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Nel giardino pertinente all’abitazione sono stati recuperati, dentro un barattolo di plastica rossa, 11,40 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina, suddivisa in 14 dosi in cellophane termosaldato, mentre all’interno dell’appartamento è stata rinvenuta la somma di 1.610 euro in banconote di vario taglio, probabile provento di spaccio.

Questo il risultato di un'indagine svolta dal Personale del Commissariato di Polizia di Stato di Mirandola, che ha denunciato in stato di libertà un cittadino marocchino di 26 anni, titolare di permesso di soggiorno di lungo periodo, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. 

Gli agenti di Polizia avevano notato uno strano “via vai presso l'abitazione di via Calatafimi a Mirandola, in provincia di Modena, dove era stata avviata una vera e propria attività di spaccio a domicilio.

Agiva con molta cautela, senza scendere in strada e fissando appuntamenti nell’arco dell’intera giornata proprio per non fare sorgere sospetti ed evitare assembramenti sotto casa; i clienti dovevano accertarsi prima di entrare nel condominio che non vi fosse nessuno nei dintorni.

Gli agenti, su delega dell’Autorità Giudiziaria, con l’ausilio di una unità cinofila della Polizia di Stato, hanno effettuato una perquisizione personale e locale con esito positivo. 

 

Pubblicato in Cronaca Modena
Domenica, 27 Ottobre 2019 06:53

L’uomo, il fiume e il suo destino

L’uomo fin dalla sua nascita ha osservato le stelle attratto dalla luminosità, e dall’energia, che trasmettevano in ogni circostanza, orientando verso di loro il cammino della propria esistenza.


Di Guido Zaccarelli Mirandola 27 ottobre 2019 - Il suo unico desiderio è sempre stato quello di superare con lo sguardo, con la mente e con lo Spirito la volta celeste, di andare a visitare e abitare l’oltre, per scoprire l’ignoto trasmesso dallo spazio cosmico che lo circondava, alla ricerca di una Esistenza in grado di confermare l’identità dell’essere umano: chi sono?


L’uomo è un mondo finito che appartiene ad un mondo infinito e ogni giorno cerca di ridurre lo spazio cosmico che lo separa dall’Assoluto. Essendo energia si muove all’interno di un universo in perenne movimento che pulsa, vive e respira grazie alla combinazione di molecole che promanano energia e consentono di camminare sul dorso del tempo seguendo la linea immaginaria del proprio destino, che attira tutti i corpi verso di sé. Momenti che hanno un prima, un durante e un dopo, ma tutti legati tra loro dal filo esistenziale che ha permesso all’uomo di essere protagonista assoluto sulla terra, e che viaggia incessantemente sulla linea del tempo, anch’essa attratta dal proprio destino.
Riflettendo, è lo stesso destino?

L’uomo, fin dagli albori, è spinto da una motivazione interiore che gli suggerisce di seguire la corrente del fiume per raggiungere il proprio destino o è il destino che attira verso di sé l’uomo suggerendogli come dare strada alle circostanze facendo scelte consapevoli in armonia con la propria esistenza? Un cambio di paradigma importante per dare l’opportunità all’uomo di osservare al microscopio la profonda energia interiore di cui dispone, che concorre a dare forma alla sua identità e a suggerire comportamenti lontani, o prossimi, ad un disegno fissato all’origine. Per dirla seguendo le scoperte della fisica quantistica, uno Spazio Quantico o Mondo Quantico, dove è presente un universo ancora sconosciuto che ha portato alla scoperta della “Legge di non-località” dove particelle di energia pur distanti migliaia di chilometri comunicano tra loro nello stesso momento in perfetta coscienza. L’uomo e il destino legati tra loro dalla “Legge di non-località”?


L’equilibro del corpo, della mente e dello Spirito gli consentono di avere una visione chiara di se stesso che si riflette sulla capacità di ascolto delle vibrazioni che gli accadimenti mettono in atto al loro manifestarsi. In tenera età la famiglia, la scuola e la società influenzano l’energia della persona e la conseguente formazione dell’identità, che assume nel tempo i lineamenti (visibili e invisibili) che l’ambiente di riferimento a creato tutt’intorno. Agendo in disarmonia, con chi voleva che fosse fatto altro, s’interrompe la linea che porta al proprio destino, al quale viene chiesto, in fasi successive, un super lavoro per ricostruire in altro modo la strada che l’uomo ha smarrito nel tempo. Ad esempio, la scelta della scuola è una decisione che cambia la vita di una persona. Se viene indotta, rispetto alle proprie legittime aspirazioni, per il mancato appoggio della ragione altrui, si potrebbe innescare nel tempo un vero e proprio fallimento e modificare il punto di forza della propria esistenza personale e professionale. Lasciare agli altri la disponibilità a decidere per se stessi, frantuma l’energia positiva interiore portando l’uomo a vivere un profondo stato di disagio che si riflette nel tempo sull’energia del proprio destino condizionandolo in relazione all’origine. Ci sono momenti nella vita dove, non si conoscono le ragioni delle scelte fatte e decisioni prese. Dentro ogni persona nascono delle sensazioni e si formano delle percezioni, invisibili al mondo, che ascoltate, portano verso il proprio destino che si dispiega ogni giorno in modo naturale verso se stesso, con fatti e circostante imprevedibili che diventano consapevoli solo a loro completa maturazione.


Chi poteva immaginare che scegliendo una scuola, o un tipo di lavoro o la relazione con una persona, il destino avrebbe portato l’uomo in un punto preciso del fiume, al tempo non scritto e non previsto?. Deviare in modo consapevole la strada tracciata, andando in contrasto con l’energia positiva che in quel momento suggerisce di proseguire, significa rispondere di se stessi verso se stessi, allontanando da sé la responsabilità di addebitare al destino il proprio insuccesso. L’uomo deve seguire il corso del proprio fiume, attratto dal destino verso il quale si muove, avendo cura di seguire il corso della navigazione delimitato dai robusti argini disposti per dare un senso compito alla sua esistenza terrena che si muove in uno spazio infinito verso la propria stella.


Riferimenti bibliografici:
Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell’azienda, Franco Angeli Editore.

Riferimenti sitografici:
https://www.wikipedia.org/ 
https://www.fisicaquantistica.it/fisica-quantistica/la-legge-di-attrazione-spiegata-dalla-fisica-quantistica 

 

CURRICULUM - Guido Zaccarelli, è docente di informatica, giornalista, saggista, consulente aziendale e collaboratore redazionale di Gazzetta dell'Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d'impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto di informatica presso l'Università di Modena Reggio.

Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

 

 

Pubblicato in Economia Emilia

Mirandola 20 ottobre 2019 - Frutto di una esperienza pluriennale matura nel campo dell’informatica, della formazione aziendale e universitaria, le video lezioni sono state realizzate dall’autore pensando alle persone e alla possibilità di farle vivere una nuova esperienza scolastica all’interno di una classe, intente a prendere appunti, mentre ascoltano l’insegnante che spiega alla lavagna la lezione del giorno. (approfondimenti e iscrizioni)

Lo scopo è creare le fondamenta e permettere, alle persone che non hanno le necessarie competenze, di accedere al primo livello di conoscenza del mondo digitale. Il libro di testo completa il programma didattico.

Lo scopo è infondere alle persone una nuova modalità didattica per apprendere in modo semplice, ed efficace, l’utilizzo delle moderne tecnologie dell’informazione e della comunicazione. 

Destinatari

Questo nuovo progetto didattico si propone di accompagnare gli insegnanti, gli studenti e le persone di ogni età ad apprendere, “con metodo e in forma semplice”, il linguaggio del computer, dove acquisire la necessaria fiducia, per procedere ogni giorno sulla via della conoscenza informatica, da impiegare nella scuola, nel lavoro e nel tempo libero. Un programma formativo ed educativo rivolto a tutte le scuole di ogni ordine e grado.

Struttura

Il corso è articolato in 10 video lezioni che riportano al libro di testo come supporto fondamentale al programma formativo.

Argomento generale

Le persone per comunicare impiegano il linguaggio dei segni per accrescere il livello di conoscenza tra gli essere umani. L’informatica è una scienza che utilizza un proprio linguaggio che occorre conoscere con metodo per potere comunicare con i computer.
Le video lezioni favoriscono l’apprendimento, e consolidano le abilità, da impiegare per utilizzare le moderne tecnologie della informazione e della comunicazione presenti nella scuola, nelle professioni come nel tempo libero. 

Obiettivi

Il programma formativo si propone di accompagnare le persone ad apprendere in modo semplice il linguaggio dei computer e la logica che sta alla base del loro funzionamento riprodotto in ogni dispositivo elettronico presente sul mercato.
Conoscere come funziona un computer agevola la relazione tra gli uomini e tra uomini e le macchine accrescendo il livello delle singole professioni e della società civile per la dimensione etica d’utilizzo.

Metodologia

Video Lezioni con esposizioni teoriche e libro di testo. L’insegnante alla lavagna introduce l’argomento del giorno, propone una breve ripasso della lezione precedente, dà seguito ai nuovi contenuti e conclude con una breve sintesi.
Ogni lezione corrisponde ad un capitolo da adottare per completare il programma formativo.

 

CURRICULUM - Guido Zaccarelli, è docente di informatica, giornalista, saggista, consulente aziendale e collaboratore redazionale di Gazzetta dell'Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d'impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto di informatica presso l'Università di Modena Reggio.

Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

 

 

Domenica, 13 Ottobre 2019 09:04

il tempo osservato e il tempo percepito

Il tempo è uno spazio cosmico che si muove nella dimensione infinita dell'esistenza umana. Intervalli precedenti seguono a ruota istanti successivi che definiscono gli accadimenti vissuti nella sensazione e nella percezione del vivere quotidiano. 

Di Guido Zaccarelli Mirandola, 13 ottobre 2019 - Il tempo nasce con il cosmo, da una pulsione di energia che si è diffusa nel tempo fino a raggiungere la dimensione infinita nel quale l’uomo proietta la sua presenza terrena. Ogni parola, o azione, è istante zero, ma è immediatamente istante meno uno e più uno.

La mente rivive il passato, agisce sul presente e proietta l’immagine di sé al futuro. Le emozioni seguono gli stessi movimenti della mente influenzando in modo diverso il valore del tempo. Il passaggio da un istante all’altro non è immediato, ma è ampliato, o ridotto, in base al valore associato al momento: «il tempo è volato via, il tempo non passa mai». Il passaggio da una condizione all’altra esige del tempo che deve essere percorso seguendo una strada ben precisa: vivere il tempo, immersi o da spettatori. Essere immersi significa abbandonare la realtà che ci circonda e vivere il senso dell’abbandono e ogni singolo istante come fosse uno, unico, interminabile e irripetibile. Osservare significa controllare ogni singolo istante nella speranza che lo sguardo possa accelerare l’avanzare delle lancette per raggiungere la punta estrema dei nostri desideri: vivere l’incontro immersi nella ricchezza della relazione, o vivere l’attesa di un parente in ospedale. Tempi che cambiano in base alla sensazione e alla percezione: sostenere una prova d’esame a tempo, vivere l’attesa dell’esame prima della entrata in aula.
Essere sottoposti ad un intervento chirurgico, che prevede la somministrazione totale di un anestetico, vivere l’attesa come paziente ricoverato. Il via vai di persone che affolla il corridoio di un ospedale durante l’ora della visita e la porta della stanza di degenza che si apre e si chiude separando il tempo della vita quotidiana con il tempo della vita da allettato. La porta separa il tempo, aperta sul mondo, che vede le lancette correre senza sosta e dentro le lancette ferme alla stessa ora. L'attesa per il figlio che torna in ritardo rispetto all'orario prestabilito.


Fissare l'orario di un orologio al lavoro quando le condizioni non consentono di esprimere al meglio i propri talenti. Cronos e Kairòs sono le due dimensioni temporali, fondamentali, per condensare, o dilatare, nel tempo ogni singolo accadimento in relazione al contesto la vita. Alcune situazioni vivono l’istante del qui e ora (hic et nunc), e come un soffio di vento, si allontanano rapidamente per disperdersi nell’aria, a stretto contatto con l’infinito, altre rimangono per sempre impresse nell’anima, altre ancora vivono latenti in attesa di trovare una via di fuga e approdare in superficie, dopo aver percorso lunghi tratti al riparo della luce del giorno. Cronos è il tempo che assume le sembianze della persona che muove i sui passi sulla linea della vita ben rappresentato dalle lancette dell’orologio.


Tutto ciò che appare è misurabile, diventando un punto di riferimento, unico e imprescindibile, per valutarle all’interno di una dimensione singola e prospettica. Kairòs rappresenta l’emozione episodica che ha un inizio, un presente e un dopo. Kairòs assegna valore all’azione e condiziona l’insorgere dello stato emotigeno che si manifesta nell’istante esperienziale in grado di condizionare l’opportunità e le scelte. La sensazione definisce l’insieme degli stimoli esterni che raggiungono i recettori somato sensoriali da cui proseguono per essere trasformati in percezioni, un insieme di informazioni utili all’uomo per valutare una situazione in relazione ad un’altra. Il tempo osservato e il tempo percepito sono dimensioni ricorrenti nelle quali l’uomo si trova in ogni istante del tempo.


Pensiamo ad esempio di dovere sostenere una prova di regolarità che prevede di percorrere una distanza ad una velocità dichiarata ad inizio gara. L’atleta, durante lo svolgimento della competizione, non avendo nessun punto riferimento che se stesso, deve necessariamente ricorrere alle sensazioni e alle percezioni, continuamente mutuate con altre dimensioni interne ed esterne all’individuo, necessarie per condizionare il comportamento al miglior risultato possibile. La ragione deve accedere al patrimonio dell’individuo, accogliendo a sé anche le emozioni per renderle partecipi di questo dialogo aperto tra Cronos e Kairòs, tra il tempo osservato e il tempo percepito, con lo scopo di creare una narrazione itinerante in grado di lasciare all’uomo la possibilità di lasciare un segno tangibile della sua presenza sulla strada percorsa della vita nell’unità di tempo.

Riferimenti bibliografici:
Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell’azienda, Franco Angeli Editore.

Riferimenti sitografici:
https://www.wikipedia.org/ 

 

CURRICULUM - Guido Zaccarelli, è docente di informatica, giornalista, saggista, consulente aziendale e collaboratore redazionale di Gazzetta dell'Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d'impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto di informatica presso l'Università di Modena Reggio.

Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

 

 

Pubblicato in Economia Emilia

“Ogni incontro lascia sempre un segno e il segno è un gesto che comunica”. È l’alba di un nuovo giorno.

Di Guido Zaccarelli Mirandola, 6 ottobre 2019 - La nave è pronta per salpare per dirigersi verso il mare infinito della reciprocità. I marinai hanno imbarcato doni e regali da distribuire lungo il viaggio nella speranza di distribuirli durante tutta la traversata e quando ormeggeranno, al sicuro, una volta raggiunti il porto di destinazione.

Un viaggio che esige di essere fatto in compagnia di altre persone che condividono il valore, e il senso etico, che sta alla base della relazione tra le persone. Una luce che sorprende per l’energia radiosa che scaturisce da ogni pensiero, o singola parola o gesto, capace di aprire squarci di riflessione nella vita quotidiana degli individui e condurli insieme ad approdare nel porto sicuro della reciprocità. Nel corso della navigazione l’equipaggio potrebbe incontrare imbarcazioni che hanno perso la rotta, altre che hanno subito danni e squarci che le stanno portando alla deriva, o altre ancora che sfrecciano a forte velocità senza batter ciglio.

“Del resto, se riflettiamo, sono poche sono le occasioni nelle quali incontriamo imbarcazioni che si affiancano e che donano il proprio tempo al reciproco ascolto”. Quelle sono le uniche barche che remano con te. Perché tutte le altre hanno fretta di navigare verso il loro orizzonte indistinto.

“Ogni incontro lascia sempre un segno e il segno è un gesto che comunica”. Un gesto è un segno semiotico e la semiotica è la disciplina che studia il linguaggio dei segni in un’ottica di significazione: «è tutto ciò che rimanda a qualcos’altro che non c’è: il fischio del capostazione che segnala la partenza di un treno, l’imbarcazione che sta raggiungendo il porto e lancia dei segnali sonori che facilitano la comunicazione con altre navi e la pilotina utilizzata per accompagnare le navi al suo ormeggio, il segnale lampeggiante di un semaforo, il testo presente in un libro, qualsiasi frase contenuta in una bottiglia lanciata in mare e ritrovata a distanza di anni» La significazione è la relazione che lega il semaforo (qualcosa) a qualcosa altro che non c’è, l’auto, un pedone, un treno. I marinai lo sanno e per questo sono pronti a sfidare l’avventura, consapevoli che durante la navigazione potrebbero incontrare mondi diversi, troppo lontani dai loro, e dai quali sarebbe meglio prendere le distanze. Sono consapevoli che le parole sarebbero capaci di trovare vana la disponibilità all’ascolto, ed essere trasportate con il vento verso un destino indistinto.

Ma il lavoro prevede di lasciare un segno per condurre l’altro a riflettere sulle opportunità di condividere il viaggio. Ogni cosa che noi vediamo, tocchiamo, pensiamo o proviamo è un segno semiotico che genera un processo di comunicazione verbale, e non verbale, che si riflette in ambito sociale e si muove attraverso l’interazione di persone. Il regalo e il dono sono segni semiotici che vengono impiegati nei differenti contesti dove le persone intendono esprimere il valore associato al gesto.

Rappresentano le azioni visibili e invisibili che l’uomo mette in atto in un qualsiasi scambio comunicativo, rappresentano le dimensioni tangibili e intangibili della relazione interpersonale con il quale il gesto trova la sua identità quando è posto in relazione con altri gesti e incontra mani che si stringono.

“Il regalo e il dono sono gesti che contengono significati valoriali di differente natura: il primo valorizza l’oggetto della relazione, il secondo il valore della relazione”. Una persona regala un oggetto ad un’altra persona e una madre dona l’amore al figlio. Due prospettive differenti cha hanno origini differenti per il risultato che la loro azione determina una volta conclusa l’azione del segno. Il regalo spesso condiziona la relazione tra le persone, ponendo chi riceve nella condizione di sdebitarsi, di ricompensare il gesto in altri modi per ristabilire la condizione di equilibrio della relazione. Qui nasce spesso l’aspettativa, l’attendere di essere ricambiati nel gesto, per le difficoltà presenti nell’uomo nell’interpretare le condizioni di verità che stanno all’origine dell’azione compiuta, fino a quando non è stato determinato con precisione il significato che nel contesto di riferimento hanno avuto i comportamenti. La madre non si aspetta di essere ricambiata dal figlio con lo stesso dono d’amore che lei stessa ha profuso nella vita.

Donare il proprio tempo agli altri senza attendere di essere ricambiati con la stessa moneta in caso di avversità. L’aiuto, il volontariato, la generosità che esprime la natura buona nobile del cuore, sono gesti naturali che provengono dal di dentro, dal desiderio di fare qualcosa e non dal bisogno di fare qualcosa, per compensare una mancanza. Il contesto è in grado di stabilire il gesto nella sua espressione autentica, quella della verità: è un dare senza perdere e un prendere senza togliere. E’ forte il desiderio di immergere le persone che incontri nel mare della reciprocità per fare assaporare il valore dell’esempio che caratterizza il gesto più importante in assoluto per apprendere i comportamenti. Bisogna alleviare il disagio che ogni giorno incombe nelle persone quale frutto del malessere degli altri, affinché si diffonda nell’aria il profumo di un benessere collettivo. Un momento del tempo da destinare al reciproco ascolto, dove fare emergere il valore di una nuova consapevolezza sociale: il dono.

La nave ha raggiunto il porto di destinazione, ormai vuota di doni e regali ma piena di significati per il valore aggiunto che i gesti hanno prodotto nel lungo viaggio che i marinai hanno compiuto per raggiungere il mare infinito della reciprocità.

  

Riferimenti bibliografici:
Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell’azienda, Franco Angeli Editore.
Alberto Voltolini, e Facoltà di Scienze della Comunicazione, Università di Modena e Reggio Emilia, lo sfondo del problema: cenni di semiotica e pragmatica

Riferimenti sitografici:
https://www.wikipedia.org/ 

 

 

CURRICULUM - Guido Zaccarelli, è docente di informatica, giornalista, saggista, consulente aziendale e collaboratore redazionale di Gazzetta dell'Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d'impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto di informatica presso l'Università di Modena Reggio.
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

 

 

Pubblicato in Economia Emilia

Nell’ambito della giornata mondiale degli insegnanti, si terrà a Roma martedì 8 ottobre 2019, presso la SALA ISMA del Senato della Repubblica, un incontro seminariale organizzato dall’AND, Associazione Nazionale Docenti, che ha per titolo: “La scuola che vogliamo, idee e proposte per una scuola democratica”.

Per l’occasione è stato inviato il docente, e saggista mirandolese, Guido Zaccarelli per fornire un contributo significativo sulla possibilità di applicare la Conoscenza Condivisa® al mondo della scuola, attraverso un cambio del modello organizzativo, da piramidale a circolare. Il suggerimento nasce da una proposta innovativa di utilizzare, e sfruttare, le potenzialità offerte dall’Intelligenza Artificiale per cambiare il modello organizzativo, per coinvolgere gli insegnanti ad una visione circolare della relazione, dei progetti e della didattica, in senso ampio.

Gli insegnanti e gli studenti sono al centro dell’ecosistema scolastico e questo deve consentire a tutti gli attori di visualizzare, in ogni istante del tempo, la nascita, lo sviluppo e la conclusione dei progetti, per coinvolgerli all’interno di un processo decisionale allargato ampiamente motivante e stimolante, per una didattica aderente ai bisogni e ai desideri di una società dinamica e che vuole essere attrice protagonista, ed eticamente competitiva, di un mondo globale.

La condivisione della conoscenza, quale fine immanente della scuola e della sua organizzazione, è una precondizione irrinunciabile per assicurare alla nostra scuola apertura al cambiamento e alla comprensione della complessità dei saperi contemporanei, ma è anche l’orizzonte imprescindibile di ogni proposta di miglioramento del nostro sistema di istruzione e di formazione.
Il programma:

Introduce e coordina Francesco Greco, dottore di ricerca in modelli di formazione

• Massimo Baldacci, Università di Urbino “Carlo Bo”
• Franco Cambi, Università di Firenze
• Giuseppe Spadafora, Università della Calabria
• Fabio Saitta, Università di Catanzaro
• Angelo Paletta, Università di Bologna
• Walter Nocito, Università della Calabria


Coordina Sergio Rizzo, v. Direttore de “la Repubblica”

• Mario Pittoni, Presidente 7ª Commissione – Senato
• Luigi Gallo, Presidente 7ª Commissione – Camera dei deputati
• Bianca Laura Granato, 7ª Commissione – Senato
• Camilla Sgambato, Responsabile scuola PD
• Luciano Chiappetta, già Capo Dipartimento Miur
• Giuseppe Bagni, Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione
• Antonello Giannelli, Presidente ANP
• Paolo Bruttini, Esperto in sviluppo della leadership
• Guido Zaccarelli, Autore del libro “La conoscenza condivisa”
• Anna Angelucci, Ass.ne Naz.le "Per la scuola della Repubblica"


Intervento: Richiesto al Ministro del Miur, Lorenzo Fioramonti

«Ho solo tolto il marmo in eccesso». La Pietà vaticana realizzata da Michelangelo nel 1497 e terminata due anni dopo nel 1499, è stata seguita nel 1501 dalla statua del re David, un’opera di rara bellezza collocata definitivamente al centro della piazza della Signoria, quale crocevia delle relazioni economiche e sociali della città di Firenze.


Di Guido Zaccarelli Mirandola, 29 settembre 2019 - Di giovane età, Michelangelo era molto ambizioso e amava le sfide, non scoraggiandosi innanzi agli ostacoli, come nel caso della scarsa qualità del marmo che era stato scelto per realizzare la statua del re David. Non per questo abbandonò l’incarico, sul quale aveva riposto il futuro della sua identità valoriale di artista straordinario, stupendo gli osservatori del tempo anche con risposte che rimasero alla storia: «ho solo tolto il marmo in eccesso», perché il marmo conteneva la forma della statua. “La materia è una sostanza viva tenuta in vita dal respiro della sua anima che si rivela in tutta la sua maestosità quando l’uomo s’appresta a scostare il velo trasparente che l’avvolge.


L’abilità dell’artista è immaginare la forma dell’anima oltre l’intreccio di fili bianchi che adorna la materia”. La materia prende forma per sottrazione, come l’arte del vasaio che riesce con la mani a dare forma ad un blocco di terra, togliendo tutto ciò che è in eccesso. Il cosmo ha dato origine alla scomposizione della materia dando forma alla vita delle persone. Lo stesso demiurgo platonico (il divino artigiano) che lo stesso Platone ha definito per plasmare la materia sul modello delle idee. L’artista è un divino artigiano, che contempla nella stessa figura l’arte manuale dell’artigiano, che modella la materia in base alle proprie conoscenze e competenze, ciò che ha in testa, e il guardare oltre nel mondo delle idee, dalle quali trarre la linfa per imprimere alla materia nuove forme di energia.


La materia non prende solo forma per sottrazione, al pari dell’uomo quando si toglie la maschera per illuminare se stesso con la luce dell’esistenza, dispiegata al momento per favorire la relazione di fiducia con gli altri. La materia prende forma anche aggiungendo, come la terra si è formata negli anni attraverso continue stratificazioni, che nei millenni hanno permesso di raggiungere la forma attuale, come la conoscenza che avanza ogni giorno, attraverso un processo di continuo apporto e consolidamento quotidiano, frutto dell’interazione sociale e dell’approccio sistemico verso la cultura e la scienza.


Nell’era del terzo millennio la stampa 3D consente di dare forma alla materia grazie al continuo contributo di materiale che si dispone orizzontale su livelli successivi, finemente disposti uno sopra l’altro, fino ad ottenere l’oggetto progettato. Una tecnologia evoluta che ha mosso i primi passi nel 1982 grazie al suo inventore, l’ingegnere e imprenditore americano Chuck Hull che ha inventato la stereolitografia, una tecnica che consente di realizzare prodotti tridimensionali, gli assi cartesiani x,y,z,, leggendo i dati digitali presenti in un sistema informatico tipicamente CAD/CAM, Computer-Aided Design/Computer-Aided Manufacturing, (progettazione assistita dall'elaboratore/produzione assistita da computer).

L’arte, finemente a se stessa, è l’espressione autentica del valore dell’uomo che si apre al mondo grazie all’apporto sinergico della scienza e della tecnologia che consentono di aggiungere in ogni circostanza contesti utili a migliorare gli stili di vita delle persone e ammirare il mondo nella sua grandiosità. Da una prospettiva puramente economica, tutto questo comporta un profondo capovolgimento di fronte rispetto alle consuetudini pregresse, e di come la produzione ha mosso i propri passi. Aggiungere in questo caso, soddisfa la possibilità di realizzare una varietà elevata di prodotti in breve tempo, di osservarli nella loro realizzazione finale, con notevoli risparmi economici per le aziende e per le persone che devono accedere all’acquisto e al consumo.

Togliere il marmo in eccesso, o aggiungere polvere per dare forma alla materia, sono azioni tra loro complementari impiegate dall’uomo, in alternativa l’una all’altra, per osservare la realtà da punti di vista differenti, entrambi coinvolti nel raggiungere l’essenza dell’anima, illuminata a festa dalla luce dello Spirito, l’unico luogo deputato ad accompagnare le persone verso il loro destino per sostenerne l’azione a stretto contatto con l’arte della vita.

Riferimenti bibliografici:
Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell’azienda, Franco Angeli Editore.

Riferimenti sitografici:
https://www.wikipedia.org/ 
https://www.objectsmag.it/storia-completa-della-stampa-3d/ 
http://www.filosofico.net/demiurgo.html 

 

 Pietà Michelangelo.jpg

 

CURRICULUM - Guido Zaccarelli, è docente di informatica, giornalista, saggista, consulente aziendale e collaboratore redazionale di Gazzetta dell'Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d'impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto di informatica presso l'Università di Modena Reggio.
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

 

 

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Un drone, a volo di colomba, simbolo di purezza e di speranza, ha accompagnato sabato 21 settembre 2019, l’apertura del Duomo di Santa Maria Maggiore in Mirandola. Riprese fatte dall’alto del Duomo e della Città in festa, sono state proiettate sul maxischermo posizionato per l’occasione nella piazza antistante il tempio, per offrire ai cittadini la possibilità di condividere la bellezza dei luoghi e l’emozione per una giornata che rimarrà nella storia della comunità mirandolese, e di quanti hanno vissuto il dramma del sisma del 2012.

di Guido Zaccarelli Mirandola, 22 settembre 2019 - Il Duomo è tornato al suo antico splendore, grazie al lavoro sinergico delle istituzioni, delle persone che con saggezza, competenza e passione hanno dedicato tutte le loro energie per ottenere un risultato che illumina gli sguardi delle persone accorse all’evento. La grande attesa è terminata e tra i presenti si respirava il profumo della nostalgia, e di una grande emozione, dopo sette lunghi anni trascorsi nell’attesa del compimento da vivere con gioia, da quando il 22 e il 29 maggio l’Emilia è stata colpita dal terremoto che ha visto spazzare via aziende, scuole e i luoghi del culto, che ha tentato invano di affossare la cultura e di piegare la schiena degli uomini. La rinascita è fonte di vita, simbolo della ripartenza e della speranza che rende l’uomo mai domo innanzi alle avversità che si ergono innanzi all’improvviso e ai quali corre l’urgenza di dare una risposta ferma e risoluta. L’occasione giunge propizia, come il volo di una colomba, durante la visita del Santo Padre Papa Francesco in visita nei luoghi del sisma. In quel preciso istante il Vescovo Emerito S.E. Mons. Francesco Cavina ha espresso la volontà di ridare alla città di Mirandola il Duomo, posando la pietra sulla terra ferma che contraddistingue l’identità delle gente, che ha permesso, oggi, di vedere brillare gli occhi di tutta la comunità innanzi alla luce del Duomo illuminato a festa.

L’arcivescovo di Modena e Amministratore Apostolico della Diocesi di Carpi, S.E. Mons. Don Erio Castellucci ha inviato un messaggio ben augurante a tutta la comunità mirandolese, e anche a coloro che non potendo partecipare seguivano in collegamento televisione l’evento, ringraziando Mons. Francesco Cavina per il lavoro svolto e l’impegno per restituire alla città di Mirandola il suo Duomo. Non sono mancati i ringraziamenti ai sacerdoti, alle maestranze e alle istituzioni che hanno condiviso l’ambito progetto di ricostruzione: «è arrivata d'Alba della Resurrezione e la chiesa è restituita al popolo di Dio nel suo splendore».

La cerimonia è stata particolarmente toccante quando l’ing. Marco Soglia della Diocesi di Carpi ha consegnato le chiavi del tempio al Vescovo emerito, S.E. Mons. Francesco Cavina che ha posto successivamente nelle mani del parroco Don Flavio Segalina come simbolo del passaggio verso il nuovo che avanza. Un gesto simbolico che unisce il desiderio di vedere la grandezza dell’uomo espressa nell’arte del fare a stretto contatto con l’armonia, e il silenzio, della propria anima. Presenti le istituzioni che hanno espresso vivo apprezzamento per il lavoro svolto per raggiungere questo importante traguardo. Il sindaco di Mirandola, avv. Alberto Greco ha messo in evidenza il lavoro compiuto da tutte le persone coinvolte nel progetto di ricostruzione e ha donato un quadro fiammingo di una scuola modenese raffigurante la Spoliazione di Gesù. Il Presidente della Regione Emilia Romagna e commissario straordinario alla ricostruzione e terremoto Stefano Bonacini, ha ringraziato e ricordato che il terremoto dell’Emilia ha colpito l’economia, le scuole, le chiese ma non ha piegato l’azione dell’uomo, dando prova del valore della gente che hanno immediatamente capito che bisognava ripartire.

Lo scopo era di portare le persone a lavorare vivere e studiare a pregare esattamente nei luoghi dove lo facevano prima di fronte ad una tragedia, ed eccoci ora qui ad osservare la bellezza del Duomo di Mirandola. Per i mirandolesi l’attesa è terminata e a detta di molti non è stato invano: è stato speso per dare continuità alla comunità di Mirandola e alla cultura che è l’energia che spinge l’uomo ad avanzare nel suo cammino di vita quotidiano.

 

 

CURRICULUM - Guido Zaccarelli, è docente di informatica, giornalista, saggista, consulente aziendale e collaboratore redazionale di Gazzetta dell'Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d'impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto di informatica presso l'Università di Modena Reggio.
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)


Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

 

 

Pubblicato in Cronaca Modena
Venerdì, 20 Settembre 2019 14:37

Riapre il Duomo di Santa Maria Maggiore di Mirandola

Ricostruzione. Riapre al culto il Duomo di Santa Maria Maggiore di Mirandola (Mo). Il recupero e i lavori di messa in sicurezza finanziati dalla Regione con 6,2 milioni di euro. Domani, sabato 21 settembre, alle ore 18 la cerimonia ufficiale e la Messa solenne per la riapertura dell'edificio religioso che sette anni fa venne gravemente danneggiato dal sisma. Sono 286 le chiese aperte a cui si aggiungono 63 edifici per i quali si stanno ultimando i lavori.

Bologna -

Dopo sette anni torna alla città un luogo di culto, ma anche un importantissimo bene artistico e architettonico, centrale per la comunità locale e regionale. Sarà inaugurato domani, sabato 21 settembre alle ore 18, a Mirandola, nel modenese, il Duomo di Santa Maria Maggiore lesionato gravemente dal sisma del 2012. Conclusi i complessi lavori di consolidamento, miglioramento sismico e restauro, il Duomo sarà riaperto al culto con una messa solenne celebrata dal vescovo emerito della Diocesi di Carpi, monsignor Francesco Cavina, alla presenza del presidente della Regione e commissario delegato alla Ricostruzione, Stefano Bonaccini, dell’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi e delle autorità locali.

Duomo Mirandola danneggiato 2012.jpg

Il Duomo danneggiato nel 2012

L’intervento di miglioramento sismico e restauro è stato completamente finanziato con risorse della struttura commissariale regionale per 5 milioni e 397 mila euro. Il Duomo, tra il 2012 e 2013, è stato anche oggetto di opere provvisionali e interventi urgenti di messa in sicurezza per quasi 815 mila euro garantendo la salvaguardia dell’edificio. Complessivamente, le risorse investite sull’edificio religioso principale di Mirandola arrivano a circa 6,2 milioni di euro.

“E’ anche sull’impegno di tutti per veder rinascere un luogo così importante che si misura la forza della comunità locale e di tutta quella regionale - afferma il presidente Bonaccini -. Veder ripartire i centri storici, a cominciare proprio da monumenti e chiese, è l’obiettivo che ci siamo dati in questa fase finale della ricostruzione, dopo aver praticamente completato quella di abitazioni, scuole e imprese. Riportarli a piena vita e farlo insieme vuol dire ricucire fino in fondo l’anima e l’identità dei nostri territori. E questa inaugurazione è importante anche perchè diamo testimonianza del buon lavoro di squadra svolto da istituzioni, tecnici, sindaci, amministratori e istituzioni religiose. Collaborare su un obiettivo condiviso permette di raggiungere questi risultati, che, lo ripeto, sono di tutti, a partire dai cittadini di queste terre che non si sono mai fermati un minuto”.

Opere pubbliche e chiese
Piani delle opere pubbliche e dei beni culturali (municipi, teatri, strutture di bonifica, ospedali, edifici a uso pubblico, storici ed edifici religiosi) comprendono 1.659 interventi per quasi 1,4 miliardi di euro. La maggior parte degli interventi (1.227) sono finanziati da risorse che provengono da fondi del Commissario, mentre gli altri interventi (432) sono finanziati da assicurazioni, donazioni e risorse proprie degli enti locali.

Per gli edifici di culto danneggiati sono stati stanziati 315 milioni di euro, di cui 273 milioni provenienti da fondi del Commissario e 42 milioni provenienti da assicurazioni, donazioni e risorse proprie delle diocesi. Guardando allo stato di attuazione, risultano aperte 286 chiese, mentre per altre 63 i lavori sono in corso e se ne attende quindi la riapertura entro poco tempo. Per i rimanenti interventi sono in corso le progettazioni o sono in fase di approvazione. Inoltre, nei mesi successivi alle scosse erano stati subito riaperti al culto 64 chiese (con una spesa di oltre 15 milioni di euro) con interventi di messa in sicurezza: per assicurare la continuità di culto erano stati realizzati 15 edifici provvisori con una spesa di quasi 4 milioni di euro.

Duomo Mirandola  2018.jpg

L’intervento sul Duomo
Il progetto di restauro e miglioramento sismico del Duomo di Santa Maria Maggiore, chiesa e campanile, è stato curato dallo Studio Comes di Sesto Fiorentino, in particolare dall’architetto Carlo Blasi e dall’ingegner Susanna Carfagni. Il restauro si è svolto sotto la supervisione della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per Bologna e province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara. Tra i principali interventi eseguiti lo smontaggio delle porzioni di copertura e di muratura rimaste, con il recupero dei materiali preesistenti; il raddrizzamento delle pareti nonché, la ricostruzione e il consolidamento di pareti e volte; la realizzazione di una nuova copertura sulla navata centrale con capriate in legno e acciaio e tavolato microlamellare; il consolidamento di volte, murature e coperture con tiranti metallici; il consolidamento del campanile con fasciature in fibra di vetro e cavi di acciaio; il restauro di superfici interne e intonaci; il restauro di archi ed elementi in muratura esterni del campanile; il rifacimento della parte alta della facciata; la realizzazione di nuovi impianti, fra cui quello di riscaldamento a pavimento.

La storia
La chiesa di Santa Maria Maggiore ha un impianto originario tardo-gotico. Fautori della costruzione furono Giovanni e Francesco I Pico. Iniziata verso il 1440, venne portata avanti da Giovan Francesco I Pico e nel 1470 dai fratelli Galeotto e Anton Maria. Varie modifiche e restauri, ultimati nel 1885, comportarono la ricostruzione dell’attuale facciata in forme quattrocentesche e pseudo-rinascimentali. L’interno era a tre navate con volte a crociera costolonate e conservava pregevoli dipinti, affreschi e monumenti funebri, fra cui due preziose ancone lignee dorate opere della scuola di Paolo Bonelli e due pale d’altare di Sante Peranda. Il campanile è alto 48 metri. La parte inferiore è tardo-quattrocentesca.

 

37enne maltrattato e picchiato, viveva in uno stato di soggezione da anni: la Polizia di Stato arresta il suo aguzzino

Nelle prime ore di questa mattina, personale della Squadra Mobile e del Commissariato di P.S. di Mirandola ha proceduto all’arresto di un cittadino italiano di 38 anni, ritenuto responsabile di una aggressione avvenuta il 3 settembre scorso a Mirandola nei confronti di un 37enne, a seguito della quale la vittima, risvegliatasi dal coma farmacologico alcuni giorni fa, era stata ricoverata presso l’Ospedale di Carpi in prognosi riservata per le lesioni gravissime cagionategli in quella circostanza.


Esclusa l’ipotesi di una aggressione avvenuta a Ferrara ad opera di ignoti, come aveva inizialmente affermato la stessa vittima, prima di entrare in coma, gli agenti, grazie ad una serrata e approfondita attività di indagine, sono riusciti a restringere il quadro investigativo attorno alla cerchia di amici e conoscenti, fino ad individuare il reo nella persona del datore di lavoro, nonché affittuario dell’immobile, ove risiede il 37enne.
Gli inquirenti hanno ricostruito un quadro di comportamenti violenti, aggressivi ed intimidatori, risalenti ad almeno due anni orsono, subiti dalla vittima, la quale versava in una situazione di piena soggezione e completa dipendenza, anche materiale, nei confronti del suo aguzzino, capace addirittura di gestirne le risorse economiche; di fatto, il 37enne viveva in uno stato di paura di ripercussioni e del verificarsi di azioni violente commesse dall’indagato senza alcun reale motivo, se non quello di dare sfogo alle proprie frustrazioni o istinti brutali.


La vittima, una volta risvegliatasi dal coma farmacologico, grazie alla sensibilità e alla bravura degli agenti, che sono riusciti a guadagnarsi la sua fiducia, ha avuto il coraggio di confidarsi e raccontare non solo quanto accaduto il 3 settembre, ma anche le aggressioni e i maltrattamenti subiti negli ultimi anni, confermando il risultato delle indagini.


Lesioni gravissime, maltrattamenti e violenza sessuale sono i capi di imputazione contestati nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Modena.

 

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