Visualizza articoli per tag: infrastrutture

INFRASTRUTTURE, VIGNALI: COME AL SOLITO PARMA DIMENTICATA

Nonostante le promesse elettorali di Bonaccini e
Pizzarotti, alla prova dei fatti, anche nelle infrastrutture Parma resta
la cenerentola dell’Emilia-Romagna.

Oggi il presidente della Regione Bonaccini plaude alla proposta fatta
dal concessionario e dal ministero per un piano di investimenti sulla
A22 da 7,2 miliardi di euro che serviranno per la realizzazione di
Cispadana e della Bretella Campogalliano-Sassuolo. Mentre su questi
interventi si fanno consistenti passi in avanti dall’altra parte per le
nostre infrastrutture constatiamo con amarezza che tutto rimane fermo.
Come al solito.

La nostra città  in questo modo rimane isolata non solo dal resto del
Paese, ma è anche tagliata fuori dalla stessa rete del nord Italia.

A noi rimangono solo delle grandi incompiute, come la Tibre autostradale
ferma alla zona di Trecasali, la Pedemontana, la Cispadana dove mancano
i ponti sull’Enza.
Per non parlare dei ponti sul Po e della via Emilia Bis di cui Bonaccini
parla solo in campagna elettorale, senza realizzare i progetti che
invecchiano nei cassetti del Municipio da 10 anni.

Pubblicato in Politica Emilia

L’ASSOCIAZIONE “VIVERE SAN LAZZARO - LUBIANA” DENUNCIA L’ABBANDONO E L’INDIFFERENZA DELLE ISTITUZIONI NEI CONFRONTI DEI PROBLEMI DI MOBILITA’ E INFRASTRUTTURE DELLA CITTA’

L'associazione “Vivere San Lazzaro - Lubiana”, per voce del suo presidente Aldo Rizzoli, torna a denunciare il totale abbandono e disinteresse delle istituzioni nei confronti delle infrastrutture della nostra città.

“Mi trovo completamente in disaccordo su quanto comunicato da Effetto Parma in merito al piano sulle infrastrutture per la nostra città.

Innanzitutto ci tengo a sottolineare come questo piano venga presentato al termine del mandato amministrativo. Effetto Parma aveva 10 anni per realizzare queste ed altre infrastrutture di cui la città è carente. I progetti si presentano all’inizio di un cammino, non alla fine di un mandato quando invece sarebbe il momento di fare il bilancio su quanto è stato fatto e quanto invece è stato disatteso.

Questo soprattutto alla luce del fatto che in questi 10 lunghi anni non si è stati in grado di chiudere ad est l'anello della tangenziale che era stata completata dall’ex Sindaco Vignali con la realizzazione degli ultimi due sottopassaggi di via Budellungo e via Emilia Ovest. Oltre alla chiusura dell’anello e in attesa della via Emilia Bis bisognava in questi anni prolungare la tangenziale almeno fino a dopo l’abitato di San Prospero (come le precedenti amministrazioni avevano fatto ad ovest), liberando la frazione e via Emilia est dal traffico intenso e ormai insostenibile per gli abitanti, con tutti i relativi problemi di disagio causati dallo smog e dalla mobilità congestionata.

A questo proposito faccio presente che da più di 10 anni esiste il progetto che va proprio nella direzione di unire la tangenziale est con la nord sgravando il tratto della via Emilia davanti all’ex Salamini della funzione impropria di tangenziale.

Per tutte queste ragioni credo che Effetto Parma, oggi più che mai, invece che presentare nuovi fantomatici progetti, debba fare un approfondito esame di coscienza per capire tutto quello che l’amministrazione avrebbe potuto fare per la nostra città nel corso degli anni e che invece attende ancora di essere realizzato”.

Pubblicato in Cronaca Parma

IL GRUPPO DI IMPEGNO SOCIALE “PARMA SUD” PRESENTA ALLA CITTÀ LE SUE PROPOSTE PER LE 7 FRAZIONI DEL QUARTIERE VIGATTO

Presso l’Avis Comunale di Vigatto - Corcagnano, il gruppo di impegno sociale “PARMA SUD” ha presentato le sue proposte relative alle 7 frazioni di Alberi, Carignano, Corcagnano, Gaione, Panocchia, San Ruffino e Vigatto. All’incontro era presente l’ex sindaco Pietro Vignali, che ha sottolineato l’importanza di dotare le frazioni di servizi pubblici in modo che abbiamo una loro autonomia, spazi di aggregazione socio culturale, aree verdi attrezzate, potenziamento del trasporto pubblico e infrastrutture adeguate a partire da marciapiedi, parcheggi, percorsi ciclabili e illuminazione. Vignali ha anche ricordato l’importanza di investimenti per strutture sociali come l’ultima casa protetta  realizzata nella nostra città che lui ha inaugurato ad Alberi di Vigatto.

Il gruppo di impegno sociale Parma Sud nasce su iniziativa di un gruppo di residenti delle 7 frazioni del quartiere Vigatto e si avvale di un direttivo composto da Fiorenzo Baroni (presidente), Paololuca Carobbi (vicepresidente) e dai consiglieri Cecilia Marconi, Paola Morini, Simona Bassi, Roberto Ciati e Francesco Leo.

Insieme a Vignali i membri dell’associazione hanno elencato una serie di proposte per risolvere le principali problematiche della zona: la mancanza di servizi di trasporto pubblico frequenti e infrastrutture scolastiche a partire dalla necessità di un nuovo asilo, l'insicurezza stradale per la velocità troppo elevata, l'assenza di marciapiedi e piste ciclabili, il degrado delle aree verdi, la scarsa illuminazione, la mancanza di controlli, l'abbandono dei punti di ritrovo socioculturale e la mancanza della fibra per connessione internet veloce per poter lavorare da casa. Problemi segnalati diverse volte senza aver ottenuto risposta.

I membri del Direttivo hanno presentato un manifesto di proposte e una serie di iniziative per rilanciare la zona Sud della città, coinvolgere residenti e commercianti e dire un secco no allo stato di abbandono in cui si trovano le frazioni preoccupati che possano diventare sempre più “zone dormitorio”. L’obiettivo è invece quello che queste frazioni possano avere una loro autonomia con servizi pubblici adeguati, attività commerciali e luoghi di ritrovo socio-culturali per evitare di doversi spostare sempre verso la città.

Durante la serata l'associazione ha raccolto l'adesione di molti cittadini presenti. L’ex Sindaco Vignali e i partecipanti hanno concordato nel definire un calendario di incontri per approfondire i problemi discussi nel corso della serata e organizzare anche una biciclettata tra le sette frazioni del quartiere.

Pubblicato in Cronaca Parma

L'opposizione dei Verdi al progetto di bretella autostradale Tibre risale al 2003, quando già dal progetto preliminare emergeva l'insostenibilità ambientale, viabilistica ed economica dell'opera.

Bocciati tutti gli emendamenti della Lega per le strade emiliano romagnole, comprese le vallate di Piacenza. Murelli: «Senza reti viarie le imprese in difficoltà non ripartono»

Piacenza, 29 ott. 2019 - «Dopo l’Umbria, il Governo è finito di nuovo fuori strada. Nel decreto legge Crisi aziendali, infatti, c’è solo un progetto sulle strade e riguarda il distretto fermano-maceratese. In commissione Lavoro, la Lega ha presentato numerosi emendamenti sulla necessità di ripristinare alcune arterie per favorire le aziende in crisi dell’Emilia Romagna. Ebbene, sono stati tutti bocciati».

Lo afferma la deputata Elena Murelli, capogruppo del Carroccio in Commissione alla Camera, che si è vista respingere, il 28 ottobre, diversi emendamenti riguardanti le strade piacentine, in particolare quelle di montagna. «Avevo presentato emendamenti - spiega Murelli - che riguardavano lo stato di alcune strade di Val Nure, Val Trebbia, Val d’Arda, Val Tidone, sulle quali insistono diverse aziende in crisi. Non sistemare la rete viaria e le infrastrutture, danneggiate dall’alluvione del 2015 e bisognose di continue attenzioni, a causa del forte rischio idrogeologico, significa impedire alle imprese in difficoltà di riprendersi. Per non parlare poi di quelle aziende che avevano lasciato la montagna e che ora intendono ritornarci. Chi torna in un luogo con strade dimenticate da Governo e Regione? L’ennesimo capolavoro di questo Governo raccogliticcio».

 

IMG_2096_1.jpg

IMG_2627.jpg

Venerdì, 18 Ottobre 2019 15:35

L'impalcato del nuovo Ponte della Navetta

Il varo dell'impalcato del nuovo Ponte della Navetta prelude alla sua prossima apertura e ricuce la ferita aperta con l'alluvione del 13 ottobre del 2014, quando le acque impetuose del torrente Baganza, distrussero l'antico ponte ciclopedonale. Il nuovo ponte è stato progettato con un'unica campata di circa 70 metri di lunghezza, sopraelevata rispetto al letto del torrente, in modo da non presentare ostacoli di sorta al deflusso delle acque. La posa della campata è avvenuta alla presenza delle massime autorità cittadine.

“Ricuciamo una ferita aperta 5 anni fa – ha sottolineato il Sindaco, Federico Pizzarotti –, legata all'alluvione del torrente Baganza. Grazie a questa infrastruttura ciclopedonale, i quartieri Montanara e Molinetto saranno di nuovo in dialogo tra loro. L'opera, molto attesa, conclude gli interventi messi in atto a seguito dell'alluvione stessa”.

Soddisfazione è stata espressa dall'Assessore ai Lavori Pubblici Michele Alinovi. “Il nuovo Ponte della Navetta – ha rimarcato – è l'ultima opera pubblica della ricostruzione legata alla furia delle acque del Baganza. E' un simbolo della rinascita, dopo quei tragici giorni, ma è anche un'opera di collegamento ciclopedonale funzionale ai quartieri Montanara e Molinetto. Tempo qualche mese e, dopo il collaudo e gli interventi di rifinitura, sarà aperta”.

L'Assessore alle Politiche di Sostenibilità Ambientale, Tiziana Benassi, così ha commentato l'importante momento. “Il ponte ciclopedonale della Navetta non è solo un collegamento viabilistico, ma anche una testimonianza storica della città. Con la posa di questa unica campata riuniamo la città, in un'ottica sostenibile”.

L'Assessore alla difesa del suolo e della costa, protezione civile e politiche ambientali e della montagnadella Regione Emilia Romagna, Paola Gazzolo, ha fatto presente che la posa della campata del nuovo Ponte della Navetta rientra nella settimana della Protezione Civile. “Abbiamo condiviso con l'allora Ministro Del Rio la priorità nella destinazione delle risorse per quest'opera, in un momento di emergenza come quello legato all'alluvione del torrente Baganza del 2014. Grazie ad un lavoro di squadra, che ha coinvolto diversi enti, a partire dal Comune di Parma, oggi siamo qui per dare nuova vita ad un simbolo della città. Un momento particolarmente significativo contraddistinto dalla presenza della Ministra Paola De Micheli”.

L'ingegnere Pietro Baratono, in qualità di Provveditore, per il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche per Lombardia ed Emilia Romagna, ha definito la nuova infrastruttura un bell'esempio di collaborazione tra Stato ed Enti Locali.

La Ministra, Paola De Micheli, presente oggi a Parma, ha raggiunto il nuovo Ponte della Navetta nel pomeriggio. A margine del sopralluogo, ha dichiarato: “Come ho più volte evidenziato nelle mie uscite pubbliche in queste prime settimane da Ministro delle Infrastrutture, la vera sfida che riguarda il nostro paese non è soltanto quella di portare a termine le grandi infrastrutture strategiche, ma anche le tante piccole opere pubbliche, quelle della quotidianità, che possono migliorare la vita delle persone e delle comunità come la vostra, colpita da una calamità come un'alluvione. Dobbiamo farlo sempre più velocemente e con risultati di qualità. Proprio come questo ponte che letteralmente ricuce il tessuto urbano di Parma che era stato strappato. Sono felice di essere testimone del compimento di questa opera così importante, realizzata attraverso una progettazione partecipata e al servizio di una forma di mobilità, quella ciclabile, che vogliamo ampliare e favorire il più possibile, per rendere le nostre città più belle anche dal punto di vista ambientale”.

Impalcato_nuovo_ponte_Navetta_dallalto.jpg

La nuova infrastruttura nasce a seguito di un percorso complesso ed articolato che ha visto il Comune di Parma in prima linea- dal 2014 ad oggi - per garantire la ricucitura tra il Quartiere Montanara ed ilQuartiere Molinetto, mettendo, così, in dialogo due sistemi territoriali anche grazie a opere funzionali al nuovo ponte che sono già state realizzate ed in corso di realizzazione, come le piste ciclabili che corrono lungo gli argini del torrente sul fronte sinistro e su quello destro e che si inseriscono nell'ambito delle prescrizioni previste dal Bici Plan del Comune. L'obiettivo è quello di connettere anche il nuovo quartiere Parma Mia e di potenziare il sistema di collegamenti ciclopedonali nell'ambito del sistema delle piste ciclabili che corrono tra i due storici quartieri della città, favorendo la mobilità sostenibile.

La realizzazione dell'infrastruttura nasce da un'azione di squadra che si è concretizzata, oltre che dall'impegno prioritario del Comune di Parma, con il coinvolgimento del Ministero delle Infrastrutture, del Provveditorato Interregionale delle Opere Pubbliche, della Regione Emilia Romagna ed anche dei cittadini. Il progetto che vede oggi la luce è, infatti, frutto di progettazione partecipata promossa dal Comune nel 2015, anche grazie al sostegno dei cinque Rotary Club di Parma e provincia, riuniti nell'Area Emiliana 2, e che ha visto la cittadinanza coinvolta nella scelta progettuale che ha vinto il concorso, che vide la partecipazione di ben 87 progetti. Il progetto vincitore è risultato quello presentato dal seguente raggruppamento tecnico professionale:architetto Mario Macchiorlatti Dalmas (capogruppo), architetto Fabrizio Prato, ingegnere Francesco Velardo ed ingegnere Andrea Tripodi.

La cronistoria degli eventi ha visto il Comune di Parma agire in prima persona, immediatamente dopo l'alluvione. Il rifacimento del Ponte, infatti, non era stato incluso tra i finanziamenti dell’Agenzia di Protezione Civile dell’Emilia Romagna e del Fondo di Solidarietà della Comunità Europea. Da qui l'impegno dell'Amministrazione che, in attesa di reperire i finanziamenti, ha posto come priorità quella del suo recupero e con essa il recupero della memoria storica del ponte, nato come “ponte delle acque” e simbolo del quartiere Montanara. Il Comune, grazie anche alla generosità del Rotary Club Area Emiliana 2, che ha finanziato i premi, nel marzo 2015 ha bandito un concorso di idee per il progetto di rifacimento del ponte, che si è concluso nel luglio dello stesso anno, con la proclamazione del vincitore, decretato anche attraverso il voto popolare. 

Nel frattempo, con decreto n. 104 del 17/03/2015, il Ministero Infrastrutture e Trasporti, ha approvato il programma degli interventi urgenti in materia di dissesto idrogeologico, tra cui rientrano i lavori di rifacimento del ponte della Navetta, per un importo di € 1.400.000. A seguito dell’assegnazione del finanziamento al Provveditorato, si è provveduto alla sottoscrizione di una convenzione tra Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche per la Lombardia e l’Emilia Romagna, Regione Emilia Romagna e Comune di Parma, al fine di stabilire le varie competenze per la realizzazione dell’opera. 

Il Provveditore, in qualità di stazione appaltante, con proprio decreto, ha approvato il progetto esecutivo sviluppato dai vincitori del concorso. Il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche per la Lombardia e l’Emilia Romagna, inoltre, ha gestito e sviluppato il progetto esecutivo con metodologia BIM, applicata per la prima volta in Italia ad un appalto di lavori pubblici, anche con il contributo di uno studio tecnico professionale. L'importo totale di quadro economico complessivo dell'opera ammonta a € 1.700.000. L’appalto è stato assegnato all’ATI “Buia Nereo S.r.l. –Parma, per il corrispettivo di circa 1milione e 217mila euro. 

Domenica, 14 Aprile 2019 09:26

Sì alla Torino Lione

Vi è incredulità per come il governo sta gestendo la delicata questione della Tav, la tanto dibattuta Torino-Lione. E' un'opera strategica per lo sviluppo del Paese con ricadute occupazionali molto importanti, e inoltre è in gioco la credibilità internazionale del nostro paese, con gli inevitabili costi economici che comporterebbe lo stop. Si metterebbe in dubbio la capacità di attrarre investimenti produttivi utili all'occupazione e allo sviluppo. Si tralascia l'importanza di trasferire il trasporto merci dalla 'gomma al ferro' e le opportunità per lo sviluppo delle attività di logistica del porto di Genova e degli interporti della pianura Padana, oltre al rischio di pagare all'Unione Europea penali pesanti.

Mentre ci si prepara a richiedere fortemente la sua realizzazione, circolano voci sulla possibile bocciatura dell'opera da parte del Ministero delle Infrastrutture. Ci sono migliaia di lavoratori che aspettano l'inizio del cantiere per poter riprendere il lavoro, fermare quest'opera sarebbe un danno non solo per i lavoratori ma significherebbe isolare il nostro territorio e danneggiarne l'economia.

La Tav è un'infrastruttura che serve al territorio e al Paese e riguarda soprattutto il futuro delle nuove generazioni.

Rino Basili
Segretario Intesa San Martino

Venerdì, 22 Febbraio 2019 14:40

Ponte sul Po di Colorno: sopralluogo sul cantiere

Stamattina sopralluogo sul cantiere di Rossi, Bertocchi, Canova. Si sta rispettando il crono programma. Soddisfatti gli amministratori e  anche il Comitato TrenoPonteTangenziale. Al lavoro contemporaneamente 4 squadre, 50 operatori, 15 mezzi d’opera. Entro la prossima settimana concluse le  fondazioni dei 28 portali in acciaio.

Parma,  22 febbraio 2019 –

Stanno procedendo in linea con il cronogramma i lavori sul ponte sul Po di Colorno – Casalmaggiore, il 30% dell’opera è conclusa e si prevede che sarà rispettato il termine del 5 giugno 2019 per la fine lavori.

E’ quanto è emerso dal sopralluogo compiuto stamattina in cantiere dal Presidente della Provincia di Parma Diego Rossi con il Delegato alla Viabilità Giovanni Bertocchi, la sindaca di Colorno Michela Canova l’Assessore alla Viabilità Valerio Manfrini; erano presenti anche il progettista ing. Scaroni, i tecnici dell’Ati Micheli - Coimpa e i tecnici della Provincia di Parma Annoni e Botta, il Vice Presidente del Comitato “TrenoPonteTangenziale” Fausto Salvini.

Ecco lo stato di avanzamento dei lavori, illustrato dal direttore del cantiere Paolo Manfredi: come richiesto dalla Provincia di Parma, si conta di finire la parte di golena più a rischio di inondazioni entro due settimane; entro la settimana prossima saranno concluse le  fondazioni dei 28 portali in acciaio che sorreggono le campate, un portale completo è stato terminato e il secondo è stato iniziato, gli acciai sono già in cantiere.

Al cantiere lavorano contemporaneamente circa 50 persone, in 4 squadre, con 15 macchine operatrici, tra escavatori, by-bridge e piattaforme elevatrici.  

”C’è sempre grande attenzione da parte della Provincia di Parma nel seguire l’evolversi del cantiere - dichiara il Presidente Diego Rossi – Siamo soddisfatti: il sopralluogo ci conferma che le imprese stanno lavorando con precisione, attenzione e velocità, tutte le condizioni per rispondere positivamente alle attese dei cittadini. Massima la collaborazione da parte dei nostri tecnici e di quelli della Provincia di Cremona.”

“Anche per un profano come me è evidente che il cantiere procede bene, presupposto necessario per sperare in una conclusione dei lavori secondo i tempi prestabiliti e un lavoro ben fatto è garanzia anche per il futuro  – ha affermato la sindaca di Colorno Michela Canova.

Parole positive anche dal Comitato TrenoPonteTangenziale: "Siamo molto contenti perché vediamo che i lavori vanno avanti in modo molto celere e il ponte viene rinforzato bene" ha dichiarato il vice presidente Fausto  Salvini.


Fonte: Provincia di Parma 

Campari (Lega) dal convegno "Opere Utili" di Legambiente a Parma ha parlato delle infrastrutture del Territorio.

Parma 25 novembre 2018 - "Il Ponte di Casalmaggiore è un problema serio per il territorio: la Provincia conta di finire i lavori entro l'autunno dell'anno prossimo, speriamo, ma ormai il danno è fatto. Si tratta di un restauro che durerà al massimo 10 anni, poi saremo da capo: il Governo sta provando con legge di bilancio già da quest'anno ad accantonare le risorse per iniziare a mettere di fianco un ponte nuovo, almeno la progettazione e l'inizio dei lavori, Se non sarà quest'anno, sarà il prossimo", lo ha detto il senatore parmigiano della Lega Maurizio Campari, vicepresidente della Commissione Lavori pubblici del Senato al Convegno "Opere Utili" organizzato da Legambiente a Parma in cui ha spiegato il punto di vista suo e del Governo su diverse opere cruciali del nostro territorio.

Il senatore leghista ha parlato anche del ponte di Ragazzola, della Ti-Bre e della Pontremolese: "chi ha programmato l'opera ha previsto la fine dei lavori per il 2019, non certo una priorità: Parma non è mai stata una priorità per la regione".

Venendo alla città, Campari ha parlato anche del Ponte Nord: "stiamo lavorando per farlo diventare il terzo ponte abitabile in Italia. E' un'opera che non avrei fatto, ma che c'è e per cui sono stati spesi soldi pubblici, dei cittadini. Non è abusivo, ma non è al momento utilizzabile: stiamo individuando una soluzione per recuperarlo e restituirlo alla città".

"Parma è senza aeroporto e senza Alta velocità pur avendo un tessuto imprenditoriale di primo piano e una vocazione turistica anche agroalimentare che andrebbero valorizzati. Stiamo lavorando perché le Ferrovie rispettino il contratto che prevede 4 convogli in entrata e in uscita al giorno in Stazione", ha aggiunto Campari.

Infine Campari parlando di priorità del Governo ha spiegato che "crollano i ponti, i cavalcavia, l'intero sistema viabilistico e quello idraulico sono in grande emergenza: la prima grande opera da fare in Italia oggi è mettere in sicurezza le opere esistenti".

Pubblicato in Ambiente Emilia

Di Nicola Comparato 16 agosto 2018 - Dopo la tragedia del Ponte Morandi a Genova, non posso tralasciare un problema che riguarda la zona in cui vivo, la Val Baganza. Anche qui, una storica struttura che ci rappresenta è a rischio crollo. Sto parlando della Ponticella.

La passerella pedonale detta Ponticella, che collega le due sponde del torrente Baganza unendo Poggio di Sant'Ilario Baganza e San Vitale Baganza, in provincia di Parma, è gravemente danneggiata! La Ponticella è una struttura condivisa dai comuni di Felino e Sala Baganza. Molti la utilizzano. Pedoni, ciclisti, anziani e bambini. È molto utile e comoda per le persone che si recano a San Vitale Baganza o al Poggio, perché attraversandola si evita di fare tutto il giro con la macchina per prendere l'autobus, per fare compere o per una semplice passeggiata.

Ma la Ponticella è a rischio! Potrebbe cedere da un momento all'altro. Le ringhiere sono arrugginite e piegate, il cemento è pieno di buchi e di crepe. Servono urgentemente lavori di ristrutturazione. Per non parlare delle scritte indecorose che la rendono anche brutta oltre che insicura. Il cemento armato è in crisi. Molti cittadini sono sul piede di guerra. La Ponticella va chiusa e restaurata! Per la sicurezza di tutti, perché la Ponticella è di tutti! Non si può aspettare la tragedia per far sì che qualcosa si muova. Le amministrazioni comunali di Sala Baganza e Felino (PD), dovrebbero trovare un accordo, parlando con i cittadini che rappresentano. I cittadini votano i sindaci per sentirsi tutelati, per avere sicurezza e decoro urbano. Ma non sempre le cose vanno come dovrebbero andare. Non è bastata la tragedia del Ponte Morandi a Genova? Quante altre tragedie devono esserci!? Sulla Ponticella non circolano automobili, ma ogni giorno tante persone la attraversano e rischiano.

Spero che chi di dovere riesca a trovare una soluzione al più presto, non c'è più tempo da perdere, da troppi anni la Ponticella è abbandonata a se stessa. La sicurezza dei cittadini prima di tutto!

(Nicola Comparato Segretario Consulta Poggio Cevola Sant'Ilario Baganza)

 

Sala_Baganza_-_Ponticella9244dbb0-ea8c-4e56-b323-54d58f4af7d0.jpg

Sala_Baganza_-_Ponticellae31fa3ba-75e5-4c78-8c5b-d57e7f9ff29b.jpg

Pagina 1 di 2