Mercoledì, 17 Aprile 2024 06:30

Attualismo Gentiliano e Cristianesimo In evidenza

Scritto da Daniele Trabucco

Di Daniele Trabucco Belluno, 16 aprile 2024 - Il 15 aprile 1944, per mano partigiana, veniva assassinato Giovanni Gentile (1875-1944), uno dei più grandi pensatori italiani del '900 e "leader" culturale del fascismo.

Com'è noto, il suo pensiero filosofico, l'attualismo, prende le mosse dall'idealismo tedesco di Hegel (1770-1831), ma lo supera mediante un ripensamento della dialettica già preconizzato da quell'opera di "mentalizzazione" della stessa di Bertrando Spaventa (1817-1883). In particolare, Gentile intende superare quei residui di platonismo, ovvero di dialettica del pensato, presenti nell'opera di Hegel per pervenire ad una dialettica del puro pensare. Il filosofo di Castelvetrano (Sicilia) respinge la dialettica dei distinti che Benedetto Croce (1866–1952) aveva introdotto attraverso le categorie, ossia i quattro gradi dello Spirito. Per Gentile, infatti, esiste un'unica e sola categoria, lo Spirito inteso come "autoconcetto", ("conceptus sui" in lingua latina) come "atto puro" in cui tutta la realtà si risolve. Detto diversamente, lo Spirito si autopone, ponendo dialetticamente l'oggetto e risolvendolo pienamente in sé. La stessa materia non é altro dallo Spirito, bensì è forma, cioè attività dello Spirito medesimo. All'obiezione mossa a Gentile di "panlogismo", ovvero di risolvere tutte le differenze in una unità astratta di pensiero, egli replica che pensare l'unità attraverso le differenze é proprio di ogni pensiero filosofico a cominciare dalla scuola eleatica di Parmenide. Ora, come si coniuga la riflessione gentiliana con il cristianesimo? Padre Gemelli (1878–1959), il fondatore dell'Università Cattolica di Milano, definiva l'attualismo di Gentile "funesto alla vita cristiana". L'impostazione gentiliana (Gentile si professava cattolico), se presa in esame con attenzione, conduce allo svilimento della civiltà dell’Essere ed all’esaltazione dell’indefinito divenire dello Spirito in cui tutto sarebbe affidato ad un "divenirismo" ad oltranza, fondato su continui incessanti superamenti dialettici senza una meta definita, né definibile. Manca, dunque, il fine della salvezza perché tutto é già salvo nella vita dello Spirito. In questo modo, viene meno la funzione salvifica e redentrice del Cristo. L'attualismo, pertanto, si riduce ad una prassi senza materialismo e ad uno spiritualismo senza ontologismo (così Augusto Del Noce) ove la contemplazione é sostituita dall'azione blondelianamente intesa in piena continuità con l'eresia modernista condannata da san Pio X (pontefice dal 1903 al 1914) con la Lettera Enciclica "Pascendi" del 1907. La conferenza fiorentina del 09 febbraio 1943 sembra una trasformazione dell'attualismo in metafisica e teologia. É vero che, da un lato, Gentile esclude categoricamente che la sua concezione umanizzi Dio e divinizzi l'uomo, ma in effetti l'uomo che scopre in sé Dio, "ed in certo senso lo crea", non è più l'uomo naturale (anima e corpo), bensì quello spiritualizzato, l'uomo che ha sentimento e ragione e che produce il divino dentro di sé alimentandosi di pure emozioni e di vivace intelligenza, perché fuori di sé la religione svapora, si inaridisce o si affievolisce.

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(Giovanni Gentile all'epoca in cui era Ministro)

(*) Autore - prof. Daniele Trabucco.

Associato di Diritto Costituzionale italiano e comparato presso la Libera Accademia degli Studi di Bellinzona (Svizzera)/UNIB – Centro Studi Superiore INDEF (Istituto di Neuroscienze Dinamiche «Erich Fromm»). Professore universitario a contratto in Diritto Internazionale e Diritto Pubblico Comparato e Diritti Umani presso la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici/Istituto ad Ordinamento Universitario «Prospero Moisè Loria» di Milano. Dottore di Ricerca in Istituzioni di Diritto Pubblico e titolare di Master universitario di I livello in Integrazione europea: politiche e progettazione comunitaria. Già docente nel Master Executive di II livello in «Diritto, Deontologia e Politiche sanitarie» organizzato dal Dipartimento di Economia e Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. Socio ordinario ARDEF (Associazione per la ricerca e lo sviluppo dei diritti fondamentali nazionali ed europei) e socio SISI (Società italiana di Storia Internazionale). Vice-Referente di UNIDOLOMITI (settore Università ed Alta Formazione) del Centro Consorzi di Belluno.

Sito web personale www.danieletrabucco.it

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