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Belgio, birre in autostrada. Traffico nel caos mercoledì mattina in Belgio, trentamila bottiglie sono cadute da un autocarro rendendo la strada un'insolita "pista di pattinaggio"

Pubblicato in Cronaca Emilia

Pesticidi trovati in 35 birre vendute nei supermercati. Gli esperti della rivista francese 60 Millions de Consommateurs hanno analizzato una quarantina delle birre più vendute nei supermercati. Queste bevande a base di cereali come orzo o malto, mostrano per 3/4 birre testate tracce di pesticidi.

La rivista francese 60 Millions de Consommateurs, ha reso pubblico giovedì 28 giugno che tre birre su quattro, da una selezione dei supermercati dei marchi più venduti, hanno tracce di pesticidi. I test di laboratorio commissionati hanno scoperto circa 250 molecole di questi composti chimici in 45 birre, tra cui 39 bionde e 6 bianche.

"Derivati da materie prime vegetali come orzo e malto, la birra può potenzialmente contenere residui" di queste sostanze, spiega la rivista nell'articolo.

Alla fine dei test, 35 delle birre controllate rientrano in questa casistica e i grandi marchi non vengono risparmiati.

In 25 birre, sono state trovate anche tracce di glifosato. Ma a livelli molto bassi. Secondo i calcoli, sarebbe necessario bere 2000 litri al giorno per superare l'assunzione giornaliera ammissibile (DGA) di glifosato, con la birra più contaminata del suo test. Inoltre, solo quattro molecole di pesticidi sono state identificate sul campione di prova, tra l'ampio spettro ricercato. Undici birre sono completamente esenti.

Il loro elenco sarà pubblicato nella edizione di luglio-agosto 2018 della rivista. Se l'esposizione non è considerata pericolosa per i consumatori, "questo risultato dimostra ancora una volta l'ubiquità di questo erbicida nell'ambiente", insiste l'organizzazione. La rivista francese 60 Millions de Consommateurs, è nata nel dicembre 1970 ed è pubblicata dal National Institute of Consumption (INC), ente pubblico di natura industriale e commerciale evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti". È un giornale senza pubblicità commerciale, per garantire la sua indipendenza nei confronti di produttori e distributori . Il suo sito web contiene articoli di notizie per i consumatori in versioni di riviste digitali e una varietà di strumenti come una guida interattiva ai mutui immobiliari.

(29 giugno 2018)

Editoriale: Alitalia, tra referendum e premi per le perdite. -Ismea, le dinamiche del settore lattiero caseario. - Birra - La versione di Romeo. - Cereali e dintorni. Dall'USDA segnali positivi per l'export. - CRPA: I vantaggi dell'aeoroessiccazione dei foraggi. - La fibra NDF indigerita (UNDF) nel fieno di erba medica: effetti sulle vacche - Agonismo e divertimento alla Farm Run 2017.- Allarme rosso per il gelo. Agrinsieme chiede stato di calamità.

SOMMARIO Anno 16 - n° 17 30 aprile 2017
1.1 editoriale Alitalia, tra referendum e premi per le perdite
2.1 lattiero caseario Ismea, le dinamiche del settore lattiero caseario.
3.1 birra Birra - La versione di Romeo.
4.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Dall'USDA segnali positivi per l'export.
5.1 tecniche alimentazione CRPA: I vantaggi dell'aeoroessiccazione dei foraggi.
5.2 Vacche alimentazione La fibra NDF indigerita (UNDF) nel fieno di erba medica: effetti sulle vacche
6.1 Farm Run - eventi all'aria aperta Agonismo e divertimento alla Farm Run 2017.
7.1 maltempo gelo Allarme rosso per il gelo. Agrinsieme chiede stato di calamità.
8.1 promozioni "vino" e partners
9.1 promozioni "birra" e partners

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Domenica, 30 Aprile 2017 11:03

Birra - La versione di Romeo.

Oggi ci siamo avvicinati al mondo variegato e davvero attraente delle birre, cercando di carpirne le sfaccettature e ricavarne spunti interessanti da chi, come Romeo Catellani, ne conosce i dettagli più intimi ed ha una conoscenza molto approfondita del tema anche grazie alla sua enorme passione.

di L'Equilibrista 27 aprile 2017 -
L'incontro di oggi è stato fortemente voluto per poter finalmente aprire una finestra sul Mondo variegato e di successo della Birra in Italia. Per questo abbiamo ritenuto fondamentale parlarne con una figura di spicco di questo settore, ROMEO CATELLANI, Responsabile Scuola Concorsi Associazione Italiana Sommelier di AIS Emilia e specializzato in materia di acque, birre, distillati, tè, caffè, cioccolato e Degustazione e riconoscimenti, nonché Presidente della Cooperativa Associazione Italiana Sommelier Emilia. Con il sommelier Catellani si è cercato di esplorare qualcosa di nuovo, approfondire ed andare nello specifico del tema grazie a domande mirate e ricreando un bel botta e risposta a nostro avviso originale nei contenuti proposti.

20170425-WA0014HA TROVATO CAMBIATO IL PALATO DEL CLIENTE CHE BEVE BIRRA RISPETTO AL PASSATO ? E SE SI, CHE TIPOLOGIA PREDILIGE OGGI IL CONSUMATORE MEDIO ?

" Il nostro è un Paese storicamente enoico nel quale il vino da sempre la fa da padrone, di conseguenza la birra ha sempre avuto un ruolo di semplice bevanda, addirittura da molti considerate una sorta di bibita leggermente alcoolica. Stiamo naturalmente parlando della tipologia " birra chiara", esattamente tipologia lager a bassa fermentazione con un titolo alcolico intorno a 4. È questo lo stile birrario in assoluto più consumato a livello mondiale con punte di eccellenza nella ex Cecoslovacchia dove nasce la tipologia Pils con una elegantissima nota di amaro grazie al luppolo Zatec coltivato in quelle zone"

LEI CHE TIENE CORSI E PARTECIPA A DIVERSE SERATE DI DEGUSTAZIONE, CHE CLIENTE E CHE LIVELLO DI CONOSCENZA INCONTRA PARLANDO DI BIRRA?

Il livello di conoscenza non è diffuso ma è altissima la curiosità di conoscere questo mondo spesso inesplorato. Vorrei citare a proposito uno dei miei maestri che ho avuto nel percorso di studi nell'AIS (Associazione Italiana Sommelier), Raffaele Quirino Piccirilli. In una delle sue lezioni definiva la birra una bibita, quindi lo invitai a partecipare ad uno dei miei viaggi in Belgio. Dopo qualche giorno mi avvicinò dicendo " Ho capito perché ti sei appassionato a questa birra. Questa non è birra, è quasi vino !", per poi scoprire , grazie alla spiata della sua gentile signora, che dopo questo viaggio non si fa mai mancare un cartone di Orval nella propria cantina. Ho voluto citare questo aneddoto perché trattandosi di uno dei pionieri dell' Associazione Italiana Sommelier, testimonia come esperti conoscitori dell'enogastronomia non avessero ancora preso in considerazione come la birra stesse entrando anche nella ristorazione italiana. Sempre in tema di AIS , quando frequentai il corso, la birra si teneva in unica lezione con i liquori e distillati. Solo nei primi anni del 2000 le lezioni diventarono 2 separate, e oggi la nuova didattica sta pensando di introdurre anche una lezione di abbinamento cibo-birra.

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QUINDI POSSIAMO DIRE CHE IL CONSUMO DI BIRRA DI QUALITA' E' IN AUMENTO RISPETTO AL PASSATO, MA GRAZIE A QUALI LEVE I BIRRIFICI HANNO SAPUTO GUADAGNARSI QUESTA INVIDIABILE POSIZIONE?

Il consumo di birre di qualità è in aumento semplicemente perché imprenditori illuminati hanno saputo, con lodevole perseveranza, specializzarsi in termini di "stili birrari", tecniche di spillatura ed abbinamenti gastronomici. Il primo nato nella provincia di Reggio Emilia fu "Shannon pub" a Castelnovo Sotto , dove il mitico "Lolla" ti faceva entrare in Irlanda. Trovavi infatti una selezione di birre stout spillate con carboazoto, salmone selvaggio, irish cafee e dulcis in fundo, una saletta attrezzata per le gare di freccette. Successivamente abbiamo visto nascere: a Bibbiano il Metheglin , tempio delle belghe, Reggio Emilia Aloisius università della bassa fermentazione e a Canali Arrogant Pub dove Alle seleziona instancabilmente specialità di nicchia. Questo solo per citarne alcuni, senza dimenticare l'accresciuta proposta di alcune enoteche.

CI PARLAVA DI LOCALI DI TENDENZA E AL PASSO CON I TEMPI CHE PROPONGONO MARCHE DI NICCHIA, QUINDI TROVA CHE I BIRRIFICI ITALIANI SIANO AL LIVELLO QUALITATIVO DELGI ALTRI PIU' BLASONATI O CHE MANCA ANCORA QUALCOSA ?

Nel mercato italiano sono presenti tutte la grandi multinazionali della birra con stabilimenti di produzione. L'unica industria rimasta ancora di proprietà italiana è Forst proprietaria anche del marchio Menabrea. Gli altri storici marchi italiani quali: la udinese Moretti, la sarda Ichnusa sono del gruppo Heineken, Peroni di Sab Miller. La qualità nella loro tipologia è di buon livello salvo alcune invenzioni dettate dal marketing con bizzarre aromatizzazioni regolarmente bocciate dai consumatori.

NELLA SUA ESPERIENZA DI PROFESSIONISTA, COSA HA VISTO CAMBIARE IN QUESTO MONDO E COSA CREDE POTRA' CAMBIARE ANCORA IN FUTURO?

Il consumatore italiano è generalmente attento alla qualità e considera il mangiare e bere non semplicemente un modo per nutrirsi, ma un momento di godimento sia in termini gustativi, che di convivialità e curiosa esplorazione di sapori non ancora sperimentati. Il terreno è quindi molto fertile. Nella mia modesta attività di divulgatore, noto che siamo passati da richieste di tenere corsi base per conoscere la storia, gli ingredienti e le fasi produttive della birra, a incontri specialistici tipo: abbinamenti pizza birra, che pizza e che birra; birra e cioccolato, approfondimenti sulle Trappiste in quanto considerate le migliori birre al mondo, per arrivare al re dei formaggi cioè il Parmigiano Reggiano di diverse stagionature accostato a verticali di birre di adeguato livello.

FATTO CENTO IL MERCATO TOTALE DEL CONSUMO DELLA BIRRA, CHE QUOTA PENSA ABBIANO I BIRRIFICI IN ITALIA ?

Il fiorire di tanti birrifici o micro birrifici artigianali nel nostro Paese lo ritengo un interessante fenomeno di imprenditoria , soprattutto giovanile, che riesce a dialogare direttamente con le giovani generazioni, che sono il futuro del mercato. Avere un censimento esatto non è facile in quanto il movimento è altissimo e continuo: nuove imprese, accorpamenti di imprese, chiusure. Sono stimate circa un migliaio di Aziende se consideriamo anche quelle che non imbottigliano ma vendono direttamente in locali di proprietà con servizio alla spina.

IL MERCATO E' GIA' MATURO E CI SONO ANCORA SPAZI DA OCCUPARE A SUO PARERE?

Gli spazi sono ancora enormi, non a caso la grande distribuzione sta formando i così detti "responsabili corner birra" per i loro punti vendita.
Come sempre di più vediamo arricchire le carte vino nella ristorazione con la carta birre. La crescita del mercato deve però passare inevitabilmente da una crescita culturale del prodotto e del suo possibile utilizzo. Nella ristorazione è il personale di sala che deve conoscere e saper proporre la birra adeguata ai piatti adeguati . Basti pensare a birre che egregiamente si abbinano a dolci, preparati di frutta, piatti affumicati, carne, pesce.....and what else?

QUALI SONO I PRINCIPALI CANALI DISTRIBUTIVI DI CUI SI AVVALGONO I BIRRIFICI ATIGIANALI ?

Generalmente il birrificio artigianale distribuisce in zona con casi nei quali il rapporto è direttamente dalla produzione al consumatore. Basti citare l'esempio di "Giusto Spirito" dove il mastro birraio Paolo Branchetti produce a Rubiera e distribuisce oltre che nel ristorante adiacente alla brasseria, anche nei ristoranti di proprietà a Reggio Emilia, Modena e Campogalliano. Naturalmente il confezionamento in bottiglia è poi indispensabile per entrare in ristorazione e nelle enoteche, nonché per partecipare ai panel di degustazione e di conseguenze sulle guide del settore.

QUALE PUO' ESSERE IL PLUS QUALITATIVO O ORGANOLETTICO NONCHE' DISTINTIVO CHE RENDE UNA BIRRA MAGGIORMENTE APPREZZABILE DI ALTRE?

Ci sono prodotti ben fatti e altri meno ma quello che conta è il contesto nel quale il prodotto viene consumato. Dopo una passeggiata o una uscita di jogging , la birra può contribuire ad una buona reidratazione ma non consiglierei una barley wine. Magari una lager o in quantità adeguata una fresca bier blanche possono dare molta soddisfazione, come con un sostanzioso hamburger consiglierei una IPA, e qui la proposta delle artigianali la fa veramente da padrona.

CI SONO TERRITORI PIU' VOCATI DI ALTRI ALLA PRODUZIONE E SE SI PER QUALI REGIONI ?
La birra si fabbrica, diversamente dal vino che si fa, quindi non vedo nella birra molta importanza al Terroir. Certo che poter attingere acqua da una sorgente, usare orzo di qualità, luppoli selezionati e da ultimo , ma non in ordine di importanza, avere a disposizione adeguate colture di lieviti, sono garanzia di ottenere un buon prodotto.

La giornata con Romeo Catellani volge al termine e sicuramente gli spazi e le curiosità sarebbero molti di più, l'universo dei birrifici artigianali, delle peculiarità organolettiche dei singoli luppoli, le grandi marche italiane e l' inesauribile voglia di fare dei giovani imprenditori e mastri birrai avrò ancora tanto da offrire. Le specialità gastronomiche in abbinamento, per un prodotto dalle grandi potenzialità e dall'emergente appeal come la birra, sono solo all'inizio.
Fenomeno questo che sta prendendo molto piede e che delizia palati esigenti e più scanzonati di quanto si potesse pensare una volta.

"Conoscere i luoghi, vicino o lontani, non vale la pena, non è che teoria; saper dove meglio si spini la birra, è pratica vera, è geografia." (Goethe)

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Pubblicato in Agroalimentare Emilia

Da due giovani e brillanti ragazzi Emiliani Doc nasce il portale dedicato alla bevanda più amata al mondo: la birra. In questo sito troverete tutti i modi di produrre la birra, recensioni e commenti sui diversi kit, spiegazione sui diversi tipi di fermentazione e ovviamente anche consigli utili sull'acquisto dei diversi accessori.

Reggio Emilia, 15 novembre 2016

Amanti della birra è on-line il sito che avete sempre aspettato, www.kitbirra.it, un portale dedicato alla bevanda più amata al mondo. La birra è una delle più diffuse bevande alcoliche del mondo con una storia molto antica. Si crede che già i Sumeri sapessero far fermentare il malto per ottenere questa bevanda; da allora l'uomo non ha più smesso di produrla e soprattutto di berla.

Per produrre la birra, il malto viene immerso in acqua calda in cui sono presenti alcuni enzimi che permettono agli amidi dei cereali di essere convertiti in zuccheri fermentabili, sotto forma di mosto. Questo mosto può essere poi aromatizzato nei più diversi modi con erbe aromatiche con il semplice luppolo.

A questo punto si aggiunge un lievito che dà inizio alla fermentazione trasformando lo zucchero in di alcool ad altri prodotti di scarto derivanti dalla respirazione anaerobica dei lieviti che vengono poi eliminati.
Questo processo molto semplice ha permesso oggi giorno di produrre kit per farsi la birra comodamente a casa.

Ma come scegliere quello giusto? Ecco allora che www.kitbirra.it vi viene in aiuto. In questo sito troverete tutti i modi di produrre la birra, recensioni e commenti sui diversi kit, spiegazione sui diversi tipi di fermentazione e ovviamente anche consigli utili sull'acquisto dei diversi accessori. Inoltre, coloro che invece acquistano la birra in fusti, possono tranquillamente scegliere lo spillatore migliore e più adatto alle loro esigenze grazie a una sezione interamente dedicata agli spillatori in commercio.

Infine, per tutti coloro che vogliono solamente bersi una bella birra, la parte del sito che preferiranno sarà quella dedicata a tutti i tipi di birra presenti nel mondo, con descrizioni e recensioni. Anche in questo caso si potrà acquistare la birra on-line a un prezzo molto vantaggioso.
Allora non perdete alto tempo, navigate sul nuovo sito concepito da due giovani e brillanti ragazzi Gianluca e Marco Emiliani Doc.

Pubblicato in Cultura Reggio Emilia
Sabato, 30 Aprile 2016 10:15

Dal 6 all'8 maggio torna Birra Expo Piacenza

Torna l'appuntamento per gli amanti della birra: da venerdì 6 a domenica 8 maggio torna Birra Expo Piacenza, la manifestazione dedicata alla birra artigianale, giunta quest'anno alla terza edizione.

Piacenza, 30 Aprile 2016

Torna l'appuntamento per gli amanti della birra: da venerdì 6 a domenica 8 maggio torna Birra Expo Piacenza, la manifestazione dedicata alla birra artigianale, giunta quest'anno alla terza edizione.
I locali di Piacenza Expo si preparano ad accogliere tutti coloro che vorranno partecipare ad uno degli eventi di riferimento del settore, per ppassionati e non solo, che ogni anno richiama migliaia di visitatori provenienti da tutto il Centro e Nord Italia.
Birra Expo Piacenza sarà un'occasione per conoscere e degustare prodotti d'eccellenza, presentati dagli oltre 24 birrifici che parteciperanno alla Fiera. Un totale di oltre 100 birre artigianali da provare ed apprezzare.
Ad accompagnare il tutto, gustosi prodotti gastronomici serviti presso i numerosi stand di street food allestiti per l'occasione.
Non mancheranno momenti di approfondimento.
Sabato 7 maggio alle 18:00 in programma il Laboratorio "Matrimonio tra birre e salumi DOP piacentini" tenuto da Andrea Camaschella, Beer Taster e degustatore di fama. Durante l'appuntamento i presenti potranno partecipare alla celebrazione dell'incontro tra sei birre, selezionate per l'occasione, e tre salumi DOP piacentini. Le informazioni su costi e modalità di iscrizione sono consultabili sul sito www.birraexpo.it

Altro appuntamento da non perdere è quello presso lo stand "Club Amici del Toscano" dove durante tutti e tre i giorni della Fiera i presenti potranno sperimentare e scoprire nuovi abbinamenti tra sigari e birra.

Le tre serate di Birra Expo Piacenza saranno animate da concerti, momenti di musica live che coinvolgeranno tutti i presenti. Si inizia venerdì 6 maggio alle ore 20:00: sul palco si esibiranno i Mr. No Money Band. Il gruppo, nato a Bologna nel 2005, nel corso degli anni ha ottenuto molti riconoscimenti e ha partecipato a numerosi festival, collezionando collaborazioni italiane e internazionali. La band intratterrà il pubblico a colpi di Rock'n'Roll, Rhythm & Blues, Boogie Woogie e Barrelhouse piano.
Sabato 7 maggio alle ore 20:00 protagonista sarà il Duo di Piacenza composto da Erica Opizzi e Antonio Amodeo che animerà la serata con la sua musica Folk-Revival! Per finire in bellezza, domenica 8 maggio, sempre alle ore 20:00, si esibirà la cover-band Hard Lemon. Il repertorio del gruppo musicale comprende hit rock che hanno lasciato il segno nel panorama italiano e internazionale dagli anni '70 fino ad oggi, il tutto interpretato in chiave "Hard Lemon"!

I Birrifici: Cordioli – Brew Gruff, I Beer, I Tri Bagai, Birrificio Abbà, Birrificio Aleghe, Birra Baladin, Brasseria Alpina, BSA – Birrificio Sant'Andrea, Jeb, La Buttiga, La Moncerà, Malastrana, Opera, Padus Cervisiae, Retorto, F.lli Trami, Doppio Malto, Senso Libero, L'Inconsueto, Beer In, Birrificio Artigianale Terre d'Acquaviva, Birra Maraffa. 

Distributori/Importatori: 2 Drink, Regalli, Buffalo Beer (F&G).

Gastronomie: Cianci Fritti (fritti misti), Cianci Hamburger (il vero hamburger di Chianina), La Cioccolateria (ristorante ligure), Pasticceria primavera (pasticceria dolce e salata), Sapori Toscani (lampredotto e porchetta del Chianti), Streetfood (patatine chips), The Black Arrow (arrosticini, pannocchie), NIP srl (formazione settore pizza, bakery).

Impianti e Operatori: Barida International (macchinari ed attrezzature per imbottigliamento bevande frizzanti), Il Museo del Bar (oggetti di collezionismo birrai), Club Amici del Toscano, Marican's (impianti per birra), Neri (magneti e orologi personalizzati).

Pubblicato in Dove andiamo? Piacenza

Nascerà a breve a Zalec, in Slovenia, una fontana che zampilla birra in tutte le sue declinazioni. Per bevitori che vogliono un week-end rilassante e inebriante. Qualche info...

Parma, 27 febbraio 2016

Di Alexa Kuhne

Immaginate zampilli di bevanda ambrata e profumata in tutte le sue declinazioni: nei toni del rosso, del 'biondo', dello scuro.
E Voi, con o senza amato, con o senza amici... Insomma voi, che comunque non vi potrete sentire soli, perché, felici e inebriati, vi sollazzerete con un boccale traboccante di spuma ed aromi in una grande piazza in cui campeggia una fontana 'magica' che 'dona' litri e litri di deliziosa birra.
No, non è una rappresentazione surreale ma una certezza, che fra poco sarà tangibile e raggiungibile per un week-end effervescente, defaticante e sicuramente socializzante, grazie al potere aggregante di questa antichissima bibita.
Fra qualche mese, per la precisione, quando verrà messo in opera il fontanone di Zalec, in Slovenia, che sorgerà nella piazza centrale del paese.
E allora: quanto potrebbe farvi felice una gita fuori porta per visitare il monumento dei gaudenti bevitori?
Alla fontana di vino ci hanno già pensato e ne hanno installata una lungo il Cammino di Santiago de Compostela, in Spagna.
Alle terme della birra pure, a Praga. Ma a una fontana di birra non ci erano ancora arrivati, fino a quando Janko Kos, sindaco di una piccola addormentata cittadina bucolica non ha pensato di sfruttare turisticamente l'eccellenza del territorio: il caratteristico luppolo che cresce a profusione nelle valli circostanti, creando l'effetto di un suggestivo, immenso, distensivo mare verde.
"Perché – ha riflettuto il Primo cittadino - non rendere questa vocazione agricola una attrazione per i cultori della bionda che ne potranno godere a oltranza, assaporandola direttamente dalla fonte e potendo scegliere fra rosse, doppio molto, lager e via discorrendo?".
La fontana di birra rappresenterebbe un omaggio alla città stessa nel cui stemma, non a caso, spicca il simbolo giallo-verde del luppolo - ed un modo per lanciare turisticamente la cittadina.
Il prezzo per la costruzione dell'opera però non è poco per le casse di Zalec: 170 mila euro, tanto che una parte della giunta si è mostrata contraria ad una spesa del genere.
Il Sindaco ha tuttavia spiegato che la fontana garantirebbe anche degli introiti diretti. Gli avventori, per poter aver accesso alla monumentale fonte, dovrebbero pagare 6 euro per riempire tre boccali di birra e ricevere anche il boccale souvenir. Senza pensare alle strutture ricettive che sorgerebbero per accogliere i visitatori...
Ma l'idea ha avuto i suoi oppositori: per molti cittadini i 170mila euro che servirebbero alla costruzione della fontana corrispondono alla metà del budget del comune. Già a febbraio l'opposizione ha provato a far affossare il progetto del sindaco, ma l'attacco è stato respinto dalla maggioranza unita. Janko Kos crede talmente tanto nel suo piano che ha deciso di cercare finanziamenti privati perché Zalec, che si trova nel cuore della Valle della Savinja, detta anche valle dell'oro verde per la grande produzione di luppolo, deve diventare la mecca della bevanda più amata nel mondo, anche perché il Paese è già noto agli estimatori della bevanda per l'Ecomuseo della coltivazione del luppolo e dell'industria della birra della Slovenia, inaugurato alla fine di novembre del 2009.
A Zalec, malgrado le perplessità degli avversari, già da tempo, si è costituito anche il partito di quelli che ci credono e che hanno avviato una raccolta fondi per realizzare la fontana vendendo tazze ricordo il cui ricavato avrebbe finanziato la storica fonte. Ora parte del capitale è stato messo insieme e il resto della cifra dovrebbe essere emessa dal Comune.

Pubblicato in Dove andiamo? Emilia

SOMMARIO Anno 14 - n° 42 18 ottobre 2015 - Mercati agricoli. I derivati del latte ancora in ripresa e il frumento tra alti e bassi tende al rialzo. Reggianito fa bella mostra all'Anuga di Colonia. Corona si beve la Peroni. Olivicoltura, la raccolta migliore con Agristore. Olio in aumento del 60% ma prezzi in calo. Tutti pazzi per le Poste
(in allegato il formato pdf scaricabile)
Anno 14 - n° 42 18 ottobre 2015
1.1 editoriale Tutti pazzi per le Poste
3.1 cereali Mercati agricoli. Segnali di nervosismo in attesa dei dati USDA.
4.1 Lattiero caseario Derivati del latte nuovamente in ripresa.
5.1 cereali 2 Effetto soia, frumento in rialzo
6.1 sequestri "Reggianito" denunciato e ritirato all'Anuga di Colonia.
6.2 beverage La Corona si beve la Peroni
7.1 olivicoltura Una raccolta migliore con le offerte Agristore
7.2 expo 2015 Expo2015 - un successo, tanti disagi e il Codacons interviene
8.1 prezzi agricoli Ismea, Olio +60% ma prezzi in discesa
9.1 promozioni "vino" e partners

Cibus 42 18ott 15 COP

Domenica, 18 Ottobre 2015 10:34

La Corona si beve la Peroni

In attesa della decisione dell'antitrust, la numero due della birra, la sudafricana Sab-Miller passa alla Belga AB-Inbev. Con 90 miliardi di euro finalmente accolti alla quarta offerta si tratta della terza acquisizione più importante della storia.

di Virgilio Parma - 18 ottobre 2015

Sab-Miller (South African Breweries), titolare del marchio Peroni e di altri 200 esportati in oltre 80 paesi, dopo molti e seducenti inviti da parte del colosso belga Anheuser-Busch InBev, cede alle tentazioni e si porta a casa 90 miliardi di euro centrando il podio mondiale in tema di valore di cessione di tutti i tempi.

Si tratta infatti della terza acquisizione più grande della storia dopo quella di Mannesmann da parte di Vodafone nel 1999 e del 100% di Verizon Wireless da parte di Verizon Communications nel 2013.

Anheuser-Busch InBev è una società quotata in borsa con sede a Leuven in Belgio, e nata nel 2008 dalla fusione tra la belga InBev e l'americana Anheuser-Busch. E 'il produttore di birra leader a livello mondiale e una delle prime cinque aziende di prodotti di consumo a livello mondiale.

La società belga possiede uno straordinario portafoglio di oltre 200 marche di birra di consistenza globale come Budweiser®, Corona® e Stella Artois®; marchi internazionali Beck's®, Leffe®, e Hoegaarden®; e campioni locali Bud Light®, Skol®, Brahma®, Antarctica®, Quilmes®, Victoria®, Modelo Especial®, Michelob Ultra®, Harbin®, Sedrin®, Klinskoye®, Sibirskaya Korona®, Chernigivske®, Cass®, e Jupiler®.

Attraverso la nuova acquisizione dell'ormai ex numero due della birra, Sab-Miller, una birra su tre al mondo uscirà dagli impianti del nuovo colosso.

Corona Stella Artois

Pubblicato in Agroalimentare Emilia
Sabato, 09 Maggio 2015 11:57

“La Prima Cotta” non si scorda mai

Di Chiara Marando – Sabato 09 Maggio 2015

Spesso le idee migliori nascono per caso, dalla passione, dalla voglia di cambiare oppure da una semplice serata in compagnia.

Ed è proprio questo ciò che è accaduto ad Antonio, Andrea ed Alessandro, rispettivamente avvocato, giornalista e pubblicitario, tre amici con vite diverse ma accumunati dalla voglia di sperimentare. Il loro è stato un tentativo intrapreso quasi per gioco, una birra inizialmente fatta in casa senza nessun tipo di pretese, una bevanda per pochi intimi da gustare a cena solo per il piacere di condividere l’amore per la tavola ed il buon bere.

Poi però questa birra è piaciuta…e molto.

Nel giro di poco tempo non sono più bastati i pochi litri preparati con metodi casalinghi e questo esperimento si è trasformato in una realtà concreta. Nasce così il brand “Doggy Style”, giovane, fresco ed evocativo, dove ad ogni birra corrispondono uno stile ed un nome diverso, quello dei loro amici a 4 zampe: Alfredo (Weiss-Retriver), Marta ( Mastiff-Ipa), Sbrocco (Pit-Pils), Deli (Tripple-Bastard). 

Insomma un’avventura inaspettata, ma soprattutto apprezzata, che ha dato vita ad una società, la loro società: “La Prima Cotta”

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La filosofia che si trova alla base del progetto segue la ricerca delle cose semplici e buone, il desiderio di creare un prodotto che sapesse appagare il palato in modo piacevole, persistendo in bocca con un gusto corposo e lievemente dolce.  Birre “beverine” dal sapore non invadente che dissetano senza annoiare, prodotte con materie prime scelte di alta qualità: 90% di malto d’orzo italiano  a km zero, acqua di pozzo, senza conservanti, coloranti o altri additivi e con l’aggiunta di luppoli eccellenti come il Citra ed il Saaz.

Doggy Style rivisita la Pils in una chiave diversa, meno dura, aggiungendo una piccola quantità di malto bisquit che riesce a conferire morbidezza, pur mantenendo il tipico finale amaro. Non filtrata o pastorizzata, rispecchia tutte le caratteristiche proprie delle birre artigianali in fatto di intensità gustativa ed olfattiva.

“ Le bolle più antiche al mondo”, come amano definirle loro, ed effettivamente il mix di aromi  della ricetta che hanno studiato richiama la tradizioni passate ma riesce a sorprendere abbinandosi perfettamente con i più svariati cibi, anche quelli raffinati, esaltandone le diverse peculiarità: affettati come Prosciutto di Parma e bresaola, risotti a base di radicchio, rucola e altre erbe amare, molluschi, crostacei, carni bianche e rosse, formaggi quali taleggio e parmigiano reggiano, oltre a quei dolci dal tasso zuccherino estremamente marcato come lo zabaione.

cartoline-cotta bassa

Quindi un bere che diventa “Doggy Style”, ma non solo. Già, perché la stessa birra, dal look alternativo e sfacciato, viene vista anche in chiave più elegante con un nuovo nome ed un packaging e che strizza l’occhio a chi ama le bolle da sorseggiare in un calice: si chiama “La Prima Cotta”, marchio che riprende il nome della società, la cui bottiglia si presta anche alle occasioni più particolari ma conservando tutte le caratteristiche di una birra ideale per chi vuole bere bene senza rinunciare alla semplicità.

Pubblicato in Dove andiamo? Emilia
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