Cerchi lavoro? Archimede Spa, Agenzia per il lavoro, propone ogni settimana delle posizioni aperte in diversi settori e con diverse mansioni.

Le posizioni aperte in ZONA BASSA reggiana e Carpi

Addetto allo stampaggio plastico a Correggio (RE)
La risorsa verrà inserita all’interno del reparto produzione e dovrà occuparsi di stampaggio e assemblaggio materie plastiche. Requisiti: - Anche senza pregressa esperienza; - Disponibilità al lavoro su turni; - Residenza in zona di lavoro o zone limitrofe; - Automunito
Info e candidature al seguente link http://bit.ly/2tkQobu

Programmatore JAVA a Correggio (RE)
La risorsa dovrà svolgere attività di tecnico informatico all’interno della realtà aziendale.
Requisiti: richiesta Diploma o Laurea ambito informatico, conoscenza del linguaggio JAVA, preferibile conoscenza del linguaggio RPG.
Info e candidature al seguente link http://bit.ly/2X86HmW

Addetto al montaggio meccanico a Correggio (RE)
Il candidato verrà inserito all’interno del reparto produzione e si occuperà di assemblaggio e montaggio a in linea di vari componenti meccanici. Viene richiesta una buona lettura del disegno meccanico.
Requisiti: Esperienza pregressa nella mansione; Buona conoscenza del disegno meccanico, degli strumenti di misura e d’officina; Residenza in zona di lavoro o limitrofe; Automunito.
Si offre contratto a tempo determinato con possibilità di proroga.
Info e candidature al seguente link http://bit.ly/2SLzaik

Addetto al controllo qualità a Correggio (RE)
La risorsa verrà inserita nel reparto produzione e si occuperà di controlli dimensionali.
Requisiti: Preferibile pregressa esperienza nella mansione; Diploma di maturità tecnico o professionale; Proattività; Disponibilità al lavoro su 3 turni; Automunito; Residenza in zona di lavoro
Info e candidature al seguente link http://bit.ly/2rQYBUw

Attrezzista pressofusione a Carpi (MO)
Il candidato verrà inserito all’interno del reparto di lavorazione dei metalli e si dovrà occupare dell’attrezzaggio, cambio stampi e avvio delle presse atte alla lavorazione e alla fusione dei metalli.
Requisiti: Precedente esperienza nella mansione, preferibilmente nell’utilizzo di presse Engel, Sandretto, Negri Bossi e Arburg; Conoscenza del disegno meccanico e dei più comuni strumenti di misura; Diploma tecnico (ITIS) o professionale (IPSIA); Disponibilità al lavoro su turni (eventuale notturno).
Info e candidature al seguente link http://bit.ly/2rR4RM2

Tirocinante amministrativo a Correggio (RE)
La risorsa verrà inserita all’interno dell’ufficio dove svolgerà un percorso di formazione in affiancamento e dovrà occuparsi della parte relativa l’amministrazione, gli acquisti, segreteria e smistamento chiamate. Requisiti: Diploma in ambito aziendale, Disponibile all’assunzione in tirocinio, Automunito, Residenza zona di lavoro o zone limitrofe
Info e candidature al seguente link http://bit.ly/2F9VA4C

Addetto/a al reparto ortofrutta a Correggio (RE)
La risorsa si occuperà di allestimento e arrangiamento delle casse di frutta e verdura, del servizio al banco, contatto con i clienti, riordino e allestimento degli scaffali e logistica di magazzino, controllo qualità visivo della frutta e della verdura, carico/scarico. Ricerchiamo una risorsa con forte propensione al contatto con il pubblico, disponibilità a lavorare nei fini settimana e durante le festività.
Info e candidature al seguente link http://bit.ly/2SGxNRU

Addetto allestimento scaffali a Reggio Emilia (RE)
La risorsa si occuperà di controllo scadenza merce, rotazione ed allestimento scaffali presso i punti vendita del gruppo. L’orario di lavoro viene stabilito a seconda della disponibilità del/della singolo/a candidato/a: part time da 20 a 35 ore settimanali.
E’ richiesta la disponibilità a lavorare il weekend e i giorni festivi.
Info e candidature al seguente link http://bit.ly/2Ff4EFu

Operaio d'officina metalmeccanica a Novellara (RE)
L'operaio si occuperà di assemblaggio impianti d'automazione industriale, lavorazioni meccaniche e attività di saldatura.
Si richiede: Interesse per il settore metalmeccanico; preferibile precedente esperienza come operaio in ambito meccanico o affini; domicilio in zona; automunito.
Info e candidature al seguente link http://bit.ly/2ZTIwKt

Adetto controllo qualità a Novellara (RE)
La risorsa verrà inserito all’interno del reparto produzione e dovrà occuparsi del controllo dimensionale dei pezzi derivanti dalla produzione tramite l’utilizzo dei principali strumenti di misura (calibro, micrometro, alesametro, altimetro, tamponi,…) per effettuare controlli a campione.
Si valutano anche profili junior con basi meccaniche che seguiranno un percorso di formazione e di crescita professionale all’interno dell’azienda con l’affiancamento di una figura specializzata.
Requisiti: Diploma meccanico o affini; Buona conoscenza del disegno meccanico; Buona conoscenza strumenti di misura; Residenza in zona di lavoro o zone limitrofe; Automunito.
Info e candidature al seguente link http://bit.ly/2QgLoxH

Operatore macchine utensili CNC a Correggio (RE)
La risorsa verrà inserita all’interno del reparto produzione e dovrà occuparsi della conduzione delle macchine a controllo numerico, in particolare centri di lavoro, carico e scarico pezzi e controllo qualità tramite strumenti di misura.
Requisiti: Esperienza pregressa nella mansione; Buona conoscenza degli strumenti di misura; Buona lettura del disegno meccanico; Ottima flessibilità oraria e disponibilità al lavoro su due turni; Residenza in zona di lavoro o zone limitrofe; Automunito.
Info e candidature al seguente link http://bit.ly/37usfxQ

Neolaureato in ingegneria meccanica a Correggio (RE)
La risorsa verrà inserita all’interno di una realtà aziendale ove avrà modo di partecipare alla gestione, coordinamento e supervisione della linea automatizzata per la produzione. Inoltre svolgerà la funzione di raccordo tra la produzione e l’ufficio tecnico. Sono richiesti una laurea in ingegneria meccanica o dei materiali, buona conoscenza della lingua inglese, automunito, residenza in zona di lavoro o zone limitrofe.
Info e candidature al seguente link http://bit.ly/37usfxQ

Operaio iscritto al collocamento mirato a Novellara (RE)
La risorsa verrà inserita all’interno del reparto produttivo per svolgere mansioni di operaio generico inerenti al settore metalmeccanico
Si richiede: Esperienza pregressa nella mansione; Iscrizione al collocamento mirato, Domicilio in zona di lavoro o zone limitrofe; Disponibilità immediata; Patente B, automunito
Info e candidature al seguente link http://bit.ly/2QE98uz

Ingegnere gestionale neo laureato a Correggio (RE)
La risorsa si affiancherà il responsabile dell’ufficio tecnico in un progetto di riorganizzazione del reparto e dell’officina; analisi dei processi; ricerca nuove soluzioni applicabili nei campi della misurazione, della performance e dell’aumento della produttività
Laurea in Ingegneria gestionale; Predisposizione al lavoro in team; Doti relazionali e comunicative; Automunito; Disponibilità immediata; Residenza in zone di lavoro o zone limitrofe. Si offre percorso di sei mesi in internship.
Info e candidature al seguente link http://bit.ly/2rJX3LQ

Responsabile di produzione a Correggio (RE)
Il candidato si occuperà di pianificare, controllare e coordinare l’attività produttiva in una logica di ottimizzazione delle risorse, sarà la figura di riferimento per l’industrializzazione del prodotto e creerà i collegamenti tra i vari reparti. Gestione dell’intero reparto di trasformazione materie plastiche.
Info e candidature al seguente link http://bit.ly/2QJ4Qly

 

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E’ da poco trascorso il 3 dicembre, giornata internazionale dedicata alle persone con disabilità. Nel 1981 è stata proclamata tale giornata con l’obiettivo di promuovere i diritti ed il benessere dei disabili.

Oggi, in Italia, secondo l’Istat, vi sono 3,1 milioni di persone con disabilità, che rappresentano il 5,2 per cento della popolazione.
Per quanto riguarda l’ambito lavorativo, il 44,9 per cento delle aziende non sono in regola con l’obbligo dell’inclusione lavorativa. A quest’ultimo dato, è da aggiungere quello riportante le oltre 770.000 persone con disabilità, iscritte ai Centri per l’Impiego, in attesa di un lavoro.

Ma i Servizi di inserimento lavorativo per i disabili sono essi stessi sott’organico. Il vulnus non è di poco conto, se si considera che i Servizi, deputati all’inserimento lavorativo di coloro che appartengono alle categorie protette e degli individui con disabilità, svolgono un delicato compito, che è l’offerta di percorsi specifici e mirati.

Se questi percorsi non funzionano alla perfezione, le inefficienze che ne derivano vanno a gravare sulle famiglie, le quali restano schiacciate dal pesante fardello di una gestione in solitudine dei propri cari disabili.
Pertanto, è corretto affermare che, a vent’anni dall’approvazione della legge 168/99 sul collocamento mirato, l’inclusione dei disabili nel mondo del lavoro è ancora un traguardo lontano. Anche perché non si investe in una adeguata e mirata formazione, che valorizzi il diversamente abile. Il sistema dovrebbe diventare premiante: tanto più le aziende assumono disabili, tanto maggiori dovrebbero essere le agevolazioni fiscali e gli incentivi.

E’ auspicabile il potenziamento del fondo nazionale per la non autosufficienza, a cui devono essere aggiunte maggiori risorse economiche, per una migliore efficacia di risposta alle sempre più numerose esigenze. Il decreto legge 101/2019, all’articolo 8, prevede che il fondo per il diritto al lavoro delle persone con disabilità possa essere ampliato con donazioni volontarie di privati.

Ma l’attuale stallo che l’Esecutivo sta vivendo, non fa ben sperare. L’ immobilismo che lo caratterizza è conseguenza della difficoltà di conciliare posizioni troppo spesso contrastanti. Ed a rimarcare la sconfortante situazione del nostro Paese, ecco la recente analisi dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop): un genitore su tre che lascia il suo posto di lavoro, lo fa per incompatibilità fra i propri impegni professionali e le esigenze di cura dei figli. Nel più vasto quadro europeo, l’Italia risulta agli ultimi posti per risorse destinate alla protezione sociale delle persone con disabilità. Vi è stato un progressivo indebolimento dei servizi sociali causato sia dai tagli alla spesa pubblica, sia dagli sperperi di una classe politica poca attenta alle vere esigenze dei cittadini.

Bisogna agire ed in fretta. Perché, principalmente per la persona con disabilità, il lavoro rappresenta la fine di un percorso caratterizzato dall’assistenza e l’inizio di un nuovo percorso di autonomia e libertà.

Parma, 24.12.2019

Matteo Impagnatiello
Segretario Ugl Utl Parma

(Foto: Cooperativa Sociale Il Cigno Verde)

Nel corso del tradizionale appuntamento di fine anno dell’Associazione Stampa modenese e il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, il Presidente Roberto Righetti ha toccato alcuni punti sul futuro della professione.

Di Claudia Fiori Modena 24 dicembre 2019  - I giornalisti? Sembra che non amino particolarmente i corsi di formazione obbligatoria, le loro pensioni future sono sempre più a rischio, così come, in generale, la qualità dell’informazione. Il futuro della professione, insomma, è a tinte grigie. Ne ha parlato questa mattina Roberto Righetti, presidente dell’Associazione Stampa Modenese introducendo il tradizionale incontro prenatalizio con il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli.

Il punto più importante riguarda l’INPGI, l’Istituto Nazionale Previdenza dei Giornalisti, che è a rischio commissariamento, con possibile riduzione di tutte le prestazioni in essere e di quelle future. “In questo quadro”, ha detto Righetti, sono stati concessi nuovi incentivi all’esodo per i giornalisti che porteranno via altri contribuenti ed anticiperanno esborsi pensionistici”. Due le possibili soluzioni: l’inglobamento nell’INPS o l’ingresso nell’istituto dei contributi dei comunicatori, che tuttavia pare non siano molto d’accordo. Quest’ultima, tuttavia, appare una soluzione assai incerta, che non vedrebbe comunque la luce prima del 2023.
Altro tema della mattinata è stata la formazione obbligatoria. Il Consiglio di disciplina, infatti, alla fine del secondo triennio ha iniziato a tirare le somme e a convocare i giornalisti che non sono in regola con i 60 crediti triennali. In particolare, i casi arrivati all’organo disciplinare sono quelli che non hanno superato i dieci crediti nel primo triennio. Si tratta di 100 professionisti e 120 pubblicisti che sono stati convocati e messi al corrente della violazione deontologica, per la quale si applicano le sanzioni previste dalla legge istituita dall’Ordine: avvertimento, censura, sospensione dell’esercizio della professione per un periodo non inferiore a due mesi e non superiore a un anno, radiazione dall’Albo.

Un altro tema trattato è stato quello della qualità dell’informazione, in un’epoca in cui tutti pensano di poter fare comunicazione, dove il flusso di informazioni, non sempre esatte, corrette o veritiere (fake news), passa attraverso i social media.

I tagli degli editori, le difficoltà che incontra oggi l’attività giornalistica, il precariato, le crisi aziendali, sono altri fattori che mettono a rischio la qualità dell’informazione, che, tuttavia, deve rimanere prerogativa dei giornalisti, poiché, sebbene possano commettere errori, “ci sono modalità di lavoro che riducono la possibilità di commetterne, c'è una formazione specifica che dovrebbe aiutare a prevenirli, c'è un Ordine che ci aiuta a sanzionare chi li commette”, ha aggiunto Righetti.

E, alla domanda di come il giornalista debba porsi nei confronti del flusso di informazioni, Righetti ha ricordato l’intervento di Ezio Mauro, durante il suo passaggio a Modena per ricordare il collega Vittorio Zucconi, grande giornalista e grande modenese scomparso quest’anno. “Il compito del giornalismo non è immergersi in quel flusso, bensì è stare con un piede nella corrente e uno saldo sulla riva... discernere cosa di quel flusso è notizia, verificare i fatti, inserirli in un contesto, dare loro un senso. E facendo queste operazioni dobbiamo trovare il modo di rispettare la dignità delle persone, i valori di fondo di un Paese, quelli della nostra costituzione (quella che, appunto, tutela il diritto dei cittadini di essere informati): è il senso della responsabilità sociale del nostro lavoro, è la cosa che dà valore al nostro lavoro”.

Un lavoro che, aggiungiamo noi, sembra essere sempre più una corsa a ostacoli.

 

Importante agenzia assicurativa di Parma cerca giovane tirocinante da inserire nel proprio organico per avviarla/o alla carriera commerciale. Il compenso offerto è di 600€ mensili.


Gli interessati, in possesso di diploma e/o laurea, sono invitati a inviare un breve curriculum, con recapito telefonico e e-mail, all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Successivamente la direzione dell’agenzia prenderà contatto con il candidato per invitarlo a un colloquio di selezione.

La posizione è aperta per Parma e provincia.

NB: In funzione delle capacità relazionali e dei risultati conseguiti potranno aprirsi interessanti programmi di carriera.
* Contattare: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

 

Importante agenzia assicurativa di Parma cerca giovane tirocinante da inserire nel proprio organico per avviarla/o alla carriera commerciale. Il compenso offerto è di 600€ mensili.


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Successivamente la direzione dell’agenzia prenderà contatto con il candidato per invitarlo a un colloquio di selezione.

La posizione è aperta per Parma e provincia.

NB: In funzione delle capacità relazionali e dei risultati conseguiti potranno aprirsi interessanti programmi di carriera.
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Di Coopservice 16 Dicembre 2019 - Il 16 dicembre 2019 si è tenuta a Reggio Emilia la conferenza “CSR LAB Le imprese del territorio verso l’Agenda 2030” per presentare il progetto “CSR Lab Emilia Ovest – Laboratorio Diversity Management”.

Il progetto “CSR LAB Le imprese del territorio verso l’Agenda 2030” ha coinvolto piccole e medie imprese, che si sono confrontate in laboratori di co-progettazione di azioni di CSR declinate in quattro aree:

- lo sviluppo d’impresa;
- la sostenibilità ambientale;
- l’internazionalizzazione d’impresa;
- il Diversity Management.

Proprio con riferimento all’ambito del Diversity Management, nel 2016, il Comune di Reggio Emilia ha invitato il centro interculturale MondInsieme a intervenire, in qualità di partner tecnico, nell’ambito del progetto CSR Lab Emilia Ovest.

L’obiettivo: “Sensibilizzare le imprese e gli attori locali sulle potenzialità del Diversity Management come forma di Corporate Social Responsibility, affinché, con azioni responsabili fondate su una gestione lungimirante della diversità presente all’interno dell’organizzazione, contribuiscano allo sviluppo del contesto sociale in cui operano”- recita la pagina web dedicata al progetto.

Spesso questo tipo di azione coinvolge solo le associazioni. La novità assoluta di questo progetto sta nella sua capacità di agire direttamente anche sulle aziende, prevedendo un loro coinvolgimento attivo nel processo di misurazione e descrizione della diversità interna.

Diversity Rating: un valido strumento di misurazione
Lo strumento di misurazione utilizzato per valutare il grado di diversità interna di ciascuna organizzazione è il Diversity Rating 2.0.

Co-costruito insieme alle associazioni di categoria del territorio, a partire da un prototipo ideato da un team di consulenti danesi, lo strumento di Diversity Rating consente di classificare il livello di diversità delle aziende in base a:

- genere;
- origine culturale;
- età;
- anzianità di servizio nell’azienda in oggetto.


Diversity Rating: la funzione principale

Il Diversity Rating ha due importanti funzioni:

- applicato da una singola azienda, sull’intera struttura o su parti di essa, consente a questa di fotografare la sua diversità in un dato momento e di monitorare, dunque, il suo evolversi nel corso del tempo (sulla base di aggiornamenti periodici) al fine di individuare le criticità e le azioni necessarie per valorizzare le diversità emergenti.
- Se estesa a diverse aziende di un territorio, permette lo studio di tendenze di sviluppo della comunità, che potranno orientare interventi pubblici e privati per gestire gli aspetti di cambiamento emersi.

La costruzione e l’applicazione di questo strumento ha permesso di introdurre all’interno delle realtà che hanno partecipato al progetto (associazioni di categoria e alcune aziende) il tema del Diversity Management e di creare consapevolezza circa le potenzialità di tale approccio strategico.

Coopservice e le politiche di Diversity Management

Coopservice, da sempre attenta alle politiche di integrazione all’interno dell’impresa, ha partecipato con entusiasmo al progetto in merito alle attività di Diversity Management proprio per la sua attenzione all’inclusione.

La Cooperativa vanta una forza lavoro composta in maggioranza da donne (60%) e lavoratori stranieri (11%) provenienti da 86 paesi del mondo.

L’inclusione, il rispetto e la cultura della responsabilità sono principi importanti per Coopservice, che crede fermamente nella diversità come valore guida e si impegna a tenere vivo l’impegno sulla Diversity, con azioni continuative nel tempo, per non perdere quanto ottenuto fino a ora.

 

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Roma, 17 novembre 2019 - “ACADI (Associazione Concessionari di Giochi Pubblici), aderente a Confcommercio Imprese per l’Italia, esprime solidarietà e piena condivisione di intenti a Sapar che ha indetto oggi, in Piazza Montecitorio a Roma, una manifestazione chiamando a raccolta tutti i lavoratori operanti nel settore del gioco pubblico. ACADI con le filiere dei propri associati rappresenta oltre il 70% del sistema di controllo del gioco pubblico e regolamentato in Italia, generando e versando oltre 7 dei circa 10 miliardi di euro all’anno di gettito erariale, riveniente dalla spesa degli utenti pari a circa 18,5 miliardi di euro. Condivide pertanto la necessità di portare all’attenzione di tutti - oltre alla centralità della tenuta del sistema concessorio da non compromettere con continui e disordinati aumenti di tassazione - le esigenze di tutela della libertà di impresa, dei livelli occupazionali, della legalità e della salute e del risparmio dei giocatori” - Così in una nota Geronimo Cardia, Presidente di Acadi (Associazione Concessionari di Giochi Pubblici)

Cassazione: stop all'attività di videosorveglianza sul posto di lavoro nonostante il consenso scritto dei lavoratori. Necessario l'accordo sindacale

La Suprema Corte torna a bacchettare, con una sentenza innovativa, l'attività di videosorveglianza sul posto di lavoro. È quanto emerge dalla sentenza 50919 del 17 dicembre 2019 della Cassazione: il datore rischia un'ammenda salata se attua la videosorveglianza senza l'accordo sindacale nonostante il consenso dei lavoratori a essere ripresi. Con la sentenza, la Suprema corte, ha respinto il ricorso di un imprenditore che aveva installato telecamere per il controllo a distanza del personale. Inutile il ricorso della difesa. Il legale aveva sostenuto che la telecamera era stata installata solo dopo il consenso scritto degli impiegati. La tesi non ha fatto breccia presso i Supremi giudici che hanno risolto la questione attingendo prima di tutto allo Statuto dei lavoratori, in particolare all'articolo 4.

Per il Collegio la norma inibisce, in assenza dello svolgimento delle preordinate intese con le rappresentanze dei lavoratori ovvero in assenza della autorizzazione rilasciata dall'Ispettorato del lavoro, la installazione degli strumenti di videosorveglianza a distanza; il fatto che poi le immagini riprese con tali strumenti siano nella disponibilità del datore di lavoro ovvero di un terzo, peraltro da quello incaricato, è circostanza del tutto irrilevante ai fini della integrazione del reato.

Dunque, conclude la Cassazione, il consenso o l'acquiescenza che il lavoratore potrebbe, in ipotesi, prestare o avere prestato, non svolge alcuna funzione esimente, atteso che, in tal caso, l'interesse collettivo tutelato, quale bene di cui il lavoratore non può validamente disporne, rimane fuori della teoria del consenso dell'avente diritto, non essendo nel caso descritto la condotta del lavoratore riconducibile al paradigma generale dell'esercizio di un diritto, trattandosi della disposizione di una posizione soggettiva a lui non spettante in termini di esclusività. Insomma, per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, irrilevante che l'imprenditore raccolga l'adesione dei dipendenti a essere ripresi. Necessario l'accordo sindacale.

(17 dicembre 2019)

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Si è conclusa ieri sera – mercoledì 11 dicembre - con il “pitch coop” (il lancio delle idee d’impresa) la prima parte della sesta edizione di Imprendocoop, il progetto ideato da Confcooperative Modena per favorire l'occupazione e l'imprenditorialità.
Sono una decina i progetti d'impresa che stanno prendendo parte a Imprendocoop. Nelle settimane scorse gli aspiranti imprenditori cooperativi hanno frequentato laboratori e seminari tecnici. Dal 15 gennaio agli aspiranti cooperatori sarà insegnato come si costituisce una cooperativa e quali sono i suoi organi, come si effettua un’analisi di mercato, come si realizzano la pianificazione economico-finanziaria e il business plan.
Oltre al percorso formativo, i partecipanti possono usufruire di assistenza, consulenza e servizi gratuiti. Al termine avverrà la selezione di tre progetti d'impresa che saranno premiati con 3 mila, 2 mila e 1.500 euro. L'erogazione dei premi e servizi è vincolata alla costituzione di un'impresa in forma cooperativa aderente a Confcooperative Modena.
Ricordiamo che Imprendocoop, realizzato in collaborazione con la Fondazione Democenter-Sipe, è sostenuto dal Comune di Modena, Emil Banca e Coop Up, la rete di Confcooperative nazionale per le idee, l'innovazione e lo sviluppo di imprese. Inoltre è patrocinato dalla Regione Emilia-Romagna, dall'Università di Modena e Reggio Emilia e dalla Camera di commercio di Modena.

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La posizione è aperta per Parma e provincia.

NB: In funzione delle capacità relazionali e dei risultati conseguiti potranno aprirsi interessanti programmi di carriera.
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E' nella giornata internazionale dedicata alla disabilità che la Cooperativa La Bula ha voluto presentare ufficialmente la nuova sede del "DIGITARLO", la bottega digitale della coop la bula, dal 2013 coniuga integrazione lavorativa per persone fragili e utilizzo delle nuove tecnologie, offrendo servizi di digitalizzazione.

di LGC Parma 5 dicembre 2019 - A Digitarlo trasformano immagini, video e audio dal formato analogico al formato digitale. Un'attività
nata nel 2013, in seno alla cooperativa La Bula, come realizzazione del progetto "Ricordi Futuri", e finanziato da Fondazione Cariparma, dove operatori e ragazzi hanno cominciato, quasi per gioco a digitalizzare le vecchie foto e i vecchi filmati della cooperativa.
Una progressione irresistibile che ha condotto, nello scorso ottobre, a dover traslocare nei nuovi e più ampi locali di via Bologna 15/a.

Un traguardo che, come ha sottolineato la presidente Laura Stanghellini, è stato possibile realizzare grazie al contributo attivo di tanti. Dagli operatori alle famiglie dei giovani ospiti, dagli enti alla Fondazione Cariparma che ha sostenuto il progetto sin dalle sue origini.

Infatti, come sottolineato dal direttore Luigi Amore, la Fondazione "segue i progetti che forniscono occasioni di inclusione e non esclusivamente di assistenza passiva e qui siamo di fronte a fatti realizzati e quindi siamo contenti".

 

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“Il buon lavoro” delle cooperative sociali in Emilia-Romagna fa risparmiare 20 milioni  di euro all’anno alla pubblica amministrazione. Confcooperative Federsolidarietà, Legacoop Sociali e Agci Solidarietà  chiedono più attenzione e rispetto per queste imprese “vere ed efficienti”. Oltre 5.300 persone svantaggiate inserite in 243 cooperative sociali di tipo B.

(Bologna, 4 dicembre 2019) – “Il buon lavoro delle 243 cooperative sociali di inserimento lavorativo (tipo B) presenti in Emilia-Romagna fa risparmiare alla Pubblica amministrazione circa 20 milioni di euro all’anno, offrendo una prospettiva occupazionale e di ritrovata dignità a oltre 5.300 persone con svantaggi certificati che altrimenti sarebbero completamente a carico della collettività”.
“È arrivato il momento che istituzioni, rappresentanti politici, categorie economiche e parti sociali dimostrino più attenzione e rispetto verso queste imprese che rappresentano il cuore dell’economia inclusiva della nostra regione”.

È questo l’appello lanciato dalle organizzazioni regionali di Confcooperative Federsolidarietà, Legacoop Sociali e Agci Solidarietà nel corso del convegno “IL BUON LAVORO. Imprese Innovazione Inclusione” svoltosi questa mattina in Cappella Farnese a Bologna e che ha visto la partecipazione di numerosi ospiti, tra cui l’attivista per i diritti umani Iacopo Melio (in collegamento), lo scultore non vedente Felice Tagliaferri, l’assessore regionale Paola Gazzolo e l’assessore del Comune di Bologna Marco Lombardo.


Al centro dei lavori, il ruolo delle cooperative sociali di inserimento lavorativo (di tipo B) che secondo la legge 381/1991 devono contemplare almeno il 30% di lavoratori svantaggiati e che consentono un importante beneficio economico per la Pubblica amministrazione (circa 20 milioni di euro all’anno), come certificato dall’ultimo rapporto di Unioncamere Emilia-Romagna e da una ricerca di AICCON.

“Le cooperative sociali di tipo B – continuano le tre centrali – sono un presidio di inclusione sociale e democrazia economica imprescindibile per il welfare della nostra regione. Occupano 6.000 persone senza svantaggi, a cui si aggiungono 5.300 lavoratori svantaggiati: 3.800 assunti con il contratto di lavoro delle cooperative sociali e altri 1.500 tramite tirocini. In questo modo generano un doppio valore per la comunità: da un lato aiutano e valorizzano le persone con disabilità e svantaggi di ogni tipo offrendogli una possibilità di riscatto e di espressione delle proprie abilità, dall’altro evitano alla Pubblica amministrazione i costi di assistenza di queste persone, generando così un beneficio economico per la collettività”.

La maggior parte dei lavoratori svantaggiati inseriti in cooperative sociali di tipo B presenti in regione (circa la metà) è costituita da disabili fisici e psichici; ci sono poi persone con dipendenze patologiche, pazienti psichiatrici, persone in condizioni di fragilità, detenuti e minori. I settori di intervento spaziano da pulizia e manutenzione del verde a igiene ambientale, assemblaggi, gestione di strutture ricettive, trasporti, fino a tipografia, custodia dei parcheggi e delle biblioteche.


“Le cooperative sociali sono imprese vere ed efficienti che hanno accettato la sfida di misurarsi sempre di più con il mercato privato - concludono Confcooperative Federsolidarietà, Legacoop Sociali e Agci Solidarietà -. L’iniziativa odierna è solo il primo passo di un percorso unitario per dare voce a chi ogni giorno lavora nelle cooperative sociali di tipo B, restituendo dignità e futuro alle persone con svantaggi”.

 

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Importante agenzia assicurativa di Parma cerca giovane tirocinante da inserire nel proprio organico per avviarla/o alla carriera commerciale. Il compenso offerto è di 600€ mensili.


Gli interessati, in possesso di diploma e/o laurea, sono invitati a inviare un breve curriculum, con recapito telefonico e e-mail, all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Successivamente la direzione dell’agenzia prenderà contatto con il candidato per invitarlo a un colloquio di selezione.

La posizione è aperta per Parma e provincia.

NB: In funzione delle capacità relazionali e dei risultati conseguiti potranno aprirsi interessanti programmi di carriera.
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Martedì, 26 Novembre 2019 14:36

Una guida per lo studio e il lavoro dei giovani

Il titolo – #failasceltagiusta – non lascia dubbi sull’obiettivo della Camera di Commercio, che in una guida di centosessanta pagine mette in campo tutte le informazioni, i dati, le analisi e le proiezioni possibili per sostenere i giovani nell’ingresso del mondo del lavoro, partendo da una serie di indicazioni che li orientano già nella scelta degli studi e nell’acquisizione di specifiche qualifiche professionali.

“La guida - sottolinea il presidente della Camera di Commercio, Stefano Landi – di fatto completa l’intenso e articolato percorso che la Camera di Commercio offre alle scuole e agli studenti reggiani per stabilire una relazione più efficace tra mondo dell’istruzione e del lavoro, superando una distanza che è ben evidenziata, esemplarmente, dalle pesanti difficoltà che le imprese scontano nella ricerca di alcuni profili professionali, tanto che il 39% delle figure richieste risulta di difficile reperimento”.

“Le iniziative camerali messe in atto nell’anno scolastico 2018/2019 – spiega Landi – si sono concluse con un saldo che parla di quasi 1.000 studenti coinvolti, ma nell’anno scolastico in corso giungeranno a 2.500, molti dei quali saranno protagonisti degli incontri (denominati “CamerOrienta”, con il prossimo appuntamento in programma il 2 dicembre) in cui si approfondiscono l’evoluzione del lavoro e le opportunità lavorative che possono presentarsi dopo la scuola secondaria”. 

“Come Camera di Commercio – prosegue Landi – abbiamo poi investito ingenti risorse per sostenere i percorsi di alternanza scuola-lavoro degli studenti nelle imprese reggiane, lavorando contemporaneamente anche sui quei percorsi di simulazione d’impresa che quest’anno hanno visto i ragazzi di un Istituto reggiano in competizione a Bologna nell’ambito di “Impresa in Azione”. 

“E’ dunque a tutto questo – conclude Landi – che ora si associa la guida #failasceltagiusta, strumento con il quale vogliamo offrire ai ragazzi e alle loro famiglie tutti gli indicatori utili a comprendere le dinamiche e le prospettive dell’economia reggiana e quali siano i percorsi di studio maggiormente legati a concrete prospettive di lavoro”.

La guida camerale – realizzata in collaborazione con Ifoa e la società di consulenza Ptsclas – si apre con un ampio capitolo dedicato all’analisi del mercato del lavoro nella nostra provincia, con dati riferiti anche ai profili attualmente più richiesti e alle figure professionali che le imprese faticano maggiormente a reperire.

“A queste indicazioni di contesto, che già offrono una prima possibilità di orientamento – spiega il segretario generale della Camera di Commercio, Michelangelo Dalla Riva – si aggiungono poi due ampie sezioni che rappresentano sicuramente il cuore della guida e le parti più efficacemente innovative, perché affrontano due temi di straordinario interesse: da una parte le previsioni dei fabbisogni professionali delle imprese dei diversi comparti e, dall’altra, la probabile richiesta di giovani diplomati o con qualifica in base ai diversi indirizzi di studio seguiti”. “Tutto questo – osserva Dalla Riva – con uno sguardo che arriva sino al 2023 e, conseguentemente, permette ai giovani e alle loro famiglie una migliore ponderazione delle scelte degli studi superiori e delle specializzazioni acquisibili in funzione delle indicazioni fornite dalle stesse imprese”.

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E’ in questo modo che dalla guida emerge, ad esempio, che nel settore della meccanica e meccatronica, che pesa per il 20,5% sull’occupazione provinciale, il 78% delle qualifiche ricercate è riferito a operai specializzati e conduttori di macchine, che da qui al 2023 l’occupazione resterà stabile (quindi solo sostituzioni per pensionamenti), che le opportunità di lavoro riguarderanno per l’88% il personale dipendente e che per il 28% sarà richiesta una qualifica professionale, per il 46% il diploma e per il 26% la laurea.

Partendo, invece, dai diversi indirizzi di studio presenti nella nostra provincia, è possibile valutare quali possono e potranno essere i settori a più alto assorbimento (per l’indirizzo finanza, amministrazione e marketing, ad esempio, la maggior offerta di lavoro – pari al 46% del totale - verrà dal commercio), quali siano le competenze più richieste ai diplomati/specializzati per ciascun indirizzo, ma anche la consistenza dell’offerta, nelle diverse province dell’Emilia-Romagna, riferita anch’essa ai singoli indirizzi di studio.

Nella guida sono anche indicate, settore per settore, le aziende leader per occupazione e vi sono specifiche indicazioni sulla richiesta di competenze green e 4.0 

“Tutto il lavoro realizzato, le analisi, l’incrocio dei dati, il dialogo con le imprese – sottolinea Umberto Lonardoni, direttore di Ifoa – mira a facilitare scelte di studio sulle quali incidono inclinazioni individuali e fattori esterni, non escluse anche le letture non corrette della realtà del lavoro”. “Per questo – conclude Lonardoni – ci auguriamo di concorrere a ridurre quell’evidente disallineamento che oggi si registra tra i profili dei candidati pronti ad entrare nel mondo del lavoro e quelli ricercati dalle imprese”.

La guida #failasceltagiusta propone anche una mappa degli indirizzi di studio presenti nel territorio, con focus specifici sui diplomi e le qualifiche professionali acquisibili in provincia e sulla rete politecnica, ovvero l’istruzione e la formazione tecnica post-diploma in Emilia-Romagna.

La guida è disponibile online al link #failasceltagiusta e, in cartaceo, può essere ritirata nella sede della Camera di Commercio. 

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Fonte: dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Reggio Emilia

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Iscrizioni aperte a startup e PMI innovative per presentare il proprio progetto imprenditoriale entro il 20 aprile 2020. I business plan selezionati accederanno al programma di accelerazione di UniCredit, giunto quest’anno alla sua settima edizione.

21 novembre 2019

Sono aperte da oggi le iscrizioni alla settima edizione di UniCredit Start Lab, il programma di accelerazione e Open Innovation lanciato da UniCredit nel 2014, rivolto a startup e PMI innovative costituite da non più di 5 anni. 

Anche quest’anno UniCredit Start Lab si articolerà in numerose azioni con l’obiettivo di far crescere nuove realtà imprenditoriali ad alto contenuto tecnologico e innovativo attraverso attività formative, tra cui il percorso di eccellenza della Startup Academy, un programma di mentorship personalizzata, la partecipazione a “Investor Days” e “Business Meetings” strutturati con imprese clienti di UniCredit per partnership industriali, tecnologiche, commerciali, strategiche e collaborazioni a vario livello, l’accesso a specifici servizi come l'assegnazione di un gestore UniCredit dedicato al supporto alla crescita e, infine, l'assegnazione di riconoscimenti in denaro

Le categorie all’interno delle quali le idee imprenditoriali potranno concorrere per aggiudicarsi l’accesso al programma saranno le seguenti 4:

  • Innovative Made in Italy: categoria in cui si ricercheranno aziende ad alto potenziale in settori chiave dell'imprenditoria italiana come l'agrifood, la moda, il design, le nanotecnologie, la robotica, la meccanica e il turismo;
  • Digital: rientreranno in questa classe le aziende e idee imprenditoriali relative a sistemi cloud, hardware, app mobile, internet of things, servizi e piattaforme B2B e fintech;
  • Clean Tech: sarà l'ambito d'azione dei business plan inerenti soluzioni per l'efficienza energetica, le energie rinnovabili, la mobilità sostenibile e il trattamento dei rifiuti;
  • Life Science: categoria all'interno della quale si individueranno i progetti più importanti in tema di biotecnologie e farmaceutica, medical device, digital health care e tecnologie assistive.

 

Per poter partecipare alla selezione per UniCredit Start Lab 2020, le startup e PMI candidate sono invitate a presentare un progetto imprenditoriale che riguardi iniziative originali e ad alto contenuto innovativo, inviando la loro domanda di partecipazione, un business plan completo del progetto imprenditoriale, l’informativa per il trattamento dei dati personali e il rilascio del consenso secondo le modalità indicate nella piattaforma di iscrizione on-line entro il 20 aprile  2020. Ulteriori dettagli sulle modalità di invio e sulla documentazione richiesta sono disponibili sul sito: https://www.unicreditstartlab.eu, dove è anche possibile consultare il regolamento completo per la partecipazione.

Andrea Casini, Co-Ceo Commercial Banking Italy di UniCredit, afferma: “Con Start Lab UniCredit ha analizzato circa 5.000 progetti imprenditoriali dal 2014, selezionandone oltre 300 che hanno preso parte a un percorso di accelerazione sviluppato attorno alle esigenze specifiche dei giovani imprenditori, ai quali è stato fornito pieno supporto per accompagnarli in tutte le fasi della vita aziendale. Grazie a UniCredit Start Lab abbiamo un punto di osservazione privilegiato sull’innovazione e abbiamo raggiunto in Italia una quota di mercato pari al 20% tra le start up e le PMI innovative” . 

La settima edizione di UniCredit Start Lab segue il successo dell’ultimo anno, durante il quale sono state oltre 600 le candidature di start up e Pmi innovative presentate alla banca e pervenute al termine di un road-show che ha toccato 14 tappe in tutta Italia. Il 49% dei business plan complessivamente presentati ha riguardato la categoria Digital, il 28% l'Innovative Made in Italy, il 14% il Life Science e il 9% il Clean Tech. Il 57% dei partecipanti alla scorsa edizione aveva un'età compresa tra i 22 e i 40 anni. La Lombardia, con oltre un quarto delle start up iscritte, si è confermata la regione più prolifica in termini di nuove idee imprenditoriali

 

A vincere nelle 4 categorie di UniCredit Start Lab della passata edizione sono state:  

  • DeepTrace Technologies di Milano nella categoria Life Science, grazie ad una soluzione innovativa in grado di eseguire una diagnosi precoce e predire la progressione dell'Alzheimer; 
  • Captive Systems di Bergamo per la categoria Clean Tech, con un innovativo progetto per il trattamento e il recupero delle acque industriali; 
  • Hiro Robotics di Genova per la categoria Innovative Made in Italy, per aver progettato e sviluppato un avanzato sistema di guida dei robot in ambito industriale; 
  • AppQuality di Cremona per la categoria Digital, che offre servizi per l’ottimizzazione di app, website e ogni altro prodotto digitale in grado di ridurne i costi di sviluppo e gestione.

 

Mercoledì, 20 Novembre 2019 08:17

Reggiolo, restyling per la filiale UniCredit

I nuovi spazi ospitano una filiale che si caratterizza per innovazione tecnologica, design e marketing esperienziale per servizi alla clientela più funzionali e interattivi

 

REGGIOLO, 19 novembre 2019 – Accessibilità, trasparenza e innovazione. Sono questi i concetti chiave alla base del progetto di rinnovamento strutturale completato di recente per la filiale UniCredit di Reggiolo.
Terminati i lavori di ristrutturazione, resi necessari in seguito agli ingenti danni riportati in seguito al sisma, UniCredit ha riaperto, del tutto rimodernata, la propria sede di via Matteotti n. 126, con una cerimonia di inaugurazione che ha visto partecipare, tra gli altri, il sindaco, Roberto Angeli; e il parroco don Francesco Avanzi, accolti in filiale da Renzo Riccò, direttore della filiale di Reggiolo, con Elena Allambra, Area Manager Reggio Emilia Provincia Nord; e Andrea Burchi, Regional Manager Centro Nord UniCredit.

“Siamo felici – ha sottolineato Burchi – di restituire a Reggiolo la nostra sede che è stata oggetto di un importante intervento di consolidamento e di un restyling accurato. E’ uno dei segni tangibili dell’impegno e dell’attenzione di UniCredit per questo territorio. Qui lavoriamo giorno per giorno per accompagnare la crescita della comunità”.

Nella filiale rinnovata massima integrazione tra tutti i canali della banca, da quelli tradizionali a quelli che mettono a disposizione della clientela dotazioni multimediali tecnologiche.

Sono cinque le persone che compongono la squadra di via Matteotti. Consulenti specializzati che seguiranno i clienti nelle transazioni complesse e nella consulenza sui prodotti di base in modo flessibile e limitando i tempi di attesa. L’operatività giornaliera è supportata dalle più avanzate tecnologie. La filiale è dotata infatti di un'Area Self, attiva 24 ore su 24, con uno Sportello Bancomat Evoluto che, oltre alle consuete operazioni di prelievo e di versamento di contanti e assegni, consente di accedere a diverse funzioni di pagamento. Più semplici da utilizzare grazie alla grafica intuitiva e alla modalità touch, i nuovi Atm permettono anche di accedere al servizio Prelievo Smart, consentendo in tutta sicurezza ai clienti di ottenere l’erogazione di contante con addebito sul conto anche senza utilizzo di carte bancomat. Nella filiale rinnovata è inoltre possibile utilizzare il Chiosco Multifunzione per effettuare bonifici e diverse tipologie di pagamento, e l’innovativa “cassa veloce”, per eseguire anche all’interno tutte le normali operazioni di cassa.

Massima funzionalità dei servizi e alti livelli di consulenza personalizzata sono appunto le leve su cui la banca punta per crescere ancora nell’area.

 

Il Belpaese è il primo in Europa con il più alto numero di lavoratori autonomi, soprattutto giovani e laureati. Ma negli ultimi 10 anni la propensione a “mettersi in proprio” è diminuita del 5,14%, anche per l’assenza di interventi a sostegno, da ultimo con la legge di
bilancio 2020 all’esame del Parlamento. È quanto emerge dall’analisi della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, presentata durante la Giornata delle Professioni Liberali

Roma, 13 novembre 2019 - Con oltre 5 milioni di lavoratori autonomi, l’Italia è il Paese europeo con il più alto numero di occupati in proprio. L’incidenza sul totale degli occupati è la più alta anche fra i giovani: su poco più di 4 milioni di occupati tra i 25 e i 34 anni, il 16,3% svolge un lavoro autonomo contro una media UE del 9,4%.

È quanto emerge dall’analisi della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro “Il lavoro autonomo in Italia, un confronto con l’Europa”, presentata in occasione della Giornata delle Professioni Liberali. Una platea di lavoratori che è mediamente più istruita dei dipendenti, specie tra i più giovani (il 37,2% degli autonomi è laureato rispetto al 27,9% dei dipendenti), e molto presente nel settore terziario, da sempre motore dell’economia del Paese. Ma non solo. Dallo studio emerge inoltre che circa la metà degli occupati indipendenti in Italia sono collocati al vertice della piramide professionale: il 12,3% sono manager o titolari di aziende, il 20,4% professionisti ad alta qualificazione e il 17,1% figure tecniche.

Eppure la propensione a mettersi in proprio si riduce sempre di più. Fra il 2009 e il 2018, complici il calo demografico e le maggiori difficoltà di accesso al mercato del lavoro, gli autonomi sono diminuiti del 5,14%. Le conseguenze sulla tenuta del sistema economico sono facilmente prevedibili se si considera che ad oggi professionisti, imprenditori, artigiani, ma anche consulenti e freelance, riders e lavoratori della gig economy costituiscono un universo ampio e estremamente articolato che contribuisce al 21,7% dell’occupazione del nostro Paese (a fronte di una media europea del 14,3%). Eppure continuano a mancare interventi sufficienti a sostegno dei tanti lavoratori autonomi italiani.

Da ultimo il disegno di legge di Bilancio 2020 che sembra dimenticare l’apporto che il lavoro autonomo fornisce allo sviluppo del Paese. Nonostante ciò in tanti decidono di “mettersi in proprio”. Alla base di questa decisione, nel 39% dei casi, c’è l’“opportunità di fare business”, mentre nel 24,2% c’è la volontà di mantenere “in vita” l’attività di famiglia. Ma essere lavoratori autonomi è un’impresa non priva di ostacoli, nel Bel Paese più che altrove: 9 autonomi su 10 (89,9%) lamentano la presenza di notevoli difficoltà nello svolgimento del proprio lavoro: una condizione che in Europa interessa il 71,7% della platea. In testa alle criticità degli italiani spicca il carico burocratico (il 25,8% degli autonomi contro il 13,1% della media europea), seguito dall’instabilità degli incarichi e dei committenti (il 21,6% contro il 12,3% della media europea dichiara di dover affrontare periodi di non lavoro, perché senza progetti o clienti) e dal ritardo dei pagamenti (il 20,2% contro l’11,7%). Pesano, infine, anche la difficoltà di accesso ai finanziamenti, l’impossibilità di incidere sui prezzi di servizi e prodotti e la mancanza di coperture in caso di malattia o infortunio.


“A differenza dei luoghi comuni, lo studio sul lavoro autonomo dimostra che gli italiani hanno una grande voglia di mettersi in gioco e di contribuire a costruire la ricchezza del Paese avviando un’attività autonoma”. A dichiararlo il Presidente della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, Rosario De Luca. “Nella maggior parte dei casi, però – sottolinea – chi vuole mettersi in proprio è frenato da difficoltà oggettive tipiche del mercato del lavoro italiano, fra cui spiccano i costi burocratici per avviare un’attività produttiva e il mancato sostegno da parte dello Stato ai tanti giovani pronti a darsi da fare per costruirsi un futuro. Eppure, considerando l’importante incidenza del lavoro autonomo sull’occupazione italiana, un’inversione di tendenza è quanto mai urgente. La
manovra 2020 dovrebbe essere l’occasione per incrementare il sostegno ai liberi professionisti – evidenzia De Luca –, attraverso la riduzione dei carichi fiscali, degli oneri burocratici, la promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e l’introduzione dell’equo compenso per garantire una retribuzione dignitosa anche a questa categoria professionale”.

(In allegato la ricerca del CNODL)

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