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Il documento ufficiale discusso alla Camera dei Deputati per la regolamentazione degli Home Restaurant. Anche nella nostra città e sul nostro territorio è un fenomeno che si è largamente sviluppato, ma che manca ancora di una precisa regolamentazione. -

Parma, 26 gennaio 2016

La scorsa settimana durante la X^ Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati si è aperto il dibattito sul tema dell'Home Restaurant. Nel corso dell'audizione, alla quale hanno partecipato il presidente nazionale, Esmeralda Giampaoli e il direttore nazionale Fiepet Confesercenti, Tullio Galli, sono state ribadite le posizioni della Fiepet, relativamente alla indispensabile equiparazione delle regole che mettano sul piano della parità sia gli operatori professionali sia i soggetti che intendono esercitare questa attività di SOCIAL EATING, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti di carattere igienico-sanitario, fiscale e di professionalità imprenditoriale, e tenuto altresì conto della risoluzione del Ministero dello Sviluppo Economico sull'argomento in questione.

Di seguito il documento ufficiale, consegnato agli atti, che compendia la posizione della Fiepet con la proposta di regolamentazione legislativa di questa disciplina.

Il fenomeno "Home restaurant", dal punto di vista giuridico, è attualmente privo di una propria disciplina, e ciò comporta seri problemi di ordine concorrenziale, sanitario e fiscale.
E' per questo che FIEPeT-Confesercenti ha commissionato al CST, Centro di Studi Turistici, un'indagine sulla rilevanza del fenomeno, le cui risultanze rivelano come l'universo degli Home restaurant in Italia abbia generato nel 2014 introiti pari a 7,2 milioni di euro, con il primato della Lombardia (con una quota di circa 1,9 mln di euro, pari a oltre un quarto del fatturato totale), ma introiti oltre il milione di euro anche nel Lazio (1,4 mln) e in Piemonte (1,1 mln); nello stesso anno sono stati proposti circa 86mila eventi di "social eating", con la partecipazione di circa 300mila persone, che hanno sostenuto una spesa media stimata di 23,70 euro pro-capite, per un incasso medio per singolo evento pari a 194,00 euro. Sono risultati attivi più di 7mila cuochi "social", ognuno dei quali ha incassato in media 1.002,51 euro, con un trend in sicura crescita.
E' chiaro che tutto ciò comporta un'indebita concorrenza al settore della ristorazione tradizionale. Il rispetto o meno delle regole cui sono sottoposti gli operatori economici è infatti uno degli elementi che più qualificano il funzionamento dell'economia e ne determinano le capacità di sviluppo.
E le regole che caratterizzano le attività della ristorazione sono indubbiamente numerose e severe.
Basti pensare che, fin dal suo avvio, un'attività di somministrazione di alimenti e bevande viene limitata da parametri di vario genere, fino a poco tempo fa finanche di tipo strutturalmente regolatorio, mediante distanze e contingenti numerici, oggi di tipo qualitativo, in ossequio all'art. 64 del D. Lgs. n. 59/2010, con cui è stata recepita la Direttiva "Bolkestein".
Questo prevede, infatti, che i comuni, nelle zone del territorio da sottoporre a tutela, possano adottare provvedimenti di programmazione delle aperture degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico: tale programmazione può prevedere, sulla base di parametri oggettivi e indici di qualità del servizio, divieti o limitazioni all'apertura di nuove strutture, quando ragioni non altrimenti risolvibili di sostenibilità ambientale, sociale e di viabilità rendano impossibile consentire ulteriori flussi di pubblico nella zona senza incidere in modo gravemente negativo sui meccanismi di controllo, in particolare per il consumo di alcolici, e senza ledere il diritto dei residenti alla vivibilità del territorio e alla normale mobilità.
Inoltre, per esercitare l'attività, il titolare o un suo delegato devono possedere requisiti professionali che implicano la frequenza di corsi, il superamento di esami, il possesso di titoli di studio o una determinata pratica professionale prolungatasi e mantenutasi nel corso di alcuni anni.
L'esercizio deve rispondere a precisi requisiti sanitari, quanto alle misure e alle dotazioni di locali e attrezzature, come previsto dai regolamenti locali d'igiene. In particolare, devono essere presenti bagni per gli addetti e per i clienti, divisi per sesso, nonché per portatori di handicap.
L'attività deve rispettare la legislazione comunitaria e nazionale sull'igiene degli alimenti e la nuova disciplina sull'informazione e sulla pubblicità dei prodotti alimentari, che contiene stringenti regole sulla comunicazione relativa alla presenza degli allergeni nei piatti somministrati.
Dal punto di vista lavoristico il personale deve essere ovviamente in regola con le norme relative alle assunzioni, ai contratti collettivi nazionali di lavoro, alla formazione professionale, alla contribuzione previdenziale.
Infine, l'esercizio dovrà corrispondere quanto previsto dalla legislazione nazionale e dai provvedimenti comunali ai fini delle imposte e tasse e dei tributi locali, che prevedono onerosi versamenti per lo smaltimento dei rifiuti speciali e l'occupazione del suolo pubblico. Per non dire dei diritti relativi alla diffusione di musica da corrispondere a SIAE e società di collecting.
Tutto ciò, va immediatamente evidenziato, non riguarda l'attività di un Home restaurant, che non conosce limiti all'accesso, non deve formalmente rispettare norme in tema di requisiti professionali, di dotazioni strutturali, né la disciplina in materia di alimenti, non è assoggettata ai controlli degli Ispettorati del lavoro, non versa contributi previdenziali per il lavoro autonomo né per i dipendenti, diffonde musica d'ambiente senza versare diritti ad alcun Ente.
E' chiaro come i mercati e le imprese sottoposte a un eccesso di carico regolatorio, quando un numero non esiguo di operatori riesce a eludere tali regole, finiscano per subire effetti avversi.
Nel caso che ci occupa, quello che per qualche tempo era un mero fenomeno di costume si è presto trasformato in un business, poiché gli incontri gastronomici non si realizzano con il semplice strumento dell'invito a cena privato e/o del passaparola, ma sono organizzati mediante la rete internet e l'intervento di soggetti terzi che intermediano la prestazione, su veri e propri siti dedicati.
Tecnicamente, gli host (padroni di casa) si iscrivono al sito e propongono la data, un menù e un prezzo. Gli ospiti (guest) attratti dalla proposta, inviano una richiesta di partecipazione alla serata, e pagano la cifra stabilita dal proprietario di casa direttamente sul sito, che applica al prezzo una commissione a carico degli ospiti e invia l'incasso all'host.
Finora tutto ciò si è svolto fuori da ogni regola di diritto, in un ambito totalmente libero da un punto di vista amministrativo e fiscale, ma è ovvio che, quanto più un'occasione di puro intrattenimento assume i contorni di una vera e propria attività economica, tanto più necessita di una disciplina.
Per tali motivi, il Ministero dello sviluppo economico, rispondendo al quesito posto da una Camera di commercio, che chiedeva informazioni inerenti l'apertura e la gestione di un'attività che si caratterizza per la preparazione di pranzi e cene presso un domicilio privato in giorni dedicati e per poche persone, trattate come ospiti personali ma paganti, ha emesso una Risoluzione (n. 50481, del 10 aprile 2015) che attualmente offre l'unica possibile chiave di lettura del fenomeno Home restaurant dal punto di vista del trattamento giuridico.
Il MISE ricorda anzitutto che la legge 25 agosto 1991, n. 287, sulla disciplina della somministrazione di alimenti e bevande, così come modificata dal D. Lgs. 26 marzo 2010, n. 59, distingue tra attività esercitate nei confronti del pubblico indistinto e attività riservate a particolari soggetti. Detta legge, all'art. 1, dispone in particolare che "per somministrazione si intende la vendita per il consumo sul posto" che si esplicita in "... tutti i casi in cui gli acquirenti consumano i prodotti nei locali dell'esercizio o in una superficie aperta al pubblico, all'uopo attrezzati".
Ad avviso del Ministero, l'attività in discorso, anche se esercitata solo in alcuni giorni dedicati e tenuto conto che i soggetti che usufruiscono delle prestazioni sono in numero limitato, non può che essere classificata come un'attività di somministrazione di alimenti e bevande, in quanto, sebbene i locali in cui i prodotti vengono preparati e serviti siano privati, sono comunque locali attrezzati aperti alla clientela.
Non si può infatti parlare che di clientela, dal momento che la fornitura delle prestazioni comporta il pagamento di un corrispettivo e, quindi, "anche con l'innovativa modalità, l'attività in discorso si esplica quale attività economica in senso proprio"; di conseguenza, essa "non può considerarsi un'attività libera e pertanto non assoggettabile ad alcuna previsione normativa tra quelle applicabili ai soggetti che esercitano un'attività di somministrazione di alimenti e bevande".
Pertanto, a parere del MISE, considerata la modalità con la quale i soggetti interessati intendono esercitare, devono applicarsi le disposizioni di cui all'art. 64, comma 7, del D. Lgs. n. 59/2010.
Ciò significa che, previo possesso dei requisiti soggettivi di cui all'art. 71 del D. Lgs. n. 59, detti soggetti sono tenuti a presentare la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) o a richiedere l'autorizzazione, ove trattasi di attività svolte in zone tutelate.
In definitiva, in linea con quanto affermato dal Ministero, per avviare un'attività di Home restaurant gli interessati dovrebbero:
- presentare i requisiti di onorabilità per l'esercizio di un'attività di somministrazione di alimenti e bevande;
- acquisire i requisiti professionali per la somministrazione di alimenti e bevande;
- presentare una SCIA o, per le zone tutelate soggette a programmazione, una richiesta di autorizzazione.
Non solo, trattandosi di attività a tutti gli effetti disciplinata dalle norme in materia di somministrazione di alimenti e bevande, l'interessato dovrebbe anche rispettare la normativa urbanistico edilizia e quella igienico-sanitaria.
E ciò porta con sé anche che, fino ad un'eventuale diversa disciplina, l'attività andrebbe considerata attività d'impresa, con l'obbligo di iscrizione al Registro delle imprese e gli adempimenti di tipo fiscale e contributivo.
In mancanza, l'attività esercitata dovrebbe essere considerata abusiva, con l'applicazione delle consequenziali sanzioni.
Nella pedissequa applicazione di tale interpretazione, ovviamente, l'esercizio di un Home restaurant quale attività che sfugge alle norme di settore della somministrazione di alimenti e bevande sarebbe impossibile: ma la conseguenza è inevitabile, se chi intende svolgere l'attività in questione lo fa con caratteristiche che travalicano l'aspetto dell'occasionalità, realizzando piuttosto un business in diretta - e sleale - concorrenza con le imprese che tale attività svolgono professionalmente e nel rispetto di regole (come si è visto) stringenti e onerose.
Pertanto è necessario, a nostro avviso, che il legislatore intervenga, fissando i limiti oltre i quali un fenomeno di costume diventa attività d'impresa ed, in tal caso, prevedendo le regole che mettano sul piano di parità operatori professionali e soggetti che vogliono ritagliarsi un ruolo nuovo nel panorama della ristorazione ma che, se ciò intendono fare, devono farlo garantendo la sicurezza e la salute dei consumatori, competendo lealmente con chi organizza la propria attività secondo precisi dettami normativi, versando all'erario la propria parte di contribuzione, secondo canoni di proporzionalità, come vuole la Costituzione.

(Fonte: ufficio stampa Confesercenti Parma)

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Giovedì, 03 Dicembre 2015 09:39

La Web Reputation per lo sviluppo dell'impresa

Secondo workshop di Impresa Donna Confesercenti Parma sul tema della Web Reputation. Durante la tavola rotonda aperta alle imprese del territorio sono quindi state affrontate le diverse potenzialità del web, che possono essere importanti risorse per le imprese. - 

Parma, 3 dicembre 2015 -

Si è svolto ieri pomeriggio nella Provincia di Parma il secondo workshop di Impresa Donna Confesercenti Parma, il comitato di imprenditoria femminile nato l'anno scorso a supporto e sviluppo delle imprese del territorio. Tema dell'incontro: la Web Reputation, ovvero l'insieme delle potenzialità, credenzialità e opportunità che navigano nel web e che possono essere importanti risorse per le imprese.
«Solo il 21% delle imprese di oggi utilizza il web come risorsa di marketing, un dato molto ristretto se si pensa alla quantità di smartphone e tablet che si collegano abitualmente a internet e social. Si parla di 48 milioni di sim presenti in Italia, una utenza enorme a cui sarebbe importante arrivare per comunicare e promuovere la propria azienda» ha dichiarato Luisa Barrameda, coordinatrice Nazionale Impresa Donna Confesercenti, cha ha sottolineato la sua piena approvazione nel portare all'attenzione delle imprese femminili questo importante argomento.
«Un terzo delle imprese del nostro territorio è al femminile e il nostro obiettivo è quello di dare nuovi strumenti per poter essere competitivi sul mercato considerando che il mercato on line è in continua crescita e tra i nostri compiti vi è appunto quello di supportare le azienda nella digitalizzazione» ha sottolineato Stefano Cantoni di Confesercenti Parma.
Una tematica che richiede attenzione e professionalità «non è importante essere presenti sul web tanto per esserci, ma è importantissimo affidarsi a professionisti, soprattutto per quanto riguarda la promozione marketing di un'azienda - ha specificato Francesca Chittolini, Presidente Impresa Donna Parma e titolare Kika Events che ha inoltre ricordato che - a Confesercenti è presente uno sportello dedicato alle Imprese femminili, sia in essere che start up, per avere informazioni o essere seguiti da professionisti delle diverse aree imprenditoriali».
Presente l'assessore provinciale al bilancio e alle attività produttive Gianpaolo Cantoni, che ha abbondonato le vesti di comico e fenomeno youTube per dare il benvenuto all'iniziativa: «Mi fa piacere che si parli di questa tematica, è necessario sviluppare una nuova responsabilità in fatto di social e web e un'importanza strategica per le imprese non più da sottovalutare».
Cianzia Astolfi, Coordinatrice Regionale Impresa Donna ha evidenziato l'intenzione di portare in Regione questa tematica perché venga affronta su tutto il territorio nazionale.
Durante la tavola rotonda aperta alle imprese del territorio sono quindi state affrontate le diverse potenzialità del web cercando di portare all'attenzione anche i tranelli da evitare dovuti soprattutto dovuti a poca esperienza o amatorialità "avere Facebook non significa sapere utilizzare i social per la promozione marketing aziendale".

(Fonte: ufficio stampa Confesercenti Parma)

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Lunedì, 30 Novembre 2015 16:22

Dicembre andiamo...incentiviamo gli acquisiti!

Confesercenti e Confcommercio chiedono la sospensione dei blocchi del traffico per le domeniche antecedenti le festività natalizie: "Un provvedimento che non andrebbe a incidere sullo smog della città e che anzi favorirebbe l'accesso al centro e la conseguente corsa agli acquisti natalizi."

Parma, 30 novembre 2015 -

Confesercenti e Confcommercio hanno pensato per il mese di dicembre di trovare una soluzione per agevolare le imprese dei centri cittadini. La questione blocchi traffico, aree sensibili ecc, tra le altre varie problematiche, sono state causa di una crescente desertificazione del centro cittadino. Per questo motivo le associazioni hanno deciso congiuntamente di richiedere la sospensione dei blocchi del traffico per le domeniche antecedenti le festività natalizie.
Un provvedimento che non andrebbe a incidere sullo smog della città e che anzi favorirebbe l'accesso al centro e la conseguente corsa agli acquisti natalizi.
«La città è piena di luminarie e non c'è cosa più bella che vedere i negozi vivi e la gente in giro a fare acquisti. La crisi che ha investito l'intero paese dal 2008 ha lasciato il ricordo di questa immagine che oggi ha bisogno di nuovi incentivi per ritornare nell'immaginario collettivo con ancora più entusiasmo» dichiara il direttore Confesercenti Parma Luca Vedrini.

(Fonte: ufficio stampa Confesercenti Parma)

Pressione fiscale alle stelle per gli ambulanti regolari e mancanza di regole per nuove realtà. L'incontro nella sede di Confesercenti Parma tra Autorità, Presidente e segretario Nazionali ANVA per parlare dei problemi di contraffazione e abusivismo. Emersi dati Shock: In Italia ci sono 190 mila ambulanti iscritti alla Camera di Commercio, di questi la metà non è attiva e solo 120 mila pagano regolarmente le tasse. -

Parma, 24 novembre 2015 -

Si è svolto ieri pomeriggio nella sede di Confesercenti Parma, un incontro tra autorità e rappresentanti nazionali Anva – Associazione nazionale Commercio Aree Pubbliche - per parlare e confrontarsi sul problema Abusivismo e contraffazione. Realtà purtroppo ben presenti sul territorio italiano, e riscontrate anche a Parma.
«Risalire la filiera della produzione significa garantire la legalità e favorire l'economia» ha sottolineato il Prefetto di Parma, Giuseppe Forlani.
«La sicurezza assoluta non esiste, ma si può ridurre i margini di rischio e illegalità attraverso il lavoro delle forze dell'ordine, della politica e delle associazioni che favoriscono gli incontri delle diverse categorie con le istituzioni» ha dichiarato il Questore Pier Riccardo Piovesana.
Contraffazione e abusivismo sono problematiche complesse, che svelano diverse sfaccettature e che oggi stanno rovinando i "mercati italiani", tradizione tipica del Bel Paese che andrebbe valorizzata e salvaguardata. Al contrario negli ultimi anni ha vissuto profondi cambiamenti, come immigrazione e nascita di nuove realtà, che ne stanno intaccando autenticità e sopravvivenza. E' necessario dunque un intervento mirato. Gli ambulanti, realtà presente da sempre nei mercati italiani, vivono come le imprese, una forte pressione fiscale, una burocratizzazione gravosa e una tassazione al limite del possibile; a fronte di questa dura realtà, vedono nascere al loro fianco soggetti che al contrario non sono regolari e hanno parecchi "sconti" in fatto di tassazioni e burocrazia, come ad esempio gli Hobbisti, i mercatini del riuso ecc...

Il Presidente Nazionale Anva Maurizio Innocenti e il Segretario Nazionale hanno portato all'attenzione del Governo e oggi degli ambulanti presenti nella sede di Confesercenti questa problematica parlando di abusivismo e contraffazione. «In Italia ci sono 190 mila ambulanti iscritti alla Camera di Commercio, di questi la metà non è attiva e solo 120 mila pagano regolarmente le tasse» ha dichiarato il segretario Nazionale Anva Adriano Ciolli. Una situazione che non può essere tollerata e che è divenuta di ordine pubblico.
Il presidente provinciale di Parma Roberto Quintavalla, durante l'incontro ha richiesto maggiore attenzione da parte delle forze dell'ordine affinché vengano rispettate le regole del mercato, della vendita dei capi usati, dei permessi e ai sindaci una maggiore attenzione nell'elargire le autorizzazioni alla vendita.
All'incontro erano presenti anche il Comandante della Polizia di Parma Gaetano Noè - che ha dichiarato che ad oggi purtroppo sono pochissimi gli strumenti di intervento, se non dei verbali sanzionatori che come si può constatare hanno prodotto pochi risvolti positivi – e il Capitano dei Carabinieri Giovanni Orlandi che ha sottolineato l'importanza di questi incontri di confronto e collaborazione perchè utili e propizi per sviluppare nuove attività sul territorio.

(Fonte: Ufficio Stampa Confesercenti Parma)

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Il commercio dà segnali di miglioramento tra consumi e vendite ma i negozi sfitti in Emilia Romagna sono oltre 44.000. serve una norma per i canoni concordati. Tra maggio ed agosto di quest'anno si registrano 276 PMI in meno rispetto al 1° quadrimestre 2015. -

Parma, 15 ottobre 2015

Il commercio dà segnali di miglioramento, ma la crisi non è ancora finita. Nonostante il ritorno in territorio positivo di consumi e vendite, i negozi tradizionali continuano a diminuire: in Emilia Romagna tra maggio ed agosto di quest'anno si registrano 276 PMI in meno rispetto al 1° quadrimestre 2015.

Per quanto riguarda Parma continuano a diminuire le imprese di commercio al dettaglio (-41), quelle che operano nel commercio di carburanti (-6) e quelle del commercio di giornali, riviste e periodici (-1) registrando in tutto 103 cancellazioni di imprese.
Sul nostro territorio ad avere un saldo positivo tra nuove iscrizioni e cancellazioni sono: le imprese del commercio ambulante (+1).
Altro settore in controtendenza è quello delle imprese che operano via internet (+1).
Questo è quanto emerge dalle rilevazioni dell'Osservatorio Confesercenti sulla natimortalità delle imprese di commercio e turismo tra maggio e agosto 2015.
Un dato rilevato sempre dall'Osservatorio, sulla base di rilevazioni delle imprese di intermediazione immobiliare (elaborazione ANAMA Confesercenti) per l'Emilia Romagna, è che ci sarebbe la presenza di ben 44.272 negozi sfitti sul territorio regionale. Problema ben noto anche a Parma.

"Rispetto agli scorsi anni – spiega Roberto Manzoni, presidente regionale Confesercenti – il mercato interno mostra qualche segnale di miglioramento, ma per i negozi tradizionali è sempre una fase difficile. A pesare su questi ultimi sono soprattutto la deregulation delle aperture delle attività commerciali: il regime attuale, che prevede la possibilità di rimanere aperti h24 per 365 giorni l'anno, è insostenibile per i piccoli negozi che continuano a perdere quote di mercato a favore della grande distribuzione. Se non si modificherà la normativa, i negozi non agganceranno mai la "ripresina" e continueranno a chiudere. Occorre, inoltre, un rilancio dei consumi più robusto se vogliamo arrivare a una vera inversione di tendenza."

"La crisi economica, le liberalizzazioni e gli affitti che, soprattutto nelle aree di pregio commerciale, sono sempre più elevati, stanno svuotando le città di negozi - afferma il direttore regionale Confesercenti Stefano Bollettinari. Per agevolare il ripopolamento delle attività commerciali, Confesercenti propone l'inserimento nella prossima legge di stabilità di un meccanismo 'combinato' per riportare i negozi della città: una norma che permetta di introdurre canoni concordati e cedolare secca anche per gli affitti di locali commerciali, un sistema già previsto per le locazioni abitative e che potrebbe essere declinato anche per il commercio attraverso un accordo tra proprietari immobiliari, rappresentanti delle imprese commerciali e amministrazioni territoriali competenti. In questo modo si favorirebbe, in un momento di ripartenza dell'economia, la ripresa del mercato immobiliare, dando allo stesso tempo nuovo impulso alla rinascita del commercio urbano e delle botteghe. Si creerebbe quindi valore per tutti i soggetti interessati".

(Fonte: ufficio stampa Confesercenti ER)

Luca Vedrini, direttore di Confesercenti Parma: "Esprimiamo molta delusione per non aver "premiato" le imprese che pagano di più e che stanno collaborando fattivamente, sopportando ogni disagio, al successo della raccolta differenziata." -

Parma, 31 luglio 2015 -

Tariffa dei rifiuti sempre a livelli stellari per le imprese di Parma. Gli importi approvati dall'Amministrazione Comunale, non hanno concesso alcuno sconto alle imprese del settore alimentare, ai bar e ristoranti. Purtroppo si conferma una tendenza che vede le imprese oggi con due problemi: il primo le tariffe crescenti, il secondo problema dato invece dal servizio imposto con le metodologie attuali, che ha evidenziato tante criticità e problemi, come abbiamo avuto modo di esporre all'Assessore Folli non più tardi della settimana scorsa.

Luca Vedrini, direttore di Confesercenti Parma afferma che - "Come ben ha espresso il nostro Presidente nazionale Massimo Vivoli, presentando nei giorni scorsi una indagine sui costi proprio della Tari, più che una tassa legata ad un servizio, la Tari sembra essere ormai diventata un'imposta locale basata sulla superficie dell'attività e del tutto slegata dalla effettiva produzione di rifiuti e dall'efficienza dei sistemi di raccolta. Un tributo salatissimo, che praticamente in tutti i comuni non appare proporzionato né ai consumi prodotti né al servizio ricevuto e che sta mettendo in ginocchio le imprese del commercio e del turismo, comprese quelle ambulanti che occupano per poche ore gli stalli pubblici.
Mentre attendiamo risposte per la raccolta differenziata, esprimiamo molta delusione per non aver "premiato" le imprese che pagano di più e che stanno collaborando fattivamente, sopportando ogni disagio, al successo della raccolta differenziata. A Salsomaggiore Terme, quest'anno riconoscono uno sconto del 3% alle imprese per i risultati conseguiti nella differenziata, a Colorno è accaduto l'anno scorso, -5%, Felino è stato il primo ad applicare sconti, perché il Comune di Parma, pur sempre in gestione Iren, non fa la stessa cosa, avendo inoltre attivato il termovalorizzatore proprio nel nostro Comune?"  – evidenzia in conclusione Luca Vedrini, direttore Confesercenti.

(Fonte: ufficio stampa Confeserecenti Parma)

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Tavolo in Confesercenti per presentare una novità nel campo delle imprese che si occupano di intermediazione immobiliare: l’introduzione del praticantato

Di Chiara Marando – Parma 17 Luglio 2015

Un tavolo per rappresentare le imprese che si occupano di intermediazione immobiliare, questo è quello che si è svolto giovedì 16 Luglio presso la sede di Confesercenti di Parma.

Un incontro al quale hanno partecipato Paolo Bellini, Presidente Nazionale Anama, Stefano Mulas, Presidente Provinciale Anama, Mirko Cecconi, Presidente Anama Toscana e Stefano Cantoni, Coordinatore provinciale Confesercenti Parma.

Tema dominante è l’introduzione di una novità nel mondo degli agenti immobiliari, la possibilità di introdurre 12 mesi di praticantato per l’avviamento della professione. Un percorso che porterebbe all’individuazione di circa 50.000 nuovi professionisti che siano stati affiancati da un senior ed abbiano successivamente seguito un corso obbligatorio con colloquio finale.

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Per poter raggiungere questo obiettivo è stata presentata un’interrogazione parlamentare urgente che porterà il Ministero dello Sviluppo Economico ad attivarsi per determinare i passi successivi. Portavoce è l’onorevole parmigiana Patrizia Maestri che, con l’aiuto di Anama ha fornito al Ministero tutte le linee guida del progetto.

Si tratta di un notevole passo in avanti rispetto alla storia che caratterizza le realtà delle agenzie immobiliari, una storia che ha condotto a poca professionalità, scarse preparazioni ed un calo dei risultati.

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Quella che parte proprio da Parma, con il supporto di Confesercenti, è la rivitalizzazione della qualificazione professionale che, secondo Anama, deve proporre consulenti preparati che pongano il Cliente al centro, imparino a conoscerlo e soddisfarne le necessità.

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Questa la sintesi espressa da Paolo Bellini, Presidente Nazionale Anama: “ Da Parma oggi si fa la storia. Il praticantato, uno strumento mancante da 14 anni nel palinsesto delle norme italiane, molto probabilmente, grazie all’iniziativa dell’Anama di Parma e della Confesercenti, potrà trovare il suo epilogo – e continua – l’Onorevole Patrizia Maestri ha preso a cuore l’iniziativa ed ha presentato una interrogazione alla Camera dei Deputati che dovrebbe mettere in moto una procedura da parte del Ministero dello Sviluppo Economico per giungere all’approvazione del regolamento della pratica professionale. In sostanza, i giovani che vorranno diventare agenti immobiliari potranno seguire sia la strada in vigore oggi, ovvero del corso con esame finale, che quella con affiancamento di 12 mesi con un tutor, insieme ad un corso qualificante che aiuti ad entrare nel grande mondo dell’intermediazione immobiliare”.

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"Non è un'impresa", l'innovativo strumento ideato e realizzato da Confesercenti Parma offre una formazione personalizzata grazie a Maestri d'eccezione che da anni operano nel settore. -

Parma, 18 giugno 2015 - di Sara Bondani - 

Riscoprire la professionalità che si nasconde dietro la lavorazione e il taglio a mano di un buon Prosciutto di Parma. Quel processo antico, che solo un vero "Maestro salumiere" conosce e può trasmettere alle nuove generazioni. Maurizio Setti, grande esperto del mondo dei salumi, è uno dei tutor che metterà la professionalità acquisita negli anni al servizio delle imprese interessate a questo nuovo processo di formazione. Proprio dal concetto di professionalità di una volta, dalla figura del Maestro di Mestiere e dalla più che mai attuale necessità di avere la consulenza di professionisti di livello, è nato "Non è un'impresa".

La nuova piattaforma per il tutoring aziendale ideata e realizzata da Confesercenti Parma con il suo Confesercenti LAB, è stata presentata questa mattina, presso il ristorante Parma Rotta dal presidente di Confesercenti Corrado Testa, dalla vicepresidente Francesca Chittolini, da Stefano Cantoni, coordinatore settore Ristorazione di Confesercenti Parma e da Antonio Vinci, responsabile Marketing di Confesercenti.

Un nuovo mezzo grazie al quale ora è possibile tramandare quel valore aggiunto che deriva da anni di esperienza sul campo. "Siamo partiti dall' idea dell'antica figura del Maestro di Mestiere, poiché la formazione richiede professionisti selezionati che grazie alla loro esperienza e competenza possano accompagnare le piccole e medie imprese del territorio. Da qui è nato questo innovativo progetto che mette a disposizione in maniera semplice e rapida i tutor per consulenze ad hoc, che vanno oltre le lezioni in aula, dando vita ad un vero e proprio affiancamento per rilanciare la propria attività". - ha spiegato il Presidente Corrado Testa, ringraziato alcuni dei tutor che erano presenti oggi, lo chef Antonio Di Vita, il Barman Michele Bia e il Mastro Salumiere Maurizio Setti.

"La piattaforma realizzata da Francesco Lia è uno strumento innovativo ma essenziale, di facile utilizzo, pensato per le piccole e medie imprese da cui si possono contattare direttamente i tutor per una programma di formazione in aula e affiancamento personalizzato su luogo di lavoro." - ha continuato Antonio Vinci, ideatore e responsabile marketing di Confesercenti Parma. Aggiungendo che il progetto partito da Parma per il settore alimentare sarà presto ampliato ad altri settori, su scala nazionale, con nuovi tutor di comprovata esperienza.

I neo imprenditori o le imprese già avviate che cercano validi consigli per specializzarsi, possono mettersi facilmente in contatto coi tutor sul sito www.noneunimpresa.com. Le consulenze vengono poi studiate ad hoc in base alle esigenze specifiche e dopo un'attenta analisi della gestione aziendale.
Un percorso di formazione in grado di mostrare cosa si nasconde dietro un'attività che funziona e far ritrovare l'arte di un mestiere, grazie alla passione che muove un grande professionista.

Pubblicato in Cronaca Parma

Se ne parlerà il 18 giugno ai Giovedì dell'impresa, laboratori per informare e formare gli imprenditori. -

Parma, 16 giugno 2015 -

Prosegue l'iniziativa "I Giovedì dell'Impresa" con un nuovo importante appuntamento all'ordine del giorno: le bollette e i costi troppo alti.
Ogni terzo giovedì del mese, Confesercenti dà l'opportunità alle imprese del territorio di incontrare professionisti di diverse tematiche per informare e formare gli operatori, di piccole e grandi imprese circa le novità che stanno entrando nel mondo del lavoro e che coinvolgono le aziende nei loro diversi aspetti organizzativi, burocratici ed amministrativi.
Il prossimo incontro si terrà giovedì 18 giugno alle 14,30 nella sede di Via Spezia 52/1A e riguarderà un tema particolarmente "caro": l'efficienza energetica e il risparmio in bolletta.

Interverranno Ernesto Monteverdi, consulente di Confesercenti Parma, Angelo Spanò, AD Innova energia sul tema come risparmiare sulle bollette di luce e gas in maniera facile e tutelata, inoltre Mauro Cacciani illustrerà i motivi per cui sostituire le vecchie lampade attraverso l'acquisto o il noleggio di sistemi a LED.
L'obiettivo è che questo progetto dei giovedì dell'impresa divenga un appuntamento fisso perché le imprese abbiano a disposizione esperti per avere confronti chiedere consulenze e domandare delucidazione. Saranno incontri semplici, veloci e soprattutto informativi.
«E' un periodo particolarmente tumultuoso, cambiano norme e regolamenti, ecco perché abbiamo deciso di mettere a disposizione professionisti per creare una mappa virtuale di aiuto alle imprese. Avere imprenditori informati è la base per creare e favorire occasioni di sviluppo e successo» dichiara Luca Vedrini direttore di Confesercenti.

INFO: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  - 0521/382611

(Fonte: ufficio stampa Confesercenti Parma)

Pubblicato in Comunicati Lavoro Parma

La proposta di un progetto di controllo finanziato dalla tassa di soggiorno per garantire la sicurezza urbana. Nella sede di Confesercenti Parma presenti il prefetto di Parma Giuseppe Forlani, il Questore di Parma Riccardo Piovesana, il Comandante Arma dei Carabinieri Colonnello Massimo Zuccher e il Comandante Guardia di Finanza Colonnello Salvatore Russo. -

Parma, 22 maggio 2015 -

Si sono riuniti ieri, nella sede di Confesercenti Parma i massimi vertici della città per un incontro aperto ai pubblici esercizi e imprese per parlare del tema della legalità e sicurezza, argomento particolarmente sentito negli ultimi anni, ma che viene affrontato con diffidenza e timore.
«Non abbiate paura – ha dichiarato il Presidente Confesercenti Corrado Testa agli imprenditori presenti all'incontro – siete sentinelle di ciò che accade sul territorio».
Tra le criticità emerse quello della mancanza di denunce, sono pochissime le reali prese di responsabilità «la denuncia non porta alla risoluzione del problema però consente di ricostruire modalità e procedure dei reati creando modelli di prevenzione – ha dichiarato il Comandante Provinciale Arma dei Carabinieri, Colonnello Massimo Zuccher – La denuncia non risolve il singolo caso, ma permette di intervenire in modo mirato sulle problematiche del territorio».

«Obiettivo dell'incontro è rafforzare la presenza e comunicazione con i cittadini» ha sottolineato il Prefetto di Parma Giuseppe Forlani che ha poi spiegato: «Esisite sì la criminalità organizzata, ma anche la criminalità comune che può essere più facilmente individuata attraverso la comunicazione tra cittadini e forze dell'ordine. Un interlocutore e intermediario importante tra cittadini e forze dell'ordine è sicuramente l'Associazione di categoria, vicina ai negozianti, imprenditori e ambulanti che si trovano faccia a faccia con spiacevoli episodi, in grado dunque di poter raccogliere diverse segnalazioni e portarle alla luce delle forze dell'ordine.

Tra le altre missioni esposte dal Prefetto quella di stilare protocolli con gli istituti di vigilanza privati e creare collaborazioni con un controllo di vicinato qualificato. In tal proposito Confesercenti ha proposto un progetto di controllo del territorio che permetta di ampliare la presenza in strade, piazze e borghi di personale riconoscibile per supportare anche a livello informativo le forze dell'ordine garantendo la presenza in loco di personale attivo. Un progetto che potrebbe essere finanziato dalla tassa di soggiorno di Parma per garantirne la sicurezza urbana.
La collaborazione porta a un maggior controllo e focus su ciò che succede sul territorio: «La scommessa è riuscire a potenziare l'attività di vigilanza con la contrazione delle risorse umane » ha evidenziato il Questore di Parma Pier Riccardo Piovesana che ha ribadito il problema della mancanza di denunce.

Durante l'incontro è stato anche toccato il problema dell'abusivismo: «Sicurezza è anche sicurezza economica, e tutela delle persone che esercitano in modo onesto» ha precisato il Comandante Provinciale Guardia di Finanza Colonnello Salvatore Russo.
L'evento è stata l'occasione per diversi imprenditori di portare alla luce le loro problematiche e dare nuovi spunti di sorveglianza.
Confesercenti ha inoltre anticipato il progetto che verrà stilato nei prossimi mesi per compiere una nuova indagine su legalità, abusivismo e usura raccogliendo dati e informazioni aggiornate dal territorio.

(fonte: ufficio stampa Confesercenti Parma)

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