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Operativo il provvedimento della Regione Emilia Romagna a beneficio dei territori colpiti dall'esondazione del fiume Secchia. Ai residenti nei comuni di Bastiglia e Bomporto basta presentare la carta di identità al momento di usufruire della prestazione o di acquistare il farmaco -

Modena, 13 febbraio 2014 -

Sono operative le misure urgenti straordinarie di carattere sanitario adottate dalla Giunta della Regione Emilia-Romagna a favore delle popolazioni colpite dall'alluvione nella Bassa modenese. Il provvedimento, in vigore dal 10 febbraio fino al 30 luglio 2014, dispone l'esenzione dal pagamento del ticket per visite, esami specialistici e farmaci per i residenti nei territori comunali colpiti dall'esondazione del fiume Secchia.
Le esenzioni riguardano le prestazioni sanitarie (visite ed esami) nelle strutture pubbliche e private convenzionate di tutta l'Emilia-Romagna e l'assistenza farmaceutica, sia per quanto riguarda i farmaci di fascia A, sia i farmaci di fascia C in distribuzione diretta da parte delle Aziende Usl.
Per ottenere l'esenzione dal ticket, le persone residenti nei comuni di Bastiglia e Bomporto, particolarmente colpite dall'alluvione, devono presentare la carta di identità al momento di usufruire della prestazione o di acquistare il farmaco. Per quanto riguarda invece i comuni di Camposanto, Finale Emilia, Medolla, Modena (frazioni di Albareto, La Rocca, Navicello, San Matteo), San Felice sul Panaro e San Prospero, i cittadini colpiti dall'alluvione riceveranno dall'Azienda USL una specifica comunicazione con la quale è riconosciuto il diritto all'esenzione e che dovrà essere presentata agli sportelli di prenotazione o in fase di erogazione delle prestazioni. Chi non ha ancora ricevuto la comunicazione dell'Azienda USL, potrà dichiarare di essere stato danneggiato dall'alluvione e richiedere l'esenzione con un'autocertificazione.
I lavoratori residenti anche in altri comuni che svolgono attività professionali nelle zone colpite dall'alluvione potranno avvalersi delle misure già previste per coloro che sono colpiti dalla crisi (cassa integrati, lavoratori in mobilità, contratti di solidarietà).
Sul sito internet dell'Azienda USL di Modena www.ausl.mo.it/esenzionealluvione sono disponibili i moduli per l'autocertificazione, gli elenchi completi delle frazioni e degli indirizzi delle località interessate e altre informazioni utili.
Per informazioni è anche possibile chiamare il numero verde gratuito del Servizio sanitario regionale 800 033 033 attivo nei giorni feriali dalle 8.30 alle 17.30 e il sabato dalle 8.30 alle 13.30.

(Fonte: ufficio stampa Ausl Modena)

 

"Il nostro modo per essere vicini a territorio e popolazioni modenesi colpite dal sisma" -

Modena, 6 febbraio 2014 -

Tra poche ore, a Sochi in Russia a circa 4000 chilometri da Modena, Nicole della Monica e Matteo Guarise, coppia azzurra di pattinaggio artistico su ghiaccio, trasformeranno il loro sogno olimpico in realtà.

Ma prima di partire per la città russa che ospita le Olimpiadi invernali hanno pensato di farsi ritrarre con la tazzina di Caffè Molinari loves Emilia. "E' il nostro modo per manifestare solidarietà ad una terra meravigliosa, ma gravemente ferita: quella modenese", che li ha visti anche protagonisti in un esibizione diversi mesi fa al Palaghiaccio di Fanano.

Con la foto, hanno voluto esprimere il proprio apprezzamento e condivisione nei confronti dell'iniziativa lanciata dall'azienda modenese Caffè Molinari – pensata per raccogliere fondi da devolvere per la ricostruzione della Torre dei Modenesi di Finale Emilia, crollata durante il sisma dello scorso anno – così come la propria vicinanza a quanti colpiti dal terremoto del maggio 2012.

Il duo Della Monica-Guarise qualificatisi per le Olimpiadi di Sochi a seguito del brillante nono posto conquistato in occasione degli europei di Zagabria un anno fa, sono tra i primi atleti che scenderanno in pista. L'11 febbraio, saranno infatti impegnati, sulle note di "Sansone e Dalila" di Camille Saint-Saens, per il programma corto. Programma, o meglio prova che qualifica già per la finale olimpica prevista per il 13 febbraio prossimo.

(fonte: ufficio stampa Nevent)

 

La Regione "ha chiaro l'obiettivo da raggiungere: il riconoscimento di tutti i danni a strutture e infrastrutture pubbliche, privati e attività produttive" -

Bologna, 28 gennaio 2014 -

Quanto a ciò che è successo, "Aipo fa rilevare come, dal Natale scorso ad oggi, le arginature del Secchia abbiano 'sopportato' altre due condizioni di piena piuttosto gravose e ravvicinate. Per contro, la ripetuta saturazione e il successivo asciugamento della miscela terrosa arginale potrebbero avere 'affaticato' l'opera di difesa e rappresentare causa o concausa del collasso. Il tratto su cui si è aperta la breccia era già stato interessato da verifiche post sisma e regolarmente manutenuto attraverso periodici sfalci e pulizie del corpo arginale: l'ultimo intervento risale a dicembre 2013. Attendiamo la verifica degli esperti".

È quanto affermato dall'assessore regionale alla Sicurezza territoriale, difesa del suolo e protezione civile, Paola Gazzolo, nella comunicazione della Giunta all'Assemblea legislativa sull'alluvione nella bassa modenese dello scorso 19 gennaio. "Noi - ha subito chiarito l'assessore -vogliamo conoscere le ragioni" di quanto è successo "e rispondere ai tanti perché dei cittadini e alle loro preoccupazioni, che sono anche le nostre". E a stabilire come siano andate effettivamente le cose sarà la commissione scientifica voluta dal presidente della Regione, Vasco Errani, che ha il compito di valutare le cause della rottura dell'argine del Secchia, all'origine dell'alluvione. Una commissione che "garantirà terzietà", ha spiegato Gazzolo: in essa, "le Università di Padova, Bologna, Ferrara e Modena-Reggio Emilia metteranno a disposizione esperti particolarmente qualificati in materia idraulica e geotecnica. Saranno loro ad assicurare supporto professionale e valutazioni tecniche indipendenti di cui si avvarrà un gruppo di lavoro per svolgere un'analisi strutturale delle arginature dei fiumi Secchia, Panaro e Canale Naviglio", gruppo di lavoro anch'esso "costituito con decreto del presidente Errani. A comporlo, esperti regionali, di Aipo e Autorità di bacino del Fiume Po".

I FATTI - Nella ricostruzione fatta, l'assessore Gazzolo ha ricordato che le acque hanno allagato i centri abitati di Bastiglia e Bomporto e le frazioni di Albareto, San Matteo, La Rocca e Navicello nel comune di Modena, oltre alle aree rurali di Camposanto, Finale Emilia, Medolla, San Felice sul Panaro e San Prospero. Una tragedia resa ancor più drammatica dal fatto che si conta un disperso, Giuseppe Oberdan Salvioli, trascinato dalla corrente mentre prestava soccorso a chi era in difficoltà.

Il 16 gennaio, "l'Agenzia regionale di Protezione civile ha attivato la fase di attenzione in previsione di un severo evento meteorologico per la durata di 54 ore, fino al 19 gennaio: la terza perturbazione importante da Natale. Le piogge hanno raggiunto intensità anche superiori a 20 millimetri all'ora - con alcune punte di cumulo al suolo maggiori a 400 millimetri nell'intero periodo considerato - e hanno portato ad una sequenza ravvicinata di incrementi di livelli idrometrici nelle sezioni montane di tutti i corsi d'acqua dell'area centro-occidentale della Regione, con conseguenti colmi di piena a valle dei fiumi Enza, Secchia, Panaro e Reno".

Per quanto riguarda nello specifico il bacino del Secchia, "la pioggia si è localizzata soprattutto nella zona di crinale con valori massimi di 230-260 millimetri: i picchi massimi di precipitazione si sono registrati nelle giornate del 17 e 18 gennaio con una media di circa 180 millimetri in 48 ore (184 millimetri a Piandelagotti, 182 mm a Ligonchio e 179 mm a Febbio)". Tutto ciò ha portato "all'innalzamento dei livelli idrometrici già a partire dal 17 gennaio, con 4 colmi di piena nelle sezioni montane a cui si sono aggiunte altrettante piene del torrente Tresinaro, affluente di sinistra del Secchia, con livelli di piena che a Ponte Alto hanno segnato i 9,97 metri alle ore 10 del 19 gennaio".

Proprio nelle prime ore di quella mattina, sull'argine destro del Secchia - tra le sezioni di Ponte Alto e Ponte Bacchello, nei pressi della frazione San Matteo - "si è aperta una breccia che ha fatto defluire le acque nella pianura circostante. Attorno alle ore 8 - secondo quanto riferito da Aipo - il personale idraulico dell'Agenzia interregionale del fiume Po, già in servizio di piena dalla serata del sabato, veniva raggiunto dalla telefonata di un tecnico del comune di Modena; il dipendente Aipo si è quindi immediatamente recato in località San Matteo tra le 8.15 e le 8.30, dove già erano presenti polizia municipale, vigili del fuoco e frontisti".

La situazione che si presentava al tecnico di Aipo era la seguente, prosegue l'assessore: "La sommità arginale, per un tratto di almeno 15 metri, risultava crollata e sormontata da una lama d'acqua che aveva già allagato le aree al piede dell'argine, confinanti con un paio di aziende. L'apertura è andata progressivamente aumentando - fino a circa 80 metri - a causa della pressione della corrente del fiume". In quel momento veniva "immediatamente allertato il dirigente di Subarea Emilia occidentale di Aipo che si recava sul posto arrivando prima delle ore 10".

Da subito, "l'Agenzia interregionale per il Po si è impegnata in un lavoro senza sosta che - in sole 48 ore - ha permesso di chiudere la falla. La scelta è stata quella di aggredire il varco sia a valle che a monte, procedendo a riempire in via provvisoria l'apertura con l'uso di 'massi ciclopici', pietrame di grandi dimensioni in parte reperito sul mercato e in parte fornito direttamente dall'Agenzia regionale di Protezione civile, che ha messo a disposizione anche 9 torri faro, sacchetti di sabbia per operazioni di contenimento idraulico; cisterne di gasolio; 44 motopompe per gli interventi di pulizia e svuotamento". Resa "difficoltosa dalla conformazione stessa della sommità arginale, particolarmente stretta, dalla forte corrente e dall'elevata portata del corso d'acqua, l'operazione è stata preceduta dalla creazione di una pista di circa 500 metri a monte della breccia e per circa 300 metri a valle, indispensabile per il passaggio dei mezzi impegnati nei lavori". Ultimate queste operazioni, si sono create le piazzole per la posa dei massi e quindi ha preso avvio - al termine della giornata - il loro posizionamento: "da quel momento, su entrambi i fronti hanno operato due cantieri con - inizialmente - 3 dumper, 2 pale cingolate, 5 escavatori ed un costante afflusso di motrici e bilici per l'approvvigionamento dei massi. Per accelerare le operazioni, si sono potenziate le squadre sul campo ed è intervenuto anche il Gruppo operativo speciale 'Movimento Terra' dei Vigili del fuoco di Roma".

Le attività sono proseguite per tutta la notte, quindi nell'intera giornata di lunedì e - alle 6 di martedì mattina - l'apertura era sostanzialmente chiusa: "gli oltre 250 metri cubi d'acqua al secondo fuoriusciti nelle ore precedenti si erano ridotti a 15 e la situazione si è definitivamente risolta nella tarda mattinata, anche grazie alla riduzione dei livelli idrometrici del fiume e all'opera senza sosta dei lavori delle imprese coinvolte nell'operazione a cui esprimo un vivo ringraziamento anche perché hanno operato in condizioni particolarmente difficili".

In totale - secondo la stima redatta in collaborazione con ArpaSimc di Parma - "Aipo ha stimato un volume d'acqua che ha attraversato la rotta pari a 13 milioni di metri cubi". I lavori sono quindi proseguiti con l'impermeabilizzazione dell'argine e la successiva infissione di una serie di palancole di tenuta e consolidamento per un'estensione di 60 metri, concluso nella giornata di ieri (lunedì).

"Seppur risulta difficile operare una stima precisa dei lavori svolti, è possibile ipotizzare un impiego di più di 10 mila metri cubi di pietrame e 5 mila metri cubi di terra. L'intervento sarà completato in tempi rapidi, nei prossimi giorni, con il ripristino della difesa arginale per garantirne piena efficienza".

L'ASSISTENZA ALLA POPOLAZIONE - Ad oggi, i centri degli abitati di Bastiglia e di Bomporto risultano liberi dalle acque e si sta lavorando per smaltire fango e rifiuti. Risulta in sensibile diminuzione l'acqua nell'area compresa fra i comuni di Camposanto, San Felice e Finale Emilia, dove per giorni sono state in funzione 2 idrovore e 3 motopompe per favorire l'attività del cavo Dogaro e 4 idrovore in continuo all'impianto Santa Bianca. Elevatissima è stata la velocità di scolo del Burana.

"Entro la giornata di oggi, martedì - ha sottolineato l'assessore - è prevista la liberazione totale dalle lame d'acqua, salvo complicazioni nella gestione delle manovre idrauliche tutt'ora in corso e - nei prossimi giorni - si dovrebbe procedere alla riapertura delle paratoie delle casse di espansione del Panaro". E sempre entro la giornata odierna "saranno richiuse tutte le rotte artificiali praticate nei canali per il drenaggio delle acque d'esondazione da parte di Aipo e con l'apporto di imprese e volontari".

Gazzolo ha poi spiegato che "l'invito rivolto alla popolazione è stato quello di lasciare le abitazioni o, in alternativa, di salire ai piani superiori. Queste indicazioni hanno consentito da un lato di salvaguardare la popolazione più fragile per la quale è stata disposta l'evacuazione e ha contestualmente evitato un esodo di massa dalle zone in pericolo che avrebbe aumentato significativamente il rischio per la pubblica incolumità delle persone".

Del soccorso urgente ai cittadini rimasti ai piani alti delle loro case - così come alla distribuzione di alimenti e generi di prima necessità - si sono occupati i Vigili del fuoco, "nonostante le condizioni molto complesse causate dal flusso di corrente particolarmente elevato. Dalle prime ore dell'emergenza, hanno effettuato interventi mirati al salvataggio di persone sia da terra che con mezzo aereo. Presenti con 176 unità di personale al giorno con uomini provenienti da Venezia, Rovigo, Brescia, Milano e Cremona e 95 mezzi, hanno portato a termine 1.355 interventi di soccorso urgente, 1.039 salvataggi alla persona, 34 interventi di soccorso con mezzi aerei e 80 salvataggi con mezzi aerei. Al loro fianco, sono intervenuti anche 150 militari dell'Esercito attivati dalla Prefettura di Modena.

La popolazione sfollata è stata accolta in 8 centri di accoglienza allestiti nei comuni di Modena Est, Carpi, Medolla, Mirandola, San Felice e Soliera oltre che nelle strutture alberghiere, attivate attraverso il coinvolgimento di Federalberghi.

Presso i Coc o i centri di prima accoglienza si sono rivolte oltre 1.500 persone, delle quali circa 800 hanno ottenuto accoglienza, gli altri hanno provveduto a sistemazioni autonome.

Da subito, l'Agenzia regionale di Protezione civile ha messo a disposizione circa 1.500 brandine e 3.000 coperte, oltre a 30 pullman e pulmini per il trasporto delle persone, 3 natanti e 1 piattaforma galleggiante mobile.

Per portare soccorso e assistenza alla popolazione, "determinante si è confermata la rinnovata generosità di circa 1.000 volontari: 900 dei Coordinamenti provinciali di protezione civile e delle associazioni regionali; 100 attivati dal Dipartimento nazionale. Ad oggi, sono oltre 200 sono quelli impegnati per le attività di smaltimento delle acque nelle aree allagate e pulizia di abitazioni, attività commerciali e aree pubbliche".

VERIFICA DELLA CAUSE - In attesa delle decisioni del Governo sulle misure di sostegno alle popolazioni colpite, il presidente della Regione, Errani, ha dichiarato lo stato di crisi regionale per la durata di 90 giorni, assicurando ai Comuni e alla Provincia la copertura di ogni spesa necessaria per affrontare l'emergenza. Con lo stesso decreto, si è provveduto all'istituzione di un Comitato istituzionale ed un Centro di coordinamento operativo. "Il primo - volto ad un'efficace gestione dell'emergenza e ad un pieno coordinamento tra tutti gli enti interessati - è presieduto dal presidente Errani ed è composto - oltre che dalla sottoscritta - dal Prefetto, dal presidente della Provincia di Modena, dal presidente dell'Unione dei Comuni del Sorbara e dai sindaci dei Comuni maggiormente colpiti. Suo compito è quello di valutare e concordare le misure necessarie a fronteggiare l'emergenza. Il secondo - ossia il Centro di coordinamento operativo - opera a supporto del Comitato istituzionale; coordinato dalla Provincia di Modena, è formato da dirigenti e funzionari della Regione, dell'Agenzia regionale di Protezione civile, ed è articolato in varie funzioni: da quella tecnica al volontariato alla logistica, dall'assistenza alla popolazione ai servizi essenziali e tutela dell'ambiente, fino ai servizi scolastici, assistenza sociale e comunicazione".

Sempre con decreto del presidente Errani del 24 gennaio, inoltre, "è stato disposto di costituire una commissione scientifica con il compito di valutare le cause della rotture dell'argine del Secchia. Vogliamo conoscerne le ragioni e rispondere ai tanti perché dei cittadini e alle loro preoccupazioni che sono anche le nostre", ha detto Gazzolo.

Che poi ha aggiunto: "La commissione garantirà terzietà. Le Università di Padova, Bologna, Ferrara e Modena-Reggio Emilia metteranno a disposizione esperti particolarmente qualificati in materia idraulica e geotecnica. Saranno loro ad assicurare supporto professionale e valutazioni tecniche indipendenti di cui si avvarrà un gruppo di lavoro per svolgere un'analisi strutturale delle arginature dei fiumi Secchia, Panaro e Canale Naviglio, anche questo costituito con decreto del presidente Errani. A comporlo, esperti regionali, di Aipo e Autorità di Bacino del Fiume Po". Quanto alle possibili cause, "Aipo fa rilevare come, dal Natale scorso ad oggi, le arginature di Secchia abbiano sopportato altre due condizioni di piena piuttosto gravose e ravvicinate. Per contro la ripetuta saturazione e il successivo asciugamento della miscela terrosa arginale potrebbero avere 'affaticato' l'opera di difesa e rappresentare causa o concausa del collasso. Il tratto su cui si è aperta la breccia era già stato interessato da verifiche post sisma e regolarmente manutenuto attraverso periodici sfalci e pulizie del corpo arginale: l'ultimo intervento risale a dicembre 2013. Attendiamo la verifica degli esperti", ha chiuso l'assessore regionale.

(fonte: ufficio stampa Regione Emilia Romagna)

 

Chiusa la strada provinciale 568 nel tratto compreso tra la tangenziale di Camposanto e l'intersezione con la provinciale 468 a S.Felice sul Panaro -

Modena, 22 gennaio 2014 -

Sono ancora in corso gli interventi per mettere in sicurezza i comuni del modenese dopo l'esondazione del Secchia. Un duro lavoro che vede alle prese i vigili del fuoco, la protezione civile e i tecnici impegnati a controllare l'acqua fuoriuscita dal Secchia. La Provincia riporta che nella notte gli allagamenti hanno interessato un'area rurale nei pressi della strada provinciale 568 che è stata chiusa nel tratto compreso tra la tangenziale di Camposanto e l'intersezione con la provinciale 468 a S.Felice sul Panaro.
Sempre nella notte sono state evacuate alcune abitazioni nella zona rurale nei pressi della strada ed è stato realizzata una barriera a difesa del depuratore di Camposanto.
Il canali, lungo i quali sta defluendo il vasto fronte di l'acqua che si è accumulato nella zona rurale all'altezza della strada provinciale 5 a Camposanto sono mantenuti costantemente monitorati, in particolare il cavo Vallicella che presente tuttora livelli molto alti.
E' stato riaperto parzialmente al traffico, solo per i residenti, il tratto della strada provinciale 2 Panaria bassa nel tratto tra Camposanto e Bomporto. Nel tratto aperto è stato istituito un senso unico alternato a Gorghetto per la presenza di acqua in parte della carreggiata. Resta chiuso al traffico, invece, il tratto compreso tra Bomporto e Navicello, perchè la sede stradale è ancora invasa dall'acqua.
I collegamenti stradali con l'area nord del territorio modenese sono assicurati tramite le strade provinciali 413 da Carpi a Novi, poi fino a Concordia quindi lungo la provinciale 8 a Mirandola; l'altro percorso aperto parte da Modena per raggiungere Nonantola lungo la strada provinciale 255 per proseguire sulla provinciale 14 e la provinciale 1 per Ravarino, Camposanto quindi Finale Emilia.
Restano chiuse a causa degli allagamenti anche la statale 12 Canaletto tra Bastiglia e San Matteo di Modena e la provinciale 1 tra Sorbara e Bomporto.
Per la piena dei fiumi restano chiusi il ponte dell'Uccellino a Modena sul Secchia, il ponte di Bomporto e il ponte vecchio di Navicello.

Il comunicato della Regione 

Martedì prossimo, 28 gennaio, la Giunta regionale svolgerà una relazione in Assemblea legislativa sull'alluvione che ha colpito il modenese. La comunicazione è al primo punto dell'ordine del giorno della seduta assembleare approvato oggi dalla Conferenza dei presidenti dei Gruppi e dall'Ufficio di Presidenza, riuniti per la convocazione dell'Aula.

"Va compresa l'esasperazione delle persone, di famiglie e imprenditori colpiti così drammaticamente per la seconda volta dopo il terremoto e in tempi tanto ravvicinati- afferma la presidente dell'Assemblea legislativa, Palma Costi, che proviene dalle aree alluvionate-. Amministratori locali, strutture tecniche, volontari, con il coordinamento istituzionale della Regione, stanno facendo tutto il possibile per fronteggiare l'emergenza, limitare al massimo i danni ed evitare che quanto successo si ripeta. Il ripristino dell'argine che ha ceduto, l'assistenza agli sfollati, il lavoro già avviato dal presidente della Regione, Errani, sia per accertare le cause dell'esondazione del Secchia sia, soprattutto, per garantire i legittimi risarcimenti a tutti coloro che sono stati danneggiati, attraverso un'azione diretta nei confronti del Governo e del Parlamento nazionali: credo, ribadisco, che si stia facendo tutto il possibile".

"E' doveroso stare vicino ai cittadini colpiti, così come stiamo facendo, e farlo in maniera efficace- chiude Costi- così come va riconosciuto l'impegno dei sindaci, nell'ambito del coordinamento istituzionale con Regione e Provincia di Modena: sindaci ancora una volta chiamati in prima linea e ancora una volta capaci di una forza di volontà e di un impegno encomiabili".

 

 

 

Pubblicato in Cronaca Emilia

L'impresa ha lavorato nella Bassa modenese realizzando i Map di Novi, le scuole di San Felice e Mirandola e la palestra di Massa Finalese -

Bologna, 10 gennaio 2014 -

 "Il grande lavoro per la ricostruzione è stato fin da subito improntato a criteri di massima trasparenza e garanzia per i cittadini e le imprese. Abbiamo scritto regole chiare e tracciato un percorso di verifiche stringenti e imprescindibili per l'utilizzo di risorse pubbliche. Siamo certi di aver operato nel giusto a garanzia della nostra comunità". Così l'assessore regionale alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli in merito alle notizie sull'azienda Steda coinvolta dell'indagine per tangenti in Abruzzo.

L'azienda Steda ha vinto tra agosto e novembre 2012 alcune gare per la gestione dell'emergenza post terremoto in Emilia, e ha svolto i lavori che gli sono stati affidati con procedure regolari e nella massima trasparenza. L'impresa, operante in tutta Italia, risultava in regola con le norme prescritte, comprese quelle legate alla White List. L'azienda si è occupata della realizzazione dei Map di Novi, delle scuole materne di San Felice, delle elementari di Mirandola e dei moduli rurali in alcuni Comuni terremotati, cantieri portati regolarmente a termine.
La Steda risultò prima anche nella gara per la costruzione della biblioteca di Mirandola, ma la Regione la escluse trovando anomalo l'eccessivo ribasso praticato nell'offerta.
L'azienda si era aggiudicata anche la gara per la costruzione della palestra di Massa Finalese, ma i lavori sono stati portati a termine da un'altra impresa che nel frattempo aveva affittato un ramo d'azienda della Steda, che per propri problemi finanziari aveva avviato una procedura di concordato preventivo.
Avendo la Steda sospeso i pagamenti ai subappaltatori, la Regione - come prevede la legge - già prima dell'apertura della procedura di fallimento aveva bloccato i pagamenti all'impresa stessa a dimostrazione dell'efficacia dei controlli messi in atto.
/BM

(Fonte: ufficio stampa Regione Emilia Romagna)

 

A poco più di un mese dall' avvio dell'iniziativa a favore di Finale Emilia, in molti hanno provveduto all'acquisto della tazzina tra cui anche i campioni del pattinaggio artistico. "Un risultato significativo ed inaspettato, se consideriamo che il termine della campagna di sensibilizzazione è fissato per il 30 aprile 2014" -

Modena, 21 dicembre 2013 -

Parecchio, l'interesse suscitato da Molinari loves Emilia, una tazzina per ricostruire: l'iniziativa promossa da Caffè Molinari Spa per raccogliere fondi per la ricostruzione della torre dei Modenesi di Finale Emilia andata distrutta durante il sisma del 2012. A poco più di un mese dal lancio, sono già state oltre 3500 le tazzine vendute. "Un risultato significativo e al di la di ogni aspettativa, se consideriamo che l'iniziativa proseguirà fino al prossimo 30 aprile 2014 – ha commentato soddisfatto l'ing. Giuseppe Molinari titolare dell'omonima azienda - Segno, che l'idea è piaciuta e che la sensibilità nei confronti dei territori colpiti dal sisma non manca".

Messo a punto dalla storica azienda modenese che ha voluto in questo modo anche rimarcare il forte legame col territorio in cui opera da oltre due secoli, Molinari loves Emilia, una tazzina per ricostruire – il cui obiettivo è la volontà di mantenere alta l'attenzione sui luoghi lesionati dal terremoto – è stata presentata a metà del novembre scorso. E, già a partire dai giorni successivi i riscontri di apprezzamento in merito non si sono fatti attendere. Molte le richieste d'acquisto, poi finalizzate, avanzate via web sul sito www.caffemolinari.com; come da subito non è mancata la ricerca del box contenete la tazzina Molinari loves Emilia nei bar della città e del territorio. Un successo, al quale ha contribuito anche facebook, con l'impennata delle visite come pure delle richieste di amicizia sulle pagine 'Caffe Molinari' e '1808.it'.

Tanti quindi quelli che hanno scelto di aderire perché sensibili di fronte al dramma del terremoto. E tra loro anche diversi campioni dello sport: Debora Sbei, l'italiana due volte campionessa del mondo di pattinaggio artistico a rotelle, la francese Prescilla Henneguelle che in coppia danza nel pattinaggio a rotelle è stata campionessa del mondo ed europea per la cat. Junior e il 5 volte campione del mondo nel pattinaggio artistico sempre a rotelle, Dario Betti, ora passato dalla pista al ghiaccio. "Abbiamo voluto offrire in questo modo – ha ribadito l'ing. Molinari - un nostro piccolo contributo affinché non si dimentichi che c'è ancora bisogno di aiuto nelle zone colpite dal sisma. I fondi raccolti, andranno alla ricostruzione della nota Torre divenuta un po' il simbolo del terremoto; provvederemo infatti a consegnarli direttamente al Comune di Finale Emilia nel maggio 2014".

La tazzina per ricostruire, Caffè Molinari loves Emilia, è un'elegante tazzina da caffè di colore bianco, custodita da una confezione personalizzata, sulla quale è riportata l'immagine stilizzata della Torre dei Modenesi di Finale danneggiata dal sisma. È disponibile, in Italia e all'estero, a soli 4 euro, in tutti i locali - bar e ristoranti - che partecipano all'iniziativa. Per gli amanti dell'e-commerce l'acquisto può essere effettuato collegandosi al sito www.caffemolinari.com. Due le opzioni: o la tazzina in confezione singola o in box da 7 pezzi composto dalla simpatica ed esclusiva collezione 2013 "Emoticon" alla quale si aggiunge la tazzina per ricostruire. Entrambe le soluzioni possono essere un'originale idea regalo in vista delle prossime festività natalizie. L'iniziativa, lo ricordiamo prosegue fino al 30 aprile 2014.

(fonte: ufficio stampa Nevent)

 

Un'ordinanza del Commissario delegato alla ricostruzione Vasco Errani definisce risorse e atti di gara -

Bologna, 20 dicembre 2013 –

Ricostruzione: 17,5 milioni di euro per la realizzazione di edifici pubblici temporanei nelle aree colpite dal sisma. Lo definisce l'ordinanza 155 del 19 dicembre 2013 varata ieri dal presidente della Regione e Commissario delegato per la Ricostruzione, Vasco Errani, che approva gli atti di gara per gli edifici pubblici temporanei e la spesa a valere sulle risorse provenienti dal Fondo per la ricostruzione (art. 2, comma 1, del Dl 74/2012 convertito con modificazioni dalla legge 122/2012).

Gli interventi saranno realizzati nei comuni di Mirandola (ampliamento e rimodulazione della scuola primaria "Alighieri" e degli uffici pubblica assistenza), San Felice sul Panaro (aula magna), Nonantola (asilo nido), Castelfranco Emilia (ampliamento istituto superiore "Spallanzani"), Concordia sulla Secchia (magazzino comunale), Finale Emilia (sede operativa dei Vigili del Fuoco, della Protezione civile e della Croce Rossa), Medolla (magazzino comunale) e Sant'Agostino (caserma dei carabinieri).

Il provvedimento definisce tra l'altro la documentazione relativa alla gara aperta per la progettazione e realizzazione degli edifici e le connesse opere di urbanizzazione. Nello specifico, nel capitolato speciale di appalto sono definiti, tra l'altro, il quadro complessivo articolato per i vari lotti con indicazione delle categorie degli edifici da realizzare e dei relativi servizi, della dimensione delle aree da urbanizzare, dell'importo dei lavori compresi quelli della sicurezza, non soggetti a ribasso, dei tempi per la progettazione esecutiva e per l'esecuzione degli interventi.

L'ordinanza, con gli allegati relativi alla dislocazione degli interventi e agli atti di gara, è consultabile sul sito www.regione.emilia-romagna.it/terremoto nella sezione "Atti per la ricostruzione", e sarà pubblicata sul Bollettino ufficiale telematico della Regione Emilia-Romagna (Burert).

(Fonte: ufficio stampa Regione Emilia Romagna)

 

Fra i comuni interessati Borgo Val di Taro (PR); Collagna, Villa Minozzo e Luzzara (RE); Fanano, Mirandola, Finale Emilia, Frassinoro e Pievepelago (MO). L 'assessore Gazzolo: "Un sostegno concreto a presidi strategici per la sicurezza dei cittadini e del territorio, soprattutto montano" -

Bologna, 19 dicembre 2013 -

200 mila euro di contributi destinati alla manutenzione e alla gestione delle sedi dei distaccamenti dei Vigili del fuoco volontari.
Li ha assegnati per il 2013 la Regione Emilia-Romagna ai 25 Comuni emiliano-romagnoli in cui sono ubicati i distaccamenti, ad ognuno dei quali andrà un contributo di 8 mila euro (determinazione n. 1.321 del direttore dell'Agenzia regionale di Protezione civile).
"Si tratta di un sostegno importante che dimostra come, anche in tempi di scarsità complessiva di risorse, la Regione sia a fianco degli enti locali nel mantenere presidi strategici per la sicurezza delle popolazioni e del territorio, in particolare quello montano", afferma Paola Gazzolo, assessore regionale alla Protezione civile.
Il provvedimento di concessione dei fondi è stato varato nell'ambito della convenzione quadro siglata lo scorso settembre dalla Regione e dal Dipartimento dei Vigili del fuoco e rientra nel piano complessivo di sostegno all'operatività dei volontari. L'obiettivo è quello di migliorare ulteriormente la capacità, l'efficienza e la prontezza di intervento e di ridurre i tempi di risposta in situazioni di crisi e di emergenza.
I Comuni interessati sono Bazzano, Castiglione dei Pepoli, Fontanelice, Gaggio Montano, Medicina, Monghidoro, Monzuno, San Giovanni in Persiceto e San Pietro in Casale (BO); Bondeno e Copparo (FE); Borgo Val di Taro (PR); Collagna, Villa Minozzo e Luzzara (RE); Fanano, Mirandola, Finale Emilia, Frassinoro e Pievepelago (MO); Casola Val Senio (RA); Cesenatico, Civitella di Romagna, Modigliana e Savignano sul Rubicone (FC).
Complessivamente, ammontano a 1 milione e seicento mila euro i finanziamenti che la Regione ha stanziato dal 2003 a favore dei Comuni dove operano i distaccamenti dei Vigili del fuoco volontari. /EC

(Fonte: ufficio stampa Regione Emilia Romagna)

 

Cinque mesi per costruire il nuovo municipio di Mirandola e quello di Concordia, entrambi in classe energetica A e con elevati standard antisismici, 7 mesi per l’asilo in legno di Finale Emilia, sempre nel  modenese, e 300 giorni per il primo edificio industriale multipiano di classe A d’Italia, a Sant’Agata Bolognese -

Bologna, 5 dicembre 2013 -

Sono alcuni degli esempi di progetti realizzati nella ricostruzione post-sisma e nell’edilizia industriale e al centro del workshop “Costruire bene insieme”, in programma nel pomeriggio di oggi, giovedì 5 dicembre, nel nuovo municipio di Mirandola. Costruire in maniera eco-compatibile e in tempi brevi è stata una delle sfide affrontate dagli amministratori dei centri colpiti dal terremoto del maggio 2012 e dagli addetti ai lavori.

Al centro dell’incontro, promosso dallo studio di progettazione architettonica Archilinea, i metodi, le tecniche e le problematiche connesse alla realizzazione “veloce” di opere edili con requisiti di sicurezza, architettonici ed energetici di qualità. Sul tema, grazie anche ai casi e alle buone pratiche realizzate recentemente, dibattono operatori pubblici e privati del territorio impegnati nel settore dell’edilizia e della progettazione architettonica. Tra gli intervenuti previsti, quelli di Maino Benatti, Carlo Marchini, Fernando Ferioli, Lucia Bursi e Daniela Occhiali, sindaci rispettivamente di Mirandola, Concordia, Finale Emilia, Maranello, Sant’Agata Bolognese. E ancora: Emanuele Orsini, presidente di Assolegno, e Pietro Ferrari, presidente Confindutria Modena.A chiudere i lavori del pomeriggio, l’intervento della presidente dell’Assemblea legislativa regionale, Palma Costi. “L’emergenza del terremoto- afferma Costi- sta mettendo in tutta evidenza il fatto che solo la sinergia tra i diversi attori in campo, pubblici e privati, consente il più alto livello di qualità dei risultati. Il bello, il buono e il veloce possono e debbono stare insieme. E i progetti fin qui realizzati, rispondenti a parametri estetici e funzionali e al contempo rispettosi dell’ambiente e in linea con elevati standard di sicurezza, ne sono una dimostrazione. Abbiamo dovuto ingaggiare una gara contro il tempo, una variabile che qui rappresentava anche il nostro ostacolo principale. Un ostacolo però superabile. Per fare questo sono state messe in campo le competenze tecniche più avanzate. A queste si è dovuto affiancare l’impegno quotidiano degli amministratori locali e più in generale delle istituzioni, alle quali è stato chiesto di trovare soluzioni di semplificazione e sburocratizzazione. Il confronto continua, ma l’esperienza acquisita in questi mesi – conclude la presidente– ci ha portato un grande bagaglio di conoscenze che dovremo sapere mettere al servizio di tutta la comunità regionale”.

(Fonte: ufficio stampa Regione Emilia Romagna)

Una protesta contro la burocrazia che rallenta la ricostruzione, fisco e ordinanze regionali indetta per il 7 dicembre -
 
Modena, 27 novembre 2013 -
 
 La manifestazione è stata indetta dai comitati dei terremotati emiliani, che faranno sentire la loro voce, sabato 7 dicembre in piazza Costituente a Mirandola. Al centro della protesta indetta dal comitato "Sisma12" l' articolo 5 dell' ordinanza 119 dell' Emilia Romagna (in allegato) che esclude molti immobili rurali, come rimesse e fienili, da quelli per cui possono essere impiegati fondi per la ricostruzione.Le parole del comitato, tratte dal sito, esprimono la disapprovazione per un'ordinanza che "mette a rischio gran parte della ricostruzione e del diritto del terremotato ad ottenere il risarcimento dovuto". Un impegno, a favore delle popolazioni colpite dal sisma nel maggio del 2012, che tramite la raccolta firme vuole arrivare a far ricorso al Tar contro l' articolo 5, perché venga annullata la norma.
Pubblicato in Cronaca Emilia
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