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Venerdì, 11 Dicembre 2020 00:04

Clamoroso: Camilleri si dimette!

Louis Camilleri abbandona la carica di Amministratore Delegato Ferrari, a due anni e mezzo dal suo insediamento, successivo alla morte di Sergio Marchionne.

di Matteo Landi

Come un fulmine a ciel sereno. Nel 2018, dopo la scomparsa di Sergio Marchionne, fu nominato Amministratore Delegato della casa del Cavallino Rampante. Louis Carey Camilleri prese una Ferrari sportivamente vincente ed oggi la lascia in uno dei suoi periodi più difficili. La squadra del Cavallino perde quindi una pedina fondamentale a pochi giorni dall'annuncio del passaggio di Simone Resta, responsabile dell'area telaio, alla Haas dal 2021. L'ex AD lascia la Ferrari, oltre che la presidenza di Philip Morris International, per "motivi personali". Ne prende atto con dispiacere il Presidente John Elkann, che si assumerà la carica di Amministratore Delegato ad interim. Il Consiglio di Amministrazione gestirà il processo di identificazione del successore di Camilleri. Se dal giorno del suo insediamento, dal lato sportivo, non si può dire che abbia raccolto molto, diverso è il discorso per quanto concerne l'aspetto commerciale, di successo nonostante il difficile periodo storico contraddistinto dalla pandemia che tutti conosciamo. Camilleri si dimette, con effetto immediato. Senza preavviso, nello stesso modo fulmineo in cui prese la guida della casa costruttrice di automobili più prestigiosa del mondo.

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Lunedì, 07 Dicembre 2020 10:02

Un noioso 0-0 tra Parma e Benevento.

"Tanta noia e poche emozioni" è il commento più diffuso sui giornali specializzati. E' venuto a mancare il collettivo e i singoli che il più delle volte fan la differenza. Per Liverani la squadra "deve maturare per capire le partite diverse tra di loro".

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Domenica, 06 Dicembre 2020 22:34

F1, Sakhir: le lacrime di Sergio. E quelle di George

George Russell, sostituto di Hamilton, domina ma la Mercedes sbaglia tutto. Ne approfitta Sergio Perez che vince, per la prima volta in carriera, dopo una strepitosa rimonta.

di Matteo Landi

Al termine della gara piangono entrambi. Perez non trattiene la gioia, si commuove. Rimane seduto sul primo gradino del podio. Come fece nel post gara di Monza l'allora vincitore Gasly. Anche oggi è accaduto qualcosa di imprevedibile, come quel giorno in Italia. Al contrario Russell piange, le sue sono lacrime amare. Il pianto di chi sa che potrebbe avere perso, e non per colpa sua, l'occasione della vita. Quel treno che potrebbe passare una volta sola, e su cui devi salire. L'inglese lo ha fatto, ma quel treno si è fermato. Dovesse Hamilton rimettersi, come si spera, Russell tornerà al volante della Williams. Storie di motorsport.

Al termine di una gara pazza, su un circuito insensato, Sergio Perez vince al volante della Racing Point. Sua quest'anno, ma che dovrà lasciare a Vettel la prossima stagione. In F1 spesso va avanti chi ha capacità economiche superiori. Perez all'inizio della sua carriera nella massima Formula aveva questa fortuna, abbinata ad un bel talento. Doveva solo lasciarsi maturare, attendere di essere pronto al salto in un top team. Dopo due anni di Sauber ha mollato il Ferrari Driver Academy per accasarsi alla McLaren, che gli offriva un sedile da titolare per la stagione 2013. La casa inglese non progettò però una vettura molto competitiva, ed il messicano scontrò la sua irruenza contro un mastino come Button, suo compagno di squadra alla corte di Martin Whitmarsh. Al termine di quella stagione Sergio perse il sedile McLaren ed approdò in Force India. La squadra che nel 2018 è divenuta Racing Point. Ed è meraviglioso che sia stato proprio lui a portarla oggi al suo primo successo. Ancora una gara, quella di Abu Dhabi, e Perez potrebbe ritrovarsi disoccupato. Stroll (oggi buon terzo), il team mate, è il figlio del proprietario della squadra che il prossimo anno si chiamerà Aston Martin, e sarà affiancato dal quattro volte campione del mondo Vettel. Un nome blasonato, quello del tedesco, che la casa costruttrice affianca volentieri al suo. In Red Bull, accanto a Verstappen, sembrano preferire Hulkenberg, buon pilota, che non dovrebbe offuscare la stella di Mad Max. Se le logiche di mercato volteranno le spalle a Perez, il destino oggi ha deciso di premiare il suo talento. Che per una volta ha vinto su tutto.

La fuga di Russell, prima del disastro

Avrebbe meritato molto di più Russell, il sostituto di Hamilton, a casa in quanto positivo al Covid. Il giovane inglese è arrivato in Bahrain, è salito sulla macchina del sette volte iridato e le ha suonate a Bottas. Sulla classe di Hamilton nessuno discute ma, dopo l'addio di Rosberg, è indubbio che non si sia potuto confrontare con un pilota vicino al suo livello. Bottas ha sfigurato nei confronti del giovanissimo Russell, appena arrivato alla corte di Toto Wolff. George ha dominato fin dal via. Scattato alle spalle del poleman finlandese, lo ha divorato allo scatto da fermo. Si è poi involato e sembrava avere la vittoria in tasca. Stava per scrivere una storia meravigliosa, quella del pilota mai a punti, abituato ai bassifondi della classifica, che arriva nel super top team e si porta a casa il trofeo. Ed invece in Mercedes hanno deciso di sbagliare tutto nel giorno in cui manca Hamilton.

Mercedes: la giornata degli orrori

In regime di safety car hanno optato per un doppio pit stop non necessario. Russell ha cambiato gomme, mentre Bottas attendeva il suo turno. I meccanici hanno perso lucidità, all'inglese hanno messo un pneumatico sbagliato ed a Bottas, nella confusione, hanno prima montato delle gomme nuove, poi nel dubbio quelle usate. Mai visto un top team compiere così tanti errori nell'arco di pochi istanti. Russell è dovuto tornare ai box per ripristinare la regolarità della sua vettura. L'inglese è quindi rientrato in pista con la voglia di dimostrare comunque il suo valore, sbarazzandosi di Bottas con un sorpasso da antologia. Pochi giri dopo si è però dovuto arrendere definitivamente quando è stato richiamato ancora in pit lane per l'ennesimo cambio di pneumatici, in seguito ad una foratura. La domenica sportiva dei due piloti Mercedes si è quindi conclusa con l'ottavo posto di Bottas ed il nono di Russell.

Primo podio per Ocon

La grande giornata di Perez, ma non solo. Ocon non ha problemi di contratto, ed il prossimo anno sarà regolarmente al via del campionato con la Renault. Avrà probabilmente altre occasioni per brillare ma, intanto, ha conquistato oggi il suo primo podio. Il francese ha corso con carattere, ben rintuzzando gli attacchi di Stroll e Sainz, facendosi trovare pronto al momento della debacle Mercedes. Per la casa d'oltralpe è arrivato quindi il terzo podio stagionale, dopo quelli conquistati da Ricciardo.

Ferrari: meno male che c'è Mick!

E la Ferrari? In qualifica Leclerc aveva acceso le speranze, garantendosi, con un giro perfetto, la quarta posizione in griglia di partenza. Un miracolo, considerando la prestazione di Vettel, solo tredicesimo. Il monegasco però, subito dopo la partenza, non è riuscito a frenare la sua irruenza schiantandosi contro Perez. Per il pilota Ferrari è arrivato l'immediato ritiro. Il messicano invece ha dovuto compiere un pit stop non previsto ritrovandosi ultimo. La sua vittoria rimarrà quindi nella storia del Circus, considerando la prodigiosa rimonta. Del parapiglia ne ha fatto le spese anche Verstappen, costretto ad andare sulla ghiaia per evitare la vettura intraversata di Leclerc. L'olandese non è riuscito a frenare la sua monoposto, finendo contro il muro. Disastrosa è stata anche la gara di Vettel. Il tedesco non è riuscito ad incidere, sempre lontano dal ritmo dei migliori, finendo 12esimo sotto la bandiera a scacchi. La Casa di Maranello ha avuto però da sorridere per il trionfo di Mick Schumacher, fresco campione di Formula 2. Una vittoria che emoziona ed, in prospettiva, accende gli entusiasmi. Il prossimo anno il tedesco sarà al volante della Haas, e chissà che un giorno non diventi titolare Ferrari, ipotesi tutt'altro che remota visto che fa parte dell'Academy di Maranello.

Grosjean, è addio?

In Bahrain si potrebbe essere conclusa la carriera di Romain Grosjean. Al pilota Haas, con in carriera dieci podii, la vita ha offerto un'altra chance, dopo il terribile rogo di una settimana fa. Questo weekend è tornato in circuito ed ha ringraziato gli addetti ai lavori che lo hanno soccorso. Ha commosso il paddock con il racconto di quei terribili secondi passati all'interno della vettura in fiamme. Le ferite alle mani, tuttavia, non gli consentiranno di disputare l'ultima gara della stagione, che si svolgerà fra una settimana ad Abu Dhabi. Considerando che non ha un contratto per il prossimo anno potremmo non rivederlo più al volante di una F1. A volte però il motorsport ci regala qualcosa di meravigliosamente inatteso. La storia di Perez lo dimostra. Chissà che il futuro non apra qualche porta al pilota di Ginevra.

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Domenica, 06 Dicembre 2020 15:56

Formula Schumacher!

Mick vince il titolo di F2 dopo una gara al cardiopalma. Ed ora è pronto per il grande salto in F1!

di Matteo Landi

Quattordici punti di vantaggio prima dell'ultima gara. Considerando che la vittoria della manche della domenica assegna 15 punti, ai quali sono sommabili i due del giro più veloce, per Mick Schumacher mancava solo l'ultimo passo, l'ultimo sforzo per potersi prendere quel titolo di F2 ininfluente per il suo futuro, visto che la firma sul contratto per correre il prossimo anno in F1 con il team Haas è già stata posta, ma fondamentale per il suo palmares, per la sua storia. Da sempre il giovane tedesco corre con la pressione di chi ha tutto da dimostrare. Il cognome pesante che porta lo obbliga a dover zittire a suon di risultati le critiche di chi gli riconosce come unico merito quello di essere figlio del sette volte campione del mondo Michael. Non importa che abbia nel palmares il titolo europeo di F3 conquistato nel 2018, o che sia risultato due volte vicecampione in F4. E Mick queste pressioni le ha trasformate nella sua forza. Quando oggi al primo giro è arrivato lungo squadrando una gomma si è reso autore di uno dei suoi rari errori. Come quello compiuto in qualifica, che ieri lo ha costretto a partire dalla 18esima piazza. Nella prima gara ha però saputo rimontare con determinazione, sorpasso dopo sorpasso, fino alla sesta posizione. Oggi il danneggiamento dello pneumatico lo ha obbligato agli straordinari. Ha difeso con le unghie la terza posizione finchè ha potuto, ma si è dovuto arrendere quando ha capito che ogni sforzo si sarebbe rivelato inutile. Mick è quindi rientrato ai box per il cambio gomme e al rientro in pista si è ritrovato in fondo alla classifica. Intanto l'avversario, l'inglese Ilott, in quel momento terzo, era in odore di titolo. Davanti a tutti Ticktum e Daruvala si contendevano la leadership a suon di attacchi e difese proibite. Tutto poteva succedere. Mick dal fondo risaliva rapidamente, ma puntare solo sulle sue forze sembrava un'impresa disperata. Quando Ilott ha iniziato a perdere ritmo, a causa dell'usura delle gomme conseguente alla lotta iniziale con Baby Schumacher, si è capito che Mick avrebbe comunque potuto vincere il campionato. L'inglese si è visto sfilare da più avversari, terminando decimo, fuori dai punti. E Mick nonostante la 18esima piazza finale ha potuto festeggiare la vittoria del campionato che si pone appena un gradino sotto alla massima Formula. Due vittorie di tappa, zero pole position, Mick l'ha vinto grazie alla sua regolarità ed alla sua forza d'animo. Ha mantenuto la calma quando ad inizio campionato subiva problemi tecnici ed assisteva alle vittorie, fra gli altri, di Shwartzman, Drugovich ed, appunto, Ilott (segnatevi questi nomi perchè faranno strada). Ed è esploso nella seconda parte della stagione a suon di podii. In totale ne ha conquistati ben dieci. Ha forse perso il suo aplomb proprio nell'ultimo weekend di gare ma, considerando i suoi 21 anni e la posta in gioco, possiamo perdonarglielo. Il prossimo anno arriverà quindi nel Grande Circus da campione di F2. Come quel titolo vinto dal padre nel 2003, con Michael ottavo a Suzuka dopo una gara di sofferenza, Mick si è cinto dell'ennesimo titolo che gli permette di arrivare in F1 zittendo in anticipo i soliti haters pronti a definirlo raccomandato. Uno Schumacher ancora fra i grandi del motorsport, al volante di una monoposto motorizzata Ferrari. Preparate i fazzoletti, le emozioni sono garantite.

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Mercoledì, 02 Dicembre 2020 21:25

Mick, nel nome del Padre

Nel 2021 Mick Schumacher, figlio del Campionissimo sette volte iridato, debutterà in F1 al volante della Haas. La storia di un passaggio di testimone che fa sognare e profuma di poesia.

di Matteo Landi

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". Domenica 25 novembre 2012, per l'ultimo gran premio dell'anno Michael Schumacher salutò la sua carriera agonistica con questo dolce messaggio riportato sul suo casco. Si chiuse un'Era, quella del Campionissimo che ebbe il coraggio di tornare alle corse a 41 anni. Il pilota tedesco, capace prima di riportare in alto una Ferrari in difficoltà, poi di farla splendere a suon di titoli iridati, aveva ceduto ad una passione che non lo aveva mai abbandonato. Neanche al momento del suo primo ritiro datato 2006. Ma ad Interlagos quel giorno per Michael fu davvero il momento di salutare quel mondo, al quale tanto aveva dato. Il 29 dicembre 2013, durante una discesa con gli sci sulle nevi di Méribel, in Francia, il tedesco ebbe il noto incidente che cambiò per sempre la sua vita e quella dei suoi familiari. Pur fra tutte le ovvie difficoltà intanto il figlio Mick cresceva, sia come uomo che come pilota. A fine 2014 effettua i primi test in monoposto. Debutta quindi nel 2015 in Formula 4. Da subito affronta con grande maturità le critiche ricevute da chi pensa che tutto gli sarà facile, visto il cognome che porta. Dopo un primo anno di apprendistato il tedesco zittisce gli scettici piazzandosi secondo sia nel campionato tedesco, sia in quello italiano. La sua serietà nell'approccio alle novità è esemplare: non si butta a capofitto ma agisce passo dopo passo. Impara dagli errori commessi, ne fa tesoro e solo successivamente punta alla vittoria. Non cambia metodo in F3 ed al secondo anno nella categoria vince il titolo europeo. Nel 2018 il suo cambio di passo avviene a Spa-Francorchamps, proprio sulla pista che vide il debutto del padre in F1 nel 1991, e di cui Michael fu grande interprete. Oggi è arrivata la grande notizia: il prossimo anno Mick sarà in Formula 1, al volante della Haas. "M. Schumacher" tornerà nelle liste dei tempi del massimo campionato automobilistico, scatenando dolci ricordi ma anche nuove aspettative. Per il figlio del sette volte campione del mondo è il sogno di una vita che si avvera. Ma prima, il giovane Mick, avrà un'altra missione da compiere: vincere quel campionato di F2 che alla vigilia dell'ultimo weekend di gare lo vede leader.

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Il Campione inglese salterà la gara di domenica. Dopo il terribile incidente Grosjean scherza sui social e spera di poter disputare l'ultima gara della stagione.

di Matteo Landi

Dopo Valentino Rossi adesso tocca ad un altro Campione. Lo ha comunicato lui stesso, Lewis Hamilton salterà il Gp di Sakhir che si disputerà questa domenica. Il pilota inglese ha accusato lievi sintomi e una volta eseguito il tampone ha appurato la sua positività. Lewis dovrà per forza di cose interrompere momentaneamente quel cammino agonistico che sta riscrivendo le statistiche e la storia della massima formula. Con il titolo in saccoccia il pilota Mercedes potrà benissimo fare a meno di correre la prossima gara, l'importante è che stia bene. Sarà interessante vedere quale pilota sceglierà il team condotto da Toto Wolff per sostituire il campione del mondo. Stoffel Vandoorne non ha alle spalle una recente esperienza agonistica in F1, avendo corso con McLaren fra il 2016 ed il 2018, ma è già sotto contratto con la casa tedesca ed è vice-campione in carica di Formula E. Nico Hulkenberg è ormai il panchinaro di lusso del Circus e quest'anno non ha sfigurato quando la Racing Point lo ha chiamato in extremis per sostituire prima Perez poi Stroll. E poi c'è George Russell, pilota Mercedes temporaneamente "parcheggiato" alla Williams. Chiunque sarà ad occupare il sedile di Hamilton avrà tutto da perdere: sfigurare con la migliore monoposto della serie costituirebbe un grosso danno reputazionale. Se invece il sostituto di turno dovesse battere Bottas le preoccupazioni sarebbero tutte a carico del finlandese.

Grosjean sorride e spera in Abu Dhabi

"Mi è venuto in mente l'incidente di Niki Lauda. Non volevo finire in quel modo, dovevo uscire dal cockpit per i miei bambini. Sono rimasto per 28 secondi nelle fiamme, ma sono sembrati molti di più. Dopo quest'incidente sono felice di essere vivo". Romain Grosjean parla attraverso i social. Il terribile incidente di cui si è reso protagonista domenica scorsa non gli ha lasciato troppi strascichi, se non ustioni a mani e piedi. Scherza sulla sua lentezza nel "twittare" e sorride, come se la vita gli avesse offerto un'altra chance. E così è. Ovviamente non sarà in pista questa domenica ma sogna di poter disputare fra meno di due settimane la gara di Abu Dhabi , l'ultima gara della stagione. Potrebbe essere anche l'ultima della sua carriera nel Grande Circus, dato che non ha un contratto per la prossima stagione, e disputarla significherebbe chiudere degnamente quel cerchio che la sorte ha interrotto. Intanto la Federazione sta esaminando attimo per attimo quanto accaduto in quel drammatico primo giro. Halo, il dispositivo introdotto nel 2018 a protezione della testa dei piloti, ha compiuto il suo dovere, costituendo una condizione necessaria per la sopravvivenza del pilota svizzero che corre con licenza francese. Grosjean ci ha messo molto del suo, riuscendo a slacciarsi le cinture ed uscire dall'abitacolo nonostante le fiamme. Come già accaduto in passato l'incidente potrebbe dare la spinta propulsiva necessaria per lo studio di nuove soluzioni a protezione dell'incolumità di piloti e addetti ai lavori. Rimanendo consapevoli del fatto che "motorsport is dangerous".

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Domenica, 29 Novembre 2020 21:04

F1, Bahrain: la porta dell'inferno

Al primo giro la Haas di Grosjean si schianta, prende fuoco ed in F1 torna la paura. Domina Hamilton, la Ferrari arranca.

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Domenica, 15 Novembre 2020 15:43

F1, Gp di Turchia: il saluto dei Campioni

Vettel torna sul podio e si complimenta con il neo sette volte iridato Hamilton. L'inglese vince una gara pazza, complice un asfalto inadeguato.

di Matteo Landi

Sette volte Campione del Mondo, come Michael Schumacher. Epoche diverse, lo abbiamo detto più volte, rendono il paragone infattibile, ma la grandezza di Hamilton va oltre i numeri ottenuti al volante di vetture prestazionali quali McLaren prima e Mercedes dopo. La statura del pilota di Stevenage deriva dal modo in cui conduce gare difficili come quella odierna. Dopo una qualifica non eccezionale, solo sesto, l'inglese ha corso da attendista nella prima parte di gara. Mentre intorno a lui molti sbagliavano lui ha aspettato che la pista diventasse quasi asciutta, il momento giusto per portarsi in testa con un sorpasso, il meno bello della giornata, non appena ha avuto la possibilità di attivare l'alettone mobile. La grandezza della sua gara è evidente se paragonata a quella di Bottas. Il finlandese, che avrebbe dovuto contendere il titolo a Lewis, è incappato in una giornata decisamente storta. Non parliamo di sfortuna ma di quegli errori che non gli consentono di elevarsi ai livelli di Hamilton, e neanche di avvicinarli. A fine gara il sette volte iridato ha atteso alcuni minuti prima di scendere dalla sua vettura, non ha trattenuto le lacrime mentre metabolizzava quel che aveva appena ottenuto. Vettel, di nuovo sul podio, gli ha allungato la mano e si è complimentato con lui. Undici titoli mondiali in un frame, il momento più toccante della domenica.

Ferrari di nuovo sul podio! Vettel perfetto, Leclerc indomabile

Più del titolo vinto da Hamilton, in fondo ha corso un campionato a due in cui l'unico avversario è stato quel Bottas che oggi ha mostrato tutti i suoi limiti, ha destato scalpore riaccendendo gli entusiasmi la rimonta delle due Rosse, scattate entrambe dalla sesta fila. Al via Leclerc ha subìto il lato meno gommato e più scivoloso della pista sprofondando nei bassifondi della classifica. Vettel ha corso alla....Vettel! Abbiamo finalmente rivisto il pilota veloce e capace di andare oltre alle difficoltà della sua Ferrari. Ad inizio gara si è reso autore del migliore scatto da fermo. Dopo pochi chilometri dietro le due Racing Point battistrada (!) c'era lui, terzo. La gara è stata pazza per tutti ed il tedesco non è mai stato il più rapido in pista ma è stato colui che ha sbagliato meno tenendo costantemente un ritmo adeguato. Leclerc è invece rinvenuto come una furia, sorpasso dopo sorpasso. Spesso è risultato il pilota più veloce ed è stato un vero peccato vederlo arrancare al via per colpe non sue. A fine gara il monegasco non si è accontentato di una terza posizione certa ma si è gettato all'inseguimento della seconda piazza occupata da un grandissimo Sergio Perez. All'ultimo giro ha raggiunto il messicano e lo ha passato, ma una staccata a ruote fumanti non gli ha permesso di tenere la giusta traiettoria. La Racing Point lo ha quindi sopravanzato e Vettel ha colto l'attimo, tornando su un podio che per lui non arrivava dal Gp del Messico dello scorso anno. All'interno di un'annata per la Scuderia di Maranello sportivamente disgraziata il terzo posto del tedesco, molto "attaccato alla maglia", autore di svariati errori nel passato recente ma capace anche di riportare la Rossa a lottare per il titolo nel 2017 e nel 2018, è un bagliore di luce inatteso e bello. Un voto positivo va oggi ad entrambi i piloti, anche a Leclerc appunto, tutto grinta e cuore, un vero animale da gara.

Stroll poleman, Perez secondo al traguardo: che weekend per Racing Point!

Poteva essere la grande domenica di Stroll, ma una strategia non ottimale lo ha privato di un podio ampiamente alla portata. Il nono posto finale non gli rende merito ma poco importa: la pole position ottenuta circa 24 ore prima è qualcosa che rimarrà per sempre nei ricordi degli appassionati e nelle statistiche più prestigiose: prima volta in carriera per lui e prima partenza al palo per la Racing Point. Da notare anche il ritorno alla pole position per un pilota canadese: non accadeva da Jerez 1997, la gara che incoronò Campione Jacques Villeneuve. Numeri a parte è da rimarcare la bravura sul bagnato di Stroll, imprendibile in prova e nella prima bagnatissima parte di gara. Con questa prestazione ha definitivamente zittito chi non gli riconosceva i giusti meriti, nonostante le vittorie ottenute nelle categorie inferiori, in quanto figlio di uno degli uomini più ricchi del mondo: Lawrence, possessore della squadra per la quale corre e che il prossimo anno diverrà Aston Martin. Non da meno è risultato il compagno di Lance, quel Sergio Perez che ancora non ha un contratto per l'anno prossimo: in qualifica è risultato terzo, in gara si è arreso solo ad Hamilton, avendo la meglio su quel pilota, Vettel, che il prossimo anno occuperà il suo sedile.

La pessima organizzazione turca esalta Mugello ed Imola

Evoluzioni dei piloti a parte è giusto evidenziare la cattiva organizzazione del Gran Premio di Turchia. Da biglietti proposti a soli tre euro in piena pandemia all'ovvia assenza di pubblico, fino ad una riasfaltatura sconsigliata dalla Federazione e da consulenti esterni ma ugualmente eseguita a ridosso del weekend di gara. Oltretutto utilizzando un manto appena adeguato per la normale circolazione stradale, figuriamoci per le vetture più veloci del pianeta! Venerdì i piloti non hanno contenuto le critiche ed abbiamo assistito a fuori pista, testacoda e giri lentissimi. Un fondo sporco, oleoso, oltretutto lavato nonostante la bassa temperatura atmosferica non ne consentisse un'adeguata asciugatura. Guardando ai ritorni ed alle prime volte di questo strano 2020 spicca ancora di più l'ottima organizzazione dei Gran Premi di Toscana e dell'Emilia Romagna. In vista delle prossime stagioni, Stefano Domenicali, prossimo Presidente e CEO della F1, pensaci bene!

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Liverani: "La squadra sta acquisendo compattezza". Parma, 7 novembre 2020 – Al termine del match tra Parma e Fiorentina, ecco il commento di Mister Fabio Liverani.

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Sabato, 07 Novembre 2020 14:13

Che cos'è il Paintball?

Ringraziamo Luciano Corzo, Presidente dell'Associazione Sportiva Dilettantistica Paintball Parma City, che ricopre inoltre il ruolo di allenatore per il team Parma Rangers, per la consulenza e per il materiale fotografico.

Pubblicato in Costume e Società Parma
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