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Domenica 23 febbraio 2020, al ristorante Sapori Del Mondo, una serata di introduzione teorico-pratica alla medicina olistica indiana

Parma, 18 -02-2020 - Prevenzione e cura, trattamenti e rituali, profumi e prodotti naturali. La "scienza della durata della vita" sarà la protagonista della “Serata Ayurveda”, in programma domenica 23 febbraio 2020 alle ore 19.00 negli spazi del ristorante Sapori del Mondo di via Emilia Ovest 17/A a Parma.

Un appuntamento inserito nel calendario della rassegna "Salute & Benessere 2020", curata dalla giornalista Francesca Caggiati con la collaborazione di Esplora Aps e il patrocinio dalla Provincia di Parma, che farà da introduzione teorico-pratica alla medicina olistica tradizionale utilizzata in India fin dall'antichità e diffusa oggi nel sub-continente più della medicina occidentale. L'Ayurveda è infatti dal 2015 ben integrata nel sistema sanitario nazionale indiano con diversi ospedali ayurvedici presenti in tutto il paese.

A condurre l’incontro, conviviale ed esperienziale, saranno Daniela Monferdini e Morgan Visioli di Personalità Hair Style che faranno scoprire come questa affascinante scienza possa essere utile nella vita di tutti i giorni attraverso l’utilizzo di spezie, oli essenziali ed altri prodotti che mantengono sani il corpo e la mente. L’evento si concluderà con una cena tipica indiana, con un gustoso menù dai colori e sapori orientali, arricchita da pietanze cotte nel tradizionale forno in terracotta tandoori.

LA RASSEGNA
Ideata nel 2016 da Francesca Caggiati, la rassegna “Salute & Benessere” è stata concepita come attività di edutainment - cioè volta ad informare attraverso esperienze piacevoli e coinvolgenti - e si è sviluppata nel corso degli anni ottenendo la collaborazione in ambito medico sanitario dell'Ospedale Maggiore di Parma edi patrocini di Provincia di Parma, Confagricoltura Parma, Arga Emilia Romagna e di Associazioni radicate e attive sul territorio parmense o nazionale come Snupi, AIC (Associazione Italiana Celiachia), Sulle ALI delle Menti, Lidap, Overeaters Anonymous, Amici Obesi, Aidap e altre ancora, spaziando da tematiche prettamente mediche in cui vengono intervistati specialisti nelle diverse branchie della medicina tradizionale, passando da tematiche più olistiche, naturali e orientali, fino ad arrivare a vere e proprie esperienze multisensoriali per il ben-essere di corpo e mente.

In occasione di Parma Capitale della Cultura 2020, la kermesse includerà una serie di iniziative a Parma e provincia, al Centro culturale La Caplèra di Medesano.

Per ulteriori informazioni e per partecipare - fino ad esaurimento posti – telefonare al 3385219408 oppure scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

 

Pubblicato in Salute e Benessere Parma

Di Coopservice 4 Febbraio 2020 - Le ragioni per migliorare il benessere organizzativo.

Le aziende non possono più ignorare il forte legame che esiste tra benessere, motivazione, soddisfazione e produttività. Con questa consapevolezza le imprese investono sempre più risorse per migliorare il benessere organizzativo e per controllare i fattori che lo influenzano, progettando azioni per la riduzione dello stress, la gestione della paura del cambiamento, l’aumento della motivazione, lo sviluppo di emozioni positive e il loro impatto sulle performance aziendali.

La cultura dell’organizzazione gioca un ruolo decisivo in quanto crea la cornice di senso all’interno della quale si collocano le iniziative e le attività quotidiane. Non a caso le pubblicazioni scientifiche sul tema fanno riferimento al concetto di “benessere organizzativo” o, ancora più esplicitamente, di “salute organizzativa”, ponendo l’attenzione su tutti quei processi e quelle applicazioni che si possono attuare per far sì che, sostanzialmente, il dipendente “stia bene sul lavoro”.

Direttamente collegato alla nozione di “welfare aziendale”, il benessere organizzativo è pertanto sempre più ricercato dalle aziende in virtù della consapevolezza che il dipendente è un individuo che, per poter contribuire al massimo al perseguimento degli obiettivi aziendali, deve “stare bene” fisicamente e psicologicamente. Più in generale, tutto il personale deve sentirsi parte integrante di una vera e propria comunità, all’interno della quale si condividono esperienze, scopi, valori, stili di vita: solo per questa via si potrà aspirare al benessere della persona e dunque ad un livello di qualità, in termini produttivi, maggiore nel lungo periodo.

Dalla massimizzazione del profitto alla ricerca della qualità delle relazioni interne
“L’economia dovrebbe interessarsi non solo dell’allocazione efficiente dei beni materiali – scriveva qualche anno fa, sull’American Economic Review, Matthew Rabin, docente di Economia comportamentale dell’Università di Harvard – ma anche della progettazione di ambiti organizzativi nei quali i soggetti siano felici di interagire tra di loro”.
Durante l’ultima edizione del Festival nazionale dell’Economia civile (la prossima edizione si terrà a Firenze dal 17 al 19 aprile 2020) sono stati presentati casi di imprese italiane che sembrano abbiano preso alla lettera questo assunto. Fino ad arrivare al caso estremo di una piccola azienda, produttrice di detergenti biologici da riciclo di olii esausti, che ha codificato nello statuto che lo scopo ultimo della propria attività non è la massimizzazione del profitto o del valore delle sue azioni, ma “il benessere e la felicità di tutti coloro che ne fanno parte”.

Esempi crescenti e sempre più diffusi di una cultura d’impresa consapevole del vantaggio competitivo assicurato dalla qualità delle relazioni, fattore determinante del benessere individuale e sociale e, per questa via, decisivo nella generazione all’interno delle organizzazioni di coesione, fiducia e, in ultima analisi, produttività.
Un cambio di paradigma, una mutazione culturale, determinata da un processo cumulativo di “piccole scelte quotidiane” che, una volta prodotta una certa massa critica, si trasformano in pensieri condivisi, schemi concettuali, norme, convenzioni e codici valoriali comuni. Generando in tal modo ambienti di lavoro permeati da atteggiamenti condivisi di ascolto, fiducia e reciprocità.

Il progetto ‘Benessere” di Coopservice
È questa l’idea che sta alla base del progetto di Coopservice “Benessere, diversità e inclusione: teoria e pratica del ben-essere”, progettato insieme ad esperti consulenti e formatori.
Un percorso che si snoda tra formazione teorica e lezioni esperienziali con l’obiettivo di migliorare la relazione con se stessi e con gli altri, ma che offre anche momenti di pratica fisica e di riflessione su uno stile di vita sano.
Le iniziative proposte sono numerose e variegate e prevedono lezioni in aula, role play e, per alcune, una leggera attività fisica in palestra oppure all’aperto.
Per esigenze organizzative, il progetto parte da Reggio Emilia, ma con la speranza di riuscire ad estenderlo presto anche agli altri territori nei quali Coopservice opera.

Di seguito l’elenco delle iniziative organizzate a Reggio Emilia nei prossimi mesi (da febbraio a giugno):

Ben-essere
• Dalle ferite emotive all’autostima
• Lezioni di ginnastica posturale
• Gestione dello stress: eustress e distress
• Mindfulness e Meditazione: l’importanza del respiro
• Emozioni al lavoro, non perdere l’equilibrio
• Stare in relazione: Il contatto io-tu
• Gruppi di cammino

Diversità e inclusione
• Difesa personale
• La doppia discriminazione che vivono le donne migranti, i percorsi di autonomia
• Meccanica della bicicletta ed Educazione stradale
• Uscite in bicicletta
• Il femminile: conoscere per comprendere
• Il maschile: conoscere per comprendere

 

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Il Centro San Girolamo presenterà al week-end dedicato  al benessere di Sala Baganza (Pr) 16 e 17 novembre

PARMA 6 novembre 2019 – BIOESSERE: due giorni di benessere in tutte le sue forme

Alla seconda edizione di BioEssere 2019 ci sarà l'occasione anche di parlare della salute della schiena e più in generale dell'apparato muscolo-scheletrico in compagnia degli esperti del Centro San Girolamo, eccellenza di Parma.

L'evento che si terrà a Sala Baganza, presso la Rocca San Vitale, il prossimo 16 e 17 novembre 2019, realizzato anche grazie al patrocinio del comune di Sala Baganza, sarà un’occasione unica per incontrarsi e confrontarsi su tematiche come la salute, l'alimentazione naturale, i trattamenti per il corpo e le pratiche dolci di benessere naturale. Prendersi cura di sé, nel rispetto dell’equilibrio di corpo e mente, in armonia con la natura, queste saranno le parole chiave di una due giorni di eventi, cooking show, degustazioni, laboratori, free class e presentazioni di libri.

All’evento parteciperà anche il dottor Francesco Chiampo del Centro San Girolamo di Parma, polo di livello nazionale per la riabilitazione e la medicina fisica, che aveva già preso parte alla prima edizione di Bioessere. Chiampo illustrerà i servizi del Centro, dalla spinometria per rilevare problemi della spina dorsale senza raggi x, alla fisioterapia, dal ricondizionamento muscolare al Pilates, fino all'esoscheletro HAL, di cui il centro parmigiano è esclusivista per l'Italia. Una “interfaccia neuro-funzionale”, il cui aspetto caratterizzante è la capacità di connettersi con il sistema nervoso del paziente mediante delle semplici placche adesive. Grazie alla lettura dei segnali bioelettrici, e sfruttando la neuroplasticità, HAL può portare importanti benefici a persone colpite da patologie del sistema nervoso quali ictus, Parkinson e sclerosi multipla, e in particolare lesioni midollari incomplete.

Per maggiori info sul Centro San Girolamo è possibile visitare il loro sito: https://www.centrosangirolamo.it/news/

L’evento si terrà presso la prestigiosa location della Rocca dei Sanvitale a Sala Baganza, inserita nel circuito i Castelli del Ducato. Il biglietto di accesso avrà un costo di 5€ per l’entrata giornaliera, gli eventi in programma saranno ad entrata libera fino a esaurimento posti.

INFO:
www.ilmercatodeglieventi.it 

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Si avvicina l’edizione 2019 della Giornata Mondiale contro l’AIDS, la quale ricorre il 1 dicembre; tale evento è stato indetto per la prima volta in occasione del summit mondiale dei ministri della sanità sui programmi per la prevenzione dell’AIDS, e da allora ha visto crescere costantemente la sua importanza.

Quando si parla di AIDS, d’altronde, la sensibilizzazione è sempre importantissima, ed è inoltre necessario combattere una serie di luoghi comuni che non trovano alcun riscontro nella realtà.

Lo scorso anno si sono organizzati, a Bologna proprio come in altre città dell’Emilia Romagna, diversi eventi tematici, e tutto lascia immaginare che anche quest’anno si terranno molte diverse iniziative.

Che cosa è l’AIDS?

L’AIDS è una patologia infettiva il cui nome completo è sindrome da immunodeficienza acquisita, la quale può essere trasmessa proprio tramite il passaggio dell’apposito virus, ovvero il virus HIV.

Spesso si tende a fare confusione tra virus HIV e AIDS, cerchiamo dunque di fare chiarezza: l’AIDS è, come detto, la patologia, mentre l’HIV è esclusivamente il virus, di conseguenza quest’ultimo può essere controllato e limitato prima che si traduca in uno stato patologico.

Come si trasmette il virus HIV?

Il virus HIV si trasmette principalmente in due modi: tramite rapporti sessuali non protetti o tramite trasfusioni di sangue.

I rapporti sessuali rappresentano senza dubbio la causa principale di trasmissione del virus, e questo è uno degli aspetti su cui è necessario insistere maggiormente.

Quando si vive un rapporto sessuale, soprattutto se con una persona che non si conosce bene, è fondamentale utilizzare le dovute protezioni indossando il preservativo, questo vale sia per i rapporti vaginali che per quelli anali; anche nei rapporti orali l’uso del preservativo è importante anche se l’eventualità per cui il virus possa essere trasmesso in questo modo è piuttosto remota.

Se tutti, nel mondo, adottassero dei comportamenti sessuali responsabili, utilizzando sempre il preservativo, la diffusione del virus HIV verrebbe fortemente limitata, soprattutto in quelle nazioni molto povere dove, purtroppo, scarseggiano sia i dispositivi medici che le opportunità per effettuare una comunicazione pubblica efficace.

In Italia e in Europa la diffusione del virus HIV è minima, ma questo non significa che si possa abbassare la guardia: non sono pochi, purtroppo, i casi di persone che hanno contratto il virus per via di un unico rapporto sessuale non protetto.

L’altra via tramite cui il virus HIV può trasmettersi è quella trasfusionale, dunque da questo punto di vista non si dovrebbero mai utilizzare delle siringhe precedentemente utilizzate da altre persone.

Il virus HIV, è utile ricordarlo, non si trasmette per via ambientale, tanto meno tramite delle punture di zanzara o tramite contatti sessuali diversi da quelli descritti in precedenza, come può ad esempio essere un bacio.

Cosa fare se si è vissuto un episodio “a rischio”

Se si è vissuto un episodio a rischio, come può essere un rapporto sessuale non protetto o l’utilizzo di una siringa già utilizzata da altre persone, è necessario eseguire subito un test dell’HIV.

La presenza del virus HIV può essere rilevata tramite un test sanguigno, e da questo punto di vista è utile fare una precisazione: se ci si rivolge a una struttura specializzata quale https://www.ionoforetica.it e si richiede un’analisi del sangue generica non si può conoscere se il virus è presente o meno, dunque è necessario che vengano eseguite delle ricerche specifiche sul liquido sanguigno prelevato.

I risultati del test, ovviamente, sono sempre assolutamente riservati, dunque non si deve avere alcun timore per quel che riguarda la privacy, è utile sottolineare inoltre che oggi sono disponibili anche dei test salivari.

Qualora il test dovesse rilevare la presenza del virus è necessario seguire le cure che verranno indicate dal proprio medico e, ovviamente, tenere dei comportamenti responsabili che scongiurino l’eventualità che il virus possa trasmettersi.

Va sottolineato che, nell’attesa che la scienza riesca a debellare definitivamente questo virus, la persona che vi convive può vivere una vita assolutamente normale: l’utilizzo regolare di alcuni farmaci consente infatti di tenere il virus “sotto controllo”, evitando che possa degenerare e trasformarsi in una patologia.

Endometriosi: la rivoluzione Emilia Romagna su diagnosi, percorsi, tutele. Conferenza pubblica aperta alla cittadinanza organizzata da A.P.E. A Bologna, Sala 20 maggio 2012/Terza Torre, viale della Fiera 8 // 19 ottobre ore 10

Il ritardo nella diagnosi e l’assenza di percorsi terapeutici standardizzati contribuiscono a rendere l’Endometriosi una malattia complessa sia per le pazienti, costrette a vagare nel labirinto della sanità alla ricerca di una risposta al proprio dolore, sia per il personale sanitario, che spesso non la riconosce. L’A.P.E. Associazione Progetto Endometriosi ODV accoglie quotidianamente storie di donne che raccontano di ritardi diagnostici di molti anni, della mancata conoscenza della patologia da parte dei medici e di costi altissimi a causa del “Dottor Shopping” a cui devono ricorrere per trovare un esperto, che sappia prendersi cura di loro. Con gravi ripercussioni psicologiche, naturalmente, perché invece di essere aiutate, si sentono spesso dire dai familiari e perfino dai medici:

“Sei stressata! Hai la soglia del dolore troppo bassa! Hai bisogno di uno psichiatra! Fai un figlio e tutto passa!”

Eppure l’endometriosi è molto diffusa, ne sono affette 150 milioni di donne in tutto il mondo. Si stima che in Italia colpisca il 5%, quindi circa 3 milioni di donne, nei vari stadi clinici. Il picco si verifica tra i 25 e i 35 anni, ma la patologia può comparire anche in fasce d’età più basse. Ora però c’è una novità importante, finalmente qualcosa sta cambiando e per scoprire di più A.P.E. e Regione Emilia Romagna danno appuntamento a Bologna il 19 ottobre e fanno un appello accorato a medici, infermieri, ostetriche, psicologi e naturalmente a tutte le donne, chiedendo di partecipare numerosi alla Conferenza pubblica, aperta a tutti e gratuita, dal titolo. “Endometriosi: focus sulla paziente. La Rivoluzione Emilia Romagna, diagnosi, percorsi, tutele”. È proprio per creare maggiore tutela che l’Emilia Romagna sarà la prima regione a introdurre nuove strategie, a favore di medici e pazienti, tramite percorsi diagnostico-terapeutici-assistenziali (PDTA) standardizzati. Grazie alla realizzazione di una rete fatta delle migliori evidenze scientifiche maturate fino a oggi, la Regione Emilia Romagna vuole ridurre la variabilità dei comportamenti professionali e organizzativi, incrementandone l’appropriatezza e contribuendo a ridurre sprechi e inefficienze, al fine di migliorare la salute delle donne che ne sono affette.

“Sabato 19 ottobre, dalle 10.00 alle 12.45 presso la Sala “20 maggio 2012”, in viale della Fiera 8 a Bologna, abbiamo deciso di rivolgerci alla cittadinanza per mettere a confronto il punto di vista di medici, pazienti e istituzioni e fare il punto sul reale impatto dei nuovi processi attraverso una prospettiva nuova e accessibile a tutti – sostiene Annalisa Frassineti, presidente di A.P.E. (www.apendometriosi.it), un gruppo di donne affette da endometriosi, che si basa sul reciproco sostegno e conforto, dal 2005 impegnata in un’importante campagna di sensibilizzazione per informare e aiutare ad affrontare una malattia dolorosa, che può occludere le tube, creare aderenze, distorcere gli organi riproduttivi; provocare dolori forti durante il ciclo e l’ovulazione, dolori durante o dopo i rapporti sessuali, dolore pelvico cronico, cistiti ricorrenti, perdite intermestruali e colon irritabile.


Potrà questa nuova rete di strategie rappresentare una rivoluzione nella vita delle pazienti?
A.P.E. spera di sì!


La conferenza è gratuita e aperta a tutti, ma si richiede conferma a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ritirati dalle farmacie alcuni lotti del farmaco anti ulcera. L’ Aifa - Agenzia italiana del farmaco - ha disposto il ritiro di 5 lotti del medicinale OMEPRAZOLO SANDOZ BV*INF 5FL – AIC 038187023 della ditta Sandoz Spa.

La specialità medicinale OMEPRAZOLO SANDOZ serve per la terapia e cura di varie malattie e patologie come Esofagite, Gastrite, Sclerodermia, Ulcer.. Il provvedimento, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si è reso necessario a seguito comunicazione della ditta Sandoz concernente la presenza di precipitato in due lotti della suddetta specialità medicinale. Ecco i lotti del farmaco ritirati dalle farmacie: HX7523 con scadenza 10-2019, JC5162 con scadenza 10-2019, JC5166 con scadenza 11-2019, JU1484 con scadenza 1-2021 e in ultimo JU1485 con scadenza 1-2021. Il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute Aifa è invitato a voler procedere con gli adempimenti necessari per la verifica del ritiro avviato dalla ditta.

(14 ottobre 2019)

Pubblicato in Cronaca Emilia
Lunedì, 07 Ottobre 2019 07:56

Donne in corsa... per il "Benessere" - le foto

Sesto anno di Donne in corsa, l’iniziativa che sostiene i progetti del volontariato al femminile. (Foto di Francesca Bocchia)

Un’iniziativa ogni anno più grande e condivisa pensata per sostenere l’operato di otto associazioni: ANDOS, APE, Casa della Giovane, Centro Antiviolenza, Centro di Aiuto alla Vita, Famiglia Più, Futura e Pozzo di Sicar 

 

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Pubblicato in Salute e Benessere Parma

Botulino nella zuppa scaduta da tre settimane, paralizzato. Negligenza della vittima o responsabilità del marchio?

Intossicazione da botulino. Un uomo francese di Essonne, riporta Le Parisien, è ricoverato in gravi condizioni, al reparto di rianimazione dell'ospedale parigino, quasi completamente paralizzato,con pochissime speranze di guarigione. I medici hanno accertato che la tossina era contenuta nella zuppa che l'uomo ha consumato la fine di agosto dopo la scadenza in evidenza in etichetta del 4 agosto. I primi sintomi sono comparsi il giorno dopo: pupille dilatate, secchezza delle mucose, paralisi muscolare progressiva. L'uomo è stato ricovero in ospedale ed è stato trattato con siero antibotulinico. L'ospedale ha immediatamente attivato l'autorità sanitaria che ha condotto l'inchiesta epidemiologia che è stata effettuata direttamente con il paziente. Il giovane ha riferito di aver mangiato una confezione di zuppa precotta contenuta in una ciotola di plastica prodotta da un'azienda alimentare francese.

Analizzata anche la ciotola con i residui del minestrone e inviata all'Istituto zooprofilattico di Parigi che ha evidenziato la presenza della tossina botulinica di B. Il grave caso di botulino è stato reso noto anche dal Ministero della Salute sul sito internet istituzionale. Negligenza della vittima o responsabilità del marchio?

Le tossine negli alimenti non supportano il calore o l'esposizione prolungata all'ossigeno. Ma non cambiano né gusto né odore. Gli investigatori hanno trovato la zuppa di verdure nel frigorifero della vittima. "Nessun altro problema è stato segnalato sulle 630 confezioni del lotto che sono state vendute e consumate da allora", afferma l'autorità competente. La società del marchio incolpa la vittima. "Dato il periodo di incubazione (tre giorni), la data di ricovero del paziente (fine agosto) e la data di scadenza del prodotto (4 agosto), è dimostrato che il paziente ha consumato un prodotto scaduto ", spiega il marchio. Il botulismo è una forma rara di neuro-intossicazione in grado di provocare complicazioni molto serie e gravi all’organismo. La patologia non è contagiosa. Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, questo ennesimo fatto di cronaca evidenzia la necessità di prestare la massima attenzione ai termini di scadenza dei prodotti alimentari, poichè i rischi sono dietro l'angolo con possibili conseguente persino letali.

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(18 settembre 2019)

Domenica 1 settembre intera giornata dedicata al benessere. Tante le attività in programma dalle 8.00 alle 21.00

Domenica 1 settembre torna a La Caplèrà in strada Costa Garibalda,11 a Medesano, Salute & Benessere, rassegna curata dalla giornalista Francesca Caggiati, con il patrocinio della Provincia di Parma e del Comune di Medesano.


L’iniziativa, organizzata in collaborazione con l’Associazione La Caplèra e con Parma Da Vivere, si svilupperà nell’arco dell’intera giornata con attività esperienziali e di informazione dedicate al benessere psico-fisico.


Il programma della giornata si svilupperà come segue:
- ore 8.00: lezione di yoga (Erika Ferrari – yogi trainer e coach)
- ore 9.00: colazione con prodotti artigianali e miniworkshop di aromaterapia (Katia Bottioni di Pan di Zenzero e Elisabetta Paolini – chiniesologa, armoaterapeuta e naturopata)
- ore 10.00: conferenza introduttiva e trattamenti Reiki (Elisa Tosi – Master Reiki Usui Shiki Ryoho – e Simona Mazzoni – operatrice Reiki di primo livello)
- ore 12.00: workshop sul “rifiuto” (Francesco Ballarini – counselor umanista)
- ore 13.00: degustazione con prodotti a base di ganoderma (Rosanna Gaudino – operatrice del benessere)
- ore 14.00: test individuali di biorisonanza energetica (Paolo Valli – maestro, istruttore e operatore olistico)
- ore 15.00: conferenza introduttiva e trattamenti individuali Shiatsu (Cecilia Bonazzi – operatrice diplomata IRTE – Katia Asti e Melissa Lamanna Shiatsu practitioner)
- ore 17.00: seminario su “L’amore in età matura” (Alessandra Giovanelli – pedagogista, consulente e mediatrice familiare)
- ore 18.00: consulti individuali di medicina estetica e antiaging (dr. Naser Jabbarpour – medico estetico) con aperitivo e degustazione (Katia Bottioni – Rosanna Gaudino)
- ore 20.00: miniworkshop esperienziale sull’equilibrio mente-corpo attraverso la voce con il metodo brevettato soul voice (Anna Marchesani – vocal coach, musicoterapeuta e Soul Voice practitioner)
Si consigliano abiti comodi e un materassino o stuoia.


Ulteriori informazioni sono disponibili sul gruppo Fb “Salute & Benessere Parma” e sulla pagina Parma Da Vivere.


Per partecipare – fino ad esaurimento posti - è necessario prenotarsi al numero 338 5219408 o inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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Inaugurato sabato il via Farini 48, a due passi dal Palazzo Ducale, è suddiviso su due piani. Al secondo piano si possono prenotare i trattamenti personalizzati scegliendo persino la musica. E l’arredamento, curato da Maletti Group, consente di vivere un’esperienza di completo relax, sentendosi come a casa o in una suite di un Grand Hotel.

MODENA -

Luci soffuse, atmosfere vintage abbinate a un design moderno, studiato nei minimi dettagli per far sentire il cliente, o meglio, l’ospite, a proprio agio, in completo relax, coccolato come se fosse a casa propria, o persino al Grand Hotel, mentre personale specializzato si prende cura della sua immagine.

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È questa la filosofia di Identity Mood, il salone che ha inaugurato lo scorso sabato a Modena, in via Farini 48, a pochi passi dal Palazzo Ducale e da Piazza Roma, tra i luoghi più belli della città. 

Il concept è completamente nuovo e innovativo, come ci ha raccontato Rino Matta, fondatore di Identity Mood, che ha studiato per undici anni a Londra e che proprio dalla capitale inglese ha “importato” sotto la Ghirlandina un nuovo concetto di bellezza.

“Identity Mood, che è un marchio registrato, è nato nel 2011 in via Campanella. Allora, era un salottino molto intimo, dove volevamo dare però il nostro imprinting fin da subito”. Nel 2014, Rino Matta entra in società con Andrea Stefanelli, e inizia a prendere forma il loro sogno.

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“Volevamo realizzare qualcosa di più grande, con spazi dedicati all’estetica e più aree, con personale specializzato e qualificato per ogni zona. Un anno e mezzo fa abbiamo avuto la fortuna di trovare questo immobile, che è stato prima oggetto di un restauro conservativo. E oggi, finalmente, il sogno si realizza”.

Identity Mood non offre solamente un servizio per i capelli, ma una vera e propria consulenza d’immagine, che può guidare il cliente in un’esperienza di relax affidandosi alle mani esperte e al gusto degli operatori del salone. Un’attenta analisi del capello e della pelle precede il lavoro che viene svolto dagli esperti, attenti a ogni esigenza di stile e di look. 

“Il valore aggiunto è l’ambiente, che è unico e speciale, perché a Identity Mood non si tagliano solo i capelli, ma si fa moda, arte, stile. E il cliente deve sentirsi a casa. Abbiamo suddiviso gli spazi su due piani. Al primo ci sono la reception e le postazioni per i servizi da parrucchiere, al secondo ci sono spazi dedicati e personalizzati, dalle postazioni business ai servizi esclusivi della Suite Spa, che è un privé con servizio bar e possibilità di scegliere anche la musica”.

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UN AMBIENTE TRA DESIGN E RICERCATEZZA 

Il valore aggiunto all’esperienza di benessere è dato proprio dall’ambiente progettato sia a livello estetico che di comfort all’insegna del design e della ricercatezza. I due piani di Identity Mood sono stati progettati da dall’interior designer Chiara Silvetri e arredato da Maletti Group, leader internazionale nella produzione di arredi per hair stylist.

Sono stati creati ad hoc i piani di lavoro in marmo e ottone, il mobile retrolavaggio e la colour bar nell’area lavaggio. Al primo piano, dopo la reception, spiccano le nove poltrone Green Hug progettate da Giovannoni Design, girevoli e con lo schienale in legno multistrato e struttura in poliuretano espanso e rivestimento in skay per esaltarne il comfort. 

La zona uomo, invece, include due poltrone Elvis firmate Beauty Star, reclinabili e girevoli, con poggiatesta e poggiapiedi. Nella zona lavaggio spicca invece il lavatesta Noa dell’esclusiva linea Maison Sarah Lavoine, presentata per la prima volta da Maletti Group al Cosmoprof 2019. Di colore verde con bordatura oro, è caratterizzato da rifiniture eleganti che donano un tocco raffinato all’area lavaggio. 

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IL SECONDO PIANO E LA SUITE SPA

Salendo al secondo piano, si entra invece nella zona più esclusiva, dove i clienti possono ricevere i trattamenti personalizzati in completa privacy, acquistando gli spazi per un’esperienza di benessere esclusiva e distaccata dal resto del salone.

C’è, per esempio, la cabina Eden con una seduta con massaggio integrato e alza gambe elettrico e sistema Vapomist, grazie al quale il vapore regala un’esperienza di relax impareggiabile. Il tutto con la possibilità di scegliere musica personalizzata e di guardare serie TV da un tablet. 

Accanto alla cabina Eden si può vivere la stessa esperienza nell’area arredata da poltrone Musette, firmate Maletti e progettate da Elisa Giovannoni. Nell’area “privé” troviamo anche il lettino All in one, multifunzione e a tre motori per i trattamenti di viso, corpo, massaggi, manicure, pedicure e riflessologia. Infine, il lettino Iris Luxury, multifunzione e a quattro motori, rende ancora più rilassante i massaggi.

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Pubblicato in Cronaca Modena
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