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L’ordine di carcerazione emesso dal tribunale di Firenze nel giugno di quest’anno non lasciava spazio a fraintendimenti: 20 anni di reclusione da scontare, un cumulo di pene per una serie di reati commessi principalmente in Toscana. Concorso in furti, furto in abitazione, ricettazione e traffico d’armi.

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Continuano i servizi ordinari e straordinari di controllo del territorio da parte degli Agenti della Polizia di Stato della Questura di Parma, servizi che ci vedono impegnati con numerose identificazioni di cittadini e con controlli ai veicoli.

Durante uno di questi controlli, nella giornata di ieri, gli Agenti notavano un soggetto agli stessi conosciuto quale pluripregiudicato latitante serenamente accomodato in un bar di Viale Mentana.

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Giovedì, 14 Maggio 2020 12:47

Arrestato dalla POLFER latitante ghanese

Arrestato straniero nella stazione di Parma: "doveva scontare in carcere una condanna per detenzione di sostanza stupefacente al fini di spaccio"

Parma 14 maggio 2020 – Un quarantaseienne ghanese, senza fissa dimora, fermato dalla Polizia Ferroviaria all'interno della Stazione di Parma, dovrà scontare in carcere una pena di un anno e 2 mesi.

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Nei giorni scorsi è stato tratto in arresto, dopo sei anni di latitanza all'estero, un imprenditore originario del veronese colpito da un ordine di carcerazione emesso nel 2012 dal G.I.P. del Tribunale di Ravenna, su richiesta della locale Procura della Repubblica, per reati di bancarotta fraudolenta.

L'uomo da anni aveva fatto perdere le proprie tracce riparando nelle Filippine, ove aveva avviato un'attività di ristorazione. Ma nei primi giorni di questa settimana è rientrato in Italia con un volo diretto all'aeroporto di Malpensa, dove la polizia di frontiera lo ha individuato e tratto in arresto, notificandogli l'ordinanza di custodia in carcere ancora pendente nei suoi confronti.
L'indagine che aveva condotto all'emissione del provvedimento cautelare era stata sviluppata, a suo tempo, dalla Guardia di Finanza di Faenza, a seguito di una serie di denunce presentate da alcuni imprenditori che avevano ceduto beni ad una società manfreda di cui l'uomo era titolare senza ricevere in cambio alcun pagamento.

Gli accertamenti delle Fiamme Gialle avevano permesso di accertare che il soggetto aveva effettivamente rilevato una società di Faenza operante nel commercio di prodotti per l'igiene della persona, per poi utilizzarla come schermo per acquistare prodotti completamente estranei all'oggetto sociale (alimenti per animali, carni, liquori, spumanti, prodotti vitivinicoli, ombrelli, trolley, borsoni da viaggio, ecc.) che, oltre a non essere mai stati pagati ai relativi fornitori, erano stati anche sottratti dai magazzini della società.

Una progressiva opera di svuotamento che in breve tempo aveva condotto la società faentina in una condizione di grave dissesto, poi sfociata in un inevitabile fallimento, con gravi ripercussioni negative sia sui fornitori che sui dipendenti rimasti senza lavoro.

Ora l'uomo, resosi irreperibile subito dopo la dichiarazione di fallimento della società manfreda, è stato associato alla casa circondariale di Busto Arsizio (VA).

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Era ricercato dal 7 settembre 2016 il trentenne romano Alessandro SATTA, residente a Phoenix (USA), uno dei vertici – secondo la Corte distrettuale della Pennsylvania – di un'organizzazione criminale dedita allo spaccio negli Stati Uniti di considerevoli quantitativi di marijuana provenienti dal Messico, trasportati attraverso la California e distribuiti nell'area di Filadelfia.

Il latitante è stato arrestato nei giorni scorsi dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma nei pressi del Colosseo. Lo stesso si era sottratto al provvedimento di cattura emesso nel settembre del 2016 all'esito di un'indagine della D.E.A. statunitense, dalla quale era emerso il suo diretto coinvolgimento nella distribuzione di 450 kg di marijuana, per un valore di oltre 2,8 milioni di dollari.

L'individuazione del SATTA, ricercato dall'ufficio Interpol di Washington, è avvenuta grazie alla quotidiana attività di monitoraggio svolta, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, dagli specialisti del G.I.C.O. (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata) del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Roma, finalizzata a verificare la presenza nella Capitale di elementi di consorterie criminali dedite al narcotraffico.

Nell'occasione, sfruttando la conoscenza degli ambienti e delle dinamiche delinquenziali e, soprattutto, analizzando i social media, i militari del G.I.C.O. – in sinergia con il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale e con il II Reparto del Comando Generale della Guardia di Finanza – hanno scoperto che il narcotrafficante lavorava saltuariamente come guida turistica nell'area dei "Fori Imperiali" e, dopo qualche giorno di osservazione, lo hanno arrestato mentre dava indicazioni ad alcuni turisti americani.

Quello di SATTA è solo l'ultimo di una serie di arresti di latitanti internazionali effettuati dalle Fiamme Gialle di Roma.

Meno di due mesi fa era stato individuato e fermato, perché destinatario di un mandato di arresto europeo spiccato dal Tribunale di Barcellona, il cittadino pakistano ASHRAF Mohammad, ritenuto dalla Policia Nacional catalana il leader di un agguerrito gruppo criminale responsabile dell'importazione nel territorio iberico di oltre 15 kg di eroina.
Il pakistano, fuggito dalla Spagna nell'aprile del 2017, era stato riconosciuto dai Finanzieri mentre passeggiava tra le bancarelle del mercato di via Anagnina.

Negli ultimi due anni, la stessa "squadra" del G.I.C.O. ha arrestato altri latitanti di notevole spessore criminale che avevano scelto la Capitale come luogo in cui far perdere le tracce. Tra questi:
● il quarantacinquenne Angelo ROMEO, considerato esponente di spicco della nota
cosca di 'ndrangheta "Alvaro" di Sinopoli (RC), che era latitante dal maggio del 2015;
● il sessantunenne Marco Torello ROLLERO, inserito dal dicembre 2013 nella lista dei 100 latitanti più pericolosi, ritenuto uno dei principali broker mondiali della droga, legato a diverse cosche di 'ndrangheta e al centro di interessi illeciti di ogni tipo sull'asse Sud America-Marocco-Italia;
● suo nipote Andrea ROLLERO, considerato uno dei membri di un sodalizio criminale collegato alle temute cosche calabresi "Pelle-Nirta-Giorgi" alias "Cicero" di San Luca (Reggio Calabria).

 

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I Carabinieri della Stazione di Dozza hanno eseguito un'ordinanza di carcerazione di una ventitreenne croata. La ragazza era ricercata da anni dall'Autorità Giudiziaria a seguito di una duplice condanna che aveva ricevuto nel 2011 dal Tribunale per i Minorenni di Venezia (reato di falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale) e nel 2013 da quello di Genova (reato di furto aggravato).

La cattura è avvenuta mercoledì pomeriggio, durante un servizio di contrasto ai reati predatori che i Carabinieri stavano effettuando nei pressi di alcune abitazioni situate in via Sandro Pertini. La ragazza è stata fermata mentre stava viaggiando a bordo di una Kia Rio con due amiche italiane, una trentatreenne e una ventenne.

Le due donne, la più grande alla guida del mezzo, che stava procedendo lentamente e con fare sospetto, la più piccola seduta sul sedile di fianco, avevano i documenti di riconoscimento, mentre la ventiquattrenne ne era sprovvista. Per questo motivo, i militari dopo aver approfondito l'identificazione con il foto segnalamento, hanno scoperto che la ventiquattrenne, domiciliata in un campo nomadi di Ferrara, era ricercata da anni. Più tardi, la giovane latitante è stata trasferita presso la Casa Circondariale di Bologna.

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Nel corso delle attività di controllo economico del territorio, svolte nell'ambito del più ampio dispositivo di contrasto ai traffici illeciti, i finanzieri del comando provinciale di Piacenza hanno localizzato e catturato, in pieno centro cittadino, un pericoloso latitante pregiudicato di nazionalità albanese, a piede libero da circa 6 mesi.

L'uomo, senza fissa dimora, e privo di occupazione stabile, doveva scontare una pena residua di un anno e 2 mesi di reclusione a seguito di una condanna a sei anni inflitta dalla Procura della Repubblica di Firenze per cumulo di pene derivanti da diverse condanne per i reati di tentato omicidio, sfruttamento della prostituzione e dell'immigrazione clandestina, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate mediante l'utilizzo di armi, evasione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Colpito anche da un provvedimento di espulsione, l'uomo non vi ha ottemperato, facendo rientro in Italia clandestinamente.
Nei giorni scorsi, i militari di Polizia Tributaria, durante una lunga attività di appostamento, lo hanno atteso e fermato all'uscita da una abitazione ove viveva con la compagna.

Condotto in caserma, con il supporto operativo dei "Baschi Verdi",  per ulteriori approfondimenti investigativi, alla fine è stato arrestato e tradotto nella locale casa circondariale.

Si tratta del terzo soggetto socialmente pericoloso in stato di latitanza che viene catturato dalle fiamme gialle piacentine dall'inizio dell'anno, a testimonianza degli sforzi quotidianamente profusi per garantire, in perfetta sinergia con le altre forze di polizia, la sicurezza dei cittadini.

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