Nuovi guai per il 74enne che nel giugno del 2020 aveva accoltellato ad una gamba il figlio a seguito di una lite. Dal 2023 si trovava a Parma nell’abitazione di un altro famigliare nei cui confronti, recentemente, avrebbe usato violenza fisica determinando la revoca del beneficio concessogli e il ritorno in carcere. Acquisito il provvedimento restrittivo con contestuale carcerazione, i Carabinieri di San Pancrazio P.se lo hanno prelevato dal suo domicilio temporaneo e dopo averlo dichiarato in arresto lo hanno tradotto in carcere.
Sestri Levante Parma 6 agosto 2025 - Nell’odierna mattinata, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Parma hanno dato esecuzione ad un decreto di fermo adottato dal Pubblico Ministero di Parma a carico di R.B. cittadino indiano, classe 1974, gravemente indiziato del delitto previsto e punito dagli artt. 575, 576, comma 1, n. 5) e 577, comma 1, n. 1) c.p. (omicidio pluriaggravato), in cui la vittima è G. K., madre dell’indagato.
I guai per il 67enne sono iniziati nel 1982, quando durante una rapina a Firenze ha freddato un gioielliere. Poi nell’85, in provincia di Messina, ha ucciso una ragazza di 17anni, colpevole di aver riconosciuto un suo amico, un latitante mafioso di cui era il guardaspalle. Da pochi mesi si trovava a Busseto in regime di detenzione domiciliare. Il 67enne, per evitare di rientrare in carcere aveva falsamente dichiarato di doversi sottoporre ad intervento chirurgico. Le dichiarazioni fornite non hanno tuttavia trovato alcun fondamento nei referti dei medici, determinando la revoca del momentaneo beneficio concessogli dalla magistratura. Acquisito il provvedimento di esecuzione per la carcerazione, i Carabinieri di Busseto lo hanno prelevato dal suo domicilio temporaneo e dopo averlo dichiarato in arresto lo hanno tradotto in carcere.
Fermo di indiziato di delitto nei confronti di un cittadino del Bangladesh, 23enne incensurato e regolare sul territorio nazionale ritenuto responsabile di omicidio aggravato.
Prima ha sparato alla moglie, poi ha puntato l'arma contro sé stesso e ha tentato di togliersi la vita.
Uccide la madre di 88 anni e il fratello di 66 poi tenta il suicidio con il coltello che avrebbe usato per il duplice omicidio
Si tratta di tre giovani pakistani, tra cui due minorenni, che sono stati identificati grazie al video dell’aggressione che è costato la vita al sedicenne Mohammad Arham, detto Tagi. Intanto sono fuori pericolo gli altri due ragazzi feriti
Una settimana fa era stato preso a martellate dal genero 68 enne, che poi si è tolto la vita. L’anziano è deceduto in seguito alla gravità delle ferite inferte con un martello. Ancora grave la figlia dell’uomo di 65 anni.
I risultati delle analisi autoptiche hanno rilevato quantità impressionanti di psicofarmaci nel corpo del 73 enne rinvenuto cadavere lo scorso 31 luglio nella sua abitazione di Massa Finalese. Il mix letale sarebbe stato somministrato, in almeno 12 pastiglie assunte una dietro l’altro, dalla 37 enne Samia El Harim e dal 40 enne Angelo Barbato, in combutta tra loro, per impossessarsi del denaro dell’anziano e usare la sua auto e la sua casa.
I due, entrambi di origine rumena, si erano conosciuti su un sito di incontri, ma poi l’uomo è diventato aggressivo e la ragazza, residente a Carpi, ha annullato l’appuntamento galante. Lui, allora, ha preso un treno armato di coltello, ma un passeggero minorenne ha intercettato una sua conversazione al telefono e ha avvertito le forze dell’ordine, che lo hanno atteso in stazione.