Giovedì, 08 Febbraio 2024 05:58

Parma: il caso Mercatopoli al centro dell'incontro di Federconsumatori. Querele in vista per il titolare del punto vendita In evidenza

Scritto da Francesca Caggiati

Il consiglio di Federconsumatori: attivatevi singolarmente con la denuncia/querela alle autorità competenti, mentre per le diffide e le successive azioni legali vi potete affidare all'associazione.

Una cinquantina di parmigiani si sono presentati all'incontro pubblico organizzato da Federconsumatori Parma alla CGIL di via Confalonieri per parlare della questione Mercatopoli Parma Centro, che dall'oggi al domani ha chiuso i battenti trattenendo la merce esposta in magazzino e non liquidando quanto venduto.

Il presidente di Federconsumatori Parma Fabrizio Ghidini e l'avvocato Simona Arduini hanno prospettato le azioni da mettere in campo per la tutela dei diritti di coloro che hanno lasciato in conto vendita oggetti al negozio dell'usato di via Calestani individuando le diverse casistiche: somme non percepite o non riscosse in seguito alla vendita della merce e beni ancora all'interno del magazzino di cui i legittimi proprietari non sono riusciti a rientrare in possesso.

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Molti dei presenti riversavano in entrambe le fattispecie e alcune persone hanno sottolineato la difficoltà di riscuotere il denaro che spettava già da alcuni mesi, dovendo tornare più volte per trovare i gestori del negozio per farsi pagare, ma nessuno sospettava che la situazione fosse così grave da chiudere improvvisamente i battenti e non riaprire più.

E' emerso dai racconti in sala che il punto vendita in franchising sotto l'insegna Mercatopoli - che ha già rescisso il contratto di affiliazione e diffidato il titolare di Usato In - era di fatto gestito da più persone, legate anche da vincoli di parentela.

Dopo il primo passo della diffida di restituire la merce e/o liquidare i compensi da inoltrare via pec o raccomandata - che potrà essere inviata in proprio o attraverso l'associazione - il consiglio è stato quello di procedere con una denuncia-querela individuale ai Carabinieri, portando con sé una copia dei documenti della merce in conto vendita e riportando tutte le informazioni in proprio possesso in modo che le autorità competenti possano iniziare le indagini e procedere con le azioni previste dalla legge in questi casi.

Un iter che potrebbe essere lungo, ma indispensabile per rientrare in possesso almeno dei beni rimasti invenduti ancora all'interno del magazzino, di cui peraltro sembra sia già in corso un procedimento di sfratto per morosità da parte della proprietà dell'immobile .

L'associazione si è resa disponibile a raccogliere copia di tutte le documentazioni per inviare le singole diffide - per questo primo passaggio è richiesta solo la quota associativa di € 25 - e in un secondo momento seguire attraverso un'azione legale congiunta gli interessati in tutte le sedi e gli ordini di giudizio, con una spesa che verrà quantificata in seguito decidendo se aderire o meno.

Una situazione che si prospetta complessa e su cui dovranno far luce le autorità giudiziarie competenti per stabilire reati e responsabilità di chi gestiva il punto vendita.

Per contattare l'associazione e fissare un appuntamento è possibile chiamare il numero 0521 508949 negli orari di ufficio oppure scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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