Visualizza articoli per tag: Territorio MIrandola

La Polizia di Stato arresta residente a Mirandola per il reato di Resistenza a Pubblico Ufficiale. Un tunisino invece rapina un marocchino e viene arrestato.

Verso le ore 23:40 del 28 febbraio u.s., personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Mirandola ha tratto in arresto per il reato di Resistenza a P.U. un cittadino italiano classe ’78.

Gli agenti sono intervenuti su segnalazione da parte di un ristoratore di Mirandola che riferiva di avere problemi con un avventore che in evidente stato di alterazione alcolica aveva tentato di pagare il conto con una carta di credito non valida e che al momento non aveva contanti per farlo.

L’uomo sentito in merito alla vicenda immediatamente poneva un atteggiamento ostile verso gli operatori e veniva accompagnato presso il commissariato per procedere all’identificazione.

All’arrivo in ufficio l’uomo sferrava un colpo ad uno degli agenti ed un calcio all’altro prima di essere bloccato definitivamente. Durante le suddette fasi l’uomo continuava ad offendere ripetutamente con frasi ingiuriose e minacciose gli agenti che alla luce dei comportamenti messi in atto procedevano all’arresto per i reati di cui sopra.

Nella mattinata odierna al termine del giudizio effettuato con rito direttissimo l’uomo è stato condannato alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla P.G.

Un tunisino rapina un marocchini, arrestato.

Nella serata del 28 febbraio, invece, personale della Squadra Volante della Questura di Modena ha tratto in arresto un cittadino tunisino di 34 anni, sedicente e clandestino, per il reato di rapina ai danni di un cittadino marocchino.
Gli agenti sono intervenuti in via Emilia Centro angolo Corso Duomo su segnalazione di una rapina consumata in zona centro ai danni di un cittadino nordafricano che in contatto con la sala operativa stava inseguendo il malfattore.
La perfetta sinergia tra gli operatori delle due volanti intervenute sul posto consentiva di bloccare il malvivente che, visto l’orario e il contesto del centro cittadino, aveva cercato di mescolarsi tra la gente al fine di evitare il fermo, senza però riuscirci.
Dai racconti della vittima si accertava che due cittadini nordafricani gli avevano strappato il telefono e lo avevano percosso e spintonato per poi allontanarsi in direzioni opposte, uno a piedi e l’altro con la bicicletta di proprietà della vittima.
L’uomo è stato medicato da personale medico del 118, con prognosi di giorni 4, mentre l’autore della rapina è stato tratto in arresto e su disposizione del P.M. di turno associato presso la locale casa circondariale.

Pubblicato in Cronaca Modena

Mirandola 9 febbraio 2020 - Pensando alla frase, “Mira alle luna. Anche se sbagli atterrerai fra le stelle“ di Les Brown l’Associazione Donne in Centro di Mirandola, ha inteso promuovere, il 20 Febbraio 2020, dalle ore 9:00 alle 12:00, presso l’Auditorium Rita Levi Montalcini, un convegno di altissimo livello culturale rivolto ai giovani delle scuole medie superiori del nostro comprensorio, e a tutta la cittadinanza, dove porre al centro dell’interesse collettivo il potere dell’istruzione scolastica nel lavoro del futuro.

Il titolo, “Ragazze, Ragazzi Robots” ci consente di affrontare il tema dell’AI, Intelligenza Artificiale, partendo dalla istruzione, dalla formazione e dalla educazione, che sono i pilastri fondanti sui quali la scuola poggia il proprio edificio concettuale, per trasmettere ai giovani il valore della conoscenza multidisciplinare, e trasversale, ma soprattutto rivolta alla dimensione etica, in un mondo che cambia rapidamente ogni giorno i paradigmi di riferimento con i quali le persone entrano in relazione e si confrontano.

In questo ambito ecco nascere forte il desiderio di aprire fronti di dialogo sempre più aderenti ai bisogni, e ai desideri, dei giovani studenti per consentire loro di riflettere sulle opportunità offerte dalla Intelligenza Artificiale e dai richiami avanzati dal mondo del lavoro che chiede ogni giorno di collegare tra loro un maggior numero di macchine Robots per produrre beni, necessari da un lato, a rispondere tempestivamente alle richieste dei mercati e dall’altro per incrementare l’efficienza, l’efficacia e l’economicità dell’impresa. Le aziende del futuro dovrebbero rallentare di disegnare modelli organizzativi declinati sui valori binari, dove gli zeri e gli uno viaggiano a velocità della luce, e di godere della capacità di dialogo e di ascolto per porre la Persona al centro dell’impresa. Nasce pertanto il dilemma di considerare se, il lavoro del domani, sia di esclusiva pertinenza di uomini vestiti da Robots oppure se i Robots sostituiranno in tutto per tutto l’uomo, relegandolo a sola comparsa in uno scenario dove l’attore principale è la tecnologia che si muove liberamente in mezzo a tutti noi entrando, senza bussare, nelle nostre quotidianità attraverso l’Intelligenza Artificiale, e non meno importante, di predire il futuro dell’uomo.

Una inversione di ruoli che mostra tutta la sua vulnerabilità a cui solo l’istruzione, la formazione e l’educazione sono in grado di rispondere per fronteggiare l’avanzata di un mondo che appare senza controllo nella definizione dei ruoli di intere comunità: l’istruzione porta la scuola e il mondo del lavoro a insegnare come fare le cose, un mestiere, cercando di lasciare un segno nel periodo dove lo studente, o il lavoratore, deve apprendere le materie scolastiche e un lavoro. La formazione assume un ruolo centrale per l’energia che è in grado di infondere nell’accompagnare per mano gli studenti di oggi, e i lavoratori di domani, nella dimensione etica della scuola prima e della fabbrica dopo.

L’educazione è il risultato finale di questo lungo processo che consente di portare fuori il valore della conoscenza disponendola a fattore comune per tutti. Siamo pertanto certi che i Robots che l’uomo sta progettando, e al quale sta consegnando le chiavi del proprio futuro, siano in grado di assolvere in pieno alle istruzioni ricevute oppure qualche “falla” nel programma possa modificare i comportamenti entrando in conflitto con i compiti assegnati?

“Mira alle luna. Anche se sbagli atterrerai fra le stelle“ fa da sfondo a questo convegno che vede la presenza del mondo della scienza universitaria, della ricerca scientifica e delle imprese confrontarsi sul ruolo che l’istruzione può avere nel mondo del lavoro, nella fondata speranza che i nostri ragazzi, e ragazze, non si debbano confrontare solo con i Robots ma continuare a dialogare tra di loro dove fare emergere le emozioni che rappresentano la dimensione che fa di una “Persona una Persona” e non un Robots.

Al convegno partecipano, Maurizio Gabrielli, Professore Ordinario Università di Bologna, Dipartimento Informatica, Scienza Ingegneria – Coordinatore Laurea Magistrale in Artificial Intelligence. Matteo Stefanini, Dottorando in Artificial Intelligence e Almagelab Computer Vision Università di Modena e Reggio Emilia. Francesca Gennari, LLM in European Law, Dottoranda in Law Science e Technology. Luigia Tiberi, Comau Automazione Project manager Robot didattico Edo. Coordina, Guido Zaccarelli, giornalista e saggista.

Il convegno ha ricevuto il patrocinio della Regione Emilia Romagna, della Università di Modena, del Comune di Mirandola, dell’Unione dei Nove Comuni Modenesi dell’Area Nord e dell’Ordine dei Giornalisti della Regione Emilia-Romagna. (G.Z.)

 locandina_definitva_ragazzi_e_ragazze_robots_3.jpg

 

 

 

Pubblicato in Dove andiamo? Modena

Di redazione Mirandola 8 febbraio 2020 - La Conoscenza Condivisa® nella scuola e nella didattica come fattore di crescita personale, professionale e sociale: dalla Piramide al cerchio

Grande successo ha avuto venerdì mattina 7 febbraio 2020, l’atteso incontro della Conoscenza Condivisa® con gli studenti dell’Istituto Tecnico Superiore Luosi Pico di Mirandola dove Guido Zaccarelli ha incontrato gli studenti per dialogare sul valore ed il senso etico, relazionale e professionale della Conoscenza Condivisa® che ambisce ad assumere un ruolo, ed una posizione, di assoluto rilievo nel mondo della scuola e del lavoro, come punto di riferimento per migliorare il benessere delle persone.

La Conoscenza Condivisa®, dalla piramide al cerchio e il talento emotivo sono stati i temi che hanno caratterizzato il dialogo con gli studenti che si sono mostrati attenti e rispondenti al dibattito, mostrando ampie capacità di ascolto, di analisi e di preparazione necessari, visti nel loro insieme, di dare seguito a decisioni consapevoli per chi vuole entrare nel mondo del lavoro o di accedere a nuovi e stimolanti ambiti formativi per affrontare con decisione il mondo della globalizzazione.

Un plauso alla scuola che ha saputo adeguarsi all’ambiente circostante attraverso l’adozione di programmi educativi, e strutture formative, prossime alle richieste del mondo del lavoro e della società civile.

La frase, “può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla, per cambiarla” ha stimolato il dibattito aprendo prospettive di pensiero uniche nel loro genere, per la semplicità, ma soprattutto per la bellezza con la quale i giovani amano esprimere i loro stati d’animo, le loro aspettative e i loro saperi. Ben vengano queste iniziative dove i giovani hanno la possibilità di fare emergere il valore dei loro talenti attraverso l’emozione per favorire la nascita di una cultura sempre più vicina alla Conoscenza Condivisa®.

Guido Zaccarelli, intervistato dalla nostra redazione ha espresso un sentito ringraziamento alla Dirigente scolastica dott.ssa Rossella Di Sorbo, ai docenti e alla Prof. ssa Nicoletta Malagoli dell'Istituto Statale di Istruzione Superiore Luosi Pico di Mirandola, per la grande opportunità ricevuta e invita a continuare e perseverare sulla strada intrapresa perché afferma: «ho incontrato studenti molti preparati e questo rappresenta un vanto per il nostro territorio e per le scuole che costituiscono l'ossatura portante di un modello culturale che punta al valore della persona e alla crescita relazionale, sociale e professionale».

 

CURRICULUM - Guido Zaccarelli, è docente di informatica, giornalista, saggista, consulente aziendale e collaboratore redazionale di Gazzetta dell'Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d'impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto di informatica presso l'Università di Modena Reggio.
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

 

Pubblicato in Cronaca Modena

All’imprenditore edile di origine campana sono stati sequestrati anche partecipazioni societarie e rapporti bancari a lui riconducibili. L’uomo intratteneva rapporti con soggetti vicini alla criminalità organizzata campana e calabrese e aveva un tenore di vita superiore a quanto dichiarato.

di Claudia Fiori Modena 6 febbraio 2020 - Undici immobili, tre partecipazioni societarie e rapporti bancari per un valore superiore a un milione di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza a un imprenditore edile di origine campana, D.G. da tempo residente nel modenese e vicino a soggetti contigui alla criminalità organizzata campana e calabrese.

Gli immobili, dislocati nei comuni di Mirandola, Finale Emilia e San Felice sul Panaro, nel modenese, e a Crevalcore, nel bolognese “sono stati acquisiti definitivamente al patrimonio dello Stato”, come si legge in una nota diffusa dalla Guardia di Finanza. Potranno quindi essere gestiti dall’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati, che ne curerà la destinazione e il riutilizzo a fini sociali.Il provvedimento di confisca è l’atto finale delle indagini svolte dal Nucleo di Polizia economico-finanziari di Bologna, sotto la direzione del pm Claudia Ferretti, con delega alla Procura di Modena, ai sensi del Codice Antimafia.

Nel 2017, il Tribunale di Modena aveva già accolto e disposto il sequestro dei beni ora confiscati, il cui valore era risultato sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati dall’imprenditore e dal suo nucleo familiare.
Le indagini compiute dal Gico (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata), in particolare, hanno evidenziato la ciclica costituzione di nuove società, l’istituzione di sedi societarie fittizie e la sparizione di documenti. Elementi che dimostrano come l’imprenditore fosse un evasore seriale, oltre ad aver commesso reiterati e sistematici delitti in ambito economico-finanziario. Le indagini hanno consentito anche di ricostruire i rapporti di D.G. a cosche della ‘ndrangheta e clan camorristici.

 

Pubblicato in Cronaca Modena

Controllo Integrato del Territorio: verifiche di Polizia di Stato e Polizia Municipale dell’UCMAN a Concordia

Modena 30 gennaio 2020 - Nell’ambito del Controllo Integrato del Territorio, personale del Commissariato di P.S. di Mirandola, coadiuvato dal Reparto Prevenzione Crimine di Reggio Emilia e da uomini della Polizia Municipale dell’Unione Comuni dell’Area Nord, ha effettuato una serie di verifiche nel comune di Concordia.

In particolare, i controlli hanno interessato alcuni immobili ove era stato segnalato un “viavai” sospetto, soprattutto in orario notturno.

È stata accertata la presenza di sette persone di nazionalità straniera, tutte regolarmente soggiornanti in Italia, di cui tre occupanti un immobile dichiarato inagibile con ordinanza sindacale. Il capo famiglia è stato denunciato per inottemperanza all’ordine dell’autorità.

Nel corso del servizio è stato fermato un cittadino pakistano di 28 anni alla guida di una autovettura, il quale era in possesso di una patente falsa. L’uomo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per i reati di guida senza patente, falsità materiale e uso di atto falso. Il proprietario del mezzo è stato denunciato per incauto affidamento del veicolo.

 

Pubblicato in Cronaca Modena
Martedì, 14 Gennaio 2020 16:15

E chi è il mio prossimo?

Di Guido Zaccarelli Mirandola 14 gennaio 2020 - Nell’ambio della rassegna d’incontri organizzata dalla locale sezione Avis di Mirandola dal titolo” “Incontri” di Avis Mirandola, si è tenuto sabato 11 gennaio 2020, presso l’auditorium Rita Levi Montalcini, l’atteso incontro con S.E. Mons. don Erio Castellucci che è riuscito ancora una volta ad attrarre con la “parola” l’attenzione di una vasta platea di persone che hanno accolto con un profondo abbraccio il valore e il senso profondo del tema della giornata, incontro con il prossimo attraverso una lettura dal Vangelo secondo Luca (10,25-37): “Chi è il mio prossimo”? «il prossimo è colui che riesce a smuovere i nostri sentimenti, è qualcosa che avvertiamo dentro di noi e come una urgenza alla quale non possiamo sottrarci dal metterci in cammino verso l’altro per fare uscire il buono che è in noi. È il preciso istante dove affiora la reciprocità.

È la stessa situazione che avverte la madre in attesa del figlio e di quando sta per nascere: donare se stessi agli altri attraverso il gesto della gratuità». La parabola del samaritano fa da sfondo al tema della giornata che viene dipinto attraverso il condurre la mente ad immaginare il contesto e il luogo in cui si svolgono i fatti: «proviamo a pensare oggi all'ambientazione di allora dove un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico camminando su un sentiero scosceso che congiungeva Gerusalemme, che si trova a circa 800 metri sul livello del mare rispetto a Gerico che si colloca invece a circa 300 metri sotto il livello del mare. Un sentiero piuttosto ardito che vedeva spesso la presenza di predoni che si portavano ai lati del sentiero e assalivano quelli che normalmente venivano giù da Gerusalemme». Un esempio di come la strada che sale e scende sia la metafora che accompagna ogni istante del tempo della nostra vita, «un cammino fatto a volte di sofferenza che non ci permette di vedere al luce del sole, pieno di rischi e di pericoli dove viviamo momenti di apprensione e di profonda sofferenza (sotto il livello del mare) come innanzi ai predoni e altre circostanze dove il sole abbaglia per la luce che è in grado di emettere e il calore che è in grado di infondere».

Momenti nei quali non dobbiamo dimenticare di agire sempre verso l’altro andando oltre la parola che s’addensa di significati solo se accompagnata dalla volontà di fare uscire il bene e il buono che è in noi. S.E. don Erio Castellucci avanza nel Suo cammino di profonda meditazione sul prossimo coinvolgendo il pubblico con una parabola che «vede l’atteggiamento di Dio commuoversi quando il figlio minore di uno dei due figli torna a casa e il padre commosso che gli corre incontro. In quel preciso istante si dice che Gesù vide una grande folla ed ebbe compassione perché erano come pecore senza Pastore. C'era un funerale di un ragazzo figlio unico di una vedova e Gesù ne ebbe compassione». Ecco la compassione è un fare che commuove e smuove il buono che è in noi. Passione, motivazione ed emozione hanno la stessa radice, toccano il nostro dentro e quando ciò accade ecco che l’uomo si protende in avanti verso l’altro. L’amore è il prossimo nel quale l’uomo o la donna vivono la reciprocità.

Nuovamente, chi è il mio prossimo? «è il ferito che mi rende attivo, come nel raccontare una esperienza vissuta da sacerdote di un ragazzino che non veniva ascoltato». Chi sono allora i giovani? « ai miei tempi i giovani erano coloro che vivevano un periodo della loro vita prima di diventare uomini. Oggi anche a 60 anni si è giovani. È cambiata la prospettiva della vita e di come le parole cambiano e assumono connotazioni differenti in base ai contesti e ai tempi in cui vengono pronunziante». Chi è il mio prossimo? «è colui che ha avuto compassione che smuove la sensibilità per l'altro». Quante persone, nel quotidiano, attivano atteggiamenti senza neanche saperlo, rivolti alla propria famiglia, verso i colleghi, il donare il sangue, sono momenti dove ci facciamo toccare dalla situazione dell'altro, dove andiamo incontro se c'è una ferita e cerchiamo di capire che cos'è, dove mettiamo del nostro. Il samaritano diventa buono solo alla fine della parabola, perché Luca lo cita solo alla fine, quando dona il buono che è in lui all’altro. Donarsi all’altro richiede energie tempo e denaro (risorse), tre componenti che se le mettiamo a disposizione del prossimo ritornano più ricche di prima. Ecco chi è il mio prossimo: è colui a cui si dà senza avere dentro di sé l’aspettativa del ricevere: un dare senza perdere e un prendere senza togliere.

Vescovo_e_Zaccarelli.jpg

 

 

Pubblicato in Cronaca Modena

Nella nave si è aperta una falla, ma il mare, in religioso silenzio, aspetta che i marinai la riparino, perché possa riprendere a navigare sulle onde della felicità.
Giacomo Rizzi, architetto

di Guido Zaccarelli Mirandola 8 gennaio 2020 - Incontro spesso imprenditori che hanno fatto la storia delle loro imprese e giovani promesse che hanno creato, o stanno creando, la loro fortuna personale, e professionale, con impegno, volontà e determinazione, ma soprattutto con tanto entusiasmo, coinvolgendo anche le famiglie nei loro progetti.

Lo scopo è realizzare il proprio sogno: creare qualcosa con le proprie mani che rimanga nel tempo e consenta ad altri di condividere il successo. Per fare questo dicono «occorre essere resilienti». Negli ultimi anni, la parola resilienza ha trovato il modo per costruirsi una propria identità in molti ambiti della nostra vita quotidiana. Spesso la sentiamo enunciata all’interno di un dialogo tra persone e, in altre occasioni, è proferita nel contesto professionale. Viverla nella pienezza della propria etimologia attraverso il racconto di vita vissuta, da parte di giovani imprenditori ha il sapore dell’antico, che avvolge i ricordi di quanti sudavano e lavoravano duro per costruirsi un futuro migliore. Per quanto mi riguarda, «le nuove generazioni non sono diverse. Agiscono in tempi diversi e con strumenti moderni, ma conservano dentro di sé il DNA di chi li ha preceduti e dai quali hanno ereditato il valore del lavoro e del fare impresa». La resilienza nasce in ambito scientifico per descrivere il comportamento di un materiale di re-sistere ad un urto e di rilasciare l’energia assorbita in tempi variabili. Questa frase può essere similmente riferita al comportamento di un imprenditore che deve contrastare gli urti provocati dagli attori presenti nel mercato di riferimento e trovare il modo per rilasciare l’energia positiva con la quale assolvere in pieno al proprio ruolo di riferimento, impegnato a garantire prosperità alla propria azienda.

La resilienza interviene nel fornire il carburante necessario per affrontare con coraggio le avversità. Facile a dirsi, più difficile da realizzare quando l’imprenditore decide di in-sistere nel proprio sogno nonostante segnali poco incoraggianti lo invitino ad ancorarsi ad un ormeggio tranquillo. «Scegliere di abbandonare i privilegi lavorativi offerti da una splendida realtà aziendale per virare oltre confine e decidere di intraprendere la strada dell’imprenditore non è facile» è quello che sento ripetere dai giovani quando decidono di allontanarsi dal mito casa e bottega, che aveva contraddistinto le generazioni precedenti, per mettersi alla prova e sperimentare, sulla propria pelle, il valore della loro intraprendenza, decisi ad approdare nel mondo imprenditoriale per fare impresa. De-cidere è re-cidere, è come essere sul crinale ghiacciato di una montagna e d’un tratto sprofondare senza accorgersi del perché. «Ritrovarsi dalla sera alla mattina in una angusta realtà aziendale dove partire da zero per apprendere l’arte dell’operare, fa la differenza, non solo al tempo presente, in riferimento alla perdita di benefit, ma anche in proiezione futura, del doman non v’è certezza».

I giovani sanno di vivere nell’era del mutamento, soggetto a variabili che cambiano in modo improvviso, come una barca dove si è aperta improvvisamente una falla …, desiderano mettersi alla prova e sperimentare, come i marinai, il valore delle loro capacità in grado di riparare l’imbarcazione per continuare il viaggio… , per portare alla luce i doni di cui sono in possesso senza farsi condizionare dal posto fisso, dalle debolezze dei mercati o incertezze delle nuove economie. L’unica evidenza è offerta dalla possibilità di gettare le basi dell’apprendere. Per chi vuole fare impresa, affermano, «l’operaio è una figura fondamentale in un qualsiasi contesto lavorativo in quanto esprime “l’arte del fare” grazie all’energia messa in campo dall’ingegno. Per fare l’imprenditore occorre partire dalla base e apprendere l’arte del fare dove attingere le risorse per creare l’impresa del futuro: la bottega è il luogo da cui partire per apprende il mestiere». Agire in modo diverso significa “irrigare il terreno del fallimento”.

L’impresa è il cuore dove nasce e si dispensa l’arte del fare condiviso. Per crescere occorre creare basi solide e durature nel tempo: è lì che bisogna in-sistere per dare forma al proprio sogno ed entrare in possesso della resilienza necessaria per evitare di de-sistere nei momenti meno favorevoli ed entrare a capofitto nella spirale della sconfitta. Il pensiero ricorrente della disfatta apre scenari imprevedibili che sfociano nel dis-astro, ovvero pensare di avere gli astri avversi. Significa abbandonare la nave dell’essere imprenditore per salire a bordo di una zattera in balia del vento che può sopraggiungere all’improvviso. Il sogno a questo punto s’infrange sugli scogli portati alla deriva da un mare in tempesta pur covando dentro di sé il bi-sogno di e-sistere. La vita è e-sistere. L’imprenditore è nato per dare la vita alla propria azienda assolvendo di fatto alla funzione esistenziale di “in-sistere per e-esistere”, indispensabile per adempiere ad una funzionale sociale di creazione di valore e di benessere collettivo.

Un giovane imprenditore: «fare impresa nell’era 4.0 è molto difficile, servono competenze trasversali continuamente aggiornate e polifunzionali al contesto, combinate tra loro con azioni multidisciplinari messe in campo da ogni persona che ambisce ad operare insieme all’interno di gruppi di lavoro coordinati, dove ritrovarsi per identità e senso di appartenenza»

La cultura è l’arte di coltivare la terra da predisporre per la semina e ottenere i frutti sperati. La conoscenza è il frutto che terrà in vita e deciderà le sorti delle nostre aziende nel futuro. Occorre in-sistere nello studio e nella ricerca, ambiti dove formare gli imprenditori del futuro e godere, in senso ampio, della loro e-sistenza resiliente.

 

 

CURRICULUM - Guido Zaccarelli, è docente di informatica, giornalista, saggista, consulente aziendale e collaboratore redazionale di Gazzetta dell'Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d'impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto di informatica presso l'Università di Modena Reggio.

Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

 

 

Pubblicato in Economia Emilia
Martedì, 07 Gennaio 2020 14:35

I cicloamatori di Mirandola aprono al 2020

I Cicloamatori Mirandola aprono le porte al 2020: ambiente e cultura dello sport. “diffondere il valore ed il senso etico del ciclismo per migliorare il benessere sociale delle persone”

Grazie ai successi sportivi e sociali ottenuti lo scorso anno, i Cicloamatori Mirandola hanno aperto le porte al 2020 eleggendo il nuovo consiglio direttivo che si arricchisce della presenza di nuovi soci desiderosi di garantire continuità ed accrescere, collegialmente, il lavoro svolto dal precedente organo deliberante. Lo scopo è diffondere il valore, ed il senso etico, dello sport del ciclismo ancorato al benessere sociale delle persone. Il cambio generazionale è un tema di grande interesse per il gruppo sportivo Cicloamatori Mirandola che intende sviluppare grazie alla condivisione delle idee, presentate da tutti i soci, con l’intento di chiamare a raccolta, e coinvolgere, i giovani e meno giovani verso la pratica sportiva non agonistica, avendo loro stessi deciso di abbandonare ogni velleità competitiva, tipica di ogni sportivo quando si cimenta nello sport. Anche il tema dell’ambiente è al centro del dibattito e del confronto dialettico all’interno del nuovo consiglio che intende affrontare riproponendo in primavera “la pedalata ecologica” che tanto successo di pubblico ha avuto negli anni passati, grazie alla presenza di numerose famiglie che hanno aderito all’iniziativa. L’E-bike è una bicicletta a pedalata assistita che permette a tutti di pedalare e affrontare gite in compagnia senza affaticarsi e come tale, essere un ottimo coadiuvante del recupero psicofisico. Un 2020 che si apre all’insegna del rinnovato interesse verso il nuovo che avanza, senza dimenticare le proprie radici, per cercare di cogliere tutte le opportunità offerte dal nuovo decennio che segnerà nel tempo una profonda trasformazione nella cultura e nella pratica del ciclismo e, in senso ampio, nella mobilità sostenibile amica dell’ambiente come fattore di salute e di promozione dell’uso della bicicletta. (G.Z.)

Nella foto: da sx verso dx

Bellini Giovanni, Gualdi Arturo, Zaccarelli Guido, Panzani Ivo, Bocchi Luca, Tralli Paolo, Giliberti Gianluca, Candini Alberto, Vincenzi Eugenio. Seduti al centro, Marzolo Idalgo e Bonfatti Evaristo

 

Pubblicato in Cronaca Modena

L’AUSER di Mirandola ringrazia sentitamente la società Bassi Gianfranco S.r.l. di Mirandola (l’amministratore delegato Michele Bassi) e il Dr. Guido Zaccarelli per la donazione effettuata nel corso del 2019 di n. 3 computer portatili e n. 2 computer tower.

Come è noto l’AUSER è un’associazione di volontariato che si occupa prevalentemente di trasporto sociale ed accompagnamento di persone anziane, disabili e comunque in difficoltà.
Gli strumenti informatici donati sono utilizzati dall’ufficio in sostituzione di computer in dotazione ormai inadeguati.
L’AUSER sta procedendo all’informatizzazione dei trasporti, alla predisposizione delle tessere, oltre alla contabilità, utilizzando programmi predisposti dall’AUSER provinciale, al fine di razionalizzare l’uso degli automezzi e delle altre risorse.

Questa donazione è veramente gradita e utile e rinnoviamo anche a nome del nostro presidente provinciale Andreana Michele un grazie di cuore a Michele Bassi e Guido Zaccarelli per la sensibilità dimostrata che ancora una volta mette in evidenza come l’attenzione verso le associazioni di volontariato può contribuire a migliorare l’intera filiera organizzativa e accrescere il valore associativo verso la nostra comunità. (G.Z.)

Arresti domiciliari per uno stalker: eseguita dalla Polizia di Stato la misura cautelare. Ruba all’interno della Polisportiva “Villa d’Oro”: arrestato in flagranza dalla Polizia di Stato

Mirandola 18  novembre 2019 - Arresti domiciliari per uno stalker: eseguita dalla Polizia di Stato la misura cautelare
Gli agenti del Commissariato di P.S. di Mirandola hanno eseguito la misura cautelare coercitiva degli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Modena l’8 novembre scorso, a carico di un cittadino italiano di 34 anni, indagato per il reato di stalking.
La misura si è resa necessaria per porre termine ad una condotta persecutoria che l’uomo da alcuni anni aveva posto in essere nei confronti della ex compagna e che negli ultimi mesi era diventata sempre più ossessiva tanto da costringere la vittima a modificare le proprie abitudini di vita ed addirittura a cambiare lavoro ed utenza telefonica.
La donna, sottoposta ad un pesante stress emotivo per le continue minacce, ha richiesto l’aiuto della Polizia di Stato, sporgendo denuncia nei confronti dell’ex compagno.
Gli investigatori del Commissariato di P.S. di Mirandola hanno, pertanto, avviato una scrupolosa attività di indagine che ha permesso di raccogliere le prove necessarie affinché la Procura della Repubblica di Modena potesse richiedere in via d’urgenza al G.I.P. l’emissione della misura coercitiva per il 34enne, tra l’altro già gravato da precedenti di Polizia.

 

Modena, 18 novembre 2019 - Ruba all’interno della Polisportiva “Villa d’Oro”: arrestato in flagranza dalla Polizia di Stato
Personale della Squadra Volante ha tratto in arresto un cittadino italiano di 39 anni, per il reato di furto aggravato.
Intorno alla mezzanotte, gli agenti sono intervenuti presso la polisportiva “Villa d’Oro” in quanto era scattato l’allarme antintrusione della struttura.
Arrivati sul posto, gli operatori hanno notato la presenza all’interno del cortile di un uomo che cercava di nascondersi dietro una colonna. Non appena gli agenti hanno scavalcato la recinzione, il 39enne si è dato a precipitosa fuga in direzione di via Nonantolana, ma è stato raggiunto e bloccato immediatamente.
Prima di scappare, il ladro ha abbandonato a terra tre bottiglie di spumante, che - come si è potuto accertare successivamente anche attraverso le immagini del sistema di videosorveglianza di cui è dotata la polisportiva – erano state sottratte da un frigorifero del bar della struttura.
Il malvivente era entrato nella polisportiva forzando con un chiave inglese una porta posta sul lato posteriore. Una volta all’interno dei locali, aveva cercato di rubare del denaro dal registratore di cassa, senza riuscirvi in quanto vuoto, quindi si era impossessato delle tre bottiglie di vino.
Nel corso della perquisizione, gli agenti hanno rinvenuto oltre alla chiave inglese anche un paio di guanti neri in pelle.
Accompagnato in Questura per accertamenti più approfonditi è emerso che il 39enne è gravato da numerosi precedenti penali e di Polizia per i reati di rapina aggravata, furto, evasione, resistenza a P.U. ed oltraggio.
L’uomo è stato trattenuto presso le camere di sicurezza della Questura, come disposto dal Magistrato di turno, in attesa del processo con rito direttissimo.

 

 

Pubblicato in Cronaca Modena
Pagina 6 di 28