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Sabato 26 settembre – le ragazze de "La cucina incantata" insegnano a cucinare i frutti dell'autunno. Continua mostra mercato dei peperoncini più piccanti al mondo. -

Modena, 25 settembre 2015

Ricominciano con l'autunno i corsi proposti dalla Solgarden, la cooperativa sociale che gestisce il garden di via Madre Teresa 5 a Sassuolo. Domani – sabato 26 settembre – le ragazze de "La cucina incantata" insegnano a cucinare i frutti dell'autunno, dalla zucca alla mela, dalla pera al radicchio, dai cavoli all'uva. Il corso comincia alle 15; è richiesto un contributo di partecipazione di 5 euro.

Ultimi giorni, intanto, per visitare la mostra mercato dei peperoncini più piccanti al mondo. Fino a mercoledì 30 settembre si possono conoscere trenta varietà di piante di peperoncino con i frutti nelle diverse piccantezze, forme e colori.

(fonte: ufficio stampa Confcooperative MO)

Gli scavi, iniziati nel 2006 sulle prime colline di Sassuolo, hanno riportato alla luce un tempio dedicato alla dea, oltre a suppellettili, ex voto, vasellame e oggetti di uso comune. La mostra "Minerva Medica", allestita nei locali di Paggeriarte di Sassuolo fino al 18 ottobre, consentirà ai visitatori di ammirare una ricostruzione in 3D e i numerosi reperti. -

Modena, 26 settembre 2015 - di Manuela Fiorini -

Per un archeologo deve essere un'emozione incredibile quando la terra restituisce una pietra, un ciotolo, una scheggia di ceramica, un'iscrizione che ripaga dalle fatiche degli scavi. Ancora di più quando, da un piccolo frammento, si capisce che, là sotto, ci deve essere di più. Come nel caso di Montegibbio, località sulle prime colline vicino a Sassuolo, nel modenese, dove la tenacia e la fatica del team guidato dagli archeologi Francesca Guandalini e Donato Labate, ha permesso di riportare alla luce un santuario dedicato a Minerva. Il tempio è emerso in prossimità dell'omonima salsa, il maggior vulcano di fango d'Italia, che da due secoli non dà segni di attività.

Proprio la presenza di un paesaggio naturale fatto di crateri, vulcani e coni dai quali ribolle un fango caldo, che, solidificandosi, crea un paesaggio lunare, fa presupporre che, nell'antichità, i celti prima, i romani poi, abbiano avuto, dapprima, un timore reverenziale, per accorgersi successivamente delle proprietà benefiche e curative di argilla, fanghi, acqua salmastra e gas naturale.

salsa nirano rid

Proprio le caratteristiche del sito hanno sviluppato la credenza che, quel luogo, fosse un punto di comunicazione tra il mondo delle divinità telluriche e gli esseri umani. Nell'area padana, i Romani concentrarono nella figura di Minerva le divinità femminili di origine celtica legate alle acque e ai riti purificatori e di guarigione, invocandola come Minerva Memor e Minerva Medica. Memor perché si ricordava delle preghiere dei fedeli e medica perché si prendeva cura di loro donando i benefici influssi curativi dei fanghi delle acque e delle polle di petrolio che le erano stati consacrati.

Proprio a causa dei fenomeni legati al vulcanesimo di fango, il santuario di Minerva ha una storia piuttosto travagliata. Un primo tempio viene costruito sulla "salsa di Minerva" in età Repubblicana, circa nel II secolo a.C, ma viene distrutto dopo pochi decenni da una catastrofe naturale, probabilmente un terremoto. La struttura viene poi ripristinata e ampliata alla metà del I sec a.C. La salsa, prima delimitata da un recinto, è collegata da una scala posta a valle del santuario, mentre si presume che le pareti fossero ricoperte da affreschi policromi. Presumibilmente, nei pressi del tempio era attiva una fornace per la cottura di laterizi, vasellame e statuette votive. All'inizio del II sec d.C., un secondo terremoto distrugge il santuario, che rimane abbandonato fino al III sec d.C, quando viene costruita al suo posto una casa colonica con un pozzo per attingere acqua dalla salsa di Minerva.

Abbiamo chiesto a Francesca Guandalini, direttrice scientifica dello scavo, le fasi peculiari della scoperta.

Francesca Guandalini rid

"Gli scavi, spiega l'archeologa, "sono iniziati nel 2006. Abbiamo capito che si trattava di un santuario dedicato a Minerva in seguito al ritrovamento di una coppa incisa in cui è riportato il nome della dea "Ego Minervae sum": io coppa sono dedicata alla dea Minerva. Del santuario sono rimaste solo alcune parti. E' stato infatti costruito in prossimità di paleo salse, cioè paleo vulcani di fango, che sono stati sia la causa della sua nascita sia il motivo delle sue ripetute distruzioni. La difficoltà maggiore si è manifestata proprio durante lo scavo per riportare il tempio alla luce: in una parte le strutture sono scese di alcuni metri rispetto al loro piano originario e ciò ha comportato grosse difficoltà durante le operazioni".

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Qual è l'importanza di questa scoperta per il territorio?
"Si tratta di un rinvenimento importante, poiché non solo è stato riportato alla luce un santuario di età romana, ma sono stati resi noti anche gli effetti distruttivi causati dall'attività delle salse. Diciamo che il lavoro degli archeologi è stato sempre accompagnato da quello dei geologi. Grazie al loro lavoro, oggi conosciamo meglio il nostro territorio anche da un punto di vista geologico"

C'è qualche reperto di particolare importanza che è venuto alla luce?
"La coppa di Minerva e i vari vasetti graffiti sono di grande importanza storica. Gli affreschi rinvenuti sono particolarmente belli ed interessanti: se si avesse la possibilità di rimontarli e ricomporli tutti, avremmo alcune pareti romane integralmente visibili".

Che cosa si potrà vedere nella mostra "Minerva Medica"
"La mostra è corredata di pannelli particolarmente grandi e scenografici, che illustrano alcuni significativi reperti ritrovati e che raccontano la storia del sito e di un bel video esplicativo in cui lo scavo si può rivedere in 3d".

INFO

La mostra Minerva Medica si può visitare fino al 18 ottobre, presso la Galleria Paggeriarte in Piazzale della Rosa, Sassuolo. Orari: Domenica 27 settembre, 4 ottobre, 11 ottobre e 18 ottobre 2015 dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.00. Dal 21 settembre al 17 ottobre, dal lunedì al sabato, solo su prenotazione telefonando all'Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune di Sassuolo: tel. 0536/1844801 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Ingresso gratuito.

Pubblicato in Cultura Modena

Da venerdì 18 a domenica 20 settembre a Modena, Carpi e Sassuolo si tiene la 15° edizione della kermesse tra incontri, conferenze, mostre, concerti, spettacoli e cene filosofiche. -

Modena, 17 settembre 2015 –

Si discuterà di tempo e memoria, di rapporti tra le generazioni e della crisi della trasmissione di saperi e valori, ma anche di patrimonio culturale e debito e di lascito per l'avvenire. E' l'"Ereditare" il tema della quindicesima edizione del Festival Filosofia, che si terrà nelle piazze e nei cortili di Modena, Carpi e Sassuolo, in quaranta luoghi diversi, da venerdì 18 a domenica 20 settembre, con un fornito programma di quasi 200 appuntamenti, a maggioranza gratuita, e 50 lezioni magistrali. Non mancheranno gli eventi collaterali, come mostre, spettacoli, letture, giochi per bambini e cene filosofiche.

Tra i protagonisti ci saranno, tra gli altri, Enzo Bianchi, Massimo Cacciari, Gianrico Carofiglio, Roberto Esposito, Umberto Galimberti, Tullio Gregory, che fa parte del Comitato scientifico del Consorzio, Michela Marzano, Salvatore Natoli, Federico Rampini, Massimo Recalcati, Stefano Rodotà, Chiara Saraceno, Carlo Sini, Gustavo Zagrebelsky e Remo Bodei, Presidente del Comitato scientifico del Consorzio. Nutrita anche la componente di filosofi stranieri: i francesi Jean-Luc Nancy, François Hartog, François Jullien e Marc Augé, che fa parte del comitato scientifico del Consorzio; i tedeschi Aleida Assmann, Jan Assmann e Christoph Wulf, i britannici Zygmunt Bauman e Richard Sennett, l'americano Robert Darnton, l'indiana Vandana Shiva.

Piazze e cortili ospiteranno oltre 50 lezioni magistrali, in cui maestri del pensiero filosofico contemporaneo si confronteranno con il pubblico sulle varie declinazioni dell'ereditare: dagli attuali cambiamenti nelle forme della trasmissione culturale, ai mutati rapporti fra le generazioni; dal ruolo del patrimonio storico-artistico per la memoria all'urgenza educativa, nella scuola e non solo; dallo statuto – anche economico - del debito, alle frontiere dell'ereditarietà genetica, fino alla responsabilità verso le generazioni future che erediteranno il pianeta.

La lezione dei classici

Ne "La lezione dei classici" gli esperti eminenti commenteranno i testi che, nella storia del pensiero occidentale, hanno costituito modelli o svolte concettuali rilevanti per il tema dell'ereditare, dalla lezione di disobbedienza di Socrate alla dottrina del tempo di Aristotele e a quella della memoria di Agostino. Per misurare la rilevanza del tema nell'epoca contemporanea cruciale è lo snodo sull'utilità e il danno della storia per la vita di Nietzsche, così come "Materia e memoria" di Bergson con la sua concezione della durata. Se Essere e tempo di Martin Heidegger pone la temporalità al cuore del discorso filosofico novecentesco, "I sommersi e i salvati" di Primo Levi passa contropelo gli stereotipi della testimonianza.

Performance e conversazioni

Se le lezioni magistrali sono il cuore della manifestazione, un vasto programma creativo coinvolge performance e conversazioni che avranno per protagonisti Massimo Bottura e Marino Niola, Lella Costa, Chiara Gamberale e Paolo Di Paolo, Valerio Massimo Manfredi, Neri Marcorè, Moni Ovadia, Arrigo Sacchi. Nutrito anche il programma musicale, tra cui spiccano il concerto di Danilo Rea e la serata di canzoni e parole con Niccolò Fabi. Non mancheranno i mercati di libri e le iniziative per bambini e ragazzi.

Le mostre

Sono oltre trenta quelle proposte in occasione del festival, tra cui una personale di Carlo Mattioli e la mostra di Franco Guerzoni, una grande collettiva di arte contemporanea, soprattutto americana, una sulle recenti acquisizioni nelle collezioni fotografiche di Fondazione Fotografia, una sui processi di industrializzazione alimentare per come sono rappresentati nelle figurine, una sul progetto perduto per la Collegiata di Carpi, e una sugli scavi del Tempio di Minerva a Montegibbio presso Sassuolo.

I menù filosofici di Tullio Gregory

Filosofo e gourmet, Tullio Gregory firma otto menù filosofici legati al tema dell'Ereditare, che saranno serviti in più di 80 ristoranti ed enoteche di Modena, Carpi e Sassuolo.
Ecco dunque serviti in tavola il "Principio e fine" della gastronomia emiliana, che si concretizzano nel trionfo della pasta sfoglia: dalle lasagne, alle tagliatelle, senza dimenticare i maccheroni e il risotto, rigorosamente al lambrusco. Si passa poi alle "Tradizioni edeniche", paradiso dei vegetariani, dove si comincia con l'erbazzone e si finisce con le pere, passando dal risotto, tortelli, fagioli e spinaci, tutto declinato in salsa emiliana. Alla "Via del fuoco" non sfuggono faraone, anatre e piccioni serviti come arrosti, ma neppure il riso che viene trasformato in una "bomba".
L' "Omaggio a Nettuno" è dedicato agli amanti del pesce "povero" con le frittelle di baccalà, il pesce gatto in padella e il tonno sapientemente accompagnato da fagioli e cipolla. Ai più golosi si consiglia un intermezzo di "Sublimazioni tradizionali" con croccanti fritture alla modenese con calzagatti, carne, verdure, frutta e crema; si passa poi alle "Tradizioni estive" dei tortellini e passatelli in brodo accompagnati dal bollito misto. La "Tradizione enciclopedica" per eccellenza è quella del maiale, servito in tutte le sue declinazioni: gnocco fritto e tigelle con lardo e affettati misti, gramigna al torchio rigorosamente con salsiccia, piedini e guanciale di maiale al lambrusco e salame persino come dolce...ma di cioccolato. Si chiude con "Tradizioni della notte", un menu più semplice, ma altrettanto saporito pensato per le ore piccole nelle enoteche, dove i pasti sono più rapidi, all'insegna di stria, gnocco al forno, prosciutto e affettati, parmigiano reggiano, pecorini e lambruschi modenesi, per chi è alla ricerca di fugaci ma appetitosi incontri. Non manca una soluzione veloce ed economica per pranzare e cenare, che permette di seguire i ritmi delle lezioni magistrali e di assaporare piatti e prodotti tipici della provincia di Modena. È la "Razionsufficiente", in vendita a 5,00 euro nei giorni del festivalfilosofia, con tanti mix secondo la fantasia della bottega. Il cestino del pranzo è in vendita a Modena al mercato coperto Albinelli, vicino a piazza Grande, alla Palazzina dei Giardini Ducali (a cura del Consorzio Modena a Tavola), a Carpi al Circolo culturale Mattatoio, vicino a Piazzale Re Astolfo, e a Sassuolo in diversi esercizi tra Piazzale della Rosa e Piazza Garibaldi. Ad arricchire l'offerta gastronomica torna l'iniziativa "La portata dello chef": poche essenziali ricette, realizzate da mani esperte con i prodotti tipici del territorio, stimolate da estro creativo. E lo street food proposto dagli Chef del Consorzio Modena a Tavola, quest'anno a Carpi nel chiosco di Piazza Martiri a fianco del Municipio.

Sabato 19 settembre, poi, è in programma il "Tiratardi", una notte bianca con iniziative, gallerie e musei aperti fino alle ore piccole.

INFO
Il programma completo della manifestazione su www.festivalfilosofia.it 

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Modena con il supporto della Regione Emilia Romagna ha lanciato Discover Ferrari & Pavarotti Land: un passaporto valido 48 ore per visitare i due Musei Ferrari di Maranello e Modena, quello Pavarotti e le eccellenze turistiche del territorio grazie a comode navette. Per i residenti in Emilia-Romagna in promozione a metà prezzo. Il 5 e 6 settembre, inoltre, chi arriverà al Museo di Maranello con la navetta potrà partecipare anche a una prova cambio gomme su una monoposto di F1. -

Modena, 4 settembre 2015 -

Una formula turistica innovativa, che vede protagonista il territorio modenese con le sue svariate eccellenze e coinvolge maggiormente i residenti della nostra Regione, grazie ad una speciale promozione. La nuova iniziativa propone una speciale card, in formato carta di credito - Passaporto Discover Ferrari & Pavarotti Land - acquistabile anche online, con validità di 48 ore, che permette di viaggiare su confortevoli navette che collegano ogni giorno i due Musei Ferrari di Maranello e Modena alle eccellenze dell'area che va da Modena a Nonantola, da Sassuolo e Maranello. Tutte le eccellenze del territorio unite in un'unica formula e facilmente accessibili: oltre a musei ed aziende, si può sostare nel centro storico di Modena scoprendone le tante magie, il tutto con un'unica card, che comprende le comode navette con cui spostarsi. Accesso libero ai due Musei Ferrari, alla casa museo del Maestro Pavarotti e ad aziende di prodotti tipici come Parmigiano Reggiano, Aceto Balsamico Tradizionale, Salumi e cantine del Lambrusco.

Alla scoperta del territorio Modenese

Fra le varie tappe c'è anche Sassuolo, con opportunità legate non solo alla famosa Reggia, ma anche al distretto delle Ceramica.
La navetta raggiunge anche Nonantola con la sua magnifica Abbazia. Passa naturalmente anche nel centro di Maranello dove, nell'Auditorium è allestita una mostra che lega Città e Ferrari in modo spettacolare ed emozionante. Il visitatore può così scoprire i tanti volti di una terra, quella di Modena, definita anche con l'appellativo slow food, fast cars.
I bus osservano la modalità hop on e hop off. In altre parole, pur essendo il capolinea nei due Musei Ferrari, il viaggiatore può salire e scendere da qualsiasi tappa.

Chi si trova a Bologna può partire con la navetta Discover (orari 9.30 e 10.30) dalla stazione in piazza Medaglie d'oro. Allo stesso modo si può cominciare il tour anche da Reggio Emilia alla stazione Mediopadana con partenza alle 9,20 e rientro in serata come per Bologna.
Si avranno così, per 48 ore anche non successive, le navette a disposizione e tutti gli accessi, inclusi quelli delle aziende che sono organizzate con visite guidate e degustazioni. Fanno parte del tour Discover Ferrari&Pavarotti land le Acetaie, Malpighi a San Damaso e Giusti a Lesignana, la Consorteria del Balsamico a Spilamberto, il Museo dei Salumi dell'azienda Villani a Castelnuovo Rangone. Ci sono inoltre due caseifici: il 4 Madonne a Lesignana e quello dei fratelli Panini, nell'azienda agricola biologica Hombre. Qui è presente anche una sorprendente collezione di auto d'epoca con una trentina di Maserati da pista e da strada. Infine due celebri cantine di Lambrusco la Cleto Chiarli a Castelvetro e la Giacobazzi a Nonantola con un piccolo museo dove sono esposte anche le Formula Uno di Villeneuve e di Senna.

Un Pit Stop da Formula1 con Discover Ferrari & Pavarotti Land

Per gli appassionati di Formula una prova cambio gomme su una monoposto. Un' occasione speciale: il 5 e 6 settembre chi arriverà al Museo di Maranello con la navetta potrà partecipare a una prova cambio gomme su una monoposto di F1.

Prezzo promozionale per i residenti dell' Emilia Romagna

Il passaporto potrà essere acquistato dai residenti in Emilia Romagna al prezzo promozionale di 30 euro, quindi con uno sconto del 50 per cento, equivalente alla tariffa applicata ai ragazzi, sia on line ( www.ferraripavarottiland.it  o www.museiferrari.com ) che direttamente al Museo Enzo Ferrari di Modena (MEF) o a quello di Maranello o in qualsiasi tappa intermedia.

Contatti ed info: tel. 059 7132208 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., www.ferraripavarottiland.it 

Giovedì, 06 Agosto 2015 10:32

Lutto cittadino a Sassuolo

Oggi cordoglio e solidarietà alla famiglia Louhabi, da parte dell'intera Comunità. In municipio e nelle sedi pubbliche Bandiere istituzionali esposte, in segno di lutto, a mezz'asta. -

Sassuolo, 6 agosto 2015 -

A seguito della tragedia avvenuta nel Fiume Secchia, in cui hanno perso la vita per annegamento una ragazza di 18 anni e la sorellina di nove, Sassuolo piange le due giovani vittime. L'Amministrazione comunale, ribadendo i sentimenti del più profondo cordoglio per la terribile tragedia avvenuta in prossimità della zona di Borgo Venezia, dove sono annegate le due sorelline originarie del Maghreb, cittadine di Sassuolo, ed una terza è tutt'ora ricoverata in gravi condizioni, ha deciso di proclamare per tutta la giornata di oggi, il Lutto cittadino, per interpretare i sentimenti dolore, cordoglio e solidarietà alla famiglia Louhabi, da parte dell'intera Comunità.

Oltre all'annullamento della festa del Sassuolo calcio già sospesa e rinviata a data da destinarsi dalla Società stessa, l'Amministrazione invita per l' intera giornata ad un comportamento consono, per quanto concerne le attività ludico-ricreative, al rispetto del sentimento di cordoglio generale.
In municipio e nelle sedi pubbliche le Bandiere istituzionali verranno esposte, in segno di lutto, a mezz'asta.

Ai genitori, a tutti i familiari delle vittime, vengono ribadite le più sincere e sentite condoglianze da parte di tutta l'Amministrazione comunale, rappresentata dal Vicesindaco Maria Savigni, che si è recata presso la famiglia così gravemente colpita, per esprimere loro i sentimenti di vicinanza e solidarietà per la tragedia accaduta.

Pubblicato in Cronaca Modena

Sono critiche ma stazionarie le condizioni di Kahoula Louhabi, la ragazza di origine marocchina sopravvissuta alle correnti del Secchia che hanno ucciso le sue due sorelline. -

Sassuolo, 6 agosto 2015 - 

Khaoula ha lottato contro il fiume mentre cercava di salvare le sue sorelline dall'abbraccio mortale delle acque.
Ora sta lottando anche contro la morte. Le sue condizioni, a due giorni dall'incidente che ha provocato la morte delle sue sorelle, di otto e diciotto anni, sono ancora molto critiche, ma sono stabili, fanno sapere i medici dell'ospedale Sant'Agostino-Estense di Modena.
La ventidueenne, studentessa di Ingegneria all'università di Modena, è rimasta molti minuti sott'acqua dopo aver fatto l'inutile tentativo di portare con sé in salvo le sorelle, che sono state trascinate dall'acqua apparentemente placida del fiume. Sulla riva era rimasta la quarta sorella, di undici anni, che ha chiesto aiuto. I soccorritori sono arrivati subito, ma a poco è servito. Le due più piccole sono decedute. Per Kahoula ci sono voluti quaranta minuti di rianimazione. La giovane donna è grave ma, inevitabilmente, la sua vita non sarà più la stessa. Ci potrebbero infatti essere gravi ripercussioni sul suo fisico a causa di quell'interminabile periodo di incoscienza causato dalla tragedia.

A.K.

Pubblicato in Cronaca Modena
Sabato, 11 Luglio 2015 10:10

Annalisa, reporter in prima linea

Incontro con la scrittrice e reporter sassolese Annalisa Vandelli, che ha fatto del suo essere giornalista una missione, per documentare e fare conoscere situazioni di guerra, povertà, disagio nelle zone più calde e povere del mondo. -

Di Manuela Fiorini – foto di Annalisa Vandelli in fondo alla pagina -

Sassuolo (Modena), 11 luglio 2015 -

Annalisa è una di quelle persone che incontri per caso o per destino. Colpisce per il suo sorriso solare e per l'ottimismo che riesce a trasmettere. Quando comincia a parlare, capisci subito che lei non fa solo la giornalista, ma giornalista lo è nel profondo. Ha tutte quelle caratteristiche, la curiosità, la determinazione, il talento, il coraggio, che servono per trasformare in lavoro quell'impulso irresistibile che fa parte del proprio modo di essere.
Annalisa Vandelli, sassolese, classe 1972, è riuscita a realizzare quello che, per molti che fanno il suo stesso mestiere, rimane un sogno o un ideale. Come reporter freelance ha documentato, per conto del Ministero degli Affari Esteri, realtà lontane e difficili, come i campi profughi in Libia, il Nicaragua flagellato dai disastri naturali, la povertà in Guatemala e, poi, ancora la condizione delle donne in Pakistan. Ha poi visitato la Tunisia, l'Egitto, i Territori Palestinesi e l'Albania, producendo reportage per la rivista "Cooperazione Italiana Informa". Nel 2007, ha trascorso un anno in Etiopia, collaborando con Uliano Lucas. Da quell'esperienza, è nato il libro "Scritto sull'acqua", poi diventato un' opera teatrale con Ivana Monti, Anna Palumbo e Teri Weikel. Oltre a vari saggi e romanzi, pubblicati anche in spagnolo e inglese, dirige le riviste Afro, con sede in Abruzzo, e Il Barrito del Mammut, con sede a Napoli, nel difficile quartiere di Scampia. Tanti anche i riconoscimenti, come il Premio Nazionale Mediterraneo 2014, il Premio Nazionale Profilo Donna 2012 e il Premio di giornalismo Hombres.

Annalisa, quale è stata la "molla" che ti ha fatto decidere che volevi essere una reporter?

"Credo sia una questione genetica, di essere nata già con quella tensione, con caratteristiche personali che vanno dalla curiosità, alla voglia di esplorare, allo slancio ideale e poi alla condizione. Nel corso degli anni, ho cercato di crearmi gli strumenti narrativi a sostegno di questi aspetti molto marcati del mio modo di essere. Ho cercato di coniugare l'esperienza allo studio. La molla vera e propria è stata la morte di una persona a me molto cara, Padre Giuseppe Richetti, un missionario che si potrebbe definire profetico. A vent'anni, la sua biografia è stata il mio primo racconto e il mio primo viaggio importante in un paese africano, il Kenya.

Quali sono state le difficoltà che hai incontrato nella realizzazione di questo tuo progetto di vita?

"Tante, ma ritengo che valga per ciascuno di noi trovare molte difficoltà per realizzare un sogno. Gli impedimenti aumentano senz'altro il gusto del traguardo raggiunto. Comunque tra i principali metterei la "crisi" della figura stessa del reporter e dello scrittore. Un inviato è molto costoso per i giornali in tempi di ristrettezze economiche e ci si rivolge sempre più alle agenzie".

Sei stata inviata speciale per il Ministero degli Affari Esteri in zone di emergenza. Quale è stata l'esperienza, o le esperienze, che ti hanno colpito di più?

"Ho raccontato da un punto di vista privilegiato l'aspetto della speranza nella catastrofe, per esempio il tentativo di soccorrere le afflizioni delle popolazioni che soffrono guerre, terremoti, disastri naturali, fame, ecc. messo in atto dalla Cooperazione Italiana e dalle organizzazioni non governative. Ho sempre cercato di mettere a fuoco quel messaggio di resurrezione che è racchiuso quasi in ogni situazione. Paradossalmente, spesso sono state le persone afflitte a darmi coraggio. L'essere umano è tremendo e meraviglioso, un viaggio nel viaggio. Mi sono sentita quasi sempre accolta, ma soprattutto nella continua possibilità di comprendere e imparare qualcosa in più, di allargare la mia mente ristretta. Tante esperienze mi hanno colpita e direi segnata. Ne cito una per tutte: il racconto allucinante della fuga durata anni di una ragazza eritrea dal proprio paese e dalla Libia attraverso il deserto. In Libia, durante la rivoluzione, riesce a ricongiungersi con il proprio ragazzo che non vede da tre anni e rimane incinta. Lui è stato recluso a lungo nelle prigioni lager di Gheddafi, riservate ai profughi. Lei deve entrare in ospedale per delle complicazioni, ne esce senza il bambino e senza un rene. In queste condizioni, i due innamorati riescono a scappare e ad attraversare il confine giungendo in Tunisia. Li ho conosciuti nel campo profughi di Choucha. Ora vivono in Canada. Considero questa gente come eroi del nostro tempo. Siamo abituati a cercare nella storia i nostri eroi e siamo così ciechi da non accorgerci di quelli che ci vivono accanto. Anche solo l'attaccamento alla vita per me è un grande insegnamento".

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Tu sei reporter free lance. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi? Ti sei mai sentita in pericolo?

"Il primo vantaggio che mi viene in mente è la libertà, lo svantaggio è la precarietà costante. Mi sono spesso sentita protetta. La felicità che comporta il mio lavoro mi fa essere piuttosto spensierata sul pericolo in sé, anche se lo valuto sempre. La paura è importante solo se diventa una nostra alleata. L'idea del pericolo tende a bloccarci, ma spesso è solo un'idea, non la realtà. Comunque sì, mi sono sentita in pericolo, ma sono più a disagio quando il pericolo è poco evidente. In una situazione di pericolo esplicito navigo con maggior sicurezza. Per esempio ho fatto una breve esperienza di campagna elettorale e lì ho vissuto un pericolo carsico, quello di perdere i miei ideali proprio mentre cercavo di affermarli. I politici corrono questo grande rischio, non rendendosi conto forse che in gioco c'è la vita. Ricordo con grande partecipazione sempre una frase di un giovane domenicano suicida che lasciò scritta sulla propria bibbia: "meglio morire che perdere la vita". Ecco per me il pericolo più grande è perdere la vita".

Come programmi un tuo viaggio? Decidi tu dove andare o valuti le possibilità che ti vengono offerte?

"Entrambe le cose, fermo restando che un viaggio può essere anche intorno a casa. So che è un paradosso, ma riuscire a raccontare la consuetudine con occhi nuovi è il reportage che mi affascina maggiormente. In genere, programmo i primi due o tre giorni a livello logistico e di incontri; poi il resto in base a quello che trovo strada facendo e che già ho in mente. La sfida più bella è quando le idee e i pregiudizi di partenza vengono smentiti dalla realtà".

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

"Non vivo in una situazione di certezza mai. Credo di ripartire presto perché è anche una necessità per me di igiene mentale. Confido di tornare in Centro America e di riprendere anche l'insegnamento all'università. A tale proposito ritengo importantissimo l'insegnamento e il mentorato, come trasmissione tra generazioni, come legame comunitario. Viviamo in un epoca dove la profondità del nostro sguardo si limita a pochi centimetri che pretendono di allungare la nostra vista al mondo intero. Mi riferisco agli schermi vari che delimitano il nostro quotidiano. Lo sforzo di un insegnante e di un reporter deve essere oggi quello di andare più in là, usare le gambe e l'ingegno per cercare nella realtà e uscire un po' dal quadrante fisso dei megapixel. Mi rendo conto che sia paradossale, visto che il mio lavoro riempie anche quegli schermi, ma è essenziale la ricerca di una misura per le nuove generazioni, altrimenti il virtuale viene scambiato per reale e ci si allontana dal senso in modo irrimediabile. La siepe di Leopardi prolungava il suo immaginario, la nostra siepe ne risolve immediatamente le domande. Con quali conseguenze?

Che cosa consigli a chi desidera intraprendere il tuo stesso percorso? E' più facile in Italia o all'estero?

"Consiglio di trovare continue ispirazioni e persone con cui condividere il percorso, di avere disciplina e metodo, di studiare e di fare pratica, di allenarsi sul punto di vista, di entrare sempre in comunicazione con gli altri, di essere pertinaci e di sapersi mettere in secondo piano, a servizio. E' più facile dove ci si sente a proprio agio".

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Pubblicato in Cultura Emilia

Presentato un innovativo progetto dedicato ai pazienti 'fragili' per il quale ha donato 10mila euro anche il Rotary Club. L'obiettivo è sperimentare l'applicazione della telemedicina per eseguire direttamente da casa o dallo studio del medico, con l'ausilio di un infermiere, il tracciato elettrocardiografico. -

Modena, 7 luglio 2015 -

L'obiettivo è semplice: permettere al paziente anziano, affetto da patologie croniche o alle persone non autosufficienti, di non doversi spostare per eseguire i controlli cardiaci ai quali, spesso, devono sottoporsi con una certa regolarità. Da questa esigenza è nata l'idea di utilizzare la 'telemedicina' che permette il controllo 'remoto' dei parametri vitali di un paziente portando direttamente a casa sua, nella struttura residenziale dove è ospitato o nello studio del proprio medico, gli strumenti per effettuare un determinato esame.

A sperimentare l'innovativa pratica, nei prossimi due anni, sarà il Distretto di Sassuolo. È stato presentato oggi, infatti, un progetto di 'telecardiologia' per la gestione di un campione di pazienti 'fragili' residenti negli 8 Comuni del Distretto (all'interno di 2 case di residenza per anziani, in 2 ambulatori di medicina di gruppo e per coloro che sono seguiti dall'assistenza infermieristica domiciliare) attraverso il nuovo modello assistenziale, al quale ha contribuito con una donazione di 10 mila euro anche il Rotary Club di Sassuolo, già da tempo impegnato a sostenere progetti per la salute dei cittadini come i progetti di diffusione sul territorio dei defibrillatori.

Grazie all'acquisizione di nuovi elettrocardiografi (di cui uno portatile) messi a disposizione di medici di famiglia e infermieri, il paziente diabetico, ad esempio, o chi soffre di disturbi cognitivi, potrà evitare di doversi recare in Ospedale o presso Poliambulatori per effettuare un elettrocardiogramma. Utilizzando la strumentazione direttamente in struttura o presso l'abitazione del paziente, medici di base e infermieri saranno in grado di inviare in tempo reale alla centrale di raccolta dati presente presso l'Unità Operativa di Cardiologia dell'Ospedale di Sassuolo, tutti i parametri cardiologici dei propri assistiti. Questo grazie alla rete di telemedicina già funzionante in provincia, ad esempio, per la lettura dell'elettrocardiogramma in emergenza-urgenza.

"Ringraziamo il Rotary Club di Sassuolo per questa importante donazione che consente di avviare un progetto con contenuti decisamente innovativi - spiega il Direttore del Distretto Maria Pia Biondi. Con questa sperimentazione potrà migliorare il monitoraggio costante delle persone con problemi di cronicità e sarà possibile prevenire complicazioni o eventi avversi per la salute dei pazienti. Se molte prestazioni sanitarie, fino ad oggi, hanno reso necessaria la presenza di uno specialista sul posto, in questo progetto le competenze del medico specialista saranno utilizzate in modalità remota, consentendo la gestitone del paziente da parte di altri operatori sanitari. L'auspicio è che questo strumento consenta di migliorare la presa in carico globale della persona, riducendo i disagi legati a spostamenti frequenti e renda più agevole il lavoro ai professionisti delle cure primarie nell'ambito dei diversi setting assistenziali territoriali."

Il progetto di telemedicina a supporto delle cure primarie, è stato presentato ufficialmente oggi, martedì 7 luglio, nell'Ospedale di Sassuolo dal Past-president del Rotary Club di Sassuolo Corrado Lavini e, per l'Azienda USL di Modena, dal direttore del Distretto sanitario Maria Pia Biondi; dal direttore del Servizio Ingegneria Clinica Massimo Garagnani, dalla direttrice del Dipartimento di Cure Primarie Maria Luisa De Luca e da Enrico Panini, direttore dell'Unità Operative di Cure Primaria del Distretto e Francesco Melandri cardiologo dell'Unità Operativa di Cardiologia dell'Ospedale di Sassuolo.

(Fonte: ufficio stampa Usl MO)

Venerdì 15 maggio le astensioni dal lavoro potranno interessare i servizi urbani ed extraurbani per l'intera giornata, ad eccezione delle fasce orarie di garanzia. I servizi Seta garantiti nel bacino provinciale modenese e reggiano. -

Modena, 14 maggio 2015 -

SETA S.p.A. comunica che domani, venerdì 15 maggio, è stato indetto uno sciopero nazionale di 24 ore da parte dell'Organizzazione Sindacale USB Lavoro Privato. Tale organizzazione sindacale non è presente nel bacino provinciale modenese, ciononostante potrebbero verificarsi adesioni spontanee da parte di singoli lavoratori e non è pertanto possibile prevedere l'entità dell'astensione. Possibili disagi per quanto riguarda la regolarità del servizio di trasporto pubblico, con le modalità di seguito elencate.

Bacino provinciale modenese

Servizi urbani (Modena, Carpi, Sassuolo): servizio garantito dalle ore 6,30 alle 8,30 e dalle ore 12 alle 16. Possibili astensioni nelle altre fasce orarie.
Servizio extraurbano: servizio garantito dalle ore 6 alle 8,30 e dalle ore 12,30 alle 16. Possibili astensioni nelle altre fasce orarie.

Bacino provinciale reggiano

Servizio urbano ed extraurbano: possibili astensioni dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 15,30 fino al termine del servizio. 

Il servizio riprenderà regolarmente con le corse che inizieranno dopo il termine delle eventuali astensioni dal lavoro. Per ogni ulteriore informazione è a disposizione degli utenti il servizio telefonico di SETA al numero 840 000 216.

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Doppia rimonta dei partenopei al Tardini. Per i crociati a segno Palladino e Jorquera. Il Sassuolo dopo la vittoria sul Cesena si conferma matematicamente in Serie A anche nella prossima stagione. -

Parma, 11 maggio 2015 – di Maria Caterina Viscomi -

Anche stavolta chi pensava che il Parma non avesse più niente da dire in questo finale di stagione si sbagliava, tanto che la gara contro il Napoli è stata la vera sorpresa della 35^ giornata. I partenopei hanno, infatti, sprecato una buona occasione contro una squadra già retrocessa e non sono riusciti ad approfittare dello scivolone della Roma a Milano per accorciare le distanze dalla zona Champions. Senza considerare che un notevole contributo alla sconfitta del Napoli è stato dato proprio dai due napoletani in veste crociata, Palladino e Mirante, il primo andato a segno dopo soli 9 minuti di gioco, il secondo particolarmente in partita e abilissimo a respingere tutte le conclusioni avversarie. Non in partita, almeno nella prima frazione di gioco, invece gli azzurri di Benitez, che a causa degli impegni europei si è affidato alle seconde linee, lasciando in panchina anche Higuain. La prima distrazione viene dalla porta e costa cara alla formazione ospite: Andujar esce a vuoto sul calcio d'angolo e serve a Palladino l'occasione d'oro. Sulla situazione di 1-0, il Napoli reagisce con Gabbiadini, che al 28' riesce a spiazzare Mendes ed a riportare il risultato in equilibrio. Ma i gialloblù sono più vivaci e vogliono i tre punti: al 33' Jorquera su punizione batte Andujar con una bellissima staffilata e i crociati vanno negli spogliatoi in vantaggio. 
Nella ripresa è più Napoli che Parma ma questo non basta a ribaltare la situazione grazie ad un ottimo Mirante. Solo Mertens riesce a superarlo al 27' con un bel destro: provvidenziale è l'ingresso in campo di Callejon e Higuain ma è troppo tardi. Il tabellone si ferma sul 2-2.

Vittoria sul Cesena, i neroverdi si confermano matematicamente in Serie A

Rimonta e vince invece il Sassuolo, ormai salvo matematicamente, contro il Cesena che con tre turni di anticipo saluta la serie A. La squadra di Di Carlo sapeva di giocarsi tutto nel derby Emilia-Romagna ed ha optato per una formazione offensiva, che nel primo tempo ha dato i risultati sperati: all'intervallo, infatti, i romagnoli chiudono in vantaggio grazie alle reti di Defrel e Brienza. Nella seconda metà della gara i neroverdi compiono l'impresa e ribaltano il risultato, ottenendo il pareggio nel giro di pochi minuti con Zaza e Taider, e poi superando i padroni di casa con Missiroli. Grazie a Consigli, che respinge Cascione e Tabanelli, la vittoria va agli emiliani.

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