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Venerdì, 17 Settembre 2021 15:30

"FESTA VIVACE"

“Festa Vivace. Unire i riformisti”: a Sasso Marconi la prima kermesse regionale di Italia Viva

Pubblicato in Dove andiamo? Emilia

Crescono export, economia, occupazione. Anche femminile. Un modello da premiare

di Laura Garavini - Oltre due milioni di occupati. Con un’occupazione femminile ai livelli più elevati in Italia. E con un tasso di imprenditrici tra i più alti d'Europa. Disoccupazione ai minimi storici: la metà della media nazionale.
Non c’è bisogno di propaganda. Bastano i numeri. Gli ultimi cinque anni a guida Stefano Bonaccini hanno portato l'Emilia Romagna a quei livelli di crescita che altre regioni stentano a realizzare. A partire dalle Regioni governate dalla Lega. Che ha proposto una candidatura debole, Lucia Borgonzoni, pensando di poterla compensare con la presenza esasperata di Salvini. Un 'badante' a tempo. Che cerca di strumentalizzare il voto in Emilia Romagna per fare cadere il Governo. Fregandosene altamente delle sorti del territorio e del paese.

Italia Viva non ha presentato liste in occasione delle elezioni emiliano-romagnole. Ma il nostro appoggio va convintamente al governatore uscente. Che ha dimostrato di saper amministrare in modo eccelso e di amare il suo territorio. Da modenese che si muove nel mondo, so bene che il tessuto produttivo della nostra regione è fatto di imprese di altissima qualità, molto apprezzate anche all‘estero. Aziende che in un mondo globalizzato potrebbero essere vulnerabili. E invece in Emilia Romagna, non solo resistono. Ma creano lavoro e crescita. Eccellendo anche a livello internazionale, con circa 63 miliardi di export l‘anno. Con valori pro capite che rendono l’Emilia Romagna la prima regione d'Italia. Meglio di Lombardia, o Veneto.

La regione Emilia Romagna a conduzione Bonaccini è un punto di riferimento per l'intero Paese. E non solo per avere invertito in positivo l'andamento del Pil. Ma anche per la sua cultura sociale. Perché è inclusiva. Ha forti principi democratici. Perché resiste alla pervasività del messaggio sovranista. Che invece altrove attecchisce.

Questi risultati non rappresentano un punto di arrivo. Anzi, sono lo step iniziale dal quale rilanciare i prossimi cinque anni. E se ci si domanda chi scegliere tra una candidata che finora ha dato prova solamente di non conoscere l'Emilia Romagna e un governatore che in cinque anni ha curato e fatto crescere la propria terra, Italia Viva non ha dubbi. Il voto del 26 gennaio va con determinazione a Stefano Bonaccini presidente.

Pubblicato in Cronaca Emilia