Sabato 14 Marzo con l'On. Gaetana Russo e l’avv. Andrea Cevolo, nell’ambito della promozione del “SÌ” al Referendum Confermativo del 22 e 23 marzo, interverrà la senatrice Francesca Scopelliti, compagna di Enzo Tortora, per portare la testimonianza del caso emblematico di “malagiustizia”.
Al Referendum costituzionale del 22 e 23 marzo vota, e fai votare, No. Attenzione: non è previsto il quorum, vince chi ottiene più voti validi
Il quarto anniversario festeggiato in casa con gli amici europei che hanno giurato fedeltà eterna all’ospite.
Il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia (c.d. "riforma Nordio") si terrà il 22 e 23 marzo 2026.
Referendum Costituzionale 22-23 marzo 2026. Sulle motivazioni che inducono a andare a votare e favorire la vittoria del SÌ, se ne discuterà il prossimo giovedi 26 febbraio alle ore 18,00 a Noceto.
Basta impunità, giochi di potere e magistratura politicizzata.
Un referendum Costituzionale, a differenza dei più frequenti Referendum Abrogativi, non necessita del raggiungimento del cosiddetto quorum. Il Referendum sulla giustizia è quindi una consultazione che non necessità di Quorum e per chi volesse la Riforma della Giustizia con conseguente separazione delle carriere in magistratura occorre Votare “SÌ”, il contrario per opporsi alla Riforma della Giustizia.
Concluderemo questo editoriale con le Ragioni del SI, ma solo dopo aver fatto una escursione nel mondo della Sinistra che si orienta al “SÌ” e di quell’altro mondo, sempre della Sinistra, che orientandosi al “NO” aggredisce gli avversari e calpesta le dignità, anche dei propri aderenti, anch’essi inseriti nel calderone dei “fascisti”.
Sabato 7 febbraio, alle ore 12:00 – Sala Stampa Comune di Parma - , si terrà la conferenza stampa di presentazione del Comitato “SI RIFORMA”, in vista del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo.
di Daniele Trabucco Belluno, 6 febbraio 2024 - Se leggiamo l'art. 139 della Costituzione vigente del 1948, notiamo come esso affermi l'impossibilità, attraverso una legge di revisione costituzionale, di modificare la forma di governo repubblicana e pervenire ad una restaurazione della monarchia.
Renzi docet! Sulla scia di Bettino Craxi, che con un pugno di elettori condizionava la politica, prima Renzi e ora Di Maio tentano di emulare il leader PSI della prima e ultima Repubblica.