Clonato il sito web della Polizia Postale. Una pagina fake che appare come una pagina ufficiale del "Commissariato di PS" e che invita a proteggere il proprio account Instagram. Lo "Sportello dei Diritti": hacker e truffatori telematici pronti a sfidare il "nemico numero 1" del crimine telematico pur di accedere abusivamente ai nostri dispositivi. Ormai bisogna prestare attenzione ad ogni pagina web

Il colmo dei colmi nella lotta al crimine informatico è quanto sta accadendo nei confronti di chi combatte questi delinquenti del terzo millennio. Proprio in data odierna, infatti, è stata la stessa Polizia Postale con un proprio post apparso sulla pagina Facebook "Commissariato di PS On Line – Italia" ad ammettere di essere nel mirino di hacker e truffatori telematici che avrebbero clonato il proprio sito web attraverso una pagina fake che appare come quella ufficiale del "Commissariato di PS" ove viene suggerito agli utenti del social network Instagram di proteggere il proprio account, utilizzando un software sviluppato direttamente dalla stessa forza di polizia. Come tiene a precisare con il post in questione la stessa Polizia Postale: "Il donwnload di tale software avverrebbe attraverso il link presente sulla pagina stessa. In realtà, cliccando sul link, si apre una nuova pagina fake , solo apparentemente simile a quella di login di Instagram. E' bene precisare che il sito ufficiale del Commissariato di PS OnLine è raggiungibile in Rete solo ed esclusivamente al seguente indirizzo www.commissariatodips.it, mentre, su Facebook, la pagina "official" è individuata dalla url https://www.facebook.com/commissariatodips / . Si ribadisce inoltre che non è mai stato sviluppato alcun tipo di applicazione da parte della Polizia Postale finalizzata a rendere il profilo Instagram "sicuro". Vi consigliamo pertanto di non cliccare assolutamente sul link né di inserire dati personali, se richiesti.".

Per Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", ormai questi malintenzionati utilizzano ogni mezzo, anche il più subdolo come quello di simulare di rappresentare la forza di Polizia nazionale maggiormente impegnata nella lotta al crimine informatico, pur di accedere abusivamente ai nostri dispositivi. Ancora una volta, quindi, emerge in maniera dirompente la necessità per tutti gli utenti della rete, per tutti coloro che hanno un dispositivo connesso, a prestare la massima attenzione perché un semplice click può risultare fatale non solo per la possibilità di mettere a disposizione di sconosciuti i nostri dati sensibili, ma anche per il nostro conto in banca che può essere immediatamente svuotato non appena si cade nella trappola dei truffatori telematici.

(2 agosto 2018)

La società di oggi ama il divertimento e la cerca in ogni dove e in qualunque modo. Che sia una passeggiata, un cinema o stare comodamente a casa, la parola d'ordine è sempre relax e passatempo. E così, in un inquadramento così peculiare dedito al gioco e perché no anche al guadagnò, non poteva mancare nelle preferenze degli italiani quella di collegarsi su un sito per dedicarsi al gioco di casinò online.

Casinò online: come sfatare la diffidenza
E' chiaro e scontato che per quanto sia allettante l'idea di darsi al poker o al blackjack comodamente seduti da casa, non è da biasimare al tempo stesso la tendenza a mostrare almeno un pizzico di diffidenza quando si tenta il primo collegamento ad un qualunque casinò on line, in particolar modo nel momento in cui si compie primo step, collegato alla fase della registrazione in cui vanno indicati i propri dati personali.
Un tale livello di dubbi non può essere criticato, ma è ovvio che con i giusti accorgimenti non c'è bisogno nella maniera più assoluta di diffidare. Tutti i casinò on line mettono a disposizione un'alta percentuale di riservatezza in materia di inserimento dei dati personali senza poi contare l'alto grado di affidabilità e trasparenza quando si opera (in qualunque verso o senso). È così che vengono posti in essere dei controlli molto severi, una esperta e seria professionalità da parte degli specialisti ai lavori, e come detto e ripetuto all'infinito, non poteva certo non esserci il 100% della sicurezza.

Casinò online: tutto ciò da sapere su depositi e prelievi
Certo, esiste chi ha la tendenza a non affacciarsi al settore dei casinò virtuali, perché si vive quel timore di dover divulgare su una piattaforma i propri dati. C'è poi, chi invece non ha poi tutta questa fiducia nei pagamenti virtuali, così come prelievi e depositi. Ma sono paura, se pur lecite, infondate. Questo perché i casinò on line, come per esempio quelli legali AAMS recensiti su Theglobalsquare.org mettono a disposizione un alto indice di riservatezza in merito all'inserimento dei propri dati personali, e una sicurezza accorta su depositi e prelievi.

Come tutti gli amanti del gioco virtuale sanno, qualunque tipo di transazione con denaro effettuata nell'ambito del casinò on line avviene sfruttando i canali di comunicazione sicuri e soggetti a criptazione. Quindi, non c'è che dover stare tranquilli, pure tra gli utenti alle prime armi.
Inoltre, le piattaforme on line così come le app dei casinò on line, mettono a disposizione l'opzione del deposito di denaro, o del prelievo il denaro attraverso sia carte prepagate che account virtuali, come ad esempio PayPal. Una maniera sicura e semplice per far stare più tranquilli tutti coloro che hanno paura di perdere i propri risparmi (come giusto che sia).

Casinò online: quali sono i mezzi di sicurezza
Detto ciò un ultimo appunto riguarda l'alto tasso di sicurezza. Non a caso infatti, a prescindere l'esistenza di una buona dose di riservatezza per tutti gli utenti registrati ai casinò on line, ci sono anche degli eccellenti strumenti di "security" che rimarcano molto la totale e trasparente regolarità di qualunque tipo di gioco on line.

Detto più semplicemente, c'è la totale sicurezza e garanzia che i giochi non siano "truccati" o alterati, e che vengono effettuato dei controlli severi in ogni sfaccettatura. Gli utenti hanno da star tranquilli, sia per quanto riguarda la sicurezza dei propri dati, sia per ciò che concerne la sicurezza di ogni fase di gioco.

("contributo redazionale esterno")

Intelligenza artificiale e next education, infanzia digitale e utilizzo consapevole delle tecnologie, nomadismo digitale e cyber bullismo, contaminazione delle competenze e remote working, realtà virtuale e aumentata al servizio della creatività, dell'arte e del sociale: a Giffoni torna la rassegna di innovazione Next Generation organizzata dalla creative Agency' Giffoni Innovation Hub.

Guido Zaccarelli, docente, saggista e ideatore della "Conoscenza Condivisa" è stato invitato al GIFFONI INNOVATION HUB – NEXT GENERATION 2018, per fornire la propria testimonianza sul tema dell'innovazione aziendale e formativa con l'intento di riuscire a fare comprendere ai giovani l'impatto che questo modello organizzativo potrà avere sulla vita e sul lavoro di una nuova classe di ragazze e ragazzi che lavoreranno in modo nettamente diverso dalle generazioni precedenti.

Dall'Antica Ramiera alla Cittadella del Cinema la quarta edizione approfondirà - dal 20 al 28 luglio - le principali sfide dell'attualità innovativa del Terzo Millennio tra tavole rotonde, laboratori, eventi: tutte attività aperte al pubblico. Novità assoluta: i workshop didattici per futuri educatori all'innovazione proposti come anteprima del format School Factor, la neonata academy che Giffoni porterà nelle scuole per formare i ragazzi su modellazione 3D, fabbricazione digitale.

Le Round Table di Giffoni Innovation Hub sono sessioni di lavoro comune in cui operatori del settore delle industrie culturali e creative, dell'innovazione tecnologica e delle università analizzano ed esplorano temi essenziali per lo sviluppo, proponendo possibili strumenti, pratiche e modelli capaci di apportare un contributo significativo alla maturazione di nuovi processi e prodotti/servizi. I dibattiti si svolgono in maniera aperta, coinvolgendo il pubblico composto prevalentemente dai giovani innovatori del Dream Team.

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Importanti novità tecnologiche sono state introdotte nel porto di Ravenna presso il varco doganale gestito da "TCR – TERMINAL CONTAINER RAVENNA", presidiato dai militari del 2° Nucleo Operativo della Guardia di Finanza in servizio di vigilanza doganale.

Da qualche settimana, infatti, è operativa un'innovativa "sala controllo" a disposizione dei Finanzieri impiegati presso il citato varco, che consente alle Fiamme Gialle di monitorare in modalità completamente automatizzata i traffici commerciali in entrata e in uscita.

Grazie all'installazione in prossimità della linea di dogana di moderni "totem" dotati di scanner ad alta risoluzione e di sistemi audio/video di ultima generazione, ora i conducenti degli autoarticolati possono espletare le previste formalità restando a bordo del proprio mezzo, semplicemente inserendo nel lettore ottico presente sul "totem" il documento doganale che scorta le merci ed interagendo a distanza, mediante un videocitofono dedicato, con i Finanzieri addetti alla vigilanza.

Attraverso l'immediata visualizzazione del documento inserito dal conducente nello scanner, il militare in servizio presso la "sala controllo" può rapidamente verificare al
terminale la sua regolarità ed azionare direttamente dalla propria postazione la sbarra di uscita per autorizzare il transito dell'autoarticolato ovvero, se necessario, bloccarne il passaggio per svolgere ulteriori approfondimenti.

Una moderna e innovativa soluzione che, unita ad una completa copertura dell'area con telecamere che consentono ai militari di inquadrare anche i più piccoli particolari dei
container che attraversano il varco, permette alle Fiamme Gialle di tenere costantemente monitorati i traffici, svolgendo tutte le operazioni di controllo in modo rapido e sicuro.

Il rilevante progetto di rinnovamento infrastrutturale, attuato grazie all'impegno messo in campo da TCR e in stretta collaborazione con l'Ufficio delle Dogane di Ravenna, realizza un concreto miglioramento delle procedure di controllo rimesse alla Guardia di Finanza, rese ora più snelle e veloci con indubbie ricadute positive sulla fluidità dei traffici commerciali che interessano il porto di Ravenna.

 

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Dà in escandescenza sul volo Casablanca – Parigi perché non riesce ad usare il wc. Intervengono due caccia da guerra a scortare il velivolo. Il pilota aveva pensato si trattasse di un attacco terroristico. Lo "Sportello dei Diritti": sempre più urgente la riforma della security a bordo degli aerei di linea

Un sessantenne ha creato il panico a bordo di un volo Casablanca-Parigi, venerdì 29 giugno e solo oggi si apprende una notizia che potrebbe far sorridere, se non riportare l'attenzione sulla necessità di una riforma urgente dei sistemi di sicurezza dei voli di linea. Il passeggero, frustrato per non essere stato in grado di usare il bagno, era diventato tanto aggressivo nei confronti dello staff da preoccupare il pilota, che ha creduto addirittura in un attacco terroristico.

L'esercito francese ha inviato due aerei da combattimento per scortare il volo verso Parigi. Ovviamente, il passeggero dovrà rispondere per il suo comportamento in tribunale dopo che il volo Casablanca-Parigi della Royal Air Maroc si è quasi trasformato in un incidente diplomatico a causa del comportamento del cittadino francese che ha dato in escandescenze creando addirittura l'illusione che si trattasse di un terrorista.

L'aereo in questione è decollato dall'aeroporto di Casablanca (Marocco) venerdì 29 giugno per raggiungere quello di Roissy-Charles de Gaulle. Durante il volo, un passeggero francese di 66 anni ha cercato di andare in bagno nel momento sbagliato, mettendo in imbarazzo lo staff che serviva snack. Il sessuagenario aveva lasciato la classe economica per cercare andare nel bagno situato nella parte anteriore del dispositivo. Alla richiesta di poter accedere alla toilette, ha poi cercato di forzare il passaggio chiedendo di "parlare con il capo", anche suonando alla porta della cabina di pilotaggio. Sorpreso dall'aggressività di questo passeggero, il pilota e il copilota hanno creduto di avere a che fare con un tentativo di diversione come conseguenza di un attacco terroristico. Secondo la procedura stabilita in tale situazione, il pilota ha lanciato dalla sua cabina "un codice di allarme trasmesso in tempo reale ai controllori del traffico aereo".

L'aeronautica francese, immediatamente allertata ha inviato prontamente due aerei da combattimento Rafale per scortare il volo per Roissy.

Il piantagrane è stato comunque arrestato all'atterraggio e posto sotto custodia per aver "messo in pericolo la vita degli altri" e "impedito il movimento di un aereo".

È tuttavia, rimasto a piede libero in attesa del processo, che si terrà a dicembre a Bobigny (Seine-Saint-Denis). In ogni caso, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti" l'ennesimo evento di questo tipo, riporta sempre più in evidenza l'urgenza di una nuova convenzione internazionale che obblighi le compagnie aeree a garantire la presenza di agenti di security a bordo degli aerei di linea per evitare che continuino accadere fatti di questo tipo che mettono comunque a repentaglio la sicurezza sui voli e la regolarità del traffico aereo.

(15 luglio 2018)

Una Commissione di esperti del settore "Life Science" ha valutato i 10 migliori progetti di startup operanti nel mondo digitale e dell'ICT, tra questi anche Cubbit, il primo servizio di free cloud illimitato, economico, ecologico e "made in Bologna"

Si è riunita ieri l'ultima delle Commissioni chiamate a valutare i progetti presentati da oltre 600 startup iscritte a partecipare all'edizione 2018 di UniCredit Start Lab.
Poco più di 300 quelle in gara per la categoria "Life Science", 10 le idee imprenditoriali del settore Digital e ICT ammesse alla selezione finale. Tra queste anche una "Made in Bologna": Cubbit, un data-center distribuito che trasforma le risorse internet non utilizzate in servizi cloud criptati con risparmi vantaggiosi, fornendo così il primo servizio di free cloud illimitato, economico, sicuro e più ecologico ( http://www.cubbit.net/ ).

Tutte le 10 startup presenti ieri di fronte alla Commissione accedono di diritto al programma UniCredit Start Lab per l'edizione 2018 e beneficeranno della partecipazione a Business Meeting con clienti Corporate di UniCredit e possibili investitori; dell'individuazione di uno o più Mentor scelti tra professionisti, consulenti, imprenditori, partner di UniCredit per confronti periodici su aspetti strategici e di crescita aziendale; dell'assegnazione di un gestore UniCredit dedicato; e dell'accesso alla Startup Academy e al programma di coaching organizzato dal team di UniCredit Start Lab.

La commissione composta da Alessio Abbateianni, AD Tecnovision; Fabrizio Albergati, Marketing & PR Director Teorema; Paolo Lugiato, Senior Advisor Auditel; Pietro Masera, Responsabile Corporate Development & Investor Relations Cerved; Enrico Mercadante, Responsabile per Innovazione, Architetture e Digital Transformation Cisco Italia; Roberto Privitera, Responsabile Marketing e Business Development Acantho; Paola Scarpa, Client Solutions, Data & Insights Google; e Stefano Reale, Cfo RDS, ha decretato prima classificata tra le 10 selezionate, la genovese Smart Track, che si aggiudica un grant di 10.000 euro per aver sviluppato una piattaforma IoT per la sicurezza dei lavoratori.

Secondo classificato il progetto della startup veronese Checkout Technologies, autrice di una soluzione che, combinando intelligenza artificiale, riconoscimento facciale e del comportamento, permette di smaltire le file alla cassa nei negozi. Terza classificata è la startup romana di Stamplay Limited, sviluppatrice di una piattaforma di automazione intelligente in cloud per migliorare la produttività aziendale. Menzione speciale alla milanese Yape, acronimo per Your Autonomous Pony Express, robot a guida autonoma di ridotte dimensioni interamente progettato e costruito in Italia, capace di muoversi su marciapiedi e piste ciclabili per consegnare pacchi fino a 70 Kg di peso.

Per una breve presentazione delle 10 startup selezionate: https://www.unicreditgroup.eu/it/press-media/news/2018/unicredit-start-lab--oggi-una-commissione-di-esperti-di-settore-2.html .

 

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E' ufficiale su Instagram è arrivata la conferma: arrivano le videochiamate. Il famoso social network di fotografie e video acquisito da Facebook compie un passo da gigante che, nonostante ci si aspetti, è un salto qualitativo nella sua strategia e il suo impatto sarà notato tra i più giovani.

L'idea è semplice: consiste nel contattare via video (o audio) un vostro amico o gruppo senza dover lasciare l'applicazione. Questa potente funzione arriva proprio in un momento positivo per il servizio che IGTV, un canale video integrato che rappresenta un passo oltre le Storie, ha presentato solo pochi giorni fa. Nella stessa presentazione di questo nuovo strumento, Kevin Systrom, fondatore del servizio, ha annunciato di aver già accumulato un miliardo di utenti attivi, una cifra che senza dubbio aumenterà considerevolmente con il passare del tempo. Quali sono le videochiamate e perché sono importanti?

In realtà, Instagram è l'unica applicazione di Facebook a cui mancavano le videochiamate: sia WhatsApp che Messenger offrivano già questo servizio da molto tempo e con notevole successo (Facebook sostiene che il numero di videochiamate è raddoppiato nel 2017). L'incorporazione di questa nuova funzione rappresenta un ulteriore salto nella strategia aziendale di mantenere gli utenti all'interno di un prodotto della casa senza doverla lasciare. Quindi, se un amico vuole incontrarne un altro per andare di sabato o organizzare una cena con molti di loro, invece di usare WhatsApp, puoi coordinare tutto dalla tua applicazione social senza lasciarlo.

 

Come funzionano le videochiamate su Instagram

Il servizio consente che con un semplice tocco nell'icona della parte superiore, entrambi gli utenti possano entrare in contatto attraverso una chat video senza dover prendere ulteriori passaggi; un colpo alla giugulare di Snapchat che ha già offerto questo servizio. Nello specifico l'attesa funzione, rilasciata insieme canali topic su Explore, ci permetterà finalmente di accedere a videochat singole o di gruppo. Questa funzione si trova all'interno di Direct e può essere utilizzata per avviare videochiamate con i contatti con cui si sta chattando. Per le videochat di gruppo, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", il numero massimo di utenti è quattro. Durante la conversazione, sarà possibile ridurre la schermata del collegamento video, continuando ad avere accesso a tutte le funzioni della app.

Ulteriori novità su Instagram

La funzione Esplora è dedicata a una sempre più accurata ricerca di contenuti inerenti ai propri interessi. Nel tab ricerca troveremo una serie di argomenti tra cui scegliere e orientarci per muoverci tra post scelti per tema. Un'altra novità in arrivo è la funzione Questions & Answers nelle Storie. Potremo farci fare delle domande dai nostri follower rispondendo in diretta o con altri contenuti, così come fare domande ai nostri contatti e visualizzare le loro risposte all'interno della storia. Le domande che condivideremo, non riporteranno il nome del nostro contatto al fine di assicurare la privacy degli utenti. E se viaggiando tra le storie altrui vedremo un effetto che ci piace, potremo aggiungerlo alla nostra libreria tramite un apposito tool. E per finire tra le innovazioni proposte da Instagram, anche una raccolta di filtri creati da celebrity e influencer.

Il nuovo servizio avrà successo? Vedendo la grande adozione del social network e l'abitudine dei suoi utenti alle videochiamate, non c'è dubbio che sì, le videochiamate da Instagram cambieranno il modo in cui comunichiamo.

Imprese iperconnesse e dedicate allo sviluppo del servizio come elemento integrato alla produzione: questo il futuro delle imprese nel mondo della digitalizzazione, dei big data e di Industria 4.0.

E' l'immagine che emerge dall'Osservatorio Innovazione dell'Emilia Romagna edizione 2018 che è stato presentato a Bologna a R2B Research to business. Alcuni dati confermano la trasformazione digitale in Emilia-Romagna: le imprese della manifattura che integrano già prodotti e servizi in soluzioni avanzate sono il 39%; ben il 28% adotta soluzioni che coinvolgono Internet delle cose (IoT), il livello più alto nel Nordest; il 20% adotta soluzioni avanzate di economia circolare, improntate al ripensamento dell'intero ciclo di vita del prodotto, ecodesign, sharing platform.

L'Osservatorio InnoER, con una indagine realizzata su un campione di 2.047 imprese (pari al 10% del totale di quelle potenzialmente coinvolte con un fatturato superiore a 500 mila euro) e l'integrazione di diverse banche dati, offre il primo strumento conoscitivo sistematico per leggere l'evoluzione digitale delle imprese dell'Emilia-Romagna.

Secondo l'indagine, le aziende emiliano-romagnole presentano quattro profili innovativi: leader (27% del campione e 48% degli addetti) con una capacità elevata di governare il nuovo paradigma della prossimità all'interno dell'ecosistema di relazioni con fornitori e clienti, anche con capacità di utilizzare reti internazionali e tecnologie avanzate; proattive (23% e 21% rispettivamente) che non detengono una leadership tecnologica di settore, ma lavorano sullo sviluppo innovativo di prodotti e adattive (15% e 8%) che hanno un profilo di "inseguimento" dell'innovazione in relazione ai cambiamenti nel proprio settore e nel mercato; tardive (33% e 21%) che mostrano un ritardo di "sintonizzazione" con il fenomeno innovativo che interessa le filiere globali e le altre imprese regionali, e denotano una vulnerabilità più probabile.

Claudio Pasini, segretario generale di Unioncamere Emilia-Romagna ha ricordato che:
"L'Osservatorio 2018 offre elementi conoscitivi utili a stimolare riflessioni sulle politiche regionali. Il valore di questo lavoro sta nel far capire come le imprese sviluppano e gestiscono i processi di innovazione. Metà delle imprese di questa regione si autovaluta come leader o proattive e questo significa che è un territorio attento ai processi innovativi. Sistema delle Camere di commercio, Regione, Rete Alta Tecnologia, Centri di ricerca possono aiutare a crescere ulteriormente. Impresa 4.0 è un obiettivo verso il quale occorre far convergere gli sforzi".

L'Osservatorio è risultato della collaborazione tra Unioncamere Emilia-Romagna, Camera di Commercio della Romagna Forlì-Cesena e Rimini con la sua azienda speciale CISE, ASTER e Intesa Sanpaolo, con il supporto scientifico del Centro Studi Antares, ed è stato reso possibile dal supporto economico della Regione.
A SMAU R2B 2018 sono state presentate le frontiere dell'innovazione in Emilia-Romagna attraverso la testimonianza di tre aziende leader di settore: VEM sistemi SpA, leader nelle piattaforme IoT, Pieri Srl specializzata in sistemi di avvolgimento, Publione Srl impresa di comunicazione digitale, web marketing e soluzioni di e-commerce.

Davide Stefanelli di VEM Sistemi, ha sottolineato come "l'internet delle cose non è innovazione, bensì la più grande rivoluzione abilitante della nostra era che permetterà di ripensare al modo di produrre e progettare servizi".

Fabrizio Benini di Pieri Srl, ha spiegato che "la nuova spinta verso l'economia dei servizi sta conducendo anche imprese manifatturiere a lavorare su frontiere dell'interoperabilità e della digitalizzazione del rapporto fornitore e cliente".

Infine, Loriz Zanelli di Publione, ha evidenziato che "i servizi di comunicazione stiano diventando sempre più cruciali per la co-progettazione nell'era digitale al fine di generare valore".

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Lunedì, 04 Giugno 2018 10:13

Modena, elettronica protagonista

Modena, elettronica protagonista. Ospiti della filiale italiana di Icape Group, leader nella fornitura di componenti elettronici, dieci aziende del settore, di cui la città, dopo soli due anni, è diventata crocevia commerciale

(Modena, 4 giugno 2018). A scuola di circuiti stampati, ospiti della multinazionale dell'elettronica Icape Group, che da due anni ha scelto Modena come luogo ideale per affermarsi leader nella fornitura di componenti elettronici ed elettromeccanici nel nostro Paese.

Dopo domani  (mercoledì 6 giugno) e giovedì dieci aziende italiane del settore saranno presenti nella sede di Icape Italia, in via Ungaretti 30, per partecipare all'evento Technical Days. "Offriamo gratuitamente un programma completo di formazione dedicata ai nostri clienti - sottolinea il direttore Renato Farruggio - adattato alle loro esigenze e a quelle di mercato, sia in termini di supporto tecnico che commerciale. L'iniziativa fa seguito a quella che si è svolta alcuni mesi fa a Parigi, dove si trova la sede centrale del nostro gruppo, protagonista del comparto, con particolare riferimento alla distribuzione di produzioni d'eccellenza provenienti dal continente asiatico".

Un volume di vendite che ha raggiunto i 115 milioni di euro, in costante crescita, più di 1.500 clienti in una settantina di Paesi di tutto il mondo e un centinaio di aziende partner, fornitrici di "pcb" (printed circuit boards), componenti elettromeccanici e altre parti tecniche, con produzioni direttamente coordinate e controllate da più di 150 tecnici, propri dipendenti, distaccati all'interno delle imprese stesse. Sono questi alcuni dati che caratterizzano Icape a livello mondiale, fornitore di molti marchi prestigiosi.

"Anche da noi, in un solo biennio di attività - continua il direttore della filiale commerciale italiana - i risultati sono stati più che soddisfacenti, con oltre 100 aziende acquisite, su gran parte del territorio nazionale. Possiamo citare, fra le altre, Beghelli, Dinema, Abb, Meg Italia, Marposs e Tema. Il nostro team è raddoppiato e il fatturato ha raggiunto cifre significative. Ci stiamo sviluppando velocemente e in modo organico".

La scelta di Modena è risultata efficace "perché la città emiliana si trova lungo uno snodo fondamentale della rete dei collegamenti nazionali e perché immersa in un contesto regionale e interregionale di notevole sviluppo industriale - spiega Renato Farruggio - in cui, accanto ad alcune grandi e famose aziende, sorgono imprese, prevalentemente medie e piccole, che da sempre puntano sulla qualità. In Asia, e in particolare in Cina, dove opera la quasi totalità delle nostre realtà partner, collaboriamo con produttori 'top player', che sono di altissimo livello e che forniscono beni di elevatissimo valore, certificati".

Un'altra carta vincente della multinazionale dei circuiti stampati, fondata nel 1999 (che è oggi presente, oltre che in Francia ed Italia, in Germania, Spagna, Polonia, Russia, Stati Uniti, Messico, Brasile, India, Cina e Indonesia) "è l'estrema flessibilità che offriamo alla nostra clientela - prosegue Farruggio - dalla fornitura di un singolo a illimitate quantità di pezzi, a seconda delle esigenze di ciascuno. Mettiamo inoltre a disposizione una serie di servizi collaterali, come assistenza tecnica e supporti logistici, finanziari e assicurativi".

Conclude Renato Farruggio: "Oltre ai circuiti stampati di ogni tipo, anche grazie a Cipem, realtà appartenente al nostro gruppo, forniamo inoltre parti tecniche custom dedicate al mondo dell'elettronica industriale, quali elementi e contenitori metallici, componenti in plastica e stampi, tastiere, cavi e connettori, alimentatori e caricabatterie, display lcd e led, moduli e telecomandi. L'insieme di tutti questi elementi permettono ad Icape di presentarsi sul mercato come un fornitore completo, affidabile ed efficiente. Caratteristiche che ci consentono di attestarci tra le realtà più importanti nel panorama internazionale del settore".

 

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Venerdì, 01 Giugno 2018 07:57

GDPR: tutte le novità

Il GDPR (General Data Protection Regulation) porta con sé novità sostanziali che sono destinate a mutare la gestione complessiva della materia, vediamo quali sono i principali aggiornamenti.

Tutte le aziende titolari del trattamento dei dati sono obbligate a creare un registro delle attività svolte e di compiere una valutazione d'impatto sulla protezione dei dati.

La nuova figura del Data Protection Officer (DPO), dovrà essere obbligatoriamente presente all'interno delle aziende pubbliche e in tutte quelle dove il trattamento dei dati presenti specifichi rischi. Saranno coinvolte le aziende con più di 250 dipendenti e quelle dove il trattamento dei dati possa presentare un rischio per i diritti e le libertà dell'interessato.

Tra le novità anche il diritto all'oblio, ovvero la possibilità da parte dell'interessato di richiedere che i propri dati personali siano cancellati e non più sottoposti a trattamento e la portabilità dei dati, la libertà di trasferire i propri dati da un prestatore di servizi a un altro, senza impedimenti. Precisamente, nel caso in cui i dati personali siano stati raccolti per finalità o tipologie di trattamento per le quali il consenso non è richiesto, gli interessati potranno ottenere la cancellazione solo nel momento in cui i dati non siano più necessari rispetto alle finalità per le quali sono stati raccolti.

L'obbligo di comunicazione al Garante dell'avvenuta violazione dei dati personali sarà oggetto della nuova regolazione in materia di Data Breach e verrà esteso a tutti i titolari e responsabili dei dati.

Per i trattamenti che prevedono l'utilizzo di nuove tecnologie sarà obbligatorio la Valutazione d'impatto sulla protezione dei dati (DPIA), ovvero una valutazione degli aspetti personali relativi a persone fisiche basato su un trattamento su larga scala.

Maggiore attenzione dovrà essere data pertanto sia alle informative, al consenso e alle modalità di trattamento dei dati, sia alle eventuali richieste dei soggetti a cui i dati si riferiscono.

Le nuove disposizioni dovranno essere adottate considerando un impegno progettuale costante in materia di Privacy.

In termini teorici, la progettazione dovrà seguire i concetti di "Accountability", ogni impresa deve essere in grado di dimostrare di aver fatto quanto richiesto per mettere in sicurezza i dati personali, di "Privacy by design", tutti i sistemi di trattamento dei dati devono essere progettati nel rispetto della normativa e non solo usati in quel modo e di "Privacy by default", il sistema deve prevedere specifiche tecniche che devono in automatico prevenire eventuali violazioni.

Il GDPR non sostituisce ma integra l'attuale Codice della Privacy, abrogando solo le parti con esso non compatibili e riguarda tutte le aziende che, avendo uno stabilimento nell'Unione Europea, trattano dati personali indipendentemente dal fatto che il trattamento sia effettuato nell'UE stessa.

 

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