Sabato, 09 Dicembre 2023 05:20

Una disgustosa strumentalizzazione In evidenza

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di Gloria Callarelli Fahrenheit2022.it  (foto: X e Facebook) – 8 dicembre 2023 -

Giulia Cecchettin non riesce ancora a riposare in pace. Questo perché dopo “il rumore” voluto da Zaia (tempismo imperfetto) c’è ancora chi continua con la retorica post omicidio. Una retorica melensa, distorta, che si trasforma, nel suo continuo evolversi, sempre più in un’inquietante (quanto disgustosa) strumentalizzazione politica. Non passa giorno che la povera Giulia non sia tirata in ballo dal politico o dal personaggio di turno. E pazienza (tanta) quando si parla di Zaia, tipico politico navigato, che chiede di fare rumore sul femminicidio (parola senza senso inventata di sana pianta dai progressisti), ma tace sugli infanticidi dell’aborto o sugli omicidi che la Ragione, a guida sua, intende sponsorizzare con l’eutanasia o suicidio assistito. Più nauseante quando a farlo sono persone vicine a Giulia. E così ecco che perfino il pulpito di una chiesa diventa il palco di un comizio politico quando a parlare è il papà della ragazza. Femminicidio, (ri)educazione scolastica, uomini brutti e cattivi, patriarcato, complottismi. Il minestrone del politicamente corretto è servito. E poi: leggi ad hoc sulla violenza di genere, risorse alle forze dell’ordine per “combattere questa piaga”. Il signor Cecchettin, così politicamente lucido in un momento doloroso come questo (complimenti), sa che l’omicidio è già punito ex codice penale?

Non bastasse questo teatro dell’assurdo, alimentato già nei giorni scorsi da una sorella sfoggiante simboli satanici in diretta e da una nonna pronta a lanciare il nuovo libro, si aggiunge il ministro Valditara che propone nelle scuole di tutta Italia il discorso di questo papà così straordinariamente sul pezzo, nonostante tutto.Una santificazione laica, il battesimo di un uomo che già sta pensando “all’impegno civico”. Proponiamo qualche stralcio:

“Il femminicidio è spesso il risultato di una cultura che svaluta la vita delle donne…. Anche i media giocano un ruolo cruciale da svolgere in modo responsabile. La diffusione di notizie distorte e sensazionalistiche non solo alimenta un’atmosfera morbosa, dando spazio a sciacalli e complottisti, ma può anche contribuire a perpetuare comportamenti violenti. Chiamarsi fuori, cercare giustificazioni, difendere il patriarcato quando qualcuno ha la forza e la disperazione per chiamarlo col suo nome, trasformare le vittime in bersagli solo perché dicono qualcosa con cui magari non siamo d’accordo, non aiuta ad abbattere le barriere…. Alle istituzioni politiche chiedo di mettere da parte le differenze ideologiche per affrontare unitariamente il flagello della violenza di genere. Abbiamo bisogno di leggi e programmi educativi mirati a prevenire la violenza, a proteggere le vittime e a garantire che i colpevoli siano chiamati a rispondere delle loro azioni. Le forze dell’ordine devono essere dotate delle risorse necessarie per combattere attivamente questa piaga e degli strumenti per riconoscere il pericolo”.  

Non bastasse, per dare corso politico alle strumentalizzazioni, lo stesso Valditara nomina Paola Concia, paladina dei diritti LGBT, a capo del progetto ministeriale “Educare alle relazioni” contro la violenza sulle donne. Ancora una volta l’arcobaleno imposto nelle scuole. Un tradimento in piena regola al mondo cattolico, che ancora sostiene partiti di sistema, come Lega e Fratelli d’Italia, sperando un giorno rinsaviscano. Illusi. Quod Deus perdere vult, dementat prius. Tutto questo mentre, a proposito di violenza, di donne e di patriarcato, il femminismo pochi giorni fa ha sfasciato la sede di Pro Vita. Decisamente meglio, ma forse questo la società di oggi non può spiegarlo, sarebbe il silenzio. Come si confà in casi di lutto. Ma in un noir come questo, tra croci rovesciate e spot delle panchine rosse di sapore massonico, in mezzo a telecamere e reality in cui tutto è spettacolo… manca solo lo zio Fester. Del resto, effettivamente, la società Dio, Patria e famiglia è troppo normale e poco rumorosa, per tornare alla questione decibel proposta dal governatore pro gender del Veneto. Vuoi mettere un po’ di senso del macabro? L’horror (political) picture show deve andare avanti.

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