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Parmacotto Group continua ad aggiungere importanti capitoli alla propria storia sportiva, giocando una nuova stagione insieme al Parma Calcio 1913.

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Serata speciale, giovedì 7 Ottobre 2021 per la prima squadra del Parma Femminile che, prima della sessione serale di allenamento, ha ascoltato con attenzione le toccanti e coinvolgenti parole di Alberto Tagliapietra, medico chirurgo con diploma d’alta formazione in psico-oncologia, fondatore di “Atleti al tuo fianco”, progetto che domanda agli sportivi di raccontarsi per aiutare chi sta affrontando il cancro.

Le Crociate, in occasione del prossimo incontro casalingo col Fraore, poseranno tutte insieme con il gesto distintivo di “Atleti al tuo fianco” con la divisa di gioco ufficiale ed una calciatrice entrerà del team gialloblù precederà le compagne con una polo bianca a sostegno dell’Associazione Andos (Associazione Nazionale donne operate al seno) di Fidenza che da circa 20 anni lavora nel territorio fidentino a favore delle donne operate al seno svolgendo importanti attività di carattere medico, formativo, collaborativo, ricreativo ed aggregativo.

Ad implementare le ormai consuete attività, l’associazione è inoltre riuscita a centrare l’ambizioso obiettivo di mettere a disposizione di tutti coloro che hanno necessità di essere accompagnati a visite e cure sanitarie specialistiche un trasporto gratuito affidato ad un gruppo di autisti volontari.

VIDEO DAL CANALE UFFICIALE YOUTUBE DEL PARMA CALCIO 1913 SETTORE FEMMINILE

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Il debutto azzurro del Crociato Manuel Moretta nell’Italia Under 16 allenata da Daniele Zoratto, colonna del Parma anni 90 di Nevio Scala, si è concretizzato all’inizio del secondo tempo di gara 2 con la Svizzera, oggi, Giovedì 23 Settembre 202, con il successo dei padroni di casa per 2-0 sul campo in erba naturale del Villaggio Azzurro “Novarello” a Granozzo con Monticello (NO). Il portiere del Settore Giovanile del Parma è entrato al principio della ripresa, con i suoi già sull’1-0 (rete di Matteo Spinaccè all’8′) e si è distinto non solo a protezione della propria porta (indimenticabile un salvataggio di piede su Mario Greco lanciato a rete), ma contribuendo con suggerimenti efficaci da piedi buoni (“Questo ha dei piedi da mediano, non da portiere”, parola di Daniel Fois, coetaneo in forza all’Inter, direttamente ai microfoni di www.parmacalcio1913.com), alla costruzione della manovra offensiva, poi concretizzatasi con il raddoppio all’11 st di Jacopo Simonetta. La tradizioni dei portieri azzurri Crociati, dopo Edoardo Corvi e Fillippo Rinaldi, prosegue nel migliore dei modi…

A fine esordio ecco le parole di Manuel Moretta raccolte da Gabriele Majo, responsabile ufficio stampa e comunicazione del Settore Giovanile e delle Squadre Femminili del Parma Calcio 1913:

Moretta? piedi da mediano, non da portiere”, così dice il tuo compagno in azzurro Daniele Fois, non male come complimento… Come è andato il tuo esordio?

“Benissimo, abbiamo tenuto la porta blindata, abbiamo vinto 2-0, sapevamo che era una partita difficile perché loro sarebbero entrati con un’altra mentalità e quindi l’abbiamo interpretata bene. Poi ho anche avuto un’occasione di parata e poi ho giocato con i piedi molto bene e quindi siamo contenti…”

Per salvare il risultato più che dare una mano, ci hai messo un piede…

“Sì, sono molto contento di aver fatto quella parata: è servita alla squadra, è servita a me magari in tribuna per chi mi stava guardando e capire qualcosa in più… Poi le giocate che ho fatto i miei compagni le hanno apprezzate, sono state utili per la squadra: grazie ad una mia iniziativa sono arrivati in porta e dunque sono molto contento di aver fatto bella figura qui”.

Nel calcio moderno al portiere si chiede di partecipare alla manovra e la cosiddetta costruzione dal basso porta anche l’estremo difensore a dare il suggerimento essenziale per andare a rete…

“Sì, ormai il portiere è fondamentale coi piedi e poi io apprezzo molto farlo e mettere in condizioni ottimali i compagni, per cui preferisco io prendermi qualche rischio coi piedi… E’ una cosa che mi piace fare, quindi lo faccio anche volentieri…”

E le mani?

“Eh… sulle mani stiamo lavorando, siamo arrivati a buon punto, sto migliorando, ma sono ancora un ragazzo e dunque ho ampi margini di crescita…”

All’intervallo, prima del tuo ingresso, cosa ti diceva il preparatore?

“Mi stava preparando tecnicamente, mi diceva di mettermi in moto, poi mi chiedeva se avessi ansia o altro: io, sinceramente, gli ho risposto che non mi interessava niente, che avrei giocato la mia partita e come andava andava… Non mi faccio sovrastare dalle emozioni…”

Martedì, in gara 1, sei rimasto in panchina tutto il tempo: cosa hai pensato, visto che lo sfogo è giocare, al di là della grande soddisfazione di essere entrato nel club Italia…

“Il Mister ce lo aveva già detto prima di giocare la prima partita che ognuno avrebbe avuto il proprio spazio, quindi io sono rimasto tranquillo: ho guardato i miei compagni che hanno giocato sia la prima partita che il primo tempo di oggi per vedere se ci fosse qualcosa da imparare da loro. Poi siamo rimasti tranquilli e concentrati per la partita di oggi ed abbiamo fatto bella figura…”

Cosa hai imparato da loro?

“La tranquillità di Tommasi, il portiere che aveva giocato tutta la gara di martedì e, il contrario, di non essere troppo emozionato come ha fatto Tommaso, l’altro portiere che ha giocato oggi prima di me…”

E loro da te?

“Secondo me hanno apprezzato le giocate coi piedi…”

Tu stai proseguendo la tradizione dei portieri del Parma in azzurro: dopo Edoardo Corvi e Filippo Rinaldi ecco Manuel Moretta. A Parma una grande scuola di portieri, merito di De Bernardin?

“Lui è un grande allenatore assieme a tutto il suo staff: lo avevo avuto già a Mantova e mi ero trovato benissimo. è una persona con cui si può andare d’accordo, gli si può parlare di tutto e lui è sempre disponibile come il suo staff. per migliorarti, come persona e come giocatore, fanno veramente di tutto e questo è un po’ il segreto..”

Da quanto sei al Settore Giovanile del Parma?

“Questa stagione è il quinto anno che sono qui, prima ero nel Mantova e coi dilettanti a Gonzaga”.

Cosa ti ha dato il Parma in questi anni?

“Mi ha fatto crescere come persona, sia in campo che fuori dal campo, perché all’inizio ero molto di più una testa calda, mentre adesso mi sono tranquillizzato, poi mi ha cresciuto tecnicamente e se sono qua è grazie a loro”.

Daniele Zoratto, il tuo commissario tecnico, vanta trascorsi nel Parma di Scala negli Anni 90: emozioni nell’aver conosciuto un pezzo importante della storia del nostro club?

“Sì me lo aveva detto la mamma di un mio amico, perché io non lo sapevo, comunque è sempre bello avere una esperienza in più con un mister che in panchina ha giocato in serie A…”

Hai avuto occasione di rivedere Ramaj che era cresciuto con te nel Parma, prima di cambiare club…

“Tra noi ci troviamo veramente bene, in campo ci capiamo: alla fine abbiamo fatto delle foto insieme da postare per celebrare questo ritorno assieme”

VIDEO DAL CANALE UFFICIALE YOU TUBE PARMA CALCIO 1913 SETTORE GIOVANILE

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UNDER 16, ITALIA-SVIZZERA 2-0, GARA 2 AMICHEVOLE CON ESORDIO DEL PORTIERE CROCIATO MANUEL MORETTA

Reportage a cura di Gabriele Majo, responsabile ufficio stampa e comunicazione del Settore Giovanile e delle Squadre Femminili del Parma Calcio 1913

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C’è tanto sapore di Emilia Romagna nel nuovo progetto organizzato da Decathlon e Operazione Nostalgia per il lancio della collezione di scarpe da calcio e da calcetto della linea Kipsta. I modelli Viralto sono pensati per calciatori professionisti e amatori ma non solo.


Anche i piccoli calciatori e le calciatrici di tutte le età potranno provare la bontà di un prodotto che abbina qualità e prezzo come poche altre calzature sportive. All’evento di presentazione, condotto dalla parmigiana Monica Bertini e organizzato all’Aspria Harbour Club di Milano, c’erano diversi ex atleti che hanno esaltato le platee nazionali negli anni in cui in Italia c’era il meglio del calcio mondiale. Tra essi anche Sebastien Frey e Marco Amelia. Per entrambi un passato nel Parma e l’opportunità di raccontare la loro visione del campionato di Serie A appena cominciato.


MARCO AMELIA – Per lui solo sei mesi con i colori gialloblù ma tanti ricordi che gli sono rimasti nel cuore. Amelia, ex portiere, non poteva che iniziare il suo racconto dal numero uno dei numeri uno: “È meraviglioso trovare Gigi Buffon ancora in campo. È un portiere affidabile al 100%. Lo sta dimostrando in questo inizio di stagione. Tra i pali era ed è di un altro pianeta rispetto alla maggior parte degli estremi difensori. In Italia e all’estero. Vuole riportare la società in serie A e poi conquistare i Mondiali con l’Italia. Magari come terzo portiere. Gigi è una presenza che si fa sentire. In qualsiasi spogliatoio. Un supporto utilissimo per carisma ed esperienza. Una garanzia in campo. Se ha questi obiettivi, credo che non gli manchi nulla per raggiungerli. Sia a livello personale che di squadra”. Poi uno sguardo all’attualità, soffermandosi su alcuni (ex) colleghi: “Maignan ha mostrato le sue qualità a Lille. Il Milan ha sostituito Donnarumma con un ottimo portiere. Per uno straniero non è facile avere un impatto così positivo in Serie A. Handanovic e Szczesny sono due giocatori che, all’interno di una stagione, assicurano punti in più alle loro squadre. Non ne tolgono. Sono sicuro che si riprenderanno velocemente e metteranno a tacere chi ora li attacca”.

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SEBASTIEN FREY – Frey era stato il portiere che aveva sostituito Buffon quando Super Gigi si era trasferito alla Juventus. Una grande carriera, stupendi ricordi lasciati ovunque. Firenze, Milano (sponda nerazzurra) e Parma alcune delle tappe più significative di una vita passata tra i pali ma all’attacco, metaforicamente parlando. Frey, infatti, è sempre stato una persona schietta e sincera. Ecco quindi che le sue parole assumono un valore doppio quando parla di calcio: "Sono contento di come ha iniziato la stagione Simone Inzaghi. È un amico. Sono sicuro che farà molto bene. Ha già dimostrato alla Lazio di saper gestire ogni tipo di situazione. Dopo l'addio di Conte, Lukaku e Hakimi, era normale che ci fossero dei malumori tra i tifosi. Io, invece, vedo un gruppo con grande entusiasmo. Tutto questo mi stupisce positivamente. All’Inter non manca nulla per vivere un’annata positiva. La Juventus? Sono passate poche giornate. La Juventus è sempre la Juventus. Avrà tempo e modo di recuperare. La sorpresa di questo campionato? Dico Mourinho e la sua Roma".


IL PROGETTO - Un Tour che toccherà 9 città italiane e che vedrà come testimonial tanti campioni del passato: il progetto creato da “Decathlon” e “Operazione Nostalgia” ha preso forma. Per ora non sono previste presentazioni nella nostra regione ma “mai dire mai”. Il brand francese, che conta più di 100 punti vendita in Italia, e l’azienda italiana conosciuta da tutti gli amanti del football nostalgico hanno organizzato la presentazione dei modelli Viralto in varie città d’Italia: i punti vendita prescelti sono quelli di Corsico (MI), Moncalieri (TO), Roncadelle (BS), Piacenza, Sesto Fiorentino (FI), Bufalotta (RM), Casoria (NA), Modugno (BA) e Cavallino (LE). In queste località si alterneranno campioni del calibro di Marco Amelia, Sebastien Frey, Dario Hubner, Dario Marcolin, Ernesto Chevanton, Antonio Filippini, Diego Fuser, Igor Protti, Cristian Zaccardo e Nicola Amoruso. Insomma, una vera e propria festa dello sport targata Decathlon e Operazione Nostalgia.

Pietro Razzini

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Il Parma Calcio e il suo territorio: un anno dopo la formazione Primavera Crociata è di nuovo a Salsomaggiore Terme, per un mini-ritiro iniziato Lunedì 2 Agosto 2021 e che terminerà Venerdì 6 Agosto 2021, con la “rifinitura” precedente la prima amichevole stagionale con la Virtus Entella di Sabato 7 Agosto 2021, con inizio alle ore 11 allo Stadio Daneri di Chiavari (GE). La squadra del neo-allenatore Cesare Beggi, che ha iniziato la preparazione Giovedì scorso 29 Luglio, dopo la due giorni senza campo propedeutica all’avvio della stagione con le pratiche di routine, nel rispetto delle procedure per la prevenzione della diffusione del Covid 19, sta faticando sul Campo Comunale Clemente Francani al ritmo di due sedute quotidiane (calendarizzate tra le 10 e le 12 al mattino e tra le 16 e le 18 al pomeriggio ed alloggia nella accogliente struttura dell’Hotel Principe della cittadina termale. Residenti e villeggianti stanno particolarmente apprezzando l’interazione dei ragazzi gialloblù che in ordine ed educatamente raggiungono a piedi, passeggiando, l’impianto di allenamento partendo tutti assieme, in divisa tempo libero dal centrale Viale Romagnosi.

Del ritiro in corso a Salsomaggiore Terme ha parlato il Vice Allenatore del Parma Primavera Lorenzo Piscina, intervistato dal responsabile ufficio stampa e comunicazione del Settore Giovanile e delle Squadre Femminili Gabriele Majo.

Siamo a Salsomaggiore Terme, sede del ritiro del Parma Primavera, con il Vice Allenatore Lorenzo Piscina, elemento del territorio essendo della nostra provincia, nonché di continuità tecnica, visto che da diverse annate fa parte degli staff.
Lorenzo, come sta andando questo ritiro?

“Il ritiro sta andando bene e per questo dobbiamo ringraziare l’Amministrazione Comunale e l’Hotel Principe che ci stanno mettendo nelle condizioni di poterci allenare bene, non ci manca nulla e tutto sta procedendo come deve procedere e siamo contenti”.

Come stanno procedendo i lavori? Che ricetta state seguendo?

“In primis stiamo cercando di conoscerci noi come staff, perché è uno staff nuovo, al di là della mia figura perché è il quinto anno che sono qui, però, essendo cambiato l’allenatore c’è ovviamente bisogno di affinare alcune cose, ma ci sta riuscendo bene e quindi siamo contenti anche sotto questo aspetto. Per quanto riguarda la squadra, io ho la fortuna di conoscerli un po’ tutti, un po’ perché li avevo l’anno scorso e un po’ perché sono quelli che erano in Under 18. Stiamo lavorando bene, ci stiamo divertendo e penso che questo sia l’aspetto principale che vogliamo e dobbiamo curare in questo momento, perché questa settimana insieme serve per fare gruppo e non per scoprire il calcio. Ovviamente cerchiamo di fare le cose fatte bene, ma diamo la priorità, appunto, alla ricerca della costruzione di un gruppo coeso, di un gruppo di ragazzi che abbiano voglia di lavorare, per poi, in futuro, cercare di ottenere qualcosa anche sotto l’aspetto dei risultati.”

Condividi la filosofia di gioco del Mister, che è poi la filosofia del club?

“La filosofia è appunto quella del club, infatti l’allenatore è stato scelto anche in base a questo: io sono rimasto qua, quindi mi hanno tenuto, anche perché sanno quale sia la mia idea di calcio che è una idea di provare a fare la partita, cercando, attraverso il dominio del gioco, di provare ad ottenere dei risultati, senza dimenticare che non basta fare tre o quattro passaggi fatti bene, perché nel calcio serve pure dell’altro e noi cerchiamo di lavorare anche sotto questo tipo di aspetto”:

Ricordavamo prima che sei arrivato cinque anni fa: ricostruiamo la tua trafila nel Parma…

“Il primo anno sono stato il vice allenatore di Mister Bagatti nel Campionato Under 17, l’anno successivo sono passato in Primavera come vice di Mister Catalano e poi sono reduce da questi ultimi due anni, un po’ tribolati causa Covid, con Marco Veronese”.

Cosa ti hanno lasciato questi due anni tribolati perché in effetti vi siete trovati a gestire una situazione non normale…

“Non lo dico per piaggeria, perché lo penso davvero, ma l’aspetto che mi è piaciuto di più è stata l’opportunità che la Società ci ha dato, comunque, di poter continuare a fare il nostro lavoro, perché, obiettivamente, guardandoci attorno, io ad esempio arrivo dai Dilettanti e tra i Dilettanti non è stato così, perché a causa di questa pandemia, molte società hanno smesso di esistere, mentre noi, essendo nei Professionisti, abbiamo sempre potuto lavorare senza che ci mancasse nulla; abbiamo avuto, parlo dell’ultimo anno, solo un paio di settimane di interruzione, perché avevamo avuto qualche caso e il protocollo prevedeva che ci fermassimo, però noi abbiamo sempre lavorato. Mi piace badare al lato positivo e quindi all’opportunità che la Società ci ha dato di poter continuare a lavorare, uniformandoci a certi protocolli che non sono semplici né nell’organizzazione, né a livello economico”.

Da parmense lavorare nel Parma che effetto ti fa?

“Come ho già avuto modo di dire in passato, per me è motivo di orgoglio: sono di Parma, sono nato a Parma, ho giocato nel Parma nelle Giovanili e mi ritrovo a lavorare come allenatore nelle Giovanili del Parma ormai da tanti anni, tra l’altro in Primavera che è il livello più alto. Io sono molto contento, questa è la mia serie A. Sono locale, è una bella cosa…”

Finito il ritiro di Salsomaggiore ci sarà la prima amichevole…

“Sì, sabato, in mattinata, ci sarà questa prima amichevole con l’Entella nella quale cercheremo di vedere quello su cui stiamo lavorando. Non ci aspettiamo niente di che, ma almeno di avere una idea su quelli che sono i principi che stiamo cercando di trasmettere ai ragazzi, poi vedremo come andrà la partita, ma non è sicuramente un problema: quelle sono partite nelle quali vogliamo anche vedere degli errori, ma che siano dettati da quella che è la nostra idea di gioco, per cui se un ragazzo sbaglia un passaggio in costruzione non sarà assolutamente un problema…”

La Primavera dell’anno scorso era il frutto del lavoro di un paio di annate precedenti: ora state cercando di costruire un nuovo gruppo, ma si tratta della partenza di un ciclo oppure pensi che già ora si possa esprimere al massimo?

“Obiettivamente quella dell’anno scorso era una squadra molto forte, però guardando questo gruppo e conoscendo già i ragazzi, secondo me riusciremo sicuramente a dare continuità, perché è un gruppo di giocatori validi, con delle ottime individualità, un gruppo che ha lavorato molto bene, perché l’Under 18 dell’anno scorso sapeva farlo bene senza buttare via mai neanche un minuto di allenamento, sono lavoratori e questo è importante, oltre ad essere giocatori di valore. Quindi io credo che si possa sicuramente puntare a fare un campionato importante: far meglio dell’anno scorso vorrebbe dire essere promossi in Primavera 1, quindi speriamo di riuscire a farlo…”

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Giorni di emozioni forti per Marta Sicuri, la prima calciatrice del Parma Femminile a vestire i colori azzurri della Nazionale Italiana. La giovanissima classe 2006, centrocampista offensiva punto di forza della Under 17 Crociata, Lunedì scorso 12 Luglio 2021 ha terminato lo stage di Tirrenia (PI) con l’Italia Under 15 nel quadro del Programma “Calcio+15” e ieri, Giovedì 15 Luglio 2021, ha conosciuto il presidente del Parma Kyle Krause che ha voluto congratularsi personalmente con lei (anche dal vivo, dopo i tweet post-convocazione) e posare assieme per una foto ricordo sul manto verde del Tardini. In serata il Presidente ha quindi twittato una delle immagini dello shooting con la frase: “È stato bello incontrare di persona Marta Sicuri oggi. Non vedo l’ora di vederla giocare pienamente per la nazionale di Vivo Azzurro. Sono orgoglioso di te”.

Al termine di questo ulteriore importante momento che resterà indelebile nella sua mente così come quelli vissuti nel ritiro dell’Italia, Marta Sicuri ha risposto disinvolta e con prontezza alle domande di Gabriele Majo, responsabile ufficio stampa e comunicazione del Settore Giovanile e delle Squadre Femminili del Parma Calcio 1913.

Marta Sicuri, sono giorni indimenticabili per Te: prima lo stage con l’Italia Under 15, quale prima Crociata chiamata in Azzurro, e poi oggi l’incontro con il Presidente Kyle Krause…

“Il presidente è davvero molto gentile e mi ha fatto veramente tanti complimenti: ha voluto fare la foto con me e sono super contenta di questa cosa”.

Oggi vi siete conosciuti dal vivo, ma i complimenti del presidente ti erano già arrivati via Twitter…

“Io ho installato Twitter quando mi ha twittato, però non ero riuscita a rispondergli perché ancora non lo so usare molto bene…”

Come sono stati questi giorni colorati d’azzurro a Tirrenia?

“L’esperienza è stata bellissima: c’erano delle giocatrici molto forti e uno staff molto organizzato e super disponibile: gli allenamenti erano molto belli, anche se è stato molto faticoso, perché tutte le mattine e tutti i pomeriggi facevamo degli allenamenti da due ore”.

Hai avuto modo di rubare qualche segreto a queste giocatrici importanti, lavorando, tra l’altro, con uno staff numeroso e qualificato?

“Lo staff ci aiutava sempre a migliorare: ci faceva fare degli allenamenti molto istruttivi e tecnici, per aiutare l’intera squadra. Sono stati allenamenti soprattutto tecnici e ci dicevano brave o dove migliorare”.

Ti aspettavi questa chiamata o è stata una lieta sorpresa?

“Quando il nostro dirigente Federico Pangrazi mi aveva anticipato che doveva darmi una bella notizia non avevo pensato alla Nazionale, quanto piuttosto a una Selezione Regionale. La Nazionale, proprio, non ce l’avevo in mente, infatti, quando poi l’ho saputo, mi sono messa a piangere emozionata e felice di essere arrivata a questo punto”.

E in famiglia?

“Mia mamma, quando l’ha saputo, si è emozionata anche lei, però io non ero presente in quel momento perché il dirigente glielo aveva detto prima… Anche mio papà era molto felice e urlava felice per la casa: La Marta va a fare il provino per la Nazionale!!!, poi mi ha detto brava e così via. Il giorno dopo mi ha riscritto dicendomi: brava Marta sono fierissimo di te!”

Orgogliosi di te anche a Mezzani, il tuo paese, tra cui il vice sindaco Romeo Azzali che ricordava i tuoi trascorsi quando eri più forte dei maschietti con cui giocavi in quel periodo…

“Sì, io a Mezzani ci ho fatto dai 7 agli 11 anni a giocare a calcio e questa passione l’ho portata avanti fin da quando ero piccola, anche quando ancora non giocavo e chiedevo a mia mamma di portarmi. Poi l’ho convinta e sono andata a giocare nel Mezzani, una meravigliosa squadra, in cui, se tornassi indietro, andrei mille volte, perché sono gentilissimi e mi piacciono un sacco. Tantissimi di Mezzani mi hanno fatto i complimenti, mi hanno scritto sui social. Una volta ero a Mezzani e una signora si è fermata dicendomi che le sue amiche le avevano chiesto se conoscesse questa Marta Sicuri. E lei: Sì, sì, io la conosco è fortissima! E poi si è voluta fare una foto con me. Io sono orgogliosissima di essere nata nel Mezzani e di portare avanti il nome del Mezzani”.

La tua prima esperienza nel Parma fu al Torneo del Trincerone, a La Spezia, riservato alle squadre Under 12…

“Io ero felicissima di fare questo primo torneo e questo debutto nel Parma. Mi ricordo che in quel torneo avevo fatto più o meno 6 gol ed era la prima volta che indossavo la maglia del Parma e ho giocato tutti i tempi e tutte le partite. mi avevano fatto i complimenti anche i genitori delle calciatrici delle altre squadre e io ne andavo fierissima, anche perché la prima volta nel Parma è stato un debutto meraviglioso”.

Finaliste di quel torneo, soccombeste solo ai tiri di rigore. il contrario di quello che è capitato all’Italia ad Euro 2020…

“Dagli sbagli si impara e così se avevamo sbagliato un rigore quella volta, vorrà dire che andrà meglio la prossima, così come è successo all’Italia che, dal dischetto, ha vinto gli Europei”.

Quello per il pallone è amore puro, oppure ci sono altri sport che ti attraggono?

“Io ho sempre avuto un amore puro per il pallone, perché io giocavo anche con mio fratello, già in giardino, e con mio papà quando avevo 4-5 anni, però mia mamma non era tanto convinta di farmi andare a giocare a pallone, infatti a 6-7 anni ho fatto ginnastica artistica con mia sorella. Ma dopo i 7 anni ho convinto mia mamma a farmi andare a giocare a calcio e così ho iniziato…”

Con l’Azzurro vi siete salutati con un arrivederci?

“Lì c’erano delle giocatrici veramente molto forti: io spero sia stato un arrivederci, ci credo e penso che ci saranno altre occasioni, magari non subito quest’anno, ma nei prossimi sì. Non mi hanno comunicato nulla al riguardo: ad Ottobre mi diranno se mi han presa o no”.

Oltre alle tue indubbie doti, un grazie va anche a Federico Pangrazi, Coordinatore delle Giovanili-Femminili del Parma e ai vari allenatori e staff che stanno curando la tua crescita… Che desiderio esprimi per il futuro?

“Io spero di portare il Parma in Serie A e di scendere in campo in Serie A con la Maglia del Parma…”

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Il tipico Fair Play inglese non si è visto, anzi l'antisportività ha dominato. Il cuore il coraggio della squadra terribile di Mancini ha dato lezione di calcio agli inventori del gioco.

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Giovedì, 17 Giugno 2021 14:03

Europei 2021: l'intervista ad Arrigo Sacchi

Un Europeo per rinascere e tornare a essere una nazionale stimata e temuta nel mondo, in un processo di crescita costante che il commissario tecnico Roberto Mancini ha iniziato sin dalle sue prime panchine azzurre. Arrigo Sacchi parla chiaro, in diretta con Sara Federico sul canale Youtube di Fan Rating, e lancia la nostra squadra verso un campionato continentale di alto livello.


Con una fondamentale accortezza: “L’Italia non ha fuoriclasse all’interno di questa rosa ma ha giovani interessanti che potrebbero diventare fuoriclasse in un prossimo futuro. Ad oggi ci sono squadre con calciatori più pronti, sotto questo punto di vista”.


Lei è ottimista pensando al percorso che potranno fare gli azzurri?
“C’è tanta euforia intorno a questa squadra. A me fa molta paura perché quando l’Italia ha vinto qualche competizione, è partita sempre con grandi critiche: ricordiamo il 1982 e il 2006. Ma anche la mia squadra nel 1994 ricevette diverse critiche”.


Cosa ne pensa del lavoro del nostro commissario tecnico?
“Mancini sta proponendo un calcio coraggioso, emozionante, basato sul dominio del gioco e del campo: ricordiamo sempre che maggiore è il possesso palla a nostro favore e maggiori sono le possibilità di creare problemi agli avversari. Roberto ha fatto ottime scelte”.


Quanto è importante questo Europeo per il nostro movimento?
“Il calcio italiano sta vivendo un momento tragicomico: tragico perché non vinciamo nulla. Comico perché spendiamo tanto ma non vinciamo nulla. Anche per questo motivo spero che l’Italia riesca a mostrare il massimo del suo potenziale”.


Che Italia si aspetta?
“Penso che diversi nostri calciatori saranno emozionati: abbiamo solo due giocatori con grande esperienza internazionale”.


Un nome di questa Italia su cui puntare?
“Insigne perché ha grande qualità ma deve giocare con la squadra, per la squadra, a tutto campo e a tutto tempo”.


Le favorite del torneo?
“Senza dubbio la Francia Campione del Mondo che ha aggiunto Benzema a una squadra già vincente. Credo che sia la favorita. E poi sono convinto che il Portogallo possa fare un grande torneo. Nonostante i giocatori presenti in rosa, invece, nutro qualche perplessità in più sull’Inghilterra che ha sempre fatto fatica in questo tipo di manifestazioni”.


Da questo Europeo a quello del 1996: i suoi ricordi?
“Era una squadra che giocava bene a calcio. Fummo sorteggiati in un girone di ferro: non a caso le due finaliste arrivarono proprio dal nostro raggruppamento. Dominammo la partita decisiva contro la Germania. Sbagliammo un rigore, il loro portiere doveva essere espulso. I tedeschi stessi, a fine partita, dissero che, giocando così, non avrebbero fatto grande strada. Ma fu anche merito nostro”.


La partita decisiva fu però quella persa con la Repubblica Ceca?
“In quell’occasione esitai un po’ troppo. Dopo l’espulsione di Apolloni avrei dovuto cambiare qualcosa. Un errore che non commisi due anni prima negli Stati Uniti quando, dopo il cartellino rosso a Pagliuca, decisi di sostituire Roberto Baggio”.


Scelta che fece scalpore.
“Ancelotti si avvicinò e mi disse che in quel momento non avevo puntato addosso solo il fucile delle migliaia di italiani presenti allo stadio, ma anche quello di milioni di connazionali che erano davanti alla Tv nel nostro Paese. Alla fine, fortunatamente, andò bene”.


A proposito di U.S.A. ’94: un aneddoto curioso?
“Due anni prima andai in America nel periodo in cui si sarebbero svolti i campionato del mondo. Fu subito chiaro che le squadre sulla costa est avrebbero fatto più fatica a recuperare fisicamente, dato il clima. Al mio ritorno chiesi a chi di dovere di trovare una sede del ritiro sulla fascia orientale degli States. Mi dissero che Andreotti affermò: "Vedo già i titoli dei giornali: “Ancora una volta l’Italia tradisce i suoi emigrati”"... perché la maggior parte di essi viveva a ovest”.

Pietro Razzini

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Da lunedì 14 giugno per quattro settimane campi estivi allo Stadio Tardini e ai campi Stuard 

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Al via le iscrizioni per la Parma Academy Lady Camp, il centro estivo ufficiale del settore femminile del Parma Calcio che si terrà dal 5 al 9 luglio al Tardini e ai campi Stuard

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