2,5 milioni di euro sulla ricerca finalizzata all’azione nelle aree più fragili: una azione mai attuata prima d’ora. Una task force tecnica-operativa, frutto di una convenzione siglata oggi tra Autorità di Distretto e Agenzia Interregionale per il Fiume Po, consentirà di pianificare un’azione mirata grazie ai big data sempre più all’avanguardia. Berselli (AdbPo) e Mille (AIPo): “Un’intesa tra i due enti più efficace per un’azione in grado di rispondere alle criticità in tempi adeguati alle emergenze climatiche in atto”.


Parma, 7 Agosto 2019 –

Il Grande Fiume osservato speciale e stavolta non per le portate di risorsa idrica sufficienti a sostenere le attività del territorio dal Monviso al Delta viste le alte e perduranti temperature del periodo estivo, ma per la costituzione di una innovativa task force operativa che avrà il compito essenziale di individuare e prevenire le ripercussioni sul territorio causate dai mutamenti climatici in atto lungo tutta l’asta del più grande importante corso d’acqua italiano.

L’intesa “Argini Sicuri”, siglata stamane a Parma tra Autorità Distrettuale del Fiume Po (Ministero dell’Ambiente) e AIPo (Agenzia Interregionale per il Fiume Po – Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto) mette sotto la lente tecnica dei rispettivi staff una straordinaria e potenziata azione di raccolta di dati utili con monitoraggi avanzati che consentiranno di intervenire in tempo utile sulla base di una scala precisa di priorità ambientali e di sicurezza idraulica. Le sponde arginali lungo l’asta del fiume, inserite spesso in contesti socio-produttivi densamente abitati necessitano di una attenzione rinnovata e soprattutto di un altrettanto aggiornato e utile impegno nella fase di manutenzione e corretta prevenzione. E in quest’ottica la convenzione di collaborazione fattiva tra i due enti sarà fondamentale per agire con tempistiche più agili in relazione alle criticità riscontrate.

L’Autorità di Distretto – che ha come competenza specifica la pianificazione generale delle opere, in armonia con le normative europee e nazionali – contribuirà, in modo rilevante in stretta e costante sinergia con AIPo a migliorare e soprattutto attualizzare tutte le conoscenze oggi disponibili. Grazie alle nuove tecnologie sarà dunque possibile proiettare la maggior parte dei potenziali scenari sul sistema arginale ottimizzandone le performance, verificare le stime e le tempistiche di portata, calcolare l’efficienza complessiva del sistema golenale per la laminazione delle piene in fase alluvionale e misurare il livello di incidenza dei sedimenti presenti e depositati in alveo.

“Su queste, ma anche su altre tematiche di estremo rilievo per il territorio e per le operose comunità che abitano nel Distretto – hanno commentato nel corso della conferenza stampa il Segretario Generale dell’Autorità di Distretto Meuccio Berselli e il Direttore di AIPo Luigi Mille – le parole-chiave dell’intesa sono dunque l’agire in modo concertato, omogeneo e ancora più sincronizzato ed efficace rispetto al passato: modalità di intervento congiunte, coordinate e complementari per realizzare in tempi adeguati rilievi, monitoraggi, opere infrastrutturali e costanti controlli di sorveglianza”.
Una convenzione solida che presenta come denominatore comune il principio della capacità dei territori di essere resilienti. “Si tratta di un’azione concertata che non ha precedenti nel recente passato – hanno proseguito i due dirigenti all’unisono – negli ultimi 15 anni i fondi disponibili per la conoscenza del distretto idrografico e le conseguenti misure finalizzate alla capacità di adattamento viste le emergenze sempre più frequenti sono state scarse; oggi disporre di 2,5 milioni di euro per studiare al fine di agire dimostra anche una rinnovata volontà di puntare sull’innovazione, sulle nuove tecnologie e soprattutto darsi una scala di priorità dettata dall’intervenire nelle aree più fragili”.
Ed in conclusione: “Senza ricerca tecnico-scientifica aggiornata e con metodi avanzati – hanno chiosato Berselli e Mille – non c’è soluzione programmatica idonea, risoluzione delle criticità e rilancio dello sviluppo con salvaguardia ambientale e della biodiversità. E in questo ambizioso percorso comune avremo al fianco anche le migliori risorse delle Università presenti nel Distretto del Po che ci affiancheranno, un valore aggiunto straordinario di cui daremo periodicamente conto alle nostre comunità”.

Egregio direttore,
in merito al tema dell'ambientale desidero farle arrivare la posizione dei socialisti parmensi; a nostro avviso troppe parole sono state fatte e troppo pochi i fatti concreti.
In merito alla diga o cassa d'espansione è evidente e lampante che con il progetto attuale di un unica cassa d'espansione sita vicino a Felino (PR) si avrebbe si la sicurezza idraulica per Parma ma nel contempo si avrebbe un colpo assai pesante per il territorio della Pedemontana visto che il progetto prevede un cantiere che durerà almeno 5 anni ma soprattutto una soluzione del genere, dal costo minimo di 55 milioni di euro non da ad oggi una risposta che sia una al tema della salvaguardia dell'acqua per l'agricoltura ed alla produzione di energie rinnovabili di cui tanto si parla.

Bisogna infatti ricordare che nel territorio della Pedemontana si svolge la coltivazione del pomodoro da industria, l'oro rosso di Parma, e la lavorazione del medesimo in complessi industriali tra i più grandi e moderni d'Europa. Ambedue queste due fasi richiedono notevoli quantitativi di acqua, evidente quindi che un invaso a monte potrebbe essere assai funzionale a questo scopo. Sempre un invaso a monte potrebbe garantire la produzione di energia rinnovabile, di tipo idroelettrico, dando cosi un contributo al raggiungimento dell'autonomia energetica del nostro paese. Ultimo, ma certamente non da ultimo, un invaso di siffatte caratteristiche garantirebbe alcune decine di posti di lavoro in un contesto, quello dell'Appennino, dal valore doppio o triplo rispetto allo standard.

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E allora davvero non si capisce perché la Regione non abbia valutato, anche a posteriori, progetti alternativi come quello sviluppato all'interno dell'Università di Modena e Reggio, nel quale si dice che anche con la diga fluviale è altresì possibile garantire la sicurezza idraulica per Parma e le zone e valle potendo altresì garantire riserva idrica per l'agricoltura e potenzialità di energie rinnovabili.
Come socialisti riteniamo che progetti di questa portata debbano giocoforza essere discussi, valutati e mediati nel territorio valutando tutte le possibili soluzioni; i progetti devono ovviamente proposti da enti e persone di assoluta garanzia come sono ad esempio le nostre Università; gia abbiamo mostrato da tempo le nostre perplessità sul tema della Cassa d'espansione con interrogazioni nei consigli comunali dei Comuni interessati (Felino e Collecchio) e dell'Unione Pedemontana. Non vogliamo che una possibile risposta ad un rilevante problema della nostra società e territorio, risposta come la è la Diga di Vetto sull'Enza, non diventino solo occasione ai più per farsi vedere senza produrre risultati e benefici concreti per tutti.
Se vogliamo dare risposte concrete ai cittadini e salvaguardare il nostro territorio e l'ambiente in generale dobbiamo farlo con concretezza, senza posizioni precostituite di nessun tipo, il tema dell'ambiente deve essere non solo parlato ma valutato, discusso e ragionato con la consapevolezza dei dati e dei fatti e non con decisioni imposte dall'alto ne tantomento con discorsi altisonanti che però non restituiscono nulla nel merito.

 

 

Manuel Magnani  (in foto)
Segreteria Provinciale PSI Provincia di Parma

 

Maltempo. Pronti 300 mila euro per dare il via ai lavori più urgenti nei territori colpiti tra il 29 luglio e il 4 agosto da temporali e forti venti, in particolare nel ferrarese. Bonaccini e Gazzolo: "La Regione c'è e come sempre farà la propria parte, al fianco dei Comuni"

I fondi assegnati oggi dalla Giunta regionale. "Al lavoro per definire il quadro delle conseguenze degli eventi meteo eccezionali: sarà la condizione per richiedere al Governo di dichiarare lo stato di emergenza nazionale".Oggi sopralluogo dell'assessore Gazzolo a Mesola con il sindaco Padovani

Bologna – La Regione non perde tempo e interviene con uno stanziamento immediato per dare le prime risposte ai territori colpiti tra il 29 luglio e il 4 agosto da violenti temporali e forti raffiche di vento, da Piacenza a Rimini, in particolare nel ferrarese.

Stamani il sopralluogo compiuto dall’assessore regionale alla Protezione civile, Paola Gazzolo, con il sindaco di Mesola (Fe), Gianni Michele Padovani. E oggi stesso, nel primo pomeriggio, la Giunta regionale ha deciso di destinare alle opere più urgenti 300 mila euro.

“La Regione c’è- commentano il presidente Stefano Bonaccini e l’assessore, Paola Gazzolo- e, come sempre, farà la propria parte al fianco dei Comuni messi ancora una volta alla prova da una nuova ondata di maltempo eccezionale. Oltre all’assegnazione di questi primi fondi- proseguono presidente e assessore-, necessari per far partire subito gli interventi di somma urgenza, siamo al lavoro coi tecnici per completare la ricognizione dei danni al patrimonio pubblico e privato, alle attività produttive e agricole. Un lavoro di squadra coordinato con Comuni, Province, Consorzi di Bonifica e gestori dei servizi pubblici che, nei prossimi giorni, renderà una fotografia aggiornata della situazione, condizione necessaria per chiedere al Governo lo stato di emergenza nazionale”.

 

Cosa è accaduto tra il 29 luglio e il 4 agosto

Violenti temporali e venti anche oltre i 100 chilometri orari hanno interessato l’intero territorio da Piacenza a Rimini, con allagamenti, alberi divelti, pali della rete elettrica crollati e strade interrotte.

La situazione più grave, come detto, si è verificata nel ferrarese e in particolare nel mesolano, con raffiche di vento particolarmente intense che hanno fatto cadere numerosi alberi, determinando blocchi delle principali arterie stradali.

 

 

Domenica, 04 Agosto 2019 07:35

Disagi per la chiusura di Linate

Como, Milano e Varese invase dall'inquinamento di Malpensa. Chiude Linate e l'aumento del traffico aereo a Malpensa provoca ripercussioni anche sul capoluogo lombardo. 

Nei capoluoghi lombardi delle province di Milano, Como, e in particolare a Varese è stato rilevato un notevole incremento dell'inquinamento fonico e si teme anche per quello atmosferico. Lo scalo varesino, come noto, gestirà per i prossimi tre mesi i voli da e per Linate, chiuso per un’importante ristrutturazione.

Tradotto in cifre si stima una crescita del 30% di decolli e atterraggi in un unico aeroporto, con già un incremento nella prima settimana di 600 mila passeggeri. Nel 1999 gli ambientalisti avevano manifestato contro l'inquinamento da traffico aereo, dove l'allargamento del corridoio delle rotte di avvicinamento proprio a Malpensa aveva provocato un aumento dell'impatto fonico. Tuttavia, ogni tentativo di evitare queste problematiche ambientali, a quanto pare, è risultato vano. Una lotta, per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, che oggi torna d’attualità più che mai, sui rischi in tutta la Lombardia occidentale dell’inquinamento atmosferico causato dagli aerei.

(3 agosto 2019)

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Confermata dall’Autorità Distrettuale del Po l’allerta gialla. Permane il caldo, ma la prevista instabilità dovrebbe mantenere gli equilibri. Nuovo incontro dopo Ferragosto.
 
Parma -
 
L’acqua c’è, per ora. Lo stato di allerta uscito dall’incontro di Parma nella sede dell’Autorità Distrettuale del Fiume Po – coordinata dal Segretario Generale Meuccio Berselli alla presenza di tutti i soggetti  istituzionali, di gestione e di rappresentanza interessata – rimane di colore giallo, ovvero caratterizzato da una alta vigilanza sui livelli idrici che per ora, anche grazie alle recenti precipitazioni, hanno garantito scorte in grado di soddisfare la pur abbondante richiesta del periodo viste anche le perduranti temperature sopra la media. Il dato più confortante resta comunque quello legato alle previsioni che vedono all’orizzonte, per le prossime due settimane, generali condizioni di possibile instabilità generata dallo scontro di correnti di aria da nord di matrice atlantica e quindi più fredda con possibili fenomeni temporaleschi e arie calde africane. Questo scenario, pur mantenendo su tutto il paese temperature alte, dovrebbe portare precipitazioni capaci di rimpinguare i grandi laghi del nord e di riflesso le falde e la portata del Grande Fiume. 
 
Il quadro nel Distretto
 
Ma scopriamo nel dettaglio l’ampio scenario in evoluzione che i tecnici dello staff del Distretto in collaborazione fattiva con le Arpa regionali hanno elaborato:  
 
Durante il mese di luglio, il bacino del Po è stato interessato da rilevanti variazioni meteorologiche, presentando nel reticolo idrografico una sequenza di deflussi inferiori alle medie storiche del periodo di riferimento. La situazione attuale dello stato di severità idrica risulta bassa, anche se per il mese di agosto, soprattutto per quanto riguarda l’andamento delle temperature attese, occorre mantenere alta l’attenzione sul bacino. 
 
Grazie agli ultimi eventi meteorici, le portate attuali del fiume Po risultano in ripresa, soprattutto nella parte terminale del bacino. In particolare, nella giornata del 30/07 la portata osservata a Pontelagoscuro (FE) risulta pari a 817 metri cubi al secondo, leggermente inferiore alle medie di periodo. Inoltre, le recenti piogge hanno fatto registrare un lieve innalzamento delle portate in tutto il reticolo idrografico del distretto. Attualmente siamo nella fase di esaurimento del picco che terminerà entro i prossimi 10 giorni, riportandoci sui valori tipici del periodo (Pontelagoscuro previsione di 550 m3/s al 13/08).
 
L’incremento delle portate ha comportato anche il conseguente innalzamento dei livelli idrometrici i quali, pur mantenendosi lievemente al di sotto delle medie, evitano condizioni di stress significativo degli habitat lungo tutta l’asta principale del fiume Po. Spessa Po è passata da -1,85 m sullo zero idrometrico fino a risalire a -1,18 m (+ 0,67 m), come anche la stazione di chiusura di Pontelagoscuro il 26/07 segnava -6,21 m, per poi risalire fino a -5,46 m (+ 0,75 m) negli ultimi giorni.
 
Le precipitazione del mese di luglio presentano anomalie positive, che risultano più significative nella parte settentrionale e nella porzione di valle del distretto, dove si osservano valori molto superiori alle medie del periodo. Le ultime precipitazioni del mese di luglio hanno portato le cumulate (quantità di pioggia caduta su un’area idrografica) a valori al di sopra delle medie, con punte di oltre il 50%. In particolare si segnalano precipitazioni abbondanti sul settore romagnolo, dove sono caduti 82,70 mm, con un +50% rispetto alla media del periodo (pari a 42,16 mm).
 
Le precipitazioni del mese di luglio, legate principalmente fenomeni a carattere temporalesco, si sono concentrate in eventi di breve durata e forte intensità, con forte ruscellamento superficiale, risultando poco efficaci alla ricarica delle falde. 
 
Con riferimento alle temperature, il trend del mese di giugno è continuato anche a luglio, generando lunghi periodi con alte temperature e picchi al di sopra della media (affievoliti soltanto da alcuni repentini abbassamenti, che tuttavia non hanno raffrescato il clima) che hanno incrementato l’esigenza idrica del territorio. Le medie sul periodo hanno evidenziato dei valori prossimi ai massimi storici (settore Fissero-Tartaro-Canalbianco: 25,2°C temperatura media attuale; settore emiliano orientale: 23,4°C), rendendo soprattutto nelle pianure, nelle aree vallive e nelle città l’effetto caldo molto amplificato. Le alte temperature registrate (tra +1 e +2 gradi sulle medie del periodo) oltre a provocare una forte evapotraspirazione, favoriscono fenomeni che potrebbero ripercuotersi sulla qualità delle acque, quale ad esempio la proliferazione delle alghe, anche se a momento il livello di rischio per i pesci gli anfibi e gli habitat risulta contenuto.
 
Le portate defluenti nella zona deltizia determinato una contenuta risalita del cuneo salino ed una situazione non preoccupante. Grazie agli ultimi apporti meteorici, la lunghezza di risalita del cuneo salino si mantiene stabile sui valori registrati il mese precedente (ramo di Gnocca: 5,8 km dalla foce con alta marea). Nonostante gli attuali valori di portata (>700 m3/s a Pontelagoscuro), gli apporti d’acqua ancora copiosi, la previsione di temperature non eccessive e precipitazioni in linea con la norma, nelle prossime settimane proseguirà la tendenza alla riduzione delle portate, che potrebbero raggiungere valori confrontabili con la prima soglia critica di 500 m3/s facendo aumentare la risalita dell’acqua marina di un +30%. 
 
Le alte temperature dell’ultimo mese hanno quasi del tutto azzerato il surplus di neve che insisteva su tutto l’arco alpino, facendo tornare i valori nella media del periodo. Lo scioglimento del manto nevoso ha ricaricato tutti i bacini montani e laghi.
 
I volumi di invaso negli invasi artificiali e nei laghi risultano in decrescita, con valori in linea o di poco inferiori alle medie stagionali. In particolare, il lago Maggiore presenta livelli in linea con le medie del periodo ed un riempimento al 62,2%. Fa eccezione il lago di Garda che ha un livello di 101,9 cm, di poco superiore alla media del periodo, con un riempimento pari al 76,4%. 
 
Nel complesso la situazione presenta una bassa criticità, considerata anche la stagione estiva. 
 
Per le prossime settimane, a causa di una situazione meteorologica di probabile instabilità, con spiccata variabilità termica ed una possibile alternanza di giorni molto caldi e giornate più fresche con temporali, si prevedono quindi condizioni idrologiche ed idriche complessivamente nella norma, in continuità con quelle attuali.

Con l’insediamento dell’Assemblea dei Sindaci inizia da Piacenza il primo fondamentale passo volto a valorizzare i 250 km di un territorio unico. Berselli: “Obiettivi chiari per un’azione efficace”. Guidesi:“ Adesso tocca al territorio cogliere un’opportunità straordinaria”.

PIACENZA –

La neonata Riserva MaB Unesco, denominata PoGrande, è un vero e proprio appuntamento con la Storia da non mancare, un’opportunità ricca di contenuti e valori territoriali, ambientali, economici e sociali da cogliere e soprattutto realizzare con l’impegno di tutti i soggetti che al Salone Gotico di Piazza Cavalli a Piacenza hanno preso parte all’avvio dell’anno zero dell’ambizioso progetto Man and Biosphere

L’incontro, aperto con il saluto di benvenuto del sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri, ha visto dapprima una sessione istituzionale introdotta dal Segretario Generale dell’Autorità Distrettuale del Fiume Po Meuccio Berselli, l’ente che ha raccolto le istanze degli 85 comuni che fanno parte di PoGrande e ha presentato e ottenuto con successo la candidatura alla commissione internazionale di Unesco di Parigi solo poche settimane fa. “Realizzare subito un incontro operativo – ha esordito Berselli – è un segno tangibile di volontà e di impegno corale dei partner di PoGrande, partener che ringrazio e che contribuiranno in maniera fondamentale a dare contenuti solidi a questo straordinario contenitore rappresentato dal Mab. L’impegno di tutti segue il monito comune rappresentato dalla sostenibilità del nostro territorio, una sostenibilità nuova che unisca le peculiarità delle diverse aree, cementando una prospettiva unica di biodiversità, miglioramento dei servizi e delle attività economiche legate ad una innovativa idea del fiume più fruibile, troppo spesso sottovalutato e talvolta mal utilizzato in questi 250 km che si distendono in tre regioni Lombardia, Emilia Romagna e Veneto”.

Nel corso della mattinata le parole d’ordine più ricorrenti sono state quelle che hanno posto l’accento sull’identità di queste zone e sulle modalità progettuali per poter rendere attrattivo e funzionale PoGrande attraverso uno sviluppo più sostenibile e armonico, turismo slow, valorizzazione dei paesaggi e dello straordinario patrimonio colturale e agroalimentare che da lustro all’economia e alle professioni. Stimolato dall’intervento del giornalista RAI Antonio Boschi - che ha moderato gli interventi dei relatori – Meuccio Berselli ha posto l’accento sul “forte sostegno che Ministero Ambiente e Governo e Regioni hanno dato all’iniziativa e che, guardando ai modelli di tutela e valorizzazione dei corsi d’acqua europei questo tratto di Po ha tutte le carte in regola già dai prossimi mesi per darsi obiettivi chiari e raggiungibili per migliorare la qualità della vita delle comunità insediate e per i sempre più numerosi turisti che oggi in modo non coeso raggiungono PoGrande per apprezzarne le peculiarità uniche”. Essenziale, oltre all’attività delle amministrazioni comunali rappresentate nell’occasione dall’Assessore di Guastalla (RE) Ivano Pavesi, è stata l’azione svolta dai partner in questi quattro anni di lavoro sulla candidatura che si sommano all’Autorità Distrettuale del Fiume PoLegambiente, rappresentata in sala dal responsabile nazionale delle aree protette Antonio Nicoletti e Università degli Studi di Parma intervenuta per bocca del professor Pier Luigi Viaroli del Dipartimento Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale. Intervento conclusivo, di concreta esortazione alla fase progettuale, è stato quello del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Guido Guidesi, uomo di Po, particolarmente interessato alla vita e alle vicende del Grande Fiume e all’occasione imperdibile rappresentata da PoGrande: “La giornata di oggi – ha commentato Guidesi – è un punto di partenza. Tutti coloro che si sono occupati di Po in questi hanno formulato singole proposte progettuali interessanti sia dal punto di vista della auspicabile riqualificazione ambientale sia da quello di un possibile volano per un turismo non occasionale che da quello legato all’indotto economico produttivo. PoGrande vuole essere una leva di sviluppo e non di divieto. Il potenziale c’è e ora serve mettere in campo una pianificazione ordinata, ma fattiva che sia di stimolo per noi e per le nuove generazioni”. Subito dopo la sessione istituzionale si è tenuta la sessione tecnica con l’insediamento dell’Assemblea plenaria dei sindaci della neonata area Mab Unesco.

 

In Regione Stati generali emiliano-romagnoli sulla gestione dell’acqua per l’agricoltura:la Val d’Enza è un nervo scoperto occorre intervenire celermente per colmare il gap

Massimiliano Pederzoli: ANBI “Ben vengano gli interventi del Piano invasi nazionale e del PSR regionale ma occorre superare la psicosi dell’effetto Vajont e puntare sulle dighe in grado di accumulare l’acqua quando c’è”. Matteo Catellani (Emilia Centrale): “la raccolta delle acque è bassissima rispetto alla piovosità essenziale intervenire con celerità per il bene della valle e la sua gente”. Delle stesso avviso tutte le associazioni agricole.

 

REGGIO EMILIA –Venerdì 19 Luglio 2019 - In occasione dell’affollato incontro “ Più Acqua per l’Agricoltura “ che si è tenuto nei giorni scorsi nella sala Poggioli della Regione Emilia Romagna a Bologna che ha richiamato, in una sorta di riunione degli stati generali dei gestori della risorsa idrica/irrigua, anche la gran parte dei molteplici portatori d’interesse legati alla programmazione e al governo dei flussi è emersa, molto chiaramente, la criticità che pesa come un macigno sulla Val d’Enza.

La perdurante e progressiva carenza di acqua in questa fetta produttiva di territorio Reggiano ha assunto ormai un carattere endemico nella panorama regionale insieme ad alcune valli Piacentine e le ripercussioni più gravi, effetto anche dei mutamenti climatici, ne aggravano periodicamente l’incidenza sulle produzioni tipiche come Parmigiano Reggiano, pomodori, mais ecc. Nel corso dell’incontro - che è servito al contempo per porre l’attenzione adeguata su quanto è stato fatto in questi anni di pianificazione e sull’avvio degli interventi che porteranno in Emilia Romagna, grazie ai progetti dei consorzi di bonifica sostenuti dalla Regione, ben 204 milioni di euro per 42 interventi fondamentali - si è rimarcata in modo forte la necessità di intervenire in Val d’Enza. Intervenire in modo proporzionale al fabbisogno dando riposte a chi le attende da tempo.

A tal proposito, oltre alla sottolineatura del presidente regionale Stefano Bonaccini e dell’Assessore all’Agricoltura Simona Caselli e dei dati tecnico-scientifici rilevati da ARPAE, è stato forte il richiamo fatto dal presidente dell’ANBI Francesco Vincenzi e del presidente regionale Massimiliano Pederzoli; quest’ultimo ha dichiarato “occorre superare al più presto i timori e le paure che in Italia, dopo il Vajont, hanno pervaso negli ultimi decenni chi doveva fare programmazione di lavori in grado di rispondere alle attese”. Nel nostro paese, gli ha fatto eco il presidente del Consorzio dell’Emilia Centrale Matteo Catellani, “ la conservazione della risorsa, quando disponibile, è a livelli molto bassi rispetto all’indice di piovosità e questa realtà va capovolta in tempi celeri per dare risposte al territorio. Il risparmio di risorsa incide ma se l’acqua non c’è non si può fare alcun risparmio della stessa”. Catellani ha aggiunto: “il dato evidenziato sui nuovi cantieri dei progetti di bonifica genera quasi 7mila nuovi posti di lavoro nel suo complesso e un invaso moderno e con un piacevole e innovativo impatto ambientale e soprattutto di dimensioni adeguate al problema in Val d’Enza, oltre a dare certezze alle imprese e alla comunità in generale, incrementerebbe il valore attrattivo di questo suggestivo territorio”.

Ed in questo contesto è importante anche il ruolo che il flusso di acqua assicurerebbe alla vita del torrente Enza nel corso di una stagione prolungata. Concordi sulla necessità impellente anche tutte le associazioni agricole regionali intervenute per bocca dei loro presidenti di fronte ad una sala esaurita con più di 300 presenti. All’incontro, moderato dal giornalista Andrea Gavazzoli, sono intervenuti: Stefano Bonaccini RER, Simona Caselli RER, Vittorio Marletto ARPAE , Paolo Ferrecchi RER, Massimiliano Pederzoli, Alessandro Ghetti ANBI ER, Francesco Vincenzi ANBI, Meuccio Berselli Autorità Distretto Fiume Po, Nicola Bertinelli Coldiretti, Cristiano Fini CIA, Eugenia Bergamaschi Confagricoltura, Paolo Mannini Canale Emiliano Romagnolo.

 

Giovedì, 18 Luglio 2019 07:51

Sostenibilità in ufficio: come ottenerla?

La parola "sostenibilità" richiama subito tematiche ambientali: secondo l'etimologia il termine ha origine dalla parola francese "souvenir", "sostenere o supportare". Ma sostenere chi? E come bisogna farlo? Nel nostro piccolo possiamo fare la differenza. Ecco un decalogo per rendere l'ufficio un luogo più green e sensibilizzare i dipendenti su tematiche ambientali.

Sensibilizzare i dipendenti verso tematiche ambientali e mantenere un ufficio sostenibile rientra oggi nelle responsabilità di un'impresa consapevole, capace di far fronte ai nuovi comportamenti che tale tema necessita per non andare alla deriva. La scelta di applicare comportamenti ecologici e responsabili all'interno del proprio ambiente lavorativo non migliora solo le condizioni ambientali, ma aumenta anche la produttività dell'impresa. Riducendo gli sprechi, si possono ridurre le spese e aiutare l'azienda a diventare più eco-sostenibile.

1. Abbandonare le cattive abitudini
Nonostante si sia portati a pensare il contrario, recenti sondaggi rivelano come i comportamenti ecologici siano socialmente accettati dalla comunità e anche economicamente remunerativi. Il problema si riscontra nelle cattive abitudini, difficili da eliminare. Per questo motivo la prima cosa da fare è valutare quali siano i comportamenti sbagliati e proporne di nuovi.

2. Stampare meno
È bene incoraggiare i colleghi a stampare meno documenti non indispensabili in versione cartacea. Se proprio non ne possono fare a meno, una soluzione può essere quella di acquistare carta riciclata o prodotta in modo sostenibile.

3. Addio plastica monouso
Dal 2021 la plastica monouso verrà definitivamente abolita. Durante il break o la pausa pranzo si possono sostituire bicchieri e piatti di plastica portando le stoviglie di vetro e ceramica da casa.

4. Spazio ai dispositivi digitali per memorizzare appuntamenti
Lo stile di vita moderno è stressante e pieno di impegni, ma bigliettini e post-it non sono sicuramente il modo migliore per ricordarsi delle scadenze. Grazie alla tecnologia, si possono memorizzare nelle agende dei dispositivi digitali tutti gli appuntamenti importanti, risparmiando tantissima carta.

5. Spegnere le apparecchiature
Semplicemente spegnendo le luci e le apparecchiature quando non sono in uso, un'impresa potrebbe risparmiare ogni anno più del 20% in costi energetici.

6. Sostituire le lampadine a incandescenza con quelle a LED
Un altro modo per ridurre il consumo energetico è quello di sostituire le lampadine tradizionali con lampadine e luci a LED. I LED consumano fino a dieci volte meno e durano molto più a lungo.

7. Fare le pulizie utilizzando detergenti ecologici
Sono biodegradabili ed ecosostenibili, i detersivi ecologici aiutano a ridurre gli sprechi con piccoli gesti. Fare le pulizie con detergenti ecosostenibili è una scelta importante per ridurre l'impatto ambientale e rendere l'ufficio ecologico.

8. Introdurre un piano di riciclo
Eliminare correttamente i materiali riciclabili è una pratica essenziale e ormai comunemente diffusa. Spesso però si fa confusione: come smaltire le lattine? Insieme al vetro, oppure insieme alla plastica? Per una corretta raccolta differenziata occorre però avere a disposizione cestini con indicazioni esaustive per aiutare i dipendenti a facilitare la divisione corretta dei rifiuti.

9. Limitare il riscaldamento e l'aria condizionata
Il riscaldamento è una delle principali spese di gestione di un'azienda, e anche una delle principali cause di inquinamento. All'interno di un ufficio ecologico occorre limitare il livello del riscaldamento durante i mesi più freddi: si tratta di un'azione responsabile ed ecologica. Anche l'utilizzo dell'aria condizionata nei mesi più caldi incide notevolmente sul surriscaldamento globale, è importante quindi utilizzarlo con cautela. È consigliabile pulire spesso i filtri e impostare temperature miti tra i 24° e i 26°, senza esagerare.

10. Sensibilizzare e coinvolgere
Una buona comunicazione aziendale interna, ma anche verso l'esterno, è un ottimo strumento per esprimere e trasmettere le potenzialità della propria impresa. Si possono comunicare le nuove disposizioni per il piano ecologico sia direttamente a voce, sia attraverso avvisi e circolari.

La sostenibilità ecologica in Coopservice

Coopservice è una impresa sostenibile, attenta al tema ambientale e all'impatto che le attività produttive esercitano sul pianeta. Ha sviluppato negli anni un vero e proprio approccio "green" per ridurre il consumo di risorse, limitare gli sprechi, ottimizzare i processi di erogazione per garantire ai propri clienti servizi sostenibili da tutti i punti di vista: ambientale, economico e sociale. Non a caso il servizio di pulizia professionale di Coopservice ha conseguito la certificazione EPD (Environmental Product Declaration) che attesta l'impegno alla riduzione delle materie prime, come acqua ed energia, e l'assenza di sostanze pericolose o inquinanti nel proprio processo.

Di Coopservice 27 Maggio 2019 - SCOPRI IL PROGETTO

 

Regioni e Autorità Bacino: lotta serrata a illegalità. collaborazione con Prefetture.

Milano – Proseguono le attività istituzionali di contrasto al bracconaggio nel Fiume Po. Nel 2018 era stato siglato il protocollo d'intesa triennale per il controllo della pesca illegale nel principale fiume italiano tra Regioni Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna, le prefetture di Milano, Torino, Venezia e Bologna e l'Autorità Distrettuale del fiume Po. In attuazione al documento, Regioni e Province coinvolte hanno individuato lungo tutta l'asta 166 potenziali punti di imbarco e sosta degli automezzi utilizzati nell'attività di bracconaggio. Entro la fine di agosto sarà elaborata una mappa interattiva che sarà messa a disposizione delle prefetture per il monitoraggio dei siti.

"Le attività di pesca illegale hanno contribuito a indebolire la biodiversità nel Po e a diminuire il numero di esemplari di specie autoctone, come lo storione e l'anguilla. Per questo vogliamo intervenire con decisione e in maniera coordinata affinché vengano tutelata la fauna e le attività di pesca legale", hanno dichiarato gli assessori regionali con delega alla Pesca di Lombardia ed Emilia-Romagna, Fabio Rolfi e Simona Caselli, presenti questa mattina a Palazzo Lombardia per il tavolo interregionale. "Ora faremo una verifica su questi 166 punti di attracco per capire quali siano già utilizzati e concentrare meglio le energie".

"E' essenziale riuscire a fornire alle Forze dell'Ordine uno strumento innovativo per consentire di intervenire in modo mirato ed efficace. Stiamo ultimando una rilevante attività di analisi nel dettaglio delle necessità e questo diventerà a breve un mezzo prezioso per intervenire. Così chi avrà il compito di vigilare per scongiurare il grave fenomeno del bracconaggio sul Po potrà contare su conoscenze approfodnite del territorio e tecnologie digitali avanzate", ha aggiunto il Segretario Generale dell'Autorità Distrettuale del Fiume Po Meuccio Berselli.

Il piano operativo prevede un potenziamento delle Forze di Polizia provinciale e locale anche con adeguamento delle attrezzature per il controllo notturno e la navigazione.

PUNTI DI IMBARCO PESCA, SBARCO E SOSTA DEGLI AUTOMEZZI DI APPOGGIO UTILI ED UTILIZZATI NELL'ATTIVITÀ DI BRACCONAGGIO PER OGNI PROVINCIA:

Ferrara: 8
Parma: 14
Piacenza: 16
Reggio Emilia: 11
Lodi: 46
Mantova: 13
Cremona: 7
Pavia: 42
Rovigo: 9

TOTALE: 166

 

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Mercoledì, 10 Luglio 2019 05:52

Sospesa l'erogazione dal Brugneto

In riferimento alle forti piogge verificatesi nella giornata di ieri sull'areale Trebbia e al fine di ottimizzare l'utilizzo dell'acqua invasata, il Consorzio di Bonifica di Piacenza comunica la sospensione dell'erogazione del rilascio di acqua dalla diga del Brugneto.

Con successiva nota verrà comunicata la ripresa dell'erogazione. (Piacenza 9 luglio 2019)

 

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Lo strano caso dei topi suicidi in Olanda. A centinaia precipitano da un ponte a Hommerts per morire. Il 'suicido di massa' potrebbe essere correlato all'uso massiccio di fertilizzanti in agricoltura

La scena è da film apocalittico: centinaia di topi che si suicidano precipitando da un ponte fino alla morte nella città di Hommerts. I biologi olandesi si stanno scervellando per cercare di capire le cause del "suicidio di massa" tra gli animali che sta inquietando i 659 abitanti di un piccolo villaggio olandese. La sensazione che sia accaduto qualcosa, perchè i topi solitamente sono furbi, molto cauti e non escono alla scoperto sotto le luci.

Secondo gli esperti, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", una spiegazione potrebbe essere collegata all'uso massiccio di fertilizzanti in agricoltura che ha lasciato molti roditori senza un habitat vergine.

Un biologo sospetta che stiano morendo perché la competizione per la sopravvivenza è così dura. Per il momento la causa del misterioso "suicidio di massa" dei roditori rimane irrisolta.

(29 giugno 2019)

Ottimi gli indicatori generali e i risultati dei singoli settori d'intervento per difesa e sviluppo del territorio. Risparmi virtuosi su energia e costi del personale.

Reggio Emilia – 25 Giugno 2019 - Il bilancio del Consorzio di Bonifica dell'Emilia Centrale supera brillantemente l'esame del passaggio sotto la lente di approvazione del nuovo Consiglio di Amministrazione eletto nell'autunno scorso. L'unanimità di giudizio positivo ha promosso gli indicatori economico-finanziari generali, tutti in miglioramento, e i risultati analitici dei singoli settori di azione per difesa e sviluppo del territorio. Il Comitato direttivo dell'ente ha scelto per la comunicazione annuale ai soci del consuntivo del 2018 e delle prime buone analisi per i primi mesi del 2019 il polo logistico-operativo della Traversa di Castellarano – San Michele, a cavallo tra le Provincie di Reggio Emilia e Modena, dove il Consorzio ha realizzato un importante invaso a scopi irrigui capace di contenere fino a 800.000 m.c. d'acqua irrigua, oltre alla neonata centrale idroelettrica gestita dalla società controllata BI Energia insieme al Gruppo IREN, vero e proprio gioiello di tecnologia tutta nazionale.

Avendo come mission operativa e funzionale l'investimento costante dei fondi provenienti dai contributi dei consorziati per la sicurezza idraulica, la lotta al dissesto idrogeologico, il miglioramento ambientale e l'essenziale pratica irrigua per la crescita delle colture tipiche, il Consorzio ha comunque ottenuto un risultato utile di esercizio 2018 di 258.588 euro in relazione soprattutto ai significativi risparmi nei consumi energetici e nella ottimizzazione della gestione del personale. I mesi appena trascorsi poi sono stati fondamentali per la conferma della validità strategica dei progetti consortili nell'intero comprensorio, una progettualità rigorosamente effettuata "in house" dallo staff tecnico ingegneristico del Consorzio che ha portato all'assegnazione - a fine 2018 inizio 2019 - di circa 42 milioni di euro di finanziamenti straordinari per le nuove opere pianificate e approvate dagli enti sovracompetenti. Altri fondi dal PSRN e PSR e Progetti Life comunitari per la realizzazione di una lunghissima serie di opere ed interventi di consolidamento, messa in sicurezza, miglioramento delle reti, risparmio idrico e oltre 120 cantieri aperti nelle zone montane di prossimità per la difesa del suolo e l'efficienza delle reti viarie. I ricavi complessivi generati dalla contribuenza consortile introitata ammontano a 23.485.231 euro (in leggera diminuzione di € 493.148 rispetto al budget a causa della flessione dell'irrigazione variabile visti i periodi meno siccitosi rispetto al 2017).

"Questa approvazione – ha commentato alla conclusione della presentazione, ringraziando i consiglieri, il presidente del Consorzio di Bonifica Emilia Centrale Matteo Catellani – mostra lo stato di buona salute dell'ente e la sua propensione dinamica all'operatività in ogni comparto in cui agisce direttamente impiegando mezzi , professionalità e capacità progettuale di ottimo livello. L'impegno è di proseguire in questa direzione, cercando di rispondere alle esigenze dei nostri consorziati". Anche le sfide più immediate sono un primo rilevante step sulla strada delle nuove opere: " Abbiamo ottenuto somme ingenti frutto di progetti validi – ha aggiunto il direttore generale Domenico Turazza - ora il traguardo sarà realizzare opere di qualità in tempi utili per i nostri consorziati e le imprese agricole. Per quanto riguarda il bilancio ringrazio il Consiglio e tutto il personale del Consorzio che ha consentito questo risultato non scontato, frutto del gioco di squadra di tutti".

 

Per il tratto medio padano del Grande Fiume che unisce ben 85 Comuni il sogno della candidatura coordinata dall’Autorità di Distretto è diventato realtà grazie alla proclamazione avvenuta oggi a Parigi dove il Segretario Generale Meuccio Berselli ha ricevuto il riconoscimento nella sede dell’UNESCO.

Parigi, 19 Giugno 2019 –

A poco più di un anno dalla presentazione pubblica della candidatura a Riserva Biosfera Mab UNESCO del tratto medio padano del Po è arrivato oggi a Parigi – nella prestigiosa sede dell’organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura – l’ambito riconoscimento che promuove grazie alla proclamazione ufficiale il progetto italiano coordinato dall’Autorità Distrettuale del Fiume Po e sostenuto dal Ministero dell’Ambiente e dal Governo in quest’ultimo decisivo sprint finale verso il traguardo ora raggiunto.

La decisione della promozione a Riserva Mab di PoGrande è arrivata nel corso della trentunesima sessione del Consiglio Internazionale di Coordinamento del Programma MaB che si sta svolgendo nella capitale francese dal 17 al 21 Giugno e l’ufficialità è stata comunicata direttamente al Segretario Generale del Distretto Po Meuccio Berselli in rappresentanza dell’ente ministeriale, di tutto lo staff tecnico che ha redatto il dossier posto successivamente all’attenzione e alla vigilanza della Commissione Internazionale e dei qualificati ed imprescindibili partners che hanno contribuito alla realizzazione della proficua intesa territoriale.

Inizialmente infatti i comuni che avevano aderito con entusiasmo la candidatura erano una sessantina ed in soli dodici mesi quell’elenco, già corposo, ha raggiunto 85 amministrazioni locali in possesso delle caratteristiche ambientali più idonee per poter rappresentare a pieno titolo e con autorevolezza PoGrande all’interno della Riserva MaB UNESCO; gli stessi 85 comuni si distribuiscono lungo il tratto medio del Po in 3 regioniLombardia, Emilia Romagna e Veneto e 8 province (Cremona, Lodi, Pavia, Mantova, Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Rovigo).

L’iter burocratico del dossier PoGrande ha avuto un sostegno decisivo e fattivo da parte dei compagni di cammino verso l’ottenimento del riconoscimento a partire, tra gli altri, dalle Regioni Lombardia, Veneto Emilia Romagna Legambiente Emilia Romagna, Università degli Studi di Parma, Fondazione Collegio Europeo.

Da oggi - ha commentato dalla sede UNESCO il Segretario Generale Meuccio Berselli – i territori che abbiamo messo in rete hanno uno strumento di straordinario valore per migliorare il loro ambiente e renderlo attrattivo in forma collettiva a beneficio comune sia di chi abita questi luoghi suggestivi sia per i migliaia di turisti ed interessati che fino ad ora hanno vissuto habitat, paesaggio e ricchezze culturali e produttive in modo disomogeneo. Ringrazio sentitamente il Ministero dell’Ambiente, il Governo, le Regioni Veneto, Emilia Romagna e Lombardia, i comuni e tutti i partner a partire da Legambiente Emilia Romagna, Fondazione Collegio Europeo e Università di Parma e tutti coloro che hanno creduto nell’impresa. Con PoGrande vogliamo infatti unire con una progettualità concreta ciò che il fiume divide, comprensori territoriali confinanti che, pur mantenendo singolari caratteristiche da area ad area, sono inscindibilmente legati da valori comuni connessi all’habitat, alla biodiversità, alla cultura, alle tradizioni ai mestieri e ai rilevanti valori delle produzioni di eccellenza agricola ed industriale”.

 

Piacenza, 18 giugno 2019 - Sabato 22 giugno dalle ore 18, presso la Conca di Isola Serafini, acqua e musica saranno protagoniste di un suggestivo spettacolo sonoro il cui progetto artistico – intitolato "Un Po di musica. Suoni e storie del Grande Fiume"- è a cura del Conservatorio di Musica "G. Nicolini di Piacenza".

Al progetto sonoro collaborano, unitamente al Conservatorio, il Consorzio di Bonifica di Piacenza, il Comune di Monticelli d'Ongina (responsabile della logistica e della sicurezza dell'evento) e AIPo - Agenzia Interregionale per il fiume Po (in qualità di supervisore).

Sponsor dell'iniziativa:ENEL Green Power e Bulla Sport.
Per il Consorzio di Bonifica e il Conservatorio questo concerto dà continuità ad un percorso iniziato lo scorso anno dove acqua e musica creano un connubio unico nel suo genere e spettacolare da vedere.
Il progetto "Un Po di musica. Suoni e storie del Grande Fiume" nasce dalla volontà di sensibilizzare le nuove generazioni di musicisti al grande patrimonio sonoro, storico, naturalistico, antropologico rappresentato dalle vie d'acqua (in questo caso il PO) che caratterizzano il nostro paesaggio.

Presenti installazioni sonore e un concerto dal vivo realizzati dagli allievi dei corsi di Musica Elettronica, Musica Applicata, Tecnico del Suono, Composizione, Musica per strumenti a fiato:
le installazioni saranno collocate sulla scala del mandracchio e sulla riva sinistra a valle (ventiquattro altoparlanti saranno distribuiti lungo la riva e il pubblico potrà passeggiare liberamente fra essi creando un personale racconto del fiume Po fatto di relazioni fra passato e presente acustico). Il concerto dell'ensemble Nuages si svolgerà su un pontone appositamente ormeggiato nel mandracchio; in programma Musiche di Haendel (dalla suite Water Music) e di allievi della Scuola di Composizione.

Al termine del concerto sarà a disposizione un aperitivo, gestito dalla Cooperativa "Isola dei tre ponti" e preparato dalla mano esperta dello staff di "Antica Trattoria Cattivelli", al costo di 10 €.
Il pubblico potrà accedere su propri natanti. Se proveniente da località a valle, grazie a un'unica concata effettuata alle ore 17:30.

Per informazioni contattare gli operatori di conca ai seguenti numeri 335.6130385 - 348.8813060.

'L'Angolo di Intesa', rubrica sul sociale. La sfida dell'emergenza ambientale

Le emergenze ambientali ci pongono davanti a sfide radicali. Fino ad ora, almeno per quanto riguarda la questione dell'ambiente, si potrebbe dire che per diverso tempo è stata ai margini della riflessione democratica. Di questi tempi, però, con la costante riduzione delle risorse della terra, la dispersione di sostanze tossiche che corrompono irrimediabilmente la qualità dell'aria, la situazione è molto diversa rispetto a prima.

C'è un grande problema da comprendere e analizzare: le decisioni compiute da ogni generazione ricadono sulla generazione successiva. Lo sviluppo della tecnologia industriale, l'aumento della popolazione e la sovrapproduzione sfrenata ha modificato radicalmente la situazione creando gravi problemi di degrado ambientale e soprattutto di cambiamento climatico. Dunque - cari cittadini - visto che le generazioni che hanno causato questi problemi e quelle che dovranno affrontarle sono le stesse, è necessario, ora più che mai, parlare di clima. In Italia - anche e soprattutto a scuola – si discute dell'argomento ancora pochissimo e, nel dibattito politico, risulta essere un argomento totalmente assente. Nei Paesi del Nord Europa la situazione è molto diversa e l'attenzione all'ambiente non ha una connotazione politica.

Ma forse, questa, è una caratteristica tutta italiana di non valorizzare le risorse che abbiamo: ambiente, paesaggio, cultura, non sono percepiti come qualcosa che ci migliora la vita. Siamo abituati a mettere in relazione lo sviluppo con l'uso di combustibili fossili, come se quanto più si usa il petrolio meglio va l'economia. Occorre mettere in discussione questo modello di sviluppo, perché l'era dei fossili è finita e la strada da imboccare è quella della green economy. Anche a fronte del cambiamento climatico in corso, la Terra non muore; sopravviverà anche con l'innalzamento della temperatura. Il punto è salvare noi stessi, attivandoci da subito, riducendo le emissioni di gas serra per abbatterle nei prossimi anni. In questo secolo - ci dicono i climatologi - le grandi crisi saranno di carattere ambientale. L'acqua sarà il bene più prezioso.

Le tre "ricette base"? Green economy, energie rinnovabili, economia circolare. La spinta deve venire dalla società civile, dal basso, bene quindi la manifestazione per sensibilizzare i cittadini sulla tematica ambientale, che ha visto nelle piazze italiane e di tutto il mondo tanti giovani e non.
Qualche migliaio anche a Parma.

Rino Basili, Segretario Ass. Intesa San Martino

GIORNATA MONDIALE DELL’AMBIENTE 2019. PROTEZIONE DELLE RISORSE IDRICHE: A VIENNA LA FIRMA DELL’ACCORDO PER L’EUROPA CENTRALE. IL SEGRETARIO DEL DISTRETTO DEL PO BERSELLI IN RAPPRESENTANZA ITALIANA SOTTOSCRIVE L’INTESA.

Vienna (Austria), 5 Giugno 2019 –

Nel 2019 la Giornata Mondiale dell’Ambiente – che su scala globale vede una sensibilizzazione alle politiche e alle azioni per ridurre gli inquinanti dell’aria (#BeatAirPollution) – registra una altrettanto rilevante e concreta azione volta a migliorare la tutela delle acque. A dimostrazione dell’attenzione diffusa per questa risorsa naturale esauribile e dunque bisognosa di difesa sia sotto il profilo della qualità che della quantità è stata siglata poche ore fa a Vienna una importante intesa continentale per incrementare in ogni modo possibile la difesa della risorsa idrica nel distretto dell’Europa Centrale.

La sottoscrizione di questo innovativo accordo denominato DRI-FLU-CHARTA ha come obiettivo ravvicinato e di prospettiva la protezione strategica delle risorse idriche da parte dei rappresentanti delle istituzioni, della ricerca e delle aziende provenienti da tutta l’Europa Centrale. L’Italia manifesta il suo forte impegno attuale e futuro per le acque con la firma di Meuccio Berselli, Segretario Generale dell’Autorità di Distretto del Fiume Po, che coordina l’Osservatorio Permanente sugli usi dell’acqua del distretto idrografico con l‘obiettivo di rafforzare la cooperazione e il dialogo tra i soggetti appartenenti al sistema di governance della risorsa idrica, promuovere l‘uso sostenibile della risorsa idrica in attuazione della direttiva comunitaria sulle acque.

L’iniziativa è stata promossa nell’ambito del progetto INTERREG PROLINE CE (https://www.interreg-central.eu/Content.Node/PROLINE-CE.html), che riguarda le buone pratiche di uso del suolo, di gestione delle acque, in particolare delle piene e delle magre, e di risposta ai cambiamenti climatici, finalizzate alla protezione delle risorse idriche ed in particolare delle acque potabili. 

Il progetto è stato svolto da un gruppo di lavoro internazionale, composto da esperti provenienti dal settore privato, della ricerca e da enti istituzionali provenienti da diversi paesi dell’Europa centrale. 

Nella prima parte del progetto, per ciascuno dei Paesi partecipanti, è stata svolta un’analisi comparativa delle conoscenze e dello stato di fatto, anche in termini di strumenti operativi, che ha consentito di evidenziare le attuali pratiche di gestione del suolo e delle acque, i loro aspetti da migliorare ed i possibili miglioramenti, pervenendo all’individuazione delle migliori pratiche di gestione.

Successivamente, le migliori pratiche di gestione individuate, sono state oggetto di sperimentazione in alcune aree pilota, scelte in modo da poter considerare differenti scale spaziali e temporali (dai grandi bacini idrografici a piccole aree urbane), gli aspetti quantitativi che qualitativi delle risorse idriche superficiali e sotterranee, diversi usi del suolo e differenti, a volte conflittuali esigenze dei portatori di interessi. Ciò ha permesso di testare la validità delle migliori pratiche individuate.  

Infine, sulla base delle conoscenze acquisite delle sperimentazioni svolte, si è proceduto alla redazione di un catalogo delle misure e delle migliori pratiche.

L’Italia ha contribuito al progetto attraverso un partner istituzionale, ARPAE, ed uno proveniente dal settore della ricerca, CMCC, che hanno proposto tre pratiche di gestione già implementate: l’Osservatorio permanente degli usi idrici nel distretto Padano, che utilizza, quale strumento di supporto alle decisioni, il sistema operativo previsionale delle magre del Po DEWS (Drought Early Warning System); il Centro previsionale per le piene del Po che utilizza, quale strumento di supporto alle decisioni, il sistema operativo previsionale delle piene magre del Po FEWS (Flood Early Warning System); l’analisi degli impatti sulle piene e sulle siccità dovuti ai cambiamenti climatici e dei cambiamenti di uso/copertura del suolo.

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Domenica, 26 Maggio 2019 08:04

Maltempo, è allerta gialla in Emilia

Allerta GIALLA per criticità idraulica per le province di PC, PR, RE, MO, BO; per criticità idrogeologica per le province di PC, PR, RE, MO, BO, RA; per temporali per le province di PC, PR, RE, MO, BO, RA - Per la giornata di domani domenica 26 previste condizioni di convezione organizzata sul settore occidentale della regione; pertanto avremo precipitazioni di moderata intensità sul settore occidentale associate a temporali organizzati. La criticità idrogeologica segnalata è determinata dalle attuali condizioni dei terreni e dei corsi d'acqua, con particolare riferimento al reticolo idrografico minore.

La formazione di un minimo depressionario in quota in spostamento dal Mediterraneo occidentale verso l'area tirrenica, associato all'afflusso di correnti fredde in quota, determinerà condizioni di convezione organizzata sul settore occidentale della regione; pertanto avremo precipitazioni di moderata intensità sul settore occidentale associate a temporali organizzati.

La criticità idrogeologica segnalata è determinata dalle attuali condizioni dei terreni e dei corsi d'acqua, con particolare riferimento al reticolo idrografico minore.

ZONE DI ALLERTA: A - Bacini Romagnoli (RA, FC, RN); B - Pianura e costa Romagnola (RA, FC, RN); C - Bacini Emiliani Orientali (BO, RA); D - Pianura Emiliana Orientale e costa Ferrarese (FE, RA, BO); E - Bacini Emiliani Centrali (MO, RE, PR); F - Pianura Emiliana Centrale (MO, RE, PR, BO); G - Bacini Emiliani Occidentali (PR, PC); H - Pianura e bassa collina Emiliana Occidentale (PR, PC).

SOTTOZONE DI ALLERTA: A1 - Montagna Romagnola (FC-RN); A2 - Collina Romagnola (RA-FC-RN); B1 - Pianura Romagnola (RA-FC-RN); B2 - Costa Romagnola (RA-FC- RN); C1 - Montagna Emiliana Orientale (BO); C2 - Collina Emiliana Orientale (BO-RA); D1 - Pianura Emiliana Orientale (FE-RA-BO); D2 - Costa Ferrarese (FE); E1 - Montagna Emiliana Centrale (MO- RE -PR); E2 - Collina Emiliana Centrale (MO- RE- PR); F - Pianura Emiliana Centrale (MO-RE-PR-BO); G1 - Montagna Emiliana Occidentale (PC-PR); G2 - Alta Collina Emiliana Occidentale (PC-PR); H1 - Bassa Collina Emiliana Occidentale (PC-PR); H2 - Pianura Emiliana Occidentale (PC-PR).

Per approfondimenti sul contenuto del presente documento e la consultazione dei dati in tempo reale: https://allertameteo.regione.emilia-romagna.it
Per ulteriori informazioni di carattere meteorologico:
Centro Funzionale Regione Emilia Romagna – Arpae Servizio Idro-Meteo-Clima https://www.arpae.it/sim/
tel: 051 649 7600 (segreteria telefonica previsioni)
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Per ulteriori informazioni di protezione civile:
Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile – Emilia Romagna http://protezionecivile.regione.emilia-romagna.it/ 
Centro Operativo Regionale lun. - sab. 08:00-20:00 - 051 527 4440/4200 Centralino Agenzia regionale attivo H24 - 051 527 4404
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Di Lamberto Colla Parma 25 maggio 2019 - Dal Comitato No Cogeneratore di "Poggio di Sant'Ilario Baganza, riceviamo l'ennesima nota preoccupata in relazione al contenuto di composti aromatici rinvenuti nelle analisi dell'ARPAE e riferibili a processi di combustione .

"In particolare durante l'ultima campagna di rilevamento da parte dell'Arpae - scrive il rappresentante del Comitato No Cogeneratore - nell'agosto dello scorso anno, si è riscontrata una presenza di benzo(a)pirene nell'aria in quantità di oltre 18 volte maggiori rispetto alla Stazione di Parma Cittadella. La presenza è ancora al di sotto del valore limite, ma sicuramente anomala e, visto che la principale fonte del benzo(a)pirene è la combustione di materia organica ed è presente nei gas di scarico dei motori diesel, nei fumi prodotti dalla combustione di biomasse e nelle carni bruciate, è indubbio che la principale se non l'unica causa di questo valore, sia il cogeneratore."

La missiva giunta in redazione fa anche riferimento alla mancata presa in carico, da parte di organi d'informazione locali, della loro lettera di rettifica a seguito di un articolo del 26 marzo scorso dal titolo "Felino qualità dell'aria livelli nella norma" nel quale non si avrebbe dato risalto alle anomalie riscontrate.

Per quanto ci riguarda, non intendiamo entrare in polemiche che non ci riguardano direttamente mentre al contrario, siamo sempre disponibili a farci portavoce delle esigenze o delle preoccupazioni dei cittadini, soprattutto se organizzati in rappresentanze.

Al riguardo infatti, nello scorso 4 aprile, avevamo segnalato la preoccupazione dilagante di cui Angelo Lusuardi si era fatto portavoce.

A seguire infine alcuni link a nostri articoli che avevano riacceso la luce sul problema, che da un lustro sta tormentando la popolazione del grazioso villaggio rurale del felinese.

https://www.gazzettadellemilia.it/economia/item/22961-c-%C3%A8-qualcosa-nell-aria.html 

https://www.gazzettadellemilia.it/economia/item/21717-quello-strano-odore-al-poggio-di-s-ilario-baganza.html 

https://www.gazzettadellemilia.it/economia/item/3835-felino-ancora-timori-per-il-cogeneratore-di-citterio.html 

https://www.gazzettadellemilia.it/economia/item/3597-citterio-perche-l-inceneritore-non-si-accende.html 

Parma (PR), 21 Maggio 2019 – Si terrà giovedì 23 maggio, a partire dalle 15,30, nell'Auditorium di Palazzo del Governatore in piazza Garibaldi l'incontro "L'Acqua preziosa", approfondimento organizzato dal Consorzio della Bonifica Parmense sui temi ambientali e in particolare sulla risorsa acqua con la partecipazione del climatologo, divulgatore scientifico e presidente della Società Meteorologica Italiana Luca Mercalli.

Nell'ambito degli eventi "Maggio con la Bonifica 2019" il convegno, patrocinato da Ministero dell'Ambiente, Comune di Parma e ANBI, vedrà l'introduzione del presidente del Consorzio di Bonifica Luigi Spinazzi e dell'Assessore alle Politiche Sostenibilità Ambientale del Comune di Parma Tiziana Benassi, oltre agli interventi del professor Alessandro Ragazzoni della Facoltà di Agraria dell'Università di Bologna; del presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano Nicola Bertinelli; dell'Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Parma Michele Alinovi e dell'ingegnere delle risorse idriche Sergio Vallesi. Coordina il giornalista Andrea Gavazzoli.

Reggio Emilia – 20 Maggio 2019 - Le piogge particolarmente intense di questi ultimi giorni, cadute con una media in pianura di 40 millimetri e con punte fino a 70 millimetri nella zona di alta pianura, sta tutt'ora impegnando duramente tutto lo staff del Consorzio intervenuto per la regolazione dei flussi in numerosissime zone dell'intero comprensorio regolato per tutta la durata del week end full time. Il passaggio della piena nei canali consortili è stato costantemente monitorato direttamente dalla centrale di telecontrollo digitale nella sede di Reggio Emilia e "a vista" sul campo da tutti gli operatori sul territorio intervenuti in svariate località per verificare le situazioni più critiche. Rilevante il contributo degli addetti agli impianti idrovori che sono stati attivati per far fronte ai grandi quantitativi d'acqua da smaltire.

Tra le principali manovre effettuate si segnalano per importanza: la messa in funzione delle Idrovore del Torrione a Gualtieri e di Mondine a Moglia. Sono stati inoltre attivati lo scarico a gravità nel Fiume Po a Boretto ed i sifoni alla Botte San Prospero a Moglia per lo scarico delle acque Alte nelle acque Basse.

Non si sono registrate tracimazioni importanti dai nostri canali, fatte salve alcune circoscritte esondazioni molto limitate nel tempo. Le segnalazioni di principali criticità pervenute e prontamente monitorate si sono registrate a Reggio Emilia in Via Settembrini, a causa del livello della Fossetta Canali Alta e di un fosso stradale, in Via Archimede lungo il Rio Acque Chiare, e nella zona delle Le segnalazioni di principali criticità pervenute e prontamente monitorate sul campo dagli operatori del Consorzio si sono registrate a Reggio Emilia in Via Settembrini, a causa del livello della Fossetta Canali Alta e di un fosso stradale, in Via Archimede lungo il Rio Acque Chiare, e nella zona delle Basse di Roncocesi dove il Cavo Ariolo di Testa non è esondato. Altre segnalazioni sono pervenute dalla zona pedecollinare a San Bartolomeo, dove a preoccupare è stato il livello del il Torrente Quaresimo e ad Albinea nella zona del Capriolo. Un'altra criticità si è riscontrata a Calerno in Via Martiri.

Nel carpigiano gli operai del Consorzio hanno monitorato il Cavo Gavasseto lungo Via Remesina, la zona di Migliarina a Carpi, e il deflusso delle acque lungo il Collettore Acque Basse Modenesi nella zona di Fossoli e Novi di Carpi.

Nel reggiano gli osservati speciali sono stati lo Scolo San Pellegrino a Santa Vittoria, la Fossetta Frassinara a Novellara, i Cavi Mandrio, Rio e Argine a Correggio e la Fossetta Fossatelli a Rio Saliceto. Complessivamente la gestione della piena ha tenuto impegnati per tutto il fine settimana una quarantina di addetti.

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Lunedì, 20 Maggio 2019 10:02

E' ancora allerta arancione per l'Emilia.

Nonostante la leggera attenuazione delle precipitazioni, l'allerta resta classificata al livello quasi massimo per i possibili innalzamenti dei livelli idrometrici dei reticoli minori. 

Per aggiornamenti e ulteriori informazioni collegarsi  al link: https://www.arpae.it/sim/ 

Bollettino n. 44 del 20 maggio 2019 - Valida dalle 00:00 del 20 maggio 2019 fino alle 00:00 del 21 maggio 2019
*** Allerta ARANCIONE per criticità idraulica per le province di PC, PR, RE, MO, BO, FE, RA; per criticità idrogeologica per le province di PR, RE, MO, BO; Allerta GIALLA per criticità idraulica per le province di RA, FC, RN; per criticità idrogeologica per le province di PC, PR, BO, RA, FC, RN *** Per la giornata di oggi si prevedono piogge deboli-moderate, anche a carattere di rovescio, sparse su tutta la regione. Per la giornata di lunedì 20 maggio si prevede un' attenuazione dei fenomeni con residue precipitazioni sui rilievi centro-occidentali. Il livello arancione di criticità idrogeologica è legato ai possibili innalzamenti dei livelli idrometrici dei reticoli minori.

(allegato il Bollettino n° 44)

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I carabinieri del gruppo forestale di Parma hanno denunciato in stato di libertà alla locale Procura della Repubblica un imprenditore ed un collaboratore di questi, entrambi parmigiani, per l'esercizio di attività di raccolta, trasporto, recupero e smaltimento di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione o comunicazione, reato previsto dall'art. 256 comma 1 del d. lgs 152/2006.

Nel dettaglio, i militari hanno sorpreso il conducente di un autocarro mentre scaricava rifiuti speciali in un terreno nel comune di Fontevivo, in uso all'impresa della quale il conducente stesso è dipendente.
Nel sito i Carabinieri Forestali hanno rinvenuto altri cumuli di rifiuti presumibilmente non pericolosi consistenti in residui da demolizioni, di manufatti, di materiali plastici e metallici, residui di coperture isolanti e bancali in legno, il tutto stoccato illegalmente.
I militari hanno quindi provveduto al sequestro probatorio del materiale e dell'autocarro peraltro non autorizzato al traporto di rifiuti.

Maltempo. Situazione meteo migliora ma per i fiumi è ancora fase di allerta arancione per tutta la giornata di domani. Attesa per il passaggio della piena nel modenese. Protezione civile al lavoro in tutta la regione. Impegnati oltre 200 volontari e aperti 36 Centri operativi comunali (Coc). Interrotto il tratto di autostrada A14 tra Forlì e Faenza per i lavori a Villafranca di Forlì. In questi giorni, allo scioglimento della neve si sono unite piogge intense, importanti e inconsuete: in 36 ore sono caduti 100 millimetri di acqua su un'area vasta. In Romagna raggiunti livelli idrometrici storici nei corsi d'acqua.

Bologna 14 maggio 2019 17,00 - Nuova allerta "arancione" per criticità idraulica fino a tutta la giornata di domani, mercoledì 15 maggio. Se le previsioni meteo indicano una pausa nelle piogge, resta lento il deflusso dei corsi d'acqua soprattutto in Romagna, dove ieri il Montone ha rotto gli argini e invaso l'abitato di Villafranca (Fc) e dove, per effettuare gli interventi necessari, è stato interrotto il tratto di autostrada A14 tra Forlì e Faenza.

Sono poi attese per oggi le piene dei fiumi Secchia e Panaro, nel modenese. Il transito delle ondate di piena è avvenuto, invece, senza ulteriori problemi nel bolognese e nel riminese.
L'Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile è in contatto con il Dipartimento nazionale per la Protezione civile per l'attivazione di sopralluoghi ai fini della procedura di richiesta dello stato di emergenza nazionale.

La situazione in regione
Complessivamente in Romagna, la scorsa notte, tutti i fiumi hanno raggiunto livelli idrometrici storici, tra i massimi degli ultimi 30 anni.

In particolare, il Montone, nel comune di Russi a Ponte Vico, ha raggiunto 8,83 metri (con +61 cm, oltre il massimo precedente di 8,22metri raggiunto nell'aprile 2005); il Ronco a Forlì ha toccato 7,31 (+ 50 cm rispetto a 6,81 m di aprile 2015); il Lamone a Faenza ha superato il massimo storico con 8,15 metri (+7,38 metri a settembre 2014, +77 cm rispetto al precedente record). Il Savio in più sezioni ha superato il record idrometrico: nel ravennate a Metallica ha raggiunto 6,65 m (rispetto a 5,54 di novembre 2005) e a Castiglione ha toccato 9,80 metri (rispetto al massimo di 9,76 metri di novembre 2005); a Savio nel comune di Cervia si sono registrati 6,70 metri rispetto al precedente record di 6,18 metri di novembre 2005.
Nel complesso, tra Forlì e Cesena sono state evacuate una dozzina di persone, mentre a San Bartolo (Ra) le 100 persone che ieri erano state fatte evacuare per i timori sulla piena del Ronco, ora stanno tornando nelle abitazioni.

Forlì - La situazione più critica è nella zona del Montone, che ieri pomeriggio ha rotto l'argine a Villafranca, un abitato di circa 500 case e 1500 abitanti che si è allagato. Dopo un primo intervento di chiusura della breccia, nella notte l'argine si è aperto in un altro tratto e ha determinato una nuova fuoriuscita dell'acqua a causa dei livelli del fiume ancora molto alti. A San Martino di Villafranca è stato aperto il centro di accoglienza presso l'Istituto professionale statale per l'agricoltura, mentre fin dal primo pomeriggio di oggi i Servizi territoriali dell'Agenzia, in accordo con la Società Autostrade, sono al lavoro per gli interventi di riparazione dell'argine, raggiungendo la breccia dal tratto autostradale che è stato momentaneamente chiuso al traffico.
I Vigili del fuoco stanno coordinando le attività di soccorso alla popolazione, supportati dai volontari nella consegna dei sacchetti di sabbia, a protezione di abitazioni e attività economiche, e nelle operazioni indispensabili per consentire alla popolazione di rientrare nelle proprie abitazioni.

Cesena - Si è verificato un sormonto dell'argine alla confluenza del Savio con l'affluente Casalecchio. Si sono allagate sia la campagna circostante, dove una famiglia è stata evacuata, sia la "secante" (tangenziale) della città con disagi per alcuni quartieri. La situazione risulta ora sotto controllo. Il Centro operativo comunale è ancora attivo per i sopralluoghi tecnici per allagamenti a opere pubbliche, piste ciclabili e al parco dell'Ippodromo.

Risultano, inoltre, disagi per esondazioni e frane nei comuni di Galeata, Premilcuore, Predappio, Sarsina, Tredozio, Mercato Saraceno, Dovadola e Borghi e Bagno di Romagna.

Rimini - Prosegue il monitoraggio dopo il crollo della traversa (briglia) sul fiume Marecchia, in corrispondenza di Ponte Verucchio.

Modena - In seguito all'allagamento del Comune di Campogalliano (Secchia) risultano al momento evacuate una dozzina di persone. Piogge e maltempo hanno determinato diffusi disagi sulla viabilità stradale a causa di frane e dissesti. Risulta in particolare ancora chiusa la S.P. 27, Valle del Samoggia (Mo), da domenica scorsa.

Il meteo
In questi giorni, allo scioglimento della neve si sono unite piogge intense, importanti e inconsuete: in 36 ore sono caduti 100 millimetri di acqua su un'area vasta.
Domani, mercoledì, non sono previsti fenomeni meteorologici ai fini dell'allertamento; sono attese deboli piogge in mattinata, con locali rovesci più probabili sul settore orientale (fascia costiera e Romagna). Ma la criticità idraulica resta arancione nei tratti vallivi dei corsi d'acqua. Mentre le forti piogge dei giorni scorsi motivano l'emissione di un codice arancione e giallo anche per criticità idrogeologica, per la possibilità di frane.

L'allerta
E' allerta arancione, per tutta la giornata di domani, per criticità idraulica nelle pianure e costa romagnola tra Ravenna e Rimini, nella pianura emiliana orientale e centrale e lungo la costa ferrarese (zone B, D e F). L'allerta è gialla per criticità idraulica nelle zone della collina romagnola e dell'Emilia centrale, da Ravenna a Bologna (A e C).
Per criticità idrogeologica relativa al rischio di frane, l'allerta è arancione nella collina romagnola (zona A) e gialla nella pianura e costa romagnola, nella collina emiliana orientale e centrale da Rimini a Parma (zone B, C, E)

L'Agenzia per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile, in stretto raccordo con Arpae sta seguendo l'evoluzione della situazione. Si consiglia di consultare l'allerta e gli scenari di riferimento sulla piattaforma web: https://allertameteo.regione.emilia-romagna.it .

Il sistema di Protezione civile al lavoro
Dopo la forte perturbazione che ha interessato gran parte del territorio regionale, dal 12 maggio sono al lavoro oltre 200 volontari di Protezione civile in tutta la Regione e prosegue l'attività di monitoraggio idraulico da Reggio Emilia fino alla costa, con il contributo dei Servizi territoriali dell'Agenzia per la sicurezza territoriale e la Protezione civile (che ha attivato il Servizio di piena), i Consorzi di Bonifica, Arpae (che ha seguito gli aggiornamenti dei livelli idrometrici), Aipo e l'esercito.

Per la giornata odierna sono state attivate 10 squadre di volontari a Campogalliano nel modenese (di cui 4 provenienti da Ferrara e una dell'Associazione Alpini - ANA) e a Forlì-Cesena 8 squadre del coordinamento locale e 17 tra i volontari dei coordinamenti di Ferrara, Reggio Emilia, Rimini, Piacenza e Parma e squadre di Federgev.
Le squadre sono attrezzate con kit idraulici. In più altri volontari sono in presidio al Centro operativo regionale (Cor) da sabato scorso. Sono stati aperti nel complesso 36 Centri operativi comunali (Coc) e attivati Centri coordinamento soccorsi (Ccs) presso le Prefetture delle Province interessate dal maltempo.

 

Allerta meteo e vento forte. Che le precipitazini piovose dovessero tornare era nell'aria ma forse non era stato sufficientemente segnalato il potenziale del vento che, intorno alle 18,00 di ieri sera si è scatenato con forza a Parma e provincia. 

Nelle foto del nostro lettore Matteo il risultato delle raffiche in zona Villetta a Parma con alberi abbattuti e per fortuna nessun danno a presone.

Vento che sferzava a 50 km orari mentre, secondo il modello matematico tedesco ICON, diffuso da  Meteo giornale, si prevedono raffiche di vento fino a quasi 150 km/h in Appennino Tosco Emiliano (167 km/h sul confine tra provincia di Parma e Massa), 70-80 km/h in Alto Adriatico.

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In relazione all'allerta meteorologica arancione diramata dalla Protezione Civile Regionale alle ore 12,00 di domenica 5 maggio per rischio idraulico in tutta la provincia, il Prefetto di Modena ha convocato il Centro Coordinamento Soccorsi - C.C.S. e disposto l'attivazione della Sala Operativa presso il Centro Unificato di Marzaglia e dei Centri Operativi Comunali.

Secondo il quadro informativo disponibile, alle nevicate fin da quota 400 mt si aggiunge un'intensa pioggia che si prevede continuerà in nottata.

Il reticolo idrografico minore è soggetto ad un importante piena con conseguenti riflessi sui fiumi Secchia e Panaro.

Sono attivi, la Protezione Civile Regionale, i Vigili del Fuoco , la Poli zia Stradale , le Forze dell' Ordine, le Polizie Municipali , i gestori delle strade e il volontariato per il monitoraggio dei fiumi e della viabilità e per gli interventi necessari.

Sono stati intensificati i servizi della Polizia Stradale e dei Vigili del Fuoco.

Si invita la cittadinanza a limitare gli spostamenti in automobile ai casi strettamente necessari, soprattutto verso le zone di montagna dove continua a nevicare.

Si invita, inoltre, a non avvicinarsi e sostare in prossimità dei corsi d'acqua.

Per le segnalazioni in relazione a situazioni di rischio si potrà contattare il numero del Centro Operativo di Marzaglia 059/ 200210.

(Modena 5 maggio 2019 18,20)

(Foto di repertorio Gazzetta dell'emilia alluvione 2014)

L'inquinamento e la sostenibilità, ora più che mai, sono una battaglia quotidiana per la salute del nostro pianeta: ridurre l'impatto ambientale è un'impresa che parte da noi. Il primo sistema da rivoluzionare è sicuramente quello delle automobili, fonte di maggiore inquinamento; ormai sempre più automobili stanno passando all'elettrico, ma è importante capire cos'è e perché bisogna scegliere la mobilità elettrica.

Il concetto di sostenibilità

Se ne sente parlare ormai da anni eppure su cosa sia la sostenibilità ancora molti tentennano. Per sostenibilità si intende la riduzione delle emissioni di inquinanti locali e di de-carbonizzazione che comporta un miglioramento della qualità dell'aria che respiriamo. Un benessere per il cittadino e per la città stessa: non si tratta di voler salvare l'ambiente, ma di pensare anche alla propria salute. La mobilità elettrica punta a ridurre il tasso di inquinamento che i mezzi di locomozione comportano. Nel 2018 il numero di auto elettriche nel mondo vendute è stato di 2,1 milioni ma non è ancora abbastanza.

Perché è così importante scegliere questa opzione? I motivi principali, oltre alla salvaguardia dell'ambiente sono due: flessibilità e risparmio. Da una parte, infatti, è possibile ricaricare l'auto elettrica sia a casa che presso spazi pubblici in base alle proprie esigenze, dall'altra parte si risparmia sui costi di rifornimento. Molte aziende mettono a disposizione anche un servizio di noleggio a lungo termine che prevede il noleggio di un veicolo elettrico e l'acquisto dell'infrastruttura di ricarica, oltre ai servizi di consulenza.

Utilizzare la mobilità elettrica è una scelta dettata da molti vantaggi, primi tra tutti: è chiaramente un mezzo sostenibile, si acquista a prezzi ormai sempre più accessibili e in più hanno un'autonomia adeguata anche a trasferimenti giornalieri. Vantaggi economici e pratici riguardano anche ulteriori agevolazioni, come la completa esenzione dal pagamento del bollo per i cinque anni seguenti all'immatricolazioni o sconti successivi. L'obiettivo della mobilità elettrica è quello di ridurre l'impatto ambientale degli spostamenti e di promuovere i valori della sostenibilità, ma non è un sistema che riguarda solamente le autovetture. Anche le bici sono soggette a quest'innovazione:
le e-bike: sono biciclette di ultima generazione equipaggiate con un motore elettrico che assiste la pedalata, chiamate anche per questo bicilette a pedalata assistita. Si ricaricano in assoluta semplicità nelle ciclostazioni. Da questa definizione le e-bike potrebbero sembrare una variante di motorino ma non è così: il motore della bicicletta si attiva esclusivamente quando si pedale. Una E-bike con il motore disattivato, è in pratica, assimilabile ad una normalissima bicicletta tradizionale. I vantaggi dell'e-bike? L'e-bike è una bicicletta ecologica con bassi costi di gestione, agevola gli spostamenti alleggerendo la fatica e rispecchia le tendenze necessarie di sviluppo sostenibile del pianeta.

E le stazioni di ricarica?
Molte aziende danno la possibilità di acquistare colonnine per la ricarica scegliendo la potenza, la modalità di accesso alla ricarica e il numero di prese. In base alle proprie esigenze ci saranno cataloghi di mobilità elettrica che soddisferanno ogni cliente. La mobilità elettrica è il futuro, ma già presente.

 

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Fino al 15 maggio 2019, se hai tra i 15 e i 25 anni, puoi partecipare con i tuoi progetti innovativi alla call “Riparare il mondo”. I vincitori potranno rendere concreta la propria idea di cambiamento.

I ragazzi e le ragazze tra i 15 e i 25 anni con le loro idee possono “Riparare il mondo”, partecipando al concorso del Festival della Lentezza - dal 14 al 16 giugno 2019 alla Reggia di Colorno (PR) - che premia i progetti più innovativi a sostegno del pianeta.

Un invito a riprogrammare il futuro alla generazione scesa in piazza con Greta Thunberg. La call è aperta fino al 15 maggio. Per candidarsi, entro le ore 23.59, bisogna inviare all’indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o tramite WeTransfer un testo di massimo 4000 caratteri e/o un video artigianale di massimo 2 minuti spiegando la propria idea. I progetti ammessi alla selezione saranno caricati sul sito www.lentezza.org e saranno votati tramite social dal 16 maggio al 3 giugno. Le 3 idee più votate saranno presentate dai protagonisti durante il Festival della Lentezza.

Il vincitore sarà affiancato da professionisti della comunicazione per girare un video professionale e realizzare un sito internet per raccontare il proprio progetto, cercare potenziali finanziatori e renderlo concreto.

Un lungo elenco di opere saranno realizzate entro l’anno per la manutenzione del territorio montano e collinare nelle aree di Reggio, Modena e Parma. Stimato anche il valore economico generato all’azione di manutenzione di oltre 9,3 milioni di euro a sostegno di una economia circolare in aree spesso penalizzate.

Reggio Emilia

Venerdì 12 Aprile 2019 -

Il fenomeno progressivo del dissesto idrogeologico che interessa le aree montane e pedecollinari rappresenta una delle principali criticità per la cura puntuale del nostro paese. Le comunità delle terre alte sono spesso penalizzate dagli effetti negativi conseguenti ai cambiamenti climatici su un territorio geomorfologicamente anche piuttosto fragile. La conseguenza diretta, spesso, diventa l’abbandono di queste aree o in ogni caso un incremento notevole delle difficoltà quotidiane negli spostamenti per avere raggiungere i servizi primari. In questo contesto assai complesso intervenire in prevenzione con puntuali opere di risistemazione, consolidamento e difesa dei versanti e reti viarie e d’acqua diventa non solo opportuno perché  strategico, ma assolutamente rilevante per creare le pre-condizioni per poter una economia , spesso di tipo agricolo, che non sia solo di prossimità.

Così ogni anno il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale chiama tutti i sindaci dei territori interessati del comprensorio gestito per comunicare gli interventi che realizzerà entro l’anno in corso. L’individuazione delle zone su cui intervenire, frutto di attento monitoraggio dello staff tecnico dell’ente coordinato dall’ingegner Pietro Torri e di una fattiva collaborazione con le amministrazioni locali rappresenta un esempio modello di azione in tempi utili. Il rapporto tra la cura preventiva del territorio e quella successiva ad una emergenza è di circa 1 a 5 e questo la dice lunga anche sul risparmio sui costi di realizzazione generato dal fare le opere per tempo. Questo tipo di attività è consentita soprattutto dalla possibilità concreta che il Consorzio ha – a differenza di altri enti che necessitano di processi burocratici più lunghi - di poter immediatamente destinare fondi propri e avviare il cantiere.

Ecco l’azione concreta sul territorio montano in numeri:

Complessivamente l’Ufficio Tecnico è al lavoro su ben 78 progetti per un importo complessivo di € 8.350.000 di questi 45 progetti per € 4.333.000 hanno sono già finanziati con fondi consortili (€ 1.561.000) o pubblici, Comunitari e regionali (€ 2.772.000). Per altri 33 progetti, che ammontano complessivamente a € 4.017.000 il Consorzio ha presentato domande di sostegno sulla misura 4.03.01 del PSR. Inoltre il Consorzio sta lavorando su altri 7 progetti da realizzarsi per conto di Comuni situati sempre nel territorio montano e collinare che comporteranno un investimento complessivo di 1milione  di euro. Degli 85 progetti 47 sono collocati nella Provincia di Reggio Emilia per un valore di € 5.5200.000, 30 nella Provincia di Modena pari a € 3.026.000 ed infine 8 in quella di Parma per 593.000 euro.

Complessivamente - ha commentato il direttore generale Domenico Turazza - tradotto in proporzionale valore in termini economici l’impegno messo in campo dai tecnici del Consorzio ammonta a 9.350.000 ovvero superiore al triplo della contribuzione che annualmente il Consorzio chiede ai propri consorziati del comprensorio di montagna”. Così pure l’economia agricola, che costituisce un caposaldo del sistema economico della montagna, risulta essere diretta destinataria degli interventi finanziati, o da finanziarsi, con fondi del PSR (pari a € 4.363.000) e con fondi LIFE (€ 1.515.000) che sommano a quasi 6 milioni di euro.

 

Dichiarazione Presidente Matteo Catellani

“ Questi numeri costituiscono per certi versi la “punta dell’iceberg” dell’attività che il Consorzio Emilia Centrale svolge in montagna con i suoi 7 tecnici e 2 dirigenti – ha chiosato il presidente del Consorzio Matteo Catellani - perché non tengono conto dell’attività di sorveglianza e monitoraggio quotidiano del territorio e delle sue criticità, di assistenza ai Consorziati e ai Comuni che costituiscono la base su cui l’attività progettuale si fonda. L’indicatore statistico caratterizzato da questi dati è comunque assai significativo del ruolo che l’ente è in grado di svolgere a sostegno delle comunità locali e di una economia a vocazione agricola in un territorio particolarmente esposto al rischio idrogeologico ed allo spopolamento. Impegno – ha concluso Catellani - che la nuova amministrazione consortile si propone di proseguire e se possibile incrementare”.

Nuovo Progetto LIFE AgriCOlture

Particolare attenzione merita il progetto Life AgriCOlture promosso dal Consorzio Emilia Centrale in qualità di capofila di un gruppo di altri enti (Consorzio di Bonifica di Burana, Ente Parco dell’Appennino Tosco Emiliano, CRPA) che si propone di valorizzare il ruolo che l’agricoltura può avere in collina e montagna per prevenire il dissesto idrogeologico e per favorire la cattura di anidride carbonica. Si tratta di un progetto pilota a livello comunitario che potrebbe avviare un processo di pagamento dei servizi ecosistemici – PES – a sostegno dell’agricoltura montana.

 

Venerdì, 05 Aprile 2019 10:43

C'è qualcosa nell'aria.

Al Poggio di Sant'Ilario Baganza cresce la preoccupazione per i dati dell'ARPAE. Il Benzopirene (composto aromatico cancerogeno) è superiore di 200 volte a quanto riscontrato nel capoluogo.

Nonostante le rassicurazioni dell'amministrazione comunale, che nei giorni scorsi avevano cercato di tranquillizzare i residenti, questi ultimi dati sembrano aver riacceso l'apprensione per la salute.

Portavoce della preoccupazione dilagante è il consigliere di opposizione Angelo Lusuardi che ha diramato un comunicato che di seguito pubblichiamo.

"Come consigliere comunale di "Cambiamo Felino" siamo molto preoccupati dai dati che emergono dalle rilevazioni Arpae fatte a Poggio di Sant'Ilario Baganza. Dai dati si apprende che emergono valori in particolar modo di benzopirene, superiori di 200 volte quelli rilevati a Parma.
Anche il valore di PM10 risulta spesso più alto anche nei confronti di territori come Langhirano dove la presenza industriale è ben maggiore.
Tutti conoscono i problemi alla salute legati al benzopirene e poco rassicura che siano dentro i parametri di legge in quanto il loro livello è enormemente troppo elevato rispetto al luogo. Il problema c'è, è chiaro e misurato. Ora va affrontato e risolto definitivamente da parte dei nostri amministratori. Questo chiedono ancora una volta i cittadini , che si difenda la salute pubblica e che si proteggano i residenti da ogni rischio ambientale
Agire si può, si deve solo volerlo fare."

Angelo Lusuardi Consigliere Comunale "Cambiamo Felino"

NOTE:
Leggi anche: https://www.gazzettadellemilia.it/economia/item/21717-quello-strano-odore-al-poggio-di-s-ilario-baganza.html 

Il link per accedere al sito dell' Arpae
https://www.arpae.it/dettaglio_generale.asp?id=3057&idlivello=1692 

(di N.C. 4 aprile 2019)

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Piano di Sviluppo Rurale: arriva il decreto del Ministero che premia i progetti sul risparmio idrico dell'Emilia Centrale
Risparmio di risorsa fino a 4 milioni di metri cubi e interventi della rete nei comuni di Reggio Emilia, Poviglio, Novellara, Cadelbosco Sopra, Correggio Carpi e Soliera.

Reggio Emilia – 29 Marzo 2019 - Il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari Forestali e del Turismo ha pubblicato il decreto governativo per l'approvazione della graduatoria definitiva delle domande di finanziamento presentate nell'ambito del Piano Nazionale di Sviluppo Rurale per le infrastrutture irrigue e il Consorzio dell'Emilia Centrale si è visto riconoscere un importo assai rilevante volto al risparmio dell'acqua grazie ad una sempre più efficiente gestione della risorsa. I progetti, coordinati dall'ingegner Pietro Torri e realizzati internamente ad opera dello staff tecnico del Consorzio, hanno guadagnato un alto punteggio dalle commissioni giudicanti che hanno premiato 19 enti in tutto il paese.

All'Emilia Centrale toccheranno 20 milioni di euro (19.999312) e saranno impiegati in opere mirate per l'adeguamento della rete di distribuzione consortile e dei relativi sistemi irrigui nei Comuni di Poviglio (4.201.835euro) canale Godezza, Comune di Reggio Emilia (4.860.986) canale di Sesso, Comune di Novellara e Comune di Cadelbosco di Sopra (1.979.388) canale Santa Maria, Comune di Correggio (3.347.329) canale Fornacelle, Comune di Carpi e Comune di Soliera (5.609.773) canale Soliera Basso.

"I cambiamenti climatici stanno creando notevoli criticità e la carenza di risorsa causa danni soprattutto al comparto agricolo - ha commentato il presidente dell'Emilia Centrale Matteo Catellani – così per risparmiare risorsa serve una capacità forte di progettare e il nostro Consorzio si è distinto ed è stato premiato per il bene del territorio che serviamo". E in un momento come quello che stiamo vivendo in cui l'acqua, bene primario, appare quasi per la prima volta "risorsa esauribile" questi interventi capillari sulla rete genereranno un risparmio di circa 4 milioni di metri cubi : una quantità non certo sottovalutabile.

 

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