Un’indagine ricca di riscontri tecnici e investigativi, che ha consentito ai Carabinieri, coordinati dalla locale Procura, di risolvere in tempi rapidi un caso che aveva destato enorme scalpore, assicurando così alla Giustizia quelli che, al momento, si ritengono i presunti autori di due distinte rapine, compiute nelle scorse settimane ai danni di una cittadina straniera 54enne domiciliata in città.
L’attività d’indagine ha avuto inizio nei primi giorni del mese di marzo, quando alla Centrale Operativa del Comando Provinciale Carabinieri è stata segnalata la rapina in una abitazione in danno di una donna. Immediatamente è stata inviata sul posto una pattuglia della Sezione Radiomobile, per gli accertamenti del caso.
I Carabinieri, tempestivamente intervenuti, hanno documentato che la donna era stata brutalmente percossa per sottrarle circa 200 euro in contanti.
La stessa -seppure a fatica, poiché visibilmente scossa dall’accaduto- ha fornito importanti elementi investigativi rappresentando altresì di essere già stata vittima, nel mese di febbraio u.s., di un analogo episodio commesso, secondo lei, dalle medesime persone.
Secondo la ricostruzione investigativa, fatta propria dal GIP del Tribunale di Parma, è emerso che:
- la prima rapina era stata compiuta il 4 febbraio 2025, quando gli autori si erano introdotti nell'abitazione della 54enne. Qui, dopo averla bloccata, l'avevano colpita con calci e pugni, versandole dell'acqua in testa, per costringerla ad aprire gli occhi e sbloccare il suo smartphone per cancellare la cronologia delle conversazioni telefoniche intrattenute con uno di loro. Successivamente le avevano provocato un taglio con un coltello e trascinata nell’appartamento con una corda legata al collo. Durante l'aggressione alla vittima erano stati sottratti 300 euro e un set di trucchi. La donna ,talmente impaurita dalla violenza dell’aggressione, non aveva avuto il coraggio di denunciare;
- il secondo grave episodio si è verificato il 4 marzo 2025. Gli autori, dopo aver prenotato alla vittima un “massaggio olistico”, si sono recati presso la sua abitazione. Uno dei tre ha bloccato la donna alla quale ha tappato la bocca e tenendo aperta la porta, ha consentito l'ingresso degli altri complici. La vittima è stata nuovamente colpita con calci e pugni e con un oggetto di legno. Gli aggressori hanno messo a soqquadro l'appartamento e rubato 200 euro e alcuni cosmetici
Le indagini hanno permesso di raccogliere un solido quadro indiziario a carico degli indagati.
Invero la vittima ha fornito una testimonianza dettagliata e precisa, nonostante le difficoltà linguistiche. La sua versione dei fatti è stata riscontrata da plurimi elementi, tra cui le immagini dei sistemi di videosorveglianza installati all'esterno del condominio e l’analisi degli intestatari delle utenze telefoniche utilizzate per contattare la vittima.
In particolare, le immagini registrate hanno immortalato gli autori mentre entravano, e poi si allontanavano, dal condominio negli orari delle denunciate rapine.
Secondo il GIP, che ha valutato i riscontri investigativi raccolti dai Carabinieri sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Parma, i tre sono fortemente indiziati di essere gli autori in concorso della rapina e, visto il concreto e attuale pericolo di reiterazione di condotte della stessa specie e le specifiche circostanze e modalità dei fatti commessi e della personalità degli indagati, ha inteso emettere, concordando con la richiesta della Procura, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico dei tre indagati.
Nel corso dell’esecuzione del provvedimento cautelare, con contestuale perquisizione dei domicili degli indagati, i Carabinieri hanno rinvenuto indumenti del tutto simili a quelli indossati dai responsabili dei fatti delittuosi; detti indumenti sono stati sequestrati e messi a disposizione dell’A.G. per il prosieguo dell’indagine.
È doveroso rilevare che gli odierni destinatari della misura cautelare sono, allo stato, solamente indiziati di delitto, seppur gravemente, e che la loro posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza.