Cibus Agenzia Stampa Agroalimentare: SOMMARIO Anno 19 - n° 13 29 marzo 2020 -
Editoriale:  - Un uomo solo al comando. - Lattiero caseario. Borse a singhiozzo.- Cereali e dintorni. Impennata dei prezzi - Finanziamento da 160 milioni di euro per la crescita del Consorzio Casalasco del Pomodoro - FederUnacoma: la produzione di macchine è strategica, come l’intera filiera agro-alimentare - Scenari nel mondo del vino dopo il corona virus -

Cibus-13-29mar2020-COP.jpgSOMMARIO Anno 19 - n° 13 29 marzo 2020
1.1 editoriale
Un uomo solo al comando.
3.1 lattiero caseario Lattiero caseario. Borse a singhiozzo.   
4.1 Bis lattiero caseario Lattiero caseari. tendenza
5.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Impennata dei prezzi
6.1 cereali e dintorni tendenze.
7.1 cereali e dintorni Cereali
8.1 pomodoro  Finanziamento da 160 milioni di euro per la crescita del Consorzio Casalasco del Pomodoro
8.2 meccanica e covid-19  FederUnacoma: la produzione di macchine è strategica, come l’intera filiera agro-alimentare
9.0 vitivinIcoltura e covid-19 Le aziende
9.1 vino post coronavirus Scenari nel mondo del vino dopo il corona virus
10.1promozioni “vino” e partners
12.1 promozioni “birra” e partners

 

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di Mario Vacca Parma 28 marzo 2020 - Il Codice della crisi d’impresa entrato in vigore a marzo 2019 con gli articoli 375 e 377 obbliga l’impresa a dotarsi di adeguati assetti organizzativi e quindi impone all’imprenditore non solo la costante valutazione dell’adeguatezza dell’assetto organizzativo ma anche di monitorare la sussistenza dell’equilibrio economico finanziario ed il prevedibile andamento della gestione.

L’articolo 14 del Codice, che sarebbe dovuto entrare in vigore ad agosto ma con il D.L. “Salva Italia” è stato rinviato al febbraio 2021 -salvo ulteriori proroghe - racchiude tutto il senso e la portata della normativa sugli adeguati assetti ed il succo di tutto è che è proprio l’adeguatezza dell’organizzazione che consente all’imprenditore il monitoraggio della crisi e della continuità aziendale.

L’assetto organizzativo, amministrativo e contabile deve consentire all’imprenditore la verifica dell’equilibrio economico-finanziario e della gestione prospettica, con una tempistica periodica calibrata rispetto alla dimensione aziendale e si fonda su una serie di procedure che tradizionalmente sono contenuti all’interno di una macro-categoria denominata “controllo di gestione”.

Dall’articolo 2 del Codice si evince chiaramente che le nuove norme circoscrivono la crisi d’impresa in ambito finanziario e prospettivo e appunto per questo solamente strumenti di controllo di gestione di tipo prospettico possono consentire all’imprenditore di disporre di informazioni sufficienti e tempestive. E’ evidente quindi che sia identificabile l’obbligo di implementazione di un efficace controllo di gestione, atto a consentire le verifiche consuntive e prospettiche necessarie al monitoraggio previsto dall’articolo 2086 post-riforma, che prevede la necessità di rilevare tempestivamente la crisi dell’impresa e la perdita della continuità aziendale.

La norma consente il duplice beneficio di contrastare sul nascere la crisi d’impresa ma anche di coordinare un percorso di crescita imprenditoriale e manageriale all’interno dell’impresa. La procedura di costruzione del budget potrebbe apportare confronti mai tenuti prima tra i diversi attori aziendali, dialogo e sforzo del singolo di far parte di un contesto collettivo, situazioni fondamentali per il miglioramento della capacità di previsione di un sistema organizzato. Un buon controllo di gestione anche se potrebbe non originare previsioni precisissime rappresenterebbe sicuramente un eccellente strumento di misurazione della performance, in grado di permettere correzioni rapide ed interventi efficienti e tempestivi. Le interazioni tra proprietà e manager legate alla costruzione del budget ed alla gestione periodica sarebbero fondamentali per migliorare la competitività dell’azienda nel suo complesso.

Il risultato del duplice beneficio è che il controllo di gestione può passare da un mero adeguamento ad una disposizione di legge ad un progetto di crescita e sviluppo di competenze tanto attraverso la formazione di risorse interne quanto attraverso la nomina di temporary manager che possano apportare significative esperienze acquisite in altre realtà.

 

La Bussola d'Impresa - Mario Vacca
Mi presento, sono nato a Capri nel 1973, la mia carriera è iniziata nell’impresa di famiglia, dove ho acquisito esperienza e ho potuto specializzarmi nel controllo di gestione e finanza d’impresa.
Queste capacità mi hanno portato a collaborare con diversi studi di consulenza tra Capri, Napoli e la penisola Sorrentina con il ruolo di Temporary Manager, per pianificare crescite aziendali o per risolvere crisi aziendali e riorganizzare gli assetti societari.
Nel corso degli anni le esperienze aziendali unite alle attitudini personali mi hanno permesso di sviluppare la capacità di prevedere e nel contempo essere un buon risolutore dei problemi ordinari e straordinari dei miei clienti.
Per migliorare la mia conoscenza e professionalità ho voluto fare esperienza in un gruppo finanziario inglese e, provatane l’efficacia ne ho voluta fare una anche in Svizzera.
Queste esperienze estere hanno apportato conoscenze legate al Family Business, alla protezione patrimoniale tanto per le imprese quanto per i singoli imprenditori e, alla gestione di società e conti esteri per favorire l'internazionalizzazione ed armonizzare la fiscalità tra i diversi paesi ove i clienti operano.
Nel frattempo ho maturato esperienza in Ascom Confcommercio per 12 anni - nel ruolo di vice presidente - ottenendo una buona padronanza della dialettica, doti di Pubblic Relation e, una buona rete di contatti personali.
Mi piace lavorare in squadra, mi piace curare le pubbliche relazioni e, sono convinto che l’unione delle professionalità tra due singoli, non le somma ma, le moltiplica.
Il mio obiettivo è lavorare sodo ma, con Etica ed Urbanità.

Riferimenti
Mario Vacca Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
Telefono: ‭+39 347 2955391‬
WEB Linkedin: https://www.linkedin.com/in/vaccamario/?originalSubdomain=it

Un plafond da 1 miliardo di euro per offrire immediato supporto alle PMI e Mid italiane, colpite dall’emergenza Covid-19, in relazione alle attività di export e internazionalizzazione. 

Roma, 26 marzo 2020 – SACE SIMEST, il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, e UniCredit, hanno siglato un accordo per sostenere le imprese italiane, in particolare PMI e Mid, nell’affrontare l’emergenza legata alla diffusione del Covid-19 e dei suoi impatti sull’operatività aziendale.

Le risorse consentiranno alle imprese di superare le difficoltà legate a momentanei ritardi nei flussi di incasso degli ordini e delle commesse in essere; e di far fronte alle limitazioni nelle consegne ai clienti o dai fornitori, garantendo quindi continuità nella loro operatività con i mercati internazionali.

Attraverso il plafond dedicato da 1 miliardo di euro, saranno offerti finanziamenti a breve termine (fino a 18 mesi), erogati da UniCredit e garantiti da SACE, a favore delle aziende clienti della banca, per far fronte alle esigenze di capitale circolante e permettere a queste di assorbire al meglio lo shock subito dalla filiera produttiva nazionale e internazionale a seguito della diffusione in tutto il mondo del Covid-19.

“Con questa iniziativa forniamo un immediato e importante sostegno alle imprese per affrontare i problemi di liquidità causati dell’emergenza Covid-19 – ha affermato Andrea Casini, Co-Ceo Commercial banking Italy di UniCredit – si tratta di una azione concreta volta a garantire la continuità dei flussi di cassa delle PMI e Mid italiane in questo momento straordinario di difficoltà, oltre a supportare il capitale circolante legato all’attività di espansione sui mercati internazionali. Come UniCredit vogliamo essere ancora più vicini al nostro Paese e stiamo intraprendendo azioni incisive e concrete per sostenere le aziende e continuare a garantire tutto il nostro sostegno all’economia anche nella fase di emergenza che stiamo vivendo”

“Grazie a quest’accordo con UniCredit garantiamo alle imprese italiane il sostegno necessario per fronteggiare le inevitabili ripercussioni di questa emergenza, assicurando continuità alla filiera produttiva e ponendo le basi per quella ripartenza che tutti auspichiamo – ha dichiarato, Simonetta Acri, Chief Mid Market Officer di SACE -. Fra le ampie misure previste dal Gruppo CDP, siamo pronti a fare la nostra parte, consapevoli che la tenuta del nostro export e la competitività internazionale delle nostre aziende rimangano due fattori fondamentali di resilienza e rilancio dell’economia italiana”

Attraverso questa collaborazione UniCredit e SACE confermano il proprio impegno verso le PMI italiane e le aziende di medie dimensioni – spina dorsale del tessuto produttivo italiano – che stanno attraversando una congiuntura che non ha precedenti, nella convinzione che siano sempre più necessarie azioni congiunte e di sistema per superare una sfida così importante per il Paese.

Per quanto riguarda SACE, la partnership con UniCredit rientra all’interno di un pacchetto più ampio di misure da 7 miliardi di euro, recentemente lanciato da tutto il Gruppo CDP, per sostenere in maniera più ampia l’operatività delle imprese italiane.

 

 

 

 

 

di Redazione Parma 27 marzo 2020 - In Italia, così come nel resto del mondo, l'educazione finanziaria ha un posto sempre più centrale. Impossibile pensare di poter gestire le proprie finanze, i propri risparmi e gli investimenti senza sapere cosa fare e senza avere un minimo di conoscenza di quelle che sono le leggi dell'economia. Sì, perché per avere pieno possesso di quelli che sono i mezzi a propria disposizione è importante conoscere anche come farli fruttare nel migliore dei modi possibili. 

Ecco, quindi, che si deve cercare di indirizzare ogni singolo soggetto verso l'apprendimento delle migliori tecniche di gestione e di investimento delle risorse finanziarie a propria disposizione. Il mondo cambia repentinamente e con esso anche le esigenze. Cambiano le condizioni economiche, cambia il tessuto sociale e ognuno di noi deve adeguarsi al cambiamento e reagire di conseguenza. Importante, quindi, imparare a padroneggiare la tecnologia che è diventata sempre più fondamentale nella gestione della propria situazione finanziaria. Competenze tecnologiche e competenze in ambito finanziario viaggiano, quindi, sullo stesso binario.

Ma qual è, al momento, la situazione in Italia? Purtroppo nel corso degli anni si è notato come nel nostro Paese l'apprendimento di queste specifiche competenze va a rilento. Se si fa un paragone con quello che accade in altri Stati dell'Unione Europea, si nota che in alcuni di questi c'è una consapevolezza maggiore. Si dovrebbe partire dalle pubbliche amministrazioni e arrivare fino al singolo cittadino: una rivoluzione digitale e finanziaria che potrebbe portare a dei risultati inaspettati.

Tuttavia, il singolo cittadino interessato ha la possibilità di acquisire un'educazione finanziaria anche da "autodidatta", grazie all'aiuto di risorse editoriali, portali ed esperti del settore in grado di chiarire le idee e indicare nuove strategie per risparmiare e investire

Un vero e proprio punto di riferimento è il portale Affari Miei. Secondo l'anima del sito Davide Marciano, opinioni su quello che sono diventati il mondo finanziario, gli investimenti e tutto quello che gira attorno all'argomento sono necessarie per riuscire a capire come muoversi. Si tratta di consigli che vengono dati alla luce di un obiettivo semplice ma fondamentale: imparare a gestire le proprie finanze, così da non avere problemi economici.

Si potrà e si dovrà imparare come fare a risparmiare, quali sono le spese che è possibile tagliare e in che misura, quali sono gli investimenti migliori da prendere in considerazione e così via. Solo in questo modo si avrà la consapevolezza giusta per far fruttare al meglio le proprie possibilità, costruendone anche di nuove.

Di Meccagri 26 marzo 2020 - FederUnacoma, la federazione dei costruttori di macchine per l’agricoltura, prende atto della decisione del governo di non inserire fra le attività produttive ritenute essenziali, in questa fase di emergenza sanitaria che il Paese sta affrontando, il proprio comparto modificando quanto precedentemente deciso, sulla base delle pressioni delle rappresentanze sindacali.
 
VIA DALL’ELENCO DELLE ATTIVITÀ ESSENZIALI, UNA SCELTA CON PESANTI CONSEGUENZE

Alessandro-Malavolti-Presidente-Federunacoma.jpg«L’elenco dei nuovi codici Ateco stilato ieri (il 25 marzo, ndr) dal MISE – commenta il presidente di FederUnacoma Alessandro Malavolti (nella foto) – esclude di fatto dalle attività ritenute essenziali le nostre produzioni, unico caso in Europa, ponendo un segmento produttivo da 11,4 mld di fatturato in gravissima difficoltà».

FederUnacoma ritiene pertanto doveroso fare alcune precisazioni a tutela del settore perché in gioco c’è certamente la massima attenzione nei confronti dei lavoratori, della loro salute ma anche la tenuta di un tessuto industriale che “serve” il Paese e il mondo.
L’agricoltura è da sempre il “bene primario” di ogni territorio, e in questa fase emergenziale è ritenuta giustamente, insieme alle attività sanitarie e farmaceutiche, un asset strategico al quale il mondo dei costruttori di macchine agricole appartiene interamente in un’ottica di filiera.
 
IL TRATTORE E LE MACCHINE AGRICOLE CHE NON VEDI AL SUPERMERCATO

In questo periodo dell’anno sono molti gli ordini in corso di ricambi e macchine, in particolare quelle stagionali come le seminatrici, le tante attrezzature per la lavorazione del terreno, le macchine per la raccolta, le macchine per i trapianti che, in particolare, avviano adesso la stagione agraria per la produzione di tanti nostri alimenti. Tutto quello che nei supermercati non si vede ma che è indispensabile a monte della filiera agro-alimentare e la cui possibile difficoltà di reperimento potrebbe rendere ancora più critica l’attività di molte aziende agricole.
 
ALCUNE AZIENDE AVEVANO CHIUSO MA ALTRE STAVANO CONTINUANDO A LAVORARE, NEL PIENO RISPETTO DELLE NORMESUPERMERCATO_TRATTORE.jpg
Alcune delle imprese aderenti a FederUnacoma – che accoglie piccole, medie e grandi aziende – sin dall’inizio delle restrizioni resesi necessarie per il contenimento del contagio, avevano già deciso la chiusura degli stabilimenti per difficoltà logistiche dovute anche all’incertezza su quelle che sarebbero state le decisioni governative.
Ma molte altre realtà aziendali stavano cercando di continuare a lavorare – seppur con linee produttive estremamente ridotte – nel rispetto di tutte le norme emanate dal governo e della sicurezza dei propri dipendenti, per non bloccare del tutto un comparto già pesantemente segnato da cali di fatturato senza precedenti.
 
PRONTI A PROSEGUIRE LA PRODUZIONE IN SICUREZZA, CON SENSO DI RESPONSABILITÀ
«Siamo dotati di un grande senso di responsabilità e di servizio per il nostro Paese, dichiara il presidente Malavolti, ma è difficile comprendere la mancanza di consapevolezza dell’importante ruolo svolto da questi mezzi meccanici soprattutto in un momento complesso come questo».
La Federazione sottolinea poi il rischio di una concorrenza sleale da parte di competitor internazionali in considerazione del fatto che molti altri Paesi ritengono essenziali attività produttive analoghe alle nostre, che hanno quindi la facoltà di continuare a commercializzare al posto delle nostre imprese.
Impossibile per FedeUnacoma pensare che il blocco imposto possa andare oltre il 3 aprile; la Federazione auspica quindi un confronto urgente con le parti politiche competenti per ripristinare, dopo questa data e secondo una gradualità adeguata, le produzioni delle nostre aziende.
 
Fonte: FederUnacoma
Fonte immagini: Maschio Gaspardo, Pixabay elaborazione Meccagri, e Nobili spa (lgc)

 

 

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Parma, 26 marzo 2020 – Nell’attuale scenario influenzato dagli effetti del virus Covid-19 il Consorzio della Bonifica Parmense ha ridefinito il proprio assetto organizzativo interno con la priorità immediata di garantire la continuità del servizio d’irrigazione a sostegno di una delle poche filiere, quella agricola, che prosegue l’attività quotidiana nel nostro territorio. Oltre a questo hanno continuità tutte le attività di difesa idraulica e di protezione e prevenzione dal rischio idrogeologico.

L’obiettivo è dunque bivalente: mantenere il servizio a tutela dei cittadini serviti e garantire la piena sicurezza del personale impegnato. L’emergenza sanitaria causata dalla pandemia rende, oggi più che mai, importante e fondamentale il mantenimento delle unità operative, la cui attività viene ritenuta indispensabile da ANBI (Associazione Nazionale dei Consorzi di Bonifica) nel rispetto delle disposizioni governative.

Lo staff è costantemente impegnato in attività di manutenzione e preparazione del reticolo di canalizzazione e degli impianti idrovori utili all’irrigazione. Un’irrigazione che quest'anno, nonostante le ultime gravi gelate, con la complicità di un inverno caldo e siccitoso, inizierà con ogni probabilità in anticipo sulla normale tabella di marcia, quindi alla metà di Aprile.

Ogni anno il Consorzio nel comprensorio del Parmense distribuisce attraverso l’invasamento della propria rete di canali circa 30 milioni di metri cubi d'acqua prelevati da fonti di superficie e da falde sotterranee per consentire la produzione agro-alimentare delle nostre aree vocate a produzioni tipiche quali Parmigiano Reggiano, pomodori, ecc., che non può fermarsi neanche nell'attuale condizione di emergenza sanitaria.

Lo sportello rivolto agli utenti è temporaneamente chiuso e tale resterà almeno fino al 3 Aprile. Il Consorzio ha messo in evidenza sul portale www.bonifica.pr.it tutti i riferimenti specifici e di settore a cui gli utenti possono richiedere informazioni o espletare pratiche (numeri Verdi, numeri diretti dei responsabili, mail e simili).

A meno di un mese dall’inizio dell’emergenza, oltre il 90% dei dipendenti della sede è in regime di smart working. Sono state individuate tipologie di lavoro cosiddetto “agile” con l’obiettivo di diminuire al massimo la necessità di uscita o presenza negli uffici puntando sulla responsabilizzazione dei lavoratori e tutelando l’efficienza del servizio erogato.

di redazione Parma 26 marzo 2020 - La finanza green coinvolge sempre più banche e investitori, così come confermato anche dall’ultima analisi di The Innovation Group, società di servizi di consulenza e di ricerca di mercato, che prende in considerazione i trend relativi ai mercati offrendoci un quadro più chiaro della situazione e delle prospettive future.

Ad oggi, l’interesse per tutto ciò che è green sembra crescere anche nel settore finanziario, anche se i numeri sono ancora ridotti rispetto a quelli degli investimenti tradizionali. Basta prendere in considerazione il comparto dei green bond che, seppur in crescita con un aumento del 45% nel 2019 rispetto all'anno precedente, risulta comunque poca cosa rispetto ai bond tradizionali. Certo, il paragone deve essere preso con le pinze, più che altro perché ci troviamo di fronte a un ambito nuovissimo che ancora non coinvolge appieno la totalità degli investitori, anche se ha dati e potenziale di crescita assai elevato.

In Italia il mercato dei green bond ha un discreto successo. Secondo il Sole 24 Ore, a novembre 2019 risultavano emessi green bond per un valore di 5,4 miliardi di euro, collocando il nostro Paese al sesto posto in Europa per le emissioni di titoli verdi dopo Francia, Germania, Olanda, Svezia e Spagna.

Secondo l'analisi di The Innovation Group, nello scenario attuale le banche e gli investitori puntano su aziende capaci di dimostrare la sostenibilità del proprio operato, caratterizzate da un social impact investing, ovvero un impatto sociale positivo. In tale frangente, meno interessanti divengono le realtà poco virtuose, mentre vengono escluse del tutto le situazioni catalogate come a zero impatto sociale, come il comparto della produzione di armi e di tabacco.

Nell'ottica di un'economia e una finanza sostenibili, alcune aziende come la banca ING, si sono dirette verso un cambio radicale dei modelli tradizionali. Nello specifico, ING si dimostra come una delle banche più attente all'eco-sostenibilità, promuovendo attivamente iniziative e ricerche di settore.

Sul campo, la banca olandese si è impegnata nel definire specifici obiettivi aziendali volti ad arginare e contrastare il fenomeno dei cambiamenti climatici. Uno di questi è il cosiddetto “Progetto Terra”, che prevede la cessione di finanziamenti solo a quelle aziende che si impegnano a sostenere un impatto sociale positivo, eliminando progressivamente i finanziamenti alle centrali termoelettriche a carbone entro il 2025.

Ancora, ING ha deciso di stanziare ben 100 milioni di euro per le scaleup, ovvero quelle startup ad alto tasso di innovazione che hanno già penetrato il mercato, ma puntano ad un'espansione più ampia ed hanno bisogno di maggiori capitali. Lo ha già fatto con l'olandese Black Bear Carbon, che ricicla pneumatici usati per ottenere il nero di carbone; e con la Milgro, una società di consulenza che aiuta i propri clienti ad avere una maggiore attenzione e cura della gestione delle risorse, a partire dagli sprechi d'acqua

di Redazione Parma, 26/3/2020 - In un periodo di emergenza sanitaria come quello che stiamo vivendo, ci sono dei settori che sono più in sofferenza di altri. Al momento, il settore che più di altri è colpito da una crisi di riflesso è quello del turismo. Voli cancellati, prenotazioni non pervenute, hotel chiusi: la situazione attuale non è delle migliori se ci si aggiunge anche il divieto di viaggiare e la chiusura dei confini di moltissimi Stati in ogni angolo del mondo. Si tratta di un settore che sta vivendo una crisi abbastanza profonda, dalla quale verosimilmente si potrà riprendere verso la fine di questo 2020 stando a quanto detto dagli esperti.

Cosa ci raccontano, invece, gli altri settori e in particolare quello degli investimenti? In un momento di grande incertezza, le domande degli investitori sono tante. Avere degli investimenti in corso o farne di nuovi spaventa ed è per questo che è necessario avere le idee chiare prima di fare qualsiasi scelta.

Quello che molti italiani si domandano in questo momento è se vale la pena pensare a dei nuovi investimenti o è arrivato il momento di chiudere anche quelli esistenti. Meglio la liquidità o un investimento per il futuro? Per cercare una risposta a queste domande è necessario l'aiuto di chi, essendo del settore, riesce ad analizzare da vicino l'andamento dei mercati e a dare delle dritte utili per le proprie finanze in un periodo di forte incertezza.

Come ci spiegano gli esperti di Affari Miei, opinioni specializzate su argomenti così delicati sono quello che serve per capire come muoversi in questo periodo storico di incertezza. Del resto, in questo momento il singolo investitore può fare ben poco per invertire la rotta. Si tratta di un momento che sarà destinato a passare e dal quale, poi, si dovrà ripartire. Proprio per questo motivo si consiglia di avere fiducia e di non avere fretta nel vendere le proprie azioni o, ancora, nell'annullare i propri investimenti. Come spesso si suggerisce in ambito economico e in quello degli investimenti la fretta di agire potrebbe essere una cattiva consigliera.

Attendere di capire quali saranno gli sviluppi delle prossime settimane per poi decidere come agire è la soluzione migliore per chi non vuole perdere tutti i propri risparmi, magari ottenuti con il lavoro di una vita. Si tratta di una situazione complessa che, però, dovrebbe iniziare a diventare più chiara man mano che passeranno i giorni e si verranno a delineare nuovi scenari.

da L'Equilibrista @lequilibrista27 Reggio Emilia 27 marzo 2020 - Il Mondo dei numeri è oggettivo perché travalica i discorsi e si contrappone maledettamente al mondo del vino che oggi più che mai è collegato alle soggettività, l'unica vera forma d'arte a tutti i livelli che si impone da sempre quale altra faccia dell'oggettività.

Cosa dire dopo questa affermazione mi chiedo annuendo ed osservando attraverso il video il mio ospite.
D'altronde è quello che mi aspettavo nell'intervistare una persona così complessa, poliedrica ed operativa come Alessandro Rossi, un uomo del vino da più di vent'anni, che pensa strategie, le realizza e nel contempo osserva le persone, i loro stili di vita, facendoli propri per capire il futuro ed anticiparlo.

L'Equilibrista intervista Alessandro Rossi @lozingarodilusso

In tempi di quarantena forzata, ammirare il sole primaverile ed il suo tepore fuori le finestre, irrompe nel gelo immobile dei pronto soccorsi o delle strade deserte fatte di pertugi, dove il calore vibrante non arriverà mai.
Una visione che lascia spazio a mille riflessioni ma centrale negli occhi di Alessandro Rossi, persona attenta e colta che ha fatto della sua passione per il vino uno stile di vita, iconico, dinoccolato e mascalzone, riprendendo il suo pseudonimo “lo zingaro di lusso”, ha raccolto oggettività, gestendo enoteche, degustando territori, scritto e letto tantissimo sulle persone del vino e sulla gente conosciuta per caso osservando il loro modo di essere.

Inevitabile parlare quindi di pianificazione ed Alessandro racconta di aspettarsi un'Italia che avrà due aperture una volta risolta la crisi, la prima più prevedibile, nella quale il privato comprerà in futuro non direttamente in cantina ma attraverso i canali on-line e delivery, alternativa possibile e futura per un'Italia ancora poco incline su questo fronte. Questo processo di distribuzione per il consumatore “casalingo” sta guadagnando spazi ovunque, basti solo pensare ad Amazon, quindi inevitabilmente questo canale avrà un grande orizzonte ed una sua strategia.
Alcuni consumatori maturi che amano i vini estremamente pregiati, da collezione per capirci, continueranno a comprare il prodotto direttamente in cantina facendoselo spedire, anche se oggi non funziona molto ve lo garantisco, tanto che sono gli stessi per altro a frequentare le enoteche, qualora queste non fossero chiuse del tutto da qui a breve.

Poi la successiva analisi, che tocca velocemente tanti punti di carattere sociologico e comportamentale e qui la discussione si amplia molto perché se pensiamo all'Italia come detentrice di un patrimonio artistico che neppure gli italiani, da esterofili quali sono di natura apprezzano a pieno, dall'estero questa risorse naturale subirà certamente un pesante rallentamento, ma il tutto potrebbe essere compensato dagli stessi italiani che restando nel Bel Paese, potrebbero con la loro propensione di amanti del gusto e della vita, rendere meno lancinante.
Il turismo romagnolo per citare quello più famoso che per numeri e densità è secondo solo a quello di Las Vegas per capirci, riprende Alessandro, è fatto di famiglie proprietarie di esercizi balneari, ristoranti ed alberghi. Persone concrete che poggiano su basi solide di anni di fortunate gestioni e di parsimonia, ma ovviamente, mancando il tempo necessario per preparare la stagione estiva, che ormai sarebbe alle porte, potrebbe dover far fronte ad un limite enorme ma comunque più gestibile se paragonato alle vicine Francia e Spagna che invece hanno storicità differenti e soprattutto imprese vitivinicole con limitata caratterizzazione a confronto dell'Italia.

Mi ricorda Alessandro, che la nostra nazione è una delle poche che ancora si avvale di agenti per gestire i mandati in ambito vitivinicolo e questo è ancora un limite per affrontare un mercato frammentato culturalmente ma soprattutto geograficamente come l’Italia. Nonostante tutto, l’uomo e chi rappresenta il tessuto vinicolo è fondante nel suo genere perché veicola valori e certezze, merce rara al nostro tempo.

La fiducia dell'enotecario a livello locale, la capacità del distributore a livello nazionale ed estero, o dell’agente diretto hanno un’unica tradizione per altro tutta italiana, che è quella di poter raccontare storie di successo delle nostre cantine vinicole, veicolando i valori di impegno, cuore, coraggio nelle scelte stilistiche prese dai nonni prima di loro, completando un ventaglio di personalizzazione che non ha eguali e che per altro fanno da traino su mercati non solo italiani. Un esempio su tutti è forse quello americano, così affamato di storie, racconti e successi nei quali riconoscersi attraverso una tradizione che a loro non appartiene.
Ci concentriamo su altri canali allora e arriviamo al mercato HO.RE.CA. che sarà – come raccontavamo prima - una certezza per il mercato di questo segmento ma che, almeno per il prossimo futuro, vedrà nella distribuzione tradizionale, l'unica ad essere riconosciuta come sicura e sinonimo di qualità certa.
Questo se non altro perché la ristorazione poggia su elementi gestionali agili, magazzini leggeri, ordini al pronto o sul venduto, accostando sempre più il servizio come centrale in ottica di sviluppo della relazione finale con il cliente e quindi con il consumatore finale, elementi essenziali per poter approcciare a nuovi mercati e nuove cantine.

Il coronavirus – continuando la sua cavalcata – può minare le piccole realtà vinicole che adesso si troveranno in pericolo, troppo piccole per avere un ruolo centrale per l’esportazione a causa dell’esiguo numero di bottiglie prodotte, ma altrettanto limitate per soddisfare le esigenze di carte di vini esteri che vogliono esclusive o numeri da capogiro per le loro dimensioni, troppo locali per far fronte a crescite che possano metterle al riparo e possano garantirle un punto di pareggio definito e programmabile.
Alessandro in questo è concreto, diretto, spietato forse, ma giusto nella sua analisi ed è per questo che ascoltandolo deve maturare l'idea di sperare in un apporto senza precedenti da parte del governo che possa sostenere queste realtà che oggi hanno bisogno di strumenti finanziari diretti per poter andare oltre l'ostacolo.

Mentre ci congediamo e la nostra conversazione volge alla speranza più che alla condanna, Alessandro mi rammenta come l'Italia sia stata capace di diventare baluardo e produttore di eccellenze enogastronomiche a livello universale dopo essere stata demolita dalla guerra, dalla fame e dalla carestia. Non a caso dando una risposta, proprio in questa direzione, creando una catena del valore unica al Mondo per qualità e biodiversità.

Ed ancora torna prepotente la simbologia dell'oggettività dei fatti e la soggettività per gestirli, due visioni che di concerto una persona come Alessandro ha imparato a plasmare e fare proprie.
Ci salutiamo con la promessa che la prossima volta sarà davanti ad una bottiglia di vino.

Contatti ed info:
http://www.www.deepredstories.com
@lozingarodilusso

 

 

L’operazione è stata conclusa grazie al supporto di Cassa Depositi e Prestiti e UniCredit, insieme a un pool di banche, per ampliare il business del Consorzio, eccellenza italiana dell’agroalimentare

Rivarolo del Re (CR) 25 marzo 2020 - È stato recentemente siglato un accordo di finanziamento da oltre 160 milioni di euro tra il Consorzio Casalasco del Pomodoro, un pool di istituti finanziari e con Cassa Depositi e Prestiti (CDP), a supporto dello sviluppo delle attività produttive e commerciali della cooperativa.

Questa operazione, che ha coinvolto diversi istituti di primaria importanza e ha visto UniCredit come banca agente e Cassa Depositi e Prestiti come arranger insieme ad alcune banche, evidenzia il forte sostegno da parte dl sistema bancario al Consorzio Casalasco. Grazie a questo finanziamento la Cooperativa rafforzerà la propria struttura finanziaria e potrà realizzare importanti investimenti sia sul fronte industriale che su quello commerciale.

La partecipazione di Cassa Depositi e Prestiti – presente nel capitale della cooperativa dal 2016 attraverso la controllata SIMEST – conferma la forte attenzione del Gruppo nei confronti di un settore strategico come l’agroalimentare, cruciale per lo sviluppo del territorio e per la crescita del Made in Italy.

Oggi il Consorzio Casalasco del Pomodoro aggrega centinaia di aziende agricole e rappresenta la prima realtà nazionale nella filiera di pomodoro da industria. Con oltre 1.000 dipendenti e 3 stabilimenti, è presente in più di 60 Paesi al mondo e può contare su una consolidata relazione di co-packing con le principali multinazionali del food, oltre che su due rinomati marchi di proprietà, Pomì e De Rica, che proprio grazie a questa operazione potranno essere ulteriormente valorizzati sui mercati internazionali.

“Un’operazione strategica - afferma Costantino Vaia, Direttore Generale del Consorzio Casalasco del Pomodoro– a supporto del lavoro svolto e, soprattutto, dei progetti che realizzeremo nei prossimi anni. Parlare di futuro ed investimenti sul Made in Italy in questi momenti così delicati per il Paese non è semplice, ma comunque possibile. Il settore agroalimentare sta dimostrando ancora una volta il proprio ruolo strategico e il grande contributo che può dare anche in situazioni di emergenza come queste”.

“L’impegno di Cassa Depositi e Prestiti è sempre più orientato alla vicinanza con il territorio e al supporto delle imprese, per generare un impatto positivo sul tessuto economico e sulle comunità locali - ha dichiarato Nunzio Tartaglia, Responsabile della Divisione CDP Imprese - In questo momento particolare, sentiamo ancor di più la responsabilità di rinnovare e rafforzare il sostegno alla crescita delle eccellenze italiane nel mondo, come il Consorzio Casalasco del Pomodoro, anche con l’obiettivo di valorizzare le aziende impegnate nell’agroalimentare, settore vitale per l’economia del Paese”.

“Il supporto alle aziende e alle comunità locali è da sempre uno degli obiettivi che ci prefissiamo, ancor più in momento difficile come l’attuale - ha aggiunto Marco Bortoletti, Regional Manager Lombardia di UniCredit - Il finanziamento al Consorzio Casalasco del Pomodoro, eccellenza italiana dell’agroalimentare, rappresenta un concreto segnale della volontà di supportare e accompagnare nel proprio percorso di crescita questa realtà imprenditoriale attiva in un settore fondamentale e strategico per il Paese”.

L'Autorità garante della concorrenza ha comunicato, il 24 marzo, nell’ambito della sua attività di controllo su pratiche commerciali sleali relative ad attività di e-commerce inerenti all’emergenza di covid-19, di avere emesso due provvedimenti urgenti in data 22 marzo 2020.

Nel primo provvedimento l’Antitrust ha intimato, in via cautelare, alla piattaforma www.gofundme.com , attraverso la quale è possibile effettuare raccolte di fondi a scopo benefico, di modificare la parte relativa alle commissioni percentuali che ogni utente può aggiungere alla somma donata. Tali commissioni, inserite dalla piattaforma in via automatica, vengono devolute per il finanziamento della piattaforma stessa. In pratica, all’utente che stabilisce di effettuare una donazione per una ben definitiva campagna di raccolta fondi (oggi soprattutto per aiutare gli ospedali in prima linea nella battaglia contro il covid-19), viene in automatico aggiunta una commissione del 10 %, come detto, per il funzionamento della piattaforma. L’utente può modificare tale percentuale solo scegliendo nel menu a tendina la locuzione “altro” per poi azzerare la commissione richiesta.

L’Autorità ha ritenuto che tali modalità di acquisizione delle commissioni, reclamizzate come facoltative, siano tali da esercitare un indebito condizionamento nei confronti dei soggetti donanti, che potrebbero non rendersi conto della possibilità di modificare o annullare la cifra preimpostata dalla piattaforma, o ritenerla necessaria per il suo funzionamento. Ciò appare particolarmente insidioso in un momento come questo, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, dove i consumatori impegnati a versare versamenti in beneficienza potrebbero ridurre le loro attenzioni rispetto ai meccanismi di funzionamento del sito. Anche i ripetuti claim che propongono attività di finanziamento gratuite e senza costi hanno pesato sulla valutazione finale dell’Antitrust che nota come, oltre alle suddette commissioni di finanziamento, siano previsti anche costi connessi alle transazioni con carte di credito e debito.Il sito italiano in questione risponde ad una società di diritto irlandese (GoFundMe Ireland Ltd.) proprietaria di una delle più grandi piattaforme mondiali per la raccolta fondi, il c.d. crowfunding.

L’Antitrust ha pertanto disposto che la società irlandese disattivi tale meccanismo automatico di pagamento di commissioni per il funzionamento della piattaforma e presenti, entro 3 giorni, una relazione relativa all’ottemperanza del provvedimento. La mancata ottemperanza comporta una sanzione pecuniaria da 10.000 a 5.000.000 di € e, in caso di reiterata inottemperanza, una sospensione non superiore a 1 mese dall’attività di impresa.

La seconda misura è stata presa nei confronti del sito carlita shop. In questo caso l’Antitrust ha avviato un procedimento e, contemporaneamente disposto in via cautelare l'eliminazione di ogni riferimento all'efficacia preventiva contro la COVID-19 di detergenti, prodotti cosmetici e integratori pubblicizzati e commercializzati sia sul suddetto sito che sulla relativa pagina Instagram. Sia sulla homepage del sito che attraverso il profilo Instagram sono pubblicizzati e venduti prodotti (quali l’”Olio Essenziale di Manuka Antivirale Purificante Antibatterico Optima Naturalis”, l’”Integratore antivirale Manuka Defense Plus Optima Naturals”) di cui si decantano infondate capacità “antivirali”, antibatteriche e antisettiche nonché di rafforzamento del sistema immunitario e di protezione delle vie respiratorie, grazie a principi attivi che combatterebbero microorganismi in grado di scatenare infiammazioni nelle vie respiratorie e nei polmoni. Si vantano, inoltre, proprietà disinfettanti e capacità di contrastare il contagio da parte di detergenti e creme cosmetiche.

Nessuna delle suddette affermazioni di carattere terapeutico ha alcun riscontro nella letteratura scientifica, mentre, per quanto riguarda le proprietà disinfettanti, nessuno di questi prodotti è stato registrato come dispositivo medico, classificazione obbligatoria per prodotti che posseggano tali proprietà. Considerando, prima facie, tali affermazioni particolarmente gravi ed insidiose - in virtù dell’alterata capacità del consumatore di valutare correttamente tali pubblicità in un momento come l’attuale, dove il continuo aumento dei contagi rende oggettivamente difficile la capacità di discernimento - l’Antitrust ne ha disposto l’eliminazione. Anche in questo caso, la Carlita Shop S.r.l.s. titolare dei siti in questione dovrà presentare entro 3 giorni una relazione relativa all’ottemperanza del provvedimento. La mancata ottemperanza comporta una sanzione pecuniaria da 10.000 a 5.000.000 di € e, in caso di reiterata inottemperanza, la sospensione non superiore a 1 mese dall’attività di impresa.

(24 marzo 2020)

di Mario Vacca Parma 25 marzo 2020 - Nel precedente articolo si è evidenziato come il decreto Cura Italia abbia previsto la sospensione dell’attività giudiziaria con il rinvio delle udienze e la sospensione dei termini degli atti giudiziali in qualsiasi atto del procedimento e non solo del processo intervenendo anche per le scadenze fissate a seguito delle introduzioni di procedure di concordato preventivo e per le scadenze fissate nell’ambito dell’omologazione di accordi di ristrutturazione dei debiti.

Al riguardo ci sono le prime pronunce, il 10 marzo si è espresso il Tribunale di Forlì, nell’ambito di una procedura di concordato preventivo con riserva, disponendo la proroga del termine fissato per la presentazione della proposta definitiva, unitamente al piano concordatario e alla documentazione, in virtù del disposto di cui all’art. 1 D.L. n. 11/2020. Il Tribunale, dando atto dell’ adozione dei D.P.C.M. dell’8/03/2020 e del 9/03/2020 a tutela della salute pubblica e contro la diffusione del Coronavirus, ha ritenuto opportuno «al fine di prevenire diversità di orientamenti interpretativi ed assicurare al contempo uniformità di trattamento, intervenire d’ufficio per chiarire che tra i procedimenti civili pendenti i cui termini restano sospesi devono essere fatti rientrare anche i procedimenti di concordato preventivo in cui è pendente il termine ex art. 161, comma 6, l. fall. con conseguente proroga di diritto dei termini già concessi per tale arco temporale di 14 giorni».
Al riguardo si è uniformato anche il tribunale di Tribunale di Bergamo in data 11 marzo 2020.
Il problema sanitario in corso si rifletterà anche sui piani concordatari e proprio riguardo le scadenza sarebbe utile ampliare la portata delle stesse per dar modo e chi abbia presentato un piano industriale di integrare un’approfondita revisione dello stesso avendo cura per quella che sarà l’economia post emergenza.

Un’ultima considerazione è doverosa riguardo l’impatto sull’entrata in vigore del Codice della Crisi.
Già prima dell’emergenza il decreto correttivo al Codice ha differito al 15 febbraio 2021 l’operatività degli oneri di segnalazione gravanti sugli organi di controllo interno e sui revisori contabili per le imprese che negli ultimi due esercizi non avessero superato nessuno dei limiti per l’assunzione dei revisori.

Con il decreto legge n. 9 del 2 marzo 2020, e più precisamente con l’art. 11, rispetto all’entrata in vigore prevista per il prossimo 15 agosto 2020, è stato effettivamente rinviato al 15 febbraio 2021 tanto per le piccolissime imprese già interessate dal decreto correttivo quanto per tutte le imprese già originariamente destinatarie della disciplina delle misure di allerta ai sensi del Codice della Crisi e ubicate su tutto il territorio nazionale, con esclusione delle grandi imprese e delle società quotate e di quegli altri soggetti già esclusi, dagli strumenti di allerta ai sensi dell’art.12 del Codice della Crisi.
Il rinvio interessa un’ ampia platea di soggetti, per i quali si è inteso apprestare un ulteriore periodo ed anche per l’organizzazione degli enti deputati alla gestione della crisi, gli ormai noti e famosi OCRI.

(PH. Francesca Bocchia -"al tempo del Coronavirus") 

 

 

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La Bussola d'Impresa - Mario Vacca
Mi presento, sono nato a Capri nel 1973, la mia carriera è iniziata nell’impresa di famiglia, dove ho acquisito esperienza e ho potuto specializzarmi nel controllo di gestione e finanza d’impresa.
Queste capacità mi hanno portato a collaborare con diversi studi di consulenza tra Capri, Napoli e la penisola Sorrentina con il ruolo di Temporary Manager, per pianificare crescite aziendali o per risolvere crisi aziendali e riorganizzare gli assetti societari.
Nel corso degli anni le esperienze aziendali unite alle attitudini personali mi hanno permesso di sviluppare la capacità di prevedere e nel contempo essere un buon risolutore dei problemi ordinari e straordinari dei miei clienti.
Per migliorare la mia conoscenza e professionalità ho voluto fare esperienza in un gruppo finanziario inglese e, provatane l’efficacia ne ho voluta fare una anche in Svizzera.
Queste esperienze estere hanno apportato conoscenze legate al Family Business, alla protezione patrimoniale tanto per le imprese quanto per i singoli imprenditori e, alla gestione di società e conti esteri per favorire l'internazionalizzazione ed armonizzare la fiscalità tra i diversi paesi ove i clienti operano.
Nel frattempo ho maturato esperienza in Ascom Confcommercio per 12 anni - nel ruolo di vice presidente - ottenendo una buona padronanza della dialettica, doti di Pubblic Relation e, una buona rete di contatti personali.
Mi piace lavorare in squadra, mi piace curare le pubbliche relazioni e, sono convinto che l’unione delle professionalità tra due singoli, non le somma ma, le moltiplica.
Il mio obiettivo è lavorare sodo ma, con Etica ed Urbanità.

Riferimenti
Mario Vacca Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Telefono: ‭+39 347 2955391‬
WEB Linkedin: https://www.linkedin.com/in/vaccamario/?originalSubdomain=it

 

di Francesca CAGGIATI – Stiamo vivendo un momento particolarmente difficile per tutti, in particolare per il commercio costretto - in alcuni settori - a chiudere prima di altri le serrande dei negozi per le disposizioni messe giustamente in atto in questo periodo di emergenza sanitaria. 

E quando si è chiusi in casa si capisce quanto vale la nostra libertà di muoverci, in particolare se capita di far cadere il cellulare e trovarsi con lo smartphone acquistato da poco in mille pezzi e non si sa a che santo votarsi.


Incontriamo Emanuele Settecasi, 29 anni, titolare di The Phone Clinic, negozio di riparazione e vendita di dispositivi elettronici come iPhone, iPad e Mac e specializzato nelle marche Apple, Samsung e Huawei che si trova in strada della Repubblica, 98/A a Parma. Attività iniziata per passione circa dieci anni fa e diventata il suo lavoro.


Come state vivendo questa emergenza? E come vi siete organizzati?
“Ci siamo organizzati con le assistenze e le vendite a domicilio, muniti di mascherine a norma, guanti e divisa, per evitare che il cliente stesso debba uscire.”


Quali sono i vostri normali servizi?
“Ripariamo cellulari, tablet e pc. Inoltre vendiamo dispositivi ricondizionati direttamente da noi, controllati e messi in vendita a prezzi competitivi e ottima qualità.”


Ne avete approntato di nuovi ultimamente?
“Si ultimamente, visto il dilagare dell’epidemia, ci siamo adeguati a ciò che è la situazione attuale. Abbiamo attivato il servizio a domicilio: ritiriamo il dispositivo direttamente a casa del cliente e in giornata lo riportiamo. In più abbiamo attivato la vendita online su www.thephoneclinic.it, in cui abbiamo pezzi nuovi e molti prodotti ricondizionati, disponibili con consegna a domicilio del dispositivo acquistato o con spedizione mezzo corriere. Con il coupon #IOSTOACASA è inoltre possibile avere sconti su prodotti selezionati anche fino a 100 euro.”


I tempi di riparazione si sono allungati o riuscite ad essere ancora tempestivi?
“I tempi variano a seconda del modello. Mi spiego meglio. Per iPhone ad esempio, riusciamo a fare la riparazione in auto nel giro di circa 20 minuti direttamente vicino all'abitazione del cliente, avendo anche la disponibilità di pezzi in casa, per altre marche ordiniamo il ricambio quindi le tempistiche richiedono almeno 24/48h dall'ordine.”

 

Consorzio Agrario: garantiti i servizi al mondo agricolo e al comparto agroalimentare 

PARMA – ( 24 Marzo 2020 ) - In un contesto problematico come quello che stiamo vivendo, sotto gli effetti pressoché totalizzanti sulla comunità e le produzioni del virus Covid 19, il comparto agroalimentare, con particolare rilevanza per quello rappresentato dal primo settore agricolo, rimane tra i pochi presidi attivi alla ricerca di standard produttivi stabili anche per questa annata iniziata decisamente in salita.

L’agricoltura può rappresentare un’ancora di salvezza ed è proprio in quest’ottica che il Consorzio Agrario di Parma, presente sul territorio dal 1893, vuole rimarcare la capillarità della sua azione di servizio in tutte le zone della provincia, in grado di garantire l’approvvigionamento costante di tutto quanto occorra alle imprese agricole, sia in pianura che nei presidi montani e di prossimità, in cui faticosamente si prosegue il lavoro quotidiano tra le mille criticità presentate dall’attuale scenario. Sono garantiti quindi: i servizi al mondo agricolo con assistenza tecnica e fornitura dei mezzi utili alla produzione, l’assistenza meccanica e la fornitura di ricambi, la fornitura di carburante, il servizio zootecnico con il supporto degli alimentaristi e la fornitura quotidiana del mangime, attraverso le agenzie con i propri punti vendita è garantita la fornitura di alimenti per gli animali da cortile e gli animali da compagnia, con gli 8 negozi alimentari si offre un servizio unico alla popolazione dei comuni della montagna, i mulini ed i trasformatori in genere continuano a ritirare il grano dai nostri depositi per poter trasformarlo in farina per la produzione di pane o pasta, garantiamo la corretta conservazione delle forme di parmigiano reggiano all’interno dei nostri magazzini di stagionatura.

Sul portale www.consorzioagrario.it  sono presenti tutti i contatti telefonici e di posta elettronica per interagire con gli esperti consortili che potranno offrire la loro consulenza in merito alle problematiche quotidiane che il mondo agricolo deve affrontare. In più si può trovare una mappa geografica della provincia con tutti i contatti delle numerose agenzie e tutti i riferimenti necessari.

 

Ego International riporta i dati export del settore farmaceutico italiano che registra una crescita sia in termini di volume che di autorevolezza

Ego International racconta l’export del settore farmaceutico italiano

Ego International, che da 18 anni si occupa di export e lo fa per le PMI italiane, tratta anche il settore farmaceutico/cosmetico. I dati registrati nel 2019 mettono in risalto la continuità con cui il settore è cresciuto in termini di export.

L’export della prima metà del 2019, come si legge dal rapporto consultato da Ego International, è cresciuto raggiungendo un +28% rispetto al 2018, per un valore di 16 miliardi di euro. I dati relativi alla seconda parte dell’anno devono ancora essere comunicati ma il trend rilevato nel corso dei primi sei mesi 2019 sembra essersi esteso fino alla fine dell’anno, con un valore di esportazione raggiunto per il settore pari a 33,1 miliardi di euro con un surplus commerciale di quasi 4 miliardi di euro.

Ego International: l’export farmaceutico contribuisce alla crescita di tutto il settore 

Alberto Chiesi, presidente di Fab13, importante gruppo farmaceutico, ha sottolineato che l’Italia può competere con l’intero mercato globale, come si evince dai dati del 2018: 12 miliardi di ricavi, di cui il 70% è dovuto all’export, e 43 mila persone impiegate.

Ego International, contestualizzando i dati sopra elencati, sottolinea che l’Italia è tra i primi produttori di farmaci dell’Unione Europea insieme alla Germania. La crescita del settore, che ha portato ad un testa a testa con la Germania, dura da diversi anni vedendo il nostro Paese in un escalation importante. “Noi 12 anni fa eravamo l’ottavo di 12 paesi europei, ora siamo il primo di 27” sottolinea il presidente di Fab13.

Ego International spiega come la ricerca farmaceutica aiuti anche l’export

Il 20% degli studi clinici sui farmaci viene effettuato nel nostro Paese e gli investimenti da parte delle imprese italiane del farmaco superano i 700 milioni l’anno, portando il settore farmaceutico ad essere uno tra i primi per contributi al sistema nazionale di ricerca.

Ego International sostiene che l’export del settore sia in crescita costante da anni grazie soprattutto agli investimenti fatti in ricerca. Basta pensare, ad esempio, alla produzione di vaccini, per i quali l’Italia è un hub internazionale, o alla ricerca sulle malattie rare.

Ora è importante continuare questo trend per permettere al settore in questione di mantenere questi numeri nell’ambito export. Ego International, in questo contesto, riporta le parole dell’ex ministro della salute Grillo che ribadisce, dopo aver visitato centri di ricerca in Giappone, quanto sia fondamentale investire sulla ricerca in generale e su quella farmaceutica in particolare.

Martedì, 24 Marzo 2020 17:53

Lattiero caseario. Borse a singhiozzo.

Latte spot in discesa e inalterati gli altri listini per sospensione delle quotazioni.
 
di Virgilio Parma 24 marzo 2020 - 
 
LATTE SPOT – Dal 9/3, ultima quotazione di borsa veronese, il latte spot nazionale cede oltre il 15%. Il latte spot crudo nazionale con un pesante ridimensionamento giunge a collocarsi tra 29,38 e 33,51/100 litri di latte. -4,8% per il latte intero pastorizzato "spot" estero che quota  34,02-36,09 €/100 litri di latte e infine il Latte scremato pastorizzato spot estero cede ancor più e si colloca tra 19,67 e 21,74 €/100 litri di latte (-2,4%)."
 
BURRO E PANNA – Chiuse le borse di Milano che mantiene le quotazioni del 9/3. A Parma lo zangolato resta inalterato.  
Borsa di Milano 09 marzo 2020: 
BURRO CEE: 3,25 €/Kg. (-)
BURRO CENTRIFUGA: 3,50 €/Kg.  (-)
BURRO PASTORIZZATO: 1,65 €/Kg. (-)
BURRO ZANGOLATO: 1,45 €/Kg. (-)
CREMA A USO ALIMENTARE (40%mg): 170 €/Kg. (+)
MARGARINA marzo 2020: 1,03 - 1,09 €/kg (=)
 
Borsa di Verona 9 marzo 2020: (-)
PANNA CENTRIFUGA A USO ALIMENTARE: 1,60 / 1,63 €/Kg.
 
Borsa di Parma 20 marzo 2020 (=)
BURRO ZANGOLATO: 1,05 €/Kg.
 
Borsa di Reggio Emilia 17 marzo 2020 (-)
BURRO ZANGOLATO: 1,05 - 1,05 €/kg.

 
GRANA PADANO – Milano 9 marzo 2020 – Rimangono invariati i listini del Grana Padano per le classi più vecchie. Il fresco cede 10 centesimi al chilo
 
- Grana Padano 9 mesi di stagionatura e oltre: 6,85 – 7,05 €/Kg. (-)
- Grana Padano 16 mesi di stagionatura e oltre: 8,25 – 8,50 €/Kg. (=)
- Grana Padano Riserva 20 mesi di stagionatura e oltre: 8,75 – 8,95 €/Kg. (=)
- Fuori sale 60-90 gg: 5,70 – 5,85 €/Kg. (-)
 
PARMIGIANO REGGIANO – Parma 20 marzo 2020 – Nessuna quotazione rilevata venerdì 20 marzo 2020.
 
-Parmigiano Reggiano 12 mesi di stagionatura e oltre: 8,00 - 8,35 €/Kg. (NQ)
-Parmigiano Reggiano 15 mesi di stagionatura e oltre: 8,60 - 9,00 €/Kg. (NQ)
-Parmigiano Reggiano 18 mesi di stagionatura e oltre: 9,50 - 10,15 €/Kg. (NQ)
-Parmigiano Reggiano 24 mesi di stagionatura e oltre: 10,20 - 11,15 €/Kg. (NQ)
-Parmigiano Reggiano 30 mesi di stagionatura e oltre: 11,30 - 12,05 €/Kg.(NQ)

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Martedì, 24 Marzo 2020 10:31

Manutenzione canali nel paese di Calendasco

Piacenza,23 marzo 2020 - Il nostro territorio è vivo con criticità e punti di forza e il personale tecnico e operativo del Consorzio di Bonifica di Piacenza prosegue nei suoi compiti di difesa e regolazione delle risorse idriche secondo i criteri di prudenza e tutela e nel rispetto delle restrizioni imposte dal Governo per la gestione dell’emergenza sanitaria. 

Tra gli interventi portati a termine nelle scorse settimane rientra anche la manutenzione dei canali di scolo presenti nella zona centrale di Calendasco: “In accordo con il Sindaco Filippo Zangrandi, abbiamo proceduto alla pulizia del reticolo di canali presente nei dintorni della piazza principale del paese con l’obiettivo di alleggerire il carico delle acque piovane che, in quella zona e, in caso di eventi meteorologici intensi, ha portato ad allagamenti che hanno coinvolto anche le abitazioni attigue” afferma il Presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza, Fausto Zermani.

Negli ultimi mesi, sempre il Consorzio ha anche provveduto alla pulizia, sistemazione e regolazione della pendenza dei canali di scolo che attraversano il territorio comunale verso il Po, oltre alla manutenzione dei pozzetti a supporto della rete per facilitare il deflusso delle acque in caso di precipitazioni particolarmente intense. Interventi che si uniscono alla manutenzione portata avanti dall’amministrazione comunale.
A quelli qui citati si aggiungono anche altri lavori effettuati nei comuni della bassa Val Tidone di concerto con Ireti e con il Comune di Rottofreno a prevenzione di eventi meteorici futuri.

“Non dobbiamo abbassare la guardia perché i cambiamenti climatici sono intrisi nel nostro pianeta. L’uomo deve porre quei rimedi che ci permettano di difenderci da piogge intense o periodi siccitosi. Manutenzione diffusa e nuove opere alla base di un percorso da portare avanti con coraggio e visione per noi e per le nuove generazioni” conclude Fausto Zermani.

 

Lunedì, 23 Marzo 2020 15:37

UniCredit per l'Italia

UniCredit annuncia un pacchetto di emergenza ampliato per sostenere le famiglie e imprese italiane

Milano 23 marzo 2020 - UniCredit amplia il suo “Pacchetto emergenza” a tutta l'Italia e lo integra con ulteriori misure di sostegno. Questa iniziativa si aggiunge alle misure precedentemente comunicate dalla banca e a quelle annunciate dal Governo con il decreto "Cura Italia" per affrontare l'emergenza COVID-19.
In particolare UniCredit offrirà quanto segue:

per i clienti Privati:
• Mutui: sospensione del rimborso sulla quota capitale delle rate fino a 12 mesi
Per i clienti PMI, oltre alle misure annunciate dall'Associazione Bancaria Italiana, e pienamente in linea col Decreto:
• Finanziamenti aggiuntivi, pari ad almeno il 10% dell'utilizzato in essere, attraverso la rinegoziazione e/o il consolidamento del debito e con la garanzia del Fondo Centrale di Garanzia.

Per gli altri clienti Imprese:
• Finanziamenti a medio-lungo termine: sospensione del rimborso sulla quota capitale delle rate per tre-sei mesi, con possibilità di proroga fino a un massimo di 12 mesi;
• Proroga delle linee di import fino a 120 giorni, finalizzata a supportare la gestione del capitale circolante;
• La concessione di linee di credito di liquidità con durata sino a 6 mesi.

Remo Taricani, Co-CEO Commercial Banking Italy di UniCredit, ha dichiarato: "Siamo sempre stati fortemente impegnati nei confronti delle comunità locali e ci siamo per aiutarle anche in questi momenti così difficili: vogliamo mettere a disposizione il nostro aiuto, facendo in modo che arrivi a chi ne ha bisogno".
Andrea Casini, Co-CEO Commercial Banking Italy di UniCredit, ha aggiunto: "Molti dei nostri clienti sono o saranno interessati da questa situazione. Per sostenerli, stiamo intraprendendo azioni rapide e decisive per superare il momento e mitigare l’impatto economico. La nostra offerta è disponibile a distanza e grazie ai nostri servizi digitali non è necessario che i clienti si rechino fisicamente in una filiale ".

La salute e il benessere di dipendenti e clienti è una massima priorità per il Gruppo. La banca continuerà a monitorare da vicino la situazione, ad agire nel migliore interesse di ciascuno e a fare la cosa giusta!

Editoriale:  - Bisogna armarsi di una gran pazienza. Il tunnel è lungo. - Lattiero caseario. Coronavirus e preoccupazioni commerciali   - Cereali e dintorni. Fase confusa e critica dei mercati. -  Le aziende vitivinicole al tempo del coronavirus – una preziosa iniziativa che può aiutarle...

Cibus-12-22mar2020-COP.jpgSOMMARIO Anno 19 - n° 12 22 marzo 2020
1.1 editoriale
Bisogna armarsi di una gran pazienza. Il tunnel è lungo.
3.1 lattiero caseario Lattiero caseario. Coronavirus e preoccupazioni commerciali    
4.1 Bis lattiero caseario Lattiero caseari. tendenza
5.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Fase confusa e critica dei mercati.
6.1 cereali e dintorni tendenze.
7.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Varie fonti news
8.1 apicoltura  “Apicoltori reggiani assediati dai ladri di alveari”
8.2 agricoltura  Agricoltura. Le richieste della Regione alla ministra Bellanova
9.0 vitivinocoltura e covid-19 Le aziende vitivinicole al tempo del coronavirus – una preziosa iniziativa che può aiutarle
9.1 bonifica parmense Bonifica Parmense, orari e disposizioni per l’emergenza da Coronavirus
10.1 promozioni “vino” e partners
12.1 promozioni “birra” e partners

 

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(Scarica il PDF alla sezione allegati)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

di Mario Vacca Parma 21 marzo 2020 - A seguito dei chiarimenti dell’ordine dei dottori commercialisti richiesti al Ministero della Giustizia riguardo le sospensioni dei termini è arrivata l’attesa precisazione.
Il decreto legge, nell’articolo dedicato alle misure prese per fronteggiare l’emergenza sanitaria nel settore della giustizia, chiarisce che la sospensione dei termini che si accompagna al rinvio delle udienze sino al aprile investe qualsiasi atto del procedimento e non solo del processo e riguarda tutti i termini procedurali, comprendendo anche quelli previsti dalle procedure concorsuali.

Nel caso specifico l’interruzione riguarda le fasi del procedimento concordatario partendo dal concordato “in bianco”, ovvero la fase iniziale con la quale l’imprenditore può depositare il ricorso con la domanda di concordato alla quale è unito il deposito dei bilanci degli ultimi esercizi e l’elenco nominativo dei creditori con l’indicazione dei relativi crediti, riservandosi di presentare la proposta, il piano e la documentazione entro un termine fissato dal giudice.

Anche le udienze disciplinate dagli articoli della Legge fallimentare subiranno le stesse sospensioni, mentre alcune eccezioni - previste dal decreto - possono essere oggetto di provvedimenti la cui ritardata trattazione può produrre grave pregiudizio alle parti. In tutti i casi l’urgenza deve essere attestata dal delegato del presidente del tribunale o dal giudice delegato in caso di procedura prefallimentare già pendente o dal presidente del collegio nella fase più avanzata di trattazione e deve essere evidente a prima vista.

(PH. Francesca Bocchia per www.gazzettadellemilia.it )

 

La Bussola d'Impresa - Mario Vacca
Mi presento, sono nato a Capri nel 1973, la mia carriera è iniziata nell’impresa di famiglia, dove ho acquisito esperienza e ho potuto specializzarmi nel controllo di gestione e finanza d’impresa.
Queste capacità mi hanno portato a collaborare con diversi studi di consulenza tra Capri, Napoli e la penisola Sorrentina con il ruolo di Temporary Manager, per pianificare crescite aziendali o per risolvere crisi aziendali e riorganizzare gli assetti societari.
Nel corso degli anni le esperienze aziendali unite alle attitudini personali mi hanno permesso di sviluppare la capacità di prevedere e nel contempo essere un buon risolutore dei problemi ordinari e straordinari dei miei clienti.
Per migliorare la mia conoscenza e professionalità ho voluto fare esperienza in un gruppo finanziario inglese e, provatane l’efficacia ne ho voluta fare una anche in Svizzera.
Queste esperienze estere hanno apportato conoscenze legate al Family Business, alla protezione patrimoniale tanto per le imprese quanto per i singoli imprenditori e, alla gestione di società e conti esteri per favorire l'internazionalizzazione ed armonizzare la fiscalità tra i diversi paesi ove i clienti operano.
Nel frattempo ho maturato esperienza in Ascom Confcommercio per 12 anni - nel ruolo di vice presidente - ottenendo una buona padronanza della dialettica, doti di Pubblic Relation e, una buona rete di contatti personali.
Mi piace lavorare in squadra, mi piace curare le pubbliche relazioni e, sono convinto che l’unione delle professionalità tra due singoli, non le somma ma, le moltiplica.
Il mio obiettivo è lavorare sodo ma, con Etica ed Urbanità.

Riferimenti
Mario Vacca Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
Telefono: ‭+39 347 2955391‬
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Agricoltura. Le richieste della Regione alla ministra Bellanova per affrontare l'emergenza Coronavirus. L'assessore Mammi: "No alle speculazioni su latte e carni fresche, servono misure severe e più controlli"
Tra le altre richieste urgenti avanzate nel corso della videoconferenza con la ministra Bellanova e i colleghi delle altre Regioni, procedure più snelle per il risarcimento dei danni da cimice asiatica e l'incremento della relativa dotazione finanziaria. Ribadita l'esigenza della proroga di un anno dei "patentini" per l'acquisto e l'uso dei fitofarmaci e va affrontato per tempo il problema emergente della scarsità di manodopera per le grandi campagne di raccolta dei prodotti

Bologna 20 marzo 2020  – “Servono interventi urgenti a tutela e sostegno di quelle filiere che rischiano di essere pesantemente danneggiate dall’impatto dell’emergenza Coronavirus, a partire da latte e carni. Due comparti di fondamentale importanza per l’agroalimentare dell’Emilia-Romagna dove ci vengono segnalati ingiustificati e deprecabili fenomeni di speculazione sui prezzi di vendita dei prodotti a discapito dei produttori agricoli. Per questo c’è bisogno di intensificare i controlli e adottare severe misure per stroncare sul nascere questi comportamenti illegali”.
 
Lo ha ribadito l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, collegato questa mattina in videoconferenza con la ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, e i colleghi delle altre Regioni sulle misure urgenti per affrontare le ripercussioni negative nel  comparto agroalimentare  legate alla diffusione del Covid-19. 
 
Tra le questioni prioritarie sollevate da Mammi anche l’esigenza di velocizzare le procedure per i risarcimenti dei danni da cimice asiatica e di semplificare al massimo le procedure per la presentazione delle domande.
 
“Ho anche chiesto di anticipare a quest’anno- sottolinea l’assessore- l’erogazione di tutti gli 80 milioni di euro stanziati per il triennio 2020-2022 con l’ultima legge di bilancio e di incrementare la dotazione finanziaria per i prossimi anni per destinare più risorse alle aziende colpite. Soprattutto tenendo conto del fatto che i danni accertati nella sola Emilia-Romagna sono di gran lunga di importo più elevato”. 
 
Altro tema sollevato, dal momento che la filiera agroalimentare in questo momento di emergenza sanitaria rientra tra le attività strategiche, la proroga fino al 2021 della validità dell’abilitazione all’acquisto, utilizzo e vendita dei fitofarmaci, il cosiddetto “patentino”. Comprendendo nella richiesta anche le abilitazioni in corso di rinnovo, nel rispetto delle procedure adottate dalle singole Regioni e Province autonome. Una richiesta di modifica al decreto “Cura Italia”, varato nei giorni scorsi dal Governo, estesa anche agli attestati di funzionalità delle macchine irroratrici.
 
Ultimo ma non meno importante, la Regione Emilia-Romagna ha posto anche il grosso problema rappresentato dalla carenza di manodopera agricola che si va profilando in vista dell’avvio delle grandi campagne di raccolta e per i lavori di carattere stagionale nei campi, con molti operai agricoli di origine comunitaria ed extracomunitaria che hanno già lasciato o stanno lasciando il nostro Paese a causa dell’emergenza sanitaria. Al riguardo l’assessore Mammi ha chiesto di trovare soluzioni giuridiche adatte anche per migliorare domanda e offerta di lavoro./G.Ma          
          
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Confcommercio ritiene le misure introdotte a sostegno delle attività economiche dal decreto Cura Italia come “il punto di partenza per il molto di più che è necessario fare in risposta ad un’emergenza sanitaria che si è fatta anche emergenza economica e sociale. Per il nostro sistema economico le conseguenze della chiusura della pressoché totalità degli esercizi commerciali, dei ristoranti, dei pubblici esercizi, degli alberghi, delle discoteche, dei mercati, del terziario rappresenta un colpo pesantissimo.

Alla luce di questa considerazione di fondo, si ribadisce l’esigenza di una più ampia ed inclusiva moratoria fiscale. Ciò significa, tra l’altro, che va decisamente rivista al rialzo la soglia massima dei 2 milioni di euro di ricavi fissata per l’accesso al regime di sospensione delle scadenze fiscali per il mese di marzo.
Nell’immediato serve inoltre un aiuto serio e concreto per i danni subiti in termini di crollo di fatturato; insomma serve più liquidità alle imprese, e in prospettiva investimenti efficaci e sostegno alla domanda.

Accogliamo invece favorevolmente la comunicazione odierna del Ministero del Lavoro che, in risposta anche alle nostre richieste, ha bloccato il clickday inizialmente previsto per i lavoratori autonomi per ottenere il bonus da 600 euro. Verrà presto comunicata una data a partire dalla quale si potranno presentare le domande.

E’ di fondamentale importanza pensare già adesso al successivo provvedimento di aprile, dove dovranno essere messe in gioco ben altre risorse, auspicabilmente in stretta collaborazione con l’Unione Europea.
Occorrono da parte di tutti scelte chiare e decise, noi continueremo a fare la nostra parte e non ci tireremo indietro.

La denuncia di Anna Ganapini (Cia): “Numerosi colpi in tutta la provincia”

I ripetuti furti di alveari: tanti apicoltori reggiani devono fare i conti con questo preoccupante fenomeno, come se non bastassero i nefasti effetti dei cambiamenti climatici e le terribili conseguenze dell’emergenza Covid-19. Dalla zona ceramiche alla Val d’Enza, dalla montagna alla Bassa passando per le frazioni rurali di Reggio, i colpi sono stati messi a segno in tutto il territorio. “La situazione è molto grave. Chiediamo più controlli delle forze dell’ordine e il supporto dei cittadini: segnalino movimenti sospetti”, l’appello di Anna Ganapini (imprenditrice Cia): “Nonostante l’epidemia, proseguiamo il nostro fondamentale lavoro spostandoci in singole unità e nella massima sicurezza. Ma la situazione complessiva è davvero molto dura: è un assedio”.

Il danno è anche indiretto, ma pesantissimo, perché la presenza delle api garantisce un ecosistema in equilibrio e l’impollinazione di tante specie vegetali importanti.

“Sono stati numerosi i furti messi a segno nei primi mesi dell’anno - entra nel dettaglio - Tanti apicoltori sono in ginocchio. Il modus operandi dei ladri è sempre lo stesso: entrano in azione di notte - poiché gli alveari si spostano quando le api non volano -, normalmente in zone scarsamente abitate se non isolate da abitazioni o in aperta campagna. Sul posto non lasciano tracce”. Ganapini ricorda che in molti casi le arnie “sono riconoscibili perché marcate a fuoco con acronimo del proprietario e ogni postazione è registrata all’anagrafe apistica nazionale con relativo codice e numero di alveari presenti. Ma questo non scoraggia i malviventi”.

Entra nel dettaglio: “Per la specificità dell’oggetto dei furti (api vive) possiamo dare per assodato che i colpi siano messi a segno da apicoltori criminali: è impossibile che una persona non avvezza al mestiere possa gestire un’operazione simile”. La refurtiva arriva fino a 40 alveari a colpo, segno che i malviventi hanno mezzi adatti per spostare grandi quantità di materiale.
“Il danno per l’apicoltore derubato è ingente – prosegue Ganapini - poiché vengono sottratti i cosiddetti nuclei, sciami destinati alla vendita, e le famiglie destinate alla produzione di miele. Che si aggiungono al valore della produzione stessa che verrà a mancare”.

In conclusione, l’apicoltrice lancia un appello: “Chiediamo più controlli delle forze dell’ordine nelle zone rurali, da tempo assediate da malviventi che rubano di tutto. Ma chiedo anche a chi vive presso degli apiari e alle aziende agricole che ospitano gli alveari sul proprio terreno, di comunicare ai proprietari degli alveari eventuali movimenti sospetti. Sono segnalazioni preziose per cercare di stroncare un fenomeno che sta fortemente penalizzando le attività sul nostro territorio”.

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Sul territorio di Parma, dopo CoopAlleanza 3.0, altre importanti insegne della DMO (Distribuzione Moderna Organizzata) alimentare, quali Sigma ed Eurospin, hanno deciso la chiusura dei propri punti vendita già per la prossima domenica 22 marzo. È una prima parziale risposta alle pressanti richieste fatte da FILCAMS, FISASCAT e UILTUCS provinciali a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori del settore, richieste formalizzate, nei giorni scorsi, alle direzioni aziendali.

Fermarsi significa dare ristoro ai tanti lavoratori sotto stress fisico e mentale, significa poter sanificare ambienti e luoghi di lavoro e di vendita, come da Protocollo Nazionale, significa “congelare” ancora di più la mobilità e i contatti sociali così come previsto dall'ultimo DPCM "anti-contagio".

Ecco perché suscitano sorpresa le stonate dichiarazioni dell'AD di Conad, Francesco Pugliese, che ritorna sulla necessità delle aperture domenicali dei supermercati, così come la decisione di Panorama di allungare gli orari di apertura durante la settimana.

Oggi la DMO, con i suoi tanti lavoratori, sta svolgendo un presidio fondamentale ed essenziale per la collettività. Questa funzione può essere garantita dal lunedì al sabato, in una fascia oraria coerente con la ridotta mobilità pubblica ed attraverso la riorganizzazione interna dei turni di lavoro.

Il periodo drammaticamente eccezionale richiede a tutti sforzi fino a ieri non immaginabili. Per questo sindacati e lavoratori chiedono a chi, nella DMO, sta ancora indugiando, di orientarsi rapidamente verso scelte idonee a rispondere a quanto richiesto dagli stringenti interventi governativi rivedendo le proprie posizioni.

Le persone prima di tutto.

L’azienda adotta una innovativa soluzione di dynamic discounting messa a punto dalla fintech FinDynamic e distribuita dalla banca Lo strumento aiuta a ottimizzare il circolante e a supportare la filiera dei
fornitori, alleviandone eventuali tensioni finanziarie legate alla contingenza Venchi, storica azienda produttrice di cioccolato e gelato di altissima qualità, simbolo dell’eccellenza italiana in 70 paesi nel mondo, ha attivato in questi giorni grazie alla partnership con UniCredit una innovativa soluzione di dynamic discounting messa a punto dalla fintech FinDynamic.

Venchi si distingue da anni per la propria vocazione all’innovazione tecnologica e ha trovato in UniCredit un partner strategico anche su questi prodotti.
Lo strumento del dynamic discounting consente alle imprese clienti di UniCredit di ottimizzare il capitale circolante e di supportare efficacemente la propria filiera di fornitori, anche esteri come nel caso di Venchi che ha avuto negli ultimi anni un forte sviluppo internazionale, alleviandone anche eventuali tensioni finanziarie legate alla contingenza.
I programmi di filiera sono oltremodo importanti in un sistema produttivo quale quello italiano caratterizzato dalla prevalenza di piccole e medie imprese, tanto più in un settore di particolare rilievo come quello agroalimentare.

Le imprese sono alla ricerca di soluzioni di gestione del circolante sempre più efficaci e lo sconto dinamico consente loro di offrire ai fornitori, utilizzando la propria liquidità, un pagamento anticipato delle fatture, a fronte di uno sconto che varia dinamicamente in relazione al numero di giorni di anticipo rispetto alla data di pagamento concordata in fattura.
La soluzione messa a punto da FinDynamic, proposta da UniCredit e adottata ora anche da Venchi consente alle imprese di visualizzare le fatture all’interno di una piattaforma web o
mobile e di selezionare in modo semplice quelle per il pagamento anticipato.

Pietro Campagna, co-head GTB Italy di UniCredit ha dichiarato: “Attraverso la collaborazione con FinDynamic, abbiamo inserito il dynamic discounting tra le soluzioni offerte ai nostri clienti per la gestione della filiera. Nell’attuale contesto di difficoltà e incertezza, rafforzare il legame con i fornitori rappresenta un importante vantaggio competitivo, soprattutto per una realtà come Venchi da sempre attenta alla qualità. Inoltre, per le aziende della filiera, avere la possibilità di anticipare l’incasso a fronte di un piccolo sconto permette di garantire un adeguato livello di liquidità”.

Daniele Ferrero, Amministratore Delegato di Venchi, ha commentato: “In questo momento più che mai è necessario supportare le piccole imprese. Questo innovativo strumento messo a punto in collaborazione con FinDynamic e UniCredit ci permette di essere vicini ai nostri fornitori, agevolando e rendendo meno oneroso per loro il sistema di pagamento.”

Enrico Viganò, CEO e fondatore di FinDynamic ha aggiunto: “Desideriamo essere un vero alleato delle PMI con un servizio capace di trasformare la relazione tra clienti e fornitori in un autentico rapporto di partnership, mirato a incentivare uno sviluppo sostenibile. Lo sviluppo della nostra piattaforma lavora in questo senso, offrendo uno strumento affidabile, trasparente e flessibile in grado di rispondere alle diverse necessità della filiera in costante evoluzione.”

Potenziato a 750 milioni di euro il plafond stanziato da UniCredit Factoring a favore dei fornitori del Gruppo Conad.

UniCredit e Gruppo Conad hanno esteso l’accordo in essere, incrementando il plafond a 750 milioni di euro, per fare fronte all’attuale emergenza sanitaria che sta impattando le aziende e il tessuto imprenditoriale dei territori maggiormente colpiti.

Il rafforzamento dell’affidamento con Gruppo Conad è un’ulteriore conferma del valore dell’innovativa soluzione di reverse factoring di UniCredit Factoring, piattaforma personalizzata sulle esigenze del cliente, a elevato contenuto tecnologico, che consente l’applicazione di condizioni economiche competitive unitamente alla certezza della data di incasso dei crediti e a una migliore pianificazione finanziaria.

L’incremento di plafond a 750 milioni di euro permette un consolidamento della partnership con il Gruppo Conad, che ha prodotto in questi anni di collaborazione risultati di reciproca soddisfazione.

UniCredit riafferma il proprio legame con le imprese e il territorio, assicurando il supporto necessario per fronteggiare insieme l’attuale emergenza.
Andrea Casini, co-CEO Italy di UniCredit, ha commentato: “In un momento difficile come questo, credo sia importante utilizzare al meglio tutti gli strumenti per supportare le imprese e l’economia nel suo insieme. Per questo stiamo stipulando e ampliando una serie di accordi con nostri importanti clienti della grande distribuzione, tra cui oggi anche una grande azienda italiana come Gruppo Conad, che hanno lo scopo di alleviare la tensione finanziaria dei loro fornitori e, a cascata, di tutta la filiera agroalimentare - settore essenziale da salvaguardare nella situazione di emergenza che stiamo vivendo”.
Francesco Pugliese, Amministratore Delegato di Conad ha affermato: “Abbiamo rafforzato la partnership con UniCredit Factoring perché è uno strumento prezioso per molte aziende italiane di medie e piccole dimensioni. Un più ampio sostegno finanziario è importante per dare loro una mano e contribuire alla ripresa delle normali attività. Siamo da sempre vicini alle imprese dei territori che lavorano bene e abbiamo ritenuto di esserlo ancora di più in questo difficile momento” .

Operatività mantenuta, ma rinviate a settembre le iniziative di “Maggio con la Bonifica Parmense. Prorogate anche le iscrizioni al concorso “Obiettivo Acqua”

Parma, 17 Marzo 2020 – Con riferimento al Decreto Legge del Governo varato lo scorso 11 marzo – che introduce misure urgenti di contenimento del contagio da Coronavirus – il Consorzio della Bonifica Parmense, pur mantenendo la propria operatività a difesa dei comprensori e in vista anche dell’avvio della stagione irrigua, ha assunto una ulteriore serie di provvedimenti che resteranno in vigore almeno fino al 3 aprile, oltre ad introdurre forme di lavoro agile per i propri dipendenti.

Per questi motivi si chiede ai cittadini di non recarsi presso le strutture del Consorzio, ma altresì utilizzare come strumento prioritario i seguenti contatti:
- Centralino: 0521/381311;
- Posta elettronica: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;
- Posta elettronica Certificata: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;
- Numero verde contributi consortili: 800-012191;
- Portale del consorziato: https://portale.bonifica.pr.it.

L’Ente ha inoltre definito un adeguato contingente di persone che prosegue la necessaria attività di presidio del territorio mentre il rimanente personale, in ottemperanza alle disposizioni governative, svolge la propria attività in modalità “smart working” per ridurre il più possibile il rischio di diffusione del contagio da COVID-19. A seconda dei settori di interesse e riferimento il personale può essere contattato attraverso i relativi indirizzi di posta elettronica, visibili sul portale web della Bonifica Parmense all’indirizzo: http://www.bonifica.pr.it/2020/03/12/coronavirus-nuovi-contatti-del-consorzio-della-bonifica-parmense/ (PDF in allegato).

Infine, in accordo con ANBI - Associazione Nazionale Bonifiche Irrigazioni, il Consorzio comunica che gli eventi e le manifestazioni di “Maggio con la Bonifica Parmense” sono posticipati al mese di Settembre; e che le iscrizioni alla 2^ Edizione del Concorso Fotografico Nazionale “Obiettivo Acqua” resteranno aperte sino al 6 settembre 2020 (la premiazione è spostata a data da destinarsi).

Con l’auspicio di una celere risoluzione alle attuali criticità e il pieno ritorno alla vita e all’operatività per tutti i cittadini, i consorziati, gli Enti.

 

I dipendenti sotto indicati possono essere contattati attraverso i seguenti indirizzi di posta elettronica (file pdf allegato). RESPONSABILE SETTORE DIFESA IDRAULICA ED IRRIGAZIONE: Geom. Corrado Dodi – mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. TECNICO SETTORE DIFESA IDRAULICA ED IRRIGAZIONE: Geom. Maurizio Villani – mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. RESPONSABILE REPARTO IMPIANTI: P.I. Claudio Trevisan – mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. TECNICO REPARTO IMPIANTI: P.I. Claudio Leccabue – mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. RESPONSABILE UFFICIO CONCESSIONI: P.A. Luigi Arduini – mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. TECNICO UFFICIO CONCESSIONI: Ing Elisa Trombi – mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. RESPONSABILI SETTORE DIFESA COLLINARE E MONTANO: o Geom. Dimitri Costa – mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; o Geom Carlo Leccabue – mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; o Geom Ovidio Scaffardi – mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; o Geom Paolo Gardelli – mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. RESPONSABILE UFFICIO PROGETTI: Ing Daniele Scaffi – mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
UFFICIO AMMINISTRAZIONE E UFFICIO GARE: Chiara Lamoretti – mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

 

 

 

Scegliere un vino, orientarsi fra le tante proposte è sempre stato un compito delegato all'enotecario di fiducia o all'amico che consigliava una cantina vicino a casa.

da L'Equilibrista Parma, 18-03-2020 - @lequilibrista27 -

Oggi il vino sta vivendo un momento davvero delicato, perché come tutti, sta affrontando qualcosa di sconosciuto ed al quale nessuno è mai stato preparato prima d'ora, in più la complicata situazione economica ci porterà ad utilizzare strumenti nuovi ancora poco collaudati dalla maggior parte di noi.
I vignaioli hanno la costanza e la competenza tecnica ma solitamente manca loro la strategia comunicativa e questa deve essere sviluppata al meglio per poter esprimersi e portare avanti le loro aziende, le loro famiglie ed il loro lavoro. Ed ecco l'approccio di una azienda che lavora nel campo della comunicazione del vino.

L'Equilibrista intervista Massimo Rendinelli @Happywiners

Spesso mi chiedono di far parte di panel di degustazione per dare un parere oppure di dare spazio a vignaioli che lo meritano e come sempre, sentito il vino e la loro storia, giudichiamo il progetto e se valido lo portiamo avanti.
E' per questo che con Massimo Rendinelli di Happywiners, ho scambiato una chiacchierata e ci siamo confrontati su diversi temi. Fra le tracce che sono emerse ne ho selezionate alcune che penso possano essere interessanti per approfondire un'epoca in grande evoluzione e dove i social la faranno da padrone.

Nella tua operatività quotidiana, come si pongono le aziende a proposito delle nuove forme di comunicazione del vino ?
"Il mondo del vino sta cambiando perché anche in questo settore è iniziata l’era social, dopotutto in ritardo rispetto ad altri campi. Oggi in un periodo in cui abbiamo a disposizione migliaia di vini da tutto il Mondo acquistabili con un clic, è fondamentale saperlo comunicare. Le nuove forme di comunicazione devono essere gestite a pieno dalle Aziende e devono far parte della loro strategia come ogni altra catena del loro valore. Ma poche lo sanno fare e quindi si affidano sempre di più a professionisti dedicati perché loro giustamente devono fare il vino e curare le vendite o magari gli approvvigionamenti.

Cosa credi possa fare la differenza al tempo del Corona Virus e come vedi il nuovo cliente che una azienda vitivinicola si troverà a servire nel futuro prossimo?
Le persone, le storie, l’empatia. La gente non compra solo un prodotto ma la storia che questo vino rappresenta.
HappyWiners ad esempio è un progetto che nasce con l’obiettivo di raccontare il vino alla gente. Siamo degustatori appassionati e professionisti dei nuovi media ma ad oggi non basta, bisogna poter viaggiare, visitare le cantine, incontrare i produttori e conoscere le loro storie. È proprio questa la parte del vino che ci piace: aiutare un mondo fatto di persone, di luoghi e di emozioni, a poter essere conosciute dal grande pubblico che li possa apprezzare e dare valore. A tal proposito, nell'attuale momento storico dove tutto questo è proibito, alle aziende che ci contatteranno, vogliamo offrire gratuitamente la nostra competenza per tutta la durata della crisi fino al mese di Aprile, creando una pagina dedicata ai loro vini, mantenendo quindi una sorta di memoria storica attraverso una vetrina che rimane sul sito a disposizione di tutti. Ci sono anche cantine che ci inviano i loro vini dandoci la possibilità di commentare e degustare i loro prodotti attraverso degli interventi on-line. Iniziative che spero servano a superare il momento attuale dando uno strumento veloce ed intuitivo alle aziende vinicole.

Cosa pensi possa essere necessario quindi ad una azienda che si relaziona al mercato di oggi?

Le Aziende in generale e quelle vitivinicole nello specifico, hanno bisogno che i propri contenuti siano veicolati e che dalla pura e semplice pagina virtuale che garantiva il sito internet, si vada a raccontare un' emozione fornendo dei significati chiari che vadano veicolati dall'on-line all'off- line e quindi riportino una concretezza ed una dimensione reale.
Per questo in HappyWiners abbiamo deciso di utilizzare un linguaggio più semplice per avvicinare tutti al mondo del vino, compresi i giovani che utilizzano tanto i social ma anche tutti quegli appassionati che vorrebbero imparare qualcosa in più fino rispetto al classico acquisto d'impulso al supermercato.

Che tipo di contenuti pensi che oggi il turista del vino stia cercando ?

Cerca sempre di carpire informazione e di dare importanza al lavoro del vignaiolo che oggi sta riscuotendo finalmente il posto che merita, non ha caso il recente incremento delle scuole zootecniche e delle facoltà di agraria lo ha dimostrato. Nei miei post e negli articoli quindi, cerco sempre di essere piacevole e non risultare pesante anche laddove si parli di temi didattici perché abbiamo riscontrato che il pubblico è interessato alle nozioni ma non ai paroloni ed è spesso allergico ai tecnicismi eccessivi.

Nei prossimi mesi cercheremo di approfondire questi temi che ritengo fondamentali e strategici per un tessuto aziendale che necessita di innovazione nei confronti di un pubblico sempre più connesso e sempre più interessato a queste realtà.

Il vino porta con se una componente materiale imprescindibile che avrà sempre bisogno della componente esperienziale per farsi comprendere al massimo, quindi per quanto la narrazione ed il racconto saranno centrali, gli operatori dovranno portare i clienti in visita nelle cantine, organizzare eventi e degustazioni che possano esaltare al massimo il lavoro di queste persone che ad oggi a causa del Corona Virus non possono per il momento avvenire.

Contatti ed info:
http://www.happywiners.com/about 
https://www.instagram.com/p/B86zby5CWxT

La notizia più rilevante si annida tra i timori determinati dal Coronavirus. Per ora a risentire della crisi sanitaria  è la mozzarella a causa della chiusura degli esercizi HORECA.  Parzialmente in flessione i freschi seppure la GDO sia in gran forma. Si potrebbe prospettare, in un prossimo futuro, un periodo, peraltro non prolungato, di flessione per i prodotti esportati. Chiuse le borse di Milano e Verona, a Parma invece si registra la caduta del Parmigiano Reggiano.  


di Virgilio Parma 17 marzo 2020 - 
 
LATTE SPOT – Quotazioni invariate sia alla borsa veronese che milanese in ragione della chiusura di entrambe. Riproponiamo perciò il precedente comunicato del 9 marzo 2020. "Alla riapertura della Borsa veronese il titolo del Latte spot si ritrova a -7,7% rispetto la quotazione di tre settimane precedenti. Il latte spot crudo nazionale con un pesante ridimensionamento giunge a collocarsi tra 36,60 e 37,63/100 litri di latte. -7,8% per il latte intero pastorizzato "spot" estero che quota  36,09 e 37,12 €/100 litri di latte e infine il Latte scremato pastorizzato spot estero cede ancor più e si colloca tra 20,70 e 21,74 €/100 litri di latte (-16,3%)."
 
BURRO E PANNA – Chiuse le borse di Milano e Verona. A Parma lo zangolato cede  l’8,7%  
Borsa di Milano 09 marzo 2020: 
BURRO CEE: 3,25 €/Kg. (-)
BURRO CENTRIFUGA: 3,50 €/Kg.  (-)
BURRO PASTORIZZATO: 1,65 €/Kg. (-)
BURRO ZANGOLATO: 1,45 €/Kg. (-)
CREMA A USO ALIMENTARE (40%mg): 170 €/Kg. (+)
MARGARINA gennaio 2020: 1,03 - 1,09 €/kg (=)
 
Borsa di Verona 9 marzo 2020: (-)
PANNA CENTRIFUGA A USO ALIMENTARE: 1,60 / 1,63 €/Kg.
 
Borsa di Parma 13 marzo 2020 (-)
BURRO ZANGOLATO: 1,05 €/Kg.
 
Borsa di Reggio Emilia 17 marzo 2020 (-)
BURRO ZANGOLATO: 1,05 - 1,05 €/kg.
 
GRANA PADANO – Milano 9 marzo 2020 – Borsa chiusa. Rimangono invariati i listini del Grana Padano per le classi più vecchie. Il fresco cede 10 centesimi al chilo
 
- Grana Padano 9 mesi di stagionatura e oltre: 6,85 – 7,05 €/Kg. (-)
- Grana Padano 16 mesi di stagionatura e oltre: 8,25 – 8,50 €/Kg. (=)
- Grana Padano Riserva 20 mesi di stagionatura e oltre: 8,75 – 8,95 €/Kg. (=)
- Fuori sale 60-90 gg: 5,70 – 5,85 €/Kg. (-)
 
PARMIGIANO REGGIANO – Parma 13 marzo 2020 – Quotazioni in forte discesa su tutti i fronti.
 
-Parmigiano Reggiano 12 mesi di stagionatura e oltre: 8,00 - 8,35 €/Kg. (-)
-Parmigiano Reggiano 15 mesi di stagionatura e oltre: 8,60 - 9,00 €/Kg. (-)
-Parmigiano Reggiano 18 mesi di stagionatura e oltre: 9,50 - 10,15 €/Kg. (-)
-Parmigiano Reggiano 24 mesi di stagionatura e oltre: 10,20 - 11,15 €/Kg. (-)
-Parmigiano Reggiano 30 mesi di stagionatura e oltre: 11,30 - 12,05 €/Kg. (-)

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Nell’articolo precedente ho trattato il rapporto tra la gestione d’impresa, le prescrizioni del nuovo codice della crisi ed un caso di difficilissima previsione come gli effetti sull’economia aziendale del coronavirus.

di Mario Vacca Parma, 15 marzo 2020 - Ricordo che nei casi in cui l'imprenditore o gli organi di controllo dovessero verificare lo stato di crisi dell’azienda dovranno attivare la procedura di allerta ma l’impossibilità di poter prevedere gli effetti del virus sull’economia e le posizioni assunte da chi comanda le istituzioni pubbliche potrebbero ripercuotersi su migliaia di piccole e medie imprese. Queste ultime potrebbero subire le conseguenze del rallentamento dell'attività produttiva e la riduzione delle vendite e con molta probabilità non tutte saranno in grado di farvi fronte ed assorbire la diminuzione di liquidità con il risultato che chi già annaspava per restare sul mercato rischierà di trovarsi in condizioni di marginalità dove diventerà impossibile far fronte serenamente agli impegni futuri. Se a ciò dovessero unirsi gli effetti della nuova riforma poc’anzi assisteremo all’ecatombe di tantissime piccole realtà.

Ma nel concreto il piccolo imprenditore potrebbe far già da subito qualcosa quanto meno per controllare lo status quo dell’azienda ed attivarsi con alcune precauzioni da mettere in campo:
• Minimizzare ed anticipare il rischio derivante dall’impossibilità di adempiere alle prestazioni oggetto dei contratti sottoscritti (sia attivi che passivi), fermo restando che -in alcuni casi – nell’eventualità sia dichiarata dagli organi preposti la “pandemia” ci si possa appellare all’inadempimento contrattuale per causa di forza maggiore indicata nell’art.1256 c.c. in cui si dice che: «l’obbligazione si estingue quando, per causa non imputabile al debitore, la prestazione diventa “impossibile”».
• Reagire prontamente nel caso vostri interlocutori si trovassero nell’impossibilità di adempiere alle obbligazioni assunte nei vostri confronti;
• Proporre preventivamente eventuali modifiche contrattuali sia con fornitori (proponendo da subito l’allungamento dei tempi di pagamento), che con istituti bancari e finanziari (chiedendo di procrastinare la scadenza di alcune fatture o ricevute bancarie);
• Contrastare immediatamente comunicazioni di controparti che tentino di giustificare ritardi od inadempimenti causa il Coronavirus;
• Lavorare sulla programmazione aziendale, sulle ipotesi di cash-flow atteso e sulle possibili implicazioni negative che si potrebbero generare, al fine di trovare soluzioni preventive;
• Implementare o migliorare un programma di controllo di gestione;
• Richiedere moratoria agli Istituti di Credito e Finanziari;
• Richiedere, se possibile, agli Istituti di Credito delle nuove linee, magari temporanee, per far fronte alla potenziale criticità;
• Se non ancora fatto, prevedere di poter assicurare i propri crediti o, nell’impossibilità, cedere in forma “pro-soluto” parte dei crediti;
• Sfruttare ogni possibile agevolazione messa in campo dal Governo.

Le azioni appena consigliate saranno tanto più efficaci quanto più la persona che le tratterà sarà esperto del settore e pertanto l’ultimo consiglio dell’articolo è di affidarsi a manager o consulenti di comprovata professionalità che potranno interloquire “con polso” con fornitori, clienti ed istituti bancari affiancando l’imprenditore anche nelle scelte aziendali.

 

La Bussola d'Impresa - Mario Vacca
Mi presento, sono nato a Capri nel 1973, la mia carriera è iniziata nell’impresa di famiglia, dove ho acquisito esperienza e ho potuto specializzarmi nel controllo di gestione e finanza d’impresa.
Queste capacità mi hanno portato a collaborare con diversi studi di consulenza tra Capri, Napoli e la penisola Sorrentina con il ruolo di Temporary Manager, per pianificare crescite aziendali o per risolvere crisi aziendali e riorganizzare gli assetti societari.
Nel corso degli anni le esperienze aziendali unite alle attitudini personali mi hanno permesso di sviluppare la capacità di prevedere e nel contempo essere un buon risolutore dei problemi ordinari e straordinari dei miei clienti.
Per migliorare la mia conoscenza e professionalità ho voluto fare esperienza in un gruppo finanziario inglese e, provatane l’efficacia ne ho voluta fare una anche in Svizzera.
Queste esperienze estere hanno apportato conoscenze legate al Family Business, alla protezione patrimoniale tanto per le imprese quanto per i singoli imprenditori e, alla gestione di società e conti esteri per favorire l'internazionalizzazione ed armonizzare la fiscalità tra i diversi paesi ove i clienti operano.
Nel frattempo ho maturato esperienza in Ascom Confcommercio per 12 anni - nel ruolo di vice presidente - ottenendo una buona padronanza della dialettica, doti di Pubblic Relation e, una buona rete di contatti personali.
Mi piace lavorare in squadra, mi piace curare le pubbliche relazioni e, sono convinto che l’unione delle professionalità tra due singoli, non le somma ma, le moltiplica.
Il mio obiettivo è lavorare sodo ma, con Etica ed Urbanità.

Riferimenti
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Editoriale:  - Andrà tutto bene! Razzismo, discriminazione etnica e respingimenti al tempo del coronavirus - Una lenta agonia: "Breath Play", No Grazie - Lattiero caseario. Prezzi in flessione per gran parte dei prodotti in esame. - Cereali e dintorni. Borse a picco e le materie prime ne risentono -Macchine agricole: l’emergenza Coronavirus non ha fermato l’industria italiana - BCE, all'autorevolezza di Draghi abbiamo sostituito l'arroganza della Lagarde? -


cibus-11-15mar2020-COP.jpgSOMMARIO Anno 19 - n° 11 15 marzo 2020
1.1 editoriale
Andrà tutto bene! Razzismo, discriminazione etnica e respingimenti al tempo del coronavirus.
2.1 economia e politica
Una lenta agonia: "Breath Play", No Grazie
3.1 lattiero caseario Lattiero caseario. Prezzi in flessione per gran parte dei prodotti in esame.   
3.1 Bis lattiero caseario Lattiero caseari. tendenza
4.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Borse a picco e le materie prime ne risentono
5.1 cereali e dintorni tendenze.
6.1 Parmigiano e Coronavirus  Parmigiano Reggiano: la strategia di crisi del consorzio per salvaguardare la filiera e proteggere i lavoratori
6.2 agricoltura e coronavirus Agricoltura, Coronavirus. Rinvio scadenze e altro
8.1 macchine agricole  Macchine agricole: l’emergenza Coronavirus non ha fermato l’industria italiana
9.1 BCE, spread e coronaìvirus BCE, all'autorevolezza di Draghi abbiamo sostituito l'arroganza della Lagarde?
10.1promozioni “vino” e partners
12.1 promozioni “birra” e partners

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L’emergenza causata dalla diffusione del Covid-19 ha imposto restrizioni e procedure di sicurezza ma non ha fermato l’attività dei settori manifatturieri.

Tratto da  meccagri 13 marzo, 2020  - FederUnacoma in una nota stampa sottolinea come le industrie italiane della meccanica agricola abbiano mantenuto in funzione le proprie linee di produzione per fare fronte alla domanda di macchinari e di componentistica “made in Italy” proveniente soprattutto dai Paesi esteri.

GARANTITI BUONI RITMI PRODUTTIVI, NEL PIENO RISPETTO DELLE NORME DI PREVENZIONE
L’associazione dei costruttori italiani di macchine agricole sottolinea la vocazione internazionale di questo comparto della meccanica, che esporta oltre il 70 per cento della produzione (circa 11 miliardi di euro il valore del fatturato complessivo) con quote molto consistenti in mercati pregiati come quelli di Germania, Francia e Stati Uniti; e segnala il rischio che informazioni non corrette, relative ad una presunta sospensione delle attività produttive e ad una difficoltà nella movimentazione delle merci, possano danneggiare le normali relazioni commerciali.
Le fabbriche – rassicura FederUnacoma – proseguono la propria attività, sia pure sulla base di nuovi criteri organizzativi e nell’osservanza scrupolosa delle norme di prevenzione stabilite dal Governo e dalla comunità scientifica.

MARCIA A PIENO REGIME L’ORGANIZZAZIONE DI EIMA INTERNATIONAL, IN SCENA DALL’11 AL 15 NOVEMBRE
Superata la fase critica, torneranno in primo piano le fiere internazionali specializzate, con tutte le novità di prodotto e le tecnologie avveniristiche che questo comparto dell’industria è in grado di realizzare.
Prima fra tutte la rassegna di Eima International, la grande fiera della meccanica agricola che FederUnacoma organizza a Bologna e che celebrerà dall’11 al 15 novembre prossimo la sua 44esima edizione.
La macchina organizzativa marcia a pieno ritmo – comunicano le strutture operative della Federazione – perché Eima 2020 si possa confermare un evento di formidabile portata, e possa essere vissuta da tutti come un simbolo di rinascita per l’economia e per le comunità di cittadini.
 
Fonte testo: FederUnacoma
Fonte immagine: Argo Tractors.

(Per approfondimenti: Meccagri  del 13 marzo 2020)
 
 

 

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