Lunedì, 19 Febbraio 2024 08:23

Parma Calcio: il Diario Crociato, ora Diario Blu di Gabriele Majo In evidenza

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Dispiace, all’indomani della sesta memorabile rimonta in zona Cesarini, che ora tende ad essere ridefinita zona Parma, per via della piacevole abitudine distruggi coronarie,

di far gol in pieno recupero, magari anche dopo averne subito uno un minuto prima, abitudine cominciata, guarda un po’, nella gara d’andata con il Pisa dei Corrado’s (al 94′ Colak), ed era la terza giornata del campionato asimmetrico…


…passando attraverso Modena (93′ Partipilo), Spezia (94′ autorete Moutinho), Palermo (91′ Mihaila, 95′ Charpentier), Venezia (100′ Camara), appunto per chiudere (per il momento) il cerchio col Pisa (95′ Delprato, vedi video sotto che con un certo fiuto abbiam documentato facendo partire l’amatoriale macchina da presa, poco prima, intuendo cosa stava per accadere, e che immediatamente è diventato virale, entrando in pieno diritto nella memoria collettiva della Comunità)…

… dicevamo, per ripigliare il lungo filo del discorso, che dispiace, all’indomani di quanto detto sopra, dover essere un po’ pedanti e ritirare a mano, per la terza volta nel giro di un mesetto, i dettami del compianto professor Massimo Zannoni, circa gli elementi fondanti per garantire il radicamento di una squadra nel territorio: tra di esse, come potete (ri)leggere nella grafica sotto, sono menzionati anche i colori sociali e la maglia, ma, visto quanto accaduto ieri al Tardini, per quanto concerne questi due elementi fondanti, siamo andati male male, dal momento che le due squadre in campo quasi se li sono scambiati, generando nei più disattenti e non solo nel marziano di Pif, confusione…


Cosa è successo? Secondo quanto è stato boffato a StadioTardini.it, da fonte informata sui fatti, la richiesta di giocare con la casacca blu con bordi gialli sarebbe partita proprio dal Parma Calcio, e gli ospiti si sarebbero, di conseguenza, adeguati. Fatto sta che in campo, con la maglia giusta, non c’era nessuna delle due squadre: ci fosse stato come radiocronista di Tutto il Calcio Minuto per Minuto il bravo (e portafortuna) Giuseppe Bisantis, avrebbe sicuramente bacchettato, dal momento che sovente lo abbiamo più volte sentito discettare a tema, ed esser un po’ nostalgico, come noi, del calcio di una volta, quello che seppe imporsi come vero e proprio sport popolare, identificativo della nostra nazione, a differenza di questo surrogato da salotto che è stato colpevolmente creato dopo che è piovuta sul movimento la pioggia dorata dei diritti televisivi e, a seguire, la dittatura del marketing con le proprie scelte dettate più dal soldo che dai sentimenti…

…E così ieri, fin dall’ingresso in campo e cerimoniale d’inizio, ci si è posti la domanda: ma chi è il Parma? chi è il Pisa? Interrogativi complicati – non solo per chi ha poco diottrie, ma anche per i normodotati – dal fatto che il Pisa avesse i colori gialloblù, ossia i primi alternativi al bianco-Crociato, che è bene ricordare agli scolari sucloni, essere quelli principali del Parma Calcio, mentre, viceversa, i nostri teorici portacolori, indossavano un pigiama in tinta unita simil colori degli ospiti, eccezion fatta per quelle striscioline gialle sui bordi. Ohibò. Meno male che, per ora, almeno, ci han lasciato un altro, degli elementi fondanti fissati dal professor Zannoni, ossia l’Inno…

…ma temiamo fortemente che anche il povero Forza Parma dei Cadetti di Gigi Stok, scritto da Franco Dini, nome d’arte di Albino Orlandini, e in auge dal 1970, nella revisione riformista dei moderni, avvezzi a questa damnatio memoriae delle tradizioni della Comunità, possa esser presto sostituito da qualche diavoleria musicale ritenuta più consona ai tempi, così come la rotazione di maglie insignificanti, che, sotto il pessimo esempio dei club più commerciali della Serie A, tende anche a non osservare il principio sancito dalle stesse leghe, di avere colori fissi per gli incontri casalinghi (maglia home) e in trasferta (maglia away). Le terze casacche, inizialmente, nacquero per evitare confusioni tra club dagli stessi colori distintivi, ed erano considerate delle vere e proprie rarità nell’utilizzo, dal momento che nel rito laico del pallone le sacre divise errano immutabili. E un certo fascino derivava anche da questo. Ve lo immaginate il Subbuteo oggi, quando tutti fanno gara ad esser Arlecchino?…

Ci sono momenti, come quelli di ieri, che restano scolpiti nella memoria di ogni fedele della Comunità, perché battere al 95′ una squadra che aveva pareggiato al 94′, è un qualcosa che, se non ti ammazza, ti consolida e fortifica nella fede. Ma nella fede in chi? Nei blues? Mentre la Nord intonava “Magico Parma” (pensa, intanto, come bruciavano i Corrado’s, non solo per la sconfitta, ma anche per il plagio del claim), i Crociati avrebbero dovuto avere, come da listino, appunto la casacca bianca con la croce nera, che rende pressoché unica al mondo la storica società che ha appena compiuto 110 anni e che mi riferiscono (in quei giorni ero ancora in altre faccende affaccendato) avesse celebrato, clamorosamente, la ricorrenza con la stessa anonima casacca di ieri, anziché la Crociata come sarebbe convenuto per la data tonda…


…Basta osservare l’immagine qui sopra per avere un’idea di quanto senso di identità possa trasmettere, dal momento che l’unico, come ha scritto il Distinto Riccardo Schiroli, ad avere la maglia del Parma era il portiere Leandro Chichizola. Mi sarei aspettato, nelle sue Annotazioni Crociate, qualche geremiade in più dallo specialista Fabrizio Pallini, autore, ai tempi di Onda Emilia, di una vera e propria campagna a favore della maglia Crociata, quando era stata accantonata ad inizio Anni Ottanta. E fu lui, che, attraverso la distribuzione di bandierine Crociate, a spese sue o della sua associazione di riferimento I Nostri Borghi, che in giorni a noi più vicini, riuscì ad imporre il ritorno dell’antico vessillo che si pensava, e sperava, non venisse più messo in discussione…


…Come sono lontani i tempi in cui la scelta tra prima, seconda e terza divisa, vedeva solo il cambio o l’alternanza di tinte, ma sempre con il tratto caratteristico della croce, fosse nera su fondo bianco, o gialla su fondo blu o financo, blu su fondo giallo, dell’epoca Amministrazione Straordinaria di Bondi, Angiolini e soprattutto Baraldi, che re-introdusse l’amato simbolo, fin dai tempi della Champions, con la variabile blu-notte della croce, per approdare, poi, all’Erreà, che avrebbe diffuso sul territorio e non solo molteplici varianti della maglia Crociata. Ed è curioso che, nonostante il cambio dello sponsor tecnico – con tutti gli antipatici strascichi che ha comportato – si arrivi ad un punto della stagione in cui si fa fatica a reperire le taglie per completare le mute per scendere in campo con i veri colori sociali, anche perché la blu sarà anche il remake di una maglia d’antan, ma non dimentichiamoci sempre usata, anche allora, perché era stata messa al bando la Crociata…


E mentre a Parma ci si perde dietro alla presunta divisibilità del simbolo della croce – ci vorrebbe qualcuno, finalmente, che spiegasse per bene ai forestieri che non è così – negli anni abbiamo assistito dalla Fiorentina di cui sopra, all’Inter, Genoa e diverse altre, al ratto della Crociata… Insomma la maglia del vicino (o lontano) è sempre più bella… Ai tempi di Settore Crociato tale Lefebrve sovente richiamava i poco osservanti al rispetto delle tradizioni, ricorrendo anche alle classifiche di utilizzo delle prime maglie da parte dei vari club, oggigiorno, invece, questo ingrato compito di romper le scatole al manovratore resta al già poco simpatico grillo parlante che sta componendo, sperando, come da vignetta sotto, che qualcuno non lo voglia schiacciare…

 

…Delle tradizioni dei bei tempi andati, almeno, ci è rimasto quel bel “Parma… Parma… Parma…” che i ragazzini dell’Academy intonavano dallo spicchio più a Sud della Petitot Ovest: peccato che al vento garrissero solo i colori gialloblù e non quelli Crociati. A proposito di tifo: va riconosciuto che gli ospiti, presenti in gran numero nei settori loro dedicati, siano stati forse anche più continui dei nostri nel sostegno alla propria squadra, come del resto per loro è consolidata consuetudine, ma soddisfacente anche il tifo della Nord, con stupenda coreografia in accompagnamento alla Marcia Trionfale dell’Aida…


…Di solito il mio Diario Crociato, nell’occasione da ribattezzarsi Diario Blu, si apre con il racconto delle mie degustazioni eno-gastronomiche precedenti la partita. Come già occorso prima di Parma-Venezia, ho approfittato del Casino Petitot, dove, l’anfitrione Maurizio Marchinetti, ha riservato ai suoi accoliti il seguente menù: salumi del territorio, mozzarella in carrozza, polenta pasticciata al ragù, ossobuco coi piselli.


Mentre Marchino (sopra a sinistra) reclamava un mio servizio sul rugby pulito, dopo le ultime disavventure patite dalle Zebre, di cui è appassionato, per la compagnia, tradendo gli amici fidentini, al tavolo dei quali mi ero seduto due settimane fa, per poi andare assieme anche a  Cittadella, stavolta ho optato per quello dove sedeva Edoardo Porcari (foto sotto la firma) con i suoi amici, anche perché sono ospite della sua chat WhatsApp e gli dovevo una presenza per aver bucato, per non essermela sentita di presenziare, ad un suo invito di qualche settimana fa quando, ancora, la cicatrice non si era formata. Gabriele Majo


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