(Gmajo) – Il collega Michele Angella, col quale ho avuto modo di condividere la gratificante esperienza professionale di Calcio & Calcio (the original) culminata con il racconto, in funzionale sinergia con StadioTardini.it, del fallimento del Parma F.C., ora, oltr’Enza, firma di punta dei TG di Telereggio (ove si è trasferito dopo la “fusione”, si fa per dire, con Tv Parma di Teleducato, che ha impoverito il già desolante panorama informativo di questa città), in questi giorni si sta occupando dei (presunti) safari umani a Sarajevo negli anni ’90, in quanto la Procura di Milano sta indagando sul fenomeno dei cosiddetti “cecchini del weekend”, ossia facoltosi appassionati di armi che tra il 1992 e il 1995 sarebbero partiti dall’Italia per andare a sparare, insieme alle milizie serbe, su civili inermi, dalle colline della città bosniaca sotto assedio.

Il giornalista ha preso spunto dal libro di recente uscita dello scrittore milanese Ezio Gavazzeni che riporta due testimonianze anonime che riferiscono di come in quegli anni uno dei luoghi di partenza per quei viaggi macabri sarebbe stato l’aeroporto di Parma: viaggi dal venerdì alla domenica a bordo di piccoli aerei privati con destinazione principale Trieste e con proseguimento con altri mezzi verso Sarajevo. Spedizioni queste in cui – secondo le stesse testimonianze – sarebbe stata coinvolta clandestinamente Parmatour, la società turistica del gruppo Parmalat travolta anch’essa dal crac.

L’intreccio è davvero inquietante: in quegli anni dal Verdi (risorto proprio in questi giorni, con i primi voli Ryanair sold out), dal quale viaggiava il grande Parma di Calisto Tanzi per le sue indimenticabili conquiste in Europa, contemporaneamente sarebbero decollati questi cacciatori di uomini (soprattutto bambini) anche se nutro forti dubbi circa l’organizzazione tecnica di Parmatour, ramo turistico della Parmalat, nel quale il Re del Latte sarebbe stato trascinato per rastrellare sul mercato del credito finanziamenti utili a tenere a galla il suo gruppo industriale e che invece si sarebbe rivelato determinante per il clamoroso crac. La holding, infatti, risulta nata successivamente ai fatti citati nel libro, benché negli anni precedenti ci fosse stata una vicinanza dei Tanzi ad altre agenzie viaggi, di cui alcuni operatori potrebbero esser stati assorbiti in Parmatour.

Angella annota che, stando a queste ricostruzioni, Parma sarebbe potuta essere un punto di riferimento per i “turisti cecchini” provenienti da province vicine e da altre zone d’Italia. Sarebbero stati diverse decine i partecipanti in quegli anni: persone molto facoltose, appassionate di armi e di caccia, disposte a spendere parecchi milioni delle vecchie lire per provare l’ebbrezza di sparare a un essere umano: i bersagli più costosi erano i bambini per cui si sarebbe arrivati a sborsare fino a 300 milioni. Il giornalista, che, come state leggendo, si cautela con molti condizionali, aggiunge: Testimonianze inquietanti che attendono ovviamente riscontri investigativi e sulle quali sta lavorando la Procura di Milano.

Dopo il primo servizio trasmesso il 27 marzo 2026, Angella ha proposto un nuovo approfondimento il 30 marzo, accennando proprio agli sviluppi investigativi al riguardo della Procura di Milano: “L’indagine potrebbe avere a breve una accelerazione in base ai riscontri dei servizi segreti che potrebbero aggiungere altri profili, oltre a quelli delle tre persone attualmente indagate: “Il Sismi ha riconosciuto cinque persone, per cui i nomi iniziano a esser otto“.

Colonna portante del secondo approfondimento di Angella, è l’intervista che il giornalista ha realizzato con Ezio Gavazzeni, uno degli scrittori del momento, autore del libro “I cecchini del weekend”, le cui ricerche hanno portato lo scorso autunno all’apertura della inchiesta da parte della Procura di Milano sul caso dei cosiddetti “safari umani”, ossia dei facoltosi appassionati di armi e caccia che negli anni 90 andavano a Sarajevo tra le milizie serbe a sparare a civili inermi, che si sarebbero serviti di questa sorta di “snodo emiliano” dato che una parte di questi viaggi clandestini sarebbero partiti dall’aeroporto di Parma.

“Ci sono le testimonianze di due persone che non si conoscono che non si sono mai frequentate e nemmeno incrociate– riporta Gavazzeni ad Angella – che riferiscono di piccoli velivoli che in quegli anni partivano o il venerdì pomeriggio o il sabato mattina dall’aeroporto di Parma e diretti o Trieste oppure in Ungheria, Romania e anche in Albania per poi raggiungere successivamente Sarajevo”.
Stando alle testimonianze raccolte da Gavazzeni ci sarebbe, dunque, il coinvolgimento di Parmatour: “In particolare una delle due. Ho provato a indagare, ma finora ho trovato un muro di omertà”. Un muro di omertà a Parma, ma dai… Chi lo avrebbe mai detto… “Per i magistrati milanesi che stanno indagando su questa vicenda la difficoltà maggiore consiste nel reperire prove, ammette Gavazzeni: “Da quello che sappiamo i cacciatori non potevano portare macchine fotografiche e nemmeno taccuini”. Gabriele Majo
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Laprimaradiolibera.it, sito un-official, indipendente dall’attuale proprietà, dedicato a Radio Parma, la prima emittente libera italiana, nata il 1º Gennaio 1975. Supplemento di Stadiotardini.it, testata giornalistica registrata c/o tribunale di Parma nr 10/2011, direttore responsabile Gabriele Majo
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Gabriele Majo
Gabriele Majo, 62 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann, "Giovannino Guareschi" del regista Andrea Porporati, film "Ammazzare stanca", film "I giorni più intensi di Guido Kalb", serie Tv "Il Capo perfetto", serie Tv "Motorvalley". Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro", "3 di Picche", "Le jour de la robe de la mariée", "Pazzia"; video clip ufficiale di "Sto bene al mare" di Marco Mengoni feat Sayf, Rkomi; video clip musicale girato a "Il brutto anatroccolo" di Milano; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio", "Franciao", "Sconcerto nella Bassa".











































































