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Editoriale:  - L'Unità, fallita! -Lattiero caseario. Precipita il burro.  - Cereali e dintorni. Tra incertezza e volatilità. - Assistenza diretta alla gestione aziendale durante e dopo l’emergenza sanitaria - FederUnacoma: l’agricoltura rischia la crisi per le mancate risposte del Governo - Davide contro Golia: il Consorzio Parmigiano Reggiano costringe il colosso americano Campbell’s a cambiare le sue etichette. -  

SOMMARIO Anno 19 - n° 17 26 aprile 2020
1.1 editoriale
L'Unità, fallita! 
3.1 lattiero caseario Lattiero caseario. Precipita il burro.   
4.1 Bis lattiero caseario Lattiero caseari. tendenza
5.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Tra incertezza e volatilità.
6.1 cereali e dintorni tendenze.
7.1 cereali e dintorni Cereali
8.1 imprese e crisi  Assistenza diretta alla gestione aziendale durante e dopo l’emergenza sanitaria
9.1 parmigiano reggiano  Davide contro Golia: il Consorzio Parmigiano Reggiano costringe il colosso americano Campbell’s a cambiare le sue etichette. 
8.1 clima e rischio idrogeologico  Coldiretti, rischio idrogeologico su terreni aridi. In regione piogge regolari, a tratti intense, ma non dureranno.
9.1 macchine agricole FederUnacoma: l’agricoltura rischia la crisi per le mancate risposte del Governo
10.1promozioni “vino” e partners
11.1 promozioni “birra” e partners

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Domenica, 26 Aprile 2020 10:18

L'Unità, fallita! 

Il riferimento ovviamente non è al noto quotidiano della sinistra, peraltro sincero nella sua posizione di parte, ma all'unità tanto invocata dal Presidente della Repubblica. Ma tra balle e cose non dette l'unità politica non si trova. A rischio anche quella tra nord e sud. 
 
Di Lamberto Colla 26 aprile 2020 - 65esimo giorno dell'anno 1 dell'era  COVID-19 e 46° pandemico - domenica –  Il Presidente Sergio Mattarella non perde occasione per invocare l'unità, almeno per sconfiggere il comune nemico dal nome di un videogioco: Covid-19. 
 
Ma niente da fare. Tra balle raccontate da ogni schieramento a piccoli e grandi tradimenti consumati all'interno sia dell'opposizione sia della compagine governativa, tutto prosegue nel segno del caos, nella incertezza e nelle promesse mai mantenute e smentite a poche ore di distanza. 
 
Irresponsabili! Fa bene il Presidente Mattarella a richiamare, ma dovrebbe essere più incisivo, meno pacato nei suoi interventi verso gli uni e gli altri, richiamando all'ordine anche l'esercito di consulenti raramente d'accordo tra loro ma molto attratti dalla TV e dai media in genere, magari capaci di inventarsi qualche fake news da smontare, anche se era stata in precedenza una verità di un suo collega o della sua stessa precedente vita.  
 
Ormai si stanno raggiungendo limiti che potrebbero risultare pericolosi da valicare tra distanze sociali, distanze siderali tra politica e popolo, e ormai anche tra nord e sud.

Il Covid sta facendo uscire il peggio da tutti. Dal governatore campano che chiuderà ai veneti e lombardi al Feltri di Bergamo che provoca con la teoria della mancata diffusione al sud del covid-19 conseguenza dalla inoperosità della gente meridionale.  
 
Infine, se si aggiunge che a colpo d'occhio, e non solo, il governo della emergenza è a trazione "posteriore" (Conte, Arcuri, Colao &C.) il gioco è fatto e lo sforzo di Giuseppe Garibaldi potrebbe presto venir meno, soprattutto se dovesse passare l'ipotesi del commissariamento della Lombardia. 
 
Utile sarebbe invece che i tanti piloti della barca facessero un esame di coscienza e cominciassero a tacere e ad ascoltare molto di più il popolo e il loro Presidente Sergio Mattarella del quale riportiamo il discorso di ieri. 

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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 25 aprile ha inviato il seguente messaggio: 


  
«Nella primavera del 1945 l’Europa vide la sconfitta del nazifascismo e dei suoi seguaci. 
  
L’idea di potenza, di superiorità di razza, di sopraffazione di un popolo contro l’altro, all’origine della seconda guerra mondiale, lasciò il posto a quella di cooperazione nella libertà e nella pace e, in coerenza con quella scelta, pochi anni dopo è nata la Comunità Europea. 
  
Oggi celebriamo il settantacinquesimo anniversario della Liberazione, data fondatrice della nostra esperienza democratica di cui la Repubblica è presidio con la sua Costituzione. 
  
La pandemia del virus che ha colpito i popoli del mondo ci costringe a celebrare questa giornata nelle nostre case. 
  
Ai familiari di ciascuna delle vittime vanno i sentimenti di partecipazione al lutto da parte della nostra comunità nazionale, così come va espressa riconoscenza a tutti coloro che si trovano in prima linea per combattere il virus e a quanti permettono il funzionamento di filiere produttive e di servizi essenziali. 
  
Manifestano uno spirito che onora la Repubblica e rafforza la solidarietà della nostra convivenza, nel segno della continuità dei valori che hanno reso straordinario il nostro Paese. 
  
In questo giorno richiamiamo con determinazione questi valori. Fare memoria della Resistenza, della lotta di Liberazione, di quelle pagine decisive della nostra storia, dei coraggiosi che vi ebbero parte, resistendo all’oppressione, rischiando per la libertà di tutti, significa ribadire i valori di libertà, giustizia e coesione sociale, che ne furono alla base, sentendoci uniti intorno al Tricolore. 
  
Nasceva allora una nuova Italia e il nostro popolo, a partire da una condizione di grande sofferenza, unito intorno a valori morali e civili di portata universale, ha saputo costruire il proprio futuro. 
  
Con tenacia, con spirito di sacrificio e senso di appartenenza alla comunità nazionale, l’Italia ha superato ostacoli che sembravano insormontabili. 
  
Le energie positive che seppero sprigionarsi in quel momento portarono alla rinascita. Il popolo italiano riprese in mano il proprio destino. La ricostruzione cambiò il volto del nostro Paese e lo rese moderno, più giusto, conquistando rispetto e considerazione nel contesto internazionale, dotandosi di antidoti contro il rigenerarsi di quei germi di odio e follia che avevano nutrito la scellerata avventura nazifascista. 
  
Nella nostra democrazia la dialettica e il contrasto delle opinioni non hanno mai, nei decenni, incrinato l’esigenza di unità del popolo italiano, divenuta essa stessa prerogativa della nostra identità. E dunque avvertiamo la consapevolezza di un comune destino come una riserva etica, di straordinario valore civile e istituzionale. L’abbiamo vista manifestarsi, nel sentirsi responsabili verso la propria comunità, ogni volta che eventi dolorosi hanno messo alla prova la capacità e la volontà di ripresa dei nostri territori. 
  
Cari concittadini, la nostra peculiarità nel saper superare le avversità deve accompagnarci anche oggi, nella dura prova di una malattia che ha spezzato tante vite. Per dedicarci al recupero di una piena sicurezza per la salute e a una azione di rilancio e di rinnovata capacità di progettazione economica e sociale. A questa impresa siamo chiamati tutti, istituzioni e cittadini, forze politiche, forze sociali ed economiche, professionisti, intellettuali, operatori di ogni settore. 
  
Insieme possiamo farcela e lo stiamo dimostrando. 
  
Viva l’Italia! Viva la Liberazione! Viva la Repubblica!»   
  
  
Roma, 25/04/2020 

Pubblicato in Politica Emilia
Domenica, 19 Aprile 2020 10:46

"C'era una volta un virus tanto buonino…”

In questa pandemia il caos e la disinformazione hanno regnato soprattutto nelle stanze del potere e sui media mainstream, e vorrebbero invece mettere il bavaglio a quelli che cantano fuori dal coro. Segnali inquietanti di limitazione del diritto d'opinione che andrebbero a sommarsi alla libertà individuale soppressa da quasi due mesi.
 
Di Lamberto Colla 19 aprile 2020 - 58esimo giorno dell'anno 1 dell'era  COVID-19 e 39° pandemico - Domenica.
 
"C'era una volta un virus tanto buonino, che dalla Cina era venuto a farsi un giretto nel più Bel Paese al mondo…"  Potrebbe iniziare così la favola che le prossime generazioni racconteranno ai loro bimbi prima di metterli a letto.
 
Ma è anche la favoletta che hanno raccontato a noi mentendo sapendo di mentire, per poi coprire il disastro con la "bugia" del "E' una cosa straordinaria, ha preso tutti impreparati" e per finire, pur montando una catasta di cadaveri portati via da colonne di camion militari, "il modello Italia  adesso è osservato da tutto il mondo".
 
Un modello d'alta ingegneria che ha necessitato di oltre 300 consulenti alle dirette dipendenze del Premier per scalare la classifica delle inefficienze e dei contagi, dei morti e soprattutto per sottolineare la "straordinaria difficoltà". E così il comitato tecnico scientifico, il primo a insediarsi al posto del governo, ha partorito il "lockdown", il solito incomprensibile parolone anglofono utile a addolcire la pillola della carcerazione domiciliare. Un modello unico dall'efficacia straordinaria, già utilizzato con successo dai nostri avi per la peste e altre epidemie del passato, anche di manzoniana memoria, e che se non ha perfettamente funzionato è solo colpa dei runner  solisti in piena campagna, delle mamme col passeggino e dei cani che portano in giro i loro fedeli umani.
 
La favola iniziava raccontando che il nostro servizio sanitario era così performante che non avrebbe fatto permeare nessun virus. E' tanto vero che il virus hanno cercato di farlo sfogare proprio all'interno di un importante ospedale milanese, ma purtroppo è fuggito anche da lì, oltre che da Wuhan.
 
A gennaio quindi  ci raccontavano la bella favoletta che il coronavirus era "meno invasivo di una influenza" e all'Orco di Salvini" intimavano di   non creare inutili quanto irresponsabili allarmismi. Ancora a metà febbraio con l'hastag #Milanononsiferma, replicato in molte altre città come ad esempio la ex Capitale Italiana della Cultura Parma2020 #Parmanonsiferma, si è contagiato, con un cordiale aperitivo nella "Milano da Bere" dei Navigli,  il Governatore del Lazio e plenipotenziario del PD, la spina dorsale del Governo, che ancor prima di Boris Johnson, è stato quindi punito dall'unico vero, democratico e sincero soggetto della favoletta: il VIRUS.
 
E già, perché della pericolosità "loro" già sapevano tant'è che il 31 gennaio (pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 1 febbraio 2020) venne messo nero su bianco dal Governo che nei successivi 6 mesi ci sarebbe stata una grave emergenza sanitaria. Ma niente, la divulgazione del decreto manco per idea, e anzi il 29 gennaio per il  Ministro Speranza (Sanità) non c'è alcun pericolo. “C’è un bombardamento mediatico tale che le persone reagiscono, ma in questo momento nel nostro Paese non c’è alcuna emergenza e non c’è una necessità” di procurarsi mascherine protettive. Ad assicurarlo il ministro della Salute, Roberto Speranza, ad Adnkronos Live. Quello che dobbiamo fare – ha aggiunto – è provare a costruire le condizioni per cui il Paese fa tutto quello che è possibile per alzare il livello di attenzione, ma al tempo stesso bisogna evitare un allarmismo che dal nostro punto di vista è eccessivo”.
 
Probabilmente aveva anch'egli ascoltato quelli che sarebbero poi diventati il comitato tecnico scientifico, i guru e padroni della pandemia e di noi stessi. Un primo gruppo di tecnici, probabilmente insufficienti, che sono stati affiancati dal super commissario Arcuri, che avrebbe dovuto requisire e trasformare le fabbriche per produrre quanto di necessario all'interno dei confini italici, un progetto di "autarchia" (forse sarebbe meglio dirlo in inglese ma è troppo simile all'italiano: autarchy) stranamente di mussoliniana  memoria, poi seguito dal "comitato per le fake news", quindi dal club dei 17 di Colao, gli specialisti della ripartenza, economica e sociale orfani però di un imprenditore. Ma se ne contano quasi una decina di comitati e forse qualcuno è ancora da scoprire per circa 300 tecnici qualificati.
 
"Task Force" a go-go per cosa? Per esser gli ultimi al mondo a aprire, gli ultimi a erogare finanziamenti, peraltro non a fondo perduto bensì a debito, nonostante la campagna di propaganda governativa che martellavano sulla inaudita quantità di liquidità messa a disposizione, 400 e passa miliardi, una potenza di fuoco mai vista prima, vantava Conte dal suo pulpito televisivo, dei quali a oggi si è visto solo la miccia spenta. Una garanzia sui prestiti che verrà anche poco sfruttata grazie, si fa per dire, alla burocrazia, il vero salvagente del governo.
 
Le favolette che ci hanno raccontato hanno finito per far partire un contagio straordinario e un altrettanto straordinario numero di decessi, tra i quali quasi 130 medici che montano a quasi 160 se si contano gli infermieri. Le promesse di pinocchio sugli aiuti alle imprese fanno sempre parte del disegno di "sedare" una popolazione che ancora vuol credere alla "Bella e alla Bestia" e alle altre favole dal finale “E vissero felici e contenti...”, che per di più è reputata responsabile della diffusione del contagio pur stando chiusa in casa a sopportare un Governo ombra di tecnici che è supportato da un Parlamento "ombra" di oltre 300 consulenti che non si capisce cosa stiano facendo.
 
In tutto questo bailamme di comunicazioni, volutamente tendenziose o addirittura false sapendo che lo sono, dobbiamo pure sorbirci la storiella degli "editori seri" quelli che le fake news non le diffondono. 
E allora Sepulveda è morto causa "cent'anni di solitudine" e un "Burioni prima maniera che assevera che non ci sarebbe stato alcun contagio a quello di seconda generazione che cavalca principescamente l’idea “che bisogna chiudere tutto".
 
Le fake news di Stato sono perciò concesse e dovranno invece esser perseguite le "opinioni" contrarie al pensiero supremo di “Conte & C.” perché qualcuno, qualche irreprensibile tecnico della task force contro le fake news, deciderà che sono delle falsità e perciò alienabili, dimenticando che l'articolo 21 della Costituzione preserva il diritto di opinione.
 
Pensate non sia vero? Allora prendiamo a esempio il caso di David Puente Debunker di Open (rivista di Mentana) e componente della Task Force contro le fake news, che stigmatizza le opinioni di altri giornalisti schierati, pensa lui, dalla parte "sovranista", tra i quali inserisce anche Giulietto Chiesa e la sua Pandora TV perché ospiterebbe personaggi controversi e Vittorio Sgarbi  perché in Parlamento (luogo principe della libertà di espressione) ha sostenuto tesi negazioniste sul coronavirus e avrebbe chiesto di indagare Bonafede. Poi c'è Andrea Purgatori, anchorman de La7, che aveva mandato in onda un video che mostrava l'assalto col drone al convoglio del  generale iraniano Qassem Soleimani, che altro non era che un videogioco, narrato come se fosse il racconto "video verità", piuttosto che la ex ministra Beatrice Lorenzin che prima da Vespa e poi a "Piazza Pulita" raccontava della epidemia di morbillo di 200 e 270 bambini di Sua Maestà deceduti, poi accertato che addirittura in un anno i decessi erano stati pari a zero. In tutti questi casi, nessuna rettifica dai giornalisti e dagli editori, salvo le scuse del TGCOM24 per l'errore di associare lo scrittore Luis Sepulveda al romanzo di Garcia Marquez Cent'anni di Solitudine.
 
E questi sarebbero, insieme a una schiera lunghissima di tanti altri che vengono al momento risparmiati, i detentori della verità e addirittura i censori delle opinioni altrui?
 
Passi la limitazione di libertà per il bene collettivo e comunque per un periodo circoscritto, ma che non si metta il bavaglio alla informazione e soprattutto alle opinione di chicchessia. E' la stessa Costituzione che lo prevede all'articolo 21!
 
E che i "benpensanti" sinistri si mettano la coscienza in pace! La bocca, sin che è attaccata al cervello, non smetterà mai di parlare.
Meglio invece che facciano una revisione e riconnettano essi stessi i neuroni all'apparato boccale per esprime una loro autonoma opinione e non solo per deglutire, faticosamente a causa di un disturbo di salivazione dovuto a un eccesso di generosità…
 
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LINK:
Sepulveda muore in cent'anni di solitudine (scuse di TGCOM24: https://www.tgcom24.mediaset.it/cultura/sepulveda-le-nostre-scuse-per-il-titolo-sbagliato_17329113-202002a.shtml)
 
Il ministero della verità: https://youtu.be/mvDrRYvqBfo
 

Speranza: https://www.secoloditalia.it/2020/01/coronavirus-il-ministro-speranza-tranquillizza-gli-italiani-potete-mangiare-cibi-cinesi/
 
Galli: https://www.sanitainformazione.it/salute/coronavirus-galli-direttore-malattie-infettive-sacco-primi-indicatori-positivi-da-due-giorni-in-cina-cresce-meno-in-italia-soli-tre-casi-importati/
Galli: No allarmismi - https://www.youtube.com/watch?v=f_367gz8KF0

 
Burioni: https://www.adnkronos.com/salute/2020/02/02/virus-burioni-italia-rischio-zero_4dqZ5UUAKtxSKUIhRYlvqJ.html
 
Video Burioni contro burioni: https://www.youtube.com/watch?v=CqaMrZDqMHU&feature=share&fbclid=IwAR02UyG4xa0wwP5hCX7dCqVbciCMbu6M5y00iHAHGT5Xvn0ZQgxob1mYcfY
 
I Comitati "Task Forse" https://www.linkiesta.it/2020/04/coronavirus-conte-task-force-musil/
 
Morti di stato GDE: https://www.gazzettadellemilia.it/politica/item/27025-morti-di-stato-a-fine-gennaio-conte-firma-decreto-in-cui-annuncia-6-mesi-di-emergenza-sanitaria.html
 


 
... l’Italia s’è desta e “andrà tutto bene”!

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Editoriale:  - "C'era una volta un virus tanto buonino… “ - Lattiero caseario. Latte e materie grasse in forte discesa. - Cereali e dintorni. Il Covid sta mettendo a dura prova la tenuta dei mercati - Coronavirus: con il Cura Italia, le imprese agricole potranno accedere in maniera diretta al fondo di garanzia - In Emilia-Romagna la manodopera stagionale per l'agricoltura si cerca online. -

SOMMARIO Anno 19 - n° 16 19 aprile 2020
1.1 editoriale
"C'era una volta un virus tanto buonino… “
3.1 lattiero caseario Lattiero caseario. Latte e materie grasse in forte discesa.   
4.1 Bis lattiero caseario Lattiero caseari. tendenza
5.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Il Covid sta mettendo a dura prova la tenuta dei mercati.
6.1 cereali e dintorni tendenze.
7.1 cereali e dintorni Cereali
8.1 coronavirus e manodopera  Coronavirus. In Emilia-Romagna la manodopera stagionale per l'agricoltura si cerca online.
9.1 agricoltura e fondo covid-19 Coronavirus: con il Cura Italia, le imprese agricole potranno accedere in maniera diretta al fondo di garanzia
10.1promozioni “vino” e partners
11.1 promozioni “birra” e partners

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Editoriale:  - Buona Pasqua e ... risorgeremo migliori! - Lattiero caseario. Listini in discesa. - Cereali e dintorni. Anticipare le prenotazioni- SOS  per le campagne: subito manodopera e macchine, prima che sia troppo tardi - Richiesta di manodopera in agricoltura: il territorio fa squadra


SOMMARIO Anno 19 - n° 15 12 aprile 2020
1.1 editoriale
Buona Pasqua e ... risorgeremo migliori!
3.1 lattiero caseario Lattiero caseario. Listini in discesa.   
4.1 Bis lattiero caseario Lattiero caseari. tendenza
5.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Anticipare le prenotazioni.
6.1 cereali e dintorni tendenze.
7.1 cereali e dintorni Cereali
8.1 coronavirus  Covid-19, campagne invase da pedoni e ciclisti.
8.2 meccanica e covid-19  SOS  per le campagne: subito manodopera e macchine, prima che sia troppo tardi
11.1 coronavirus Coronavirus. Dalla Regione un nuovo pacchetto di misure per sostenere l'agricoltura.
12.1 agricoltura e lavoro Richiesta di manodopera in agricoltura: il territorio fa squadra
13.1promozioni “vino” e partners
14.1 promozioni “birra” e partners

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Domenica, 12 Aprile 2020 07:48

Buona Pasqua e ... risorgeremo migliori!

Buona Pasqua!  Come raramente accade, questo augurio interpreta la realtà, la speranza di un nuovo tempo della vita di ciascuno di noi. Ma toccherà a noi la ricostruzione sperando di di mantenere vivo il ricordo di questa esperienza che, in modo più o meno grave, lascerà i segni di ferite che quotidianamente dovranno ricordarci: io c’ero!
 
Di Lamberto Colla Parma 12 aprile 2020 - 51esimo giorno dell'anno 1 dell'era  COVID-19 e 32° pandemico - Domenica di PASQUA
 
Stiamo tutti vivendo una situazione anomala, strana e con un futuro che potrebbe essere incerto ma anche straordinariamente positivo se riusciremo a cogliere l'occasione di cambiamento.
 
Paradossalmente  è un'opportunità che ci viene offerta da un invisibile e terrificante virus, che presumibilmente ha toccato pesantemente o quantomeno solo sfiorato ognuno di noi, ma nessuno sarà passato completamente indenne.
 
Il sentiero è lungo e dobbiamo acquisire coscienza che il calvario non terminerà con la vittoria sul nemico ma, dopo l’euforia della vittoria, vivremo la crisi da impotenza. 
 
In tantissimi realizzeranno di non avere chance per riprendere la vita congelata in quel lontano 21 febbraio 2020 e potrebbero precipitare in un pozzo nero e profondo dal quale potranno uscire solo con la solidarietà. Quel sentimento attivo che gli italiani hanno sempre posseduto e che in momenti di crisi si è fatto portatore di straordinari racconti.
 
Questa del 2020 sarà una Pasqua di meditazione solitaria, un momento, volenti o nolenti, di raccoglimento.
 
Dobbiamo cogliere l’occasione per pensare e per selezionare le note positive di ciascuno di noi, grazie alle quali potremo riposizionarci diventando ancor più fieri protagonisti del nostro futuro.
 
Non dobbiamo lasciarci coccolare dall’inedia e dalla commiserazione, non dobbiamo farci vincere dalla rabbia e dall’invidia, non possiamo credere che all’apertura delle “gabbie”  torneremo come prima, ma dovremo attrezzarci per guardare il nuovo mondo con gli occhi di una persona che ha riacquistato la vista e con l’animo di un bambino che ogni giorno fa una nuova scoperta e aggiunge una nuova conquista.
 
Dobbiamo rinascere dal nostro profondo, levitare col pensiero per raggiungere ogni angolo della terra e della conoscenza e finalmente imparare a apprendere dalla storia per pianificare il miglior futuro.
  
E' perciò, con rinnovato ottimismo, che Auguro a tutti Voi e alle vostre famiglie una Serena Pasqua!
 
... l’Italia s’è desta e “andrà tutto bene”!

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Pubblicato in Politica Emilia
Domenica, 05 Aprile 2020 09:38

Il pesce d'aprile di CovINPS & C.

 La solidarietà arriva persino da "PornHub", disposto a sostenere il server di INPS per meglio far fronte agli accessi contemporanei per prenotare l'indennità.  Il 1° d'aprile, al caos dell'INPS, si è associato quello sulla interpretazione della circolare esplicativa del Gabinetto del Ministero dell'Interno in merito alle autorizzazioni alle uscite che ha avuto necessità di una ulteriore esplicitazione.
 
Di Lamberto Colla Parma 5 aprile 2020 - 44esimo giorno dell'anno 1 dell'era  COVID-19 e 25° pandemico  - Non bastasse il coronavirus, ci si mettono anche le strutture governative a sostenere il caos. Vero che gli italiani sono abilissimi a gestire le complessità, ma quello che è accaduto il 1° d'aprile non doveva accadere.
 
Una combinazione straordinaria di inefficienze e di difetti comunicativi che, in epoca diversa, avrebbe potuto far pensare a un ben riuscito Pesce d'Aprile.
 
Partiamo dalla circolare del Ministero dell'Interno del 31 marzo che nella esplicazione dell'interpretazione sulle modalità di uscita di casa per bambini, inabili e anziani ha fatto trascorrere una notte insonne a diversi Governatori (Fontana e De Luca i più inalberati) e ai sindaci in prima linea a combattere l'invisibile e micidiale nemico venuto dalla Cina.
 
Come già avevamo sottolineato in un passato recente che di "demagogia si può morire", altrettanto si può dire della "Burocrazia" e del  suo inconfondibile e inqualificabile linguaggio a uso e consumo dell'estensore. 

Nello specifico il passaggio incomprensibile che ha scatenato l'ira di molti e le speranze dei reclusi ai domiciliari è il seguente (in allegato l'intera circolare del 31 marzo):
"Resta non consentito – si legge nella circolare del Viminale – svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto ed accedere ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici". Inoltre "l’attività motoria generalmente consentita non va intesa come equivalente all’attività sportiva (jogging), tenuto anche conto che l’attuale disposizione tiene distinte le due ipotesi, potendosi far ricomprendere nella prima camminare in prossimità della propria abitazione".

Viminale-stralcio.jpg
 
L'interpretazione che si è immediatamente diffusa è stata di un allentamento della maglia delle disposizioni,  che secondo i detrattori, avrebbe potuto vanificare i pregressi sacrifici. Una spiegazione talmente mal compresa che in giornata lo stesso Presidente del Consiglio è dovuto intervenire a rimarcare che nulla era cambiato e che si doveva stare a casa.
 
Ma il 1° d'aprile è stato anche il giorno del varo della piattaforma INPS abilitata a ricevere le domande per l'indennità dei 600 euro COVID-19.
L'aspettativa dell'esercito degli autonomi era alta e così, appena aperta la piattaforma, posto che era trapelato che la domanda fosse particolarmente semplice da compilare, seppure si fosse  già diffusa notizie dallo stesso Pasquale Tridico presidente dell'Ente, sulla limitazione dei fondi per cui avrebbero potuto goderne solo i primi arrivati, grazie al Click Day, notizia poi smentita dagli esponenti governativi, si è scatenato l'inferno.
 
Chi avesse tentato di accedere al sito nelle prime giornate ha potuto toccar con mano l'inconsistenza del portale. Nella migliore delle ipotesi sarebbe caduto sulla videata che riportava il messaggio: "la pagina richiesta non è al momento disponibile , si prega di riprovare più tardi. Per ritornare al sito cliccare www.inps.it altrimenti sarebbe rimasto in attesa per lunghi minuti a fissare la rotellina che indica il caricamento, o si veniva deviati a altre pagine, non sempre nobili e eleganti.
 
Nessun messaggio di "scuse", né dal sito e tantomeno dai vertici dell'istituto. Addirittura, il giorno seguente, la Ministra del lavoro e delle politiche sociali Nunzia Catalfo, intervenuta alla trasmissione del mattino di Radio 102.5, condotta da Pierluigi Diaco, Fulvio Giuliani e Giusi Legrenzi, ha dichiarato che il presidente dell'Inps "ha già spiegato che il sito ha subito diversi attacchi che si sono intensificati nella giornata di ieri e per questo è stato messo in sicurezza per alcune ore, alla riapertura le domande sono continuate ad arrivare. Stamattina all'una le domande pervenute erano già 517.529 e contemporaneamente il sito, sino a mezzanotte, ha subito un ulteriore attacco molto importante ma è riuscito comunque a rimanere in piedi.” 
Quindi una giustificazione bella che pronta per scaricare, ancora una volta, responsabilità su altri. In questa circostanza a essere accusati sono stati i terribili Hacker intervenuti a intralciare i piani del Governo.
 
Ma nemmeno dalla Ministra è giunta una parola di scuse, anzi una perentoria difesa dell'operato di Tridico e del suo staff. 
 
Vale perciò la pena di ascoltare l'intervista rilasciata ai conduttori di Non Stop News.
Al minuto 2,25, a seguito della domanda posta del giornalista Fulvio Giuliani, così risponde la Ministra delle Politiche del lavoro:
"Innanzitutto mi consenta di ringraziare il presidente dell'INPS e il suo staff che hanno lavorato giorno e notte per affrontare una emergenza totalmente fuori dalla quotidianità a metter su procedure che riguardano e arriveranno a milioni di italiani…".
 
Sogno o son desto? Chiunque avesse ricevuto una domanda come quella posta da Giuliani che riproponiamo, non avrebbe dovuto e potuto rispondere in quel modo per rispetto del conduttore ma ancor più di tutti gli italiani: "Ci permetta di tornare da dove siamo partiti, - sottolinea Fulvio Giuliani - vale a dire alla terribile giornata di ieri del sito dell'INPS. Non solo il crash, ma anche addirittura, per alcuni minuti, la diffusione di dati sensibili,  conti bancari, numeri di telefono di utenti. Possiamo dire Signor Ministro  che non si tratta di cercare il colpevole ma di assumersi la responsabilità e che è ingiustificabile quello che è accaduto e onestamente non sarebbe dovuto accadere: dovevamo organizzarci meglio" .
 
A fronte di un così dettagliato e vergognoso quadro  la risposta della Ministra è quella sopra riportata,  nessuna scusa, anzi elogi all'inefficienza a dimostrazione di quanto sia distante la realtà da chi ci governa.
 
Ben venga quindi la provocatoria offerta di PornHub ,che con i suoi 40 milioni di utenti giorno, si è offerto di prestare i suoi server per gestire la complessità di non più di 4 milioni di utenze.

PornHub_e_INPS.jpg
 
Che dire? Solo Vergogna!

Purtroppo questa è una guerra e da qui ... l’Italia s’è desta e “andrà tutto bene”!

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Video Reggio Emilia deserta dal drone di Marco Pesci: https://www.youtube.com/watch?v=M6HdMJ-mSmw

Video auto con megafoni:
sissa https://youtu.be/9nYpLedfLj4
Felino: https://youtu.be/pd7A3p45bnI

Video Parma deserta Francesca Bocchia:
https://youtu.be/mHsEb7Rlk9Q
https://youtu.be/pIL8wrhjPIo

CovINPS - https://www.gazzettadellemilia.it/politica/item/26772-tafazzi-gongola-col-covinps-19-e-dimentica-il-referendum-costituzionale-del-29-marzo.html


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Pubblicato in Politica Emilia
Domenica, 29 Marzo 2020 11:04

Un uomo solo al comando.

C’è poco tempo per redimersi. Vale per i cattolici ma anche per il Presidente Conte che non può perdere l’occasione di fare ripartire una vita sociale e economica entro pochissimi giorni. Non vuol dire togliere le prescrizioni e accorciare le distanze, ma buttare una coperta di soldi sugli italiani, molti dei quali, oltre alla libertà, ben presto rischieranno di perdere lavoro e dignità. Allora le cose precipiteranno. Ultima chiamata per un uomo che vuol essere solo al comando.

Di Lamberto Colla Parma, 29 marzo 2020 - 37esimo giorno dell'anno 1 dell'era COVID-19 e 18° pandemico - domenica.
 
Con l’ultimatum ai falchi dell’Europa, Giuseppe Conte è riuscito a segnare un punto a suo favore. Probabilmente, dall'inizio della crisi virale, è solo il primo ma dobbiamo augurarci che venga accompagnato anche da molti altri. 
E’ un augurio “bipartisan” che dovrebbe venire anche da coloro che hanno tenuto nota della lunga lista di errori commessi e che alla fine gli vorranno addebitati. Errori commessi in autonomia o, ancor peggio, sotto suggerimento di qualche “consigliori” non proprio all’altezza della delicata e grave situazione nella quale siamo caduti.
 
Non si può più ipotizzare in quale situazione ci troveremmo se quegli errori, figli del “peccato originale” riassumibile in una inqualificabile sotto stima del problema.
 
Ma quel che è certo è che ad oggi sono stati superati i 10.000 decessi, una cinquantina di camici bianchi che verranno pianti dalle loro famiglie e dei quali nemmeno conosciamo i loro nomi ma ai quali dobbiamo la nostra vita, un decimo della forza sanitaria è contagiata (a Roma ben 1/3 dei ricoverati sono medici e infermieri) e il tessuto economico della micro piccola impresa è già sull'orlo del precipizio. Molti lavoratori sono sulla soglia degli ammortizzatori sociali che per buona parte di costoro altro non è che l'anticamera della disoccupazione. Molti autonomi, l'esercito delle partite iva ad esempio, sono con i motori spenti dal 22 febbraio, e non potranno tirare la cinghia per molto tempo ancora. E che ne sarà di quei figli e nipoti che contavano sulla paghetta proveniente dal portafoglio dei nonni, oggi venuti a mancare per il beneficio dell'INPS (CovINPS-19), che con la loro pensione arrotondavano i ridotti ricavi degli stagisti, aiutavano i loro giovani in cerca di prima occupazione, confortavano quelle donne e uomini di mezza età buttati fuori anzitempo dal mondo del lavoro.
Che ne sarà di quelli la cui salvezza era il lavoro fuori casa, utile a mantenere distanti le incomprensioni di una vita in comunione mal vissuta e ora costretta entro 4 mura senza sfoghi e spazi di privacy. 
 
Se l'uomo solo al comando non prenderà in mano la seconda fase, in modo più tempestivo della prima, l'entropia sociale scaricherà una violenza inaudita nelle strade e allora non ce ne sarà più per nessuno.
 
I nostri 007 hanno già dato indicazioni in tal senso, seppure il buonsenso avrebbe dovuto attivare i neuroni politici anche senza l’ausilio dell'informativa dell'intelligence.

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Quindi, se il Governo "Conte 2" (dove sono spariti gli altri componenti del Governo, i loro leader di partito e le forze di opposizione?) è arrivato tardi all'appuntamento con il "coronavirus" non può perdere il treno della rinascita ma ancor prima della messa in sicurezza dei più emarginati e del tessuto imprenditoriale di piccolo cabotaggio, quello che rappresenta la base del tessuto socio economico dell'Italia.
 
Giuseppe Conte verrà giudicato, insieme ai suoi fiancheggiatori, per l'infausto approccio al contagio, riuscendo a mettere in discussione anche l'eccellenza sanitaria (o forse non era così eccellente) del nostro Paese. Non voglio immaginare cosa sarebbe stato se questo democratico virus avesse risalito la penisola invece di discenderla.
 
Ma il giudizio potrà subire delle correzioni se la seconda fase, che Giuseppe Conte vorrà attivare nelle prossime ore, darà risposte ben diverse dalla prima.
 
Il primo intervento di cui dovrebbe pentirsi e perciò eliminare dovrebbero essere le pesanti sanzioni disposte con l'ultimo decreto. La diffusione del contagio non è responsabilità dei runner e dei cani che si portavano a spasso i loro padroni, ma più facile fossero quei 20 milioni di operatori che continuavano a vagare per lavoro, a causa di una ritardatissima presa di coscienza del problema e del suo contagio ipervirulento.
 
Alla gente non piace esser cazziati e mazziati e il "tafazzismo" può esser di moda al "Transatlantico" ma non lo è nella vita civile!
 
Giuseppe Conte deve cercare la solidale complicità con la popolazione che, a differenza di quello che tentano di far credere, sta dando gran prova di maturità.

E infine diciamo basta al solito ritornello che "nessuno al mondo aveva previsto questa pandemia".

Cercare giustificazioni per il proprio operato macchiato di un grave "peccato originale" e per di più fare riversare la responsabilità sulla popolazione che sta perdendo amici e familiari, soldi e dignità, oltre alla libertà, non è bello e nemmeno salutare.
 
Attenzione a quello che fate! Non è una minaccia, è un generoso consiglio che vien dalla base silente e "oppressa".

Siamo in una situazione talmente grave che anche il Pontefice è intervenuto in modo straordinario.

RM_27mar2020-indulgenza_plenaria-Papa_3.jpg

Papa Francesco, claudicante in silenziosa solitudine, ha pregato sotto la pioggia per il mondo intero officiando la Benedizione Urbi et Orbi e invocato una Indulgenza Plenaria, (l’indulgenza è la totale o parziale remissione, cioè la cancellazione, della pena temporale dovuta per i peccati già confessati e perdonati sacramentalmente) un perdono globale che ha raggiunto i tanti deceduti (27.000 in tutto il mondo, 10.000 dei quali sono italiani) e a favore dei tanti che ancora lasceranno la vita terrena e per coloro che assistono i malati e bisognosi. Un'indulgenza plenaria specifica per il "coronavirus" che vale la pena di leggere direttamente dal decreto della Penitenzieria apostolica pubblicato lo scorso 20 marzo: «Si concede l’Indulgenza plenaria ai fedeli affetti da Coronavirus, sottoposti a regime di quarantena per disposizione dell’autorità sanitaria negli ospedali o nelle proprie abitazioni se, con l’animo distaccato da qualsiasi peccato, si uniranno spiritualmente attraverso i mezzi di comunicazione alla celebrazione della Santa Messa o della Divina Liturgia, alla recita del Santo Rosario o dell’Inno Akàthistos alla Madre di Dio, alla pia pratica della Via Crucis o dell’Ufficio della Paràklisis alla Madre di Dio oppure ad altre preghiere delle rispettive tradizioni orientali, ad altre forme di devozione, o se almeno reciteranno il Credo, il Padre Nostro e una pia invocazione alla Beata Vergine Maria, offrendo questa prova in spirito di fede in Dio e di carità verso i fratelli, con la volontà di adempiere le solite condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre), non appena sarà loro possibile»
 
Confidiamo quindi anche nella fede, che per troppi di noi sarà l’unica spalla alla quale potranno appoggiarsi. 

Purtroppo questa è una guerra e da qui ... l’Italia s’è desta e “andrà tutto bene”!

PC_PR_RE_27mar202-report_2.png

 

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Video Reggio Emilia deserta dal drone di Marco Pesci: https://www.youtube.com/watch?v=M6HdMJ-mSmw

Video auto con megafoni:
sissa https://youtu.be/9nYpLedfLj4
Felino: https://youtu.be/pd7A3p45bnI

Video Parma deserta Francesca Bocchia:
https://youtu.be/mHsEb7Rlk9Q
https://youtu.be/pIL8wrhjPIo
 

(Foto Piero Cruciatti / LaPresse
01/10/2019 - Milano, Italia
News
PerGenova (Fincantieri e Salini Impregilo) - Varo del primo impalcato del nuovo viadotto autostradale sul Polcevera
Nella foto: Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio
Foto Piero Cruciatti / LaPresse
01/10/2019 - Milano, Italia
News PerGenova (Fincantieri e Salini Impregilo) - Varo del primo impalcato del nuovo viadotto autostradale sul Polcevera
In the photo: Giuseppe Conte, Prime minister of Italy)


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Cibus Agenzia Stampa Agroalimentare: SOMMARIO Anno 19 - n° 13 29 marzo 2020 -
Editoriale:  - Un uomo solo al comando. - Lattiero caseario. Borse a singhiozzo.- Cereali e dintorni. Impennata dei prezzi - Finanziamento da 160 milioni di euro per la crescita del Consorzio Casalasco del Pomodoro - FederUnacoma: la produzione di macchine è strategica, come l’intera filiera agro-alimentare - Scenari nel mondo del vino dopo il corona virus -

Cibus-13-29mar2020-COP.jpgSOMMARIO Anno 19 - n° 13 29 marzo 2020
1.1 editoriale
Un uomo solo al comando.
3.1 lattiero caseario Lattiero caseario. Borse a singhiozzo.   
4.1 Bis lattiero caseario Lattiero caseari. tendenza
5.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Impennata dei prezzi
6.1 cereali e dintorni tendenze.
7.1 cereali e dintorni Cereali
8.1 pomodoro  Finanziamento da 160 milioni di euro per la crescita del Consorzio Casalasco del Pomodoro
8.2 meccanica e covid-19  FederUnacoma: la produzione di macchine è strategica, come l’intera filiera agro-alimentare
9.0 vitivinIcoltura e covid-19 Le aziende
9.1 vino post coronavirus Scenari nel mondo del vino dopo il corona virus
10.1promozioni “vino” e partners
12.1 promozioni “birra” e partners

 

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di Francesca Caggiati - 23 marzo 2020 - Oggi si contano oltre 6.000 morti secondo i dati diramati dagli organi ufficiali. Cifra che purtroppo continuerà a salire e chissà quando potremo mettere la parola fine a questa ecatombe. Se non ne sappiamo la fine però, ne sappiamo l'inizio. E' datata 31 gennaio 2020 la delibera del Consiglio dei Ministri - pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.26 del 1/02/2020 e di cui trovate testo integrale a fine articolo - che dichiara lo stato di emergenza sanitaria per ben 6 mesi. Avete letto bene: 6 mesi!

Lo Stato sapeva tutto da fine gennaio e non si è attivato, non ha cercato fin da subito di evitare il peggio. Anzi per oltre un mese il capo del Governo, Ministri e politici di ogni schieramento hanno smorzato e minimizzato il problema dicendo che il coronavirus si trattata di una influenza o poco più. E ora, a distanza di quasi due mesi, sta cercando malamente di arginare l'ormai inevitabile. Se fossimo ad un processo sarebbe imputabile di omicidio doloso, che è il delitto previsto dall'articolo 575 del codice penale e che consiste nel provocare volontariamente la morte di un'altra persona. Si distingue in premeditato e non premeditato. E prevede una reclusione non inferiore ai 21 anni. Io se fossi il Pubblico Ministero proporrei l'ergastolo.

Sì, perché uno Stato che manda deliberatamente a morire i suoi cittadini, che siano anziani - forse speravano che morissero solo quelli così l'INPS si alleggeriva un pò - medici e personale sanitario, forze dell'Ordine o semplici lavoratori che ancor oggi costringono ad andare a lavorare (come tabaccai, benzinai, dipendenti delle poste, delle banche, ecc....) senza neppure una mascherina è un assassino

E sono da considerarsi sicari tutti coloro che sapevano e non hanno agito, come coloro che avrebbero dovuto sapere e hanno ignorato! E dovrebbero solo vergognarsi di essere al mondo.

Il disgusto e la rabbia che provo sono nulla in confronto al dolore delle tante persone che hanno avuto - e purtroppo avranno nelle prossime settimane - uno o più morti in famiglia e non hanno neppure potuto dare un ultimo saluto alle salme e fare ai propri cari un funerale degno di questo nome.

 

DELIBERA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 31 gennaio 2020

Dichiarazione dello stato di emergenza in conseguenza del rischio
sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti
virali trasmissibili. (20A00737)
(GU n.26 del 1-2-2020)


IL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Nella riunione del 31 gennaio 2020

Visto il decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, ed in
particolare l'articolo 7, comma 1, lettera c), e l'articolo 24, comma
1;
Vista la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 26
ottobre 2012, concernente gli indirizzi per lo svolgimento delle
attivita' propedeutiche alle deliberazioni del Consiglio dei ministri
e per la predisposizione delle ordinanze di cui all'articolo 5 della
legge 24 febbraio 1992, n. 225 e successive modificazioni e
integrazioni, che, ai sensi dell'articolo 15, comma 5, del citato
decreto legislativo n. 1 del 2018, resta in vigore fino alla
pubblicazione della nuova direttiva in materia;
Vista la dichiarazione di emergenza internazionale di salute
pubblica per il coronavirus (PHEIC) dell'Organizzazione mondiale
della sanita' del 30 gennaio 2020;
Viste le raccomandazioni alla comunita' internazionale della
Organizzazione mondiale della sanita' circa la necessita' di
applicare misure adeguate;
Considerata l'attuale situazione di diffusa crisi internazionale
determinata dalla insorgenza di rischi per la pubblica e privata
incolumita' connessi ad agenti virali trasmissibili, che stanno
interessando anche l'Italia;
Ritenuto che tale contesto di rischio, soprattutto con riferimento
alla necessita' di realizzare una compiuta azione di previsione e
prevenzione, impone l'assunzione immediata di iniziative di carattere
straordinario ed urgente, per fronteggiare adeguatamente possibili
situazioni di pregiudizio per la collettivita' presente sul
territorio nazionale;
Considerata la necessita' di supportare l'attivita' in corso da
parte del Ministero della salute e del Servizio sanitario nazionale,
anche attraverso il potenziamento delle strutture sanitarie e di
controllo alle frontiere aeree e terrestri;
Vista la nota del 31 gennaio 2020, con cui il Ministro della salute
ha rappresentato la necessita' di procedere alla dichiarazione dello
stato di emergenza nazionale di cui all'articolo 24 del decreto
legislativo n. 1 del 2018;
Considerato, altresi', che il Fondo per le emergenze nazionali di
cui all'articolo 44, comma 1, del citato decreto legislativo n. 1 del
2018, iscritto nel bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio
dei ministri, presenta le disponibilita' necessarie per far fronte
agli interventi delle tipologie di cui alle lettere a) e b)
dell'articolo 25, comma 2, del decreto legislativo n. 1 del 2018,
nella misura determinata all'esito della valutazione speditiva svolta
dal Dipartimento della protezione civile sulla base dei dati e delle
informazioni disponibili ed in raccordo con il Ministero della
salute;
Ritenuto, pertanto, necessario provvedere tempestivamente a porre
in essere tutte le iniziative di carattere straordinario sia sul
territorio nazionale che internazionale, finalizzate a fronteggiare
la grave situazione internazionale determinatasi;
Tenuto conto che detta situazione di emergenza, per intensita' ed
estensione, non e' fronteggiabile con mezzi e poteri ordinari;
Ritenuto, quindi, che ricorrano, nella fattispecie, i presupposti
previsti dall'articolo 7, comma 1, lettera c), e dall'articolo 24,
comma 1, del citato decreto legislativo n. 1 del 2018, per la
dichiarazione dello stato di emergenza;
Su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri;

Delibera:

1) In considerazione di quanto esposto in premessa, ai sensi e per
gli effetti dell'articolo 7, comma 1, lettera c), e dell'articolo 24,
comma 1, del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, e' dichiarato,
per 6 mesi dalla data del presente provvedimento, lo stato di
emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso
all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili.
2) Per l'attuazione degli interventi di cui dell'articolo 25, comma
2, lettere a) e b) del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, da
effettuare nella vigenza dello stato di emergenza, si provvede con
ordinanze, emanate dal Capo del Dipartimento della protezione civile
in deroga a ogni disposizione vigente e nel rispetto dei principi
generali dell'ordinamento giuridico, nei limiti delle risorse di cui
al comma 3.
3) Per l'attuazione dei primi interventi, nelle more della
valutazione dell'effettivo impatto dell'evento in rassegna, si
provvede nel limite di euro 5.000.000,00 a valere sul Fondo per le
emergenze nazionali di cui all'articolo 44, comma 1, del decreto
legislativo 2 gennaio 2018, n. 1.
La presente delibera sara' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.

Roma, 31 gennaio 2020

Il Presidente del Consiglio
dei ministri
Conte

 

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/02/01/20A00737/sg

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