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Sabato, 28 Settembre 2013 10:30

Aggiungi un posto a tavola: si fa social eating!

Di Sara/B, 29 settembre 2013 -
 
Nel mondo della "social mania" non poteva mancare l' occasione per far fronte alla crisi divertendosi in cucina. Anche i più restii al mondo dei social network non potranno restare indifferenti al fenomeno del "social eating".
Il bisogno di condividere sempre più aspetti della propria vita quotidiana con gli altri, si sposa ora con questa nuova pratica molto in voga in ambito culinario. Complice la crisi forse e il panorama della "sharing economy", per cui si cerca di risparmiare offrendo servizi anche in condivisione, o semplicemente la voglia di provare un nuovo modo di fare amicizia, gustando il pranzo in compagnia. Niente di complicato basta aprire la propria casa al nuovo ospite, non importa che sia uno sconosciuto!
Il fenomeno partito dall' America, si sta diffondendo sempre di più anche in Italia, ne sono prova i tanti siti nati sul social eating che danno la possibilità di sperimentare nuovi piatti in compagnia e fare nuove conoscenze senza più il bisogno di recarsi in un locale. Esistono davvero un' infinità di proposte e per tutti i gusti da quelle con menù più ricercato a quelle più economiche; nella maggior parte dei casi basta partecipare con un contributo alle spese del pasto.
Sul sito Gnammo ad esempio si condivide la passione per l' attività culinaria; si può essere cooker e ospitare, o "gnammer", facendosi ospitare. Basta iscriversi per avere la possibilità di organizzare pranzi, cene ed eventi a casa propria mostrando sul sito le immagini del menù, la spesa e il luogo. Cucine tipiche locali o estere, degustazioni, piatti di ogni tipo semplici o elaborati, in ogni città; la scelta è vastissima.
Come ogni tendenza sta prendendo così tanto piede da proporsi in una vena più chic e sempre meno economica, con il nome più misterioso di Hidden Kitchen, ovvero cucine nascoste o Secret Restaurant, ristoranti segreti, veri e propri club a cui si accede tramite l' iscrizione sul sito. Nulla si decide e si sa sui commensali. L'indirizzo verrà comunicato via email soltanto pochi giorni prima della data prevista a chi si sarà registrato. Il mistero che avvolge il luogo in cui vi recherete e le persone che potrete incontrare darà quel pizzico di pepe in più, che in cucina non guasta mai.
Bologna, 17 settembre 2013 -
 
Dopo la maxi rissa di Bologna che ha visto protagonista circa 250 ragazzini di genere anche femminile, la Procura ha aperto due inchieste. Un fascicolo, al momento contro ignoti, che ipotizza i reati di rissa aggravata e istigazione a delinquere ipotizzando la partecipazione anche di maggiorenni. Un'altra inchiesta è stata aperta dalla Procura dei minori. Un vero e proprio scontro fra due bande o fazioni che avrebbero programmato l' incontro sul social network Ask, molto in voga fra i giovanissimi.
 
Comunicato della Regione con l' intervista al Garante regionale dei minori
 
Dopo la maxi rissa tra adolescenti ai Giardini Margherita di Bologna, abbiamo intervistato Luigi Fadiga, Garante regionale dei minori, su quanto accaduto.
 
Presidente Fadiga, nel giorno in cui riaprono le scuole la mega rissa ai giardini Margherita continua a far discutere e a porre interrogativi, chiamando in causa anche famiglie e istituzioni.


"Senz'altro. Devo ammettere che sono rimasto sorpreso e preoccupato. Un evento come quello dei Giardini Margherita rappresenta un fenomeno del tutto nuovo nelle nostre città dove episodi gravi di contrapposizione come quelli che da tempo si registrano nei centri del Nord Europa non si erano ancora mai verificati. In Italia le problematiche minorili non sono particolarmente gravi, la stessa delinquenza minorile è a livelli bassi. E questo perché possiamo dire che la famiglia italiana ha ancora una capacità di gestire, ma anche di mimetizzare e assorbire, certi problemi".
 
Sì la famiglia. In relazione alla maxi rissa c'è un qualche appunto che andrebbe sollevato?
"Di certo non mi sento di metterla sul banco degli imputati. Imputare una responsabilità alle famiglie in questo caso sarebbe semplicistico. Qui si tratta di valutare la portata dell'uso dei social media, e la connessa rapidità di comunicazione dei messaggi, che favoriscono modi di aggregazione che passano sopra al contesto familiare. E d'altro canto la famiglia va richiamata al suo ruolo e ad un grosso lavoro di responsabilizzazione e va aiutata nel conoscere i vantaggi e i rischi della rete".
 
Quali sono le caratteristiche che la colpiscono maggiormente in quanto accaduto?
"Da una parte mi ha colpito l'uso dei Giardini Margherita come campo di battaglia: un fatto che denuncia una mancanza di cura e anzi il disprezzo per i beni comuni che giudico un brutto segnale, dall'altra la contrapposizione tra gruppi, almeno in apparenza, di diversa estrazione sociale. Una contrapposizione che non avevamo ancora visto manifestarsi in questo modo, che indica una frattura sociale che va interpretata come un segnale. Quello che appare però è che questi ragazzi non conoscono i loro diritti e di conseguenza nemmeno i loro doveri".
 
Quale deve essere il ruolo delle istituzioni ?

"In attesa dei risvolti giudiziari che avrà la vicenda, rimane la preoccupazione di fronte a qualcosa di nuovo. Certo, passare dal blocco del traffico durante uno sciopero studentesco di protesta per la mancanza di aule e insegnanti a questa rissa rappresenta un forte salto in negativo. Le istituzioni devono stare attente, sono problemi che vanno interpretati".
 
(Fonte: ufficio stampa Regione Emilia Romagna)
Pubblicato in Cronaca Emilia


di Lamberto Colla -
Parma, 24 Agosto 2013 -
Per procurato allarme due persone di Barga (Lucca) sono state denunciate dai carabinieri lo scorso 22 agosto.
Lei è una 26enne che ha avuto l'infelice idea di riportare sul suo profilo social quanto ascoltato in una conversazione all'interno di un negozio di Barga (LU). Lui 42enne invece è il titolare del negozio rivenditore anche per una nota compagnia telefonica il quale raccontava ad alcuni clienti di una forte scossa sismica che si sarebbe scatenata di lì a poco rafforzando, per di più, il contenuto della "notizia" con il fatto che alcune compagnie telefoniche avrebbero disattivato alcune linee per lasciare maggiore spazio alle comunicazioni della Protezione Civile.
Una miscela esplosiva innescata con la pubblicazione sul profilo facebook della ragazza. Una reazione a catena di segnalazioni allarmistiche che hanno obbligato l'amministrazione comunale di Barga alla verifica dei fatti e alla immediata smentita attraverso un comunicato a firma del Vicesindaco e Assessore alla Protezione Civile avvocato Alberto Giovannetti nel quale viene ribadito che "Sono totalmente prive di fondamento le informazioni apparse su internet ed in particolare su alcuni social network in ordine alla previsione di "una forte scossa di terremoto" e al fatto che a "Castelvecchio la protezione civile sta staccando alcuni numeri di cellulare". E stato altresì appurato che le difficoltà tecniche di alcune compagnie telefoniche che si registrano nella zona in questi giorni non sono da mettere in relazione ai recenti eventi sismici".
E così si è passati dallo scoop alla denuncia. Gioie e dolori dei cinguettii.

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