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Venerdì 19 giugno all'Agriturismo Il Cielo di Strela (Compiano) imperdibile serata con uno dei grandi del cabaret italiano

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Per tutto il mese di giugno, un menù degustazione a 45 euro dedicato agli under 30

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Protocollo interno utile a una ripartenza in totale sicurezza, con modalità operative pratiche e chiare relative a gestione dello staff, accoglienza del cliente e comunicazione verso l’esterno

 Di Chiara Marando -

Per i soci del Parma Quality Restaurants il momento del lockdown e la chiusura forzata delle attività è stato interpretato come una opportunità per confrontarsi e proporre soluzioni e procedure concrete.

Un lavoro culminato nella stesura di un protocollo interno utile alla ripartenza in totale sicurezza, con modalità operative pratiche  relative a gestione dello staff, accoglienza del cliente e comunicazione verso l’esterno. Un vademecum con le regole da seguire per l'applicazione del Protocollo per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 del 14 marzo 2020 e del Protocollo della Regione Emilia Romagna relativo all'attività di somministrazione alimenti e bevande, che tutti i ristoranti del consorzio si sono impegnati a rispettare. Il tutto mediato dalla consulenza della dottoressa Luana Giusti, specialista ispezione alimenti O.A.

12 punti che riassumono una azione condivisa, per spiegare ai clienti come ospitalità e sicurezza siano criteri imprescindibili per la ripartenza dell’attività lavorativa che gradualmente, dal 18 maggio al 1° giugno, ha riguardato tutti i soci del Parma Quality Restaurants.

Si tratta di indicazioni quali: favorire le prenotazioni orarie per evitare attese inutili al clienti; scelta di soluzioni digitali o usa e getta per i menù; pulizia dei tavoli con cambio tovaglie a ogni rotazione dei clienti; distanziamento fra tavoli tale da garantire almeno 1 metro fra commensali di postazioni diverse; uso di mascherine per il personale di cucina e sala; monitoraggio della salute del personale all’ingresso.

«Si tratta logicamente di misure che rispecchiano in pieno le direttive nazionali e regionali e che sono frutto di un lungo percorso che ha messo attorno a un tavolo, seppur virtualmente, tutto il gruppo del Parma Quality Restaurants, ancora prima che fossero presentate le linee guida ufficiali – spiega il presidente Andrea Nizzi -. Fra i presupposti del nostro consorzio c’è la collaborazione e il lavoro di squadra e questa imprevedibile situazione che siamo stati costretti ad affrontare, ha dimostrato che insieme è più facile rialzarsi e che aiutandosi a vicenda le difficoltà non sono insormontabili. Proprio per questo, siamo sempre aperti al dialogo con gli altri colleghi, mettendo a disposizione di tutti il disciplinare redatto».

«Fin da subito è risultato chiaro che la riapertura non sarebbe stata facile, che occorreva rimboccarsi le maniche e porre al primo posto la sicurezza come valore base per avere fiducia dagli ospiti – prosegue Nizzi -. E questo protocollo vuole diventare una specie di garanzia in più per i clienti che stanno tornando a vivere l’esperienza ristorativa nei nostri locali e che giustamente chiedono di poterlo fare in sicurezza”.

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Dal 1° giugno un’iniziativa promozionale nella cornice del progetto Parma UNESCO Creative City of Gastronomy per sostenere i ristoratori parmensi colpiti dall’emergenza Covid-19: il Tasty Box, con i prodotti delle filiere simbolo della Food Valley parmense, ai clienti che torneranno a frequentare i ristoranti del territorio. Progetto che coinvolge Comune di Parma, Fondazione Parma UNESCO Creative City of Gastronomy, Parma Quality Restaurants, i Consorzi di Parmigiano Reggiano DOP e Prosciutto di Parma DOP e aziende come Barilla, Delicius, L’Isola D’Oro, Mutti, Parmalat, Rizzoli Emanuelli, Rodolfi Mansueto e Zarotti. Coordinamento di Parma Alimentare e di “Parma, io ci sto!”.

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Il presidente del Parma Quality Restaurants, Andrea Nizzi, interviene con preoccupazione dopo il via libero all’apertura dei locali lunedì 18 maggio e le indiscrezioni trapelate circa le modalità

Di Chiara Marando -

La riapertura anticipata prevista per le attività di bar e ristoranti si avvicina, ma i dubbi e le paure rimangono.

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Mercoledì, 15 Aprile 2020 15:45

I Love Italian Food

Nasce "Support Italian Food Warriors" il progetto per sostenere gli autentici chef e ristoratori italiani, in Italia e nel mondo.

Una serie di masterclass in cui gli chef condivideranno i propri segreti culinari con i clienti e gli appassionati di cucina italian.

Gli chef e i ristoratori, a tutti i livelli, in questo periodo di emergenza sanitaria internazionale legata al coronavirus, stanno combattendo una vera e propria battaglia per la sopravvivenza, con i locali chiusi in molti Paesi, Italia in primis, e spesso l'impossibilità di poter attingere ad altre forme di sostentamento. Una battaglia che non è soltanto importante per le loro attività, ma anche per la salvaguardia di uno dei più grandi e importanti patrimoni culturali e produttivi che rendono l'Italia eccellenza mondiale nel cibo e nella ristorazione.

Chef e ristoratori oggi sono quindi impegnati in veste di guerrieri che lottano per questo grande obiettivo. Da qui è nata "Support Italian Food Warriors" l'azione, lanciata da I Love Italian Food in collaborazione con Kaiti expansion e Italian Food Studio.

Spiega Alessandro Schiatti, Amministratore delegato e cofondatore di I Love Italian Food: "In questo momento di lockdown globale abbiamo dato vita ad una piattaforma per offrire ai ristoratori un modo per continuare a parlare con i loro clienti, creando una nuova esperienza culinaria che gli permetterà di raccogliere sostegno morale ed economico, in modo concreto, immediato e diretto. I ristoratori potranno condividere, attraverso masterclass on line i segreti dei propri piatti con i clienti e con tutti gli appassionati di cucina italiana, raccogliendo un contributo che ogni ristoratore potrà utilizzare per sostenere la propria attività o anche devolvere a cause a lui care. Il progetto, che I Love Italian Food ha presentato agli operatori nei giorni scorsi, ha già raccolto molte adesioni, e la collaborazione di numerose associazioni in Italia e nel resto del mondo che riuniscono migliaia di chef e ristoratori. Ed è sostenuto da un Team virtuoso di aziende sostenitrici di i Love Italian Food, tra le quali Carpigiani, Fior di Maso, Montanari Gruzza e Monti Trentini. Questo progetto è nato da noi ma è di tutti i ristoratori, di tutti gli appassionati di cucina italiana e di tutte quelle realtà che, come noi, lavorano ogni giorno per tutelare i professionisti italiani e promuovere la nostra cultura enogastronomica a livello internazionale".

Le masterclass saranno divulgate attraverso la piattaforma webinar, a partire dal 18 aprile e fino al 28 giugno 2020.

Per avere tutte le informazioni è possibile visitare il sito www.100per100italian.it

Tra le realtà che hanno scelto di sostenere Italian Food Warriors ci sono: Associazione italiana chef New York; UCI – Unione Cuochi Italiani; ItChefs; Global School Palazzo Italia; ACI – Associazione Cuochi Italiani; Italian Feeds America; le delegazioni di Belgio, Argentina, Polonia e Francia della Federazione Italiana Cuochi; il Gruppo Italiano di New York; la Federazione Internazionale Pasticceria, Gelateria e Cioccolateria; Italian Food #Moltobuono, Authentico e Future Food Network.

I Love Italian Food è una realtà che promuove e difende la vera cultura enogastronomica italiana nel mondo. Creata a Reggio Emilia, nel cuore della Food Valley nel 2013 da un gruppo di amici appassionati di cibo italiano, oggi è una grande community internazionale che nel 2017 ha raggiunto più di un miliardo di contatti digitali in tutto il mondo.

Un progetto nato dalla convinzione che il futuro dell'Italia sia strettamente legato al futuro del comparto agroalimentare nazionale, e alla capacità dello stesso di espandersi ed affermarsi ulteriormente nel mondo. Già oggi è infatti uno degli aspetti più amati e ricercati dell'Italia all'estero, oltre a rappresentare un settimo della nostra economia.

Kaiti expansion opera da 25 anni nel settore marketing e comunicazione, promuovendo l'immagine e i valori di numerose aziende ed enti pubblici. Con le sue sedi a Reggio Emilia, Roma e Milano, Kaiti expansion è strutturata in un network di aree aziendali, che lavorano in sinergia tra loro per offrire progetti personalizzati e flessibilità operativa.

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Si è spento questa mattina, all’Ospedale Maggiore di Parma, Francesco Bigliardi. Aveva 72 anni. Se n’è andato a pochi giorni di distanza dal fratello Claudio. Lascia la moglie Ida Marmiroli e le due figlie Francesca e Michela.

Sempre sorridente, gentile e con quel suo modo di fare accogliente, Francesco rappresentava una delle colonne della ristorazione parmigiana. Insieme alla sua adorata moglie Ida gestiva la storica Trattoria Masticabrodo, un angolo di genuina tradizione, quasi all’ingresso di Torrechiara, dove poter trovare non solo ristoro e delizia, ma anche e soprattutto un clima famigliare e confortevole. Un luogo dove sentirsi a casa.

Ma la loro storia di coppia della ristorazione è iniziata molti anni prima, quando per lungo tempo sono stati capaci di far conoscere e apprezzare la loro cucina alla Trattoria del Tribunale, nel centro di Parma.

Mai fermo, sempre disponibile e pronto ad aiutare e consigliare, Francesco era parte integrante e attiva del Consorzio Parma Quality Restaurants, dove rappresentava un punto di riferimento professionale e umano.

Pubblicato in Cronaca Parma

Gli chef di Parma Quality Restaurants impegnati nel preparare e consegnare in corsia pasti caldi per gli operatori sanitari impegnati nel contrasto al Coronavirus. Attive anche realtà come Barilla, Centro Agroalimentare, Fratelli Galloni e Parmalat, che hanno deciso di donare alimenti a favore dell’Ospedale Maggiore di Parma

Di Chiara Marando -

Siamo in un momento di paura, di stallo e incertezza. Un clima che mina pesantemente la nostra visione dell’oggi e del domani, ma che ci sta anche facendo ritrovare il senso di “mutuo soccorso”, la volontà di poter dare un contributo concreto, seppur nel nostro piccolo, per una causa più grande: quella della salute comune. Ecco quindi che ogni realtà si sta attivando per fornire aiuto e un minimo sollievo a chi ogni giorno si trova in prima linea, alla ricerca, alle strutture sanitare.

In questo contesto di bisogno, anche Parma UNESCO Creative City of Gastronomy si è mobilitata a fronte dell’emergenza Covid-19. A lanciare l’idea è stato il Parma Quality Restaurants, consorzio di circa 30 ristoratori del nostro territorio, presieduto dallo chef Andrea Nizzi. Un appello raccolto da Comune di Parma, Parma Alimentare e associazione “Parma, io ci sto!”, subito pronti nell’aprire un canale di dialogo con la Direzione dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma.

Ecco quindi che da alcuni giorni i medici e il personale del Pronto Soccorso e dei reparti dell’Ospedale Maggiore di Parma, impegnati costantemente nella gestione dell’emergenza Covid-19, ricevono direttamente in corsia pasti gratuiti curati appunto dagli chef di Parma Quality Restaurants.

Il cibo è gioia, è piacere di stare insieme: in un momento difficile per noi operatori della ristorazione, a causa della chiusura forzata dei locali, abbiamo deciso di fare rete e di mettere il nostro tempo e il nostro talento in cucina a disposizione di chi è in prima linea al fianco dei cittadini nella lotta a un nemico tanto invisibile quanto pericoloso - spiega chef Andrea Nizzi, Presidente di Parma Quality Restaurants - Con il nostro piccolo gesto speriamo di poter regalare un momento di sollievo agli operatori sanitari dell’Ospedale Maggiore”.

Ma il Consorzio di ristoratori non è stata la sola realtà pronta a intervenire in questa situazione, anche alcune aziende alimentari parmensi hanno deciso di donare cibo al personale che opera all’interno dell’Ospedale Maggiore di Parma, come atto simbolico di gratitudine e riconoscenza nei confronti di medici, infermieri e volontari: è il caso di Barilla, Centro Agroalimentare, Fratelli Galloni e Parmalat.

“È un grande orgoglio far parte di una squadra composta dagli amici del Parma Quality Restaurant e da aziende come Barilla, Centro Agroalimentare, Fratelli Galloni e Parmalat – commenta Cristiano Casa, Assessore al Turismo e al progetto UNESCO del Comune di Parma - Tutte realtà sempre vicine al territorio e alla città, sia quando le cose vanno bene, sia in un momento come questo, di grave emergenza. A loro va il nostro ringraziamento: come Amministrazione, è un onore e un privilegio avere al nostro fianco soggetti con questa sensibilità”.

Progetti e segnali di aiuto che verranno portati avanti per tutta la durata dell’emergenza. E non si tratta di una iniziativa chiusa, tutte le aziende food del territorio parmense possono dare il proprio contributo. L’invito è di contattare Parma Alimentare e l’associazione “Parma, io ci sto!”, così da agire in modo coordinato.

Una dimostrazione di grande solidarietà e impegno, per la quale la Direzione dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma ha voluto ringraziare tutti gli attori a nome del personale impegnato nei reparti.

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I ristoratori di Parma uniti in un appello comune per far fronte all’emergenza che ha colpito l’economia generale: tra cancellazioni, eventi persi e tavoli vuoti, la speranza è quella di un ritorno alla normalità.

Di Chiara Marando -

Quella che si sta per concludere è stata una settimana surreale dal punto di vista della vita quotidiana, della normale gestione di impegni, famiglia e lavoro. Una settimana sospesa. Una settimana di paura crescente che ha bloccato tutti noi, portando a un brusco e doloroso calo dal punto di vista economico.

Perché il timore legato al Coronavirus ci ha reso guardinghi verso il prossimo, paralizzati all’idea di parlare faccia a faccia con gli altri, di uscire per prendere un aperitivo, di entrare in un ristorante per gustare un pranzo o una cena in compagnia. Non mi soffermerò sulla psicosi da “attacco incontrollato dei supermercati”, piuttosto vorrei dare voce alle richieste di aiuto che provengono dai ristoratori. In pochi giorni la situazione nei locali di tutto il nord Italia è diventata “nera”.

La nostra città, la Parma Capitale della Cultura 2020, sembra deserta. Un quadro triste, desolante e ingiustificato. Perché ciò che dobbiamo fare non è stravolgere le nostre vite, semplicemente porre la giusta attenzione, seguire le indicazioni che arrivano dal Ministero della Salute, che poi non sono altro che il decalogo delle buone abitudini di igiene e vivere quotidiano, magari con qualche accorgimento in più.

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Quindi perché smettere di godere di un buon pasto fuori casa, comodamente seduti a tavola in uno dei tanti ristoranti a disposizione?

Sono proprio loro a lanciare un appello accorato, dopo giorni di prenotazioni saltate, eventi cancellati e tavoli vuoti. Questo quanto è emerso dalla chiacchierata con alcuni di loro.

 “Quella che abbiamo appena trascorso è stata una settimana disastrosa per l’intero comparto della ristorazione parmigiana, proprio com’è successo nel resto della Penisola – spiega Enrico Bergonzi, presidente Parma Quality Restaurants - Confrontandosi con i vari colleghi è emerso un quadro molto preoccupante, con danni economici che in molti casi si ripercuoteranno sul lungo periodo. E tutto questo è accaduto da un giorno all’altro, oltretutto in un momento dove si iniziavano a pianificare investimenti e nuove assunzioni, stimolati dagli effetti di Parma Capitale italiana delle Cultura e dai numerosi eventi in programma, senza dimenticare l’apertura della stagione fieristica. Sicuramente la presenza del Coronavirus in Italia richiede delle scelte politiche e sanitarie di un certo tipo, necessarie per contenere il contagio, ma occorre restare con i piedi per terra e la mente lucida. Parma non rientra in nessuna zona rossa o gialla, si può continuare a uscire, frequentare negozi e ristoranti, sperando nella riapertura di scuole e luoghi di cultura. I ristoranti, così come le pizzerie, i bar, i negozi non sono mai rientrati negli obblighi di chiusura stabiliti dalla Regione a causa del Cov-19 o siamo stati soggetti a controlli particolari. Quello che ci terremmo a sottolineare è che continuare a frequentare i ristoranti non è pericoloso”.

Mariano Chiarelli (Ristorante I Du Matt, Parma): “Dopo un inizio anno molto buono, con il ristorante praticamente sempre pieno, siamo all’improvviso passati a faticare a ricevere prenotazioni e questo per un locale si traduce in costi, oltretutto non pianificati. La situazione è davvero preoccupante, occorre che le istituzioni pensino seriamente ad azioni a sostegno del comparto che sta subendo un contraccolpo immotivato. Il panico generale causato da una cattiva informazione sta provocando un effetto a catena disastroso. Serve un segnale forte che ridia fiducia alle persone”.

Andrea Nizzi (Ristorante 12 Monaci, Fontevivo): “Domenica sera siamo andati a dormire pensando alle prenotazioni confermate in occasione di Mercanteinfiera e lunedì mattina è stato tutto annullato. Mai vista una cosa del genere in trent’anni che faccio questo lavoro. Tutto il mese di marzo cancellato. Cene, eventi fieristici, catering, accordi con il personale già presi per gestire al meglio tutto e invece ora dobbiamo ridurre al personale l’orario di lavoro. E poi i fornitori, ai quali devi disdire gli ordinativi, perché non è possibile fare scorta di materie prime. È un effetto domino che sta travolgendo tutti, ma non possiamo arrenderci. Anzi, occorre riprendere un po’ di fiducia. Io sono un ottimista per natura e sono convinto che con la riapertura delle scuole la situazione possa ritornare lentamente alla normalità. Riaprire gli istituti scolastici sarebbe un segnale molto importante per ridare serenità e fiducia ai cittadini”.

Davide Censi (Trattoria Antichi Sapori, Gaione): “Sono senza parole, abbiamo ricevuto il 90% di disdette. Una nazione è stata messa in ginocchio. Il panico che si è creato ha fatto più danni del virus stesso”.

Filippo Cavalli (Osteria dei Mascalzoni, Parma): “Prima era tutto uno squillare del telefono per le prenotazioni, ora le chiamate sono solo per disdire. È una situazione assurda e molto preoccupante. Vedere via Farini deserta e i negozi del centro vuoti è devastante. C’è stato un crollo emotivo enorme che sta portando a reazioni fuori controllo. I gruppi che avevano prenotato fino a metà mese, hanno già chiamato tutti per disdire. E poi le aziende che annullando le trasferte, annullano di conseguenze le prenotazioni ristorative e alberghiere. Stavo valutando una nuova assunzione, ma non so se posso più permettermelo, perché se le presenze nei ristoranti non ripartono, sarà l’intero sistema a collassare”.

Angelo Cammarata (Ristorante La Forchetta, Parma): “Da inizio settimana la clientela è calata molto. Da oggi sembrerebbe ci sia una lenta ripresa, speriamo continui così perché il danno causato da una non corretta gestione della comunicazione sta producendo conseguenze irreparabili. La chiusura improvvisa delle scuole ha generato il panico assoluto, le persone hanno perso ogni sicurezza. La nostra prima preoccupazione sono stati i dipendenti e la loro tutela. Confidiamo che ci sia presto un segnale forte che restituisca fiducia a tutti”.

Nico Tamani (Ristorante La Vecchia Fucina, Bannone di Traversetolo): “Noi questa settimana siamo riusciti a lavorare un pochino a mezzogiorno con i pranzi di lavoro, ma la sera è stato il nulla. E i musei chiusi hanno aggravato la situazione, anche il weekend si prospetta tutt’altro che roseo. Noi approfittiamo del tempo a disposizione studiando i piatti della primavera, in attesa di momenti migliori. Io cerco di farmi tornare il buonumore preparando la nostra famosa zuppa inglese. Certamente però serve un segnale forte perché la situazione non può continuare così”.

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Gare singole e a squadre, il nuovo contest Street Food e il Contest Ragazzi Speciali, dove la cucina diventa vera e propria strada verso l’inclusione.

Di Chiara Marando -

Si è conclusa la quinta edizione dei Campionati della Cucina Italiana 2020, la più importante e completa competizione italiana per tutte le categorie della cucina, organizzata dalla Federazione Italiana Cuochi, in collaborazione con IEG – Italian Exhibition Group, all'interno del Beer&Food Attraction, svoltosi a Rimini dal 15 al 18 febbraio scorsi.

Sono stati oltre 1.500 i cuochi presenti, provenienti dall'Italia e dall'estero, per 4 giorni di gare con altrettante cucine pronte a ospitare le competizioni a squadre, 6 laboratori dedicati alle gare dei singoli, 45 giudici, oltre a giornalisti chiamati a decretare i migliori cuochi italiani di categoria.

Come ogni anno, nel corso del primo giorno, si è svolto il Contest Ragazzi Speciali presieduto questa volta dallo chef stellato Stefano Ciotti del ristorante Nostrano di Pesaro. Una ulteriore dimostrazione di quanto la cucina sia espressione di passione e inclusione, un luogo dove abbattere e combattere le barriere. Due batterie di partecipanti, composte da un ragazzo del IV o V anno con programmazione scolastica differenziata e un suo compagno di scuola in veste di tutor. Vincitori per la cucina fredda sono stati Martina Amicone e Giuseppe Marinucci dell’IPSOAR F. De Cecco di Pescara, mentre per la calda Alessia Bruno e Alessandro Lo Presti dell’IPSSEOA Pietro Piazza di Palermo. Tutti i partecipanti hanno ricevuto un particolare riconoscimento e il diploma di partecipazione al concorso.

Durante le varie giornate, oltre alle gare di cucina calda, cucina fredda per singoli e squadre, la pasticceria da ristorazione e l’artistica, il contest “Street Food”, una prima assoluta che ha visto i cuochi sfidarsi in una categoria nuova e avvincente. Uno sguardo approfondito sulla grande varietà dei cibi di strada e la cultura gastronomica italiana in generale,  viaggiando sensorialmente da nord a sud del Bel Paese.

“Siamo molto soddisfatti – ha dichiarato Rocco Pozzulo, presidente nazionale della Federazione Italiana Cuochi – perché ogni anno cresce il numero dei cuochi partecipanti e questo rappresenta un elemento molto importante per la crescita della cultura gastronomica del paese che evidenzia la vo-lontà di mettersi in gioco per confrontarsi con un regolamento molto rigoroso che impone allo stesso tempo disciplina, competenze tecniche e creatività, tre fattori che assumono ancor più valore se sono adottati nella formazione delle nuove generazioni di cuochi”.

Questi tutti i premi assegnati ai Campionati della Cucina Italiana 2020:

Artistica Junior Singolo, Marco Andronico;

Artistica Senior Singolo, Laura Maria Novi;

Cucina Calda Junior Singolo, Maria Anna Migliozzi;

Cucina Calda Senior Singolo, Fabio Mauro Tommaso Gallo;

Pasticceria da ristorazione Junior Singolo, Matteo Collura;

Pasticceria da ristorazione Senior Singolo, Sarah Cucchiara;

Mistery Box Cucina Calda, Daniele Piccoli, Davide Patat;

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