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Riqualificazione Rio Mindollo, la sinergia tra Bonifica Parmense e amministrazione comunale pone in sicurezza il territorio di Collecchio

I lavori, realizzati per ridurre il rischio allagamenti a valle della statale della Cisa, portati a termine in tre step per complessivi 243 mila euro, di cui 125 mila euro finanziati dal Consorzio

Parma, 18 Dicembre 2019 - Ridurre il rischio allagamenti a valle della strada statale della Cisa e contribuire alla riqualificazione di una zona residenziale nella periferia di Ozzano Taro, frazione del Comune di Collecchio. Le maestranze del Consorzio della Bonifica Parmense hanno portato a termine un complesso ed importante intervento che rappresenta un contributo essenziale per la messa in sicurezza del territorio; l’intervento ha riguardato il Rio Mindollo, nei pressi di Ozzano Taro, nel Comune di Collecchio: in particolare è stata realizzata la copertura con l’utilizzo di scatolari in cemento armato, ognuno delle dimensioni di due metri e mezzo per un metro e mezzo.

La sinergia tra la Bonifica Parmense e le Amministrazioni Comunali prosegue dunque positivamente, con strategici interventi pianificati a vantaggio della messa in sicurezza dei comprensori e dei cittadini che vi abitano. I lavori – che, a partire dal sottopasso della strada statale SS 62 della Cisa, si sono estesi su un tratto lungo 200 metri – sono stati portati a termine in tre diversi step per complessivi 243 mila euro, di cui 125 mila euro finanziati dall’ente consortile.
 
 
 

I lavori di regimazione del reticolo idraulico minore realizzati sulle arterie viarie della Val Ceno: Monte Ralli-Franchi, Ralli-Pereto-Metti, Cà Mortarelli, Salvi e Zani-Orsi-Zermani


Parma, 9 Dicembre 2019 –
Un contributo fondamentale per la messa in sicurezza del territorio montano della Val Ceno. I tecnici del Consorzio della Bonifica Parmense hanno infatti portato a termine i lavori di regimazione del reticolo idraulico minore lungo le strade comunali Monte Ralli-Franchi, Ralli-Pereto-Metti, Cà Mortarelli, Salvi e Zani-Orsi-Zermani, nel Comune di Bore.


Tutti gli interventi sono stati messi in atto nell’ambito del progetto ‘S.O.S. Bonifica’, attraverso il quale il Consorzio della Bonifica Parmense mette a disposizione del territorio collinare e montano della provincia di Parma mezzi d’opera e risorse umane per provvedere ad una costante manutenzione della corretta regimazione dell’acqua nelle cunette e nei fossi adiacenti alle strade comunali e vicinali ad uso pubblico. 

 

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Lunedì, 09 Dicembre 2019 17:38

Il conto salato della piena alla Bonifica Centrale

Il monitoraggio esatto sulla rete di canali consegna un conto salatissimo alla Bonifica dell’Emilia Centrale:  20 milioni di euro di danni stimati

Ammonta a 240 mila euro la sola spesa straordinaria per l’energia utile ad azionare gli impianti idrovori per “smaltire” oltre 100 milioni di metri cubi di acqua transitati nelle canalizzazioni consortili nei giorni di piena. Uno scenario climatico atipico, ma purtroppo sempre più frequente a cui dare risposte adeguate

REGGIO EMILIA – (Lunedì 9 Dicembre 2019) - Forse lo scenario non sarà proprio quello apocalittico immaginato da Ridley Scott per un distopico Novembre 2019 nel capolavoro di fantascienza “Blade Runner” datato 1982, ma il periodo appena terminato e iniziato proprio ai primi del mese scorso ha fatto registrare valori di precipitazioni abbondanti e soprattutto decisamente superiori alla norma del periodo: oltre 200 mm contro una media annua di 750 mm.

Un dato oltremodo inconsueto che si può annoverare tra i record delle ripercussioni territoriali in conseguenza ai picchi climatici del nuovo millennio è quello relativo alla quantità di acqua scolata nella rete del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale : oltre 100 milioni di metri cubi , di cui ben 65,73 per sollevamento meccanico grazie agi impianti consortili; una manovra estremamente provvidenziale quanto onerosa visto che il consumo di 1,254 milioni di kwh ha generato un costo straordinario di circa 240 mila euro solo in pochi giorni di attività. Questa enorme quantità di risorsa idrica - gestita in modo mirato dal personale del Consorzio attivo full time 24 ore su 24 - è risultata assolutamente fuori-scala, corrispondente a 9 volte il volume d’invaso irriguo della stessa rete consortile. E l’impatto si è dimostrato quanto mai distruttivo, le conseguenze sull’intero sistema di canalizzazioni del comprensorio della Bassa, vista la violenza e la modalità temporale della caduta delle piogge, sono ora evidenti e sommano una lunga catena di danni che, dopo un minuzioso monitoraggio dei tecnici consortili, si stima attorno ai 20 milioni di euro.


La criticità più evidente che emerge da questo tipo di evento atmosferico - che purtroppo si palesa in modo ormai quasi endemico periodicamente sulla nostra pianura - è che il sistema di bonifica, creato sapientemente in questa forma un centinaio di anni fa, oggi fa conti salatissimi con questi fenomeni violenti. La rete (nata come irrigua e successivamente impiegata anche nella funzione di scolo), guadagna l’annuale manutenzione ordinaria, ma avrebbe necessità “straordinaria” di consolidamento e potenziamento proporzionale all’entità dei gravi impatti delle calamità degli ultimi anni.
Uno scenario a dire il vero non unico nel complesso sistema degli equilibri ambientali, antropici, territoriali del nostro paese, ma a cui è essenziale dare adeguata evidenza in tempo utile per agire in prevenzione, un’evidenza rimarcata costantemente a tutti gli organismi e ed enti territoriali che operano nel settore e sovraordinati.


Di seguito un elenco di alcuni tra i danni principali evidenti del dopo-piena individuati e stimati nelle ultime ore dall’equipe di monitoraggio del Consorzio lungo i 3600 km di canali consortili: Canalazzo di Brescello a Brescello, Canale Castelnuovo Basso a Gualtieri, Cavo Naviglio a Reggio Emilia e Correggio e Canale di Casalpò a Castelnuovo Sotto.

 

Cronologia degli eventi

La fase più critica si è verificata nella nottata tra sabato 16 e domenica 17 novembre, con precipitazioni di 80 mm in pianura che hanno generato un repentino rialzo dei livelli dei canali di scolo. A partire dai ricettori secondari, fino ai primari, tutto il reticolo idrografico ha da subito mostrato una notevole difficoltà di deflusso delle acque verso valle siccome l’apporto delle piogge cadute è stato superiore alla normale portata dei canali ed alla capacità di pompaggio degli impianti. Da subito sono state messe in campo tutte le azioni per fronteggiare l’evento, con l’attivazione di tutti gli impianti idrovori di scolo alla massima potenza e portata per un pompaggio complessivo pari a 160.000 litri al secondo. In particolare, sono stati attivati gli impianti di Boretto Scolo, Torrione, Mondine, San Siro, Rodanello, Diversivo Bresciana, e in via del tutto eccezionale è stato attivato l’impianto irriguo di Santa Maria della Fossa per consentire l’invaso di un canale irriguo come cassa di espansione.


Per laminare il picco massimo dell’onda di piena ed evitare tracimazioni dei canali è stato necessario allagare quattro casse di espansione di cui: Cavo Naviglio a Correggio, Torrente Tresinaro a Cà De Frati, Cavo Parmigiana Moglia Bacini Bagna e Valletta. Parallelamente per rallentare il decorso verso valle del Cavo Lama a Carpi e del Canale di Canale di Risalita sono stati invasati diversi tratti ad uso irriguo. Lo staff - coordinato in loco dall’ ingegner Paola Zanetti - è stato costantemente impegnato a presidiare e tenere pulite, con i mezzi del Consorzio, le zone critiche normalmente situate in corrispondenza di ponti e sifoni per consentire il transito delle acque piovane, Le azioni coordinate tra attivazione impianti e manovre degli scaricatori presenti sulla rete idraulica hanno permesso di contenere i livelli all’interno delle arginature modificando gli assetti della rete in funzione del diverso comportamento dei canali.


L’evento è stato gestito h 24 per circa due settimane sul territorio e in sala telecontrollo, da oltre cento persone che si sono turnate, a cui va il sincero apprezzamento per il lavoro svolto. Data la concomitanza delle piene di Secchia e Po e le piogge dei giorni successivi, gli impianti idrovori hanno funzionato per circa 2 settimane di cui i primi 3 giorni alla massima potenza con un volume di acqua complessivamente pompato pari a 65,73 milioni di m.c., a cui devono aggiungersi i 35 milioni di m.c. circa scolati per gravità, che portano a circa 100 milioni di metri cubi la massa d’acqua smaltita dalla rete consortile. Questa enorme quantità di acqua che si è riversata nei canali, pari a 9 volte il volume d’invaso irriguo della rete consortile, ha determinato danni molto ingenti alle arginature dei canali, già fortemente sollecitate dagli eventi di piena primaverili oltre che per la presenza di animali selvatici, tra cui nutrie e gamberi, che sono stati sommariamente stimati in quasi 20 milioni di euro.

 

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L’Amministrazione: “Una misura che si è resa necessaria in seguito al deterioramento della struttura evidenziato dalla perizia commissionata dal Comune”

Busseto, 7 dicembre 2019 | L’Amministrazione Comunale di Busseto ha emesso ordinanza di divieto di circolazione con chiusura totale al transito del Ponte Pezzino sul Torrente Ongina. La decisione è stata presa in seguito alla perizia effettuata dall’ingegner Paolo Dallatana che evidenziava “il deterioramento avanzatissimo in elevazione del ponte e con ogni probabilità esteso in profondità all’interno della struttura, di cui non si conosce la capacità resistente”. Il Ponte, che collega il Comune di Busseto a quello di Villanova D’Arda, si trova interamente sul territorio comunale di Busseto ed è stato interessato direttamente dalle piene dell’Ongina degli ultimi giorni che potrebbero averne compromesso ulteriormente la stabilità.

Il Ponte Pezzino rimarrà chiuso fino all’accertamento delle condizioni di sicurezza. “Dopo la vicenda del Ponte Morandi - ha dichiarato il vicesindaco Gianarturo Leoni - abbiamo fatto fare perizie su tutti i ponti del territorio, in modo tale da poter garantire la sicurezza di chi vi transita. Quella del Ponte Pezzino si è fin da subito presentata come una situazione preoccupante, a causa della manutenzione che mancava da troppo tempo. Da qui la decisione di chiudere il ponte al transito veicolare: una misura che abbiamo preso per non dover rimpiangere incidenti, che potrebbero avere anche effetti gravissimi”.

Nei giorni scorsi l’Amministrazione si è incontrata anche con l’assessore regionale Donini e il sindaco di Villanova D’Arda: per le opere di riqualificazione del Ponte è stata stimata una spesa di 500mila euro, per il quale si è chiesto l’intervento economico della Regione

Interventi di sfalcio nei comuni di pianura in oltre 2 mila km di canali.


Lavori a Busseto, Colorno, Torrile, Sissa Trecasali, Sorbolo Mezzani, Polesine Zibello e Parma. Sfalcio e pulitura e manutenzione dei canali per un importo di 930 mila euro
Parma, 6 Dicembre 2019 – Una serie di azioni ed interventi mirati, un contributo essenziale per la messa in sicurezza del territorio di pianura. Il Consorzio della Bonifica Parmense ha portato a termine alcuni lavori – realizzati nel corso degli ultimi mesi – finalizzati alla riduzione del rischio idrogeologico arginale e alla prevenzione delle possibili criticità idrauliche nella Bassa Parmense da Polesine Zibello a Busseto, da Sissa Trecasali a Colorno. I lavori, realizzati dalle maestranze del Consorzio, sono stati eseguiti in numerose aree della lunga rete di bonifica e hanno riguardato anche il risezionamento di alcuni canali e il consolidamento di alcuni manufatti irrigui. Le riqualificazioni dei canali hanno coinvolto: il Diversivo del Canale di Busseto a Polesine, strada Boschetta a Sissa Trecasali, Canaletta di Viarolo, riparazione delle perdite del Canale Ottomulini. Sempre a Sissa Trecasali è stato ultimato il rifacimento del manufatto irriguo San Luigi sul Canale Milanino e la sistemazione della Condotta di Gramignazzo. Nel Comune di Torrile è stato concluso il risezionamento del Canale Dugara Sant’Andrea. Nel comune di Colorno è stato altresì realizzato il risezionamento del Canale Dugara Campogrande e a Sorbolo-Mezzani è stato finito il risezionamento del Canale Fumolenta e quello del Canale Gambalone.

Interventi di adeguamento e miglioria nell’impianto con funzione di antirigurgito dei flussi in località Prati di Zibello. Alcuni lavori sono stati realizzati anche per la sistemazione del manufatto irriguo di scolo Scorticavallo, nel comune di Busseto. Infine sistemazione dell’impianto che garantisce difesa idraulica alla zona parrocchiale di Pizzolese nel Comune di Parma. Alla fine del mese di novembre si sono inoltre conclusi i lavori di sfalcio, pulizia e manutenzione di gran parte dei canali dell’intera rete canali. Rete che misura oltre 1500 km nella sua estensione complessiva e che di conseguenza riguarda 3000 km di sponde arginali oggetto di manutenzione. Di questi 3000, ben due terzi sono stati interessati da interventi capillari con un costo complessivo di 930 mila euro.

 

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Giovedì, 05 Dicembre 2019 06:34

Piacenza, aggiornamento maltempo

Piacenza, 4 dicembre 2019 - L’intensa ondata di maltempo che ha colpito il nostro territorio nell’ultima settimana, sommata alle piogge scese in autunno, hanno reso ancora più fragile il nostro territorio montano e gli smottamenti nei diversi comuni ne sono la prova.

E’ il Presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza, Fausto Zermani a fare il punto della situazione: “In fase di avvio, e in corso, gli interventi sulle strada di Balzago (in comune di Bobbio) e di Avemagna (in comune di Farini); quasi terminati i lavori a Ottone Soprano; riaperta, a senso unico alternato con limitazione ai mezzi pesanti la strada per Proverasso (Ferriere); in programma i lavori per Santa Franca (Farini)”.

STRADA PER LAGOBISIONE
A Balzago di Bobbio è stato rilevato nei giorni scorsi un cedimento del rilevato stradale ed è in corso un intervento in somma urgenza per il ripristino e la messa in sicurezza.
Ad oggi è stata delimitata la zona di pericolo e la strada risulta percorribile.

STRADA VILLANOVA- AGLIO- PRADOVERA
Ad Avemagna di Farini una colata di fango aveva in parte invaso la strada e, al fine di mettere in sicurezza la viabilità rurale della zona, sono iniziati (e ancora in corso) gli interventi di regimazione sia delle cunette sia della scarpata adiacente alla carreggiata.
La strada è transitabile.

STRADA PER OTTONE SOPRANO
Quasi ultimati gli interventi lungo la strada che collega Ottone Soprano ai Semensi e Monfaggiano (Ottone) a completamento di quanto iniziato in somma urgenza già dalle prime ore di domenica 24 novembre. La strada è percorribile.

STRADA DI PROVERASSO (Ferriere)
Riaperta dalle prime ora di questa mattina, mercoledì 4 dicembre, la strada di Proverasso. Qui si può circolare a senso unico alternato con limitazione ai mezzi pesanti.

STRADA DI SANTA FRANCA (Farini)
Ancora chiusa alla circolazione la strada di Santa Franca. Qui, gli interventi sono in programma ma non ancora iniziati. Non ci sono persone isolate.

Continua Fausto Zermani: “Ad oggi non si registrano altre situazioni di pericolo imminente sulle altre strade di bonifica ma va tuttavia segnalato che sono presenti cunette compromesse e alcuni tombini otturati, oltre a terreni molti intrisi. La situazione di assetto idrogeologico è ancora del tutto in evoluzione e sotto monitoraggio attento. Va prestata attenzione”.

CITTÀ DI PIACENZA E FASCIA COSTIERA DEL PO
Per quanto riguarda la zona di pianura, le piogge intense e l’innalzamento dei fiumi e torrenti di questo periodo hanno richiesto la quasi massima funzionalità degli impianti idrovori posto lungo la fascia costiera del Po attivi sia con le pompe, utili al deflusso delle acque che arrivano da monte, sia con le paratoie che, chiuse, non permettono il rigurgito del grande fiume sui territori limitrofi.
In pieno regime di difesa: Finarda (Piacenza), Armalunga (zona sub urbana), Zerbio e Fossadello (Caorso), Casino Boschi (Sarmato).

E’ ancora il Presidente Fausto Zermani a proseguire: “Gli impianti idrovori sono fondamentali per la difesa dei territori di valle. In oltre ottanta anni di funzionamento, questi, sono stati mantenuti con cura, in alcuni casi potenziati e per tutti è stato installato un sistema di telecontrollo che permette - all’ufficio tecnico del Consorzio di Bonifica di Piacenza - di monitorare 24 ore 24 i livelli e agire su paratoie e pompe”.

DIGA DI MIGNANO (comune di Vernasca) e DIGA DEL MOLATO (Nibbiano in comune di Alta Val Tidone)
Alla diga di Mignano presenti circa 950 metri cubi pari al 9.5% del volume autorizzato.
Alla diga del Molato il volume è di circa 5.3 milioni di metri cubi pari al 85% del volume autorizzato.

A chiarire le motivazioni di una differenza così significativa di volume di invaso è Fausto Zermani:
“L’invaso di Mignano è mantenuto a quote relativamente basse perché entro la metà del mese di dicembre, se le condizioni idrologiche- idrauliche lo permetteranno, è in programma lo svaso completo del bacino al fine di permettere le annuali ispezioni e gli interventi di manutenzione ordinaria agli organi di scarico profondi.
Per la diga di Molato, invece, non è previsto lo svaso, e si è preceduto al rinvaso in previsione della prossima stagione irrigua. Qui, non verrà effettuata la prassi ordinaria di svaso perché ai piedi della diga è in corso il cantiere che permetterà la chiusura dell’ultima di cinque tranche di lavori che ci porterà, il prossimo anno, al collaudo tecnico dell’opera a seguito del quale potremo invasare risorsa fino alla quota di massima regolazione per una capacità totale superiore agli 8 milioni di metri cubi, rafforzando così le funzioni irrigue, di laminazione delle piene, di produzione di energia idroelettrica in aggiunta alla consolidata attrattività turistica per famiglie, scolaresche e sportivi”.

 

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Sopralluogo del direttore generale del Consorzio della Bonifica Fabrizio Useri insieme al sindaco di Langhirano Giordano Bricoli


Parma, 18 Novembre 2019 – Il Consorzio della Bonifica Parmense ha portato a termine i lavori di sistemazione idrogeologica a protezione della strada comunale per Strognano, nel Comune di Langhirano. L’intervento, che si inserisce all’interno di una serie di azioni finalizzate alla prevenzione di possibili criticità idrauliche e alla messa in sicurezza dei territori montani e collinari, è un contributo fondamentale per la messa in sicurezza del territorio tra la Val Parma e la Val Baganza.

Le maestranze del Consorzio della Bonifica Parmense hanno realizzato un intervento puntuale e mirato in sinergia programmatica con il Comune di Langhirano. Il Direttore Generale del Consorzio della Bonifica Parmense Fabrizio Useri ha infatti incontrato, durante un sopralluogo nell’area dei lavori, il sindaco di Langhirano Giordano Bricoli e i tecnici che hanno coordinato l’intervento.

Il Consorzio della Bonifica Parmense, impegnato nelle azioni di tutela del territorio montano, seguita nel portare avanti una serie di interventi concordati con le Amministrazioni Comunali dei territori montani e collinari dei Comuni del parmense per la prevenzione del dissesto idrogeologico.

Sabato, 16 Novembre 2019 12:04

Comuni e Consorzio insieme per la nostra montagna

Piacenza, 14 novembre 2019 - Nuovo incontro del Nucleo Tecnico Politico per la Montagna per fare il punto sull’avanzamento dei lavori in tema di difesa del suolo e sull’avvio della programmazione degli interventi per il prossimo anno (concertazione stabilita dall’art. 3 della Legge Regionale n. 7 del 6 luglio 2012).

Dopo l’incontro del Nucleo di metà settembre era stato chiesto alle Unioni Montane e ai comuni non compresi (nelle unioni) di inoltrare al Consorzio le proposte di intervento relative alla lotta al dissesto idrogeologico alle quali i tecnici consortili hanno dato seguito effettuando sopralluoghi e compilando le relative schede di progetto, 77 in tutto, complete di: interventi da eseguire, stima dei costi e priorità secondo cui dovranno essere eseguiti.

Sono stati poi illustrati i 26 progetti il cui finanziamento da parte della regione è notizia recente. Si tratta di progetti riferiti ad interventi volti alla prevenzione di danni da fenomeni franosi rispondenti al bando PSR (Piano di Sviluppo Rurale) 2014/2020 misura n. 5.1.01 della Regione Emilia Romagna (linea di finanziamento regionale indirizzata a investimenti in azione di prevenzione volte a ridurre le conseguenze delle calamità naturali e avversità climatiche – prevenzione danni da fenomeni franosi al potenziale produttivo agricolo).
Per ognuno dei progetti sarà cura dei tecnici consortili redigere un progetto esecutivo finale a cui seguirà l’approvazione della Regione Emilia Romagna e l’affidamento e la realizzazione in un tempo massimo di 18 mesi (dall’approvazione di Bologna).

“Gli amministratori del territorio montano hanno espresso gratitudine nei confronti del Consorzio condividendone la strategicità e l’efficacia nell’operato. Questo ci gratifica e ci stimola a proseguire con impegno nel nostro lavoro. Come ente abbiamo colto con interesse la proposta arrivata dalle amministrazioni di valorizzare l’azione della bonifica eseguendo nuovi interventi. Nel 2020 il personale in forza al comparto tecnico si concentrerà su quanto pianificato e approccerà alla valutazione di pianificare nuovi lavori a protezione del territorio. Per quanto riguarda i 3 milioni di euro appena finanziati, tramite i progetti PSR, ringraziamo l’amministrazione regionale uscente cha ha dimostrato grande sensibilità verso il territorio montano e con la quale, negli anni, si è instaurato un proficuo rapporto; con i funzionari regionali, peraltro, stiamo lavorando per recuperare ulteriori progetti non finanziati ma in graduatoria e ritenuti meritevoli” commenta Fausto Zermani a conclusione del tavolo di lavoro.

Dalla Bonifica Centrale un cambio di rotta epocale. Approvati 29 progetti per interventi preventivi in montagna (Parma, Reggio e Modena). 3,5 milioni di euro saranno destinati dalla Regione Emilia Romagna esclusivamente a strutture private che ancora non abbiano subito danni dal dissesto idrogeologico. 
 
Di Lamberto Colla Reggio Emilia, 14 novembre 2019 - Nel 2020  il Consorzio di Bonifica Centrale potrà disporre di circa 6 milioni di euro per combattere il dissesto idrogeologico. Ma la grande novità, hanno spiegato questa mattina i vertici della Bonifica, è rappresentato dal fatto che gli ultimi 3,5 milioni approvati dalla Regione Emilia Romagna andranno a finanziare interventi prevenzione e non di emergenza e benficiari saranno  soggetti privati dei comprensori di montagna che potranno così  rafforzare le difese  contro il dissesto idrogeologico.
 
"Il nostro lavoro, ha commentato il presidente Matteo Catellani, è al servizio delle aziende agricole che sono i veri custodi del territorio".
Un passaggio epocale che potrebbe portare notevoli benefici strutturali e economici al territorio. Infatti, come ha sottolineato il direttore Avv. Domenico Turazza, i costi per interventi di emergenza sono  ben 5 volte superiori a quelli per interventi di natura preventiva. "Questi 29 progetti approvati, sottolinea il direttore, fanno parte di misure straordinarie di interventi di natura agroambientale contro il dissesto idrogeologico. I 3,45 milioni di euro sono suddivisi in 29 progetti, 3 dei quali in zona parmense per circa 400.000 euro, 14 per la montagna reggiana per un valore di circa 1,88 milioni e infine 12 interventi nel modenese per un importo di 1,1 milioni. Nel 2020, quindi si apriranno i bandi e verranno avviati i cantieri che presumibilmente si concluderanno entro il 2021. "
 
La natura del bando è stato esposto dall'ing. Pietro Torri il quale ha ben specificato che "in questo caso si parla di opere di prevenzione dove ancora non vi  sia alcun danno conclamato. Il bando  è  rivolto alle aziende agricole le cui strutture ancora non abbiano subito danni e i terreni siano ancora coltivabili."
 
La destinazione privata è una novità  per i consorzi di bonifica, chiamati a interventi a favore di enti e manufatti pubblici. "Spesso, chiosa il direttore Turazza, veniamo chiamati a sostegno delle amministrazioni comunali per la capacità progettuale del Consorzio" indispensabile per gestire questo tipi di intervento.
 

(In allegato i progetti finanziati per provincia)

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Piacenza, 12 settembre 2019 - Si è riunito il 12 settembre, presso la sede del Consorzio di Bonifica di Piacenza, il Nucleo Tecnico Politico per la Montagna - all’uopo istituito – per fare il punto sull’avanzamento dei lavori in tema di difesa del suolo e per avviare la programmazione degli interventi per il prossimo anno (concertazione stabilita dall’art. 3 della Legge Regionale n. 7 del 6 luglio 2012).

In apertura i tecnici consortili hanno illustrato lo stato di attuazione del Programma contro il dissesto per il 2019; in fase di realizzo, all’interno del comprensorio montano: drenaggi, briglie, sistemazione di versanti, difese spondali e regimazione, pulizia e risagomatura di fossi.A seguire è stato riferito in merito al bando PSR 2014/2020 misura n. 5.1.01 (linea di finanziamento regionale indirizzata a investimenti in azione di prevenzione volte a ridurre le conseguenze delle calamità naturali e avversità climatiche – prevenzione danni da fenomeni franosi al potenziale produttivo agricolo) ora in fase di istruttoria e per cui si è in attesa di conoscere i progetti ammessi a finanziamento entro la fine di ottobre.Il tavolo di lavoro ha poi deciso il timing per arrivare al piano delle opere di difesa per il 2020, fissando il 4 di ottobre come termine entro il quale le Unioni Montane e i Comuni dovranno far pervenire le richieste di intervento a cui faranno seguito i sopralluoghi tecnici propedeutici alla stesura dell’elenco dei lavori con relative stime economiche e una prima valutazione di priorità di intervento. Del piano di lavoro impostato come sopra se ne discuterà durante un nuovo incontro del Nucleo Tecnico Politico per la Montagna.

Soddisfazione, da parte degli intervenuti, sulla metodologia applicata, organica e con visione d’insieme, in grado di poter monitorare complessivamente il territorio e poterne programmare gli interventi in base alle priorità.

Erano presenti all’incontro il Sindaco di Bettola Paolo Negri (Presidente Unione Montana Alta Val Nure), il Sindaco di Bobbio Roberto Pasquali (Presidente Unione Montana Valli Trebbia e Luretta e Consigliere del Consorzio di Bonifica), il Sindaco di Morfasso Paolo Calestani ( Presidente dell’Unione Comuni Montani Alta Val d’Arda e consigliere consortile), il Sindaco di Alta Val Tidone Franco Albertini, l’Assessore del Comune di Gazzola Ferdinando Calegari, e il Consigliere del Consorzio di Bonifica Luigi Bertuzzi.

Per il Consorzio presenti Angela Zerga (Direttore Generale), Filippo Volpe (Direttore dell’Area Tecnica), i geometri Gianluca Fulgoni, Edorado Rattotti, Alex Bertonazzi e l’Ingegner Monica Chiarelli.

 

 

 

 
 

 

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