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Dopo 29 anni dall’incidente del Ventasso il ricordo delle vittime Claudio Marchini, Annamaria Giorgio, Corrado Dondi e Angelo Maffei sottolinea le innovazioni delle procedure per la sicurezza dei soccorsi19 agosto 2019Contenuto dell'articoloSpegne la sua prima candelina il sistema di volo notturno in coincidenza con la ricorrenza dell’incidente di Charlie Alpha che, seppur in modo tragico, ha cambiato la cultura della sicurezza del soccorso aereo. Il ricordo delle vittime, a partire da quel terribile 18 agosto in cui si trovavano in missione per soccorrere un ferito sull’appennino reggiano, accende l’attenzione sugli standard di sicurezza dei trasporti dei pazienti in condizioni di emergenza-urgenza.

Dal 15 agosto 2018, infatti, il soccorso in elicottero utilizza una speciale tecnologia, chiamata NVG: Night Vision Goggles. Si tratta di particolari visori ad intensificatore di luce installate sui caschi dei piloti che permettono, di notte, modalità operative analoghe a quelle del pieno giorno. Si moltiplica in questo modo la possibilità di intervento, rendendo possibile anche in condizioni di oscurità salvare una vita o rendere meno negativa una prognosi.

L’assessore al Wellfare Laura Rossi, intervenuta alla cerimonia insieme ai consiglieri Marco Campanini, Marco Maria Freddi e Emiliano Occhi, ha portato i saluti del Comune di Parma, così come Gian Paolo Cantoni per la Provincia. “I cittadini devono essere convinti che facciamo il massimo per gli interventi”, ha sottolineato il Prefetto Giuseppe Forlani, mentre Maurizio Falzoi, in nome dell’Ordine dei medici, ha portato l’attenzione sui valori e la dedizione di operatori e volontari tutti. La voce dei colleghi dell’equipaggio Charlie Alpha è arrivata attraverso il coordinatore della Centrale operativa 118 Emilia Ovest Marco Boselli che ha annunciato – a braccetto con il collega co-fondatore del sistema Gino Tosi, coordinatore del 112 per la regione Lombardia, – una raccolta di materiali, documenti, testimonianze e foto per ricostruire un ricordo del tragico evento che rimanga come patrimonio per l’intera collettività.

Dalla voce del direttore della Centrale operativa 118, nonché presidente della Commissione regione Emilia-Romagna per l’elisoccorso, Adriano Furlan è arrivata l’attenzione alle importanti innovazioni in termini di sicurezza dei voli, giunti a garantire il soccorso in elicottero anche la notte. “Gli aspetti tecnico-organizzativi del soccorso si accompagnano sempre al cuore delle persone”, ha evidenziato Elena Saccenti, direttore generale dell’Azienda Usl di Parma, ringraziando tutti i volontari, impegnati in prima linea ogni giorno e ogni notte. “Dobbiamo essere vicini alle famiglie in questo momento e quotidianamente – ribadisce il direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma Massimo Fabi – senza dimenticare che il nostro impianto ha creato e consolidato uno dei sistemi migliori a livello europeo”.

Presenti alla cerimonia di commemorazione il prorettore Paolo Martelli, il consigliere regionale Barbara Lori, il presidente del CCM Filippo Mordacci, il presidente del Cral dipendenti sanità Patrizia Monteverdi e i principali rappresentanti delle forze armate, tra cui il tenente colonnello Andrea Magliozzi, comandante del Nucleo di Polizia economico-finanziaria, il tenente colonnello Andrea Pacchiarotti del comando provinciale dei Carabinieri, il vice comandante della Polizia municipale Giacomo Furla.

Numerosissimi i volontari delle Associazioni di volontariato che ogni giorno operano sul territorio, tra cui l’Assistenza pubblica di Parma, la Croce azzurra di Traversetolo, la Pubblica assistenza di Fidenza, l’Associazione volontaria di Collecchio-Sala Baganza, la Pubblica assistenza di Colorno, l’Assistenza pubblica Croce bianca di Busseto, Polesine e Zibello, la Croce rossa di Palanzano, l’Assistenza pubblica di Noceto, la Croce verde di Fornovo e la Croce rossa di Parma con il suo presidente Giuseppe Zammarchi.

Sono 23 le piazzole di atterraggio a Parma e provincia abilitate al servizio di elisoccorso notturno, comprese quelle degli ospedali di Parma presso il Maggiore (Azienda Ospedaliero-Universitaria), Fidenza presso Vaio e Borgotaro (Azienda Usl), mentre sono 245 in tutta la regione. Il numero di elisuperfici parmensi notturne nell’ultimo anno ha continuato a crescere, potenziando così il servizio di emergenza-urgenza territoriale. Grazie alla capillare diffusione di queste piazzole, programmata dalla Regione Emilia-Romagna ed approvata dalla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria di Parma, la Centrale Operativa del 118 di via del Taglio può garantire un servizio di soccorso extraospedaliero sempre più veloce e qualificato, in grado di raggiungere zone decentrate e di difficile accesso come quelle montane. Per il Parmense il progetto regionale prevede, una volta completato, la realizzazione di 30 aree di atterraggio notturno sul territorio. In questo modo, nella nostra provincia undici chiamate arrivate alla Centrale operativa 118 durante la notte hanno ricevuto i soccorsi in elicottero anziché in ambulanza, con evidente contrazione dei tempi di attivazione delle cure; dieci nella provincia di Piacenza e 22 in quella di Reggio Emilia per un totale di 43 richieste di soccorso.

L’equipaggio in aria consiste in un medico anestesista-rianimatore e due infermieri, uno dei quali addetto alla comunicazione con la centrale; un controllore del volo segue i continui spostamenti delle coordinate del mezzo da terra, anticipando tutte le informazioni necessarie per un viaggio sicuro e un efficace atterraggio, una ricerca rapida del malato, le prime cure e la ripresa del volo alla volta dell’ospedale più adatto per accoglierlo. Questa attività, svolta minuto per minuto, pratica un monitoraggio attento e un raccordo vitale con i dipartimenti a elevata specialità con funzione hub regionale, come il Trauma center, la Neurochirurgia, la Cardiologia e la Cardiochirurgia, la Neuroradiologia, il Centro Ustioni e la Terapia intensiva neonatale che trattano patologie in cui il fattore tempo risulta fondamentale. Sono queste le strutture dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma che rappresentano lo scenario imprescindibile per l’efficacia dell’attività di soccorso dell’intero equipaggio; si preparano ad accogliere l’ammalato in modo tempestivo e opportuno per arrivare in tempi rapidi alla prima diagnosi per soccorrere e curare in modo efficace e appropriato.

L’elisoccorso

Attivo a Parma da oltre 30 anni, il servizio di elisoccorso, integrato su base regionale, si avvale di quattro mezzi, di cui tre dislocati presso gli eliporti delle Centrali operative 118 Emilia Ovest (Parma), Emilia Est (Bologna), Romagna (Ravenna). Il quarto, dotato di verricello per il soccorso alpino, è di stanza a Pavullo nel Frignano. L’elisoccorso della Centrale Emilia Ovest effettua servizio anche nelle zone di confine delle province di Mantova, Cremona, Lucca e Massa. Nel caso dell’elisoccorso di Parma si registra un progressivo aumento degli interventi verso le zone di confine della bassa Lombardia, superando i limiti dei confini sulla scorta di un Protocollo d’intesa sottoscritto quasi tre anni fa con le Regioni di confine, nell’ottica che il paziente non ha confini e che le risorse devono essere impiegate attraverso l’integrazione operativa delle reti degli elisoccorsi regionali.

Si può osservare l’incremento negli anni della missioni extra-confine regionale dell’eliambulanza di Parma. Nei primi sette mesi del 2019 sono già 24 le missioni eseguite oltre confine regionale con un trend in ulteriore incremento. Il grafico.

 

 

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Pubblicato in Comunicati Sanità Parma
Sabato, 18 Agosto 2018 15:30

Parma abbraccia Charlie Alpha - foto

Parma abbraccia Charlie Alpha, un equipaggio di soccorso sempre pronto ad alzarsi in volo. Le foto di Francesca Bocchia.

Il ricordo di Claudio Marchini, Annamaria Giorgio, Corrado Dondi e Angelo Maffei, scomparsi 28 anni fa con lo schianto dell'elicottero sul Ventasso,

All'indomani dell'avvio dei voli notturni nella nostra regione, dopo 28 anni, ancora una volta, le Aziende sanitarie di parma e provincia si fermano per ricordare i colleghi dell'equipaggio Charlie Alfa scomparsi durante una missione di soccorso: il pilota Claudio Marchini, il medico anestesista Annamaria Giorgio, gli infermieri Corrado Dondi e Angelo Maffei.

L'incidente avvenne alle 8.20 del 18 agosto 1990 quando l'elicottero EHCA Charlie Alpha precipitò sul monte Ventasso, a causa della nebbia fitta, dopo essersi alzato in volo dalla base dell'Ospedale Maggiore di Parma per soccorrere un ferito nell'Appennino reggiano.

A ricordare le vittime dell'incidente i parenti, le Associazioni di volontariato del sistema emergenza-urgenza, le autorità cittadine, i rappresentanti delle forze dell'ordine. Tra loro, Marco Boselli, collega del 118 dell'equipaggio che ha rimarcato "l'intento dei professionisti di migliorare sempre di più il servizio con il supporto delle Aziende sanitarie, della città, delle Associazioni i volontariato - elemento di grande rilevanza- e il mondo politico"; Nadia Buetto, consigliera comunale, che ha ricordato "la presenza di una parte buona della società, rappresentata dai soccorritori che, anche in questi giorni di emergenza, dimostrano la loro continua presenza"; la consigliera regionale Barbara Lori, la cui attenzione è andata "ai volontari, agli operatori, ai professionisti che, insieme, costituiscono una grande comunità"; Maurizio Falzoi, rappresentante dell'Ordine dei medici, che ha testimoniato la vicinanza a tutti coloro che danno la vita per il bene dei soccorsi. Leonardo Marchesi, in rappresentanza della direzione dell'Azienda Usl, ha portato alla luce il frutto della riflessione propositiva sugli eventi che spinge il sistema alla crescita continua". "Tocchiamo con mano una comunità intera – ha infine ripreso Pietro Manotti, in rappresentanza della direzione della Azienda Ospedaliero-Universitaria – che ci fa dono di una eredità che segna la linea di sviluppo verso il futuro".
Antonio Pastori, presente alla cerimonia anche nella veste di coordinatore regionale della rete 118 presso l'assessorato sanità alla regione Emilia-Romagna, segno di come Parma stia continuando a contribuire in modo incisivo alla evoluzione della rete regionale ha evidenziato: "la soddisfazione per i primi tre voli notturni ci spinge a proseguire sulla strada della estensione a 120 delle piazzole idonee per il soccorso in elicottero la notte". Adriano Furlan, direttore della Centrale operativa 118 del Maggiore e membro della commissione regionale per il servizio di elisoccorso ha sottolineato da parte sua l'impulso che Parma ha dato ai servizi: "Ora cominciamo a guardare oltre il confine della nostra regione, verso il nord Italia, in una prospettiva integrata di soccorso, mettendo in comune i mezzi su gomma e in volo".

 

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La descrizione dell'attività


Il soccorso con elicottero
Attivo a Parma da 30 anni con il suo primo intervento il 19 luglio 1988 a Varsi, oggi il soccorso con elicottero dei servizi d'emergenza 118 (HEMS) è esteso a tutto il Paese grazie all'utilizzo di elicotteri attrezzati per le emergenze sanitarie che consentono interventi in tempi rapidi e tempestività dell'ospedalizzazione.
L'attività prevalente dell'elicottero è il soccorso primario, cioè quello eseguito direttamente sul luogo dell'evento, ma ugualmente importante è l'attività di trasporto da ospedale a ospedale, in particolare verso l'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma centro di riferimento regionale - secondo il modello Hub & Spoke - per le elevate specialità di Trauma center, Neurochirurgia, Cardiologia e Cardiochirurgia, Neuroradiologia, Nefrologia, trapianti d'organo, Ematologia e Centro trapianti midollo osseo, Centro Ustioni e Terapia intensiva neonatale.
Nel corso del 2017 gli interventi "dall'alto" sono stati 860 (301 a Parma, 291 a Reggio Emilia, 242 a Piacenza e 26 su altre province), con un andamento in lieve crescita rispetto agli anni precedenti. Analizzando i dati per codice di gravità, nel 2017 sono state soccorse e ospedalizzate 402 persone con codice 3 (paziente con immediate minacce alla sopravvivenza), mentre nel 8% circa dei casi non si è reso necessario il ricovero. Quest'ultimo dato indica una "sovrastima" della Centrale Operativa 118 al momento della chiamata di soccorso, giustificato dalla necessità di intercettare tutti i casi più gravi.

Pronti, via. Decollo in 3 minuti.
I mesi di maggiore attività dell'elisoccorso sono solitamente quelli tra maggio e settembre. L'elicottero può alzarsi in volo in condizioni metereologiche che consentano una visibilità pari a 1 chilometro in orizzontale e 150 metri in verticale. Dal momento della richiesta di soccorso, l'elicottero è pronto per decollare entro tre minuti dall'attivazione. Questo lasso di tempo è incomprimibile in quanto legato a procedure aeronautiche, mentre il tempo medio di volo sulle tre province di competenza è di circa 12/13 minuti, fino a un massimo di 20 minuti per le zone più lontane delle tre province.
L'equipaggio dell'elicottero BK 117 C2 in dotazione alla Centrale Operativa 118 Emilia Ovest è composto da un medico anestesista-rianimatore (proveniente a turno dai Servizi di Anestesia e Rianimazione di Parma, Piacenza e Reggio Emilia), due infermieri dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, di cui uno con compiti di coordinamento della missione e gestione della sicurezza in volo e uno con funzione in prevalenza assistenziale.
Il servizio di elisoccorso è integrato su base regionale e si avvale di 4 mezzi, di cui 3 dislocati presso gli eliporti delle Centrali operative 118 Emilia Ovest (Parma), Emilia Est (Bologna), Romagna (Ravenna). Il quarto, dotato di verricello per il soccorso alpino, è di stanza a Pavullo nel Frignano. L'elisoccorso della Centrale Emilia Ovest effettua servizio anche nelle zone di confine delle province di Mantova, Cremona, Lucca e Massa.
Nel caso dell'elisoccorso di Parma si registra un progressivo aumento degli interventi verso le zone di confine della bassa Lombardia.

Elisoccorso notturno
Dal 15 agosto, sono operativi i voli notturni, a partire dalla base di Bologna. Grazie all'uso di una speciale tecnologia, Night Vision Goggles, NVG, particolari visori ad intensificatore di luce installate sui caschi dei piloti, le basi di atterraggio non illuminate sono utilizzate con modalità operative analoghe a quelle del giorno (diurne), moltiplicando la possibilità di intervento e rendendo possibile anche in condizioni di oscurità il volo per salvare una vita o rendere meno negativa una prognosi. Nei prossimi mesi il numero delle basi di atterraggio/decollo aumenteranno ulteriormente, con possibilità di "centralizzare" i pazienti più gravi sugli Ospedali di più alta valenza specialistica/specializzazione. Il periodo sperimentale era iniziato il 1° giugno 2017 su un numero di siti di atterraggio e decollo limitati. Dopo solo due giorni dall'entrata in funzione del servizio, nella notte tra il 16 e il 17 agosto, sono stati effettuati i primi voli notturni di pazienti trasportati al Maggiore di Parma: uno dalla provincia di Piacenza e uno dalla provincia di Parma.

Centrale operativa 118 Emilia Ovest

La Centrale Operativa 118 Emilia Ovest dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma gestisce tutte le chiamate di soccorso sanitario per le province di Parma, Piacenza e Reggio.
Nel 2017 gli interventi complessivi gestiti dalla Centrale operativa 118 Emilia Ovest per le tre province di competenza (Piacenza, Parma Reggio Emilia) sono stati 114.359.
Il sistema copre complessivamente su 140 Comuni, su una superficie di 8.541 Km quadrati, assicurando una copertura capillare del territorio e un soccorso tempestivo anche nelle zone più disagiate, grazie all'indispensabile fitta rete del volontariato di Pubbliche Assistenze e Croce Rossa.
Nelle varie postazioni dislocate in modo capillare nel territorio delle tre province sono presenti 109 ambulanze di base, con equipaggi in grado di praticare manovre di rianimazione cardiopolmonare di base e defibrillazione precoce (BLSD), 9 automediche con medico, 6 automediche con medico e infermiere, un'ambulanza con medico e infermiere, un'ambulanza con medico, tre auto con infermiere, dieci ambulanze con infermiere, oltre all'Elisoccorso.
Il Sistema è inserito all'interno della rete regionale ed è proiettato in una logica sovra-provinciale per fronteggiare i grandi eventi avversi, le calamità naturali, le alluvioni e i terremoti. In questo contesto operano gli infermieri della Centrale Operativa 118, attivando e gestendo tutte le fasi dei soccorsi alla persona, compresa la scelta dell'ospedale di destinazione.

 

(Foto di Francesca Bocchia)

Pubblicato in Cronaca Parma
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