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Di Giuseppe Pedrazzini, 77 anni, non si avevano notizie da due mesi. L’insistenza di amici e parenti che non riuscivano a mettersi in contatto con lui ha fatto scattare le indagini. I cani molecolari hanno trovato il corpo vicino a casa. Interrogata la moglie, la figlia e il genero.

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Grazie al PSR frane della Regione ER di oltre 3 milioni di euro 14 territori reggiani e 13 modenesi hanno beneficiato di indispensabili opere di messa in sicurezza. Tra i comuni coinvolti oltre ai due capoluoghi: Baiso, Casina, Castelnovo Monti e Toano, ma anche Frassinoro, Pavullo, Palagano, Serramazzoni, Sassuolo, Polinago e Lama Mocogno. Oltre a Palanzano, nel Parmense

 TOANO – “Nell’ultimo anno numerosi interventi sono stati portato avanti per consolidare l’assetto idrogeologico del territorio toanese, grazie all’impegno del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale: parliamo di lavori consistenti, per i quali sono stati necessari investimenti cospicui. Sono ovviamente interventi molto importanti perchè rendono più sicuro il territorio”.

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La vittima è il ventenne Federico Pellini. Dopo aver perso il controllo dell’auto è sceso ed è precipitato in un contenitore d’acqua profondo quattro metri. Inutili i soccorsi

Pubblicato in Cronaca Reggio Emilia

Intervento finanziato dalla Regione con 370mila euro. Il presidente Bonaccini: “Fondamentale continuare a investire sui luoghi dell’istruzione e della formazione, a maggior ragione nelle aree montane”

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Un intervento che presenta aspetti peculiari: per riprodurre le sepolture lo scultore Dario Tazzioli utilizzerà solo gli strumenti disponibili più di 3.000 anni fa.

Sul versante dell’altura su cui sorge il monumento più nobile e conosciuto del territorio toanese, la Pieve di Santa Maria in Castello, si trova un altro monumento, forse meno noto date le sue caratteristiche, ma anch'esso con una storia secolare alle spalle e un ruolo importante dai tempi antichi a quelli moderni.

Si tratta di un castagno. Anzi del “Castagno del Partigiano”, come è conosciuto in zona: e non è eccessivo parlare di un monumento, perché se è difficile dare un’età precisa a questa grande pianta, è certo che ha diversi secoli, informazione facilmente desumibile dalle sue dimensioni e caratteristiche.

Pubblicato in Ambiente Reggio Emilia
Mercoledì, 09 Gennaio 2019 10:06

Toano, l'eliambulanza anche di notte.

In caso di necessità atterrerà nel campo sportivo del capoluogo. L'assessore Roberta Ruffaldi: "E' un servizio prezioso che va a supportare la nostra Croce rossa e le altre organizzazioni e strutture socio-sanitarie del territorio"

Toano, 9 gennaio 2019. "L'istituzione del servizio di elisoccorso diurno e notturno è un risultato significativo che va ad integrare e potenziare le prestazioni di emergenza curate dalla nostra Croce rossa": così Roberta Ruffaldi, assessore alla sanità, annuncia con soddisfazione l'accordo raggiunto con l'Ausl reggiana, che prevede la messa a disposizione del campo sportivo del capoluogo per l'atterraggio e il decollo degli aeromobili.

"L'attività - sottolinea l'assessore Ruffaldi - si avvale del sistema regionale di elisoccorso Hems, Helicopter emergency medical service, cioè il servizio medico di emergenza con mezzi aerei, che ha basi attive a Parma, Pavullo nel Frignano, Bologna e Ravenna".

In particolare il volo notturno, che è gestito dalla sede bolognese, "richiede specifiche attenzioni - spiega Erica Bondi, responsabile dell'ufficio lavori pubblici - con la necessità di operare su idonee elisuperfici, che nel nostro caso è stata individuata nel campo da calcio, di proprietà parrocchiale ma in uso al Comune. In caso di determinate operazioni di soccorso o di interventi di protezione civile, l'area potrà essere utilizzata anche da elicotteri dei vigili del fuoco e delle forze dell'ordine".

La centrale operativa del 118 "cui facciamo riferimento a livello territoriale - continuano Roberta Ruffaldi ed Erica Bondi - è quella di Parma, che in merito alla conduzione delle emergenze con eliambulanza e al controllo dell'area si rapporterà con la Croce rossa locale, alla quale abbiamo affidato il compito. E' stata anche installata sul posto una cassetta di custodia con le chiavi di accesso, che permetterà un rapido espletamento delle operazioni di soccorso e d'imbarco dei pazienti e delle équipe sanitarie".

Conclude l'assessore Ruffaldi: "E' un servizio prezioso per il nostro territorio, che qualifica ancora di più la rete comunale d'intervento per i casi di emergenza e di urgenza, gestiti in modo encomiabile dai volontari della Croce rossa in collaborazione con le altre organizzazioni e strutture di carattere sociale e sanitario presenti nel toanese".

 

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Mercoledì, 08 Agosto 2018 11:49

Nuovi scavi in Castello per una storia più ricca

Il programma delle ricerche illustrato da Nicola Mancassola, docente dell'Università di Bologna, archeologo ed esperto medievista, che condurrà sempre l'iniziativa, della durata di due settimane

Toano. Lunedì (6 agosto) sono ripresi gli scavi archeologici alla pieve di Santa Maria in Castello, che avranno la durata di due settimane. "E' un'iniziativa di notevole importanza - rileva Vittorina Canovi, assessore alla cultura - che fa seguito alla campagna della scorsa estate, il cui successo ci ha spinti a proseguire in nuove ricerche sul campo per fare ulteriore luce sulla storia del nostro territorio, con particolare riferimento al castello scomparso e alla chiesa romanica che è giunta fino a noi, seppur tra tante vicissitudini, e che un tempo ne faceva parte".

La nuova indagine "sarà sempre condotta - continua l'assessore Canovi - dall'Università di Bologna, Dipartimento di storia culture civiltà, sotto la guida del professor Nicola Mancassola, archeologo ed esperto medievista, in accordo con Ufficio diocesano per i beni culturali, diretto da monsignor Tiziano Ghirelli e con la Parrocchia del capoluogo, nonché con il supporto e il finanziamento del Comune, della 'Antica fabriceria', di Panaria Group e di altri soggetti privati. Ringraziamo inoltre il Coro matildico Valdolo, che offrirà alloggio agli archeologi e ai volontari".

Il programma prevede "da un lato - spiega Nicola Mancassola - la prosecuzione dello scavo all'esterno dell'abside della pieve, con l'obiettivo di indagare le fasi medievali della chiesa e poter determinare, attraverso lo studio delle sepolture presenti in quell'area, il primo periodo di frequentazione del colle a scopi religiosi. Parallelamente si procederà nella valutazione del deposito archeologico in nuovi settori della sommità, in particolare nel grande spiazzo a nord dell'area perimetrale settentrionale del luogo di culto ed eventualmente nei pressi della facciata dello stesso. In tal modo sarà possibile avere un'idea di come fosse articolata quella porzione del castello, di cui allo stato attuale delle ricerche non si conosce nulla".

Sottolinea poi il docente universitario: "Una parte dei ricercatori procederà infine nel rilievo e nello studio analitico degli alzati della pieve, in modo da porre in evidenza le varie fasi costruttive, dall'età medievale a quella moderna, e definire così con precisione i settori ricostruiti dall'architetto Baldini a partire dal secondo dopoguerra quando la chiesa, in abbandono e fortemente danneggiata, venne restaurata e ripristinata nella forma attuale".

L'Amministrazione comunale "è grata al professor Mancassola, alla sua équipe e a tutti gli enti, associazioni e gruppi che, in vari modi e sotto diversi aspetti, contribuiscono alla nuova campagna archeologica - conclude Vittorina Canovi - con la certezza che emergeranno nuovi significativi elementi sul passato del toanese".

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Giovedì, 05 Luglio 2018 07:50

Il castagno del partigiano, uno spettacolo

Il Castagno del Partigiano. E' un albero monumentale cavo e Mario Ghini è il suo custode - Servì da rifugio durante i rastrellamenti nazisti. L'assessore Vittorina Canovi: "Una pianta suggestiva e ricca di storia. Ringraziamo chi lo sta curando e valorizzando"

(Toano, 3 luglio 2018). Si narra che durante la seconda guerra mondiale servì da rifugio per chi cercava di fuggire ai rastrellamenti nazisti. E' il cosiddetto "castagno del partigiano", che fa parte dei cento alberi monumentali reggiani illustrati in una pubblicazione dell'assessorato provinciale all'ambiente.

"E' un maestoso esemplare dal fusto cavo - spiega Vittorina Canovi, assessore comunale - inserito in un castagneto secolare che si estende nel versante nord di monte Castello, ai piedi della millenaria pieve del capoluogo. Si tratta di una pianta suggestiva e ricca di storia, che sta rivivendo un nuovo periodo di splendore grazie alla cura e alla passione del toanese Mario Ghini, che ringraziamo per la sua opera di valorizzazione".

Ghini, 77 anni, risiede a Bagnolo in Piano ma ha avuto sempre nel cuore il "suo" Toano, che lasciò all'età di vent'anni. "Da quando sono in pensione - racconta - io e mia moglie trascorriamo la metà dell'anno, o poco meno, in montagna. La nostra casa è a circa duecento metri dal vecchio castagno, di cui ho ricordi fin da bambino. Un tempo quel bosco apparteneva ai miei avi, ed ora a lontani parenti che vivono nel milanese. Mio padre Biagio, prima della guerra, aveva sfruttato l'incavo dell'albero per custodire i conigli. Poi, al tempo della resistenza, fu un perfetto nascondiglio per i partigiani".

La cavità è di notevoli dimensioni. "Il diametro è attorno ai due metri e mezzo - sottolinea Mario Ghini, che era operatore ecologico nel comune bagnolese - e dentro ci si sta comodamente in piedi, perché in altezza si raggiungono i tre metri circa. Ho risistemato la 'porta', utilizzando gli stessi cardini che aveva messo il papà. Ho ripulito l'albero e il verde attorno, ed ho riaperto il sentiero di accesso. Ora è visitabile e ammirabile. All'interno ho inserito una lampadina alimentata a batteria. Nei giorni scorsi hanno transitato, fra gli altri, alcuni sportivi in ritiro in paese e li ho invitati ad entrare. Erano in cinque e c'era ancora posto. E' uno spettacolo".

Continua l'assessore Canovi: "Siamo grati al 'custode' Ghini per quanto ha fatto e sta facendo per rivalutare questo vero e proprio monumento verde, che racchiude anche la 'memoria' di tante vicende umane, felici e meno liete, vissute da diverse generazioni di toanesi. Un castagno che nella sua lunghissima vita ha subito diverse peripezie, pur essendo ancora alto una decina di metri. La sua cima è infatti crollata per cause naturali, indebolita dall'attacco della carie del legno".

E' comunque un albero "da salvaguardare e da mettere in risalto - conclude Vittorina Canovi - in quanto simbolo di una 'civiltà', quella della castagna, ancora molto presente nella nostra storia. Si tratta di un frutto che in passato ha sfamato tanti montanari ma che ha anche favorito lo sviluppo di un originale patrimonio culturale, ricco di tradizioni, culinarie e non solo, e antichi saperi. La lavorazione dei castagneti e dei loro prodotti, accompagnata da vecchi attrezzi e pratiche ormai scomparse, hanno infatti caratterizzato per secoli il faticoso operare dell'uomo nel bosco".

 

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