :
8 operazioni – 1470 veicoli controllati e 97 violazioni accertate relative alla specifica normativa );

- STATO DI EFFICIENZA DEGLI PNEUMATICI :
3 operazioni – 580 veicoli controllati – 55 violazioni accertate di cui 15 alla specifica normativa.

I controlli ad “Alto Impatto” sono già stati riprogrammati per tutto il 2020.

Nell’ambito dell’Osservatorio Provinciale sull’Incidentalità, inoltre, a fronte del crescente
numero di incidenti con esito mortale nella Provincia, il Signor Prefetto di Modena ha disposto, in occasione del Ponte dell’Immacolata e delle Festività Natalizie, l’effettuazione di alcuni “focus day” incentrati sul contrasto ai comportamenti dei conducenti di veicoli che sono spesso causa di sinistri (velocità – stato psico-fisico conducenti – utilizzo sistemi ritenuta), da attuarsi da parte di tutte le forze di Polizia presenti sul territorio.
Per tale attività ha incaricato la Sezione Polizia Stradale di Modena di predisporre il relativo calendario e di fungere da elemento di coordinamento e raccolta dati: 8281 veicoli controllati – 9136 persone controllate – 1251 violazioni accertate.

Gite scolastiche in sicurezza
Nel corso del 2019, d’intesa con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sono stati attivati controlli d’iniziativa o su segnalazione dell’istituto scolastico mirati al controllo degli autobus destinati al trasporto di scolaresche per gite o viaggi d’istruzione.
Nel corso dell’anno sono stati sottoposti a controllo 161 autobus, dei quali 30 hanno evidenziato almeno una irregolarità, per un totale di 39 infrazioni e il ritiro di 0 patenti e 6 carte di circolazione.

 

Campagne di informazione ed educazione stradale

Nell’anno 2019 numerose sono state le campagne di educazione ed informazione stradale, organizzate sia a livello nazionale che a livello locale, cui ha partecipato la Polizia Stradale di Modena.
Sono state inoltre effettuate 12 docenze in tema di Sicurezza Stradale che hanno coinvolto complessivamente n. 1470 studenti di scuole di primo e secondo grado della provincia di Modena, organizzate dall’Associazione Italiana Giovani Vittime della Strada, o richieste dagli stessi Dirigenti Scolastici nell’ambito del progetto sulla legalità con particolare riferimento alla guida in stato di ebbrezza dovuta all’abuso di alcol ed uso non terapeutico di stupefacenti o sostanze psicoattive, alla guida con l’utilizzo di apparecchi radiotelefonici senza vivavoce, alla maggiore lesività da sinistro stradale per il mancato uso dei sistemi di ritenuta o del casco, alla normativa comunemente nota come “ Omicidio Stradale”.

 

Inoltre nel corso del 2019, sono state attuate le seguenti campagne di informazione ed educazione stradale.

- La campagna di sicurezza stradale “BICI SCUOLA“, nell’ambito delle iniziative realtive al transito del Giro d’Italia - Studenti formati 750
- La campagna di sicurezza stradale “EDWARD” Studenti formati 120
- La campagna di sicurezza stradale, “BAMBINOPOLI” persone contattate 600
- Bimbi in Auto, in collaborazione con il Ministero della Salute, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le principali Associazioni dei Pediatri, per sensibilizzare gli adulti sull’importanza dell’utilizzo dei sistemi di ritenuta per la sicurezza dei bambini in auto, nonché su tutti gli aspetti legati alla loro sicurezza quando viaggiano in auto attraverso n.12 servizi specifici che hanno portato a n.20 contravvenzioni riguardanti specificatamente in trasporto di passeggeri minori.

Attività di polizia giudiziaria

In materia di polizia giudiziaria, l’impegno profuso ha permesso di conseguire risultati soddisfacenti in tutti gli ambiti di competenza.
In particolare, l’attività investigativa di competenza ha portato all’arresto di 14 persone ed al deferimento all’A.G. di altre 235.
Sono stati rintracciati 7 clandestini e sono stati sequestrati e/o rinvenuti 44 veicoli oggetto di reato.
Nel corso dell’attività investigativa, sono state inoltre sequestrate patenti di guida e carte di circolazione false, per un totale di 101 documenti.
Si è proceduto infine al sequestro di Kg 17,7 di cocaina, Grammi 102 di cannabinoidi e grammi 30 di droghe sintetiche.

 

 

 

 

 

 

Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Nucleo Antisofisticazione e Sanità di Parma hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Parma nei confronti di un ospedale privato accreditato parmense.

Parma 17 gennaio 2020 - Il provvedimento scaturisce da una complessa indagine denominata “HIP LARS” - coordinata dalla Procura della Repubblica di Parma (PM dott.ssa Dal Monte) e condotta dal citato N.A.S., anche con la collaborazione del Nucleo Aziendale di Controllo della locale Azienda USL- che ha consentito di raccogliere gravi indizi di reità a carico del direttore sanitario e di un dirigente medico della suddetta struttura sanitaria in ordine ai reati di concorso in truffa aggravata (art. 640, comma 2, c.p.) e falsità materiale ed ideologica commessa da pubblico ufficiale (artt. 476 e 479 c.p.) per fatti riferiti ad un arco temporale compreso tra gli anni 2013 e 2017.


Dalle indagini è infatti emerso che l’attività delittuosa veniva attuata mediante la procedura prevista per il rimborso delle prestazioni sanitarie eseguite da strutture pubbliche o private (purché accreditate), gestite per il tramite del sistema DRG (Diagnosis Related Grouper) che, in seguito all’elaborazione dei codici d’intervento per prestazioni sanitarie inseriti dal dirigente medico responsabile della dimissione e verificati dal dirigente medico addetto a tale controllo (primario/direttore sanitario), trasforma gli atti clinici complessi in un valore economico definito.

Nel corso delle investigazioni è stato possibile documentare, anche mediante una articolata consulenza tecnica sugli atti, che tutte le operazioni chirurgiche effettuate sull’articolazione del ginocchio, relative alla riparazione e/o alla sostituzione dei suoi legamenti, definite “interventi sul ginocchio senza diagnosi principale di infezione”, erano state falsamente classificate nelle SDO (Schede di Dimissione Ospedaliera) con codici d’intervento relativi ad operazioni chirurgiche dell’anca e del femore, di fatto mai effettuate. Tale espediente consentiva di generare, in sede di calcolo del corrispettivo monetario per il rimborso da parte del Servizio Sanitario Nazionale, un importo di oltre il doppio rispetto a quello realmente spettante. In particolare, a fronte di un rimborso previsto per gli interventi effettivamente eseguiti in una misura oscillante tra 1746,26 € e 2481,48 euro, veniva richiesto un rimborso (previsto per la tipologia di intervento più complessa, ma non effettuato) in una misura oscillante tra 4442,05 e 5489,19 euro.

Le valutazioni investigative che hanno chiarito la dinamica dei fatti sono nate da un primo confronto fra l’operazione chirurgica a cui i vari pazienti erano stati sottoposti, l’analisi di oltre 400 cartelle cliniche con i relativi verbali operatori (redatte tra il 2013 ed il 2017), l’analisi delle schede di dimissione ospedaliera, nonché la verifica del codice monetario ad esse attribuito, recante le indicazioni mendaci cosi come sopra descritte.
Alla struttura sanitaria interessata dal provvedimento è, altresì, contestato l’illecito amministrativo previsto dal Decreto Legislativo 231/01 (responsabilità amministrativa degli enti), per non aver adottato quegli efficaci modelli organizzativi e di gestione, idonei ad impedire e prevenire i reati di fatto attribuiti ai soggetti sottoposti alla sua direzione e vigilanza.

Sulla scorta degli elementi raccolti ed aderendo alla prospettazione della Procura di Parma, il GIP ha così disposto il sequestro preventivo di somme di denaro indebitamente percepite dalla struttura sanitaria in questione inducendo in errore l’AUSL di Parma sulla codifica degli interventi chirurgici, per un valore complessivo di circa un milione e duecentomila euro.

 

 

La Polizia Stradale fa il bilancio del 2019. Con 4.642 pattuglie di vigilanza stradale, questa Sezione Polizia Stradale ha accertato 11.610 infrazioni al Codice della Strada. Ritirate 322 patenti di guida e 552 carte di circolazione; 15.564 i punti complessivamente decurtati.

Fenomeno infortunistico

L’andamento del fenomeno infortunistico, rilevato al 31.12.2019 - ha fatto registrare rispetto al 2018, un aumento nel numero complessivo degli incidenti di circa il 4 % (781 sinistri nel 2019 rispetto ai 751 rilevati nel corso dell’anno precedente) ed un incremento del 11 % in quello delle persone ferite (256 nel corso del 2019 a fronte delle 229 del 2018); relativamente all’incidentalità con conseguenze mortali si assiste, ad un incremento degli stessi, dai 15 rilevati nel 2018 ai 16 rilevati dalla specialità nel 2019, con il numero delle vittime, passate dalle 15 del 2018 alle 17 del 2019.

La sicurezza della mobilità rappresenta una priorità per la Polizia di Stato che, con la Specialità Polizia Stradale, è da sempre alla ricerca di soluzioni avanzate in termini di tecnologia, procedure e modelli operativi, per garantire servizi più efficaci di prevenzione e di controllo.

Contrasto della guida sotto l’effetto di alcool e di sostanze stupefacenti

Nel 2019 è proseguita nel territorio provinciale la campagna straordinaria di controllo sulle condizioni psicofisiche dei conducenti dei veicoli, – con impiego congiunto di personale della Specialità Polizia Stradale e dei medici e personale sanitario della Polizia di Stato – per l’accertamento sui conducenti dei veicoli dell’eventuale assunzione di alcool e di sostanze stupefacenti o psicotrope.
Complessivamente sono stati attivati 11 posti di controllo, con l’impiego di 89 operatori e 24 tra medici e personale sanitario della Polizia di Stato.
Dei 258 conducenti controllati, sono risultati positivi all’alcol, con un tasso alcolemico superiore a 0,5 g/l, 14 conducenti, pari al 5,42%, mentre dei 258 conducenti controllati, 6, pari al 2,32% sono risultati positivi ad una o più sostanze stupefacenti nel corso dei test su strada. Per tali soggetti (oltre al ritiro cautelativo della patente, come previsto dal C.d.S.) si è pertanto proceduto al prelievo su strada di campioni salivari, inviati a Roma presso il Centro di Tossicologia Forense della Polizia di Stato per le analisi di laboratorio.
Inoltre, dallo scorso mese di ottobre, il Servizio Polizia Stradale ha dato l’avvio ad una campagna straordinaria di controlli per il contrasto dell’uso di stupefacenti alla guida di veicoli, da attuarsi nelle notti dei fine settimana lungo la viabilità autostradale, con l’utilizzo di un laboratorio mobile per l’esecuzione, direttamente su strada, delle analisi di secondo livello della saliva, a mezzo di cromatografia liquida.


Stragi del Sabato sera

Nel decorso 2019, nelle notti dei fine settimana (dalle ore 00,00 alle 06,00 di sabato e domenica), questa Sezione Polizia Stradale ha impiegato nei posti di controllo 255 pattuglie, rilevando 5 incidenti in meno rispetto al 2018, le vittime sono state 1 ( rispetto alle 5 del 2018). I conducenti controllati con etilometri e precursori sono stati 1.384, dei quali il 3,83, ( 53, di cui 46 uomini e 7 donne) è risultato positivo al test di verifica del tasso alcolemico, con un trend in diminuzione rispetto al 2018 ( la percentuale dei positivi al suddetto test era del 5,62 %).
Le persone denunciate, invece, per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti sono state 2.
I sequestri di veicoli sono stati 7 e hanno portato a 5 confische.

Autotrasporto professionale

In ossequio agli obbiettivi delineati nel protocollo d’intesa tra Ministro dell’Interno e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del luglio 2009, la Polizia Stradale, nel corso del 2019, ha continuato a dare forte impulso ai servizi di controllo nel settore del trasporto professionale.
Per quanto concerne quelli svolti congiuntamente al personale del Dipartimento Trasporti Terrestri con i Centri Mobili di Revisione, sono stati effettuati da questa Sezione 11 servizi con l’impiego di 104 operatori di Polizia, con il concorso di 29 operatori del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, che hanno portato al controllo di 216 veicoli pesanti, con l’accertamento di 87 infrazioni, per 1 patenti e 0 carte di circolazione ritirate.

Inoltre, nel corso del 2019, d’intesa con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sono stati attivati controlli d’iniziativa o su segnalazione dell’istituto scolastico mirati al controllo degli autobus destinati al trasporto di scolaresche per gite o viaggi d’istruzione.
Nel corso dell’anno sono stati sottoposti a controllo 164 autobus, dei quali 8 hanno evidenziato almeno una irregolarità, per un totale di 11 infrazioni e il ritiro di 1 patenti e 1 carte di circolazione.

Operazioni ad Alto Impatto

Dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019 ai servizi programmati mensilmente a livello regionale sono stati affiancati dispositivi specifici pianificati a livello nazionale, secondo il modello delle “Operazioni ad Alto Impatto”, nella misura di circa 5 al mese, per sottoporre a controllo massivo particolari settori del trasporto e verificare il rispetto di specifiche norme poste a salvaguardia della sicurezza stradale. I dispositivi sono stati programmati e realizzati da personale particolarmente preparato in settori della circolazione in cui le violazioni costituiscono generale pericolo per la
Sicurezza dei cittadini.

Le “operazioni” in oggetto riguardano i seguenti settori, che hanno fatto registrare i risultati di seguito indicati:

- CINTURE DI SCUREZZA E SISTEMI DI RITENUTA
12 operazioni – 3.665 veicoli controllati e 855 violazioni accertate di cui 376 riferite alla normativa specifica;

- ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA
9 operazioni ( 2 in più rispetto al 2018 ) – 8.518 veicoli controllati – 198 violazioni contestate di cui 39 alla normativa specifica; 

- AUTOTRASPORTO NAZIONALE ED INTERNAZIONALE DI PERSONE
5 operazioni - 187 veicoli controllati e 15 violazioni accertate di cui 12 alla specifica
normativa;

- TRASPORTO DI ANIMALI VIVI
5 operazioni - 90 veicoli controllati e 3 violazioni accertate di cui 3 alla normativa
specifica;

- TRASPORTO DI MERCI PERICOLOSE
6 operazioni - 127 veicoli controllati e 23 violazioni accertate di cui 9 alla normativa specifica;

- TRASPORTI ECCEZIONALI
6 operazioni ( 4 in più rispetto al 2018 ) con 50 veicoli controllati e 0 violazioni accertate alla normativa specifica;

- TRASPORTO DI SOSTANZE ALIMENTARI
5 operazioni – 291 veicoli controllati – 61 violazioni accertate di cui 2 alla normativa specifica;
- USO CORRETTO DI TELEFONI ALLA GUIDA DI VEICOLI
8 operazioni – 1.419 veicoli controllati e 140 violazioni accertate relative alla specifica normativa;

- STATO DI EFFICIENZA DEGLI PNEUMATICI
3 operazioni – 805 veicoli controllati – 176 violazioni accertate di cui 44 alla specifica normativa.

I controlli ad “Alto Impatto” sono già stati riprogrammati per tutto il 2020.

Campagne di informazione ed educazione stradale

Numerose nel corso del 2019 le campagne di informazione ed educazione stradale.

Tra le campagne di educazione stradale del 2019 :

- Campagna di sicurezza stradale “ICARO” che ha previsto la formazione di 300 studenti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado. Quest’anno l’iniziativa ha focalizzato l’attenzione sul tema della rabbia alla guida e sulla distrazione.
- Campagna di sicurezza stradale “BICISCUOLA” che ha previsto la formazione di 70 studenti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria.

Tra le campagne di informazione del 2019 :

- La campagna “SERVICE SICUREZZA STRADALE” che ha visto la partecipazione di oltre 400 ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado;
- Nella provincia di Parma, sono stati altresì organizzati incontri sulla sicurezza stradale rivolti al personale sanitario impiegato nei servizi di emergenza, circa 140 persone, nonché simposi presso la sede dell’Unione Parmense degli Industriali e Associazioni di categoria sulla sicurezza stradale sui posti di lavoro (incidenti in itinere o nel corso l’attività lavorativa) a cui hanno partecipato circa 180 persone di cui 120 conducenti professionali per il trasporto delle merci su strada

- Bimbi in Auto, in collaborazione con il Ministero della Salute, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le principali Associazioni dei Pediatri, per sensibilizzare gli adulti sull’importanza dell’utilizzo dei sistemi di ritenuta per la sicurezza dei bambini in auto, nonché su tutti gli aspetti legati alla loro sicurezza quando viaggiano in auto.

 Attività di Polizia Giudiziaria

L’attività svolta su tutto il territorio della provincia di Parma ha permesso di svolgere indagini perseguendo n. 786 reati, procedendo all’arresto in flagranza di n. 2 persone colpevoli di furto e falsa identità e di deferite in stato di libertà all’A.G. n. 306 persone ritenute, a vario titolo, responsabili di delitti contro il patrimonio (furto, ricettazione, riciclaggio), la fede pubblica (falso) e contro la pubblica amministrazione. Nel medesimo lasso temporale sono state svolte attività che hanno portato al sequestro di danaro e beni per circa 1.000.000 di euro.

 

Il commercio di vicinato del territorio è messo a dura prova da diversi fattori:
1) dal mercato “ON LINE“ o e-commerce;
2) dalla desertificazione dei centri storici per eccessiva tassazione e fiscalità;
3) dal proliferare di centri commerciali limitrofi alle città e medi centri urbani.

L’obiettivo è ovviamente quello di proteggere il negozio “OFF LINE” quello che funge anche da presidio sulla microcriminalità, una luce accesa, un passaggio costante di persone, un decoro urbano scoraggia indubbiamente il verificarsi di fatti criminosi. Per garantire ciò e sostenere il piccolo imprenditore bisogna innanzitutto far leva sulle tassazioni, o sostenere con contributi o finanza agevolata le attività stesse. Siamo anche coscienti del fatto che esistono, soprattutto nei grandi centri urbani cifre per affitti che spesso sono sproporzionati e insostenibili, l’industria pertanto del commercio tradizionale è caratterizzata dalla necessità di coprire alti costi fissi che si traducono in erosione del fatturato. A questo punto misure concrete di intervento anche della Regione si dovrebbero mettere in atto attraverso aiuti concreti e strumenti di facile applicazione iniziando dalla “sburocratizzazione”.

Non saranno certo i bandi per finanziare l’acquisto di arredi o ristrutturazioni, ma piuttosto:
1) abbassamento della TARI
2) politiche mirate e concrete come una gestione sostenibile delle città agevolando la mobilità delle persone e delle merci con parcheggi e navette gratuite
3) limitazione della costruzione di nuove aree commerciali ma piuttosto recupero delle aree sfitte all’interno dei centri storici.
4) sostenibilità dell’ambiente dotando le città di biciclette elettriche e piste ciclabili che siano degne di questo nome, infrastrutture e abbattimento delle barriere architettoniche
5) lotta all’abusivismo sia del mercato in sede fissa che del mercato ambulante

Così  si è espressa Daisy Bizzi (Fratelli d’Italia) candidato alle regionali. 

Non solo Commercio, ma anche l'agricoltura è al centro delle attenzioni della candidata BIZZI.
"Ieri pomeriggio - sottolinea Daisy Bizzi - ho avuto il piacere di incontrare il Presidente di Coldiretti Nicola Bertinelli, il Direttore Alessandro Corsini, i segretari di Provincia e diversi esponenti del mondo dell’agroalimentare del territorio, li ringrazio per la accoglienza e per gli spunto di condivisione che sono emersi durante la discussione.

Sostenere l’IMPRESA AGRICOLA, promuovere il territorio, difendere l’enogastronomia e i prodotti della nostra terra, petrolio italiano.
Penso che sia fondamentale per la Regione incontrare sistematicamente a tavoli tecnici gli attori del comparto, perché solo così chi legifera può avere percezione e conoscenza dei problemi e delle strategie da adottare.

È necessario tutelare la qualifica di IMPRENDITORE AGRICOLO nel rispetto della sua missione di “custode” delle nostre terre in pianura e in montagna.

Incentivare e promuovere i mercati agricoli di prodotti a KM “0”.

Educare le famiglie e le nuove generazioni al consumo dei prodotti del territorio, supportando le Associazioni di categoria a promuovere nelle scuole dalle materne fino alle scuole medie inferiori il consumo e la conoscenza del nostro patrimonio enogastronomico.

Sostenere le giovani coppie CON CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO che vogliano trasferirsi in campagna o nelle terre alte con finanziamenti mirati alle ristrutturazione degli edifici già esistenti.

Tutela e progettualità per la gestione delle RISORSE IDRICHE.

Sburocratizzare le e snellire le procedure, introdurre il meccanismo giuridico del SILENZIO ASSENSO.

Ritornare quindi ad un sostegno del comparto mirato e rinnovato alla luce di un nuovo modo di fare impresa, coscienti del contributo economico alla economia nazionale che l’agroalimentare può dare."

 

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Trovato con armi e droga: la polizia di stato arresta un cittadino albanese incensurato

Nella giornata di martedì 14/01/2020, personale della Squadra Mobile di Parma ha tratto in arresto DISHI Rikard, cittadino albanese classe ’85 in quanto trovato in possesso di 526,3 di eroina, 5,4 di cocaina destinate alla cessione a terzi, 3 fucili e 2 pistole semiautomatiche con matricola abrasa.

Nell’ambito di dedicata attività info-investigativa condotta da questa Squadra Mobile, si è appreso che il predetto DISHI Rikard fosse coinvolto in una fiorente attività di spaccio e mantenesse frequenti contatti con propri connazionali sospettati di esser coinvolti nell’ambito dei furti in abitazione. In particolare, dai primi accertamenti svolti dal personale di Questa Squadra Mobile, è emerso che questi potesse detenere presso la propria abitazione armi provento di furti perpetrati nella provincia parmigiana.

Nella mattinata di martedì 14 gennaio u.s., gli uomini della Sezione antidroga procedevano a perquisizione per la ricerca di armi presso l’abitazione del DISHI in zona San Pancrazio ed all’interno della stessa, dove l’uomo viveva da solo, venivano rinvenuti 5 fucili, una borsa termica che conteneva 3 pistole semiautomatiche con caricatori riforniti di relativo munizionamento ed una scatola contenente cartucce di vario calibro. Nella medesima stanza, all’interno di un armadio, veniva rinvenuto un “panetto” di sostanza stupefacente del tipo eroina, per un peso complessivo di grammi 526,3, un sacchetto in plastica trasparente contenente sostanza stupefacente del genere cocaina, per un peso complessivo di grammi 5,4, un bilancino di precisione ed una scatola per profumi, al cui interno vi erano due orologi da polso e due cosiddetti a “cipolla”, una fede nuziale e due collane.

Dalle verifiche effettuate nell’immediatezza, si accertava che due fucili erano provento di furto in abitazione perpetrato nel dicembre 2018 a Fidenza (Pr) ed una pistola era provento di furto in abitazione perpetrato nel febbraio 2019 a Sorbolo (Pr).

Al termine della redazione degli atti di rito, DISHI Rikard, si disposizione del PM di Turno dr. Umberto AUSIELLO, è stato associato in stato di arresto presso la locale Casa Circondariale.

Colormo 15 gennaio 2020 - Quindici giorni fa uscita da lavoro ha trovato la sua autovettura vandalizzata nei pressi della casa della salute di Colorno. Ignoti hanno graffiato a fondo la fiancata della sua auto con una chiave, e non ha potuto che recarsi a fare denuncia verso ignoti.

Il 13 gennaio purtroppo è andata peggio. Attorno alle ore 21 in piazzale Venaria, sempre all'uscita da lavoro, ha trovato l'amara sorpresa. La sua auto è stata nuovamente rigata sul cofano e sulla fiancata sinistra, oltre ad essere stato strappato il tergicristallo posteriore e danneggiato quello anteriore, in un tentativo fugace di strapparlo.

E' una delle cittadine colornesi che hanno dovuto subire l'ennesimo atto vandalico, come quelli già avvenuti proprio in via suor Maria e nel parcheggio adiacente alla scuola elementare del paese, che dovrà ripagarsi i danni di propria tasca. Danni che dalle sue parole a seguito di preventivi, superano i 2.000 euro. La donna è sconfortata e delusa non sentendosi tutelata. "Per acquistare un'autovettura si fanno tanti sacrifici ed oggi non è per nulla facile andare avanti, si sa..." così al telefono, tra qualche singhiozzo ci spiega la donna di Colorno.

Una situazione a cui bisogna necessariamente porre rimedio. Per questo chiediamo all'amministrazione comunale di organizzare un pubblico incontro al fine di valutare la miglior strada possibile da intraprendere, oltre a rammendare la necessità di videosorvegliare rapidamente alcune aree del paese a rischio.

Il gruppo
Amo - Colorno

Nella mattinata di ieri, militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Parma hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Parma in parziale accoglimento della richiesta avanzata dalla locale Procura della Repubblica (PM dott. A. Bianchi), nei confronti di sette soggetti per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

L’operazione, denominata “Pay e Stay”, è scattata all’alba di questa mattina e vede impegnati oltre 100 militari, tuttora impiegati in operazioni di arresto, perquisizione e sequestro.

Su disposizione del GIP di Parma, cinque soggetti sono stati associati in carcere mentre due sono stati posti agli arresti domiciliari.
Complessivamente, sono undici gli indagati nel procedimento penale avviato dalla Procura della Repubblica di Parma.
La complessa attività di indagine, durata oltre un anno e mezzo e sviluppata mediante tecniche di investigazione pura (intercettazioni telefoniche ed ambientali audio/video, pedinamenti e appostamenti, acquisizione di documentazione), è scaturita dal monitoraggio delle prestazioni erogate da un centro elaborazione dati con sede a Parma.
Dalle banche dati, è infatti emerso come il centro elaborazione abbia fornito, nell’ultimo biennio, assistenza fiscale (apertura di partita iva, assunzioni di lavoro con contratto a tempo sia determinato che indeterminato, presentazione di dichiarazione dei redditi) a centinaia di persone extracomunitarie, molte delle quali con precedenti penali, che necessitavano di rinnovare e/o convertire il permesso di soggiorno.
In tale ambito, l’attività investigativa ha riguardato tre distinti ambiti operativi, ciascuno dei quali caratterizzato dall’impegno degli indagati a favorire la permanenza sul territorio dello Stato di soggetti privi dei requisiti previsti dalla legge.


Nel primo filone investigativo, l’attività di indagine si è focalizzata sul profilo della predisposizione e della presentazione di documentazione fiscale ritenuta fittizia, finalizzata a garantire, a numerosi soggetti extracomunitari, il rilascio e/o il rinnovo del permesso di soggiorno. In tale contesto sono emersi indizi (allo stato ritenuti dal GIP non gravi, ma comunque sufficienti, per l’Ufficio di Procura, a disporre le operazioni di perquisizione a carico di quattro indagati onde acquisire ulteriori elementi e comunque ricostruire compiutamente la vicenda) relativi al pagamento (da parte dei soggetti stranieri interessati soprattutto ad ottenere un permesso di soggiorno per lavoro autonomo che ha una durata più lunga -due anni- rispetto a quello per motivi familiari, umanitari o per lavoro stagionale) di somme di denaro, oscillanti tra i 100 ed i 300 euro.


Nel secondo filone investigativo (nell’ambito del quale il GIP ha disposto due misure agli arresti domiciliari) è emerso che un indagato, con la collaborazione di un intermediario di nazionalità nigeriana, si avvaleva della sua ditta individuale, di fatto inattiva, per consegnare, dietro pagamento di un compenso (600 euro per un contratto di lavoro), buste paga fittizie (25 euro ognuna) attestanti la falsa attività lavorativa ad extracomunitari che avevano necessità di convertire e/o rinnovare il permesso di soggiorno. Agli extracomunitari venivano consegnati un contratto di lavoro a tempo indeterminato, un foglio ore precompilato e delle buste paga, completamente false, atte a far risultare l’esercizio di attività lavorativa. Tutta la documentazione prodotta dagli indagati veniva presentata dai soggetti extracomunitari presso le rispettive Questure di competenza, a corredo delle richieste dei permessi di soggiorno.


Nel terzo filone d’indagine (nell’ambito del quale il GIP ha disposto cinque misure cautelari in carcere) è emerso che i cinque indagati (quattro dei quali residenti nel territorio parmense e uno nella provincia di Reggio Emilia), nel mese di aprile 2019, avevano organizzato ed attuato il trasporto di ventisette cittadini extracomunitari (pakistani e indiani) dal territorio dello Stato Italiano verso altri Paesi dell’Unione Europea. L’episodio in rassegna è avvenuto nell’aprile 2019, quando una pattuglia della Polizia Stradale è stata avvertita, da un’automobilista in transito, della presenza di un furgone in sosta sulle corsie del casello autostradale di Bruere (TO). All’apertura del vano del furgone venivano rinvenute ventisette persone di diverse nazionalità (indiani e pakistani) mentre l’autista del convoglio faceva perdere le sue tracce dandosi alla fuga. Le risultanze delle indagini eseguite dai militari della Guardia di Finanza di Parma, mediante le intercettazioni telefoniche delle utenze in uso agli indagati, hanno consentito di verificare come le cinque persone abbiano promosso, organizzato e attuato il trasporto, verso altri paesi europei, di persone extra-comunitarie prive dei requisiti richiesti.

Sono ancora in corso indagini per identificare e quantificare in dettaglio tutti i soggetti extracomunitari, privi dei requisiti, che si sono rivolti allo studio per l’elaborazione delle dichiarazioni false utilizzate per l’ottenimento dei permessi di soggiorno.

 

 

 

L’attività dell’Ufficio Immigrazione di Reggio Emilia nel 2019 ha avuto necessità anche di rinforzi dal Ministero attraverso il sostegno del Reparto Prevenzione Crimine Emilia Romagna Occidentale.

Questi i numeri dell'attività realizzata.

Sono in totale 20.602 i permessi di soggiorno rilasciati:
- 5528 per famiglia
- 7113 per lavoro
- 1684 per riconoscimento asilo o protezione sussidiaria.
I titolari di permesso di soggiorno nel comune capoluogo sono complessivamente 28.291.

Nella Provincia i Comuni con la maggiore presenza di cittadini stranieri regolari sono Correggio (2766), Novellara (2080) e Guastalla (1930).

La Nazione di provenienza del maggior numero di stranieri titolari dei permessi di soggiorno rilasciati è: Marocco, Cina, Nigeria, India, Ucraina, Albania e Pakistan.
Non sono mancati i decreti di rifiuto e revoca dei permessi di soggiorno.

Sono in tutto 341 i casi in cui si è proceduto al rifiuto e/o irricevibilità delle richieste di permesso di soggiorno e tra le cause più diffuse vi è la mancanza dei requisiti stabiliti dal Testo Unico dell’Immigrazione.
Fra le cause vi sono i falsi domicili e le false convivenze, scoperte dai controlli costanti effettuati dagli operatori di polizia.
Sono stati 64 i casi in cui il Questore di Reggio Emilia ha dovuto revocare un soggiorno precedentemente concesso. Tra le cause più frequenti la lunga assenza dal Territorio Nazionale nonché il pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica nei confronti, quindi, di soggetti considerati autori di gravi reati.

L’Ufficio Immigrazione ha organizzato 27 rimpatri verso l’Albania, Tunisia e Marocco; ha eseguito 35 accompagnamenti presso i centri di permanenza per rimpatri di Bari, Torino, Caltanissetta, Potenza, Roma.
Per coloro che a seguito di decreto di espulsione hanno accettato di tornare volontariamente nel proprio territorio, l’Ufficio Immigrazione ha predisposto le incombenze relative, tra cui il ritiro del passaporto.
Da ultimo, a seguito dei decreti di espulsione il Questore di Reggio Emilia ha disposto 116 "Ordini del Questore" cioè l’ordine di abbandonare il Territorio Nazionale entro 7 giorni.
Per poter disporre i rimpatri e gli accompagnamenti sono stati impiegati nel corso dell’anno un totale di 264 uomini della Questura.
Questa attività così intensa è il risultato dei continui controlli straordinari effettuati per tutto l’anno 2019 in città e in provincia e nati dall’impulso del Questore Sbordone.
Per un totale di circa 208 giornate, i controlli straordinari sul tutto il territorio hanno visto il costante coinvolgimento degli operatori del Posto di polizia di via Turri che si sono concentrati soprattutto nella stazione storica e zone limitrofe.

Per effettuare questi servizi sono stati peraltro richiesti rinforzi al Ministero e per un totale di più di 1000 uomini si è avuto l’ausilio anche del Reparto Prevenzione Crimine Emilia Romagna Occidentale.
Per ogni giornata sono state circa 3 le pattuglie messe a disposizione dalla Questura e in molti casi i servizi sono stati svolti con l’ausilio dell’unità cinofila.

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Sabato 25 gennaio, alle 13, è stata indetta una manifestazione pacifica con partenza da viale Gramsci, a Modena, e fino in via Toniolo, dove il povero cucciolo è stato trovato agonizzante in un cassonetto. Sotto accusa un 29 modenese, che ha picchiato il cane fino a ucciderlo.

Di Claudia Fiori Modena, 15 gennaio 2020 – Sdegno, dolore, rabbia, ma soprattutto voglia di cambiare le cose e fare sì che le pene per chi maltratta e uccide un animale siano inasprite e che i colpevoli paghino con il carcere. É questo l’obiettivo della manifestazione pacifica, che sabato 25 gennaio, alle 13, partirà da viale Gramsci, a Modena e sfilerà fino a via Toniolo, dove nel pomeriggio del 31 dicembre è stato trovato in un cassonetto il povero Zeus, un meticcio di taglia medio piccola, con il cranio fracassato di botte. Per lui, ancora vivo e agonizzante quando è stato trovato, non c’è stato purtroppo nulla da fare.

La storia del povero Zeus fa rabbrividire, ma purtroppo è solo l’ennesimo caso di maltrattamento e uccisione di animali in Italia. È appunto il pomeriggio del 31 gennaio quando la Polizia municipale viene chiamata perché alcuni ragazzi stanno scoppiando dei petardi nel Parco XXI aprile, in zona Sacca. Una pattuglia si reca sul posto, ma viene avvicinata da una residente che informa gli agenti di alcuni guaiti provenienti da un cassonetto dei rifiuti.
Gli operatori recuperano un sacco. Dentro c’è il povero Zeus, ancora vivo, ma con il cranio sfondato. Subito viene avvolto in una coperta e portato alla clinica veterinaria di riferimento per il Canile Comunale, dove, purtroppo, spira. Le botte che gli sono state inferte, come stabilirà l’autopsia a cui il cane è stato sottoposto, sono state talmente forti da aver provocato lo sfondamento del cranio e la conseguente morte dell’animale.


Nel frattempo, viene avviata un’indagine per risalire al responsabile del terribile gesto. E qui emerge una storia di superficialità, indifferenza e violenza che ha portato alla morte del povero Zeus. Il cane, infatti, era provvisto di microchip, che rimanda a una donna che abita a Formigine. Interpellata dagli agenti, la formiginese ammette di avere ceduto il cane qualche mese fa a un giovane di Modena, di cui ha solo un numero di telefono. Insomma, non potendo più tenere Zeus, lo ha superficialmente affidato al primo che glielo ha chiesto in adozione, senza verificarne i requisiti di idoneità, né preoccuparsi successivamente all’affido di verificare le condizioni in cui il cane era tenuto e, soprattutto, se stesse bene. È questa la prima, grave leggerezza che porterà al tragico finale.


Attraverso il numero di telefono fornito dalla precedente proprietaria di Zeus, gli agenti risalgono quindi a un 29 enne nato e cresciuto a Modena, pregiudicato, residente in un condominio signorile non lontano da dove è stato trovato il povero Zeus. Le videocamere di sorveglianza interna dello stabile, le cui immagini sono state acquisite ai fini delle indagini, hanno poi registrato proprio il giovane mentre, alle 2 di notte, porta fuori un sacco della spazzatura con dentro il povero cane. Ma qui emerge un’altra mancanza, quella dei vicini di casa che, interpellati dagli inquirenti, non solo hanno testimoniato di avere sentito forti colpi e guaiti nella notte tra il 30 e il 31 dicembre, ma che il povero Zeus era ripetutamente oggetto di violenze e maltrattamenti. Viene da chiedersi, quindi, se la morte del povero cucciolo poteva essere evitata, nel caso qualcuno avesse denunciato prima quanto succedeva. Zeus, purtroppo, non tornerà indietro e la sua è stata una fine atroce, ma si può fare qualcosa affinché altri animali possano essere salvati in tempo e i responsabili di violenza nei loro confronti puniti con una pena esemplare.
Attualmente, infatti, il reato di maltrattamento di animali, disciplinato dall’articolo 544 ter. c.p, che punisce chiunque “per crudeltà e senza necessità cagiona lesioni o sottopone a sevizie un animale” e introduce come circostanza aggravante la morte dell’animale stesso, è punito con la reclusione da 4 mesi a 2 anni. Ma ciò significa che, nel 99% dei casi, chi viene processato e condannato, seppure pregiudicato con il 29 enne accusato di avere ammazzato di botte Zeus, non si farà un solo giorno di carcere poiché si vedrà la pena sospesa.


E proprio per chiedere un inasprimento delle pene, cambiando la legge attuale, ma anche per sensibilizzare le persone a denunciare i maltrattamenti di animali di cui vengono a conoscenza senza “girarsi dall’altra parte” che è stata organizzata la manifestazione di sabato 25 gennaio, alla quale parteciperanno diverse associazioni animaliste, tra cui Oipa, Leidaa Modena e N.O.G.E.Z Nucleo Operativo Guardie Eco Zoofile di Modena, ma anche tanti cittadini sensibili al tema. L’appello è stato condiviso sui social anche da Rita Dalla Chiesa per invitare alla partecipazione e auspicare pene più severe.

Nel frattempo, Leidaa – Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente di Modena sta valutando la possibilità di costituirsi parte civile nel processo che vede imputato il 29 enne modenese per l’uccisione di Zeus. Leidaa invita chiunque sia a conoscenza di situazioni di maltrattamento di animali a Modena e provincia di segnalarlo in forma privata al numero 3714406741 o all’indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. affinché si possa provvedere alle verifiche del caso e salvare una vita.

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Modella cade e muore precipitando da scogliera per un selfie. Madalyn Davis, 21 anni, ha trovato la morte a Diamond Bay, in una zona famosa per gli autoscatti di blogger e influencer. Probabilmente è caduta all'alba. Era andata lì con degli amici 

Il desiderio di una giovane donna britannica di fotografarsi è stato fatale. La modella e influencer Madalyn Davis, 21 anni, è morta precipitando da una scogliera in Australia.

La tragedia è avvenuta a Diamond Bay, zona famosa e molto conosciuta da fashion blogger e influencer che spesso la usano per farsi dei selfie. Sembra che Madalyn Davis fosse lì con gli amici proprio per scattare delle foto e sarebbe scivolata da un'altezza di 30 metri.

Solo quattro giorni fa, il canale Instagram di Madalyn Davis era seguitissimo. La modella britannica ha sempre pensato a qualcosa di nuovo per mantenere i suoi 15.200 seguaci e aumentarne il numero. Ma ora l'inseguire della 21enne la foto perfetta è stata fatale. Cercando di fotografarsi su una scogliera, la giovane donna ha perso l'equilibrio domenica alle 6:30 ed è morta precipitando. La squadra di soccorso ha potuto recuperare il corpo della donna dall'acqua solo alle 10.30.

Le recinzioni presenti che servono a tenere lontane le persone non sarebbero servite a disincentivare la ragazza ad avvicinarsi allo strapiombo: il sindaco della città australiana ha annunciato che verranno prese ulteriori misure di sicurezza. La vicenda qui raccontata sembra incredibile, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti". Nel senso che mai e poi mai vorremmo credere che qualcuno sia morto per scattarsi il selfie "perfetto".

Eppure è accaduto. Perché se in fondo può essere una bella sensazione guardare il proprio selfie e accorgersi di aver dato vita a un’opera fantastica, può essere altrettanto sciocco perdere la vita per scattare un selfie che non vedremo mai. Un selfie non dovrebbe mai costare la vita a nessuno. Uno studio choc dell'All India Institute of Medical Sciences, rivela che fra il 2011 e il 2017, sono morte accidentalmente 259 persone durante lo scatto di selfie.

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(13 gennaio 2020)

Fermato pericoloso rapinatore dalla Polizia di Stato.

Nella serata del 7 gennaio, verso le ore 22.15 circa, la Sala Operativa inviava le Volanti impegnate in servizio di controllo del territorio, nella zona di Via D’Azeglio, dove alcune persone segnalavano un cittadino italiano appena rapinato da parte di alcuni extracomunitari, verosimilmente nordafricani.

Mentre un equipaggio si recava a prendere contatti con il rapinato – cui era stato asportato il telefono cellulare - e con i testimoni le altre pattuglie iniziavano a perlustrare la zona al fine di verificare ed intercettare la presenza di persone extracomunitarie sospette.

Alcune testimoni, che erano riuscite a fotografare uno dei rapinatori, fornivano la foto agli operatori intervenuti i quali provvedevano immediatamente a diramarle agli agenti impegnati nelle ricerche che pochissimi istanti dopo individuavano e bloccavano l’autore materiale della rapina.

Nello specifico si accertava che pochi minuti prima un ragazzo italiano in compagnia di due sue amiche, mentre si trovava in Via D’Azeglio, incrociava un gruppetto di extracomunitari tra i quali uno alto 180 cm, corporatura magra, carnagione olivastra, capelli castani mossi e voluminosi, rasati ai lati, con leggero pizzetto, indossante giubbotto scuro, tuta nera e scarpe da ginnastica azzurre.

Giunti nelle vicinanze dei ragazzi italiani, intenti a fumare, uno degli stranieri si rivolgeva loro chiedendo una sigaretta che di fatto otteneva da una delle amiche della vittima.

Il nordafricano meglio prima descritto, invece, con una mossa fulminea, si avvicinava alla vittima, la spingeva con forza all’indietro sbilanciandola e contestualmente gli infilava una mano nella tasca anteriore della tuta indossata, impossessandosi del cellulare “I-Phone” ivi riposto.

Il giovane rapinato chiedeva al nordafricano la restituzione del cellulare ma questi per tutta risposta lo minacciava di morte, accompagnando tale minaccia verbale con il segno della mano che passava sotto la gola allontanandosi poi dal luogo.

Mentre le amiche della vittima contattavano il 113, il giovane rapinato tentava di inseguire lo straniero che lo aveva derubato il quale durante la fuga passava il telefono provento della rapina ad altro magrebino componente il gruppo che poco prima aveva avvicinato i giovani italiani.

La vittima, vistasi ancora una volta minacciata di morte, desisteva dall’inseguire i fuggitivi uno dei quali però, ovvero l’autore materiale della rapina, veniva bloccato poco dopo in Borgo Poi dagli equipaggi delle Volanti.

Il soggetto, algerino, classe 1997, incensurato, clandestino, dopo le formalità di rito, consistite nell’acquisizione della denuncia della vittima, nella raccolta dei contributi dichiarativi dei testimoni e nella successiva acquisizione del referto medico del rapinato - che nell’occorso riportava una leggera ferita alla mano destra - veniva quindi posto in stato di fermo di indiziato di delitto per il reato di rapina aggravata in concorso con persona non identificata.

Successivamente il soggetto veniva associato alla locale casa circondariale, come disposto dal P.M.. In seguito si è tenuta l’udienza di convalida del Fermo innanzi al Gip, che ha convalidato il provvedimento, applicando, su richiesta del Pubblico Ministero, la misura della custodia cautelare in carcere.

 

Martedì, 14 Gennaio 2020 16:15

E chi è il mio prossimo?

Di Guido Zaccarelli Mirandola 14 gennaio 2020 - Nell’ambio della rassegna d’incontri organizzata dalla locale sezione Avis di Mirandola dal titolo” “Incontri” di Avis Mirandola, si è tenuto sabato 11 gennaio 2020, presso l’auditorium Rita Levi Montalcini, l’atteso incontro con S.E. Mons. don Erio Castellucci che è riuscito ancora una volta ad attrarre con la “parola” l’attenzione di una vasta platea di persone che hanno accolto con un profondo abbraccio il valore e il senso profondo del tema della giornata, incontro con il prossimo attraverso una lettura dal Vangelo secondo Luca (10,25-37): “Chi è il mio prossimo”? «il prossimo è colui che riesce a smuovere i nostri sentimenti, è qualcosa che avvertiamo dentro di noi e come una urgenza alla quale non possiamo sottrarci dal metterci in cammino verso l’altro per fare uscire il buono che è in noi. È il preciso istante dove affiora la reciprocità.

È la stessa situazione che avverte la madre in attesa del figlio e di quando sta per nascere: donare se stessi agli altri attraverso il gesto della gratuità». La parabola del samaritano fa da sfondo al tema della giornata che viene dipinto attraverso il condurre la mente ad immaginare il contesto e il luogo in cui si svolgono i fatti: «proviamo a pensare oggi all'ambientazione di allora dove un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico camminando su un sentiero scosceso che congiungeva Gerusalemme, che si trova a circa 800 metri sul livello del mare rispetto a Gerico che si colloca invece a circa 300 metri sotto il livello del mare. Un sentiero piuttosto ardito che vedeva spesso la presenza di predoni che si portavano ai lati del sentiero e assalivano quelli che normalmente venivano giù da Gerusalemme». Un esempio di come la strada che sale e scende sia la metafora che accompagna ogni istante del tempo della nostra vita, «un cammino fatto a volte di sofferenza che non ci permette di vedere al luce del sole, pieno di rischi e di pericoli dove viviamo momenti di apprensione e di profonda sofferenza (sotto il livello del mare) come innanzi ai predoni e altre circostanze dove il sole abbaglia per la luce che è in grado di emettere e il calore che è in grado di infondere».

Momenti nei quali non dobbiamo dimenticare di agire sempre verso l’altro andando oltre la parola che s’addensa di significati solo se accompagnata dalla volontà di fare uscire il bene e il buono che è in noi. S.E. don Erio Castellucci avanza nel Suo cammino di profonda meditazione sul prossimo coinvolgendo il pubblico con una parabola che «vede l’atteggiamento di Dio commuoversi quando il figlio minore di uno dei due figli torna a casa e il padre commosso che gli corre incontro. In quel preciso istante si dice che Gesù vide una grande folla ed ebbe compassione perché erano come pecore senza Pastore. C'era un funerale di un ragazzo figlio unico di una vedova e Gesù ne ebbe compassione». Ecco la compassione è un fare che commuove e smuove il buono che è in noi. Passione, motivazione ed emozione hanno la stessa radice, toccano il nostro dentro e quando ciò accade ecco che l’uomo si protende in avanti verso l’altro. L’amore è il prossimo nel quale l’uomo o la donna vivono la reciprocità.

Nuovamente, chi è il mio prossimo? «è il ferito che mi rende attivo, come nel raccontare una esperienza vissuta da sacerdote di un ragazzino che non veniva ascoltato». Chi sono allora i giovani? « ai miei tempi i giovani erano coloro che vivevano un periodo della loro vita prima di diventare uomini. Oggi anche a 60 anni si è giovani. È cambiata la prospettiva della vita e di come le parole cambiano e assumono connotazioni differenti in base ai contesti e ai tempi in cui vengono pronunziante». Chi è il mio prossimo? «è colui che ha avuto compassione che smuove la sensibilità per l'altro». Quante persone, nel quotidiano, attivano atteggiamenti senza neanche saperlo, rivolti alla propria famiglia, verso i colleghi, il donare il sangue, sono momenti dove ci facciamo toccare dalla situazione dell'altro, dove andiamo incontro se c'è una ferita e cerchiamo di capire che cos'è, dove mettiamo del nostro. Il samaritano diventa buono solo alla fine della parabola, perché Luca lo cita solo alla fine, quando dona il buono che è in lui all’altro. Donarsi all’altro richiede energie tempo e denaro (risorse), tre componenti che se le mettiamo a disposizione del prossimo ritornano più ricche di prima. Ecco chi è il mio prossimo: è colui a cui si dà senza avere dentro di sé l’aspettativa del ricevere: un dare senza perdere e un prendere senza togliere.

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