Nei giorni scorsi, i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Parma, nell'ambito di un'ampia attività di controllo del territorio e contrasto alla criminalità, hanno dato esecuzione a un provvedimento restrittivo di carcerazione, emesso dall'Ufficio di Sorveglianza di Reggio Emilia, nei confronti di un 54enne italiano domiciliato in città.
Nei giorni scorsi, i Carabinieri della Stazione di Parma Centro hanno dato esecuzione al provvedimento restrittivo della custodia cautelare in carcere emesso dall’Ufficio di Sorveglianza di Reggio Emilia nei confronti di un 50enne italiano domiciliato in una Comunità Terapeutica della città.
Nuovi guai per il 74enne che nel giugno del 2020 aveva accoltellato ad una gamba il figlio a seguito di una lite. Dal 2023 si trovava a Parma nell’abitazione di un altro famigliare nei cui confronti, recentemente, avrebbe usato violenza fisica determinando la revoca del beneficio concessogli e il ritorno in carcere. Acquisito il provvedimento restrittivo con contestuale carcerazione, i Carabinieri di San Pancrazio P.se lo hanno prelevato dal suo domicilio temporaneo e dopo averlo dichiarato in arresto lo hanno tradotto in carcere.
Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia esprime la sua posizione.
Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia – a fronte dell’imminente entrata in vigore dell’art. 1 lettere d), e) ed f) della legge n. 3 del 16 gennaio 2019, che prevede di fatto l’abolizione dell’istituto della prescrizione (perché di questo in effetti si tratta dal momento che, una volta sospesa, non riprenderà mai) – condivide l’opinione contraria di tutta l’avvocatura e di eminenti giuristi che hanno individuato in tale riforma una gravissima violazione dei principi previsti dalla Costituzione e che riguardano la ragionevole durata del processo e la presunzione di non colpevolezza.
Tale riforma, proprio perché non pone un limite di durata al processo penale, finirebbe per protrarre per l’intera vita della persona la condizione di indagato o di imputato, anche se assolto, e non consentirebbe mai alle persone offese di vedere terminare i processi per i fatti di cui sono state vittime.
In altre parole, l’abolizione della prescrizione si risolverebbe in una negazione di giustizia per tutti, contravvenendo ai più elementari principi di equità e civiltà, universalmente riconosciuti.
Per queste ragioni il COA di Reggio Emilia ha deciso di rinnovare l’invito a tutte le rappresentanze dell’Avvocatura affinché si facciano portatrici della richiesta di abrogazione della norma che dispone la sospensione – di fatto, la cancellazione – dell’istituto della prescrizione.