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Venerdì, 02 Settembre 2022 17:11

Selezioni per il master in giornalismo di Bologna.

La scadenza per presentare la domanda è il 5 settembre.

Ad appena 77 anni la giornalista campobassana Doretta Coloccia ci ha lasciati stamattina, mercoledì 04 maggio 2022, dopo una lunga e troppo sofferta malattia che, però, ha saputo affrontare davvero con molto coraggio e tanta fede religiosa

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Caro Tito, ieri mattina su queste fredde montagne molisane splendeva un tiepido sole in un cielo quasi del tutto terso. Un invito a camminare in aperta campagna.

“Luca, Michele, è ora di rientrare! È pronta la cena”. Due ragazzetti scalmanati rientrano in casa, un po’ contrariati per aver dovuto interrompere il loro nuovo intrattenimento: un formicaio strabordante di temibili formiche rosse.

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Bastano solo tre motivi a fine giornata per essere felici.

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Dopo il coronavirus serve il Lavoro, non solo assistenza, giusta e doverosa per le persone che si trovano in difficoltà. Per raggiungere la dignità di un uomo e di una donna, in un sistema che funziona, il lavoro deve anche essere un ascensore sociale che prende chi è in difficoltà.

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In quindici anni ha costruito un impero tra queste sponde note e argillose, 28.000 paletti tra scale, palafitte e staccionate: è il Re del Po, così ormai lo chiamano tutti, un eremita che ha fatto di queste rive la sua unica ragione di vita e si rivolge al fiume come se fosse la sua amante. Ci bisticcia, lo ama, qualche volta lo teme, specie quando con le sue piene fa sentire tutta la sua potenza e arroganza, allora si arrabbia, perché porta via tutto il suo lavoro, ma lui con perseveranza e impegno ricostruisce senza alcun lamento la sua opera d’arte... uno straordinario villaggio costruito sull’acqua.

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Che cosa c’entra l’emergenza sanitaria con il rapporto tra la preghiera e la politica? Oggi, con la quasi totale assenza della religione dalla scena politica - intendendo quest’ultima nel suo aspetto mediatico – rischiamo di vivere in una società profondamente scristianizzata, senza dimensione religiosa, senza orazione, incapace di assicurare il bene comune. Sembra quasi che evocare il legame con la regione, relativamente alla vita eterna ma anche a quella terrena, sia di cattivo gusto.

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TERRA
Ci hai chiesto di fermarci
Di riflettere
Ci hai chiesto di
Non farti più male
Di rispettarti
Di restituirti

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Il giornalista sportivo Gianni Mura intervistato dal collega Gabriele Majo durante la partecipazione alla rassegna Mangia come Scrivi del 2013

 

di Gabriele Majo – (da Stadiotardini.it) - E’ di poco fa la notizia della scomparsa di Gianni Mura, l’ultimo Gianni Brera del giornalismo (sportivo) italiano, aveva 74 anni e fatale gli sarebbe stato un attacco cardiaco. Per quelli della mia generazione un inarrivabile esempio da seguire, una lettura – i suoi Sette Giorni di Cattivi Pensieri – da non mancare mai. Pure un po’ orso lo stesso era sempre disponibile con l’impertinente radiocronista della piccola radio privata che lo andava a importunare durante le partite del Parma nei mitici anni ’90.

Se non commetto a caldo scambi di persona fu proprio lui a inorridire quando Carlo Chiesa esagerò in occasione del famoso gol definitivo di Hernan Crespo, quando i banchi della tribuna stampa erano ancora abbastanza sacri ed inviolabili (Gino Bacci, ad esempio, una volta mi bacchettò quando mi presentai con un taglio di capelli, che mi suggerì Serena Marsicano, decorato ed esagerato per quei tempi e che poi si tramutò nella mia prima pelata a zero su consiglio di Enrico Cavalca) per danzarci sopra o soltanto per alzare i decibel del volume della voce oltre il consentito. L’ultima volta che lo incontrai fu in occasione di un Mangia come Scrivi, (rassegna cultural gastronomica ideata e diretta dal giornalista Gianluigi Negri e di cui StadioTardini.it è media partrner) correva l’anno 2013, mese di Maggio, e mi concesse una intervista abbastanza lunghetta, al termine della quale mi fece capire che avrei potuto anche tenerla un po’ più corta, ma l’occasione era ghiotta e non me la feci scappare, magari approfittandomene un po’.

Per ricordarlo vorrei riproporvi quella chiacchierata esclusiva, ripresa in maniera magari un po’ amatoriale, ma i mezzi tecnici quelli erano… In quell'occasione Mura definì (come titolammo) il Parma quale l’ultimo felice esempio calcistico della provincia italiana” (anche se purtroppo sappiamo bene come andò a finire pochi mesi dopo…) e, da esperto amante di cucina, mi spiegò perché il famoso coniglio all'ischitana (“ucciso nell'aglio”) da lui citato in un suo libro pubblicato in quei giorni, costasse, circa 25 anni fa, ben 36 mila lire in trattoria, quando il prezzo di un primo piatto era di appena 4.000 lire: col collega Carlo Vaccari eravamo sull'isola per seguire la fase finale del campionato Primavera, con impegnati i bocia Crociati, e poi vinta dal Perugia di Gaucci, pure recentemente mancato. Maestro, riposa in pace. 

DALL'ARCHIVIO DI STADIOTARDINI.IT

INTERVISTA DI GABRIELE MAJO A GIANNI MURA

(Mangia come Scrivi, Venerdì 10 Maggio 2013)

1^ PARTE

https://www.youtube.com/watch?v=FrcdcqvnfSE&feature=emb_title

2^ PARTE

https://www.youtube.com/watch?time_continue=6&v=haQlaW1Fivg&feature=emb_title

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