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Summit in bonifica con gli agricoltori a causa dell'emergenza anticipata. Presi alcuni provvedimenti straordinari in attesa delle piogge che non arrivano. (In allegato il documento pdf AVVIO IRRIGAZIONE)

REGGIO EMILIA – 15 Marzo 2019 – Incontro straordinario sull'emergenza idrica causata dalla eccezionale ondata di siccità nella sede del Consorzio di Bonifica dell'Emilia Centrale tra amministratori, dirigenti dell'ente e i rappresentanti delle associazioni agricole dei territori interessati nelle province di Reggio Emilia e Modena.

Al centro del focus, tra gli altri temi agroambientali affrontati, si è approfondito nel dettaglio l'anticipato avvio del servizio irriguo gestito dal Consorzio stesso a beneficio delle colture tipiche del comprensorio. I tecnici dell'Emilia Centrale hanno assicurato i rappresentati degli agricoltori che il servizio irriguo è già stato avviato in particolare nella zona dei prati stabili della Val d'Enza, dove, in questo particolare frangente, si registra la maggiore esigenza di acqua per l'utilizzo irriguo.

Oltre a questo rilevante provvedimento emergenziale in questi giorni è stata contestualmente attivata anche la derivazione dal Fiume Secchia, per la quale si è provveduto a tempo di record a sistemare l'invaso danneggiato dalla piena del 3 febbraio scorso.

Per quanto concerne le prese di risorsa idrica dal Fiume Po a Boretto invece saranno necessari ancora alcuni giorni prima dell'attivazione dell'impianto idrovoro a causa del fenomeno dell'insabbiamento dovuto alla minor portata nell'alveo del grande fiume padano.

Entro la fine del mese - in concomitanza con il previsto e significativo aumento delle esigenze irrigue per i nostri campi - il sistema andrà a regime in modo da soddisfare le richieste sperando naturalmente in qualche precipitazione che tarda troppo ad arrivare. Nel corso del summit all'Emilia Centrale sono stati inoltre presentati anche gli importanti interventi sulla rete irrigua essenziali per un'equilibrata e calibrata distribuzione dei flussi nei periodi di preponderante necessità collettiva: quello alla Botte Bentivoglio su alcuni impianti di sollevamento e sui altri canali principali per poter avviare regolarmente una stagione irrigua che si presenta lunga e particolarmente impegnativa, stante le portate " già estive" di Fiumi e Torrenti, lo scarso livello di grandi laghi alpini e la poca neve caduta in montagna.

Da più parti è stata infine manifestato l'auspicio che, a fronte di una situazione che già da ora si dimostra particolarmente difficile, i vincoli derivanti dalla normativa comunitaria sulle derivazioni da Fiumi e Torrenti vangano applicati tenendo conto della straordinarietà della situazione che si sta delineando.

 

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Autorità Di Distretto Del Fiume Po, riunito a Parma l'osservatorio sulle crisi idriche: ecco la situazione del comprensorio. Allegato il bollettino.

Parma, 14 Marzo 2019 – L'Osservatorio sulle crisi idriche all'interno del vasto comprensorio del Fiume Po (che si estende dalla Valle d'Aosta alle Marche) si è riunito nelle ultime ore per esaminare la situazione nell'intero territorio: una situazione non rosea dopo un esame attento dei valori emersi dai monitoraggi delle diverse agenzie regionali coinvolte dal Distretto.

Al tavolo hanno preso parte, tra gli altri, i rappresentanti di: AdbPo, AiPo, ANBI-Consorzi di bonifica, Arpa, A2A Energia, Consorzio del fiume Adda, Consorzio dell'Oglio, Consorzio del fiume Ticino, Istituto di Ricerca sulle Acque (IRSA)-Cnr, Enel Green Power, Elettricità Futura, Protezione Civile, Regione Emilia-Romagna, Regione Liguria, Regione Lombardia (DG Enti Locali, Montagna e Piccoli Comuni, DG Agricoltura), Regione Piemonte.

Esaminate tutte le criticità il Segretario Generale dell'Autorità Meuccio Berselli ha diramato un bollettino che riporta un livello di Severità idrica di colore giallo – ovvero, ancora piuttosto moderata nonostante numeri di insieme decisamente al ribasso – ma ciò che va considerato in modo puntuale è anche la stretta relazione tra le condizioni attuali (riportate nel bollettino in allegato) e il contesto di prelievo irriguo che ancora può ritenersi moderato. Se le condizioni di prelievo fossero a pieno regime la situazione sarebbe molto più grave.

In considerazione di quanto elencato l'Osservatorio, che in questa seduta ha coinvolto in maniera stabile per la prima volta le direzioni alle politiche agricole delle regioni del distretto, ha provveduto a concertare un regolamento di azione decisamente più snello tra i soggetti che hanno competenze sulla gestione delle acque in modo da modulare i singoli provvedimenti nei prossimi mesi a seconda delle necessità più urgenti: tra queste lo spostamento dei livelli del Lago Maggiore da quota 1,25 a 1,35 metri sullo zero idrometrico di Sesto Calende (25 milioni di metri cubi di risorsa idrica in più disponibili in presenza di quantitativi disponibili); e la conoscenza precisa del volume presente negli invasi alpini utilizzati per scopi idroelettrici, in particolare quelli della Valle D'Aosta.

A breve, tenuto conto dello scenario presentato e del trend meteo climatico preoccupante (temperature sempre in aumento) saranno ufficializzate le date del prossimo incontro sulla crisi idrica alla luce degli effetti dei cambiamenti climatici in corso.

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Previsione per la settimana compresa fra lunedì 18 e domenica 24 marzo 2019
Sulla base degli ultimi dati disponibili, la circolazione depressionaria che avrebbe dovuto interessare il
bacino del Mediterraneo sembra rimanere confinata tra il nord-Africa e la penisola iberica. La nostra
regione sarà quindi solo marginalmente interessata da precipitazioni, in particolare nella prima parte della
settimana, con quantitativi complessivamente previsti nella norma del periodo. Successivamente sembra
invece probabile l'espansione di un campo di alta pressione che andrà ad interessare l'Europa centrale. Le
temperature, anche se in calo ad inizio periodo, tenderanno a rimanere leggermente superiori alla media
climatologica.

Tendenza per i successivi 15 giorni (lunedì 25 marzo 2019 - domenica 07 aprile 2019)
Il periodo sembra caratterizzato da correnti occidentali con probabile alternanza di fasi di alta pressione e
passaggio di deboli onde perturbate. Saranno quindi probabili alcuni episodi di precipitazione ma i
quantitativi complessivi si prospettano inferiori alla norma. Le temperature tenderanno a rimanere
prossime o leggermente inferiori alla media climatologica.
Emissione 12 Marzo 2019, elaborazione sulla base del sistema di previsione mensile ECMWF

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Le scarse piogge agostane cadute in modo disomogeneo non hanno dato alcun sollievo alle colture che ne hanno estrema ed immediata necessità. In evidente sofferenza vigneti e prati stabili

Reggio Emilia – 27 Agosto 2018 - Le previsioni metereologiche presentate nella prima decade di Agosto dagli esperti di ARPAER e successivamente confermate il giorno 14 nel corso dell'incontro - convocato in via straordinaria - presso l'Osservatorio permanente sullo stato idrologico del bacino del Po (nella sede dell'Autorità Distrettuale a Parma) avevano assicurato che, nel volgere di pochi giorni, le piogge, in questo caso "provvidenziali", avrebbero regalato sollievo istantaneo a quelle aree, come la Val d'Enza, in cui la carenza di risorsa idrica mette in seria difficoltà le colture tipiche del territorio ormai in modo pressochè endemico.

Le misurazioni allora effettuate, in località Cerezzola, consegnarono dati specifici che facevano rientrare la carenza stagionale dei flussi in un contesto di stress tutto sommato nella norma del periodo, ma oggi le cose sono decisamente cambiate e la mancanza di precipitazioni - cadute in scarsa quantità ed in maniera disomogenea -rischiano di mettere a repentaglio la coda della stagione irrigua nella vallata incrementando i rischi per le produzioni locali.

Così, negli ultimi giorni, (come confermato dallo stesso aggiornamento comunicato da ARPAER) la drastica riduzione della portata del Torrente Enza - che attualmente è leggermente superiore al DMV (Deflusso Minimo Vitale) palesa e rimarca lo stato di difficoltà straordinaria a cui serve porre opportuno rimedio. Va da sé che il protrarsi di questa situazione di deficit potrà causare, nel breve periodo, la sospensione della derivazione della risorsa idrica con evidenti e conseguenti danni gravi al settore agricolo ed in particolare a prati stabili e vigneti.

Questo cambiamento della situazione è un chiaro indicatore del carattere torrentizio del corso d'acqua che, come già risultato evidente dai lavori del Tavolo Tecnico Regionale, non è in grado di garantire il fabbisogno idrico necessario al bacino sotteso.

Per queste ragioni il Consorzio di Bonifica dell'Emilia Centrale chiede una nuova ed immediata valutazione di un provvedimento temporaneo di deroga ai limiti degli attuali DMV (in linea con quanto disposto relativamente ad altre zone del comprensorio regionale). Questo provvedimento se disposto in tempi idonei potrebbe scongiurare danni certi alle produzioni senza alterare – a parere del Consorzio di Bonifica dell'Emilia Centrale – l'ecosistema fluviale stante la sua natura come detto a carattere torrentizio.

Presenti tutti i rappresentanti tecnici delle istituzioni firmatarie del Protocollo d'Intesa del marzo scorso. Monitoraggio e soluzioni al centro dell'incontro operativo
Parma, 12 Giugno 2018 – Nuovo incontro presso la sede del Consorzio della Bonifica Parmense dei rappresentanti tecnici di istituzioni ed enti, ideatori e firmatari nel marzo scorso del Protocollo d'Intesa sulle Crisi Idriche volto a individuare i nuovi e mutati fabbisogni del territorio in materia di approvvigionamento di acqua e le possibili e praticabili soluzioni strategiche per contrastare la siccità.

Anche se il 2018 è iniziato meglio, sotto questo profilo, viste le precipitazioni anche nevose dell'inverno scorso, non bisogna abbassare la guardia soprattutto alla luce delle gravi crisi che si sono manifestate negli ultimi anni in particolare quella storica del 2017 che ha dimostrato quanto sia necessaria un'azione concertata da parte di chi svolge gestione e governo dei flussi. Occorre promuovere un utilizzo consapevole e virtuoso a 360° della risorsa disponibile.

Il fabbisogno idrico, anche nella nostra provincia infatti è mutato. Le criticità dovute al fenomeno della siccità si fanno pressanti a tal punto che nell'estate 2017 anche la Provincia di Parma è stata tra le prime in Italia a dichiarare lo stato straordinario di emergenza. Le precipitazioni cadute in modo violento e in tempi molto ristretti, a testimonianza di una variabilità idrologica quasi endemica, rischiano di non essere più sufficienti per soddisfare a pieno il fabbisogno idrico complessivo. Partendo da questi dati di fatto, si sono valutate le carenze manifestatesi soprattutto circa l'approvvigionamento idrico dal punto di vista agricolo, civile e industriale. Nell'occasione sono state presentate dal Consorzio della Bonifica Parmense le progettualità ideate: quattro bacini in zona Medesano, due in fase di progettazione e due in fase di realizzazione, candidati a finanziamenti regionali le condotte di alimentazione e scarico di uno dei bacini di valle, la condotta di distribuzione dei restanti bacini partecipa al bando di finanziamento PSR 2014-2020. Tre bacini zona Noceto, di cui uno in fase di progettazione e due in fase di realizzazione, le condotte di adduzione e distribuzione partecipano al bando di finanziamento PSR.

Per quanto concerne l'utilizzo irriguo dell'acqua a sostegno indispensabile delle produzioni tipiche del nostro territorio, si è fatta l'analisi delle disponibilità idriche attuali e si sono individuati i criteri per una valutazione più approfondita dei fabbisogni idrici futuri. Uno degli strumenti valutati nell'incontro è il SICC-Idrometro che è la base conoscitiva necessaria alla scelta delle misure di mitigazione. In un unico ambiente sono visualizzati gli impatti sul territorio della riduzione della disponibilità idrica, le possibili misure di mitigazione e i relativi effetti.
Ai primi di luglio si terrà il prossimo incontro tecnico-operativo con la presentazione di ulteriori e approfondite analisi di monitoraggio idrico frutto della ricerca interna del Consorzio e in forza delle collaborazioni con le istituzioni coinvolte, tra queste per esempio verrà illustrata una innovativa soluzione progettuale sulla Ricarica Artificiale in Falda.

Il Direttore Generale della Bonifica Parmense Fabrizio Useri ha coordinato il tavolo rappresentato insieme ad esperti e tecnici consortili: Davide Malvisi e Daniele Scaffi, Paolo Mignosa dell'Università degli Studi di Parma, Claudia Vezzani dell'Autorità di Bacino distrettuale del Fiume Po, Giovanni De Leo del Comune di Parma, Marco Tamani di Coldiretti Parma, Nicola Bassi di Emiliambiente, Valentino Piramide di Ireti, Maria Chiara Albertini dell'Unione Parmense degli Industriali e da Davide Graziani dell'Ordine degli Ingegneri di Parma.

 

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CIA Reggio plaude alla soluzione unitaria individuata per le esigenze idriche della val d'Enza. (L'Associazione rivendica il ruolo propulsivo svolto nella vicenda e riconosce i meriti degli enti locali)

CIA – Agricoltori Italiani di Reggio Emilia esprime piena soddisfazione per le conclusioni raggiunte dal Tavolo regionale coordinato dall'assessorato Ambiente per le esigenze idriche della val d'Enza, che il 5 scorso ha visto la sigla di un accordo tra parti istituzionali e organismi 'portatori d'interesse'. Nella giornata di lunedì 4, sollecitata dalla CIA.reggiana, si era tenuta una riunione presso la sede del Consorzio di Bonifica dell'Emilia Centrale, alla quale hanno partecipato tutte le Organizzazioni agricole e i rappresentanti dei Consorzi Irrigui della Val d'Enza, al fine di predisporre un documento da presentare al Tavolo Regionale.
"L'intento – afferma il responsabile Ambiente di CIA Reggio Antonio Senza - era quello di presentarci al Tavolo in maniera unitaria ed evitare pertanto fughe in avanti che sicuramente avrebbero indebolito la posizione del mondo agricolo".

"L'elemento positivo emerso nell'incontro del 5 giugno in Regione – aggiunge il presidente CIA Antenore Cervi -, è rappresentato dal riconoscimento del deficit idrico al campo di 54,2 milioni di metri cubi di acqua/anno, rilevata la scarsa efficienza della rete (0,50%), pertanto la Regione Emilia-Romagna ha avvallato totalmente lo studio effettuato dai due Consorzi di Bonifica competenti per territorio. La Regione ha poi accolto la nostra richiesta di prevedere l'inserimento, fra le azioni a breve periodo, della programmazione dell'invaso sull'Enza, al fine di accelerarne la realizzazione".

E' stato poi assunto l'impegno di effettuare uno studio di fattibilità che tenga conto prioritariamente anche del Progetto Invaso sull'Enza, che verrà affidato all'Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po, che consideri tutte le proposte avanzate e condivise dal Tavolo Tecnico Enza, individuando le soluzioni, valutate congiuntamente agli approfondimenti condotti dall'Autorità stessa per la mitigazione del rischio idraulico della Valle".

"Quindi – sottolinea Cervi - attraverso questa nuova impostazione, verrà affrontato anche il problema delle esondazioni/alluvioni del Fiume Enza, che tanti disagi hanno provocato nel 2017 nell'area della bassa pianura a ridosso del fiume Po. Il resoconto dello studio, dovrebbe essere concluso entro un anno di tempo e contenere le risposte necessarie".
"Da parte nostra – conclude Cervi – siamo particolarmente soddisfatti della riuscita del Tavolo, che abbiamo voluto con i partner di Agrinsieme, partendo dal convegno che tenemmo a Barco a settembre 2016; sottolineiamo poi il valore di una posizione univoca del mondo agricolo, premessa ad un possibile risultato positivo per tutti gli agricoltori della valle. L'ottimo risultato è dovuto anche all'impegno della Provincia e del suo presidente Giammaria Manghi che ha promosso il Tavolo, ai comuni della valle, con un particolare impegno del Sindaco Andrea Carletti, della Regione che con gli assessori Simona Caselli e Paola Gazzolo ha saputo proporre una giusta sintesi tra le diverse esigenze".
"In attesa del completamento del suddetto percorso - aggiunge Senza che per la CIA è anche responsabile di quella zona -, non bisogna mollare la presa sulla questione 'Acqua in Val d'Enza', agendo nella quotidianità; ad esempio, la richiesta della CIA reggiana, avanzata alla Regione di andare in deroga all'applicazione del Deflusso Minimo Vitale per i prelievi da Enza, può costituire una risposta, seppur parziale, all'irrigazione del territorio interessato".

Se l'inverno appena trascorso è stato "clemente" questo non deve consentire di abbassare la guardia. Sottoscritto nella sede del Consorzio della Bonifica Parmense – che coordinerà l'intera attività – il protocollo volto ad individuare nuovi fabbisogni e soluzioni strategiche per contrastare la siccità.

di LGC - Parma 29 marzo 2018 - Le carenze di approvvigionamento idrico in particolari periodi dell'anno stanno sempre più interessando anche i nostri territori. Le precipitazioni cadute in modo violento e in tempi molto ristretti, a testimonianza di una variabilità idrologica quasi endemica, rischiano di non essere più sufficienti per soddisfare a pieno il fabbisogno idrico complessivo Per quanto concerne l'utilizzo irriguo dell'acqua a sostegno indispensabile delle produzioni tipiche del nostro territorio l'anno appena trascorso ha dimostrato quanto sia necessaria un'azione concertata da parte di chi svolge gestione e governo dei flussi volta ad un utilizzo consapevole e virtuoso della risorsa disponibile.

Ecco quindi che il Tavolo Permanente, per quale si è sottoscritto l'accordo presso la sede del Consorzio di Bonifica Parmense, tra i molti soggetti coinvolti, sarà un punto d'incontro tra le politiche territoriali attuate da parte di ognuno dei singoli soggetti coinvolti che insieme individueranno le tematiche di sviluppo prioritarie.

"Probabilmente avremo un'una estate con problematiche molto inferiori a quella precedente - sottolinea Filippo Fritelli presidente della Provincia, ma questo non deve farci abbassare la guardia. Il problema dell'acqua va gestito con una forte consapevolezza, in cui tutti insieme ci uniamo e portiamo avanti un lavoro congiunto sul tema dell'acqua e delle risorse idriche del nostro territorio, perché se questo inverno è stato un po' più clemente e ci lascia pensare che avremo di fronte, facendo gli opportuni scongiuri, un'estate meno problematica di quella precedente questo non ci deve fare abbassare la guardia su quello che è un discorso di prospettiva."

"E' un passo importante, sottolinea invece il presidente della bonifica Luigi Spinazzi, perché abbiamo cercato di coinvolgere le varie forze migliori del territorio parmense che possono dare un contributo, in termini di proposte, progetti concreti, a queste problematiche al quale dovremo dare un seguito da trasmettere ai livelli decisionali superiori, Regione, Ministero, Unione europea."

Il fabbisogno idrico, anche nella nostra provincia, è mutato. Le criticità dovute al fenomeno della siccità si fanno pressanti a tal punto che nell'estate 2017 anche la Provincia di Parma è stata tra le prime in Italia a dichiarare lo stato d'emergenza.

Gli ultimi dati sul fabbisogno minimo giornaliero di acqua pro capite si attestano complessivamente intorno ai 57 litri comprendenti i diversi utilizzi: dall'uso alimentare a quello igienico-sanitario. Per l'OMS, al di sotto dei 50 litri pro capite, si è in presenza di manifesta sofferenza idrica. Gli Italiani ne consumano in media oltre 200 litri al giorno con variazioni notevoli da regione a regione.

Per queste ragioni i soggetti che oggi sottoscrivono il Protocollo d'Intesa che attiverà il Tavolo Provinciale Permanente sulla Crisi Idrica hanno acquisito la consapevolezza delle criticità diffuse conseguenti al contesto sopra citato e la conseguente necessità di intraprendere una gestione oculata e virtuosa della risorsa idrica a beneficio della comunità e del patrimonio agrario.

Avviato per competenza in fase emergenziale dalla Provincia di Parma di concerto con le Istituzioni Regionali, il Tavolo sarà da oggi coordinato dal Consorzio della Bonifica Parmense. Al centro del documento l'obiettivo di contribuire ad incrementare il valore sociale, ambientale ed economico del proprio territorio. Le Istituzioni coinvolte condivideranno e concerteranno tutte le esperienze maturate nei rispettivi ambiti di azione costituendo un unico "Big Data" di patrimonio informativo al fine di creare una rete che realizzi progetti concreti mirati e strategici per il futuro del territorio alla luce dei suoi nuovi fabbisogni.

Il Tavolo Permanente sarà un punto d'incontro tra le politiche territoriali attuate da parte di ognuno dei singoli soggetti coinvolti che insieme individueranno le tematiche di sviluppo prioritarie.

Nel corso dell'incontro odierno, tenutosi nella sede del Consorzio della Bonifica Parmense, alla presenza di numerosi esponenti di Istituzioni, associazioni e stakeholders, i rappresentanti degli enti sottoscrittori hanno inoltre dichiarato:
"Il lavoro d'insieme è utile perché non unisce solo le professionalità riconosciute dei vari enti, ma anche i traguardi da raggiungere – dichiara il Presidente della Provincia di Parma Filippo Fritelli – per un lavoro di verifica e di programmazione importante. Come ente abbiamo avviato già dalla fine dell'estate scorsa questo coordinamento: lo affidiamo oggi al Consorzio di Bonifica come organismo tecnico competente in cui riponiamo massima fiducia per la verifica del fabbisogno idrico del territorio parmense e le possibili soluzioni praticabili".

"La siccità che ha colpito i territori della nostra provincia nell'estate 2017 è stata non semplice da affrontare non solo per la disponibilità d'acqua potabile, ma anche per quella destinata all'agricoltura e all'industria – sottolinea il Presidente della Bonifica Parmense Luigi Spinazzi – . La funzione di ente coordinatore affidata al Consorzio è un onere che accogliamo con grande senso di responsabilità e impegnandoci a mettere insieme le valutazioni sulle esigenze e sui fabbisogni del nostro territorio".

"Il mio ringraziamento al Consorzio della Bonifica Parmense per aver promosso una così importante sinergia per il territorio parmense – così il Rettore dell'Università degli Studi di Parma Paolo Andrei – : fare squadra intorno alle criticità certificate da questo protocollo ci consentirà, grazie all'unione delle singole competenze, di studiare insieme le soluzioni da attuare per raggiungere gli interlocutori più adeguati".

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OBIETTIVI E FINALITÀ DEL PROTOCOLLO (ART. 3)
- promuovere il territorio tenendo conto delle sue peculiarità, con particolare attenzione ai temi dell'innovazione, dell'ambiente, dell'agricoltura, dello sviluppo rurale, dei diversi comparti industriali e in particolare dei settori idroesigenti;
- analisi dei fabbisogni dei territori coinvolti;
- rappresentare i fabbisogni dell'intero territorio a livello regionale (in particolare per i finanziamenti a valere sui fondi strutturali), nazionale ed europeo;
- incentivare la capacità di aggregazione e sviluppo di strategie comuni rivolte a progetti condivisi quali ad esempio: miglioramento della qualità dell'acqua, nuovi bacini di stoccaggio idrico, prevenzione e individuazione delle perdite di rete per ridurre al massimo la dispersione, l'applicazione di tecniche di risparmio irriguo specifiche per l'area e per le colture più idroesigenti, l'adozione di pratiche agronomiche in grado di limitare i consumi irrigui;
- coinvolgere i soggetti pubblici e privati che operano nel territorio creando maggiori occasioni di partecipazione ai progetti europei e di acquisizione di risorse;
- organizzare e gestire al meglio il patrimonio informativo posseduto dalle diverse strutture in una logica di ottimizzazione delle risorse, evitando la duplicazione di attività che possono essere gestite in maniera coordinata tra gli Enti;
- creare una collaborazione di professionalità dotate di idonea e complementare competenza tecnica, finalizzata alla progettazione o supporto nella progettazione;
- promozione ed organizzazione di attività di formazione, informazione, comunicazione e sensibilizzazione interne ed esterne (enti di categoria, imprese, enti di formazione, cittadinanza ecc.);
- monitoraggio, raccolta, analisi, studio e tempestiva diffusione interna delle opportunità relative a bandi ed eventi.

I FIRMATARI dell'intesa:
Consorzio di Bonifica Parmense, Provincia di Parma, Comune di Parma, Università di Parma, Unione Industriali, Agenzia per il Po, AIPO, ARPA, ATERSIR, Emilia Ambiente, IRETI, Montagna 2000, Confagricoltura, CIA, Ente Gestione Parchi e Biodiversità, Comune di Palanzano, Società degli Utenti Naviglio Taro, Ordine degli Ingegneri e Ordine dei Geologi.

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(Foto - membri del Tavolo, da sinistra: Tiziana Benassi, Filippo Fritelli, Luigi Spinazzi, Paolo Andrei e Fabrizio Useri)

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Martedì, 29 Agosto 2017 08:28

Montagna 2000 Spa: aggiornamento emergenza idrica

Il perdurare di condizioni meteo climatiche sfavorevoli con assenza di precipitazioni e temperature elevate mantiene alto il livello di emergenza nei territori serviti da Montagna 2000 S.p.A; la riduzione della fruizione turistica soprattutto nelle frazioni ha permesso di sospendere il turno notturno di approvvigionamento con le autocisterne mentre sono ancora numerose le cisterne impiegate durante le ore del giorno e nei weekend.

La società ha completato quasi tutti gli affidamenti necessari per il cantieramento dei lavori previsti dai fondi stanziati dall'ordinanza del capo del dipartimento di protezione civile numero OCDPC468/2017. La natura pubblica della società impone il rispetto dei disposti del c.d. Codice degli Appalti e solo il forte impegno del personale ha permesso la redazione di tutti i progetti necessari ai bandi di gara che sono stati portati a termine a tempi di record nel corso del mese di agosto.

Lunedì 28 agosto verranno cantierati i primi lavori che sono stati individuati come prioritari ed attinenti il potenziamento di stazioni di sollevamento e rilancio, la ricerca d'acqua per nuovi pozzi al fine di diminuire la dipendenza da condizioni climatiche che sono certamente eccezionali ma all'interno di un mutato (in peggio) scenario climatico.

I fondi di cui all'ordinanza di protezione civile sono sufficienti a gestire il periodo della vera e propria emergenza stabilita in un ordine temporale di 90 giorni e che andranno, in grande parte, a finanziare i viaggi delle autocisterne ed i primi interventi di emergenza. Attraverso il POI (piano operativo degli interventi) finanziato dalla tariffa e, soprattutto, con fondi straordinari dovranno essere individuate quelle azioni, interventi, misure che permettano di affrontare la prossima estate con maggiore serenità.

Non sempre e non ovunque è stato compresa dagli utenti l'entità della grave emergenza idrica e sono stati registrati sul territorio comportamenti scorrenti in violazione delle ordinanze (a volte troppo light): irrigazione di orti, giardini e campi sportivi, riempimento di piscine, ecc. L'assenza di controlli strutturati da parte delle autorità delegate ha favorito questi comportamenti che sono andati in danno della collettività.

Pubblicato in Ambiente Parma

SOMMARIO Anno 16 - n° 34 27 agosto 2017 - Editoriale: Eureka, l'economia avanza! Oibò. -Torna a salire il latte spot e in parte anche il burro. - Cereali e dintorni. Mercato stazionario e in attesa. -Uova contaminate: la Regione decide a scopo cautelativo il blocco della commercializzazione per alcuni allevamenti - Cara Bolletta. Record europeo per le piccole imprese - Crolla in Italia la produzione di grano duro (-30%) - Uova, trovata seconda sostanza tossica. -Pomodoro: il grande nemico è la crisi idrica - Meuccio Berselli nominato dal Governo alla guida del più grande distretto idrografico d'Italia. -

SOMMARIO Anno 16 - n° 34 27 agosto 2017
1.1 editoriale
Eureka, l'economia avanza! Oibò.
2.1 lattiero caseario Torna a salire il latte spot e in parte anche il burro.
3.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Mercato stazionario e in attesa.
4.1 sanità Uova contaminate: la Regione decide a scopo cautelativo il blocco della commercializzazione per alcuni allevamenti
4.2 imprese e energia Cara Bolletta. Record europeo per le piccole imprese
5.2 grano duro Informatore Agrario. Crolla in Italia la produzione di grano duro (-30%)
5.3 solidarietà Una valle cardioprotetta grazie al nuovo progetto di Cantina Valtidone
6.1 sicurezza alimentare Uova Contaminate. Rainieri chiede etichettatura obbligatoria
6.2 alimentazione e sicurezza Scandalo uova. 2 campioni positivi in Italia
6.3 alimentazione e salute Uova, trovata seconda sostanza tossica.
7.1 pomodoro Pomodoro: il grande nemico è la crisi idrica
7.2 crisi pesche e nettarine Crisi pesche e nettarine: autorizzato il ritiro di 4.760 tonnellate.
8.1 nomine Bonifica Meuccio Berselli nominato dal Governo alla guida del più grande distretto idrografico d'Italia.
9.1promozioni "vino" e partners
10.1 promozioni "birra" e partners ers

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Nel frattempo il Consorzio di bonifica ha attivato una serie di azioni per mitigare l'impatto della crisi. Dati statistici e scenari anche per le derivazioni sul Secchia

Reggio Emilia - 10 Agosto 2017 - In contesti di crisi idrica come quelli che si stanno manifestando in modo decisamente anticiclico in alcune aree del comprensorio ed in particolare in Val d'Enza è fondamentale ribadire, per fare la necessaria chiarezza e per affrontare la situazione straordinaria con realismo e adeguato pragmatismo, la funzione precisa del Consorzio di bonifica.

In merito a quanto evidenziato oggi a mezzo stampa sulle presunte responsabilità e competenze dirette dell'ente di bonifica dell'Emilia Centrale sui provvedimenti di sospensione ai prelievi di risorsa idrica per fini irrigui in Val d'Enza il Consorzio precisa e rimarca - con supporto documentale allegato – il suo ruolo specifico. Nel territorio regionale il governo delle acque è di competenza della Regione Emilia Romagna e operativamente reso esecutivo da provvedimenti presi da ARPAE e gli enti che contribuiscono alla gestione della risorsa, attraverso la loro opera quotidiana, la manutenzione della loro rete di canalizzazioni e le loro infrastrutture idrauliche come il Consorzio sono sottoposti alle normative e alle determinazioni legislative di questa agenzia regionale e non possono esimersi in alcun modo dall'attenersi scrupolosamente a quanto comunicato. Stante la ridottissima portata dell'enza Nel caso della sospensione della derivazione di risorsa idrica per fini irrigui in prossimità della cosiddetta traversa di Cerezzola il Consorzio di bonifica non ha ora la possibilità in alcun modo di revocare il provvedimento ARPAE.

Enza Contesto 2017: dati statistici di derivazione irrigua

Rispetto ai complessivi 19 milioni di metri cubi derivati per finalità irrigue in media negli anni scorsi in prossimità della Traversa di Cerezzola quest'anno – nel periodo 15 maggio-31 luglio – si sono derivati 7,7 milioni di mc ed è chiaro come manchino all'appello 10,7 milioni di metri cubi di risorsa idrica che vanno pesantemente a sommarsi alla mancanza strutturale di un comprensorio sotto questo profilo già di suo deficitario di acqua. La derivazione irrigua sottesa dalla traversa di Cerezzola in comune di Canossa (RE) a servizio dei territori dell'alta pianura reggiana nel comprensorio del Consorzio di bonifica dell'Emilia Centrale e dell'alta pianura Parmense nei territori della Bonifica Parmense grava in uno stato di crisi idrica già dalla fine di maggio, come si evince dai prelievi effettuati finoa fine di luglio, giorno in cui la derivazione con provvedimento ARPAE è stata completamente sospesa in quanto la portata del fiume è scesa al di sotto del valore della porta di minimo deflusso vitale fissata dal PTA regionale. Dal 15 maggio e fino al 15 giugno la portata derivabile è stata uguale o leggermente inferiore alla portata di concessione, mentre da metà giugno ai primi di luglio la portata derivabile in genere oscillava dai 2 ai 4 mc/s. Anche storicamente dopo la prima settimana di luglio (eccezion fatta per il 2014 che è stato un anno particolarmente piovoso) la portata derivabile scende al di sotto dei 2,00 mc/s e si riduce costantemente fino ad arrivare a fine luglio a 1 mc/s. Ad agosto e settembre, in concomitanza ai periodi più siccitosi in cui si registrano le minime portate di magra, la derivazione resta attiva per un lungo periodo con solo 0,5 mc/s. Nel 2017 l'entità delle portate derivabili è scesa sotto i 2 mc/s già a fine maggio, con un anticipo netto di oltre un mese rispetto al verificarsi di tale condizioni rispetto agli anni precedenti. La situazione ha continuato a precipitare senza alcun arresto fino alla fine di luglio, in cui non è più possibile effettuare il prelievo, in quanto la portata nel torrente uguaglia o è inferiore al minimo deflusso vitale.

Azioni attuate e in corso di attivazione per affrontare l'emergenza in base alle competenze del Consorzio

Le azioni attuate, oltre all'organizzazione serrata dei turni di irrigazione come avviene comunque anche negli altri anni data la penuria di acqua della zona, è stata quella della attivazione dei pozzi consortili che però sono posti molto più a valle e consentono di far fronte a situazioni assolutamente localizzate. Altri pozzi che alimentano il canale della Spelta, quali il pozzo Borrasca, pozzo Ponte Enza, pozzo Sant'Ilario e pozzo Taneto tutti in comune di Sant'Ilario d'Enza, sono stati messi in esercizio per sopperire alla scarsità di risorse provenienti dall'Enza.Le azioni da attivare per sopperire alla attuale crisi sono quelle della deroga al DMV per la quale i Consorzi Emilia Centrale e Parmense hanno attivato la richiesta, e la verifica dello stato dei bacini idroelettrici posti sull'alto bacino dell'Enza di competenza dell'Enel per verificare la possibilità di rilasci concordati. Altre azioni possono essere messe in campo per il prossimo futuro, quali quelle relative alla realizzazione di bacini di accumulo a partire da bacini di 200-250 mila mc il cui effetto è simile a quello di un pozzo, a bacini di accumulo a servizio di più estese zone della capacità di 2-3 milioni di mc, a invasi di dimensioni dell'ordine dei 10-20 Mmc in grado di dare risposte risolutive al fabbisogno irriguo delle aree sottese.

Secchia Contesto 2017: dati statistici di derivazione irrigua e azioni attuate e in corso di attivazione per affrontare l'emergenza in base alle competenze del Consorzio

Anche il torrente Secchia, come tutti gli affluenti appenninici del fiume Po, è soggetto a ricorrenti carenze di risorsa idrica in relazione al regime idrologico specifico di tali corsi d'acqua che manifestano periodi siccitosi in concomitanza dei mesi estivi. Le portate derivabili a Castellarano-San Michele sono state in linea con le disponibilità medie nel mese di maggio e fino alla prima metà di giugno, mentre da metà giungo a metà luglio i prelievi possibili sono stati al di sotto della media. Allo stato attuale la derivazione da fiume è sospesa, la portata in arrivo è fatta defluire a valle essendo prossima o inferiore al DMV, pertanto la derivazione in destra o in sinistra idraulica è effettuata solo mediante prelievo dagli invasi.

I prelievi nel 2017 sono stati superiori alla media nel periodo 15 maggio-31 maggio, sotto la media dal 1 al 15 giugno e poi da metà giugno hanno cominciato ad essere decisamente inferiori e sostenuti dalla presenza degli invasi. Le aree effettivamente irrigate sono inferiori a causa delle ricorrenti condizioni di carenza idrica dei territori sottesi dalle derivazioni sul T. Secchia in corrispondenza della traversa di Castellarano-San Michele. La carenza di risorsa idrica superficiale rende difficile la distribuzione irrigua che per il periodo giugno-agosto risulta fortemente turnata e spinge gli agricoltori ad attingere risorsa irrigua di soccorso dalla falda delle conoidi, che risulta sempre più profonda (con confronti sul lungo periodo). Le azioni attuate, oltre all' organizzazione serrata dei turni di irrigazione come avviene comunque anche negli altri anni data la penuria di acqua della zona, è stata quella della attivazione dei pozzi consortili che però sono posti molto più a valle e consentono di far fronte a situazioni assolutamente localizzate.

In area reggiana sono stati attivati gli impianti di soccorso connessi alla rete alimentata dal Fiume PO a Boretto, consentendo di destinare le ridotte risorse idriche ai terreni la cui unica fonte di approvvigionamento è il F. Secchia. Inoltre a beneficio sia della derivazione modenese e reggiana è stato attivato l'attingimento dai bacini di invaso costituiti dallo sbarramento della traversa di derivazione e laterale. Questo ha consentito di rafforzare le portate di prelievo e allo stato attuale è la sola e unica possibile alimentazione delle derivazioni che da fine giugno sono alimentate alternativamente per una settimana. Il volume residuo di invaso è oggi stimato in 300.000 mc e si esaurirà probabilmente nel periodo di Ferragosto , in questo caso specifico nei giorni successivi potrebbe verificarsi - come per l'Enza - un provvedimento regionale di stop alle derivazioni irrigue se perdureranno queste situazioni di penuria idrica. Le azioni da attivare per sopperire all'attuale crisi sono quelle della deroga al DMV per la quale i Consorzi CBEC e Burana hanno attivato la richiesta, e la verifica dello stato dei bacini idroelettrici posti sull'alto bacino del Secchia di competenza dell'Enel per verificare la possibilità di rilasci concordati. Inoltre un'altra azione rilevante potrebbe essere quella di effettuare una pulizia dell'invaso di monte in modo da ampliare il volume disponibile e che è possibile rimpinguare in occasione anche di modesti eventi di pioggia, che diversamente tracimerebbero verso valle.

Altre azioni possono essere messe in campo per il prossimo futuro, quali quelle relative alla realizzazione di bacini di accumulo a partire da bacini di 200-250 mila mc il cui effetto è simile a quello di un pozzo, a bacini di accumulo a servizio di più estese zone della capacità di 2-3 milioni di mc, a invasi di dimensioni dell'ordine dei 10-20 Mmc in grado di dare risposte risolutive al fabbisogno irriguo delle aree sottese.

IN ALLEGATO IL DOCUMENTO ARPAE RELATIVO ALLA SOSPENSIONE DEI PRELIEVI DAL TORRENTE ENZA E SUOI AFFLUENTI NEL TERRITORIO DI COMPETENZA DELLA STRUTTURA AUTORIZZAZIONI E CONCESSIONI DI REGGIO EMILIA (Scaricabile pdf).

In Val d'Enza venivano mediamente erogati dal fiume 17-18 milioni di metri cubi d'acqua. Quest'anno sono stati solo 7. Prendono voce, in merito, gli agricoltori dei Consorzi irrigui e miglioramento fondiario che, da oltre mille anni, attingono acqua da Enza a scopi irrigui. Si tratta di quelli di Canale Vernazza, Quarto di Cavriago, Viceodomini di Montecchio, D'Acque di San Polo d'Enza, di miglioramento fondiario Sant'Eulalia.

L'inedita cessazione della derivazione a scopi irrigui a Cerezzola, vicino a Ciano, nel comune di Canossa, dove nel '47 fu realizzata la traversa preoccupa ora centinaia di aziende nelle terre dove si produce il Parmigiano Reggiano dei prati stabili e delle vacche rosse. Dalla derivazione dell'Enza sono irrigati ben 15.000 ettari tra prati stabili, vitigni e seminativi. Il provvedimento avrà validità finché il Consorzio di Bonifica dell'Emilia Centrale e l'Arpaer, non riterranno opportuno revocarlo. Al momento, la portata minima d'acqua rende incompatibile l'attività d'irrigazione. I carabinieri forestali intensificheranno i controlli: chi infrange il divieto di prelievo rischia una multa dai 300 ai 1.500 euro.


"Stiamo per sostenere danni molto pesanti e, per la sponda reggiana – lamentano gli agricoltori – non è stato nemmeno dichiarato lo stato di calamità (a differenza di Parma e Piacenza): equivale a una condanna. Ogni giorno che passa leggiamo della Bonifica sul volere tranquillizzarci sull'avvicinarsi sempre più al Ferragosto, periodo in cui cala vistosamente la richiesta di acqua per l'irrigazione agricola. Ma non è così. Da noi se ci fosse disponibilità d'acqua si irrigherebbe eccome. Invece ora resta solo la conta dei danni. E, come noto, il periodo di irrigazione per i prati stabili, i vigneti e seminativi si prolunga ben oltre il Ferragosto, soprattutto per i prati che devono mantenere il verde agli allevamenti a indirizzo Parmigiano Reggiano".
"Come Consorzi, dobbiamo rilevare nostro malgrado che dal torrente Enza sono stati erogati un terzo dei metri cubi rispetto agli anni precedenti. La situazione a Cavriago è molto critica non avendo prese dirette dall'Enza e le irrigazioni dipendendo totalmente dal Canale in gestione alla bonifica, a San Polo non ci sono pozzi, negli altri comuni rivieraschi le portare degli stessi sono insufficienti per colmare il fabbisogno dell'irrigazione e hanno costi energetici elevatissimi. Inoltre oggi già diversi pozzi sono fermi, perché le falde non mantengono più abbastanza acqua alle turbine. L'unico pozzo di proprietà della Bonifica è fermo da più di quattro anni: ci siamo attivati per il suo ripristino da anni, anche con raccomandate, ma ad oggi, con l'aggravante di una siccità che non lascia scampo, l'ente consortile non è intervenuto per ripararlo neanche dopo le indicazioni date, lo scorso giugno, dalla Regione Emilia Romagna per il recupero dei pozzi dismessi. Le risposte sono sempre quelle: 'abbiamo dato l'incarico ad una ditta e verrà ripristinato".
"I Consorzi irrigui – conclude la nota – aspettano delle risposte certe e concrete dalle Istituzioni, pur rendendosi sin da ora disponibili per lo studio e realizzazione di interventi urgenti per risolvere la crisi idrica in Val d'Enza, tra i quali anche il riconsiderare la realizzazione della diga di Vetto non più di 120 milioni di metri cubi ma da 25/30 pari all'ipotesi di Stretta delle Gazze presa in considerazione da diversi organismi della provincia". Sempre i Consorzi irrigui chiedono di ripristinare il bacino del Lagastrello, del Balano e il Lago Verde, presenti nel crinale parmense che conterebbero circa 6 milioni di mt cubi.

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