Domenica, 12 Marzo 2017 12:31

Ma quale Flat Tax! Solo fumo! In evidenza

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Il porto di Talamone Il porto di Talamone

Da un lato una agevolazione straordinaria per un manipolo (1.000) di straricchi residenti all'estero e dall'altra l'ipotesi di aumento di 3 punti della aliquota agevolata del 10% (rientrano anche i servizi prestati alle scuole e agli asili).

di Lamberto Colla Parma 12 marzo 2017
L'hanno chiamata la tassa dei "Peperoni". L'hanno presentata come la tassa che attrarrà calciatori e cantanti da tutto il mondo. L'hanno enunciata come una tassa che, oltre alla imposta diretta di 100.000€/anno per ricco residente all'estero da almeno 10 anni (+25.000€ per ogni familiare al seguito), porterà altro gettito dall'indotto degli acquisti che questi mille privilegiati faranno nel Bel Paese.

La Flat Tax è finalmente approdata in Italia. Sono quasi tre anni che dalle colonne di questo giornale sostengo che un pezzo importante del progetto di rilancio dei consumi e conseguentemente dell'economica debba passare da un Flat Tax: un'aliquota fissa, chiara, certa e molto contenuta.

Ecco quindi il mio stupore all'annuncio della tassa che, quando venne introdotta nella Russia di Putin (13%), generò un incremento delle entrate tributarie del 46%. Una conferma indiretta della correttezza della della curva di Laffer.

Curva di Laffer - Entrate TributarieArthur Laffer infatti ipotizzò che esiste un livello del prelievo fiscale oltre il quale l'attività economica non è più conveniente e il gettito si azzera e quindi che le due grandezze siano legate da una curva continua a forma di campana.

La "felicità" però svanì immediatamente quando dall'annunciazione trionfalistica sono seguiti i contenuti della manovra.

Innanzitutto è indirizzata a residenti all'estero da almeno 10 anni (9 esercizi amministrativi non consumati in Italia) il che vuol dire che potrebbero essere anche italiani ricchi espatriati che avrebbero perciò l'opportunità di rientrare con un bel vantaggio fiscale.

Saranno 1.000, dichiarano le fonti governative, i soggetti che presumibilmente godranno del beneficio. Quasi che il Governo conosca già i nomi e cognomi di coloro che saranno attratti dalla nuova imposta a forfait.


Comunque ben vengano costoro e i loro familiari, che con i loro quattrini porteranno nuova liquidità nelle casse dei negozi di Milano, Roma, Cortina e Porto Cervo e forse, all'autogrill di Eboli durante una sosta caffè.

Ma quel che mi rattrista è che nelle medesime ore, quatto quatto, il Governo stava per varare l'aumento dell'aliquota Iva del 10% per passarla al 13% (rientrano in questa categoria anche i servizi prestati alle scuole e agli asili). 

Un aumento  che ha perso di peso nel giro di poche ore ma che la dice lunga sull'attenzione della nostra politica verso le fasce deboli e come invece sia particolarmente attratta dai "belli e ricchi" e magari anche amici "esiliati" con nostalgia della terra genitrice. 

Fumus! Solo fumo e nient'altro. Per attrarre capitali e investitori, italiani o stranieri, occorrono poche e chiare regole. Con i 171 adempimenti amministrativi ai quali occorre sottostare attualmente e il gazzabuglio di norme tributarie e civilistiche che formano il nostro ordinamento l'Italia resterà attrattiva solo in cartolina.

Ormai ci siamo. l'IVA, le accise sui carburanti e/o il prezzo dei tabacchi presto verranno ritoccati per dare soddisfazione agli "Uemanoidi".

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