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Procedono a pieno ritmo i lavori di riqualificazione dei sottoportici di via Mazzini nell'ambito del progetto "Il pedone al centro": oggi il sopralluogo del Sindaco e dell'assessore Alinovi

Parma, 8 agosto 2017. Dopo gli interventi di pulitura e restauro di pavimenti e pilastri della scorsa estate, hanno preso il via da alcuni giorni i lavori di riqualificazione di via Mazzini, nell'ambito del progetto approntato dall'assessorato ai Lavori pubblici del Comune denominato "Il pedone al centro", che prevede interventi per complessivi 1 milione e 300 mila euro di cui un primo stralcio di 340 mila euro avviati questa estate.

Oggi il sindaco Federico Pizzarotti e l'assessore ai Lavori pubblici Michele Alinovi, insieme a Marco Ferrari di Parmainfrastrutture, Valerio Filiberti, RUP e DL dei lavori, e al presidente del Consorzio Aurora Angelo Ciccotto, hanno effettuato un sopralluogo per visionare lo stato d'avanzamento dei primi lavori messi in atto, legati al rifacimento della pavimentazione dei sottoportici di via Mazzini.

"Via Mazzini è una delle strade – ha detto il Sindaco – più piacevolmente percorse dai cittadini e dai turisti, sia per il suo assetto commerciale che per la bellezza architettonica. La sua riqualificazione era dunque un atto dovuto che testimonia l'attenzione dell'Amministrazione nei confronti del centro storico, dal punto di vista della sua vivibilità e dell'attrattività commerciale e turistica".

"I lavori stanno procedendo molto rapidamente – ha detto l'assessore ai Lavori pubblici Michele Alinovi - e quasi in anticipo rispetto le previsioni.

E' già stata fatta la demolizione della vecchia pavimentazione e si sta procedendo con la realizzazione della nuova. Fin dall'inizio il cantiere

Federico Pizzarotti si è ufficialmente insediato alla carica di primo cittadino di Parma dopo la vittoria al ballottaggio di domenica scorsa 25 giugno.

Indossando la fascia tricolore il Sindaco ha ufficialmente dato inizio al suo secondo mandato. 

Alla cerimonia erano presenti, oltre a alcuni consiglieri, il vice sindaco Marco Bosi, gli assessori Cristiano Casa, Marco Ferretti, Nicoletta Paci e Ines Seletti.

(Foto Francesca Bocchia)

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Pubblicato in Politica Parma

Per un lustro ci hanno detto che eravamo pieni di debiti e che per questo tasse e tariffe dovevano essere tenute ai massimi. Ora compare un tesoretto di 138 milioni di euro. E allora?

Alla fine ha tolto la maschera. Per 5 anni Pizzarotti ha detto che Parma, a causa di 800 milioni di euro di debiti, doveva subire tutte le tasse e le tariffe al top, che si doveva risparmiare su tutto. Che gli appalti andavano fatti al massimo ribasso. Ha lasciato seccare le fontane, ha lasciato che i parchi fossero in preda al degrado, che le erbacce crescessero sui monumenti, che le multe si moltiplicassero, che la qualità dei servizi scemasse. Non ha investito sulla sicurezza e nella lotta al degrado. Poi, pochi giorni, fa la scoperta: i soldi ci sono. L'assessore al bilancio Ferretti in un'intervista ha dichiarato: "faremo investimenti per 138 milioni di euro nei prossimi tre anni". Ieri il sindaco sulla Gazzetta gli ha dato manforte. "Nel 2017 investiremo 48 milioni".

In questi cinque anni di cinghia tirata, il comune ha ammucchiato un bel tesoretto da spendere nell'anno delle elezioni. Come succedeva ai tempi di Cirino Pomicino e Rino Formica.

Si vota? E noi tagliamo nastri. Fantastico, questo significa riportare l'orologio ai bei tempi di una Parma gloriosa. Il commento di Ferretti? "Un rilancio che parla di servizi e non di tasse". Appunto, nelle comparsate mediatiche di questi giorni gli amministratori non parlano mai di tasse. E nel caso non affiancano mai la parola riduzione alla parola "tributi" o alla parola "tariffe". Magari ci faranno una bella sorpresa durante la presentazione in consiglio comunale e ci stupiranno con effetti speciali.

Quello che sorprende più di tutto in questa continua serie di glorificazioni del bilancio 2017, è una dichiarazione del professor Ferretti: "questo è il primo bilancio senza rischi di default".

AlfieriL2016 10Ma davvero? Abbiamo provato a verificare. La frase è quanto meno azzardata.

Forse è il caso di fare un po' di storia del debito del Comune, del debito delle partecipate e del debito consolidato, che sono tre cose diverse.

In pratica le tre carte. E' opportuno perché questa amministrazione ha tenuto puntata sui cittadini la pistola degli 800 milioni di debito, che, si badi bene, non è il debito del Comune, ma il debito del comune (basso) più il debito delle partecipate (molto alto).
Frugando tra antichi documenti, abbiamo trovato una nota a commento della relazione commissariale stesa dal dottor Gino Capelli, già assessore al bilancio degli allora 5 stelle, stesa il 9 ottobre 2012.

Vi si legge: "Chi parla di dissesto del comune di Parma parla a sproposito in modo irresponsabile". Poi aggiunge: "L'attuale equilibrio di bilancio è di fatto conseguente all'attività del Commissario", ossia il prefetto Ciclosi. Quindi, per l'ex assessore di Pizzarotti il Comune non rischiava il default neppure nel più nero degli anni grillini: il 2012. Figuriamoci negli anni successivi.

Ma non finisce qui. Capelli aggiunge: "E' un dato di comune esperienza che il debito di un qualsiasi soggetto debba essere valutato alla luce del suo patrimonio e della sostenibilità del debito rispetto alla propria condizione patrimoniale e finanziaria".

Quindi spiega l'ex assessore, se vuoi conoscere il patrimonio netto del gruppo comune devi sottrarre il passivo all'attivo. Ebbene, come si legge nella relazione, sottraendo al patrimonio delle partecipate i loro debiti (607 milioni dice) resta un patrimonio netto di 112 milioni.

"Se siamo una famiglia e abbiamo contratto un mutuo per acquistare un'abitazione, a fronte del debito contratto con il mutuo ho il valore dell'immobile... Pertanto, se vogliamo vedere l'effettiva situazione patrimoniale della famiglia, dobbiamo fare riferimento non solo al debito, ma anche all'attivo costituito dall'abitazione".

Aveva ragione Capelli a dire questo, se è vero che il Comune oggi naviga in buone acque; come dice Pizzarotti. Ma non perché sia stato fatto un miracolo. Ma perché su quegli 800 milioni totali e quei seicento delle partecipate si poteva lavorare e andare in fretta a una riduzione. Per non parlare del debito del Comune che non è mai stato grave. Se per lungo tempo l'amministrazione non ha potuto saldare i suoi debiti verso i fornitori ciò non era dovuto alla mancanza di soldi ma ai meccanismi del patto di stabilità.

Appena il governo ha varato lo "sblocca debiti", i creditori sono stati soddisfatti senza problemi.

Il Comune di Parma non era a rischio default. Il vero problema era il debito delle partecipate.

E qui qui la partita è stata vinta in tre mosse: il Comune ha venduto una delle società più indebitate, Stu Pasubio, con tutti i suoi passivi (il sindaco è indagato per questa operazione), che son scomparsi dal debito. Poi ha fatto fallire Spip, e qui se ne è andata un'altra fetta immensa di debito, con buona pace dei poveri creditori della società. Poi ha "venduto" (in realtà si tratta di operazione ben più complessa di una vendita) azioni Iren di sua proprietà per pagare i debiti di STT. E così oggi si può dire che il debito delle partecipate è passato da 573 milioni di euro a 343. Ma non parliamo di miracolo.

Allora viene spontanea la domanda finale: perché in parallelo non sono diminuite le tasse o aumentati barra migliorati i servizi? Il sospetto è questo: bisognava essere pronti ad affrontare le elezioni 2017, tagliando nastri a volontà e rilasciando interviste.

Intervento del primo cittadino sull'emergenza profughi. Il sindaco si rivolge a prefetto e Regione: "Parma dà prova della propria capacità di far fronte alle emergenze. Gli altri Comuni facciano altrettanto, il piano del Viminale è da rivedere".

Parma, 27 luglio 2016

Intervento del sindaco Pizzarotti sul tema della distribuzione delle quote dei profughi nel parmense, alla luce dei dati pubblicati sugli organi di stampa.

"Il Comune di Parma non si sottrae alle sue responsabilità, e ogni giorno mette in campo le proprie competenze, professionalità e strutture per far fronte all'emergenza migranti, alla sicurezza e all'ordine pubblico. Facciamo il nostro, gestendo assieme alla prefettura un fenomeno migratorio in crescita, rispondendo alle legittime preoccupazioni e alle aspettative dei parmigiani. Rispetto a molte città italiane, e in collaborazione con le istituzioni locali, regionali e le associazioni del territorio, abbiamo anche attivato progetti sperimentali che finora si sono dimostrati efficaci e di qualità, garantendo un'integrazione il più possibile equilibrata e controllata. Penso ad esempio al progetto "rifugiati in famiglia", al progetto Sprar relativo ai minori o all'accoglienza delle potenziali vittime di tratta umana.

Ancora una volta, Parma dà prova della propria capacità di far fronte alle emergenze. Tuttavia nel piano di lavoro del Viminale è palese la sproporzione tra il nostro impegno e quello degli altri capoluoghi di provincia. Come è palese il fatto che ci sono alcuni Comuni del parmense che si sottraggono alle proprie responsabilità. Così non va bene: Parma pretende maggiore equilibrio e una più equa distribuzione, sia a livello regionale che provinciale. Se noi facciamo fronte in modo efficace e determinato alle esigenze del Paese, lo possono e devono fare anche gli altri Comuni. Chiediamo quindi al prefetto e alla Regione una presa di posizione, in relazione ai Comuni che non ospitano migranti: anche a loro va chiesto un impegno e una responsabilità maggiori".

(Fonte: ufficio stampa Comune di Parma)

Il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, chiede chiarezza a Beppe Grillo. Lo fa con una lettera in cui pretende che venga fatta luce sulla sua posizione nel Movimento Cinque Stelle.

Parma, 19 luglio 2016

Pizzarotti vuole una risposta da Beppe Grillo. E la chiede annunciando di aver scritto al leader del Movimento Ciinque Stelle per chiedergli chiarezza sul suo attuale ruolo all'interno di M5S.
Una richiesta che il Primo cittadino parmigiano ritiene giusta dopo gli ultimi mesi non proprio facili.
La lettera, è stato comunicato in queste ore, è stata inviata proprio questo pomeriggio .
Lo ha confermato questa mattina ai cronisti lo stesso sindaco aggiungendo che "il testo della lettera sarà immediatamente reso pubblico". Molto probabilmente attraverso i tradizionali canali social.

Pubblicato in Cronaca Parma
Lunedì, 21 Aprile 2014 08:33

Pasqua amara per Pizzarotti

 

Gianroberto Casaleggio attacca il Sindaco di Parma che per tutta risposta scrive un lungo post su facebook sostenendo che “Parma merita rispetto.”

 

di Lgc

Parma 21 aprile 2014 ----

La promessa mancata. Pochi giorni sono passati dall’intervento alla testa che già il cofondatore del movimento 5 stelle torna sul palcoscenico della politica a sostegno della campagna elettorale per le europee. Nell’intervista rilasciata in esclusiva  a “Il Fatto Quotidiano”, Gianroberto Casaleggio, tocca tutti i punti nevralgici della politica italiana e i cavalli di battaglia del M5S. Da Renzi “clone” di Berlusconi al fiscal compact, dai dissidenti del Movimento al loro più rappresentativo sindaco, Federico Pizzarotti, reo di avere messo in discussione la selezione dei candidati alle europee e, forse, di avere assunto una autorevolezza all’interno del Movimento tale da minare il percorso pianificato dai due Guru, Grillo e Casaleggio.  “perchè parli”  tuonava pochi giorni fa Beppe Grillo contro “Capitan Pizza” all’indomani dei commenti sui candidati. 

Dallo scorso agosto, data dell’accensione del termovalorizzatore di Parma, i rapporti tra Pizzarotti e Grillo si erano un po’ raffreddati. A dire il vero, Beppe Grillo, durante l’intervista a Enrico Mentana, avrebbe tentato di sminuire il dissenso cercando di sdoganare l’insuccesso: “L’Inceneritore c’era già. Capisco il povero Pizzarotti. Pizzarotti è un’istituzione. Forse ha perso un po’ di vista il movimento .“

E se qualcuno pensava che pace fosse fatta è stato immediatamente smentito con l’entrata a gamba tesa di  Calsaleggio sui dissidenti e le poche  regole che gli appartenenti al Movimento hanno obbligo di rispettare. Il simbolo di questo dissenso, probabilmente, è lo stesso Pizzarotti al quale Casaleggio rivolge l’invito di rimettere il suo mandato avendo fallito sulla questione dell’inceneritore.  "Aveva promesso di chiudere l'inceneritore e non l'ha fatto. Così non può restare",  tuonò infatti poche ore fa Casaleggio. 

Per tutta risposta, nonostante la festività pasquale, in tarda serata il sindaco di Parma ha postato sul proprio profilo facebook un documento di “realpolitik”; dalle difficoltà di governare al rapporto con la cittadinanza intera e non solo di parte, concludendo che “Parma merita rispetto, i parmigiani meritano rispetto. Nulla, per me, è più importante della mia città e dei miei concittadini.”

- Il Post pasquale di Pizzarotti -

“Amministrare a 5 Stelle. Penso che non sia semplice far capire che cosa vuol dire amministrare una città. Una città che aveva 870 milioni di debito che, in meno di due anni, è stato ridotto di quasi la metà. Amministrare non è solo proporre la propria idea di politica: è attuare quell'idea. Un'idea che deve essere il più possibile compatibile con la realtà. Amministrare vuol dire rappresentare tutti i cittadini, essere l'istituzione di chi ti ha votato e di chi non ti ha votato, vuol dire non essere il sindaco di una parte, ma essere il sindaco di tutti. Amministrare vuol dire calarsi nella politica reale, lavorare duramente affrontando i problemi, intraprendere con coraggio la strada che si ritiene migliore per la propria città, la più giusta e la più equa. E' affrontare problemi reali, a volte, vuol dire anche non vincere alcune battaglie. Vero. Ma questo non vuol dire tradire un ideale. Non conta solo il risultato ottenuto per i cittadini, ma anche che l'idea di politica che si vuole lasciare per la propria città. Tutto questo significa amministrare in piena sintonia con i valori del Movimento. Con umiltà, serietà e coraggio, sapendo che solo con l'esempio si possono coinvolgere veramente le persone. Ma fintanto che non si governa tutte queste cose non si possono capire, senza viverle ogni giorno sulla propria pelle non si capiranno mai. Parma merita rispetto, i parmigiani meritano rispetto. Nulla, per me, è più importante della mia città e dei miei concittadini. E sono i fatti che lo dimostrano. Ecco i più significativi degli ultimi due anni: http://www.comune.parma.it/comune/timelineBlank.aspx

Pubblicato in Politica Emilia
Domenica, 13 Aprile 2014 12:37

Grillini (non) parlanti. Obiettivo Europa

“Capitan Pizza” nel mirino di Beppe Grillo. Dal BLOG di Grillo “sparisce” un post di dissenso del 8/4 delle 20:20. 

di Lamberto Colla ---

Parma, 13 aprile 2014 -

“Chi ha scritto questo post?... No perché se c'é uno da cacciare a calci in culo é proprio lui. Ma come? Alla vigilia delle Europee, con le iene dei media che alitano sul collo, si prende una foto di OMISSIS di Pizzarotti, non Pizza!, Pizzarotti!, ricordo ai disattenti, Sindaco del M5S, per farlo passare da OMISSIS. Lo si scredita usando nomignoli alla OMISSIS. Lo si critica pubblicamente facendolo passare per OMISSIS, e poi alla fine lo si invita neanche tanto sarcasticamente a non parlare e stare zitto!OMISSIS OMISSIS “ Ma le vogliamo vincere le Europee si o no? Perché cosi, forse a qualcuno sfugge, NONSIVINCEUNomissis!

Ai banchetti per raccogliere i contributi per le elezioni distribuiamo anche un martello per devastarci Tafazzianamente i coglioni!!

Strategia di comunicazione = 0

Calcio in culo ai responsabili...CHIUNQUE SIANO!

OMISSIS

 

OMISSIS 08.04.14 20:20|

 

Questa la trascrizione del commento scomparso che, di fatto, se la prende con Beppe Grillo per l’attacco al più rappresentativo degli eletti Sindaco all’esordio del M5S appena 2 anni fa. 

Un po’ scurrile il linguaggio usato dal “cittadino” aderente al movimento pentastellato ma efficace. Tanto efficace che, questa volta, non è stato censurato dalle “iene dei media” ma, come sembra plausibile, dal suo stesso media di riferimento, il Blog di Beppe Grillo. Non si può escludere comunque che la responsabilità sia da imputare a un temporaneo problema di internet. 

Fatto sta che questo post e il precedente delle 20:19 il giorno 11 aprile non c’erano più. Un guasto di “rete” forse o forse la verità fa male e, in clima di campagna elettorale,  risulta sconveniente minare la strategia di comunicazione monolitica impostata da Grillo e Casaleggio.

Una strategia che indubbiamente ha dato i suoi frutti dei quali ne ha beneficiato abbondantemente lo stesso “Capitan Pizza” riuscendo ad affondare l’”invincibile armada” del PD parmense alle amministrative locali del 2012. 

Una vittoria del “M5S” in primis e poi di Pizzarotti. Già perchè lo stesso attuale Sindaco di Parma non si era ancora speso per la città sino al momento dell’exploit. Merito del successo si dovette ai due comizi/spettacolo di Beppe Grillo e alla forza della rete, che prima lo portarono al ballottaggio con il PD di Bernazzoli e poi a una storica vittoria, complice anche la voglia di rinnovamento dei parmigiani che mai si sono sottratti alle sfide e al desiderio di cambiamento.   Oggi, ala vigilia delle Europee del 25 maggio,  la strategia del M5S è identica ad allora. 

Cavalcare il dissenso e raccogliere il consenso per portare gli “emeriti sconosciuti” a Bruxelles. Il numero fa la forza e di questo Grillo ne è perfettamente cosciente così come è cosciente del fatto che è lui l’anima trascinatrice del movimento tant’è che ha ricominciato a comparire con gli “spettacoli” e, novità delle novità, a farsi “benevolmente” intervistare.  L’obiettivo è troppo importante per il Movimento che nessuno può e deve minarne il percorso.

Nessuno, nemmeno l’ufficiale, comandante di Parma, “Capitan Pizza” può farlo nonostante sia un privilegiato al quale è stato concesso, primo tra tutti, di intrattenere rapporti, seppur moderati, con la stampa e di avergli perdonato il mancato spegnimento dell’inceneritore di Parma.

A dire il vero, leggendo i “post” del BLOG sembra che gli attivisti intravedano un po’ troppa attività mediatica di Pizzarotti ma, vista la recente apertura dello stesso Beppe Grillo verso le grandi testate editoriali, non è più un comportamento censurabile con l’espulsione dal movimento.

Anche il Movimento 5 Stelle matura e con la muturità cresce la “critica” e con essa le fratture saranno all’ordine del giorno. 

Ma non ora. In tempo di guerra non c’è possibilità di discussione e si applica il codice militare e con esso la Corte Marziale. Il generale ordina e le truppe eseguono. A loro non è dato a sapere del perché nè tantomeno di discutere gli ordini.

L’obiettivo finale è la conquista dell’Europa. 

Nel conto di una guerra ci sta la perdita di vite umane e il sacrificio anche degli ufficiali. Le truppe grilline avanzano  inesorabilmente verso nord in una manovra a tenaglia con l’armata della Le Pen impegnata da Ovest e quella di Alba Dorada da Est. Punto di congiunzione, Bruxelles 25 maggio 2014.

 

 

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Federico Pizzarotti: "Ho fatto tutto ciò che era possibile fare con i poteri di un Sindaco."


Parma 28 agosto 2013 (20,00) --
"Oggi a Parma viviamo un momento particolare della nostra storia. Un evento che tutte le forze politiche, meno una, hanno fortemente sostenuto, e alla fine, dopo un lungo iter durato quasi un decennio, sono riuscite ad ottenere. Stiamo parlando dell'accensione dell'Inceneritore di Ugozzolo, l'ottavo in Emilia Romagna, che ha cominciato a funzionare a pochi chilometri dal centro storico.
Se oggi sono qui a comunicare un evento di questa portata, è perché per anni a Parma si è combattuta una battaglia politica ed etica che ha smosso le coscienze di molti - chi pro e chi contro – suscitando una discussione che dal livello locale ha finito per assumere un'importanza nazionale.
Questo, in sintesi, dal 2006 ad oggi ha significato l'Inceneritore di Ugozzolo.
E noi, come Movimento 5 Stelle, non ci siamo sottratti alla discussione, ma anzi ne abbiamo preso parte consapevoli. E alla fine della corsa abbiamo avuto ragione, ma al tempo stesso registriamo una grande delusione. Abbiamo avuto ragione perché oggi l'Emilia Romagna, dopo aver attivato 8 inceneritori nel cuore della Pianura Padana, si è detta pronta a invertire la rotta, e seguire il percorso ambientalista tracciato dall'Europa. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire.
Ma ci rammarichiamo perché l'Inceneritore di Parma non siamo riusciti a fermarlo. Si può dire quello che si vuole, perché in democrazia è libero il campo per ogni opinione politica: ma in campagna elettorale ci siamo dichiarati contrari - e questo è giusto dirlo - e abbiamo promesso di fare il possibile per arrivare ad un risultato che ci soddisfacesse. Per quel che mi riguarda, l'onestà nella battaglia politica che ho portato avanti, convinto di aver impegnato tutte le energie possibili e spendibili - le stesse che utilizzo per ogni azione politica intrapresa - mi portano oggi a parlarne a viso aperto, senza problemi e con assoluta onestà intellettuale.
Ho fatto tutto ciò che era possibile fare con i poteri di un Sindaco.
Come Amministrazione abbiamo portato alla luce un iter di costruzione dell'inceneritore a tratti poco chiaro, per certi aspetti davvero oscuro, rischiarando questioni di cui un domani si prenderà carico la Magistratura, se già non lo ha fatto. Come Amministrazione di Parma abbiamo lavorato con serietà, chiedendo e pretendendo il rispetto integrale di quelle che erano le normative di legge.
Ora guardiamo avanti, perché il declino di queste strutture è già iniziato, ed è iniziato proprio nell'anno in cui le forze politiche che lo hanno voluto, centrosinistra e centrodestra, ne festeggiano l'apertura, quasi fosse una nostra sconfitta, e non loro. Esultano nel loro interesse, dimenticandosi, e senza vergogna, di aver negato un referendum sull'Inceneritore richiesto da una cospicua parte della città.
Oggi il dibattito politico sull'Inceneritore ha bisogno di evolversi e smetterla di stagnare su quello che è stato detto in campagna elettorale. Purtroppo partiti e movimenti civici sono rimasti col pensiero a maggio 2012, mentre oggi c'è bisogno di guardare al futuro: perché pur importante che sia la lotta, non rappresenta comunque l'unico punto del nostro programma.
Sull'Ambiente, poi, non torneremo indietro ne' cambieremo posizione: è aumentata la raccolta differenziata in centro storico, è aumentata a livello generale su tutto il territorio del Comune di Parma; continuerà ad aumentare, e per questo diminuiranno per tutti i costi diretti a carico dei cittadini, quelli, per intenderci, delle bollette. Parleremo con Iren per arrivare a soluzioni condivise, di beneficio economico ed ambientale per la città. Siamo a lavoro per un nuovo piano di viabilità urbana, mai nemmeno discusso negli ultimi dieci anni. Lavoriamo e continueremo a lavorare.
Mi auguro che dell'Inceneritore, e degli inceneritori in generale, se ne continui a parlare, ponendo la riflessione su quello che è stato e su quello che sarà la nostra nuova politica.
Informate su chi lo ha voluto, su chi ha scelto di spendere più di 200 milioni per la sua realizzazione; su chi lo porterà ad essere mirino dei rifiuti delle altre Province emiliane; su chi ieri si sfregava le mani per la sua costruzione e oggi lo rinnega. E poi su chi lo ha contrastato e chi ha provato a fermarlo, con le armi della legge e col pensiero rivolto al nostro futuro."
(tratto da Facebook di Federico Pizzarotti)

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