Mercoledì, 12 Novembre 2014 09:19

Uso e abuso di sostanze: tutti i giovani sono a rischio? In evidenza

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dott.ssa Serena Ligabue, dell'Ufficio Giovani Unione dei Comuni della Val d'Enza dott.ssa Serena Ligabue, dell'Ufficio Giovani Unione dei Comuni della Val d'Enza

A Campegine è partito il primo di tre incontri sul rapporto tra i giovani e l'utilizzo di sostanze - 

Reggio Emilia, 12 novembre 2014 - di Federico Bonati -

È proprio vero che tutti i giovani sono a rischio?
Questo l'argomento centrale di un ciclo di incontri su uso e abuso di sostanze, che ha preso il via lunedì 10 novembre a Campegine.
Nato nell'ambito del progetto di Comunità "Banca delle Risorse" e in collaborazione con l'Ufficio Giovani del territorio, il Ser T ed il centro per le famiglie del territorio, questo ciclo di incontri è ritenuto molto importante dalla parrocchia e dall'amministrazione comunale campeginese, come dimostrano le parole del sindaco Paolo Cervi: "Il problema dell'uso e abuso delle sostanze è un problema importante in questo momento storico. Sta quindi a noi tutti affrontare la questione, imparando ad osservare bene la questione giovani-sostanze. I nostri ragazzi vivono in un mondo nel quale sono iper stimolati ed iper sollecitati. È quindi compito di ognuno di noi trovare delle soluzioni per aiutarli a crescere nel miglior modo possibile".

La serata, condotta dalla dott.ssa Serena Ligabue, dell'Ufficio Giovani Unione dei Comuni della Val d'Enza, è cominciata con la definizione specifica di "droga", vale a dire quella sostanza farmacologicamente attiva che ha un effetto sul nostro corpo. Erroneamente molte persone ritengono che le droghe siano solamente sostanze quali l'eroina, la ketamina, la cannabis, ma così non è. Rientrano infatti nella definizione anche sostanze legali e di uso comune, quali alcool, caffeina e tabacco.

"Lo piscologo e psicoanalista Norman Zinberg- spiega la dott.ssa Ligabue- effettuò uno studio in merito alle droghe, individuando due diversi tipi di consumo: il consumo sperimentale ed il consumo disfunzionale, causa quest'ultimo di alti costi sociali".
Il passaggio dall'utilizzo disfunzionale alla dipendenza, o nel caso delle droghe alla tossicodipendenza, è breve. Si arriva alla dipendenza quando la patologia si configura in tutta la sua durezza e prepotenza, apparendo come un impulso irresistibile, nonostante tutto.

In una società, come quella odierna, l'importanza dell'informazione e dell'educazione è basilare, ma poiché ognuno di noi è un soggetto differente rispetto agli altri, come è possibile trovare una soluzione comune?
Una domanda di difficile analisi, alla quale la dott.ssa Ligabue risponde in questa maniera: "Il fatto che ognuno di noi sia un soggetto diverso rispetto al resto delle persone implica l'utilizzo di differenti tipi di approccio, senza tralasciarne nessuno. C'è un forte bisogno di dialogo fra le persone e con le persone. Solo attraverso questo dialogo sarà quindi possibile individuare il giusto approccio per un soggetto. Ecco perché sono così importanti la formazione, l'informazione e la cultura stessa".

La risposta alla domanda: "È proprio vero che tutti i giovani sono a rischio?", risulta quindi essere un'azione concreta: esscerci per questi giovani e per tutte le persone con problemi di dipendenza e di uso delle sostanze. Esserci, con la capacità di ascolto e con l'adeguato punto di vista rispetto al problema.
"È evidente-conclude Serena Ligabue- che il rischio c'è. Ma si possono fare tantissime cose per arginarlo, come facendo l'adeguata informazione, dialogando con i soggetti, educando".

Il ciclo di incontri proseguirà lunedì 24 novembre, nel quale la dott.ssa Flavia Neri parlerà delle risorse del territorio in merito all'educazione alla sicurezza e al rischio e si concluderà lunedì 1 dicembre con la dott.ssa Alessandra Giovanelli che discuterà di ciò che possono fare gli adulti in merito.

 

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