Visualizza articoli per tag: territorio Concordia

Il gregge era stato rubato nel mantovano, ma i Carabinieri li hanno ritrovati in un’azienda agricola a Vallalta di Concordia, nella Bassa modenese. Durante le operazioni è stato scoperto anche un macello abusivo, dove due degli animali trafugati erano già stati macellati. Nei guai due marocchini di 54 e 57 anni.

Pubblicato in Cronaca Modena

Due gruppi rivali si sono affrontati in strada, probabilmente per questioni legate alla spartizione del territorio. Tutti evidentemente ubriachi, sono venuti alle mani procurandosi ferite e lesioni che hanno richiesto il ricovero per due di loro. Sono stati tutti identificati dai Carabinieri

Pubblicato in Cronaca Modena

Bio Bimat sul progetto per la realizzazione di un impianto per la produzione di biometano a Concordia.
• Stop alla continua diffusione di notizie fuorvianti e sì al confronto su dati reali
• L’impianto non genererà problemi odorigeni
• Traffico: l’impatto è inferiore a quello di altre attività che potrebbero insediarsi all’ex Kermar
• Investimento di 36 milioni di euro e impiego fino a 100 addetti nella fase di cantiere
• È un progetto di economia circolare, tema al centro del programma del nuovo Governo

Modena, 11 settembre 2019 - Bio Bimat stigmatizza la continua diffusione di notizie fuorvianti, con finalità elettoralistiche, sull’impianto per la produzione di biometano, da realizzare nell’area ex Kermar, a Concordia. E giudica ancor più grave la circostanza che falsità e toni allarmistici siano fatti circolare da personalità che ricoprono incarichi nelle istituzioni, cui dovrebbe stare a cuore la tutela di un dibattito pubblico di qualità, basato su dati concreti e su confronti con esperienze di impianti simili, realizzati anche a distanze minori dai centri abitati rispetto al progetto di Bio Bimat.Il progetto per la realizzazione dell’impianto a Concordia è attualmente sottoposto alla procedura di VIA, nella quale intervengono tutti gli organismi competenti: per rispetto delle istituzioni e delle normative, Bio Bimat finora ha ritenuto di non intervenire nelle discussioni strumentali e di parte che si sono scatenate nel corso degli ultimi appuntamenti elettorali. Sarà la Conferenza dei Servizi ad esprimere il proprio parere sulla realizzazione di un impianto che è, prima di tutto, un progetto di economia circolare, volto al recupero e alla trasformazione di materiali di scarto in energia pulita.

Su economia circolare e Green Economy, temi del futuro della nostre società e al centro del programma del nuovo Governo Conte, si rende necessario un chiarimento definitivo da parte di partiti e istituzioni: teoricamente tutti a favore, praticamente tutti contrari.

La sindrome Nimby è dannosa per la collettività ed è senza prospettive perchè porta a perpetrare scelte che hanno un forte impatto ambientale: dal consumo di fonti fossili all’incenerimento dei rifiuti.Le seguenti puntualizzazioni si rendono necessarie a seguito della diffusione sulla stampa di notizie che mettono in discussione un investimento fatto da imprenditori che hanno sempre operato nel rispetto di norme e procedure.

Nel dettaglio:

● L’impianto per la produzione di biometano non genererà problemi odorigeni, come dimostrano le analisi tecniche realizzate per la conferenza dei servizi: è interesse dei soci che sia così, altrimenti verrebbe chiuso dalle autorità competenti.

● Non c’è rischio di esplosione perché il biogas sarà prodotto in digestori anaerobici a bassa pressione, la stessa che c’è nelle case di un qualsiasi privato cittadino. Solo una volta trasformato in biometano sarà compresso per essere immesso in rete di trasporto, ma l’intero ciclo della linea gas, dalla sua produzione all’immissione in rete, è impiantisticamente chiuso, confinato e non a contatto in nessun modo con l’aria. In assenza di aria non potrà in alcun modo mai crearsi alcuna miscela esplosiva.

● La realizzazione dell’impianto produrrà ricadute economiche dirette e strutturali sull’economia del territorio. L’investimento complessivo per la realizzazione dell’impianto è stimato in 36 milioni di euro.

● L’impatto sulla circolazione è minimo, nell’ordine di 15 camion al giorno su una strada in cui si registrano oltre 11 mila transiti nel giorno feriale medio. Va comunque precisato che questo tipo di attività genera un incremento di traffico decisamente minore ad esempio di una logistica, il cui insediamento nell’area ex Kermar sarebbe già consentito dal piano urbanistico vigente. A parità superficie edificata, l’attività di logistica genererebbe oltre il doppio del traffico previsto per la produzione di biometano.
● L’impianto nasce per trattare Forsu di provenienza regionale! Gli impianti presenti in Emilia-Romagna sono ancora sottodimensionati rispetto alla quantità di materiale prodotta in regione. Bio Bimat ribadisce l’impegno a trattare solo Forsu proveniente da società multiservizi dell’Emilia-Romagna.
● La realizzazione dell’impianto prevede l’impiego di fino a 100 addetti di imprese del territorio, che saranno i principali fornitori del materiale necessario. A regime saranno impiegate stabilmente fino a venti persone, più del doppio considerando l’indotto attivato dall’attività di produzione di biometano.
● Impianti che producono biometano sono già stati autorizzati in Emilia-Romagna. Sono stati inaugurati alla presenza di esponenti delle istituzioni, sono attivi da diversi mesi e sono portati come best practice anche dalle associazioni ambientaliste. Nel programma del nuovo Governo, l’economia circolare è individuata come uno dei principali driver di sviluppo.

Bio Bimat ribadisce la propria disponibilità al confronto con le istituzioni e la cittadinanza all’interno di tavoli tecnici che consentano di coniugare la necessità di conoscenza e informazione con il superamento di pregiudizi, ostilità e atteggiamenti strumentali che non hanno riscontro nè nel progetto, nè nell’attività di produzione di biometano. In questa ottica era stato pensato l’invito, pregiudizialmente declinato, alla visita di un impianto già attivo, realizzato in un contesto simile a quello di Concordia.
Bio Bimat si riserva ogni altra valutazione, anche di tipo legale, relativamente alla diffusione di notizie false che possono potenzialmente creare un danno economico ingente ai proponenti, che hanno sempre agito nel rispetto delle regole.

Ulteriori informazioni sul progetto sono disponibili sulla pagina Facebook di Bio Bimat.

 

PRESENTATI A IMPRENDITORI E ASSOCIAZIONI I DATI DELL'IMPIANTO PER PRODURRE BIOMETANO A CONCORDIA

● A breve un incontro per la presentazione del progetto alla cittadinanza

● Lo studio sul traffico: 15 camion al giorno per il conferimento del materiale

● Dati Ispra: in Emilia-Romagna c'è disponibilità di 712.000 tonnellate di Forsu

 

Modena, 6 novembre 2018 - Nel corso dell'incontro con gli imprenditori dell'area ex Kermar e i rappresentanti di Cna e Confartigianato - Lapam, i soci di Bio Bimat hanno chiarito, con i dati contenuti negli studi presentati per la VIA, gli elementi principali del progetto per la realizzazione di un impianto a biometano, per dare una risposta ai dubbi delle imprese e alle preoccupazioni dei cittadini.

I camion che conferiranno il materiale sono, secondo una stima largamente prudenziale, 15 al giorno (13 dei quali completeranno le operazioni nella fascia 6/8 del mattino)

Considerando la capacità massima di lavorazione dell'impianto di 100 mila tonnellate l'anno, 312 giorni/anno di operatività e una capacità di 30 tonnellate per camion, il risultato è di 10,68 mezzi al giorno che transiteranno su una strada che vede il passaggio, nel giorno feriale medio, di 11.400 veicoli, di cui 700 camion.

I mezzi che entreranno nell'impianto per lo scarico della Forsu saranno gli stessi che porteranno via l'ammendante o i materiali da avviare al riuso.

Tutte le lavorazioni avverranno al chiuso, non ci saranno dispersioni odorigene. I soci di Bio Bimat hanno invitato imprenditori e associazioni ad una visita ad un impianto simile, già operativo e a avviare un confronto con imprenditori, associazioni d'impresa, cittadini e pubbliche amministrazioni di territori in cui sono presenti impianti per la produzione di biometano simili a quello da realizzare a Concordia: a umido e con lavorazioni al chiuso.

Impianti simili sono neutri dal punto di vista delle emissioni (la CO2 rilasciata è la stessa che il materiale lavorato rilascerebbe naturalmente in ambiente), generano una consistente riduzione dell'utilizzo di combustibili fossili e utilizzano processi naturali per l'ottenimento di biogas e ammendante

Non ci sono rischi biologici o di esplosione: nell'impianto non c'è combustione e il materiale di lavorazione è umido e inerte.

I soci di Bio Bimat hanno ribadito l'impegno formale di ritirare la Forsu solo da multiservizi dell'Emilia-Romagna: secondo i dati Ispra, la disponibilità di Forsu in Emilia-Romagna ammonta a 712.900 tonnellate

Nei prossimi giorni, come annunciato pubblicamente nel corso dell'incontro con i consiglieri comunali di Concordia, sarà programmato un incontro di presentazione del progetto alla cittadinanza, con i dati reali degli studi redatti da professionisti e ora al vaglio degli Enti per la Valutazione di Impatto Ambientale. Sarà un'occasione per i cittadini di Concordia per farsi una propria opinione sulla tipologia di impianto proposto e sull'economia circolare, confrontandosi con le informazioni reali e non con letture allarmistiche, strumentali e dal sapore elettoralistico.

Ricostruzione post sisma. Inaugura la nuova struttura del Centro aggregativo dell'area sportiva di Concordia (Mo), ricostruita con un milione e 250mila euro provenienti da Sms solidali.

Tornei, giochi e musica fanno da cornice alla giornata. L'assessore Costi: "La ricostruzione non si ferma, un altro passo in avanti per le comunità colpite dal terremoto"

Bologna – Di nuovo a disposizione dei cittadini, dopo che le scosse del sisma del 2012 l'avevano resa inagibile, la struttura aggregativa posta all'interno del Centro Sportivo a Concordia sulla Secchia (Mo).
L'inaugurazione è prevista alle 19, con gli interventi dell'assessore regionale alla Ricostruzione Palma Costi, del sindaco Luca Prandini, del presidente di Uisp di Modena, Giorgio Baroni e del presidente del Centro servizi Volontariato Modena, Paolo Zarzana. Prevista anche la visita alla nuova struttura del cantante Beppe Carletti, tra gli organizzatori del "Concerto per l'Emilia".

La struttura aggregativa, duramente colpita dal terremoto del 2012, rinasce all'interno del centro sportivo comunale di via Togliatti grazie a un milione 250 mila euro provenienti dai fondi resi disponibili dagli Sms solidali, gestiti dalla struttura guidata dal Commissario delegato alla ricostruzione, e presidente della Regione, Stefano Bonaccini.

L'edificio, ora completamente antisismico, è dotato di un salone polifunzionale (186 mq), un bar e cucina con relativi servizi, un locale multiuso al 1° piano ed ampia area esterna e sarà di supporto alle famiglie e ai giovani che frequentano il centro sportivo. Si tratta di un'opera che, fin dalla fase progettuale, ha visto la condivisione delle associazioni sportive e della consulta del volontariato, per rispondere nel modo migliore alle esigenze sportive e aggregative della comunità. Il progetto ha puntato molto anche sul risparmio energetico, grazie ai pannelli fotovoltaici posti sul tetto della cucina.

"E' importante restituire questo spazio aggregativo alla città di Concordia- commenta Palma Costi-. Perché vuol dire restituire alle persone un luogo di aggregazione, di socializzazione, vero motore del "sentirsi comunità". E' un tassello, un altro, nel completamento del più ampio mosaico della ricostruzione. Che non può definirsi completa, fino a quando non saranno recuperati – come sta accadendo qui oggi – anche gli spazi in cui le persone possono vivere la dimensione sociale della propria comunità. E' stato fatto moltissimo fino ad oggi per fare ritornare questi luoghi colpiti dal sisma come e meglio di prima, e siamo fortemente determinati ad accelerare ancora per raggiungere il traguardo della piena ricostruzione, a cui tutti tendiamo. Per la struttura che da oggi torna ad essere disponibile per i cittadini di Concordia, vorrei dire grazie anche alla generosità di chi ha non ha fatto mancare il proprio contributo alla realizzazione dell'opera, che aggiunge valore e cuore all'iniziativa, due elementi tipici dello sport".

"Con l'inaugurazione del centro aggregativo- afferma il sindaco Prandini- offriamo ai concordiesi, e in particolare ai giovani, quello spazio di ritrovo che il sisma ci aveva sottratto, avviando la riqualificazione del centro sportivo che sarà completata con una nuova palestra al posto della precedente struttura ora inagibile. Il cammino verso la piena ricostruzione di Concordia è ben avviato, ma ogni edificio pubblico che restituiamo alla comunità ci rende consapevoli di aver percorso una tappa importante e, soprattutto, di essere sulla strada giusta".

Centro_aggregativo_Concordia_esterno_1.jpg

 

 

 

Crisi aziendali. Il presidente Bonaccini e l'assessore Costi incontrano sindacati e lavoratori della della Martini Luce di Concordia: "Siamo e saremo al vostro fianco. Il nostro impegno per non interrompere la produzione, attivare gli ammortizzatori sociali e salvaguardare azienda e occupazione"

Già avviato il dialogo con il curatore fallimentare. Sorpresa per la manca cessione alle Coemar Lighting: "Marchio nazionale, valutiamo anche se portare la vertenza al tavolo del nuovo Governo non appena insediato"

Bologna – Avviare subito la ricerca di un acquirente industriale, insieme al curatore fallimentare; evitare che la Martini venga spezzettata e venduta a blocchi; utilizzare gli ammortizzatori sociali in favore dei lavoratori che al momento sono sospesi dal lavoro a causa della dichiarazione di fallimento. Evitare che l'azienda si fermi e fare tutto il necessario affinché resti a Concordia, sul territorio.

Sono questi i temi più rilevanti al centro dell'incontro di questa mattina a Mirandola (Mo) tra il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, l'assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi, il sindaco di Concordia, Luca Prandini, i sindacati e i rappresentanti delle Rsu aziendale di Fiom e Fim con i lavoratori della Martini Luce di Concordia (Mo), la nota azienda di illuminotecnica il cui fallimento è stato decretato dal Tribunale di Modena nei giorni scorsi, come atto conseguente alla sorprendente notizia della non avvenuta formalizzazione della cessione di ramo d'azienda alla Coemar Lighting di Castiglione delle Stiviere.

Il presidente Bonaccini e l'assessore Costi hanno rimarcato "sorpresa per il mancato accordo, che era ad un passo. Ora occorre evitare il blocco della produzione ed affrontare subito con il curatore fallimentare il tema della attivazione degli ammortizzatori sociali in favore dei lavoratori, obiettivo che si può perseguire se si avvia un esercizio provvisorio delle attività aziendali, salvaguardando la produzione".

"Il nostro impegno- ha sottolineato il presidente- è far sì che la produzione della Martini rimanga a Concordia e siamo pronti da subito, utilizzando tutte le opportunità disponibili, a sostenere chi subentra o dovesse subentrare nella gestione dell'azienda". "Tra l'altro- ha concluso Bonaccini- i numeri della ricostruzione post sisma dicono che l'area del cratere cresce più di prima. E tutto questo facendo le cose insieme - istituzioni e cittadini -, firmando sempre accordi con i sindacati e le parti sociali. Ma ora la nostra attenzione va a chi rischia di perdere il lavoro, che è dignità e loro per primi non meritano di perderla: essendo un marchio nazionale, porteremo la vicenda della Martini Luce ad un tavolo con il nuovo governo, perché siamo al lavoro per trovare uno sbocco positivo per i lavoratori e per l'azienda stessa".

 

Impianto_a_castello_sforzesco.jpg

 

Installazione Martini al Castello Sforzesco

Pubblicato in Cronaca Modena

Ricostruzione. Inaugurata la sede ristrutturata della scuola di musica e la filarmonica "Giustino Dazzi" a Concordia sulla Secchia (Mo), gravemente danneggiata dal sisma del maggio 2012.

Modena, 20 marzo 2017

Da oggi, l'attività della storica scuola di musica e filarmonica "Giustino Diazzi" di Concordia sulla Secchia, che peraltro non si è mai fermata - con esibizioni ovunque si potessero fare - torna a svolgersi nella sua vera casa. Sorta nel 1811, rappresenta una vera e propria istituzione culturale per l'intero territorio. Nell'anno scolastico 2015/2016 ha avuto oltre un migliaio di iscritti e 64 insegnanti. Molti anche i riconoscimenti avuti in questi duecento anni di storia della filarmonica, primo fra tutti quello della Presidenza della Repubblica. Dal 1994 la filarmonica è diretta dal maestro Marco Bergamaschi, conta 60 componenti dai 13 agli 84 anni ed è stata riconosciuta come "gruppo musicale di interesse nazionale".

Dopo gli ingenti danni causati dal sisma del maggio 2012 in particolare al primo piano e alla copertura, la sede di via Lenin 40 di nuovo agibile, è stata inaugurata ieri mattina. Presenti, fra gli altri, con il sindaco Luca Prandini, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l'assessore alla Ricostruzione, Palma Costi.

scuoladimusica-concordia-modena-inaugurazione

 

Pubblicato in Cronaca Modena

Foto di personaggi e luoghi del mondo, quadri, sculture africane e lanterne in mostra a Concordia in occasione della fiera di Ognissanti. La mostra viene inaugurata dopodomani, sabato 31 ottobre nella sede della cooperativa De Gasperi ed è visitabile anche domenica 1 novembre. -

Modena, 29 ottobre 2015 -

Foto di personaggi e luoghi del mondo, quadri, sculture africane e lanterne in mostra a Concordia in occasione della fiera di Ognissanti. L'iniziativa è della cooperativa culturale Alcide De Gasperi, aderente a Confcooperative Modena. La mostra viene inaugurata dopodomani – sabato 31 ottobre – alle 10.30 nella sede della cooperativa (via Carducci 6) ed è visitabile anche domenica 1 novembre dalle 9 alle 19 (ingresso libero). Il materiale in esposizione è opera di Giuseppe Malaguti (le foto), pittore Gibellino (i quadri), Francesco Ghidoni (le sculture africane) e Gabriele Reggiani (le lanterne e altri oggetti del passato). «Lo scopo della nostra cooperativa – spiega il presidente della Alcide De Gasperi Federico Tassi – è valorizzare la cultura locale dando visibilità agli artisti e collezionisti del nostro territorio. La mostra multidisciplinare di Ognissanti, che organizziamo da qualche anno, rientra in queste iniziative e riscuote sempre un buon successo di pubblico».

(Fonte: ufficio stampa Confcooperative MO)

Venerdì, 09 Ottobre 2015 13:40

Concordia - Truffa all'Inps per 230.000 euro

Operazione nella notte a Concordia sul Secchia. I Carabinieri eseguono 6 misure restrittive per associazione a delinquere. Le frodi riguardano assunzioni fittizie e sussidi di disoccupazione indebiti. -

Modena, 9 ottobre 2015 -

Questa notte i Carabinieri della Stazione di Concordia sulla Secchia hanno dato esecuzione all'ordinanza di applicazione di misure cautelari a carico di persone accusate di associazione per delinquere finalizzata alla truffa all'Inps per il conseguimento di erogazioni pubbliche, emessa dal GIP del Tribunale di Modena Dott.ssa Eleonora DE MARCO, su richiesta del Pubblico Ministero, dott. Marco Imperato, che ha coordinato le indagini condotte dall'Arma dei Carabinieri.

In particolare, quattro persone sono state sottoposte alla misura degli arresti domiciliari (C.R. del '66, C.D. del '94; M.C. del '67 e B.S. del '64) mentre a carico di altre due è stata emessa invece la misura dell'obbligo di dimora.

Assunzioni fittizie e sussidi di disoccupazione indebiti

Dalle certosine indagini, condotte dai Carabinieri, è emerso che i primi quattro soggetti avevano organizzato un'associazione per delinquere finalizzata ad individuare persone compiacenti, approfittando del loro stato di bisogno provocato da contingenti ed attuali difficoltà economiche, proponendo loro di fornire i documenti personali per essere assunte fittiziamente da due piccole cooperative senza mai effettivamente prestare lavoro e, dopo un certo periodo di tempo, essere licenziati allo scopo di percepire indebitamente il sussidio di disoccupazione, che sarebbe stato poi equamente spartito per metà al finto lavoratore e l'altra metà agli organizzatori.

Il sussidio percepito indebitamente variava in base ai periodo di assunzione - da un minimo di 400 euro ad un massimo di 1.000 - e l'ammontare totale indebitamente percepito ai danni dell'INPS di Modena, Mantova e Ferrara è di 230.000 euro. I periodi oggetto di indagine sono variabili poiché le posizioni sono state aperte e chiuse in momenti diversi (il sussidio di disoccupazione dura circa 8 mesi) benché l'intervallo temporale esaminato inizia a luglio 2014 e termina a luglio 2015. Le assunzioni fittizie venivano fatte attraverso due cooperative, una di Ferrara che si occupa di lavori in muratura e pulizie, e l'altra di Mantova che opera sia nel settore delle serre agricole sia nel montaggio di prefabbricati. Nel periodo oggetto d'indagine ben 74 persone, quasi tutti italiani e residenti nelle Province di Modena e Mantova hanno fornito la propria disponibilità a truffare l'INPS, benché di fatto solo in 28 hanno effettivamente percepito i contribuiti, poiché le attività investigative condotte hanno permesso ai Carabinieri di segnalare all'INPS le irregolarità e bloccare sul nascere le altre erogazioni, che senza l'intervento dell'Arma sarebbero ammontate a qualche milione di euro.

Coinvolto un commercialista: adoperati i dati di persone ignare 

Le indagini condotte hanno fatto emergere che i documenti per le assunzioni fittizie venivano trasmessi ad una email adoperata da un commercialista in corso di identificazione e da questa venivano poi inviati all'INPS. Dagli accertamenti presso l'INPS è poi emerso che dalla stessa casella postale pervenivano anche documentazioni di altri 30 soggetti risultati assunti e poi licenziati da una cooperativa di Bologna e pertanto destinatari di sussidio di disoccupazione. Tuttavia, i riscontri investigativi hanno permesso di accertare che in questo caso le persone in questione erano totalmente ignare dei fatti, tanto che i sussidi venivano versati su carte di credito postali riconducibili a 16 individui compiacenti, tutti residenti in Campania e pertanto deferiti in stato di libertà per ricettazione. Sostanzialmente erano stati abusivamente adoperati i dati di persone ignare per falsificare le assunzioni e riscuotere i sussidi.

Pubblicato in Cronaca Modena

L'Associazione interviene sul caso della Cpl, evidenziando i rischi per un' intera filiera composta da un migliaio di imprese e quattromila addetti e chiedendo tempi più rapidi per la soluzione della crisi in cui versa la cooperativa concordiese e negli adempimenti relativi alla legalità. -

Modena, 15 maggio 2015 -

"In allarme, per il futuro della Cpl, non ci sono solo i dipendenti della coperativa concordiese, ma un'intera comunità. Legati all'attività della Cpl, infatti, c'è una filiera lunghissima, sia dal punto di vista geografico che numerico: Non esageriamo se parliamo di un migliaio di imprese che hanno relazioni commerciali con la cooperativa, per circa 4.000 addetti, ovviamente concentrati nell'Area Nord".
CNA interviene sulle conseguenze delle indagini riguardanti i vertici della cooperativa concordiese, sottolinenando il pericolo che l'economia locale subisca un vero e proprio tracollo, con conseguenze dirette e molto pesanti per l'intera comunità.

"Sono senz'altro positive le notizie che arrivano di un potenziale commissariamento dei lavori in cui è attualmente impegnata Cpl, ma è necessario fare in fretta, perché il fattore tempo è decisivo. Così come è decisivo, in ogni valutazione relativa alla situazione della cooperativa, tenere in debito conto la filiera coinvolta in questa situazione, fatta di aziende grande e piccole per le quali, spesso, i rapporti con Cpl sono vitali.
Considerazioni, quelle legate alla rapidità, indispensabili per un territorio che sta cercando di ritornare faticosamente alla normalità, a tre anni dal sisma.

Il rischio, infatti, è quello di mettere in secondo piano le difficoltà di tante piccole imprese, a diverso titolo alle prese con le difficoltà legate alla giusta volontà di controllare le infiltrazioni malavitose. Pensiamo soltanto ai tempi richiesti per l'iscrizione alla white list, o alle difficoltà di incasso delle competenze a causa della lentezza con cui vengono erogati i contributi per la ricostruzione.

"Siamo in prima linea – continua la nota di CNA – nella lotta contro la criminalità organizzata, tant'è vero che tra le nostre richieste in quest'ambito c'è che la concessione del rating di legalità possa essere richiesta anche da imprese con un fatturato inferiore ai due milioni di euro di fatturato, al contrario di quanto avviene ora, escludendo così più del 90% delle imprese. Ma le norme che incidono sull'economia sono tanto più rispettate quanto più sono coerente con le attività in questione. Ed un elemento di coerenza è rappresentato appunto dai tempi con cui questi adempimenti vengono espletati".

(fonte: Ufficio Stampa CNA MO)

Pubblicato in Comunicati Lavoro Modena
Pagina 1 di 4