Lunedì, 06 Maggio 2024 12:54

Il baseball, dall'esordio negli Stati Uniti ai campioni parmigiani

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Il baseball, dall'esordio negli Stati Uniti ai campioni parmigiani Jacob Wackerausen

Il baseball venne inventato nel 1839 a Cooperstown, negli Stati Uniti. Nacque nelle colonie americane dallo sviluppo di rounders e cricket.

É uno sport molto popolare nel Nord America. È molto educativo perché insegna il rispetto delle regole, dei ruoli, dei compagni e degli avversari.

In Italia il baseball è nato dopo lo sbarco degli americani ad Anzio durante la seconda guerra mondiale. Il baseball fu portato in Italia da Guido Graziani che nel 1919 organizzò partite a Roma, ma per un suo trasferimento l'evento non si fece.

Il secondo tentativo fu fatto da uno dei pionieri del baseball Mario Ottino conosciuto con lo pseudonimo di Max Ott. Lo scopo del gioco è di riuscire a correre per conquistare le tre fasi e far ritorno a casa-base senza farsi eliminare dalla squadra avversaria. L'uomo dei sogni un noto film americano invita a credere nei propri mezzi, a non rinunciare ai propri sogni.

Nel 1976 inizia l'era della Germal grande baseball con lo sponsor della Salvarani e comincia così una nuova vita per il batti e corri. Mario Salvarani insieme a Notari e Giulio Montanini creò una squadra vincente. Ragazzi vissuti nei borghi e altri giovani provenienti dall'estero.

Il 19 settembre 1976 si ricorda che a Grosseto Giorgio Castelli bomber parmigiano fece il 100 HR festeggiato dai compagni di squadra.

Il grande baseball è nato dalla passione di questi giovanissimi che giocavano sugli argini della Parma, poi in Cittadella e successivamente al Tardini prima di arrivare ad avere il loro diamante dove collezionare scudetti e Coppe dei Campioni.

In Emilia Romagna ci sono 36 squadre divise in girone A e B. In Emilia Romagna le squadre che praticano il baseball ad alti livelli sono Parma, Bologna, Rimini e San Marino.

Si potrebbe paragonare il gioco del baseball ad una scuola di vita dove si impara fin da piccoli a stare in gruppo e a fare sacrifici. I valori che insegna il gioco di squadra sono lo spirito di competizione e il senso di appartenenza. Nell album dei ricordi rimangono esperienze incancellabili, vittorie sconfitte ma soprattutto resta la consapevolezza di aver realizzato il sogno che con tanta forza e perseveranza i veri campioni sono riusciti a realizzare con spirito di umiltà e profondo sacrificio.

Anna Rita Drapchind