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Primo maggio 2022 a Parma.

Pubblicato in Cronaca Parma
Domenica, 01 Maggio 2022 06:38

1° maggio 2022 - Festa calpestata!

“Articolo 1” - Primo articolo della Costituzione o nome del Partito del Ministro della Salute, Roberto Speranza? L’uno opposto all’altro. 

Pubblicato in Politica Emilia

Parma, 26 Aprile 2022 - In occasione della festa del lavoro di Domenica 1° Maggio 2022, per tutte le zone di Parma

I popoli del mondo pare che non abbiano ancora percepito i venti di guerra globale che spirano sempre più forti e minacciosi. Sembrano annichiliti pure i popoli europei che su tale fronte sono i più vicini e prossimi; e già stanno pagando le conseguenze dell’atroce conflitto in Ucraina. Bisogna fermare l’avanzare di tale follia!

Pubblicato in Cronaca Emilia

Primo Maggio, per la seconda volta in clima pandemico, allietato dall'esibizione del corpo bandistico intitolato a Giuseppe Verdi. (Foto di Francesca Bocchia)

Pubblicato in Cronaca Parma

Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani in occasione della Giornata internazionale del lavoro intende ripercorrere i momenti più significativi di tale ricorrenza, ricordare l’impegno dei movimenti sindacali e gli obiettivi sociali ed economici raggiunti dai lavoratori dopo anni di lunghissime battaglie.

Pubblicato in Cronaca Emilia

Aperti i mercati su aree pubbliche e le attività del settore dei servizi alla persona (parrucchieri, acconciatori, estetisti, etc.) nella giornata del 1° maggio 2021. (In allegato le ordinanze del Sindaco di Parma)

Pubblicato in Cronaca Parma

A Gattatico il Primo Maggio il cappelletto reggiano è tradizione, ma quest’anno ci sarà una novità in più, originale e solidale: i cappelletti tricolore.

Pubblicato in Cronaca Reggio Emilia

Primo maggio in tempo di coronavirus. Niente manifestazioni arcobaleno e sbandieratori sindacali, niente concertone ma solo austerità e riservatezza. Anche noi osserveremo questo silenzio in attesa di tempi migliori e di una apertura delle attività e della libertà che si vorrebbe prossima ma che appare ancora lontana.

Nel frattempo meditiamo sulle parole del nostro Presidente Sergio Mattarella il quale, nel suo ormai celeberrimo equilibrio, invita tutti a proseguire nella responsabilità ma anche le istituzioni e il Governo a essere più chiari.

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Intervento del Presidente Mattarella in occasione della Festa del Lavoro


«Viviamo questo Primo maggio con il pensiero all’Italia che vuole costruire il suo domani.
Non ci può essere Repubblica senza lavoro, come afferma solennemente il primo articolo della nostra Costituzione.
Il lavoro è stato motore di crescita sociale, economica, nei diritti, in questi settantaquattro anni di Repubblica.
Perché il lavoro è condizione di libertà, di dignità e di autonomia per le persone. Consente a ciascuno di costruire il proprio futuro e di rendere l’intera comunità più intensamente unita.
Va ribadito con determinazione nella attuale situazione, in cui la diffusione del virus ha colpito duramente il nostro popolo, costringendoci, a un temporaneo congelamento delle attività. In Italia, come in tutto il mondo, le conseguenze della pandemia mettono a rischio tanti posti di lavoro.
Risalta ancora di più, in questo contesto, il valore del lavoro e, in particolare l’opera svolta da medici, infermieri, altri operatori sanitari, farmacisti, con tanti fra di loro caduti nello svolgimento dei propri compiti. Il lavoro di Forze dell’Ordine, Forze Armate, operatori del settore della logistica e dei trasporti, della distribuzione, di filiere produttive essenziali, del sistema di istruzione, pur tra molte difficoltà, ha consentito, giorno dopo giorno, al nostro Paese di non fermarsi e di andare avanti, sia pure funzionando a velocità ridotta.
Appare finalmente possibile un graduale superamento delle restrizioni. Ora guardiamo alla ripresa: ad essa, vanno indirizzati, in modo concorde, gli sforzi di tutti, senza distrazioni o negligenze. A cominciare dal consolidamento dei risultati sin qui ottenuti nella lotta al virus, a un equo, efficace e tempestivo sostegno alle famiglie e alle attività produttive, a quanti sono rimasti disoccupati e senza reddito, in modo da conservare intatte tutte le risorse del nostro capitale sociale e da consentire di far sopravvivere e far compiere un salto di qualità alla organizzazione delle imprese e alla offerta di servizi, con scelte avvedute, nella consapevolezza che sono destinate a incidere sulla qualità della vita di ciascuna famiglia, sugli stessi tempi e ritmi della vita quotidiana delle persone.
A partire dal lavoro si deve ridisegnare il modo di essere di un Paese maturo e forte come l’Italia.
La fabbrica, i luoghi di lavoro, hanno orientato e plasmato i modi di vivere nei nostri borghi e nelle nostre città, e l’opera stessa delle istituzioni chiamate ad assicurare la realizzazione della solidarietà politica, economica e sociale prevista dalla Costituzione.
La battuta d’arresto che abbiamo subìto spinge ad accelerare la strada verso un cambiamento che sappia valorizzare e non subire fenomeni come la globalizzazione e la digitalizzazione dell’economia, con scelte lungimiranti, cui possono con efficacia contribuire le importanti decisioni già assunte e in corso di definizione da parte dell’Unione Europea.
Molto cambierà nella vita delle nostre società. Questo cambiamento andrà sapientemente governato affinché la nuova fase non comporti condizioni di ulteriori precarietà ed esclusionima sia l’occasione, al contrario, per affrontare efficacemente ritardi antichi come quelli del lavoro per i giovani e le donne, particolarmente acuti nelle aree del Mezzogiorno. Come il lavoro in nero o irregolare, da fare emergere per esigenza di giustizia e contro l’insopportabile sfruttamento.
Il ruolo degli imprenditori - piccoli e medi, lavoratori autonomi e grandi imprese - appare centrale, assieme a quello della ricerca, in questo processo di riprogettazione delle filiere produttive e distributive.
Oggi, mentre celebriamo in modo così diverso dal consueto questo Primo maggio, non possiamo non riconoscere gli importanti traguardi di giustizia sociale conseguiti attraverso le battaglie dei lavoratori e delle loro organizzazioni sindacali, efficaci strumenti di progresso ed eguaglianza.
Le Confederazioni sindacali hanno dedicato questa giornata al lavoro in sicurezza, per rendere solida e non fugace la prospettiva di rilancio.
Non può esservi – e non vi è - contrapposizione tra sicurezza, salute e lavoro.
E’ stata avviata la graduale ripresa della nostra vita sociale e di molte attività economiche.
La ripresa è possibile perché nei quasi due mesi precedenti siamo riusciti ad attenuare molto la pericolosità dell’epidemia. Dobbiamo difendere questo risultato a tutela della nostra salute.
Non vanno resi vani i sacrifici fatti sin qui se vogliamo assieme riconquistare, senza essere costretti a passi indietro, condizioni di crescente serenità.
Non va dimenticata l’angoscia delle settimane precedenti, sotto la violenta e veloce aggressione del virus, né che abbiamo superato i duecentomila contagi e che ogni giorno dobbiamo piangere alcune centinaia di vittime.
Questo richiede un responsabile clima di leale collaborazione tra le istituzioni e nelle istituzioni.
So che possiamo fare affidamento sul senso di responsabilità dei nostri concittadini– manifestato, in questo periodo, in misura ammirevole dalla loro quasi totalità – perché, nelle nuove condizioni, ci si continui a comportare con la necessaria prudenza.
Sono necessarie indicazioni - ragionevoli e chiare - da parte delle istituzioni di governo ma, oltre al loro rispetto, è soprattutto decisiva la spontanea capacità di adottare comportamenti coerenti nella comune responsabilità di sicurezza per la salute.
Attraversiamo un passaggio d’epoca pieno di difficoltà. Riusciremo a superarle.
A tutti i lavoratori, alle Stelle al Merito del Lavoro - abitualmente consegnate in tutta Italia in questa ricorrenza - va il saluto più cordiale e l’augurio di una rapida ripresa.

Buon Primo maggio».

Roma, 01/05/2020

 

"Come eravamo"

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Le foto della Festa del Primo Maggio presso il Parco Ex Eridania di Parma negli scatti di Emiliano Zampella

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