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ENNESIMO EPISODIO DI CRIMINALITA’ IN CENTRO AI DANNI DI UN COMMERCIANTE, L’ASSOCIAZIONE VIVI PARMA INVOCA MAGGIORI CONTROLLI E NUOVE TELECAMERE DI SORVEGLIANZA

Alla luce dell’ennesimo episodio di violenza e criminalità nel Centro città – questa volta ai danni dello storica panineria “Pepèn” – l’associazione Vivi Parma esprime massima solidarietà con il gestore Stefano Ferrari e chiede all'amministrazione di intervenire tempestivamente rafforzando i controlli di vigilanza soprattutto durante le ore notturne e posizionando nuove telecamere di sorveglianza. Dopo anni di completo disinteresse e abbandono nei confronti dei nostri quartiere, per i tanti residenti e commercianti la situazione fuori controllo è diventata davvero invivibile.

Queste le parole della presidente dell’associazione, Teresa Procopio:

“Un altro evento di violenza contro gli esercenti del centro. Con un tombino è stata spaccata la vetrina del noto locale Pepèn . Una piccola refurtiva, un grave danno e soprattutto un ulteriore segnale che racconta dell'abbandono del Centro Storico . Mancanza di decoro, senso di insicurezza diffusa, poche politiche di rilancio sono le indicazioni che abbiamo raccolto personalmente dagli esercenti che nonostante tutto continuano ad investire tempo, risorse e fiducia nella nostra città. Attraverso questo comunicato vogliamo dimostrare la vicinanza dell'associazione Vivi Parma a tutti coloro che vivono ogni giorno questo abbandono e questa incuria che colpisce la parte più rappresentativa della città: il centro storico.

Chiediamo di prevedere nuovi vigili di quartiere – come fatto in passato da parte dell’amministrazione Vignali – e istituire presidi di controllo fissi, perché la presenza in strada delle forze dell’ordine crea un’area di protezione ed è un forte deterrente nei confronti della criminalità.

L’associazione è in ascolto e pronta a farsi carico di tutte le richieste che ogni giorno si sollevano da questo comparto. Invitiamo esercenti, residenti e turisti a non farsi scoraggiare e continuare ad affollare le vie centrali. Ed invitiamo l’amministrazione, seppure in questi ultimi mesi di vita, ad intervenire per restituire alla città ciò che i cittadini invocano ormai da troppo tempo: maggior sicurezza e decoro. Due parole forse non note nel palazzo di Via della Repubblica”.

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L’ASSOCIAZIONE “VIA VERDI E DINTORNI” TORNA A DENUNCIARE L’INSOSTENIBILE SITUAZIONE DI DEGRADO E ABBANDONO DEL CENTRO CITTA’

L’associazione Via Verdi e Dintorni, nell'esprimere solidarietà e vicinanza ai titolari della Caffetteria Verdi di Via Verdi e a tutti i commercianti, rileva - come più volte denunciato in questi mesi attraverso i mezzi di informazione - che la situazione del centro città ormai è fuori controllo e invoca a gran voce interventi efficaci e tempestivi per ripristinare la sicurezza di cittadini e commercianti.

Questo ennesimo episodio di vandalismo in Via Verdi ha aumentato le preoccupazioni e il senso di insicurezza e degrado nei residenti della zona che necessitano, pertanto, di un ausilio concreto da parte dell’amministrazione, rimasta totalmente indifferente ai nostri appelli.

A questo punto sarebbe necessario introdurre - nelle zone più critiche della città - dei punti di osservazione sulla sicurezza e dei presidi fissi di vigilanza, come predisposto a suo tempo all’ex sindaco Vignali, che garantiscano ausilio e protezione al cittadino, intervenendo tempestivamente per eventuali episodi di violenza.

A nome dell’associazione Via Verdi e Dintorni

La presidente Chiara Laezza

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Ieri all Circolo di Lettura e Conversazione si è tenuta la prima edizione del Festival della donna, convegno affollatissimo organizzato dall'associazione “Parma è donna” come momento di condivisione e confronto sul ruolo della donna nell’attuale società, tenendo conto delle diverse esigenze in quanto madre, educatrice, figlia, studentessa, professionista, figura centrale del nucleo familiare, nonché individuo prezioso per lo sviluppo di una comunità sana e armoniosa. Si è posta l’attenzione su questioni che riguardano da vicino le figure femminili: dalla sicurezza ai servizi passando per le politiche per il lavoro.

Ad aprire il Festival la presidente dell’associazione Andreana Scapuzzi Bassanetti che ha sottolineato come il Festival sia un momento di confronto e di dibattito per una città  che deve essere sempre più a misura di donna.  Dopo il suo saluto iniziale, diversi ospiti hanno partecipato al dibattito, a partire dal cardinale Matteo Maria Zuppi, vescovo di Bologna, intervenuto con un videomessaggio in cui ha ricordato come la società e le relazioni personali debbano realizzarsi “a misura di donna”, permettendone la sua piena espressione, perché "se la città non difende tutti, in primis le donne, rischia di implodere.”

A seguire, tra gli altri, l’intervento dell’ex sindaco di Parma Pietro Vignali, che ha parlato dell’importanza del “Quoziente familiare”, misura di agevolazione e supporto alle famiglie e alla donna realizzata proprio sotto la sua amministrazione. Queste le sue parole: “Si tratta di un sistema di rimodulazione della tariffe che tiene conto dei carichi familiari, che diversamente pesano sulle spalle delle donne a discapito del loro tempo libero e del lavoro. La donna deve poter essere messa in condizione di svolgere il proprio ruolo nella famiglia e al contempo partecipare alla vita sociale ed economica della città coltivando i propri sogni e ambizioni senza alcuna rinuncia, discriminazione o penalizzazione. Per questo avevamo realizzato servizi come asili aziendali, tagesmutter, educatrici familiari e condominiali per semplificare le dinamiche del nucleo familiare di cui la donna è la figura portante. Inoltre servono incentivi per ridurre il divario salariale , per favorire assunzioni di donne, per imprese al femminile e un educazione finanziaria per le donne per prevenire la violenza economica”.

Nel corso dell'evento anche la testimonianza di Irene Dubinska, cittadina Ucraina che vive a Parma da 20 anni, la performance "Pittrici in musica" di Teresa Giulietti e Carla They, oltre agli interventi della dottoressa Valeria Guerra, della ricercatrice Eride Quarta, dell'architetto Federica Baiocchi e della dottoressa Maria Cristina Bombelli, fondatrice e presidente di "Wise Growth".

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L’ASSOCIAZIONE “IMPEGNO SOCIALE PER IL SAN LEONARDO E CORTILE SAN MARTINO” DENUNCIA IL TOTALE DISINTERESSE E ABBANDONO DEL PARCO NORD DA PARTE DELL’AMMINISTRAZIONE

L’associazione IMPEGNO SOCIALE PER IL SAN LEONARDO E CORTILE SAN MARTINO, alla luce del progetto di riqualificazione del Parco Nord presentato dall'amministrazione comunale, denuncia con forza il grave ritardo di queste proposte, in un momento in cui sarebbe opportuno fare un bilancio di fine mandato invece di presentare nuovi fantomatici progetti.

Queste le parole della presidente del gruppo, Giorgia Cocconcelli:

“Le opere di riqualificazione urbana promesse dall'amministrazione per voce degli assessori Alinovi e Paci giungono fuori tempi massimo.

Per tutti questi anni abbiamo denunciato il totale disinteresse e abbandono del Parco Nord, con pesanti problemi di degrado e insicurezza per i cittadini e le famiglie che lo frequentano.

Intervenendo a suo tempo con lavori di rigenerazione dell'area e una costante manutenzione - mai avvenuta in questi anni, come invece succedeva durante l'amministrazione Vignali - si sarebbero evitati gli odierni disagi per i cittadini e ulteriori oneri.

A fine mandato, invece di presentare fantomatici programmi per il futuro, sarebbe il momento di fare un bilancio su quanto è stato fatto e su quanto invece è stato disatteso. E la nostra valutazione, alla luce delle odierne condizioni del Parco Nord, non può che essere assolutamente negativa. Ci auspichiamo un radicale cambio di passo da parte della prossima amministrazione”.

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ASSEMBLEA PUBBLICA NEL QUARTIERE CITTADELLA CON IL GRUPPO DI IMPEGNO SOCIALE “NOI DEL CITTADELLA” E L’EX SINDACO PIETRO VIGNALI

“Su Stadio e Cittadella si deve aprire un confronto con la città”

Martedì 2 marzo 2022, presso il ristorante “San Martino” nell’omonimo viale, si è tenuta una affollata assemblea pubblica alla presenza dell’ex sindaco Pietro Vignali e del gruppo di impegno sociale “Noi del Cittadella”.

Durante l’incontro si è discusso animatamente con i moltissimi cittadini presenti sui temi principali del quartiere e di tutte le frazioni, in particolare della questione del progetto dello Stadio e del futuro del Parco della Cittadella.

Sia sullo Stadio che sulla Cittadella, progetti sui quali c’è molta incertezza,  – ha dichiarato durante l’incontro Pietro Vignali – è fondamentale aprire un confronto con il quartiere e con tutta la città per arrivare ad una soluzione che tuteli l’interesse collettivo”.

“Con riferimento allo Stadio – prima della conclusione dell’iter del progetto definitivo – è necessario un coinvolgimento generale per approfondire la compatibilità del progetto con i caratteri tipici del quartiere, l’impatto ambientale, urbanistico e paesaggistico, le compensazioni e le garanzie che necessariamente la città e il comune deve pretendere e un’analisi costi-benefici in grado di valutare quale sia la soluzione progettuale da intraprendere tra demolizione e una riqualificazione più leggera”. “Il Parco della Cittadella, ha proseguito Vignali,  non deve essere trasformato in un luogo per eventi. La Cittadella deve rimanere un grande polmone verde a disposizione di tutti e funzionale alle attività sportive individuali all’aperto. A tal fine, il Parco necessita di interventi di manutenzione del verde,  rifacimento dei bastioni – facendo seguito all’ultimo da me realizzato assieme alla Sovrintendenza – riqualificazione dei camminamenti e delle piste per podisti, potenziamento dell’illuminazione e servizi per gli sportivi” .“Infine per il quartiere, ha concluso Vignali, andrebbero previsti servizi decentrati e presidi di socialità, come asili, biblioteche e luoghi di aggregazione socioculturale, in particolare nel nuovo quartiere Eurosia”.

Nel corso della serata sono state affrontate anche altre tematiche, presenti nel manifesto dell’associazione, tra le quali il tema del forte traffico nelle ore di punta nelle vie d’accesso al quartiere, in particolare in via Torelli, via Montebello, via Bizzozero e il Lungoparma, aggravata dalla realizzazione della pista ciclabile. Gli abitanti presenti all’incontro hanno poi sollevato il problema della sicurezza per prevenire furti nelle case e spaccio nei parchi, chiedendo una maggior cura e manutenzione delle altre aree verdi come il Parco del Dono, inaugurato proprio dall’ex sindaco Vignali con l’allora ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, in quanto modello all’avanguardia in tema di accessibilità e disabilità.

Altri temi discussi sono stati quelli di un’ottimizzazione del sistema di raccolta dei rifiuti e delle problematiche delle frazioni di Marano, Botteghino, Pilastrello, Mandriano, Porporano, Coloreto, con riferimento alla necessità di realizzare percorsi ciclabili di collegamento con la città, il potenziamento del trasporto pubblico, aree verdi attrezzati per famiglie e una maggiore attenzione alla sicurezza stradale, in particolare per l’abitato di Marano e Botteghino.

Nel corso della serata è stato anche approvato il Direttivo dell’associazione, composto da Antonio Esposito (presidente), Maria Lodovica Fanti (vicepresidente), Nicola Loiacono, Marilena Viani, Rosana Evangelista, Silvia Nieddu, Claudia Cremonesini, Franco Setti, Silvia Pignoli e Enrico Pioli (consiglieri).

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L’ASSOCIAZIONE “VIVERE SAN LAZZARO - LUBIANA” DENUNCIA L’ABBANDONO E L’INDIFFERENZA DELLE ISTITUZIONI NEI CONFRONTI DEI PROBLEMI DI MOBILITA’ E INFRASTRUTTURE DELLA CITTA’

L'associazione “Vivere San Lazzaro - Lubiana”, per voce del suo presidente Aldo Rizzoli, torna a denunciare il totale abbandono e disinteresse delle istituzioni nei confronti delle infrastrutture della nostra città.

“Mi trovo completamente in disaccordo su quanto comunicato da Effetto Parma in merito al piano sulle infrastrutture per la nostra città.

Innanzitutto ci tengo a sottolineare come questo piano venga presentato al termine del mandato amministrativo. Effetto Parma aveva 10 anni per realizzare queste ed altre infrastrutture di cui la città è carente. I progetti si presentano all’inizio di un cammino, non alla fine di un mandato quando invece sarebbe il momento di fare il bilancio su quanto è stato fatto e quanto invece è stato disatteso.

Questo soprattutto alla luce del fatto che in questi 10 lunghi anni non si è stati in grado di chiudere ad est l'anello della tangenziale che era stata completata dall’ex Sindaco Vignali con la realizzazione degli ultimi due sottopassaggi di via Budellungo e via Emilia Ovest. Oltre alla chiusura dell’anello e in attesa della via Emilia Bis bisognava in questi anni prolungare la tangenziale almeno fino a dopo l’abitato di San Prospero (come le precedenti amministrazioni avevano fatto ad ovest), liberando la frazione e via Emilia est dal traffico intenso e ormai insostenibile per gli abitanti, con tutti i relativi problemi di disagio causati dallo smog e dalla mobilità congestionata.

A questo proposito faccio presente che da più di 10 anni esiste il progetto che va proprio nella direzione di unire la tangenziale est con la nord sgravando il tratto della via Emilia davanti all’ex Salamini della funzione impropria di tangenziale.

Per tutte queste ragioni credo che Effetto Parma, oggi più che mai, invece che presentare nuovi fantomatici progetti, debba fare un approfondito esame di coscienza per capire tutto quello che l’amministrazione avrebbe potuto fare per la nostra città nel corso degli anni e che invece attende ancora di essere realizzato”.

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L’ASSOCIAZIONE “L’OLTRETORRENTE RINASCE” INVOCA CON FORZA UN INTERVENTO URGENTE PER RISOLVERE IL PROBLEMA DI DEGRADO E ABBANDONO DI VIA IMBRIANI

L'associazione "L'Oltretorrente rinasce" torna a denunciare con forza lo stato di incuria e degrado di via Imbriani, ormai divenuta invivibile per residenti e famiglie del quartiere.

Ogni giorno grandi quantità di rifiuti vengono abbandonati lungo la strada nei pressi della mensa di Padre Lino, frequentata dai senza tetto e dai tanti cittadini in difficoltà. Immondizia che poi non viene raccolta dagli addetti al decoro urbano, sempre meno presenti nella nostra zona.

Questo rende l'idea sul totale disinteresse delle istituzioni nei confronti dell'Oltretorrente e via Imbriani ne è l'esempio principe: qui i tanti commercianti che popolavano la strada hanno chiuso le loro attività nel corso degli anni, venendo rimpiazzati dai minimarket multiculturali che ormai sono gli unici presenti nell'area.

Temiamo che nemmeno il nuovo "regolamento" annunciato dall'amministrazione possa invertire questa tendenza ormai consolidata nel corso degli anni. Questo sarebbe il momento di fare un bilancio dei due mandati amministrativi, non di fare promesse quando si avrebbe avuto tutto il tempo di realizzarle.

Per tutti questi motivi e per restituire dignità e sicurezza ai residenti di via Imbriani e di tutto l'Oltretorrente, l'associazione invoca una riqualificazione urgente e completa dell'area come avvenuto in passato ai tempi dell'ex sindaco Vignali, tornando ad istituire un vigile di quartiere che possa intervenire in maniera tempestiva sulle tante problematiche con cui siamo costretti a lottare ogni giorno.

 

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Il 25 ottobre scorso, più di una trentina di donne di Parma hanno firmato inizialmente il Manifesto “Parma una città per le donne” in cui si esplica la volontà di un nuovo sguardo e approccio a sostegno della figura della donna e della famiglia e di garantire una città più sicura dove le donne possono esprimere il meglio di sé, dei propri valori, delle proprie aspirazioni, dei propri sogni,protette da ogni discriminazione e violenza attraverso servizi e politiche mirate e adeguate.
 

In prossimità del prossimo 8 Marzo è nata l'idea di dar vita a Parma al primo "Festival della Donna" e nella giornata di sabato 5 Marzo alle ore 17.00 al Circolo di Lettura e Conversazione di via Macedonio Melloni, 4 a Parma si terrà un momento di condivisione e di confronto sul tema della donna nell’attuale società, tenendo conto delle sue esigenze in quanto donna, madre, educatrice, figlia, studentessa, professionista, figura centrale del nucleo famigliare, nonché individuo prezioso per lo sviluppo di una comunità sana e armoniosa, offrendo stimoli e modelli soprattutto alle nuove generazioni.

"Ma il Festival della Donna non sarà soltanto questo - precisa la dott.ssa Andreana Bassanetti, Presidente di Parma è Donna - partiremo infatti dalla domanda più scontata, ossia 'Parma è Donna?' per capire se veramente la nostra città possa ritenersi una realtà completa e strutturata a servizio delle tante donne che la popolano. Ne discuteremo insieme a Pietro Vignali (ex Sindaco di Parma), alla dottoressa Maria Cristina Bombelli (docente dell'Università di Milano-Bicocca), a Eride Quarta (ricercatrice dell'Università di Parma) e all'architetto Federica Baiocchi.
 
"In questo momento di forte impotenza nei confronti della drammatica situazione del popolo ucraino - aggiunge Andreana Bassanetti - l'associazione 'Parma è Donna' ha pensato di coinvolgere nel Festival della Donna anche Irene Dubinska, cittadina ucraina residente a Parma da oltre 20 anni - e titolare del Bar Bijou di via Mantova - nel tentativo di dare voce alla sua testimonianza per arrivare simbolicamente a tutte le donne che si trovano ad affrontare le terribili situazioni di guerra.
 
In allegato il programma completo dell'iniziativa.
 
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IL GRUPPO DI IMPEGNO SOCIALE “PARMA SUD” PRESENTA ALLA CITTÀ LE SUE PROPOSTE PER LE 7 FRAZIONI DEL QUARTIERE VIGATTO

Presso l’Avis Comunale di Vigatto - Corcagnano, il gruppo di impegno sociale “PARMA SUD” ha presentato le sue proposte relative alle 7 frazioni di Alberi, Carignano, Corcagnano, Gaione, Panocchia, San Ruffino e Vigatto. All’incontro era presente l’ex sindaco Pietro Vignali, che ha sottolineato l’importanza di dotare le frazioni di servizi pubblici in modo che abbiamo una loro autonomia, spazi di aggregazione socio culturale, aree verdi attrezzate, potenziamento del trasporto pubblico e infrastrutture adeguate a partire da marciapiedi, parcheggi, percorsi ciclabili e illuminazione. Vignali ha anche ricordato l’importanza di investimenti per strutture sociali come l’ultima casa protetta  realizzata nella nostra città che lui ha inaugurato ad Alberi di Vigatto.

Il gruppo di impegno sociale Parma Sud nasce su iniziativa di un gruppo di residenti delle 7 frazioni del quartiere Vigatto e si avvale di un direttivo composto da Fiorenzo Baroni (presidente), Paololuca Carobbi (vicepresidente) e dai consiglieri Cecilia Marconi, Paola Morini, Simona Bassi, Roberto Ciati e Francesco Leo.

Insieme a Vignali i membri dell’associazione hanno elencato una serie di proposte per risolvere le principali problematiche della zona: la mancanza di servizi di trasporto pubblico frequenti e infrastrutture scolastiche a partire dalla necessità di un nuovo asilo, l'insicurezza stradale per la velocità troppo elevata, l'assenza di marciapiedi e piste ciclabili, il degrado delle aree verdi, la scarsa illuminazione, la mancanza di controlli, l'abbandono dei punti di ritrovo socioculturale e la mancanza della fibra per connessione internet veloce per poter lavorare da casa. Problemi segnalati diverse volte senza aver ottenuto risposta.

I membri del Direttivo hanno presentato un manifesto di proposte e una serie di iniziative per rilanciare la zona Sud della città, coinvolgere residenti e commercianti e dire un secco no allo stato di abbandono in cui si trovano le frazioni preoccupati che possano diventare sempre più “zone dormitorio”. L’obiettivo è invece quello che queste frazioni possano avere una loro autonomia con servizi pubblici adeguati, attività commerciali e luoghi di ritrovo socio-culturali per evitare di doversi spostare sempre verso la città.

Durante la serata l'associazione ha raccolto l'adesione di molti cittadini presenti. L’ex Sindaco Vignali e i partecipanti hanno concordato nel definire un calendario di incontri per approfondire i problemi discussi nel corso della serata e organizzare anche una biciclettata tra le sette frazioni del quartiere.

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"In questi anni, a fronte di un'impennata dell'aumento dei reati legati alla sicurezza urbana, c'e stata una riduzione delle risorse per organi di polizia, personale, auto. Credo che, per dare una risposta efficace, è necessario usare la polizia locale come polizia di prossimità con nuclei dedicati alla sicurezza urbana, vigili di quartiere e, nei punti più critici, tipo le stazioni, addirittura militari in divisa. Poi servono politiche di prevenzione sul disagio giovanile, l'integrazione, ma finché non fanno effetto, le nostre città non possono diventare campo di battaglia". Lo afferma all'Adnkronos Pietro Vignali, ex sindaco di Parma, sul tema della sicurezza urbana e l'aumento del fenomeno delle baby gang.

 

"La sicurezza è un bene primario e non deve essere garantita solo a livello di macro-sicurezza, ma anche rispetto alla sicurezza urbana che spesso si declina con il degrado urbano che va a discapito della qualità della vita", osserva Vignali. "Il fenomeno delle baby gang e della violenza giovanile - conclude - sta veramente travolgendo la qualità della vita delle famiglie, di giovani, di donne e sta cambiando la fisionomia dei centri storici che stanno diventando un far west, con commercianti costretti a ricorrere alla vigilanza privata".

Passando poi al tema dei giovani dal punto di vista delle politiche per il lavoro Vignali riflette sul reddito di cittadinanza: "Dal report dell'Inps emerge un quadro chiaro che sconta un vizio all'origine: si pensava che il reddito di cittadinanza potesse raggiungere due obiettivi, il contrasto alla povertà e l'aumento dei posti di lavoro, tuttavia questo secondo fine non è stato raggiunto".

"Il lavoro non si crea per decreto, ma con investimenti pubblici e privati, politiche per il lavoro per le donne e per i giovani - osserva - Servono da un lato politiche sociali e welfare e poi politiche per creare nuovi posti di lavoro". "Il principio alla base del reddito di cittadinanza è condivisibile, ma ci sono vizi all'origine: le correzioni fatte dal governo porteranno miglioramenti ma sui due temi povertà e lavoro servono politiche strutturali", conclude.

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