Giovedì, 25 Marzo 2021 16:18

Un simulatore per le emergenze in dono alla Neonatologia grazie al sostegno dell’associazione I folletti In evidenza

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La direttrice Serafina Perrone: Fare rete per migliorare la qualità di cura, obiettivo raggiunto dalla collaborazione tra Ospedale, volontariato e utenti

Accorciare i tempi per la salvezza del neonato in situazioni di emergenza grazie a simulazione di casi possibili con un “bambolotto speciale”. Tecnicamente si chiama Charlie ed è il dono ricevuto dalla Neonatologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, grazie alla collaborazione con l’associazione I folletti e la famiglia di Ambra Ferrari di Sorbolo che ne hanno sostenuto l’acquisto per il reparto diretto da Serafina Perrone.

Il simulatore è un dispositivo utile per l’addestramento realistico in tutti i passaggi essenziali delle emergenze neonatali – spiega Perrone - e permette di riprodurre un’ampia varietà di scenari che si possono presentare in acuto”.

Gli atti di sensibilità e di generosità da parte degli utenti ci gratificano e ci aiutano a testimoniare il riconoscimento della qualità dei servizi offerti e della professionalità degli operatori del Maggiore”, sottolinea Enza Salvati, presidente dell’associazione I Folletti Odv, che ha contribuito alla donazione a fianco della famiglia Ferrari di Sorbolo in occasione della nascita della piccola Ambra.

Il simulatore, dotato di modulo per ECG con defibrillazione per rianimazione neonatale, consentirà inoltre di effettuare - quando la situazione epidemiologica corrente lo permetterà - corsi base di pronto intervento rivolti ai genitori, per la gestione consapevole e appropriata del pianto inconsolabile del bambino, della sospensione del respiro a seguito di rigurgito. 'Saper cosa fare e non fare' aiuta genitori e bambini nel percorso di crescita.
Si tratta quindi di una donazione importante che esprime la maturità raggiunta dalla collaborazione professionisti-associazioni di volontariato, e che promuove un maggior grado di responsabilitaà della ‘rete’ neonatale e pediatrica, per meglio rispondere alla complessità delle relazioni di cura. Una rete che funziona richiede infatti capacità di ascolto e di interazione per poter svolgere le azioni di miglioramento a cui é importante che possano contribuire anche i pazienti - in questo caso i genitori - fornendo una partecipazione attiva e consapevole.

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