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di Guido Zaccarelli Mirandola 19 agosto 2018 - «L'imprenditore è una persona in grado di dare forma alla luce delle idee», non sempre da solo, ma insieme ai propri collaboratori con i quali condivide le gioie e le possibili sconfitte. L'imprenditore nasce per fare impresa. L'intraprendenza è un movimento naturale dell'anima che lo spinge ogni giorno a cogliere le opportunità che si presentano all'alba di un nuovo giorno. Pensa, riflette e agisce consapevole che lo scopo che anima la sua azione è il bene sociale.

Papa Francesco, nella Sua Lettera Enciclica Laudato Si' del 2015, afferma: «i costi umani sono sempre anche costi economici e le disfunzioni economiche comportano sempre anche costi umani. Rinunciare ad investire sulle persone per ottenere un maggior profitto immediato è un pessimo affare per la società. Affinché continui ad essere possibile offrire occupazione è indispensabile promuovere un'economia che favorisca la diversificazione produttiva e la creatività imprenditoriale che è una nobile vocazione orientata a produrre ricchezza e a migliorare il mondo per tutti, può essere un modo molto fecondo per promuovere la regione in cui colloca le sue attività soprattutto se comprende che la creazione di posti di lavoro e imprescindibile del suo servizio al bene comune».
L'innovazione, il rischio e le decisioni sono le leve principali che caratterizzano l'essere imprenditore.

Il Dr. Mario Veronesi, padre del biomedicale nel mondo, in una intervista, disse: «molte erano le notti che riposavo sul divano quando le decisioni influivano sulla vita personale e professionale dei miei collaboratori». Ognuno di noi può essere imprenditore, solo di se stesso, oppure con altre persone quando vengono coinvolte in un processo decisionale allargato. La difficoltà è mettersi in gioco e accettare il rischio che consegue ogni scelta sapendo delle possibili difficoltà che occorre superare per raggiungere gli obiettivi. Molte persone si fermano prima. Non accettano la sfida e decidono di intraprendere altre strade più congeniali al movimento della loro anima. Fare l'imprenditore significa: dare inizio a qualche cosa, mettersi sulle spalle il fardello dell'impegno e portarlo a conclusione, come il comandante della nave che deve effettuare una lunga attraversata e non sempre le onde marine seguono il corso della navigazione. Le correnti possono rallentare o impedire di mantenere ferma la rotta. Ciò che deve essere chiaro è il punto di arrivo avendo la capacità di modificare la linea di navigazione per evitare situazioni che possono mettere in pericolo l'equipaggio e i passeggeri.

L'impresa è l'espressione autentica dell'anima dell'essere imprenditore. Guardare oltre e cercare di realizzare i propri sogni dando prova di sé con il fare. Salire le scale dell'Infinito per guardare oltre la siepe di Leopardi, non è facile. È più facile puntare il dito verso chi fa e ritrarre la parola e la mano davanti alle scelte lasciando ad altri l'onere del rischio.
«Ogni gesto racchiude in sé l'arte del saper fare in continuo divenire». Ecco l'essenza dell'essere imprenditore che si relaziona con un mondo interiore alla ricerca della luce più intima per illuminare la strada del suo lavoro, un mondo aziendale con il quale condividere i successi e i fallimenti e un mondo esteriore in continua evoluzione sotto la spinta dei mercati desiderosi di soddisfare i bisogni latenti della popolazione globale. È proprio il contesto esterno che obbliga l'imprenditore ad avviare un cammino organizzativo sempre più dedicato alla condivisione con le risorse interne per rispondere rapidamente alle nuove economie e alla presenza di una burocrazia che blocca o rallenta il respiro al desiderio del fare.

Oggi fare l'imprenditore è una impresa. La burocrazia nasce dall'unione di una parola francese bureau, che significa ufficio, e da una parola greca krátos, che significa potere: potere degli uffici. Come afferma il sociologo e filosofo tedesco Karl Emil Maximilian Weber: «un potere più correttamente-una forma di esercizio del potere che si struttura intorno a regole impersonali ed astratte, procedimenti, ruoli definiti una volta per tutti e immodificabili dall'individuo che ricopre temporaneamente una funzione».

Sempre Weber, prosegue, affermando che la burocrazia è un processo irreversibile che tende a imprigionare le persone in una rete di regole minuziose e a sottometterle alla potenza anonima, irresponsabile e ogni giorno più necessaria degli apparati burocratici, i veri detentori del potere nelle società moderne. Se questa definizione messa agli atti ai primi del '900 aveva un senso per quel periodo, ora trova punti di attracco ancora più evidenti che spesso imbrigliano il fare imprenditoriale. La presenza di una tecnologia evoluta con la quale si possa accedere da un'unica porta d'ingresso one pass e la contrazione delle regole all'interno di nomenclatore snello che consenta di definire la strada che le imprese devono seguire favorendo la sincronia: azienda–mercati–società è un passo avanti verso un modo di intendere innovativo dell'economia 5.0.

La contrazione dei costi monetari e una maggiore disponibilità di risorse non monetarie, agirebbe come volano di spinta per contrarre il pesante deficit in carico al sistema pubblico e donare al sistema impresa la possibilità di respirare a pieni polmoni con investimenti crescenti in ricerca e sviluppo, produzione e formazione per mantenere alto il livello di competitività e di adesione dinamica alle economie globali. Un bel modo per pensare globale e agire locale.

Riferimenti bibliografici: Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell'azienda, Franco Angeli Editore. Lettera Enciclica Laudato Sì del santo Padre Francesco sulla cura della casa comune.
Riferimenti sitografici: https://www.anquap.it/categorie03.asp?id=255 

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GUIDO ZACCARELLI:
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)
CURRICULUM
Guido Zaccarelli è referente dl Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola. Laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie. Dal 2008 è docente di informatica presso l'Università di Modena Reggio.

Pubblicato in Economia Emilia

Nei giorni scorsi, personale del Commissariato di Mirandola ha deferito all'Autorità Giudiziaria un cittadino moldavo per guida in stato di ebrezza alcolica e falsità materiale. Gli è stata altresì comminata la sanzione amministrativa della guida senza patente ed il veicolo è stato sottoposto a fermo amministrativo.

Durante l'attività di controllo del territorio, gli agenti della Volante hanno sottoposto a verifiche un'autovettura in transito nei pressi di via Favorita. Subito insospettiti dalle condizioni psico-fisiche del conducente, con il supporto degli operatori del Distaccamento di Polizia Stradale di Mirandola, lo hanno sottoposto all'esame dell'alcool test che ha evidenziato un tasso alcolemico pari a 1,33 grammi/litro.

Gli agenti, nonostante la buona fattura del documento di guida esibito, avendo comunque delle perplessità riguardanti la genuinità dello stesso, ha espletato approfondite verifiche mediante l'utilizzo della banca dati internazionale, riscontrandone la falsità. Il numero di patente era infatti attribuito ad una donna di nazionalità rumena.

Pubblicato in Cronaca Modena

Di Guido Zaccarelli Mirandola 8 agosto 2018 - Dato e informazione, sono alcune delle parole più frequenti che si rincorrono nel linguaggio corrente alla ricerca di una loro comune identità quando transitano velocemente dallo smartphone al tablet, dal computer portatile alla televisione, al mondo cloud o semplicemente tratte dai libri, dai giornali, dalle pubblicazioni, dalle riviste e dai periodici di ogni genere. In questa corsa frenetica all'interno di mondi possibili, analogici e digitali, in continuo contatto con il mondo reale, del qui e ora, spesso le persone lasciano per strada il loro significato reale facendo intendere di dire una cosa invece è qualcosa d'altro.

Il mondo possibile è un mondo lontano dal nostro, che vive il proprio tempo in continuo divenire e usa un linguaggio che solo chi abita quel mondo è in grado di leggere e interpretare: pensiamo per un istante all'algebra binaria (sequenza di 00111001) e alla logica matematica del britannico George Boole, (operatori logici booleani AND-OR-NOT), oppure semplicemente quando Ulisse sbarcò a Itaca immerso in un sonno profondo. L'uomo si relaziona nel suo mondo reale con il proprio linguaggio chiamando le cose per nome: un gatto è un gatto e non qualcosa d'altro. Il linguaggio uniforme evita l'ambiguità confermando la verità, la falsità, la vaghezza o la forma neutra di un enunciato, verbale o testuale.

Quando chiediamo un dato non intendiamo una informazione e nemmeno una sequenza di zero-uno, ovvero qualcosa di diverso rispetto alle intenzioni. Tutto ciò potrebbe accadere in un mondo possibile, ma non nel nostro. Il dato deriva dal latino datum e descrive in modo semplice un oggetto della realtà: Rossi, Paolo, 54, Roma. Presi a se stante questi dati non informano, non aggiungono nulla rispetto ad una conoscenza pregressa che le persone sono in grado di esprimere in quel preciso momento del tempo. Perché i dati contribuiscano a generare una informazione dotata di senso, (siano in grado di esprimere un significato) devono essere correlati tra loro e seguire una precisa codifica per evitare l'alba di una interpretazione ambigua.

Unendo tra loro i dati si ottiene una informazione: Rossi Paolo 54 Roma. È sufficiente? No. Occorre definire la struttura lineare (la codifica) da associare ai dati: nel nostro caso il cognome, il nome, l'età e la città di residenza: cognome Rossi, nome Paolo, età 54, residente a Roma. La carta d'identità è formata da un insieme di dati messi tra loro in relazione secondo una codifica ben precisa (tracciato record - traccia di registrazione) che evita l'ambiguità e di riconoscere in modo univoco la persona. Il tracciato di registrazione è la sintassi, utilizzata per definire la posizione dei dati, definita come un insieme di regole che consentono di dare significato alla frase, in questo caso all'informazione.

La presenza di ulteriori dati contribuisce a migliorare e rendere più precisa informazione. Innanzi a molte persone che si chiamano Paolo Rossi e che hanno la residenza nella capitale l'aggiunta di dettagli semplifica la ricerca e aggiunge conoscenza.

Se prendiamo la parola informazione e la scomponiamo (in-forma-zione) notiamo immediatamente che il cuore lo troviamo nel termine forma al quale dobbiamo aggiunge anche azione: l'informazione da azione ai dati (li mette in movimento) per conferirgli la forma appropriata in relazione al contesto nella quale è collocata comportandosi come i vasai greci dediti alla lavorazione della ceramica in grado di con-formare vasi di assoluto pregio artistico.

L'informazione deve generare significato applicando in modo corretto le regole sintattiche. È sufficiente? No: «il sole illumina la terra e la terra illumina il sole». In questo mondo reale, l'enunciato è falso. La sintassi è correttamente applicata ma il valore posizionale del dato è errato facendo cambiare di significato alla frase. Le cose stanno così in quanto il mondo reale non è altro che la totalità di ciò che accade nella realtà. In un mondo possibile potrebbe essere vero, solo se posto nelle condizioni di essere reale. Nel mondo reale, l'informazione necessita di essere correttamente interpretata e solo la conoscenza dell'uomo è in grado di stabilire quando l'enunciato è vero, falso, neutro o ambiguo. Se nel mondo possibile tutto può accadere, essendo reale in quel mondo, nel nostro mondo, quello reale, i dati e le informazioni devono rappresentare e godere delle cose di cui possiamo parlare, immaginare e univocamente interpretare in modo corretto per auspicare un mondo reale proiettato in un futuro denso di significati sintatticamente corretti.

Riferimenti bibliografici: Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell'azienda, Franco Angeli Editore. M. J. Cresswell, Mondi possibili e supposizioni contro fattuali, David K. Lewis. Truth in fiction. American Philosophical Quarterly, 15:37– 46, 1978. Reprinted in D. K. Lewis, Philosophical Papers, Vol. 1, Oxford University Press, 1983

 

 

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GUIDO ZACCARELLI:
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)
CURRICULUM
Guido Zaccarelli è referente dl Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola. Laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie. Dal 2008 è docente di informatica presso l'Università di Modena Reggio.

Pubblicato in Economia Emilia

Nella serata di venerdi, personale del Commissariato di P.S. di Mirandola ha deferito all'Autorità Giudiziaria un italiano di 64 anni per ricettazione.

Alle ore 23, durante il servizio di controllo del territorio, gli agenti di Polizia hanno incrociato e notato, al punto tale da compiere un'inversione di marcia per sottoporla a controllo, una Fiat Punto con a bordo tre individui sospetti, da accertamenti risultati tutti essere pluripregiudicati per reati contro il patrimonio ed in materia di stupefacenti.

L'autovettura era stata oggetto di furto avvenuto lo scorso 2 agosto, infatti il blocco di accensione si presentava forzato.
Uno dei passeggeri, anch'esso italiano, 48enne, è stato segnalato alla locale Prefettura per detenzione di sostanze stupefacenti poiché trovato in possesso di 0,5 grammi di eroina e 0,1 grammi di cocaina.

Pubblicato in Cronaca Modena

Al Giffoni Innovation Hub è stata lanciata l'Economia 5.0 che segna l'inizio della nuova era della Conoscenza Condivisa® dove l'azienda crea luoghi di lavoro felicitanti e la persona è collocata al centro dell'ecosistema organizzativo.

di Guido Zaccarelli Mirandola 4 agosto 2018 - Ora è giunto il momento di lanciare l'hastag: #zappingjob: cambiare il proprio lavoro e attività con le stesse modalità, frequenza e rapidità con la quale si passa, con il telecomando, da un canale televisivo all'altro.

I tempi sono cambiati e nonostante sia forte l'attenzione verso il posto di lavoro fisso è necessario prendere coscienza che il futuro propende per disporre di figure professionali che si muovono rapidamente, da una attività all'altra, fortemente condizionate dal dinamico mutare del contesto economico e sociale. È cambiato il lessico con le quali le persone dialogano. Oggi è necessario entrare in contatto con parole che fino a qualche tempo fa erano sconosciute come, Startup, Scaleup, Incubatore, Acceleratore, Pivot, Coworking, Crowdfunding, Disuriptive Innovation, Fund raising, Blockchain, Mvp (Minimum viable product), Open Innovation. Molto prima dell'avvento della tecnologia 4.0 le parole più usate erano, avviamento, apprendista, operaio, tecnico, artigiano, lavoro casa e bottega. Una palese distanza lessicale ma anche di quantità dei termini e dei contenuti al pari del numero dei canali e della qualità dei programmi televisivi. Era il 1961. In piena mietitura arriva nella nostra casa la televisione.

È un giorno di festa per tutti. La raccolta del grano è un momento di totale coinvolgimento per tutta la famiglia al pari della televisione perché capace di unire e fare appassionare milioni di persone davanti ad un tubo catodico che proietta le immagini. La novità, in questo caso positiva, è un momento importante della vita che rende gioia all'uomo da vivere nella pienezza del tempo. Impossibile lasciarsi sfuggire i dettagli. Sono gli anni del boom economico in Italia. Le famiglie patriarcali iniziano una lenta, ma inesorabile, frammentazione sotto la spinta dei singoli membri che aspirano ad una indipendenza relazionale ed economica. Carosello mostra le immagini di prodotti che contribuiscono a vivere meglio capace di generare tempo libero da dedicare alle vacanze e alle gita fuori porta. Un cambiamento radicale che investe la storia, gli usi e i costumi di molte famiglie che per anni hanno sacrificato la loro esistenza per la ricostruzione post guerra e che ora desiderano respirare il profumo di una nuova vita.

Il televisore viene collocato dal tecnico sopra il piano in vetro sostenuto da una struttura portante in legno disegnata a forma di cavalletto, nella parte sottostante viene alloggiato il tipico "trasformatore" in grado di stabilizzare la tensione della rete elettrica fornita dall'Enel. Il dispositivo televisivo è in grado di trasmettere un solo canale: il primo. Il tempo porterà con sé il secondo, il terzo canale e via dicendo, entrambi selezionabili da una apposita tastiera. I programmi vengono resi disponibili in fasce orarie programmate. Dopo la visione, il televisore viene coperto con un telo realizzato per salvaguardarlo dalla polvere e ornato da un sopramobile: tipica è una lampada oppure un ricordo di un viaggio come la gondola di Venezia con le luci colorate. Il passaggio dal mondo analogico al mondo digitale segna un confine indelebile con il passato aprendo scenari importanti verso un futuro ancora tutto da disegnare e grazie all'avvento del satellite la possibilità di disporre di un numero di canali quasi infinito.

Il telecomando diventa uno degli strumenti più importanti in dotazione alle famiglie e nello specifico, in mano ai singoli membri, il potere di decidere la scelta dei programmi. È il momento nel quale sale in modo repentino il numero di apparecchi televisivi nelle singole abitazioni fino a diventare un oggetto di arredo della propria casa: in ogni stanza viene installato un televisore. I membri delle singole famiglie si dividono e si rinchiudono ognuno nelle rispettive camere per guardare il programma preferito. Le aziende di marketing si accorgono di quanto sta avvenendo e iniziano ad adottare strategie sempre più mirate per ridurre lo zapping, innanzi alla pubblicità o un programma che non rispecchia le aspettative. Il termine zapping proviene dall'inglese to zap che significa agire rapidamente e con energia, come uccidere un insetto. zapping è stato associato all'americano zapper che significa telecomando.

Il passaggio del lavoro analogico (manuale) a quello digitale, sostenuto dalla tecnologia 4.0, ha generato un surplus di risorse umane che necessita di essere incluse nel circuito produzione–servizi. Per una parte importante delle nuove professioni corre l'obbligo di introdurre nuove idee che possano diventare in futuro attività e consolidare in termini di redditività gli sforzi compiuti nella fase iniziale. Creare una startup e diventare startupper è entrato a fare parte della cultura dei nostri tempi nella fondata speranza che un giorno possa effettivamente diventare scaleup in grado di generare un elevato fatturato e coinvolgere molte persone nel progetto di business. È necessario trovare non solo l'idea ma anche l'incubatore che possa aiutare e agevolare la costruzione delle fasi e del BP (Business Plan) con un ritorno misurabile in termini di redditività. La dinamicità del mercato invita alla prudenza ma anche ad accrescere il grado di sensibilità con il quale avviare le startup avendo cura di modificare la linea d'azione (Pivot) nel momento stesso in cui si avverte l'esigenza di cambiare la strategia e non vincolare la startup all'idea nativa che deve essere il più possibile Disuriptive Innovation per rompere schemi e strutture esistenti e collocarsi sul piano dell'innovazione per dare vita a nuove forme di mercati.

Il capitale di avviamento può essere ottenuto agendo sulle risorse personali ma anche agendo con leve finanziarie differenti come il Crowdfunding e il Fund raising che sa soli sono in grado di raccogliere risorse e dare fiato alla startup. Tutto questo però deve tenere conto anche di una verifica parziale dell'idea per farla diventare startup facendo riferimento all'Mvp (Minimum viable product) che consente di ricevere consensi e consigli e approdare a modifiche semplici o sostanziali. Tutto questo nell'insegna dell'Open Innovation.

La Blockchain è una nuova modalità impiegata per effettuare transazioni sicure in Internet in grado di generare valore aggiunto agli utenti che la utilizzano. È un protocollo di comunicazione che fa riferimento ad un data base (archivio) distribuito e organizzato a blocchi. Ogni blocco contiene un certo numero di informazioni crittografate di cui una parte è contenuta nel blocco precedente in grado di generare una catena che si auto consolida.

Il Bitcoin è una moneta digitale (digital currency) che usa la piattaforma di Blockchain per essere negoziata alla pari (A Peer-to-Peer Electronic Cash System). Il mondo del lavoro è stato legato per anni alla relazione casa-bottega dove le persone cercavano il lavoro stabile e costruivano l'abitazione in prossimità dell'azienda.

L'avviamento al lavoro e l'apprendistato erano le forme più impiegate per formare le persone all'uso delle mani per apprendere un mestiere. Oggi è tutto molto rapido.

Sempre meno è presente la formazione pratica sul campo e l'affiancamento. Le persone, e in modo particolare i giovani, devono fare esperienza sui propri errori, e in questa fase storica, sono amplificati e spesso il recupero è lento e doloroso.

I lavoratori di oggi stanno sempre di più assumendo il ruolo di #zappingjob alla continua ricerca di una idea e di un lavoro per dare continuità alla propria esistenza lavorativa ed essere parte attiva di un futuro migliore. Poche sono le startup che raggiungono i propri scopi. Molte soffrono della mortalità infantile incapace di raggiungere i propri obiettivi. Dal 1961 ad oggi sono cambiate molte cose. Il telecomando della televisione è entrato a fare parte della vita di tutti i giorni raggiungendo anche gli strati più intimi dell'identità di ogni singola persona fino a condizionarne in modo inconsapevole le condotte quotidiane, come il lavoro e le relazioni sociali. Il telecomando umano viene messo in funzione dalla mano invisibile di una economia che chiede all'uomo di fare ogni giorno, e in più occasioni, #zappingjob: è possibile rimuovere la batteria allo zepper? 

Riferimenti bibliografici: Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell'azienda, Franco Angeli Editore

 

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GUIDO ZACCARELLI:
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)
CURRICULUM
Guido Zaccarelli è referente dl Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola. Laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie. Dal 2008 è docente di informatica presso l'Università di Modena Reggio.

Pubblicato in Economia Emilia

di Guido Zaccarelli Mirandola 28 luglio 2018 - Chi è il nomade? Aristotele chiamava villaggio «la prima comunità formata da diverse famiglie per la soddisfazione di bisogni che erano più puramente di tutti i giorni».

I nomadi vivevano per la comunità. All'origine delle attuali città ci sono quindi le comunità dei villaggi tribali, ovvero l'unione di più famiglie allo scopo di migliorare le condizioni di vita dell'altrui persona e condividere una cultura e uno stile di vita etico ed economico. Le persone hanno vissuto in comunità per circa due milioni di anni. La caccia è sempre stata l'attività principale destinata a garantire a tutti, in egual modo, e egual misura, la possibilità di nutrirsi.

L'avvento dell'agricoltura ha modificato l'organizzazione della comunità, passando da circolare a piramidale, dovuto al cambio delle attività, dalla caccia alla coltivazione e all'allevamento. Dalla relazione paritetica tra i membri delle comunità scompare la figura del nomade, che si struttura in una organizzazione verticistica, e la cooperazione a vantaggio della dominazione, che ha imposto l'uso della forza fisica e concettuale.

Il nomade analogico è la persona che fin da subito, o nel corso della propria esistenza, decide di lavorare in proprio sfruttando le abilità manuali e intellettive di cui dispone, il falegname, lo scultore, il pittore e l'agricoltore.

Il nomade digitale è una nuova figura professionale che sfrutta le moderne tecnologie dell'informazione e della comunicazione per lavorare da remoto creando una comunità digitale dove le persone condividono i valori e gli scopi. Cosa hanno in comune i nomadi analogici e digitali?: il benessere della persona e la possibilità di disporre in modo concreto e costruttivo delle proprie abilità lavorando in un contesto felice. Il punto di partenza e di arrivo è la serenità evitando di lavorare in aziende piramidali dove le persone non sono valorizzate, dove le attività sono concentrate sulla produzione di massa, sull'individualismo economico e di carriera e viene tolto il respiro alla creatività.

Il conforto o comfort è la condizione di sollievo, di essere sollevato da un peso che oscura la luce della mente e dello Spirito. Le persone ambiscono a vivere situazioni di benessere dove stare bene con se stesse e in relazione con le altre. Oggi più di ieri si avverte, non solo nell'aria ma anche nella realtà, il forte desiderio di vivere a proprio agio i contesti nei quali sono presenti le condizioni fondamentali per dare conforto e gioia alla propria anima. Quando questa situazione è diffusa in ogni angolo del nostro corpo anche lo Spirito ne trova beneficio e motiva le persone al fare. La zona di comfort è quella dimensione individuale dove le persone stabilizzano la loro condizione psico-fisica evitando di compiere qualsiasi tipo di movimento per l'insana paura di trovarsi in situazioni difficili da gestire e di fallire. Rimanere a lungo nella zona di comfort limita l'esistenza dell'uomo. Nel caso in cui le persone rimangono nella zona di comfort, pur consapevoli della presenza di un forte disagio interiore, vivono una condizione di profonda insoddisfazione che a lungo termine è in grado di limitare, se non annullare, le condizioni psico-fisiche che legano l'uomo alla sua stessa esistenza: l'azione. Le persone perdono interesse per ogni cosa che accade, per sé e intorno a sé, riducendo progressivamente la disponibilità al movimento ed entrando in un circolo vizioso dal quale spesso è molto difficile uscire.

Tipiche sono le situazioni lavorative legate alla necessità economica del dipendente, o dei singoli membri di una famiglia, di rimanere legati a contesti nei quali è forte il legame con il disagio e l'uscita di scena sarebbe la strada da preferire per raggiungere la salvezza. In molti sperano di ricevere conforto dagli altri per rimarginare le situazioni e dare un senso compiuto alle situazioni che stanno vivendo. «Non è facile trovare una voce amica».

Differente è la posizione di molte persone che vivono nella zona di comfort i cui contesti sono appaganti e dai quali ricevono un conforto positivo e che desiderano vivere il più a lungo possibile. La consapevolezza è il punto di contatto che lega le persone al conforto. Sapere cosa le persone desiderano e quali sono i propri obiettivi abilita a vivere la permanenza e la condizione di benessere nella di zona di comfort in modo completamente differente. Le condizioni dove il desiderio di conoscere per crescere induce all'azione, sono quelle che favoriscono il passaggio alla zona dell'apprendimento.

La condizione si ottiene quando l'individuo è in movimento e compie ogni giorno un passo dopo l'altro come se dovesse salire le scale della propria abitazione per raggiungere il piano superiore: «se le persone non gettano un sasso nello stagno l'acqua non sarà mai in grado di generare i cerchi, se non appoggiano il piede sul gradino successivo non saranno mai in grado di raggiungere il piano superiore». La motivazione è la condizione che spinge le persone a mettersi in viaggio per raggiungere sempre nuovi obiettivi, dove sfidare le avversità e coglierne le opportunità.

È proprio di questi giorni l'incontro con alcune persone che a metà del loro cammino lavorativo hanno deciso che il benessere è l'obiettivo principale della loro esistenza e per raggiungerlo, hanno stabilito di uscire da aziende piramidali per fare gioire la loro identità e dare un senso compiuto alla loro esistenza, diventando nomadi analogici o digitali.

I nomadi del terzo millennio sono persone che all'inizio del loro cammino lavorativo, o ad un certo punto della loro esistenza, hanno deciso che il benessere è la moneta principale con la quale finanziare il loro stare bene. Innanzi ad una strada piana, o tutta in discesa, preferiscono mettersi alla prova e dare spazio alla possibilità di uscire dalla zona di confort per raggiungere quella dell'apprendimento dove è difficile rimanere per la mancanza di punti di riferimento stabili. Questa è la forza del nuovo nomade. La passione, la perseveranza e la sensibilità a comprendere le situazioni che si vengono a creare in ogni momento, sono i farmaci più utilizzati dalle persone per superare il disagio e il dubbio che si instaura quando entrano in contatto con situazioni completamente nuove.

Una volta stabilizzata la posizione, e reso confortevole il contesto, il passo successivo abilita il passaggio verso una nuova condizione di apprendimento fino a quando l'obiettivo principale non viene raggiunto.

La zona di comfort è una zona dove è fondamentale rimanere per consolidare le situazioni che sono importanti per le persone senza perdere mai di vista il desiderio di apprendere e scoprire nuovi mondi per vivere la vita nella pienezza del tempo. Il terzo millennio è in continuo movimento e apprendimento. Il vero patrimonio sono le persone, siamo NOI, non lasciamo agli altri la possibilità di vincere questa sfida che obbliga gli individui a vivere nella zona di comfort quando invece potrebbe vivere felice nella zona di apprendimento e godere ogni giorno della luce proveniente dall'oltre.

 

Riferimenti bibliografici: Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell'azienda, Franco Angeli Editore

GUIDO ZACCARELLI:
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)
CURRICULUM
Guido Zaccarelli è referente dl Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola. Laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie. Dal 2008 è docente di informatica presso l'Università di Modena Reggio.

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La matematica è una scienza antica, la Conoscenza Condivisa è di questo secolo. La prima nata per apprendere le modalità con le quali fare calcoli, studiare grandezze fisiche e logiche, quantità e figure spaziali, la seconda per farla diventare una scienza con la quale apprendere le modalità per realizzare organizzazioni circolari declinate sul valore delle persone.

di Guido Zaccarelli Mirandola 21 luglio 2018 - La matematica ci porta al concetto di ordine, naturalmente approdato a Noi dal cosmo, come insieme ordinato di tutte le cose. La Conoscenza Condivisa approda in Noi per cercare di dare ordine alle organizzazioni modificando la struttura aziendale, da piramidale a circolare, creando punti in equilibrio tra loro ed equidistanti dal centro. La relazione che nasce è di uguaglianza di due entità a, b, che in possesso di identità differenti si pongono entrambi sullo stesso piano di osservazione. L'uguaglianza a = b introduce il concetto di mutuo, di scambio, che confina con l'aiutarsi in modo reciproco, alla pari.

Ciò che vede una entità a, (o dominio) vede l'altra entità b, da prospettiva differente, ma insieme osservano il tutto: nel caso di un cerchio, il punto centrale. Se all'uguaglianza a = b aggiungiamo = c possiamo applicare il principio della transitività: se a, sta b e b sta a c, allora a sta a c. Questo principio si pone come base scientifica per rappresentare in termini assoluti la reciprocità che ricordiamo essere: un dare senza perdere un prendere senza togliere. La matematica ci riporta all'armonia delle cose rappresentata ed è raffigurata dalla Dea MAAT responsabile della disposizione e dell'ordine delle costellazioni. Figlia del dio-sole RA è stata inviata sulla terra per stabilire un nuovo ordine delle cose.

La Conoscenza Condivisa non ambisce ad essere rappresentata da una Dea. Certamente aspira ad assumere un ruolo chiave nel variegato contesto economico, sociale e produttivo dove ogni giorno incontra aziende che si muovono in modo indipendente, e senza una visione comune, lontani dal riunirsi intorno ad un tavolo per adottare un protocollo condiviso tra soggetti destinatari di una nuova identità imprenditoriale. Raggiungere ciò che la Dea MATT rappresentava: l'equilibrio della relazione per agire verso l'ottenimento di risultati fino a quel momento lontani dall'essere osservati, studiati e in ultima analisi confutati. L'ordine arriva dopo il caos, dopo un temporale, ecco apparire all'orizzonte l'arcobaleno. Il caos è nelle frazioni, nel rapporto tra le due entità a, e b,: chi sta sopra non vede chi sta sotto e viceversa. Chi è al numeratore non vede il valore espresso da chi è posto al denominatore. Osserva solo il risultato numerico. Una organizzazione aziendale dove chi sta in cima non conosce, e non vede, chi sta sotto è destinata nel terzo millennio a scomparire nel panorama economico locale e globale.

Quando i mercati erano orientati a realizzare prodotti per soddisfare i bisogni dei clienti, l'organizzazione piramidale, a base frazionaria, poteva permettersi il lusso di mantenere alti livelli di redditività compensati dall'automazione di processo e di prodotto. Il marketing emozionale sostenuto dalla necessità di soddisfare i desideri delle persone impone che le entità a, b, c, d, ecc. possano dialogare alla pari e mutuare le conoscenze e le competenze per un fine comune applicando sempre il principio della transitività.

Come eliminare il rapporto a vantaggio della relazione? Un cambio di mentalità, come transitare dal medioevo al rinascimento. La conoscenza condivisa è l'espressione autentica di un nuovo rinascimento organizzativo. Quanto a Noi, In ambito sociale o familiare, ci siamo mai chiesti se stiamo vivendo una relazione o un rapporto? Chi sono, a, oppure b,?

La risposta ci deve condurre a considerare la relazione come il modello di riferimento utilizzato per raggiungere gli obiettivi comuni, nel secondo caso, essere frutto dell'imposizione. Se non riusciamo a dare una risposta certa alla domanda, possiamo chiedere aiuto alla matematica e alla Dea MAAT, oppure dietro l'angolo c'è sempre ad attenderci la Conoscenza Condivisa.

 

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Riferimenti bibliografici: Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell'azienda, Franco Angeli Editore

GUIDO ZACCARELLI:
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)
CURRICULUM
Guido Zaccarelli è referente dl Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola. Laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie. Dal 2008 è docente di informatica presso l'Università di Modena Reggio.

Pubblicato in Economia Emilia

Intelligenza artificiale e next education, infanzia digitale e utilizzo consapevole delle tecnologie, nomadismo digitale e cyber bullismo, contaminazione delle competenze e remote working, realtà virtuale e aumentata al servizio della creatività, dell'arte e del sociale: a Giffoni torna la rassegna di innovazione Next Generation organizzata dalla creative Agency' Giffoni Innovation Hub.

Guido Zaccarelli, docente, saggista e ideatore della "Conoscenza Condivisa" è stato invitato al GIFFONI INNOVATION HUB – NEXT GENERATION 2018, per fornire la propria testimonianza sul tema dell'innovazione aziendale e formativa con l'intento di riuscire a fare comprendere ai giovani l'impatto che questo modello organizzativo potrà avere sulla vita e sul lavoro di una nuova classe di ragazze e ragazzi che lavoreranno in modo nettamente diverso dalle generazioni precedenti.

Dall'Antica Ramiera alla Cittadella del Cinema la quarta edizione approfondirà - dal 20 al 28 luglio - le principali sfide dell'attualità innovativa del Terzo Millennio tra tavole rotonde, laboratori, eventi: tutte attività aperte al pubblico. Novità assoluta: i workshop didattici per futuri educatori all'innovazione proposti come anteprima del format School Factor, la neonata academy che Giffoni porterà nelle scuole per formare i ragazzi su modellazione 3D, fabbricazione digitale.

Le Round Table di Giffoni Innovation Hub sono sessioni di lavoro comune in cui operatori del settore delle industrie culturali e creative, dell'innovazione tecnologica e delle università analizzano ed esplorano temi essenziali per lo sviluppo, proponendo possibili strumenti, pratiche e modelli capaci di apportare un contributo significativo alla maturazione di nuovi processi e prodotti/servizi. I dibattiti si svolgono in maniera aperta, coinvolgendo il pubblico composto prevalentemente dai giovani innovatori del Dream Team.

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Pubblicato in Nuove Tecnologie Emilia
Domenica, 15 Luglio 2018 07:15

Dall'IO al NOI: nasce la Wiki Azienda

di Guido Zaccarelli Mirandola 14 luglio 2018 - Cos'è la Wiki Azienda? è una azienda liquida che adotta al proprio interno la conoscenza condivisa. È rapida, veloce, grazie alla partecipazione di tutti i soggetti, che vengono così coinvolti in un processo decisionale allargato. La Wiki azienda si caratterizza per la portata storica che caratterizza la sua presenza nel mondo economico e produttivo: la scomparsa dell'IO a vantaggio del NOI dove le persone sono parte attiva del cambiamento per raggiungere il fine comune. Il processo di differenziazione, che la pone al centro del reale mutamento di ogni comparto delle aziende, è il processo che consente di raggiungere un risultato maggiore della somma dei singoli sforzi. Il valore delle persone non è unitario. La disponibilità a collaborare consente di coagulare gli sforzi e raggiungere una energia complessiva maggiore della somma dei singoli apporti.

La rilevanza che si ottiene da questo processo di cambiamento consente di rivedere la struttura gerarchica, che pur mantenendo ruoli e funzioni, si dispone in forma circolare. Thomas Samuel Kuhn, fisico e filosofo statunitense, nel libro La struttura delle rivoluzioni scientifiche riporta con forza la parola paradigma riferito alla possibilità di vedere la stessa cosa in modo completamente diverso. Il cambio di paradigma nelle WiKi azienda si ottiene postulando il cambio nel modo d'intendere l'organizzazione delle aziende concepita in forma piramidale. Entrare in azienda e vedere lo schema circolare è un primo passo per cambiare il modo con il quale si osserva la stessa informazione. Il secondo passo è la consapevolezza che il clima del mondo è cambiato.

L'effetto serra ha radicalmente cambiato l'evoluzione ciclica delle stagioni provocando un insano aumento della temperatura della terra, come pure la crisi economica mondiale ha inciso profondamente nella ricchezza degli stati e delle persone. Le due realtà devono cambiare il modo con il quale entrambe osservano la realtà che cambia. Il terzo passo è la persona al centro. Cambiamenti che necessariamente devono indurre le persone e la società civile ed industriale ad una riflessione affinché si possa giungere ad una nuova presa di coscienza collettiva. Il progredire del tempo dovrebbe porre l'uomo nelle condizioni di avvertire l'urgenza di mettere in atto il cambio di paradigma e immaginare la WiKi azienda come l'origine di un nuovo cosmo che spinge l'organizzazione verso il NOI.

«Il pianeta-uomo che segue un preciso ordine delle cose e mette a disposizione del pianeta-organizzazione ogni elemento per poter entrare in contatto con il pianeta-conoscenza per fornire l'equilibrio al sistema-azienda». «Questa è la sfida più grande che l'uomo ha davanti a sé. Se non vi è un cambiamento nel modo di percepire, di giudicare la realtà vuole dire che la radice dell'IO non è stata investita da nessuna novità e che l'organizzazione non è riuscita a trasmettere in modo corretto i propri intenti per rendere consapevole le persone del cambiamento in atto».

La Wiki Azienda nasce per educare le persone a risolvere i problemi insieme e spingerle verso un nuovo modo d'intendere le relazioni sociali: nasce il paradigma della conoscenza condivisa.

"Nessun uccello vola troppo in alto, se vola con le proprie ali"  - William Blake da "Il Matrimonio del cielo dell'Inferno"

Riferimenti bibliografici: Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale. Franco Angeli Editore.

 

GUIDO ZACCARELLI:
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)
CURRICULUM
Guido Zaccarelli è referente dl Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola. Laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie. Dal 2008 è docente di informatica presso l'Università di Modena Reggio.

Pubblicato in Economia Emilia
Domenica, 08 Luglio 2018 07:46

Cos'è il senso di appartenenza?

Di Guido Zaccarelli Mirandola 7 luglio 2018 - Cos'è il senso di appartenenza?: è il significato che le persone attribuiscono all'unità di misura dello stare insieme. Il senso è il valore intrinseco associato alla relazione messo in atto con una o più persone che muta l'insieme delle regole e dei comportamenti in base al contesto di riferimento. Il valore è il sentimento intrinseco che l'uomo conferisce ad una specifica relazione, diversa da una situazione all'altra.

L'appartenenza dipende dal contesto che svolge la funzione di arricchire e di completare il senso della relazione e delimita l'insieme delle condizioni, delle opportunità e dei vincoli relazionali e culturali che sono propri di qualsiasi scambio comunicativo. Il dialogo si struttura in base al codice impiegato per formare il contenuto del messaggio nel quale sono presenti i segni e le regole che il mittente e il destinatario devono condividere per trovare l'intesa (accordo) comprendere la conversazione. Si può ampliare o restringere secondo le esigenze che si presentano di momento in momento.

L'appartenenza cresce proporzionalmente in base all'unità di misura definita dalle persone in quel contesto.

Cosa significa essere parte di un contesto?: godere dei privilegi offerti dal riconoscimento del sé. L'identità circolare delle persone viene ammessa alla vita comune e cresce in relazione all'apporto soggettivo che insieme definisce: maggiore è il significato che le persone attribuiscono al desiderio di stare insieme, maggiore sarà il valore assegnato al senso di appartenenza. Nasce il coinvolgimento per garantire continuità al contesto e lunga vita alla relazione.

Cosa significa tutto questo nel sistema sociale al quale ognuno appartiene e nelle organizzazioni aziendali?: la gioia di vivere in un ambiente felice.

La gioia è un movimento dell'anima e la felicità è il frutto generato dall'uomo per nutrire il bene comune, stati d'animo che agiscono per condividere insieme il benessere organizzativo. L'appartenenza consolida l'apprendere gli stati situazionali da destinare ad una dimensione importante di se stessi per la crescita comune. L'organizzazione trae un vantaggio competitivo immediato che traduce per migliorare il dialogo tra le persone e ridurre le incomprensioni. Ecco perché è necessario parlare di appartenenza circolare che nasce con la prospettiva rilevante di assegnare un valore crescente al senso di appartenenza, dove ogni persona possa rivedersi nell'altro, al pari dell'azione messa in atto dai neuroni a specchio che suggeriscono azioni e comportamenti riflessi. Il fine ultimo è di stimolare la partecipazione attiva nella realizzazione di una organizzazione che possa continuamente essere evocata nel tempo per il profondo senso etico che gli appartiene.

Ogni giorno la vita ci offre in dono le sue bellezze, persone che ci accompagnano nel divenire del tempo, che ci seguono anche se non sempre cogliamo i loro sguardi, ma loro sono sempre lì ad attenderci con il sorriso, una parola e la mano tesa, non per ricevere ma per dare nell'amicizia, quella vera, quella che non dimentica, quella che non si dimentica di esistere.

Riferimenti bibliografici: Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale. Franco Angeli Editore.

 

GUIDO ZACCARELLI:
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)
CURRICULUM
Guido Zaccarelli è referente dl Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola. Laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie. Dal 2008 è docente di informatica presso l'Università di Modena Reggio.

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