Domenica, 09 Giugno 2019 23:51

Canada, la tomba della Formula 1 In evidenza

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Canada, la tomba della Formula 1 Fotografia "F1" Facebook page

Vittoria di Vettel, scacciacrisi per la Ferrari e scacciasonno per gli appassionati? Macchè. Una penalità assurda toglie alla Ferrari quanto di guadagnato sul campo e riduce ad insensato reality show la massima serie automobilistica.

di Matteo Landi

Doveva essere la vittoria della rinascita Ferrari. Dopo la strepitosa pole position conquistata sabato da Vettel, ed uno scatto impeccabile del tedesco allo start della gara, il ritorno al trionfo del quattro volte campione del mondo era praticamente certo, considerando la potenza della power unit di Maranello che ha permesso alle Ferrari di essere irraggiungibili ed insuperabili sugli allunghi del circuito che sorge sull'isola Notre Dame. La vittoria di Vettel avrebbe fatto bene non solo al morale dello stesso, a secco dal Gp del Belgio disputato il 26 agosto dello scorso anno, ma all'intera F1 in ricerca disperata di una seria antagonista alla schiacciasassi Mercedes, dominatrice della stagione in corso oltre che squadra campione del mondo dall'inizio dell'era turbo-ibrida datato 2014. La cavalcata di Vettel è stata meravigliosa, con un'unica, piccola, sbavatura. Hamilton è stato per il tedesco un pungolo costante per tutta la gara, ma, a pit stop completati, solo un'errore del leader della gara avrebbe permesso all'inglese di acciuffare la vittoria. Un'esitazione che è arrivata al 48esimo giro, quando Vettel sbanda alla seconda variante, va sull'erba e rientra in pista controllando la posizione su Hamilton, che non riesce ad approfittarne. Il tedesco lascia all'inglese lo spazio necessario per evitargli l'impatto con il muro. Il campione del mondo in carica alza il piede e resta dietro. Una manovra come le tante che si vedono abitualmente nella pancia del gruppo. Un ritorno al ruota a ruota nella lotta per la leadership che tanti attendevano con ansia, necessaria a riportare un pò di adrenalina in questo altrimenti abulico mondiale. Qualcosa a cui Hamilton e Mercedes non erano più abituati, ed infatti ecco servito il team-radio polemico del pilota inglese. A cui rispondono i commissari con cinque, vergognosi, secondi di penalità affibbiati al tempo di gara di Vettel.

La dignità persa dalla F1 e la rabbia di Vettel. Storia di una domenica insensata

A fine gara il tedesco è furioso. Va sotto il podio, dove dietro i cartelli che indicano i primi tre classificati manca la Ferrari n°5, abbandonata altrove dal pilota stesso. Vettel toglie il n°1 davanti alla vettura di Hamilton, perdendo definitivamente l'aplomb teutonico. Un gesto di rabbia, dopo una vittoria sfumata a causa di una decisione assurda, fischiata anche dal pubblico canadese. Il Gran Premio del Canada avrebbe potuto riaccendere i riflettori spenti da tempo su una F1 in crisi di consensi. Ed invece ne diviene la tomba definitiva. Da gladiatori, uomini che sfidavano le leggi della fisica e persino la morte, a burattini imbavagliati ed imbrigliati dal politically correct ed una Federazione che così facendo spegne definitivamente le luci su un mondiale che alla Mercedes, a meno di cataclismi, non potrà sfuggire. Il 9 giugno 2019 la F1, dispiace dirlo, è morta. Per risorgere avrà bisogno di ritrovare credibilità. Con gli occhi lucidi per l'addio di Lauda, abbiamo ricordato i gesti eroici di un'epoca che, oggi ne abbiamo la conferma, non tornerà mai più.

Leclerc terzo, completa un podio amaro

Hamilton primo, Vettel secondo. Recita la classifica falsata dalla già citata decisione non condivisibile dei commissari. Dietro di loro è giunto un buon Leclerc. Il monegasco stavolta non ha viaggiato sugli stessi ritmi del compagno di squadra. Se in Bahrain si trattò di podio amaro, anche oggi non ha potuto festeggiare come avrebbe voluto, fra i fischi dedicati ad Hamilton dal pubblico, alla faccia scura di Vettel, secondo ma moralmente primo. Si spera che presto riesca a brindare come merita.

Renault risorge e Ricciardo emoziona

Chi ha da gioire pienamente è la Renault, sesta e settima al traguardo con Ricciardo davanti a Hulkenberg. La competitività ritrovata dalla squadra francese ha del prodigioso. La forza d'animo messa in pista da Ricciardo è commovente. Vedere l'australiano lottare con le Red Bull è una gioia per gli occhi ed una rivincita nei confronti del destino che lo aveva allontanato dagli austriaci, dopo che agli stessi tanto aveva dato. Le caratteristiche della pista di Montreal sono uniche, ma si spera che Renault riesca ad assicurare a Ricciardo una vettura degna del suo talento, anche altrove.

Ridateci presto la Formula 1

Fra due settimane la Formula 1 tornerà in Europa. Si correrà in Francia. Oggi, il giocattolo è rotto. Raccogliere e mettere insieme i pezzi non sarà facile. Presto ci renderemo conto se a qualcuno, veramente, interessa. Mettetevi la mano sul cuore, cari commissari. Così non va.

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