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Comunicato Stampa - Prosegue la campagna Scacco alla Truffa, incontro lunedì 23.5.22, ore 16, sala Civica Bizzozero

Pubblicato in Dove andiamo? Parma

Associazione Polizia di Stato
Iniziativa a sostegno dell’emergenza da Coronavirus
Sempre a disposizione per i servizi che ci verranno richiesti

Di Francesca Caggiati – Sono tante le associazioni presenti sul territorio che ogni giorno si prodigano per la collettività e ora più che mai stanno contribuendo a vario titolo ad alleviare questa emergenza sanitaria senza pari. Una situazione allarmante che proprio in queste ore sta mettendo a dura prova il sistema sanitario, sociale ed economico della nostra città e dell’intero Paese.
Incontriamo Fausto Rosselli, responsabile del Gruppo di Volontariato dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato di Parma, organizzazione di volontariato attiva su Parma e provincia che affianca e supporta con diverse attività le Forze dell’Ordine e le Istituzioni locali e che sta contribuendo con donazioni e dotazioni di mascherine.

Quando nasce l'Associazione Nazionale della Polizia di Stato? Ci racconta brevemente la vostra storia?
L'Associazione Nazionale della Polizia di Stato ha festeggiato i suoi 50 anni nel 2018, infatti risale al 30 settembre 1968 la data in cui si compiono gli atti fondanti del sodalizio. L'Associazione nasce per mantenere vivi i contatti tra il personale collocato in congedo e il personale in servizio ed accogliere tutti coloro che si identificano nei valori Istituzionali. La sezione di Parma dell'A.N.P.S. è stata costituita nel 1971.

A Parma da quando è operativa e di cosa si occupa esattamente?
L’organizzazione di volontariato è stata costituita nel 2017 e dal 2019 ha assunto la denominazione “O.D.V. - Gruppo di Volontariato e Protezione Civile dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato – PARMA”.
La ODV – Organizzazione di Volontariato - si configura come organizzazione di volontariato, senza scopo di lucro neppure indiretto, con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. È apartitica ed apolitica e, per il perseguimento dell’oggetto sociale, fonda la propria azione sull'operosità di cittadini volontari ad essa associati che, per loro libera scelta, svolgono attività in favore della comunità e del bene comune, mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per promuovere risposte ai bisogni delle persone e delle comunità beneficiarie dell’azione stessa. In particolare, le finalità sono espletate nei seguenti ambiti:
- interventi finalizzati alla valorizzazione, alla salvaguardia e al miglioramento delle condizioni dell’ambiente, del paesaggio, della natura e delle città;
- promozione, valorizzazione e diffusione della cultura e del patrimonio storico ed artistico, nonché della pratica del volontariato;
- promozione della cultura della legalità, dell’educazione civica, dell’istruzione e della formazione professionale anche ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53, e successive modificazioni, e delle leggi regionali.

Quali servizi avete attivi a Parma città e provincia?
Attualmente sono in corso di sottoscrizione le convenzioni con i Comuni di Parma e Collecchio per la vigilanza attiva dei parchi pubblici quali parco nord, parco Falcone e Borsellino, nonché del centro storico di Parma, dei boschi di Carrega e del territorio di Collecchio e sue frazioni. Inoltre, sono attive collaborazioni anche con il Tribunale di Parma e la Prefettura. I servizi sopra citati vengono svolti secondo quanto stabilito dalla vigente regolamentazione del terzo settore.

Chi può associarsi? C'è spazio per nuovi volontari?
Alla ODV possono aderire, in qualità di associati, i cittadini italiani –senza precedenti penali - di ambo i sessi che condividano in modo espresso gli scopi sociali della ODV; siano mossi da spirito di solidarietà e gratuità; siano disponibili a partecipare con continuità, passione ed impegno all'oggetto sociale per contribuire a migliorare la vita dei cittadini e della comunità.

Come avviene la selezione? Quali sono i requisiti necessari?
I volontari candidati, spesso presentati da persone favorevolmente conosciute, effettueranno un colloquio conoscitivo con i componenti del consiglio Direttivo dalla ODV. Tale colloquio è propedeutico a conoscere le esperienze pregresse e le predisposizioni dei candidati al fine di individuare la giusta collocazione nell'organizzazione.

Che impegno viene richiesto agli associati?
L’impegno richiesto è sempre in relazione alla disponibilità dichiarate dal volontario.

Fate anche corsi di formazione o aggiornamento periodici?
Al momento sono previsti dei corsi di formazione ed aggiornamento in collaborazione con la Polizia di Stato e con la Polizia Locale per coloro che saranno destinati ai servizi nei parchi cittadini.

Quali sono i recapiti dell'Associazione per potervi contattare?
L’indirizzo della ODV Gruppo di Volontariato dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato è presso la Caserma “Zizzi“, che si trova in via Chiavari, 15 a Parma. Il numero telefonico è 0521-219678 e gli orari e i giorni di apertura i seguenti: dalle 10,00 alle 12,00 dei giorni di lunedì, mercoledì, venerdì.

In questo periodo di emergenza sanitaria come è cambiato il servizio che date alla cittadinanza? Siete dotati di dispositivi di protezione?
In questo periodo di grande emergenza sanitaria abbiamo ritenuto opportuno dare il nostro contributo sul piano economico con una donazione di € 500 al Ospedale Maggiore di Parma e di €200 alla Croce Gialla di Parma, questo come ANPS di Parma capeggiato dal nostro Presidente Dott. Gennaro Gallo. Mentre il gruppo O.D.V. ANPS Volontariato ha stanziato € 1.000 per l'acquisto di mascherine che saranno donate entro fine settimana alle organizzazioni di volontariato in prima linea sull'emergenza Coronavirus.
Per i nostri servizi oltre alle normali dotazioni, abbiamo mascherine, guanti lattice monouso e disinfettanti alcoolici. Al momento non siamo operativi come fino a qualche giorno fa, ma siamo sempre allertati e a disposizione per qualunque esigenza possa venirci richiesta.

 

Immagine di copertina: Francesca Bocchia

Pubblicato in Cronaca Parma
Martedì, 24 Dicembre 2019 10:12

Il presidio in centro storico dei carabinieri

Il presidio dei Carabinieri in occasione delle feste natalizie in alta uniforme. Eleganza, stile e sicurezza.

Ai carabinieri e a tutte le forze dell'ordine un Augurio di Buone Feste da parte della redazione di Gazzetta dell'Emilia oltre a un ringraziamento per gli sforzi che stanno compiendo per arginare la delinquenza e il malcostume.

 

Pubblicato in Cronaca Parma

di LGC Parma 26 aprile 2019 - Non senbra nemmeno possibile e invece è accaduto. Nelle scorse ore, un cittadino della Nuova Guinea, ha fermato una pattuglia dei carabinieri, che stava perlustrando il centro storico di Parma, e ha consegnato loro un biglietto e due rose rosse.

Sul biglietto vi era la frase:"non possiedo molto, ma con i soldi che ho volevo comprare dei fiori per il vostro collega morto durante il servizio".

Un gesto che difficilmente troverà spazio nelle cronache, troppo oberate di "nera" e a riportare gesti di consueta "maleducazione e disprezzo", anche nella giornata dedicata alla "liberazione", quindi di tutti e non a una sola parte politica.

E' quello che è accaduto a Piacenza dove la sindaca Patrizia Barbieri, è dovuta intervenire solidale a difesa delle forze dell'ordine perchè aggredite, questa volta solo verbalmente, da un "gruppo di agitatori" peraltro difesi da esponenti di Rifondazione Comunista.

Il comunicato stampa di Patrizia Barbieri: "Solidarietà alle forze dell'ordine per le assurde accuse di Rifondazione Comunista"

"Esprimo la piena e totale solidarietà alle forze dell'ordine - polizia e carabinieri - per l'insensato attacco verbale giunto dagli esponenti di Rifondazione Comunista che non hanno trovato meglio da fare per celebrare il 25 aprile che schierarsi a difesa di un gruppo di agitatori i quali, con premeditazione, sono scesi in piazza oggi ben lontani dallo spirito di democrazia, libertà e pace di cui pretendono di essere custodi, ma accusando e contestando preventivamente me, la Giunta e la coalizione che rappresento e – per nostro tramite – una fetta maggioritaria del popolo piacentino".

"Spiace ancora una volta constatare come i valori a cui anche nel mio intervento di oggi in piazza ho fatto riferimento siano ben lontani da essere patrimonio comune, non solo di gruppi di contestatori organizzati, non più giustificabili nemmeno dalla giovane età, ma neppure di esponenti di un partito, Rifondazione Comunista, che ha governato e che si vuole candidare a governare istituzioni nazionali e locali. Le azioni e l'attacco verbale alle Forze dell'Ordine, impegnate come ogni giorno a tutelare, con encomiabile spirito di servizio e sprezzo del pericolo, la sicurezza della città e dei cittadini, qualificano in modo negativo chi questi attacchi sferra e, in questa giornata, rappresentano in modo plastico quelle derive che ho richiamato nel mio intervento in piazza e che sono l'elemento più divisorio per il tentativo di un percorso di crescita comune e condivisa di una società".

A quanto pare qualcuno continua a cercare i "nemici" e se non li trova li inventa!

 

APPENDICE: a seguire il discorso del Sindaco di Piacenza in occasione del 25 aprile 2019

Sindaco Patrizia Barbieri – celebrazione 25 aprile

Care piacentine e cari piacentini,

il 25 aprile di 74 anni fa, un popolo si riversava in piazza per celebrare la Liberazione. Erano donne e uomini, giovani e meno giovani uniti dall'amore per la vita, dal profondo bisogno di pace e democrazia, accomunati - al di là di ogni differenza di classe sociale, cultura o storia personale - da una comune speranza di libertà.

Oggi è per me motivo di particolare orgoglio poter ricordare e celebrare in quella stessa piazza, insieme a questo popolo, insieme a voi, quella storica giornata e, soprattutto ricordare il cammino, segnato da ferite anche mortali e dal sacrificio estremo di donne e uomini, che ha condotto a vivere quella giornata di 74 anni fa, ma soprattutto a riaffermare i valori di pace, democrazia e libertà. E' lo stesso sacrificio che ha unito altre generazioni di italiani; i tanti eroi del Risorgimento, che sotto la bandiera forte del concetto di Nazione Unita imbracciarono le armi per difendere la nostra Patria. O le schiere dei militari italiani che per garantire a questo Tricolore di poter sventolare libero sui pennoni, persero la vita nelle trincee sui nostri confini nazionali o in lande straniere sperdute e lontane.

Generazioni unite nei valori che dovrebbero essere l'essenza di una società civile e di una civile convivenza, ma che troppo spesso vengono messi a dura prova dalla prevaricazione, dalla sopraffazione, dalla violenza non solo fisica degli uni verso gli altri. Per questo motivo, il nostro impegno, oggi, come in ogni giorno del nostro cammino di vita, è quello di rinnovare dentro di noi quei valori, che possono rimanere eterni solo nel momento in cui riusciamo a comprenderne appieno la forza dirompente e a trasmetterla agli altri e alle giovani generazioni.

Per questo è giusto e doveroso serbare la memoria di quegli esempi di alto e nobile sacrificio; una memoria che è tanto più condivisa quanto più quegli esempi sono conosciuti e approfonditi, senza concessioni alle derive dell'opportunismo ideologico o al totalitarismo di pensiero. Dobbiamo tenere la nostra storia libera dai carichi dell'ideologia, per poterne comprendere appieno l'esemplare valore e l'insegnamento che dalla stessa ci viene tramandato. Solo tutelando l'integrità storica e i suoi esempi potremo riconoscere in essi i valori su cui si costruisce l'identità di un popolo.
E l'identità di un popolo è, per sua stessa definizione, condivisa.

La memoria dei giorni della lotta di Liberazione rivive ogni anno in questa solenne celebrazione, ma ancora di più nelle testimonianze e nei simboli che si tramandano giorno dopo giorno, anno dopo anno, fino a oggi.

Quello che dobbiamo chiederci, oggi, è se anche noi sappiamo condividere e tramandare agli altri quegli ideali di libertà assoluta che animavano esempi quali Renato Gatti e Carlo Alberici, giovani piacentini che trovarono la morte solo alcuni giorni prima di quei giorni di festa. Giovani animati, insieme a tanti altri coetanei, dalla passione per la libertà e il cui sacrificio il Comune di Piacenza, con voto unanime, ha voluto mantenere vivo nel luogo in cui persero la vita, in Piazzale Velleja, attraverso quella lapide di marmo che non è solo riconoscimento al loro sacrificio ma è monito perché lo stesso sacrificio non sia stato vano.

Come da monito e insegnamento risuona l'esempio di 18 avvocati partigiani piacentini delle più varie estrazioni culturali e sociali, a testimonianza di un'unione di azione e di intenzione nata all'insegna di valori più alti, quali quelli della libertà e della pace: dal liberale Gaetano Grandi al Comandante Selva (Wladimiro Bersani), dall'ex sindaco Felice Trabacchi all'ex Prefetto Vittorio Minoja, a tutti gli altri "eroi in toga", come vennero ricordati il giorno dell'inaugurazione della targa presso il Tribunale di Piacenza due anni fa. Diciotto piacentini, diciotto nomi di piacentini scolpiti nel marmo che, da avvocato, da sindaco, da piacentina, rappresentano il sacrificio, la risolutezza e il coraggio di chi ci ha permesso di essere qui, oggi, donne e uomini, italiani e piacentini liberi.

O, ancora, l'esempio di Don Giuseppe Borea, cappellano dei partigiani, ma capace di abbracciare indistintamente il prossimo in nome degli ideali di pace e giustizia.

Nel periodo storico nel quale ci troviamo a vivere, contraddistinto dagli strascichi di una profonda crisi economica, dalle difficoltà occupazionali e dall'incertezza sull'avvenire dei nostri giovani, a Piacenza, come nel resto d'Italia, i valori della Liberazione, la tenacia, l'orgoglio e la determinazione, la volontà di chi ha combattuto in nome di quei valori, devono essere il più grande incentivo, la forza e la spinta più concreta per costruire le basi del nostro futuro e di quello dei nostri figli.

Oggi come allora abbiamo bisogno del coraggio. Oggi come allora dobbiamo guardare avanti con fiducia, per non dimenticare il passato, per difendere l'Italia e la Repubblica italiana che della Resistenza è figlia, i suoi simboli, la Bandiera, la Costituzione e la nostra Libertà. Nelle poche e chiare parole del primo articolo della Carta Costituzionale si sono unite culture diverse, marxista, liberale, cattolica. Ciò è stato possibile in nome di ideali più elevati, che sono quelli della Libertà e della Pace, che sono quelli dell'amore per la nostra Patria e per la Democrazia.

Occorre resistere alle spinte contingenti dei fatti e conservare i valori fondanti della nostra convivenza civile. E' un impegno che dobbiamo a noi, ma soprattutto ai nostri giovani perché celebrino ogni giorno il valore della libertà.

Buon 25 aprile, Piacenza! Buona festa degli italiani.

 

Pubblicato in Cronaca Emilia
Domenica, 09 Marzo 2014 12:36

La fiducia è una cosa seria...

... che si dà alle cose serie! 

E gli italiani sanno che una cosa seria sono le forze dell’ordine. Ancora in calo nel 2013, e come poteva essere diversamente, la fiducia nella politica ma non la voglia di partecipare alla politica.

di Lamberto Colla ---

Parma, 09 marzo 2014 -

Come sarebbe bello se, per alcune settimane, tutti media decidessero di ignorare il dibattito politico, peraltro sempre più sterile e distaccato dalla vita reale. Nessun risalto mediatico per alcuno. Tutti a lavorare in silenzio come fanno buona parte degli italiani che ancora un lavoro ce l’hanno e se lo vogliono tenere stretto. Poi ci sono quelli che ritengono  di avere avuto l’impiego per investitura divina e si permettono di tirare a sera, a libro paga di qualche Ente Pubblico più o meno inutile, concedendosi magari  qualche scappatella al bar o al supermercato e forse a entrambi,  immuni da qualsiasi azione disciplinare. Lavoratori per i quali la crisi non esiste e che se fossero alle dipendenze private sarebbero stati i primi a sentire i morsi della fame.

A tirar  sera non sono però le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine. E, guarda caso, il cittadino lo avverte e li premia in fiducia. Sempre pronti a intervenire nel contrasto alla criminalità organizzata così come a sedare le liti familiari  e tra vicini di casa. 

Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e ora anche il Corpo Forestale dello Stato sono ai vertici della speciale classifica di fiducia del cittadino. Sempre più giù, invece, la politica o meglio i rappresentanti della politica nazionale mentre, secondo l’indagine Eurispes, è ancora alta la voglia di partecipazione del cittadino alla politica reale.

 

  • Corpo Forestale dello Stato sopra tutti -

Fa specie ma anche piacere scoprire che, dal Rapporto Eurispes 2013 sulla fiducia dei cittadini sulle istituzioni, il Corpo Forestale dello Stato superi, seppur di poco e per la prima volta, l’Arma dei Carabinieri in capo alla classifica di gradimento e fiducia.  Un riconoscimento a una Forza di Polizia che dimostra come, nonostante la crisi economica, sia forte e diffusa la propensione alla salvaguardia della natura e dell’ambiente, segnalando, nel contempo, una sempre più marcata sensibilità degli italiani verso i temi della qualità della vita, della salute, della tutela dell’habitat naturale e della sicurezza alimentare, settore che vede la Forestale attiva nelle operazioni di prevenzione e contrasto. 

Carabinieri e Polizia di Stato ormai sono entrati in famiglia a fare da “balia” ai cittadini tanto è alta la dose di “confidenza” con questi due corpi di polizia da essere, a tutti gli effetti,  considerate le vere forze dell’ordine di prossimità e di vicinato a conferma di una crescente domanda di sicurezza. Eurispes infatti registra un incremento di fiducia verso tutte le forze dell’ordine, Servizi Segreti compresi, “silenziosi servitori dello Stato, che nel 2011 avevano la fiducia del 30,5% dei cittadini e nel 2012 la vedevano aumentare di ben 10 punti percentuali (40,6%) per arrivare quest’anno ad un altro avanzamento di quasi 5 punti (45,3%).”

Conclusioni - 

Forze dell’Ordine e sistema di Volontariato oggi rappresentano, ancor più di ieri, i pilastri sui quali si regge il sistema sociale italiano. Istituzioni che, nel silenzio, operano con dedizione e professionalità, pronti a intervenire in ogni luogo e in ogni circostanza.

Al crescere della fiducia verso questi servitori dello Stato, di contro, aumenta la sfiducia verso la classe politica. 

“Per il 2013 ancora dobbiamo evidenziare, commenta Eurispes, un ulteriore peggioramento nel giudizio degli italiani nei confronti delle Istituzioni e un grado di sfiducia che sale dal 71,6% del 2012 al 73,2% di quest’anno.

Abbiamo potuto vedere come la mappa della fiducia verso le più importanti realtà istituzionali del Paese tracci una spaccatura nel sentire degli italiani. Da una parte, una distanza quasi incolmabile nei confronti delle Istituzioni della Repubblica, ma anche dai partiti, dai sindacati, dal mondo imprenditoriale, dall’altra, il riconoscimento pressoché unanime nei confronti delle Forze di polizia e di sicurezza e del volontariato. Sono le Istituzioni con le quali i cittadini quotidianamente si confrontano e dalle quali ottengono in cambio sicurezza, aiuto e solidarietà nei momenti difficili: ci assicurano insomma il presente”.

I politici di professione dovrebbe fare tesoro di questi dati che fotografano un’Italia sempre più arrabbiata verso di loro ma sempre più solidale verso i rappresentanti della Sicurezza dello Stato.

E’ un clima di “antipolitica” molto, forse troppo, diffuso quello che pervade l’Italia.

Una situazione, dunque, che non può, a parere personale di chi scrive, durare ancora a lungo e senza conseguenze. 

Occorre perciò sperare in un rapido ravvedimento dei “politici”, confidare nella tenuta delle Forze dell’Ordine, lavorare per produrre e sognare tempi migliori.

Pubblicato in Politica Emilia