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Mediazione Familiare - Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia presenta la nuova Sezione specializzata in Mediazione Familiare

L’organismo di Mediazione civile dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia, già attivo da oltre un decennio, si arricchisce di una nuova “Sezione specializzata in Mediazione Familiare” che sarà presentata nel corso di una iniziativa gratuita e aperta al pubblico dal titolo “La Mediazione familiare e il processo. La Mediazione come risorsa sociale per i cittadini”.
Giovedì 20 febbraio – dalle ore 15 alle 18.30, presso l’Aula 5 del Palazzo di Giustizia di Reggio Emilia (via Paterlini, 1) – nella giornata dedicata alla Giustizia Sociale e in cui la Regione Emilia Romagna, per il quinto anno consecutivo, celebra la Mediazione sociale, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia mette a disposizione delle famiglie e della collettività il nuovo servizio che avrà sede presso l’Ordine forense reggiano.

Il convegno – introdotto dai saluti del presidente dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia e dell’Organismo di Mediazione avv. Celestina Tinelli, del presidente del Tribunale di Reggio Emilia dr.ssa Cristina Beretti, del Vescovo della Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla monsignor Massimo Camisasca, e del sindaco di Reggio Emilia dr. Luca Vecchi e coordinato, nella prima parte, dall’avv. Franca Porta, consigliere segretario dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia – sarà dedicato a “La Mediazione familiare e il processo”.

Tra i relatori, la dott.ssa Susanna Raimondi, coordinatrice tecnica del Centro Gea-Irene Bernardini del Comune di Milano, nonché presidente della Società Italiana di Mediazione Familiare (S.I.Me.F.), spiegherà l’importanza di “Conoscere per scegliere la mediazione familiare”.
L’attività e le funzioni de “La sezione specializzata di Mediazione familiare” sarà illustrata dall’avv. Ida Erica Fuggetta, mediatrice familiare S.I.Me.F. e componente del Consiglio dell’Organismo di Mediazione dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia.
Il dott. Francesco Parisoli, presidente della I sezione del Tribunale di Reggio Emilia, illustrerà “I provvedimenti presidenziali e l’art. 337 octies, II comma, c.c.”.

La seconda parte dei lavori, dal titolo “La Mediazione come risorsa sociale per i cittadini”, sarà introdotta dall’avv. Massimo Romolotti, mediatore civile e coordinatore dell’Organismo di Mediazione dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia, che farà il punto su “L’esperienza dell’Organismo di Mediazione dell’Ordine degli Avvocati reggiani” e, a seguire, la dott.ssa Lisa Gilioli, coordinatrice del Centro per le famiglie, Servizio Politiche di welfare e intercultura del Comune di Reggio Emilia, illustrerà “L’esperienza del Centro per le famiglie di Reggio Emilia”.

Il confronto tra la dott.ssa Barbara Soncini, mediatrice familiare S.I.Me.F. e consulente tecnico forense, e la dott.ssa Mariafrancesca Sidoli, mediatrice scolastica e familiare A.I.Me.F. e assessore del Comune di Reggio Emilia, coordinato dall’avv. Giovanna Fava, componente della Commissione Famiglia dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia, concluderà i lavori della giornata.

Sono stati invitati a partecipare il Coordinamento dei Centri per le famiglie della Regione Emilia Romagna, gli assessori alle Politiche di Welfare dei Comuni, i dirigenti del Servizio sociale e i Centri per le famiglie del Comune di Reggio Emilia, le Unioni dei Comuni Colline Matildiche, Pianura Reggiana, Terra di Mezzo, Tresinaro Secchia, Val d’Enza, i Comuni dell’Appennino, della Bassa Reggiana e il dipartimento di Neuropsichiatria infantile Ausl Reggio Emilia.

L’evento, gratuito e aperto al pubblico (previa prenotazione e fino ad esaurimento posti), è organizzato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia. Agli avvocati che parteciperanno all’evento saranno riconosciuti 4 crediti formativi, di cui 2 in materia deontologica (iscrizione obbligatoria sul sistema RICONOSCO).

Per info: tel. 0522.276351; email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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Nella sua prima lettera del 2020, indirizzata ai Ceo delle aziende, il fondatore e presidente della più importante società di gestione del risparmio conferma la fiducia in un nuovo corso dell’economia e della finanza mondiali: “Solo le imprese che accettano di divenire ‘sostenibili’ verranno premiate”

Già lo aveva anticipato nell’estate del 2019 nella lettera che aveva inviato alle aziende: “Chi non si adegua ai nuovi imperativi di sostenibilità resi necessari dal cambiamento climatico, è destinato a rimanere indietro”. Ora Larry Fink, fondatore e Ceo di BlackRock, il primo fondo di investimenti americano con quasi 7 mila miliardi di dollari in gestione, torna sull’argomento nella sua prima comunicazione del 2020: “Solo le aziende che accetteranno la sfida della sostenibilità e della trasparenza verranno premiate dal mercato e dagli investitori”. Il motivo è molto semplice: il cambiamento climatico avrà sempre più un impatto significativo e duraturo sulla crescita e sulla prosperità economica, un rischio che i mercati fino ad oggi hanno sottovalutato.

Ma ora questa sottovalutazione sta terminando. Al contrario “la consapevolezza cresce rapidamente e siamo sull’orlo di una completa trasformazione della finanza mondiale”.

Perchè il climate change incide sull’economia mondiale
Le tesi di Larry Fink trovano del resto fondamento in un numero sempre maggiore di studi e ricerche di diverse organizzazioni – quali l’Intergovernmental Panel on Climate Change delle Nazioni Unite, il McKinsey Global Institute, il BlackRock Investment Institute e molti altri . Si tratta di analisi sulle implicazioni socioeconomiche del rischio derivante dai cambiamenti climatici, studi che illustrano come il rischio climatico avrà un impatto non solo sul mondo ‘fisico’, ma anche inevitabilmente sul sistema globale che finanzia la crescita economica e, in ultima istanza, sullo stesso modello di capitalismo mondiale.
E’ lo stesso Fink a fornire alcuni esempi pratici della fondatezza di questa tesi. “Cosa succederà ai mutui trentennali – un tassello chiave della finanza – se chi li eroga non è in grado di stimare l’impatto del rischio climatico su un arco di tempo tanto lungo, e se non sussistono opportunità di mercato per le assicurazioni contro incendi o inondazioni nelle aree interessate?”. E ancora: “Che accadrà all’inflazione, e di conseguenza ai tassi d’interesse, se il costo del cibo aumentasse a causa di siccità e inondazioni? Come possiamo costruire una crescita economica se i mercati emergenti vedono la propria produttività diminuire a causa di temperature estreme o di altri impatti climatici?”.
Va da sè che sempre più gli investitori saranno costretti a confrontarsi con questi interrogativi e cercheranno di prevedere quale impatto avranno le problematiche e le politiche legate al clima sui prezzi, sui costi e sulla domanda dell’economia nel suo complesso.

Il climate change non è un cambiamento passeggero, ma strutturale e di lungo periodo
Certo non è la prima volta che l’economia globalizzata naviga in acque tempestose: basta tornare con la memoria ai picchi di inflazione degli anni Settanta, alla crisi valutaria asiatica nel 1997, alla bolla internet di fine millennio e alla crisi finanziaria globale del 2008. «Ma anche quando queste situazioni sono durate molti anni, erano tutte, in generale, per loro natura di breve termine “, sottolinea il Ceo di BlackRock.
Il cambiamento climatico è diverso da tutti gli scenari di rischio precedenti. Anche se si verificassero solo una parte degli impatti previsti dagli studi e dalle previsioni scientifiche, si tratta di uno stato di crisi a lungo termine, e quindi molto più strutturale. Ne consegue che “le aziende, gli investitori e i Governi devono prepararsi per una significativa riallocazione dei capitali”.
Riallocazione che di fatto è già in atto. Si tratta però di un trend destinato a crescere esponenzialmente man mano che la generazione dei Millennial prenderà il comando, in politica e nel business: migliaia di miliardi di dollari a poco a poco passeranno nei prossimi decenni ai millennial. E quando questi diventeranno amministratori delegati, politici e capi di Stato, “rimodelleranno ulteriormente l’approccio mondiale alla sostenibilità”.

Sostenibilità e trasparenza sono le nuove parole chiave
Qual è allora, nell’era del climate change e del conseguente spostamento di capitali, concretamente la sfida che il management delle aziende è chiamato ad attuare per dare risposta alle nuove esigenze dei mercati? La parola chiave, secondo Fink, è trasparenza: “Tutti gli investitori, insieme alle autorità regolamentari, agli assicuratori e al pubblico, debbono avere un quadro chiaro di come le aziende gestiscono le questioni legate alla sostenibilità”. Questioni che, beninteso, si estendono ad una ampia gamma di tematiche, quali ad esempio le politiche di prezzo, gli standard di sicurezza dei lavoratori, gli assetti della privacy dei dati, l’etica aziendale ecc.
E che cosa succede a quelle imprese che ‘tradiscono’ la fiducia nel nuovo corso? Una società farmaceutica che aumenta significativamente i prezzi, una società mineraria che riduce la sicurezza, una banca che non rispetta i propri clienti: queste società possono massimizzare i rendimenti a breve termine. Ma, a lungo andare, “queste azioni che danneggiano la società si ripercuoteranno sull’azienda e ne distruggeranno il valore per gli azionisti”.

Ma la sostenibilità e la trasparenza non sono fini a se stesse… piuttosto sono le chiavi di successo del futuro
Beninteso per il Ceo di BlackRock ‘trasparenza’, così come ‘sostenibilità’, non è una parola vuota da utilizzare nelle brochure aziendali. Si tratta invece di obiettivi (“purpose”) che le aziende devono essere determinate a perseguire perché consentono di portare beneficio, oltre che a sé, a tutte le parti interessate: azionisti, clienti, dipendenti e comunità in cui operano. Perchè secondo Fink non vi è alcun dubbio che, nelle nuove condizioni di contesto, “un’azienda non può ottenere profitti a lungo termine senza perseguire uno scopo e senza considerare le esigenze di tutta la vasta gamma di stakeholder”.
Al contrario, un forte senso dell’obiettivo di sostenibilità e un impegno nei confronti delle parti interessate aiutano un’azienda a connettersi più profondamente con i propri clienti e ad adattarsi alle mutevoli esigenze della società, diventando così “il motore della sua redditività a lungo termine” nell’ambito di un nuovo modello di capitalismo più sostenibile ed inclusivo.

Di Coopservice 7 Febbraio 2020

Periodicamente proporrà spunti di riflessione partendo da una frase significativa per supportarci nella nostra crescita personale.

di Francesca Caggiati 16 febbraio 2020 - È appena nata su Gazzetta dell’Emilia una nuova rubrica dal titolo “I segreti del Coach”, a cura di Marco Becchi, personal coach, formatore aziendale e creatore del metodo “Essere Straordinari”, un vero e proprio percorso di crescita personale sviluppato attraverso momenti di formazione in aula, laboratori, esercitazioni, coaching individuali e di gruppo, supporto costante attraverso un piano di sviluppo articolato e sviluppato per andare incontro alle reali necessità della persona o dell’azienda che si avvale del suo operato.

Oggi più che mai infatti il tema della formazione è diventato di cruciale importanza nella crescita della persona: nelle relazioni con gli altri, in ambito professionale, nei team di lavoro, nelle organizzazioni profit e non. Il concetto di formazione si caratterizza proprio per la finalità di sviluppo delle competenze trasversali e delle capacità personali.
Non si tratta di un insieme di nozioni, ma è un processo di trasformazione che richiede tempo e continuità.

Per approfondire questa tematica incontriamo Marco Becchi, che a sua volta si è formato con i migliori trainer a livello internazionale come Antony Robbins, Richard Bandler, John La Valle, Owen Fitzpatrick, Tony Buzan, Robert Cialdini, Brian Tracy, solo per citarne alcuni, perché anche per i coach la formazione viene al primo posto ed è continua e costante.

1. Partiamo dai presupposti. Quanto sono importanti la formazione e la crescita personale nella società attuale?
“Non c’è investimento migliore che le persone possano fare. Oggi se porti i tuoi soldi in banca ti danno tassi vicini al 2% mentre se investi in formazione e su te stesso potrai ottenere un ritorno molto più alto sul capitale in forma di nuove abilità e capacità che saranno tue per sempre e ti permetteranno di fare la differenza”.

2. Il mondo della formazione e del coaching oggi è veramente ampio e si avvale di figure e strumenti diversi. Ci aiuta a fare chiarezza sulla differenza tra coach, counselor, psicoterapeuta?
“Non vorrei concentrarmi sulle differenze tra queste figure, quanto su un aspetto che abbiamo in comune. Tutte e tre sono figure al servizio dell’essere umano per aiutarlo a superare momenti di difficoltà e per permettergli di esprimere al meglio il proprio potenziale. Sono figure molto utili e oggi per fortuna è facile trovare professionisti davvero preparati e di esperienza”.

3. Pensa che le persone e le aziende italiane investano abbastanza in questo ambito?
“Penso che le aziende abbiano migliorato la loro propensione, ma non è ancora sufficiente. Troppo spesso ci si concentra solo su fattori tecnici e poco sulla programmazione di una crescita del proprio staff costante e duratura nel tempo che permetta all’azienda di non farsi poi travolgere dai cambiamenti”.

4. Lei si è formato con i più importanti trainer a livello nazionale e internazionale, poi a creato un proprio metodo. In cosa consiste “Essere Straordinari”?
“Qualche anno fa, prima di iniziare questo lavoro, mi rendevo conto che le cose non potevano andare avanti in quel modo. Dopo essermi separato e aver lasciato il lavoro che svolgevo da 10 anni ho ripreso in mano la mia vita e ho scelto di rimettermi in gioco. Non è stato facile ma ora sono grato di aver preso quelle decisioni e di aver fatto lezione di tutto ciò ce mi è accaduto.
Il metodo “Essere Straordinari” nasce dalle mie esperienze e nel corso degli anni l’ho evoluto e trasmesso a migliaia di persone, come strumento per vivere quella vita straordinaria che ognuno di noi merita. Si compone di diversi step e percorsi formativi che si intrecciano fra di loro, sono complementari e lavorano in parallelo e in up grading, i quattro step principali sono: Dream, Power, Believe e Life”, a cui si affianca il corso di Time Management, specifico per una più performante gestione del tempo e i corsi espressamente dedicati alla PNL, come il PNL Practitioner e il Master Practitioner.

5. A chi sono rivolti i suoi corsi?
“I miei corsi sono rivolti alle persone che intendono migliorare le proprie abilità per vivere appieno la propria vita, in particolare nelle aree dedicate agli obiettivi, alla comunicazione e alle emozioni. Mi definisco un motivatore e un coach specializzato nell’area life, quella della quotidianità e delle relazioni”.

6. Come è suddivisa in percentuale la partecipazione ai corsi tra uomini e donne? E di quale fascia di età sono?
“I partecipanti ai corsi sono 60% donne e 40% uomini, nel passato gli uomini erano molti meno ma ora anche noi maschietti abbiamo finalmente capito la rilevanza di questi argomenti. La fascia d’età prevalente è quella dai 30 ai 50 anni, ma ho avuto la fortuna di lavorare anche con ragazzi di 18 anni e con persone di grande esperienza con più di 65 anni e tutti sono in grado di portare un punto di vista utile”.

7. Quanto sono importanti costanza e disciplina nella formazione e nella crescita personale?
“La disciplina, come dice Jim Rohn, è il ponte tra i nostri sogni e la loro realizzazione. Saper fare le cose con costanza, nonostante le difficoltà e gli ostacoli è una capacità che va coltivata con motivazione e grande determinazione. Spesso i sogni delle persone e delle aziende falliscono proprio per una mancanza continua di disciplina. Per trasformare in realtà i nostri desideri e realizzarci come persone nella vita dobbiamo fare ogni giorno ciò che va fatto, senza tirarci indietro”.

8. Quale è stata finora la sua più grande soddisfazione?
“La mia più grande soddisfazione è quella di essere stato di supporto a migliaia di persone che dopo aver frequentato i miei corsi, sono riuscite grazie a determinazione, decisione e disciplina, a realizzare i loro sogni. C’è chi ha finalmente trovato il lavoro che desiderava, chi si è trasferito a vivere nel luogo dei propri sogni e chi ha superato piccole e grandi difficoltà relazionali con le persone amate e con colleghi di lavoro. Io mi nutro della stima e del riconoscimento della gente e la mia mission è quella di aiutarli a fare il primo passo”.

9. In base alla sua esperienza come prevede si svilupperà il ruolo del coaching nei prossimi anni?
“Sarà in crescita, sicuramente. In ogni settore della vita, perché i fattori ambientali e di cambiamento sono sempre di più e le difficoltà alle quali siamo sottoposti sono davvero molte. Servono risposte rapide e servono persone capaci di ascoltarci, ispirarci e motivarci a vivere la vita che desideriamo e questo è il ruolo del coach”.

Ringraziamo Marco Becchi e anticipiamo i prossimi appuntamenti dal vivo con il coach di Gazzetta dell’Emilia: saranno due incontri gratuiti sul tema della PNL dal titolo “PNL One Day” che si terranno martedì 3 marzo 2020 dalle 20.00 alle 22.00 o sabato 4 aprile 2020 dalle 10.00 alle 12.00 presso l’Hotel Old River di Guastalla, in provincia di Reggio Emilia.

Per partecipare – fino ad esaurimento posti - è possibile scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure contattare il numero 338 2734818. - www.marcobecchi.it

 

 

Domenica, 16 Febbraio 2020 07:36

Stato di dissesto o Stato in dissesto?

Conad - Auchan, (5.300 posti a rischio) Air Italy (1.500), Unicredit (5.000), Whirlpool (430). 12.200 nuove famiglie entreranno nel girone dei dannati
 
Di Lamberto Colla Parma 16 febbraio 2020 - La produzione industriale è calata del 4,3% in un anno (peggior trimestre dal 2012 quello registrato in chiusura 2019), le previsioni di crescita per il 2020 sono state tagliate allo 0,3% e seppure in raddoppio, il 2021 segnerà un misero 0,6%. Tutti gli indicatori economici al ribasso tranne la pressione fiscale che proprio quest’anno ha celebrato il primato continentale raggiungendo quota 64,8%.

E poi la questione del lavoro che va di pari passo con la marcia del gambero dell’economia. In questi ultimi mesi a rammentare lo stato di crisi nazionale ci hanno pensato la Whirlpool di Napoli e i suoi circa 430 lavoratori già sulla soglia del licenziamento, L’Unicredit che ha dichiarato circa 5.000 esuberi, Conad-Auchan (5.300 posti in bilico) e Air Italy (Ex Meridiana) che sta precipitando con i suoi 1.500 passeggeri.

Oltre 12.000 posti di lavoro che prenderanno il volo ai quali si aggiungeranno quelli derivanti dalle crisi indotte nei vari processi di filiera che vedono coinvolte queste imprese.

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4 imprese simbolo di una crisi industriale che però è molto più ampia. Complessivamente sul tavolo del Ministero Dell’Industria, a fine 2019, erano ben 149 i casi disperati ai quali verosimilmente se ne dovranno sommare altri tre, posto che la vertenza napoletana era già conteggiata.

Secondo i dati del ministero ci sono 102 tavoli di crisi, pari al 68,5%, che sono attivi da più di tre anni e 28 invece aperti da più di 7 anni. Il maggior numero di tavoli (20) riguarda aziende con sedi o unità produttive in Lombardia (13,4% del totale). Seguono poi l'Abruzzo (11 aziende), la Campania (10), il Piemonte, il Lazio e la Toscana con 9 aziende.

Tra queste abbiamo marchi storici, come Alitalia, ex ILVA, Mercatone Uno e la Berloni alle quali si affiancano i marchi più noti a livello locale ma che comunque hanno a libretto paga un sostanzioso numero di dipendenti, come la molisana GAM (Amadori) e i suoi 260 dipendenti che attendono di conoscere il loro destino.

A questa situazione di incertezza occorre aggiungerle l’incognita Coronavirus. Turismo, beni di lusso, prodotti agroalimentari, sono i primi settori che hanno già cominciato a avvertire i primi sintomi della malattia.

Il rovescio della medaglia vede invece la Gammadis di Civitanova che da 50.000 mascherine vendute all’anno è passata a 200.000 a settimana dovendo perciò assumere nuovo personale per soddisfare gli ordini.
Finita l’emergenza i nuovi esuberi torneranno nel girone dantesco, ma almeno avranno vissuto qualche mese in dignità.

Non dimentichiamo che lavoro vuol dire dignità!

Ricordatelo Voi che avete gli scranni caldi, magari fossero bollenti, Voi che state discutendo sulla prescrizione come se fosse un capriccio di Renzi e che grazie al coronavirus i giornali non si stanno occupando sufficientemente della vostra inefficienza e inconsistenza. E noi intanto proseguiamo a nuotare in mezzo a un inutile branco di sardine.

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Pubblicato in Politica Emilia

Editoriale:  - Stato di dissesto o Stato in dissesto? - La rubrica di economia di impresa "La Bussola d'Impresa" - Lattiero caseario. Flessione marcata per il Parmigiano Reggiano- Dazi Usa: Il Consorzio Parmigiano Reggiano spinge per una risposta coesa da parte di tutto il sistema agrifood europeo -Gli Usa non applicheranno i dazi del 25% verso i prodotti italiani - Cereali e dintorni. Di merce non v’é carenza - “Manta River Project”: il primo progetto di ricerca scientifica italiana sulle microplastiche lungo il corso del fiume Po -

cibus_7_16feb2020-COP.jpgSOMMARIO Anno 19 - n° 07 16 febbraio 2020

1.1 editoriale
Stato di dissesto o Stato in dissesto?
2.1 dazi
Dazi Usa: Il Consorzio Parmigiano Reggiano spinge per una risposta coesa da parte di tutto il sistema agrifood europeo
3.1 lattiero caseario Lattiero caseario. Flessione marcata per il Parmigiano Reggiano 
3.1 Bis lattiero caseario Lattiero caseari. tendenza
4.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Di merce non v’é carenza
5.1 cereali e dintorni tendenze.
6.1 cereali e dintorni Cereali e dintoriìni
7.1 Parmigiano reggiano Parmigiano Reggiano: nasce il nuovo sito web
7.2 formazione professionale Professione Casaro
8.1 eima bologna presentazione  EIMA International 2020, verso un'edizione “top”
9.1 Prezzo riferimento Reggio E.  Determinato il Prezzo a riferimento del latte.
9.2 fiume PO e microplastiche  “Manta River Project”: il primo progetto di ricerca scientifica italiana sulle microplastiche lungo il corso del fiume Po
10.1 ambiente e foreste  Campora (PR), i Carabinieri Forestali sequestrano una vasta area destinata a discarica abusiva.
11.1 imprese agroalimentari La Ministra Teresa Bellanova in visita a Parma alla Mulino Formaggi srl
12.1promozioni “vino” e partners
13.1 promozioni “birra” e partners

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Di Mario Vacca 16 febbraio 2020 - Ancora una volta avrà ragione chi ha disatteso un provvedimento di legge. Chi non ha nominato per tempo ed avrà aspettato pensando che “tanto poi alla fine arriverà qualche proroga”. E la mini proroga è arrivata. 

A poche ore dall’approvazione del correttivo del nuovo codice della crisi arriva il Milleproroghe che sposta al momento dell’approvazione dei bilanci, quindi a fine aprile, il termine – scaduto a dicembre – entro il quale le società si sarebbero dovute dotare di un organo di controllo.

Il Leghista Garavaglia ex sottosegretario all’economia ha più volte evidenziato che sarebbe occorso più tempo per rivedere un obbligo di fatti quasi impossibile da rispettare per le PMI soprattutto quelle a conduzione familiare che avranno bisogno di un periodo più ampio per adeguare i propri bilanci ed i propri assetti alle nuove norme, pena segnalazioni immediate da arte degli organi di controllo; E’ noto infatti che tante aziende non trovano revisori, professionisti che hanno ben pensato di astenersi da un incarico piuttosto che giungere in azienda con la certezza di dover immediatamente scrivere una segnalazione.

 

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La Bussola d'Impresa - Mario Vacca

Mi presento, sono nato a Capri nel 1973, la mia carriera è iniziata nell’impresa di famiglia, dove ho acquisito esperienza e ho potuto specializzarmi nel controllo di gestione e finanza d’impresa.
Queste capacità mi hanno portato a collaborare con diversi studi di consulenza tra Capri, Napoli e la penisola Sorrentina con il ruolo di Temporary Manager, per pianificare crescite aziendali o per risolvere crisi aziendali e riorganizzare gli assetti societari.
Nel corso degli anni le esperienze aziendali unite alle attitudini personali mi hanno permesso di sviluppare la capacità di prevedere e nel contempo essere un buon risolutore dei problemi ordinari e straordinari dei miei clienti.
Per migliorare la mia conoscenza e professionalità ho voluto fare esperienza in un gruppo finanziario inglese e, provatane l’efficacia ne ho voluta fare una anche in Svizzera.
Queste esperienze estere hanno apportato conoscenze legate al Family Business, alla protezione patrimoniale tanto per le imprese quanto per i singoli imprenditori e, alla gestione di società e conti esteri per favorire l'internazionalizzazione ed armonizzare la fiscalità tra i diversi paesi ove i clienti operano.
Nel frattempo ho maturato esperienza in Ascom Confcommercio per 12 anni - nel ruolo di vice presidente - ottenendo una buona padronanza della dialettica, doti di Pubblic Relation e, una buona rete di contatti personali.
Mi piace lavorare in squadra, mi piace curare le pubbliche relazioni e, sono convinto che l’unione delle professionalità tra due singoli, non le somma ma, le moltiplica.
Il mio obiettivo è lavorare sodo ma, con Etica ed Urbanità.

Riferimenti
Mario Vacca Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Telefono: ‭+39 347 2955391‬
WEB Linkedin: https://www.linkedin.com/in/vaccamario/?originalSubdomain=it

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Ausl Pc - Diagnosi da meningococco per un uomo. Ricerca dei contatti avuti in un locale pubblico di Borgonovo per profilassi preventiva.

Piacenza, 15 febbraio 2020 - L’Azienda Usl di Piacenza informa che nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Piacenza è ricoverato un giovane uomo piacentino con diagnosi confermata di infezione da meningococco.
Così come previsto dal protocollo di sorveglianza – informa Guido Pedrazzini, direttore sanitario dell’Azienda Usl - sono state immediatamente avviate le indagini epidemiologiche e gli interventi di controllo e profilassi delle persone che sono venute a contatto stretto con il paziente nei dieci ultimi giorni. L’obiettivo è quello di intercettare questi soggetti e trattarli nel più breve tempo possibile. Oltre a familiari e amici, si ricercano le persone che sono venute a contatto con il malato in un luogo chiuso e ristretto per un tempo di alcune ore.

In particolare, a scopo preventivo si invitano a rivolgersi ai servizi di Igiene pubblica dell’Azienda Usl, in piazzale Milano, tutti coloro che erano presenti nel locale La Corte (località Colombaie di Borgonovo) nella notte tra sabato 8 e domenica 9 febbraio, ma solo nella fascia oraria tra le ore 2 e le 4.

Per informazioni sono a disposizione i numeri telefonici 0523.317830 fino alle 17.30 di oggi (15 febbraio) e il numero 3487702977. Domani (16 febbraio) è disponibile il personale del reparto di Malattie infettive dalle ore 9 alle 12. La profilassi consiste nell'assunzione di un'unica compressa di antibiotico a scopo precauzionale.

Reggio Emilia, 15 febbraio 2020 - “Il Consorzio del Parmigiano Reggiano accoglie con entusiasmo la notizia che gli Usa hanno deciso di non alzare i dazi al 25% imposti lo scorso ottobre a vari prodotti europei. Abbiamo lavorato nella direzione giusta, facendo squadra con le altre Indicazioni Geografiche, credendo fermamente che la Commissione Europea fosse l’unico tavolo al quale portare avanti la negoziazione, evitando di disperdere energie portando avanti diversi interessi da parte delle singole classi di rappresentanza. Il Consorzio Parmigiano Reggiano ha mantenuto coeso e compatto il mondo delle Dop: si è reso promotore di una cordata, insieme al Ministero delle Politiche Agricole e al Parlamento Europeo, per far sì che ci fosse un grande supporto al commissario Phil Hogan e al negoziatore John Clarke affinché avessero l’appoggio delle Dop italiane coese e compatte per andare a negoziare con una maggiore forza e consapevolezza. Nervi saldi e credere di più nell’Europa come Istituzione: è questo l’approccio giusto per combattere una battaglia che è solo all’inizio e che vedrà il Parmigiano Reggiano in prima linea, considerando che il mercato americano rappresenta per noi il secondo mercato estero, con ben 10 mila tonnellate di prodotto esportato ogni anno ed enormi capacità di crescita. Negli ultimi mesi, il nostro prodotto ha subito oscillazioni di prezzo, legate a dinamiche speculative e influenzate indubbiamente anche dalle incertezze sulla situazione Oltreoceano. Il fatto che gli USA abbiano deciso di non incrementare ulteriormente i dazi sul nostro prodotto porterà sicuramente un clima più disteso e oggettivo e – ci auguriamo – un riequilibrio del mercato con un prezzo all’origine più alto” commenta Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano.

La Procura di Bologna nell’ambito di una indagine diretta dal Procuratore Capo, Dr. Giuseppe AMATO e dal Sostituto Procuratore, D.ssa Antonella SCANDELLARI, ha emesso, in data 10.02.2020, un provvedimento di fermo di indiziato di delitto a carico di un cittadino tunisino per il reato di addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale, art. 270 quinquies del codice penale.

Il provvedimento, frutto dell’attività di indagine svolta dalla Sezione Antiterrorismo della DIGOS di Bologna e di Parma e dal Compartimento Polizia Postale di Bologna - con il coordinamento della Direzione Centrale Polizia di Prevenzione - Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Esterno - e del Servizio della Polizia Postale e delle Comunicazioni, trova fondamento nei gravi elementi indiziari a carico dell’indagato in ordine al reato di auto addestramento ad attività con finalità di terrorismo, nonché dalla sussistenza del fondato pericolo di fuga in seguito a reiterati viaggi compiuti dal soggetto in Tunisia senza che siano emerse notizie riguardo ai suoi spostamenti.

Lo scorso 11 febbraio, personale delle DIGOS di Bologna e Parma e del Compartimento Polizia Postale di Bologna hanno provveduto ad eseguite il fermo del tunisino, che era costantemente monitorato da personale della Digos, notificandogli il provvedimento, eseguendo una perquisizione domiciliare ed associandolo presso il carcere di alta sicurezza di Parma, a disposizione dell’A.G. di Bologna.

L’indagine trova origine nell’attività di contrasto al cyberterrorismo, svolta nelle prime fasi dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Perugia, in collaborazione con le DIGOS territoriali, che permetteva mediante account di “copertura”, di individuare un profilo WhatsApp inserito in un gruppo denominato “gli estranei”.

Il gruppo, il cui logo mostrava un’immagine rappresentativa dello Stato islamico, aveva come scopo anche lo scambio di messaggi propagandistici. L’utilizzatore del profilo individuato veniva localizzato anche in altri due gruppi WhatsApp: “i canti dello stato islamico” e “l’esercito del califfato”.

Il target, attivo nei gruppi, veniva costantemente monitorato; si poteva così constatare che l’utente, nel tempo, provvedeva a modificare l’immagine del proprio profilo, esibendo una fotografia raffigurante tre fucili mitragliatori automatici (AK47).

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Il personale della Polizia Postale, grazie ad una puntuale attività di Osint (Open Source Intelligence) verificava che l’account osservato apparteneva ad un’utenza mobile italiana, utilizzata da un giovane (24 anni) operaio edile, di origini tunisine, regolarmente soggiornante nel territorio nazionale ma di fatto localizzato nella provincia di Parma.

Le indagini, conseguentemente affidate alla Procura di Bologna in ragione della competenza territoriale venivano delegate al Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Bologna e congiuntamente alle DIGOS di Bologna e Parma.

In tale ambito il Compartimento Polizia Postale acquisiva ulteriori elementi valutativi sulla personalità dell’uomo, consentendo di individuare altri due profili Facebook a lui ricollegabili, dai quali si rilevava una sua spiccata inclinazione alla cultura dello Stato islamico e alla lotta armata, non risparmiando apprezzamenti (like) e iscrizioni a pagine ad esse dedicate.

Nel tempo, l’acuirsi della pericolosità delle condotte del soggetto, rilevata dal costante monitoraggio dei profili social in uso, consentiva alla Procura della Repubblica di Bologna di emettere un decreto di perquisizione personale, locale e informatica nei suoi confronti, attività eseguita nel giugno 2019 da personale della Polizia Postale di Bologna in collaborazione con le DIGOS territoriali.

Durante le operazioni di perquisizione veniva sequestrato un cellulare e diversi documenti rilevatisi di notevole valore investigativo.

L’analisi eseguita dal personale della DIGOS e della Polizia Postale di Bologna ha riguardato i dati dello smartphone che hanno rilevato la presenza di migliaia di immagini con foto che ne ritraevano alcuni dei membri più importanti, scene di guerra nei territori medio orientali ed esecuzioni capitali e 40 video esplicativi delle varie tecniche operative utilizzate da gruppi jihadisti nonché istruzioni o meglio “lezioni” per giungere al confezionamento di ordigni artigianali mediante l’uso di materiale di facile e quotidiana reperibilità. Presenti anche schede con “consigli” dove si trovavano illustrate, attività operative per realizzare bombe tipo molotov e tipo ANFO, su tecniche di combattimento, e raccomandazioni per eludere inseguitori, evitare la cattura e, tra l’altro, tecniche utili per liberarsi da un ammanettamento, nonché metodi per occultare un cadavere, ma anche tecniche di disarmo e difesa da minacce armate.

I documenti rinvenuti (anche cartacei) mostravano importanti elementi relativi al crescente processo di radicalizzazione del tunisino essendo stati rilevati evidenti segni di adesione ed esaltazione della jihad e/o del martirio di soggetti mussulmani in omaggio ad Allah (emergente anche in taluni video rilevati nella memoria del cellulare).

A tale quadro indiziario si sono aggiunti altri importanti elementi emersi a seguito delle analisi svolti dalla DIGOS dei dati contatti telefonici che mostrano l’inserimento dell’indagato in una cerchia relazionale internazionale di soggetti appartenenti ad ambienti jihadisti. Si tratta di contatti rilevati nelle piattaforme di comunicazione telematica quale Telegram e WhatsApp che risultano difficilmente intercettabili e contatti telefonici con utenze straniere riferibili a nazioni estere Tunisia, Algeria, Filippine, Yemen, Gran Bretagna, Stati Uniti ed altre ancora che hanno mostrano sequenzialità e coincidenze significative in relazione ai dati dei file scaricati e memorizzati nel cellulare.

Alla luce di detti elementi il GIP del Tribunale di Parma in data 13.02.2020, ha convalidato il Fermo della Procura di Bologna ed applicato nei confronti dell’indagato la custodia cautelare in carcere sostenendo che “… Sussistono, pertanto, gravi indizi di colpevolezza a carico del fermato in ordine al delitto di cui all’art. 270 quinquies c.p.”, che “.. abbia realizzato comportamenti univocamente finalizzati alla commissione delle condotte di terrorismo di cui all’art. 270 sexies c.p.” e che “…deve essere valutata quale concreta, specifica ed inequivocabile condotta dell’indagato tesa ad auto-addestrarsi per realizzare un programma terroristico proposto dalle molteplici strutture jihadiste affiliate all’ISIS…”.

Sono in corso ulteriori indagini anche in relazione allo sviluppo del materiale sequestrato e dei contatti riferibili a contesti nazionali ed internazionali.

(in allegato la presentazione in formato pdf)

 

Pubblicato in Cronaca Parma

Il presidente Rabboni: “nuovi e rilevanti compiti per l’interprofessione” deposito dei contratti all’OI entro il 6 marzo

È stato sottoscritto il prezzo di riferimento per il pomodoro da industria del Nord Italia per la campagna 2020.

“Mi congratulo con la parte agricola e con la parte industriale – commenta Tiberio Rabboni, presidente dell’Organizzazione interprofessionale OI Pomodoro da industria del Nord Italia che, come noto, per legge non può prendere parte alla trattativa né comunicare i contenuti dell’accordo - per un contratto tempestivo rispetto al calendario colturale e denso di novità positive per quanto riguarda gli obiettivi di programmazione produttiva per allineare e stabilizzare le forniture agricole ai reali fabbisogni industriali e dei mercati. A questo proposito l'accordo quadro introduce un nuovo e più significativo ruolo per l'organizzazione interprofessionale vista la programmazione, concordata fra Op ed industrie di trasformazione, che ha fissato obiettivi massimi di superficie e di quantità per la dotazione di ogni singola Op. All’OI del Nord Italia, che ha fornito un supporto tecnico fondamentale nella fase di definizione degli obiettivi di programmazione, è confermato il compito di ricezione del deposito dei contratti entro il 6 marzo e attribuito il nuovo e centrale incarico di verifica delle condizioni stabilite dalla programmazione. L'eventuale mancato rispetto degli impegni (per superficie e quantità eccedenti) comporterà delle trattenute economiche che andranno a formare un fondo, gestito dall’OI, per lo sviluppo della filiera. È una novità importante ed attesa che qualifica ulteriormente la nostra organizzazione come soggetto superpartes di garanzia e che rafforzerà l'efficienza e la coesione operativa di tutta la filiera del Nord Italia”.

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