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Prestigioso riconoscimento per l'Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena si conferma Centro di riferimento a livello nazionale e internazionale per molte classi di malattie rare.

Modena, 26 gennaio 2017

Il Centro per le Malattie Rare del Polmone (MaRP), diretto dal dottor Fabrizio Luppi, è entrato a far parte dell'European Reference Network per le "interstitial lung diseases" (ERN-ILDs), cioè il network europeo per le patologie interstiziali del polmone che fa parte dell'ERN-Lung, presieduto dal prof. Thomas Wagner dell'Università "Goethe" di Francoforte. Il prestigioso riconoscimento è giunto contestualmente all'inserimento della Medicina I e della Pediatria nell' European Reference Network della Commissione Europea nella sezione "Rare hematological diseases" per l'emocromatosi, le porfirie e le anemie ereditarie.

L'Azienda Ospedaliero – Universitaria si conferma così un centro di riferimento importante per diverse malattie rare e in particolare anche l'UO di Dermatologia e l'UO di Chirurgia della Mano nell'ambito del processo di candidatura agli ERN hanno consentito al Policlinico di Modena di avere l'endorsement del Ministero della Salute per "Rare Skin Disorders" (Dermatologia) e Rare Malformations (Chirurgia della Mano in collaborazione con Neonatologia e Pediatria), in attesa di poter accedere al Network europeo specifico.

"Le reti europee ERN sono un importante veicolo di condivisione di competenza – spiega il dottor Fabrizio Luppi – e certificano la presenza nel nostro Centro di elevati standard diagnostici, terapeutici e di ricerca. E' stato possibile raggiungere tale risultato, poiché nel "Centro MaRP" vengono applicati standard di cura internazionali, che si avvalgono di un approccio basato sulla multidisciplinarietà, in base al quale diversi specialisti – in primis Radiologi, Anatomo-patologi, Reumatologi, Cardiologi, Chirurghi Toracici ed Immunologi -contribuiscono alla diagnosi, al trattamento ed al monitoraggio di tali pazienti. Inoltre questo riconoscimento internazionale potrà consentire al "MaRP" di attuare collaborazioni internazionali sia per quanto riguarda l'individuazione di percorsi diagnostico-terapeutici, la condivisione di linee guida e di progetti di ricerca sia traslazionale che clinica.

"Inoltre – aggiunge il prof. Enrico Clini, Direttore della Clinica di Malattie dell'Apparato Respiratorio, di cui il Centro per le Malattie Rare del Polmone fa parte - questo riconoscimento internazionale potrà consentire al Centro MaRP di attuare collaborazioni internazionali sia per quanto riguarda l'individuazione di percorsi diagnostico-terapeutici, la condivisione di linee guida e di progetti di ricerca sia traslazionale che clinica".
"Le patologie interstiziali del polmone alterano l'interstizio polmonare. Prese singolarmente, esse sono piuttosto rare (a volte anche molto rare), ma insieme rappresentano la causa più frequente di malattia polmonare cronica non ostruttiva, e costituiscono il 15-20% di tutte le malattie croniche del polmone. Tra queste patologie spiccano la sarcoidosi - una malattia idiopatica multisistemica – e la fibrosi polmonare idiopatica (IPF) – che riempie il tessuto interstiziale dei polmoni di tessuto fibroso fino a portare il paziente all'insufficienza respiratoria.

A Modena si stima che i pazienti colpiti da fibrosi polmonare idiopatica siano circa 200. "Sappiamo – spiega la dottoressa Stefania Cerri, Ricercatrice presso il MaRP - che la malattia compare più frequentemente dopo i 60 anni d'età, soprattutto in pazienti di sesso maschile, fumatori o ex fumatori. I primi sintomi sono ingannevoli: un po' di tosse secca, mancanza di fiato (dispnea) dopo uno sforzo. I pazienti spesso sottovalutano questi sintomi, ma basterebbe un'attenta visita specialistica per far nascere il dubbio che possa trattarsi di fibrosi polmonare idiopatica". Proprio il Policlinico di Modena ha studiato un metodo non invasivo –potenzialmente attuabile in qualunque ambulatorio medico - in grado di accendere un campanello d'allarme e suggerire un approfondimento diagnostico: "I cosiddetti <rantoli a velcro> che si odono dall'auscultazione del torace - continua la dottoressa Stefania Cerri - possono instillare un primo sospetto diagnostico, ponendo le basi per una diagnosi precoce con screening a basso costo, attraverso la rivalutazione del più semplice strumento del medico, il fonendoscopio. Nella maggior parte dei casi una TAC aiuta a giungere a una diagnosi di certezza".

(Fonte: Ufficio Stampa Azienda Ospedaliero Universitaria Modena)

Giovedì, 29 Dicembre 2016 17:23

Bimbo modenese salvato da tumore raro

Sarcomi pediatrici: la storia di Angelo, un bimbo modenese salvato grazie alla sinergia tra il Policlinico di Modena, l'Ospedale di Padova e l'Istituto Oncologico Veneto di Padova. La brachiterapia utilizzata sino ad oggi su solo cinque bambini in Italia.

Modena, 29 dicembre 2016

Un tumore raro, un sarcoma del palato, curato grazie alla collaborazione tra il Policlinico di Modena, l'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Padova, Centro di Riferimento Nazionale per i Sarcomi Pediatrici e l'Istituto Oncologico Veneto di Padova - IRRCS, che ha permesso di utilizzare la brachiterapia, una particolare metodica che permette di irradiare tumori aggressivi localizzati in zone particolarmente difficili limitando al minimo gli effetti collaterali legati alla radioterapia, applicata sino ad oggi, in Italia, su cinque bambini. Questa, in sintesi, la storia di Angelo – il nome è di fantasia – un bimbo modenese di 5 anni al quale, nell'agosto 2015 venne diagnosticato un sarcoma a cellule fusate del palato, un tumore raro (1% dei tumori pediatrici) ma dalla prognosi infausta (40% sopravvivenza) e che oggi è in remissione.

"La storia – spiega il prof. Lorenzo Iughetti, Direttore dell'Oncoematologia Pediatrica del Policlinico – comincia oltre un anno fa, quando i genitori di Angelo in vacanza notano una tumefazione nel palato del bambino, inizialmente pensano ad una irritazione ma poi, vedendo che la lesione aumenta di dimensioni, consultano un medico che prescrive una TAC. Purtroppo, l'esame radiologico non tranquillizza e viene consigliato un esame bioptico per avere una diagnosi precisa. I genitori decidono quindi di tornare a casa, a Modena per eseguire l'esame. Il responso della biopsia conferma il sospetto: un sarcoma del palato estremamente aggressivo". Nel frattempo la lesione è ancora aumentata, deformando anche il volto del bambino, così, dopo un consulto tra i medici dell'equipe di Chirurgia Maxillo-facciale, diretta dal prof. Luigi Chiarini, e quella di Oncologia Pediatrica del Policlinico di Modena si decideva di iniziare un programma di chemioterapia per cercare di ridurre le dimensioni della neoplasia prima dell'intervento chirurgico che altrimenti sarebbe risultato troppo invasivo. "Nonostante i numerosi trattamenti – aggiunge la dottoressa Monica Cellini, referente dell'Oncoematologia Pediatrica del Policlinico - il tumore progrediva nella crescita. Abbiamo quindi condiviso la strategia con l'Oncoematologia pediatrica dell'Ospedale di Padova, diretta dal prof. Giuseppe Basso, che è Centro di riferimento nazionale per queste patologie e abbiamo deciso di tentare con l'intervento chirurgico seguito da una particolare trattamento radioterapico, la brachiterapia, in cui una sorgente di radiazioni è collocata all'interno dell'organismo, vicino all'area da irradiare." Questa metodica è svolta dalla Radioterapia dell'IRCSS – Istituto Oncologico veneto di Padova, diretta dal dottor Luigi Corti.

Dopo aver illustrato e condiviso con i genitori il difficile percorso terapeutico, Angelo è stato quindi operato al Policlinico di Modena dall'equipe del prof. Luigi Chiarini che ha rimosso il tumore con un intervento che, vista l'entità della rimozione e la posizione molto delicata, ha richiesto grande esperienza e capacità professionale. Durante l'intervento, dopo la rimozione del tumore, il dott. Giovanni Scarzello, medico radioterapista della Radioterapia dell'Istituto Oncologico Veneto di Padova ha posizionato nel letto tumorale degli speciali vettori che hanno fatto da guida ai fasci di radioterapia destinati a colpire direttamente la zona dove si trovava il tumore prima dell'asportazione chirurgica. Il giorno dopo l'intervento Angelo ancora intubato, viene trasportato in elicottero a Padova per eseguire il trattamento brachiterapico. "Il bambino – conclude il prof. Iughetti - una volta terminato il trattamento a Padova che è durato 7 giorni, è rientrato a Modena dove con un nuovo intervento gli è stata inserita una protesi provvisoria e ha proseguito la convalescenza sino a quando ha potuto riprendersi ad alimentarsi, a giocare, a sorridere. Oggi Angelo a distanza di un anno dall'intervento chirurgico sta bene e prosegue con i controlli che confermano la remissione del tumore".

(Ufficio Stampa Ausl MO)

Nel mondo un neonato su dieci nasce prematuro. In occasione della Giornata del prematuro, che si celebra il 17 novembre, i calciatori di Modena, Sassuolo e Carpi hanno visitato la Neonatologia del Policlinico.

Modena, 17 novembre 2016

Nel mondo 1 neonato su 10 nasce prematuro. Basterebbe questo dato a spiegare l'importanza della Giornata Mondiale della Prematurità che si festeggia in tutto il mondo oggi, 17 novembre. "Nella nascita prematura, anche i genitori sono prematuri" sono queste le parole di una mamma di un neonato prematuro, ci ricorda Giovanna Cuomo, Coordinatore Infermieristico della Neonatologia del Policlinico, diretta dal prof. Fabrizio Ferrari. Le iniziative promosse in questa giornata servono a sensibilizzare l'attenzione su questi neonati e le loro famiglie, che come sottolineava questa mamma sono assolutamente impreparati a questo evento. La Neonatologia del Policlinico ha ricevuto in questi giorni la gradita visita dei calciatori della prima squadra del Modena, del Sassuolo e del Carpi che hanno regalato magliette autografate e gagliardetti.

Nel mondo e nella nostra provincia, edifici e monumenti significativi vengono illuminati di viola. L'illuminazione con la luce viola, coinvoldge anche alcuni importanti monumenti nella nostra provincia; il Comune di Modena illuminerà la Torre Ghirlandina; il Comune di Formigine l'orologio del Castello, il Comune di Castelfranco Emilia l'edificio del Comune, inoltre il Comune di Maranello illuminerà la Fontana del Cavallino, il Comune di Savignano illuminerà l'edificio del Comune, il Campanile di Savignano Alto, e la Chiesa di San Marco. L' obiettivo dell'illuminazione, è quello di diffondere le informazioni relative ai piccoli prematuri e alle loro famiglie; e inoltre sostenere gli operatori della Terapia Intensiva di Modena l'Associazione Pollicino e Vivere Onlus.

In occasione di questa Giornata speciale, numerose sono le iniziative organizzate dalla Neonatologia del Policlinico, che è anche l'unico centro italiano di formazione nel metodo NIDCAP, (Neonatal Individualized Developmental Care and Assessment Program), il metodo più completo ed articolato per le cure individualizzate del neonato prematuro.

giornata prematuro giocatoricarpi

Oggi, giovedì 17 novembre in tarda mattinata, alcuni calciatori del Sassuolo Calcio e del Modena Calcio hanno visitato il reparto insieme al prof. Fabrizio Ferrari, Direttore della Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico di Modena, accolti dal Direttore generale del Policlinico Ivan Trenti e dal Direttore Amministrativo Ivan Cavallo che hanno voluto ringraziare i giocatori per la sensibilità mostrata. Per i gialloblù erano presenti mister Simone Pavan, i centrocampisti Wilfred Osuji e Simone Basso, portiere Nicolò Manfredini e il terzino Simone Aldovrandi accompagnati dal team manager Andrea Russo. Il Sassuolo aveva schierato, è proprio il caso di dirlo, i difensori Federico Peluso, Francesco Acerbi e Marcello Gazzola, centrocampisti Davide Biondini e Francesco Magnanelli l'attaccante Alessandro Matri. La squadra era accompagnata dall'addetto stampa Massimo Paroli.

Ieri, mercoledì 16 novembre gli operatori, insieme all'Associazione Pollicino e all'associazione Cuore di Maglia hanno festeggiato l'evento a partire dalle ore 15.00, con il una rappresentanza della squadra del Carpi – il portiere Simone Colombi e il difensore Aljaž Struna – che hanno indossato le magliette dell'iniziativa e visitato il reparto, accolti da medici e infermieri della Neonatologia, concedendosi per foto e autografi.

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Uno dei supporti più importanti nella crescita del prematuro è il latte materno. Per questo motivo, quindici anni fa, al Policlinico di Modena nasceva la Banca del Latte Materno, una struttura che consente di donare il latte in favore delle mamme che non ne hanno abbastanza. Dalla sua apertura sono state 160 le donne che hanno donato il proprio latte alla Banca del Latte, che ha raccolto 600 litri di latte.Il Policlinico ha realizzato un video per promuovere la donazione. Tra gli attori, molti dei bambini che sono cresciuti grazie al latte donato alla Banca del Latte. Il video, disponibile sulla pagina www.policlinico.mo.it/neonatologia  è ospitato dal canale You Tube dell'Azienda Ospedaliero – Universitaria youtu.be/xIQ1q8yd_-Y  e sarà diffuso sui social network aziendali.

(Fonte: Policlinico Modena)