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Ottimismo e visione sul futuro per trovare idee e opportunità professionali. Mediolanum Corporate University a Modena per diffondere la cultura dell'innovazione. Seminario gratuito previa prenotazione giovedì 9 marzo alle ore 20.00 presso l'Autotorino.

Modena, 7 marzo 2017

Cambiamento e innovazione, sviluppo e tecnologia, futuro ed economia: il progresso inarrestabile condiziona in modo nuovo l'approccio al mondo del lavoro.
Si rendono sempre più necessarie una nuova visione e una nuova conoscenza delle dinamiche della società attuale, dei suoi nuovi linguaggi, della sua espansione. Elementi di costruzione di questo percorso nascono dalla conoscenza delle potenzialità del proprio territorio, dei nuovi movimenti del mercato, delle possibilità di collegarsi a realtà più ampie e di creare reti d'azione attraverso le nuove tecnologie.
Questi i temi del seminario "Centodieci è Progresso" di Mediolanum Corporate University (MCU) che vedrà l'istituto educativo di Banca Mediolanum a Modena per diffondere la cultura dell'innovazione e una visione positiva sul futuro, rivolgendosi a imprenditori, professionisti in cerca di occupazione e studenti delle scuole superiori.
L'appuntamento si terrà giovedì 9 marzo alle ore 20.00 presso l'Autotorino.

"Superare la crisi è possibile. Sempre. La questione è capire come e con chi. Anche nei periodi di maggiori difficoltà restano le persone quelle che fanno la differenza. Bisogna creare una rete virtuosa fatta di fiducia in se stessi, buone idee, competenze specifiche, e conoscenza delle nuove tecnologie - dichiara Oscar Di Montigny, Direttore Marketing, Comunicazione e Innovazione di Banca Mediolanum - Per dare il via al rilancio bisogna lasciarsi alle spalle i modi tradizionali di trovare e creare lavoro. Pensare un'azienda o una professione nel futuro non può prescindere da idee innovative, dall'agire concreto basato sullo studio, sull'acquisizione di specializzazioni e sull'ispirazione a modelli d'eccellenza.

Il seminario è gratuito previa prenotazione sul sito internet www.centodieci.it 

Pubblicato in Comunicati Lavoro Modena

Promosso dalla Cineteca di Bologna e dall'Università di Parma con il sostegno della Regione e del Fondo Sociale Europeo, d'intesa con Comune di Parma e Solares Fondazione delle Arti. Presentazione domande entro il 28 febbraio. Inizio attività a marzo.

Parma, 24 gennaio 2017

Mira a formare "film maker" in uno degli ambiti cinematografici di maggiore tradizione il corso di alta formazione che partirà a Parma nel mese di marzo in "Cinema documentario e sperimentale", promosso dalla Cineteca di Bologna e dall'Università di Parma con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e del Fondo Sociale Europeo, e con la collaborazione del Comune di Parma e di Solares Fondazione delle Arti. Un primo tassello del nuovo Distretto del Cinema di Largo 8 Marzo, centro progettato dal Comune di Parma per far crescere la cultura delle arti audio visive e le professioni ad esse collegate.

Ieri mattina la presentazione nella Sala di Rappresentanza del Comune di Parma, con gli interventi del Sindaco Federico Pizzarotti, del Rettore dell'Università di Parma Loris Borghi, del Direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli, dell'Assessore a Scuola, formazione professionale, università, ricerca e lavoro della Regione Emilia-Romagna Patrizio Bianchi, dell'Assessore alla Cultura del Comune di Parma Laura Maria Ferraris, del Presidente di Solares Andrea Gambetta e di Michele Guerra, docente di Teorie del cinema all'Università di Parma.

L'attività didattica si svolgerà nei nuovi locali recentemente ristrutturati di Largo 8 marzo, per i quali il Comune di Parma ha effettuato un investimento complessivo di circa 420mila euro per i lavori e di oltre 160mila euro per le attrezzature audio-video di ultima generazione, che consentiranno la realizzazione di tutte le fasi previste dalla ripresa al montaggio e alla produzione, e che saranno utilizzate sia dall'Università per i corsi di alta formazione sia per gli spazi di coworking.

"Si tratta di un ulteriore, significativo passaggio – ha esordito il sindaco Pizzarotti durante la presentazione alla stampa – del percorso sinergico tra Comune e Università, che in questo caso ha coinvolto anche la Regione, la Cineteca di Bologna e Solares. Un tassello in più in favore dell'attrattività culturale e turistica della nostra città, che vede il recupero strutturale del complesso vicino al cinema Edison e un importante investimento per la produzione cinematografica a Parma, che avrà una ricaduta positiva sulla città tutta".

"L'obiettivo di questo progetto – ha spiegato il Rettore Borghi – è significativo e condiviso da tutte le realtà che lo hanno portato avanti e sostenuto: creare figure professionalmente idonee a trecentosessanta gradi nel mondo del cinema, attraverso un corso di alta formazione che rappresenta una importante novità anche a livello nazionale".

"E' la capacità di produrre cultura – ha sottolineato l'assessore regionale Bianchi – che valorizza anche l'eredità culturale del nostro passato e che dà ad essa una continuità nel presente e nel futuro. E' in quest'ottica che abbiamo creduto in questo progetto: investire nella formazione delle persone, in particolare nei giovani, perché possano acquisire le competenze necessarie a produrre cultura significa investire nelle scuole e nei progetti formativi".

"Alle attività di conservazione, restauro e divulgazione delle opere del passato – ha specificato il direttore della Cineteca di Bologna Farinelli – si aggiunge ora la formazione e la produzione. Parma è una città di tradizione, ma anche di presente e intensa attività cinematografica e questo corso si inserisce quindi in un tessuto vivace, promuovendo inoltre il documentario, un genere nel quale ad oggi l'Italia primeggia per maestri e qualità dei risultati".

Nell'approfondire le modalità di svolgimento del corso il docente Michele Guerra ha sottolineato: "lo scopo delle lezioni sarà seguire il farsi di un film in tutte le sue fasi, affiancando al percorso artistico anche quello riguardante la produzione. Si tratta dunque di una scommessa formativa molto forte".

"L'investimento in questo progetto – ha concluso l'assessore alla Cultura del Comune Ferraris - da parte dell'Amministrazione Comunale è stato importante, convinto e condiviso trasversalmente dagli assessorati alla Cultura, ai Lavori pubblici e alle Politiche giovanili. Abbiamo cercato di creare una opportunità significativa per il nostro territorio legato all'esperienza cinematografica, che avesse un affiancamento regionale e una collaborazione con l'Università. Crediamo in un futuro per il cinema di Parma, che dipende anche dalle opportunità formative di produzione, come questo corso, che saremo in grado di offrire ai giovani".

Il corso in "Cinema documentario e sperimentale" vede nello specifico la collaborazione del Centro per le Attività e le Professioni delle Arti e dello Spettacolo (CAPAS) dell'Università di Parma, e fa parte dell'ampio ventaglio di proposte formative della Cineteca di Bologna realizzate grazie al sostegno della Regione Emilia-Romagna e del Fondo sociale Europeo.
La Cineteca di Bologna inaugura così il suo secondo anno in qualità di ente formativo riconosciuto dalla Regione Emilia-Romagna, offrendo una serie diversificata di approfondimenti per sviluppare la propria competenza professionale: i corsi si occuperanno dei versanti archivistici, della valorizzazione del patrimonio, della gestione delle sale cinematografiche, fino al restauro delle opere filmiche.

Il corso in "Cinema documentario e sperimentale" è pensato per un numero massimo di 16 studenti, che saranno selezionati attraverso la valutazione dei curricula e di un successivo colloquio orale: grazie al finanziamento regionale, i partecipanti potranno frequentare il corso gratuitamente. È indirizzato a persone residenti o domiciliate in Emilia-Romagna in possesso di diploma di scuola secondaria o di laurea triennale in qualsiasi ambito, con competenze in storia della tecnica del cinema e dell'audiovisivo.

Si privilegerà la formazione tecnico-professionale degli studenti, senza trascurare le competenze produttive e distributive e la consapevolezza storico-teorica necessaria a garantire una piena autonomia d'azione.

Sono previste 730 ore di didattica (di cui 300 di lezioni frontali e 430 di project work), articolate in 9 moduli:

Storia e teoria del cinema documentario
Estetiche contemporanee: found footage, cinema di poesia e film sperimentale
Regia documentaria
La fotografia nelle riprese audiovisive
Tecniche di ripresa e montaggio del suono
Tecniche di montaggio e postproduzione
Scrittura per il cinema documentario
Produzione e distribuzione
Legislazione, fondi di sostegno regionali e comunitari, le Film Commission

Dopo una prima parte di didattica in aula e sul campo, gli studenti, divisi in gruppi, nella seconda parte del corso avranno modo di sviluppare un project work legato a un film, seguendone la realizzazione: dalle fasi di sopralluogo e scrittura fino alle riprese e alla postproduzione.

Tra i docenti figurano alcuni dei professionisti più riconosciuti nel campo del cinema documentario e sperimentale: tra gli altri, Alessandro Rossetto, Ilaria Fraioli, Giovanni Piperno, Gianluca Costamagna, Marco Bertozzi.

Per partecipare alla selezione è necessario presentare la domanda d'iscrizione pubblicata sul sito della Cineteca di Bologna www.cinetecadibologna.it/formazione e sulla pagina web del Centro per le Attività e le Professioni delle Arti e dello Spettacolo (CAPAS) dell'Università di Parma www.capas.unipr.it.
La scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 28 febbraio 2017.
I candidati saranno chiamati a sostenere un colloquio, e al termine dei colloqui sarà redatta una graduatoria di accesso al corso fino al limite dei posti disponibili.

(Fonte: Comune di Parma)

Martedì, 17 Gennaio 2017 12:20

A Sassuolo al via "Nonni in rete"

Al via "nonni in rete" il progetto di alfabetizzazione digitale promosso da Poste italiane e mondo digitale. Il corso di formazione che ha preso il via nelle aule informatiche dell'IIS Alessandro Volta a Sassuolo, prima città della provincia di Modena ad accogliere il progetto.

Modena, 17 gennaio 2017

Si chiama "Nonni in Rete. Tutti giovani alle Poste" il corso di formazione che ha preso il via ieri (16 gennaio) nelle aule informatiche dell'IIS Alessandro Volta a Sassuolo, prima città della provincia di Modena ad accogliere il progetto, al quale hanno aderito 18 partecipanti sassolesi.
Il programma prevede 15 lezioni della durata di due ore ciascuna, tenute da un docente affiancato da 27 studenti, che forniranno agli anziani le competenze necessarie per utilizzare le nuove tecnologie. Con questo programma di alfabetizzazione digitale Poste Italiane sottolinea anche il contributo vincente dei giovani nel combattere l'esclusione sociale e tecnologica degli italiani over 65.
Il progetto gratuito di alfabetizzazione digitale è promosso da Poste Italiane e Fondazione Mondo Digitale, per insegnare ai più anziani l'uso di Internet e introdurli alla cultura digitale.
Punto di forza di "Nonni in Rete" è l'alleanza strategica tra Poste, sensibile alla sfida delle pari opportunità di accesso ai nuovi servizi, Fondazione Mondo Digitale, impegnata nella diffusione delle nuove tecnologie tra le fasce più deboli della popolazione, e la scuola, la più grande infrastruttura sociale del paese. Insieme hanno deciso di aiutare i cittadini più anziani a familiarizzare con gli strumenti telematici e i servizi di e-gov. L'iniziativa, che promuove la vita attiva della terza età e agevola l'inclusione dei cittadini nelle trasformazioni dell''economia digitale, valorizza il contributo vincente dei giovani per combattere l'esclusione sociale e tecnologica degli italiani ultrasessantacinquenni e ridurre il divario digitale intergenerazionale.

(Fonte: Poste Italiane)

Il Dipartimento di Scienze Economiche Unibo vince il concorso 
"Foscolo Europe Top-Up Fellowship" promosso da UniCredit & Universities Foundation
150.000 euro consentiranno al Dipartimento di Scienze economiche dell'Alma Mater di pubblicare un bando di selezione per un assegno di ricerca di durata triennale da assegnare ad uno studente di dottorato (PhD) al momento all'estero e intenzionato a lavorare in Italia.

Bologna, 11 gennaio 2017

Il Dipartimento di Scienze Economiche dell'Università di Bologna è il vincitore della seconda edizione del concorso Foscolo Europe Top-Up Fellowship, promosso da UniCredit & Universities Foundation, fondazione di UniCredit che sostiene studi e ricerche in ambito economico finanziario, con l'obiettivo di riattrarre e trattenere in Europa giovani ricercatori che si trovano attualmente all'estero.
L'iniziativa è rivolta ai migliori dipartimenti o istituti di ricerca nel campo dell'economia e della finanza - con sede in uno dei Paesi del perimetro UniCredit - che parteciperanno ai PhD job market 2016/2017, un appuntamento annuale che permette alle università di tutto il mondo di incontrare e selezionare i migliori giovani ricercatori in Economia e Finanza per offrire loro la possibilità di lavorare in Ateneo.
Grazie al Foscolo Europe Top-Up Fellowship, il Dipartimento di Scienze economiche dell'Alma Mater potrà contare su un fondo di 150mila euro da destinare ad un assegno di ricerca di durata triennale (50.000 euro/anno), rinnovabile. Un riconoscimento importante non solo dal punto di vista finanziario ma anche perché premia, per la prima volta in Italia, il dipartimento di un'università pubblica.

UniCredit & Universities è la Fondazione di UniCredit che sostiene studi e ricerche volte ad approfondire la conoscenza delle discipline economiche, giuridiche e bancarie, conferendo annualmente borse di studio e assegni di ricerca in tali ambiti. La Fondazione opera su una dimensione europea, rivolgendo le proprie iniziative agli studenti e ricercatori dei Paesi di operatività del Gruppo.

 

 

 

 

UniCredit Foundation investe 500.000 euro 
per promuovere l'occupazione giovanile in Italia
 e offre, in collaborazione con Make a Cube3,
un percorso di incubazione imprenditoriale.

Bologna, 22 novembre 2016

UniCredit Foundation presenta l'edizione 2016 del bando UniCredit Carta E, dedicato all'occupazione e all'occupabilità dei ragazzi d'età compresa tra i 15 e i 29 anni, che metterà a disposizione 500.000 euro per il loro futuro lavorativo.
Per candidarsi al bando le organizzazioni devono presentare progetti caratterizzati da un alto tasso di innovazione, anche rispetto alla propria storia, e avere come obiettivo la creazione di opportunità di lavoro reali e concrete per i giovani che coinvolgeranno nel percorso.
Per realizzare questo risultato, UniCredit Foundation si impegna a fare un investimento economico, a fondo perduto, sulle idee presentate e mette a disposizione un'esperienza di incubazione per rafforzare le competenze manageriali delle realtà selezionate, dando loro gli strumenti necessari per la sostenibilità dei loro progetti.

Partner di questa sfida è Make a Cube3: primo incubatore e acceleratore in Italia, specializzato in imprese ad alto valore sociale, ambientale e culturale. Affiancherà le organizzazioni vincitrici con una consulenza ad hoc.
Il bando UniCredit Carta E vede inoltre la collaborazione di Fondazione Italiana Accenture, in qualità di partner tecnico, che ha realizzato la piattaforma digitale ideaTRE60 attraverso cui sono gestiti il bando e la raccolta delle candidature.

Fino al 31 gennaio 2017 sarà possibile presentare i progetti per accedere ai fondi del Bando, messi a disposizione grazie a UniCreditCard Flexia Classic Etica, la carta di credito che senza costi aggiuntivi per il titolare, accantona il 2 per mille di ogni spesa effettuata per sostenere progetti di solidarietà.
Per maggiori informazioni e per iscriversi al bando, visitare la pagina www.unicreditfoundation.org/bando2016. 
20 finalisti avranno accesso a una fase di pre-incubazione. L'incubazione e l'erogazione dei contributi sarà destinata ai 10 progetti vincitori: 7 dovranno avere un impatto diretto, cioè creare occupazione, in Italia; 3 dovranno invece essere capaci di generare un impatto indiretto attraverso azioni trasversali e di infrastrutturazione che migliorino il potenziale di occupabilità dei giovani, ad esempio con progetti di formazione, alternanza scuola lavoro, assistenza all'imprenditorialità, creazione/sviluppo di network.

"La disoccupazione giovanile è tutt'ora un grave problema – dichiara Maurizio Carrara, Presidente di UniCredit Foundation. Vogliamo contribuire alla sua risoluzione dando luce a quei modelli di inserimento lavorativo che possono essere presi ad esempio. Non solo elargendo fondi ma accompagnando queste realtà con le competenze necessarie per emergere. In questi anni, all'interno dei territori in cui la Fondazione opera, abbiamo contribuito all'assunzione di circa 400 giovani, grazie al finanziamento ad associazioni, cooperative e imprese sociali. Attraverso il Bando UniCredit Carta E crediamo che il settore del non profit, in Italia, possa avere uno strumento in più per dare ancora più spazio alle capacità dei ragazzi".

unicredit logo

(Fonte: ufficio stampa Uncredit)

Pubblicato in Comunicati Lavoro Emilia

Dieci aspiranti imprenditori con un'idea innovativa d'impresa potranno partecipare gratuitamente a due settimane di formazione intensiva nella Silicon Valley, il più importante ecosistema mondiale dell'innovazione. Scadenza per le candidature il 30 ottobre.

Bologna, 23 ottobre 2016 -

Una grossa opportunità promossa per il quarto anno dalla Regione Emilia Romagna, che selezionerà dieci giovani da mandare nel più importante ecosistema mondiale dell'innovazione: la Silicon Valley. Lezioni e workshop su investimenti, aspetti finanziari, perfezionamento del proprio business plan e attività di networking con venture capitalist, business angel e imprenditori. E ancora visite a incubatori, acceleratori, università e centri di ricerca: è quanto prevede la quarta edizione del Silicon Valley Mindset Program, il programma con cui la Regione Emilia-Romagna insieme ad Aster, consorzio regionale per l'innovazione e la ricerca industriale, consentirà agli aspiranti imprenditori con un'idea innovativa d'impresa di partecipare gratuitamente a due settimane di formazione intensiva, dal 5 al 16 dicembre.

I candidati dovranno allegare alla domanda di selezione il proprio curriculum vitae e una presentazione dettagliata dell'idea d'impresa, indicando anche l'eventuale stato di avanzamento del progetto, entro il 30 ottobre. E' richiesta anche la preparazione di un video della durata massima di 5 minuti, in lingua inglese, in cui gli aspiranti imprenditori presentano se stessi e la propria idea di impresa, che andrà caricato su YouTube, Vimeo (o altre piattaforme simili) e il link inserito nel modulo di candidatura.

Requisiti essenziali sono l'aver compiuto almeno 21 anni entro il 5 dicembre 2016 e avere la residenza o il domicilio in Emilia-Romagna.

Grazie alla collaborazione tra Aster, Regione Emilia-Romagna e il partner tecnico Us Mac, i 10 aspiranti imprenditori avranno la possibilità di conoscere dall'interno il mercato americano e incontrare imprenditori e investitori, acquisendo così la mentalità della Silicon Valley. Le lezioni teoriche approfondiranno temi di grande interesse per una startup: come raccogliere investimenti, gestire le finanze, costruire collaborazioni sul mercato americano, sviluppare il pitch perfetto (ossia la breve presentazione del progetto d'impresa). A completare il programma di formazione ci saranno visite a incubatori, venture capital, business angel, grandi aziende, università e centri di ricerca della Silicon Valley.

Il bando per le candidature è pubblicato sul sito www.emiliaromagnastartup.it/innovative-creative/articoli/2016/10/silicon-valley-mindset-program-10-percorsi-gratuiti-silicon

Pubblicato in Lavoro Emilia

Parma 7 ottobre 2016 - Un mondo totalmente connesso ma non sempre interpretabile. Con l'avvento dei social media sempre più frequentemente capita di intercettare pensieri o opere di ingegno in lingua originale che non si comprende, venendo così a interrompersi la facilità di incontro e scambio informativo che il web e social media hanno favorito.

Lo sanno perfettamente e da sempre le grandi aziende che per prime hanno esplorato i mercati oltralpe o quelle che, incalzate dai mercati domestici sempre più limitati, si orientano ai mercati esteri.

Una corretta traduzione, perfettamente allineata con i vari linguaggi tecnici adottati dai settori merceologici, rappresenta il più qualificante biglietto da visita.
Ecco quindi che a una agenzia specializzata di interpretariato diventa fondamentale per la crescita e lo sviluppo d'impresa. Un rapporto professionale che nel breve può evolvere in vero e proprio rapporto di parternariato indissolubile.

Interconsul srl, forte di oltre 35 anni di esperienza, è il partner ideale per essere accompagnati in quello straordinario, quanto difficile, competitivo e qualificato, mondo del business internazionale.

Dal teatro alla meccanica, dagli hair show alla manualistica di ogni genere, Interconsul srl è sempre all'altezza della situazione.

Domenica 9 ottobre, ad esempio, offrirà il servizio di interpretariato (Inglese) al Teatro Regio di Parma in occasione dell'evento "MAKING OPERA VIRAL. La musica e il social media marketing". Riflessioni e proposte sui nuovi strumenti di comunicazione e marketing delle istituzioni culturali che producono spettacoli dal vivo nell'era 2.0.

Una complessità che somma i linguaggi dotti della cultura e dell'arte musicale con quelli, altamente specialistici, dei social media e del marketing 2.0.

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Pubblicato in Interpretariato

"Parma, io ci sto!" e Università puntano alla prima Scuola Internazionale di Alta Formazione sugli alimenti e la Nutrizione. Il progetto è stato presentato ieri dal Magnifico Rettore Loris Borghi, dal presidente dell'Associazione, Alessandro Chiesi e dal coordinatore del 'petalo agroalimentare', Guido Barilla.

di Alexa Kuhne

Parma, 6 ottobre 2016

L'obiettivo di creare la prima Scuola internazionale di alta formazione sugli alimenti e la nutrizione è stato raggiunto. Lo scopo è lungimirante: portare la Food Valley a centro mondiale della conoscenza e dell'innovazione del settore alimentare.
L'Associazione "Parma, io ci sto!" ha presentato ieri mattina con l'Università di Parma il progetto Scuola Internazionale di Alta Formazione sugli Alimenti e la Nutrizione, all'interno del progetto Food Project di Ateneo. Una struttura didattica di prestigio unica al mondo, specializzata nell'offerta formativa post-laurea a forte grado di internazionalizzazione.
La Scuola sarà un vero e proprio hub, che permetterà all'Ateneo di posizionarsi tra i principali attori internazionali, attraendo non solo risorse economiche, ma anche umane, in questo settore così strategico per le imprese e per il territorio.
La Food Valley, centro di eccellenza del settore agroalimentare, richiede un investimento di circa 8,75 milioni di euro, di cui 4,75 milioni sono già stati stanziati dall'Università.
L'Associazione 'Parma, io ci sto!' ha già avviato la raccolta delle risorse sia attraverso i suoi soci che con una call a tutto il territorio: due milioni sono stati dati da Barilla, 750mila euro da Chiesi, 250 mila euro da Fondazione Cariparma.

Barilla-guido-3

A questo obiettivo ci crede fortemente Guido Barilla che ha sottolineato quanto "sia significativo che il primo progetto strategico di 'Parma, io ci sto!' sia con l'università, che rappresenta il nostro futuro".
Perché dalla formazione parte tutto: "Solo creando nuove competenze e conoscenze – ha detto – la città sarà in grado di attrarre nuovi talenti e di posizionarsi come capitale del cibo".

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Per Alessandro Chiesi, investire nella ricerca, credere nella formazione significa produrre innovazione: "Grazie a questo progetto – ha spiegato il presidente di 'Parma, io ci sto!', le imprese del territorio avranno a disposizione un capitale umano, caratterizzato da professionalità sempre più qualificate. Questo, però, può anche essere visto come un punto di partenza per attrarre nuovi investimenti anche da parte degli organi di governo locali, nazionali ed europei".
'Food project' con la sua Scuola di formazione può contribuire a fare di Parma e della Food Valley il centro mondiale della conoscenza e della innovazione nel settore agroalimentare con benefici per cittadini e imprese di tutto il paese.

La portata di questo progetto è davvero significativa. Non si tratterà soltanto di sviluppare le infrastrutture e la tecnologia del Dipartimento di Scienze degli Alimenti ma di attuare una 'rivoluzione' in ambito didattico grazie alla Scuola di formazione.
"Con questo progetto – ha sottolineato il rettore Loris Borghi – si attua nel concreto quella sinergia tra Università e territorio che è una chiave di volta per lo sviluppo sociale ed economico di una comunità".

Loris-Borghi

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La novità sta anche nella riqualificazione di molte aree del Campus. Carlo Quintelli, l'architetto responsabile del progetto ha illustrato come prenderà forma lo spazio adibito a Scuola, dal verde all'ospitalità; la riconversione della FOOD AREA, ben 2.000 mq, andrà a arricchirsi di altri 6.000 mq.
La scuola di alta formazione troverà identità nella "cascina" e il piano prevede anche una riorganizzazione e concentrazione delle strutture e laboratori che oggi sono sparsi in varie parti dell'Ateneo (aule, sale convegni, caffetteria). La pianta prevede una parte centrale che richiama gli archetipi culturali delle nostre strutture rurali attraverso una tipologia a "Corte" che richiama anche l'aspetto forte della socialità.
Entro i prossimi due mesi sarà pronto l'esecutivo progettuale. L'inaugurazione avverrà nell'anno accademico 2018-2019.

I contenuti di questa Scuola unica al mondo sono stati illustrati dal professor Furio Brighenti: "E' previsto il potenziamento dei percorsi primari accentrandoli dai 9 siti in cui sono sparse le attività attuali. Sarà dato spazio agli indirizzi post laurea, alla formazione avanzata e alla formazione continua, dai dottorati di ricerca ai master di primo e secondo livello, a corsi di perfezionamento e corsi brevi.
Diventerà una scuola con una rete di docenti che potrà essere utilizzata per la formazione esterna all'ateneo, compreso il sostegno alla 'Corporate Academy', ovvero i percorsi di alta formazione interni alle imprese".

Brighenti-Furio

Cristiano Casa, assessore alle Attività produttive del comune di Parma ha ricordato che questo progetto si sposa con il riconoscimento dell'Unesco dato a Parma come "Città Creativa della gastronomia" e con la creazione della rete delle 13 città creative che venne inaugurata in occasione dell'ultimo "Cibus".
L'ex Rettore Nicola Occhiocupo ha espresso la sua soddisfazione per l'iniziativa di stretta collaborazione tra mondo economico, università e territorio che il progetto riassume in sé. Un pensiero è andato anche a Pietro Barilla che, negli anni '90 , assecondando un investimento di 4 miliardi di lire, "unico imprenditore italiano - ha sottolineato Occhiocupo – che anni fa disse che bisognava investire sui giovani".

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Pubblicato in Cronaca Parma

Il progetto è stato presentato oggi dal Magnifico Rettore Loris Borghi, dal Presidente di "Parma, io ci sto!" Alessandro Chiesi e dal coordinatore del petalo agroalimentare di "Parma, io ci sto!" Guido Barilla. Obiettivo: portare la Food Valley a centro mondiale della conoscenza e dell'innovazione nel settore alimentare.

Parma, 5 ottobre 2016

Un grande progetto di visione, un momento storico che ha visto la sua genesi proprio grazie alla stretta di mano tra l'Ateneo di Parma e l'Associazione "Parma, io ci sto!".
Il primo grande progetto strategico di "Parma, io ci sto!" è nel segno dell'agroalimentare, un settore che rappresenta da sempre Parma e il suo territorio in tutto il mondo: l'agroalimentare italiano, con 132 miliardi di fatturato, è il secondo settore del Paese e ha l'export come vero grande motore. Parma, insignita dall'Unesco come "città creativa della gastronomia", è anche ambasciatrice della Food Valley nel mondo e vuole quindi confermare le sue eccellenze anche nell'offerta culturale e formativa dei suoi giovani. È con queste premesse che l'Associazione "Parma, io ci sto!" presenta con l'Università di Parma il progetto Scuola Internazionale di Alta Formazione sugli Alimenti e la Nutrizione all'interno del progetto "Food Project" di Ateneo. Una struttura didattica di prestigio unica al mondo, specializzata nell'offerta formativa Post-Laurea a forte grado di internazionalizzazione.

Il punto di partenza è il Dipartimento di Scienze degli Alimenti che già oggi ha un grande potenziale: con il 6% delle matricole iscritte ai suoi corsi di laurea, è il quinto dipartimento per attrazione di Fondi Europei e 81 progetti di collaborazione industriale nel 2014, sviluppa il 30% delle pubblicazioni di alto livello «Highly Cited» dell'Ateneo, impiegando solo il 2,5% del personale complessivo dell'Università con un turnover di oltre 5,5 milioni di euro annui.
In questo contesto oggi, presso il Centro Congressi di S. Elisabetta al Campus Universitario, è stata per la prima volta illustrata la portata di questo progetto comune tra "Parma, io ci sto" e l'Ateneo di Parma. La visione finale non prevede solo lo sviluppo della quantità e la qualità delle infrastrutture e degli investimenti in tecnologia del Dipartimento di Scienze degli Alimenti, ma anche la sopracitata Scuola di Alta Formazione sugli Alimenti e la Nutrizione, una vera e propria "rivoluzione" in ambito didattico.

A livello macro "Food Project" prevede un intervento edilizio ed un insieme di nuove e più efficienti strutture di ricerca e didattica che saranno messe a disposizione di ricercatori, studenti, imprese alimentari e professori di tutto il mondo. Ma la Scuola di Alta Formazione sugli Alimenti e la Nutrizione sarà un vero e proprio Hub che permetterà all'Ateneo di posizionarsi tra i principali attori internazionali attraendo non solo risorse economiche ma anche umane in questo settore così strategico per le imprese e per il territorio.

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Questo progetto ambizioso - che ha l'obiettivo di rendere sempre di più la Food Valley il centro di eccellenza del settore agroalimentare - richiede un investimento di circa 8,75 milioni di Euro, di cui 4,75 Milioni sono già stati stanziati dell'Università. Per il completamento dei fondi e l'avvio della Scuola di Alta Formazione "Parma, io ci sto!" ha voluto raccogliere la sfida, confermando ancora una volta il suo ruolo di sostenitore di tutte quelle iniziative strategiche che sono impostate per valorizzare il territorio nel medio lungo periodo. L'Associazione – dando attuazione al suo modello operativo – ha già avviato la raccolta delle risorse sia attraverso i suoi soci che con una call a tutto il territorio: dei 4 milioni di euro sui cui si è impegnata ha già raccolto adesioni per oltre 3 Milioni, di cui 2 Milioni da Barilla, 750 mila euro da Chiesi, 250 mila euro da Fondazione Cariparma ed altri che stanno deliberando il sostegno al progetto.

L'impegno di "Parma, io ci sto!" per traguardare in tempi brevissimo l'obiettivo di questa raccolta di risorse, si concretizza anche in un incontro con tutte le imprese, il 10 ottobre presso la sede dell'Unione Parmense degli Industriali, dove ancora una volta i soci fondatori sottolineeranno l'importanza di fare sistema tra imprese e istituzioni, raccogliendo l'opportunità di creare basi solide per il futuro.

«È significativo che il primo progetto strategico di "Parma, io ci sto!" sia con l'università, che rappresenta il nostro futuro. – ha sottolineato Guido Barilla - Dalla formazione parte tutto. Solo creando nuove competenze e conoscenze la città sarà in grado di attrarre nuovi talenti e posizionarsi come capitale del cibo».

«Investire in ricerca, credere nella formazione significa produrre innovazione – ha sottolineato Alessandro Chiesi - l'allargamento delle dimensioni aziendali, la diffusione delle alleanze strategiche, la maggiore internazionalizzazione delle aziende, la compenetrazione tra scienze e tecnologie, tante sono le motivazioni per cui questo progetto è sicuramente da sostenere, perché un "unicum" nel suo genere che può portare vantaggi alle nostre persone, alle nostre aziende. Anche la genesi dello stesso è sicuramente un modello, un esempio che fa di Parma e del suo territorio una città da "imitare". "Parma, io ci sto!" ha saputo guardare avanti: grazie a questo progetto, infatti, le imprese del territorio avranno a disposizione un capitale umano caratterizzato da professionalità sempre più qualificate pronte per essere inserite con profitto nelle realtà aziendali e strumenti di ricerca innovativi e all'avanguardia da utilizzare per modernizzare i processi produttivi. Inoltre, l'attenzione su questo progetto è il punto di partenza per attrarre nuovi investimenti anche da parte degli Organi di Governo locali, nazionali ed europei grazie a nuove potenziali sinergie e a quelle esistenti».

"Food Project" con la sua Scuola di Formazione è un sogno concreto: fare di Parma e della Food Valley il centro mondiale della conoscenza e dell'innovazione nel settore agroalimentare con benefici per cittadini e imprese di tutto il paese.

«Al punto in cui siamo il progetto di creare a Parma, nel contesto di questo meraviglioso Campus scienze e delle tecnologie, un polo internazionale di formazione e ricerca nel settore del food, è un sogno realizzabile", ha dichiarato il rettore Loris Borghi. "L'Università di Parma è sempre stata e continuerà ad essere un Ateneo generalista, con plurime discipline e plurime linee di ricerca, espressione di ricchezza cha va salvaguardata, ma con uno sguardo e un impegno particolare nell'ambito degli alimenti e della nutrizione. Dopo un anno di intenso lavoro progettuale fatto insieme a "Parma, io ci sto!", l'Università è ora pronta alla fase esecutiva. Al Campus, in un'area appositamente individuata, sorgeranno nuove strutture, aule, laboratori interni ed esterni, biblioteca, spazi per studenti e professori, dedicati in modo specifico allo sviluppo della formazione, della ricerca e del trasferimento tecnologico sull'agroalimentare, al servizio degli studenti e delle imprese, con l'ambizione di creare un Centro di rilievo internazionale. Con questo progetto si attua nel concreto quella sinergia tra Università e territorio che è una chiave di volta per lo sviluppo sociale ed economico di una comunità. A nome di tutto l'Ateneo ringrazio l'Associazione "Parma, io ci sto!" per aver creduto in questa alleanza e dichiaro fin da ora che "Parma, io ci sto!" sarà invitata a gestire tutta l'operazione in connessione diretta e costante con il governo dell'università, nelle forme che insieme andremo a definire».

Parma iocisto scuola alimentazione1

Giovedì 6 ottobre 2016, ore 21.15 in Via Oradour - Parma saranno presentati i laboratori per adulti della stagione 2016.2017 di Europa Teatri. L'ingresso alla serata è aperto a tutti.

Parma, 4 ottobre 2016

Giovedì 6 ottobre, alle ore 21.15, al Teatro Europa, in via Oradour, saranno presentati i laboratori per adulti della stagione 2016.2017 di Europa Teatri.
Alla serata saranno presenti Lucia Manghi, presidente di Europa Teatri, e i conduttori dei laboratori Chiara Rubes, Ilaria Gerbella, Loredana Scianna, Patrizia Mattioli, Davide Rocchi.

I laboratori in teatro si suddividono tra quelli di I livello, che intendono avvicinare chi ancora non ha esperienza e insieme creare un luogo di lavoro, scambio, presenza attiva del fare, e quelli di II livello che hanno invece l'obiettivo di proseguire il lavoro di apprendimento e ricerca di coloro che hanno già maturato una base di esperienza teatrale. Agli adulti è rivolto anche il seminario sul monologo a cura di Leonardo Capuano.

Le proposte si inseriscono nel vasto programma formativo di Europa Teatri rivolto anche ai bambini dai 6 ai 10 anni, ai ragazzi dagli 11 ai 14 anni e agli adolescenti dai 15 ai 18 anni.

L'ingresso alla serata è aperto a tutti.

Per informazioni
Europa Teatri, Via Oradour 14 – Parma, Tel. 0521.243377
www.europateatri.it 

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