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Vicenda Scuola Adorni - Il Comune di Parma interloquisce con rappresentanti che non hanno titolo a parlare a nome degli insegnanti

Nel corso di un'assemblea pubblica indetta dal Comitato di quartiere San Leonardo, relativa all'ipotesi di staccare il plesso scolastico "Adorni" dall'Istituto Comprensivo "Micheli" e di inserirlo nel Istituto Comprensivo "Fra Salimbene – Sanvitale", abbiamo appreso che il Comune di Parma quale ente competente a proporre l'organizzazione della rete scolastica cittadina al Ministero dell'Istruzione, si avvale della consulenza di un non meglio identificato "gruppo di lavoro" i cui componenti non hanno alcuna titolarità giuridica a rappresentare nelle sedi istituzionali il corpo docente della Scuola Statale.

Dai nomi che ci sono stati fatti si tratta di alcuni dipendenti dell'Amministrazione Scolastica, ex docenti oggi inquadrati con qualifica di dirigente scolastico, i quali verrebbero consultati influenzando scelte istituzionali in merito alle quale i legittimi interlocutori sono i rappresentanti delle organizzazioni sindacali del comparto scuola, la cui rappresentatività è certificata sulla base di voti e deleghe sindacali da un'agenzia governativa, l'ARAN.

Salvatore Pizzo – coordinatore della Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza – precisa. "Come già ribadito più volte nel merito della vicenda della scuola Adorni ci rimettiamo alla volontà degli organi collegiali, ma non possiamo tollerare che dei dipendenti, quali sono i dirigenti scolastici coinvolti, che nulla hanno a che vedere con le scuole interessate si intromettano in vicende in cui non solo non hanno titolo, svolgendo un'attività esterna che per essere prestata da un dipendente pubblico dovrebbe essere autorizzata dal datore di lavoro, nel caso delle persone in questione è il Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale" - conclude il rappresentante dei docenti - "onde evitare strascichi giudiziari, ricordiamo a politici ed amministratori di informarsi bene a chi spetta rappresentare il personale docente e non che lavora nelle scuole, per quanto ci riguarda sul punto ci riserviamo ulteriori azioni"

Martedì, 17 Luglio 2018 07:37

Parma: Scuola Adorni, il corpo docente muterà

Scuola Adorni, non è scontato che rimangano gli stessi docenti.  In merito all'ipotesi di staccare il plesso scolastico "Adorni" dall'Istituto Comprensivo "Micheli" e di collocarlo all'interno dell'Istituto Comprensivo "Sanvitale - Fra Salimbene", la Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza rappresenta che ad oggi gli esponenti politici ed amministrativi competenti non hanno avuto alcuna interlocuzione ufficiale con i soggetti titolari della rappresentanza collettiva del personale scolastico, di cui la Gilda è parte integrante.

Tralsciando questo dato politico che è esemplificativo del modo in cui a Parma gli eletti in altre amministrazioni, in questo caso il Comune, si approcciano con i rappresentanti eletti nel comparto scuola che tra Parma e Piacenza riguarda migliaia di addetti, è nostra intenzione ricordare che un'eventuale ricollocazione del plaesso "Adorni" non significa che automaticamente in esso rimarranno gli stessi docenti.

Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda di Parma e Piacenza, precisa: "Gli insegnanti della scuola statale vengono assegnati agli Istituti, poi a seconda dell'organizzazione interna ogni anno a settembre si decide il plesso in cui il singolo docente farà lezione, qualora a causa del suo dimensionamento l'Istituto Comprensivo "Micheli" dovesse avere una decurtazione di organico, la graduatoria per individuare i perdenti posto riguarderà tutti i docenti dell'Istituto, quindi chi rimarrà all'Adorni è molto difficile prevederlo, nessuno può garantire che nel plesso abbiano diritto a rimanere le stesse persone. Questo prevedono le norme nazionali" - continua il dirigente sindacale - "noi in merito al riposizionamento del Plesso Adorni, come già avvenuto in altri casi, ci rimettiamo alla volontà degli organi collegiali, unici sovrani di una scuola democratica".

Gilda degli Insegnanti Parma e Piacenza
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Lo scorso mese di giugno avevamo fortemente protestato, affidandoci persino ad un avvocato, sentendoci illegalmente esclusi dopo che quattro sindacati del settore istruzione avevano annunciato che fosse stato firmato un accordo sindacale con la Scuola per l'Europa di Parma, trattandosi di una scuola gestita dal Ministero dell'Istruzione e stando alle regole sulla rappresentatività nel settore, la Gilda deve essere chiamata obbligatoriamente ai tavoli sindacali.

Oggi, dopo una fitta corrispondenza con le Istituzioni preposte, è arrivato un atto ufficiale firmato dal direttore della Scuola per l'Europa di Parma, dottor Carlo Cipollone, che smentisce la firma dell'esistenza di un accordo sindacale che certuni avevano sbandierato come una vittoria.

Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza, così commenta: "Non sappiamo a quali logiche corrispondono certi atteggiamenti, di certo ricordiamo ai vari attori del sistema scolastico parmense che la Gilda non ci sta ad essere uno spettatore passivo".

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La Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza dopo aver appreso della vicenda giudiziaria che vende coinvolti docenti della scuola dell'infanzia di Colorno, chiede pubblicamente che le autorità inquirenti mostrino i video delle indagini.

Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda di Parma e Piacenza, a tal proposito precisa: "Solo guardando le immagini potremo renderci conto almeno parzialmente di cosa è realmente successo a Colorno - continua il rappresentante dei docenti - è anche opportuno che il legislatore indichi espressamente quando una ramanzina o una punizione comminata ad un alunno discolo è legale e quando si sconfina nell'illecito penale. Ricordiamo che anche la giurisprudenza in passato ha precisato che il docente è dotato di poteri autoritativi" – conclude "oltre che nella magistratura requirente confidiamo nella magistratura giudicante"

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I politici locali si rivolgano ai "capi" e si facciano rispettare a Roma. Un docente dirottato da San Nicolò al comune montano

I parametri per calcolare il numero di docenti da assegnare alle singole scuole sono frutto di norme nazionali, volute dalla politica, alle quali gli organi amministrativi periferici devono meramente adempiere e sono noti. A tal proposito aggiungiamo che negli ultimi 10-15 anni hanno governato un po' tutti gli schieramenti, i quali hanno concorso a determinare la situazione attuale.

Ci sembra strumentale che dopo la notizia del calo di un docente alla scuola dell'infanzia di Marsaglia, certi i politici del territorio, alcuni dei quali fanno anche parte di partiti che tuttora concorrono alle decisioni nazionali, protestano a livello locale come se i parametri sugli organici li avesse decisi qualcuno a Piacenza e non i loro "capi" a Roma.

Protestano e presentano interrogazioni praticamente contro i loro stessi referenti nazionali, si rivolgano al Ministero dell'Istruzione ed ai segretari nazionali dei loro partiti, pretendano in quelle sedi assegnazioni straordinarie di organico, tenendo sempre bene a mente che nella Scuola Statale le decisioni non spettano agli amministratori locali (le scuole non sono comunali).

La Gilda degli insegnanti vuole ricordare a qualche amministratore del territorio che nemmeno i rappresentanti dei docenti, che sono eletti da migliaia di professori e maestri della scuola Statale, hanno titolo a concorrere alle decisioni relative agli organici, non si capisce perché ciò dovrebbe essere concesso a chi ha ruoli in enti che sono estranei al Ministero dell'Istruzione.

Tuttavia le recriminazioni di Marsaglia producono solo scontri tra fraticidi sul territorio, precisa Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda degli Insegnanti: "Per cercare di aiutare la scuola dell'infanzia di Marsaglia oggi è stato eliminato un posto di docente elementare assegnato all'Istituto Comprensivo di San Nicolò, che pure ne aveva bisogno, ciò perché la politica a Roma non è in grado di trovare risorse per la nostra montagna" continua il dirigente sindacale – "per quanto riguarda la politica scolastica, dopo l'insediamento del nuovo governo, urge una cabina di regia tra parlamentari eletti del territorio e sindacati rappresentativi, affinchè si possano condividere strategie comuni, nell'interesse di tutte le componenti interessate, dando ai tecnici maggiori certezze per poter operare serenamente nella gestione di un settore vitale qual è quello scolastico"

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Su richiesta della Gilda Unams (Gilda degli Insegnanti) ieri mattina i Carabinieri sono intervenuti nel plesso di Via Stradella della Scuola Media "Calvino" di Piacenza, dov'è stato allestito il seggio elettorale delle elezioni per il rinnovo delle rappresentanze sindacali dell'Istituto, che in questi giorni coinvolgono tutti i dipendenti pubblici.

I rappresentanti della Gilda già dal giorno precedente si erano accorti che sulle schede elettorali non campariva nè la loro sigla sindacale, nè il nome dei candidati.Ciò pur avendo presentato gli atti nei termini.

Dopo la singolare "scoperta", il coordinatore della Gilda degli Insegnanti di Piacenza e Parma, Salvatore Pizzo, ha formalmente intimato alla commissione elettorale di sospendere le operazioni e rinnovare tutta la procedura, ma sorprendentemente si sono rifiutati anche dopo reiterati solleciti verbali.

Pizzo, dopo essersi recato nel seggio rilevando di persona che si stesse proseguendo in spregio alle regole, ha avvertito i carabinieri che recatisi nella sede scolastica, hanno rilevato quanto stava avvenendo. I militari hanno anche compiuto rilievi fotografici.

Il coordinatore della Gilda di Parma e Piacenza, adesso invierà una diffida affinchè non si proceda alla proclamazione degli eletti ed alla conseguente trasmissione dei risultati che, stando così le cose, sono falsati oltre ogni ragionevole dubbio.

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Dipendenti parmigiani del Ministero dell'Istruzione inquadrati con la qualifica di dirigente scolastico, esternando le loro preoccupazioni relative ai crescenti comportamenti aggressivi da parte degli studenti, si sono dimenticati di ricordare che loro stessi in quanto funzionari dello Stato hanno anche l'obbligo (non la facoltà!) di tutelare la pubblica amministrazione nelle opportune sedi giudiziarie: quando dei minori infraquattordicenni aggrediscono ed offendono le persone o commettono danneggiamenti, vanno chiamati a risponderne i genitori nelle opportune sedi giudiziarie; quando gli studenti hanno superato i 14 anni sono anche perseguibili penalmente, anche in questo caso non si tratta di una scelta ma di un'azione obbligatoria.

Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda di Parma e Piacenza, a tal fine precisa: "I dirigenti delle scuole, nell'esercizio delle loro funzioni, sono per legge assistiti dall'Avvocatura dello Stato di Bologna, che a quanto pare per il settore scolastico funziona solo quando si ritiene che a sbagliare sono i docenti"

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Sabato, 07 Aprile 2018 05:52

Parma: lavoro nero e Invalsi

Alcuni dirigenti scolastici parmensi nei giorni scorsi hanno espresso considerazioni relative allo svolgimento delle prove dell'ente Invalsi nella scuola secondaria di 1° grado (ex medie), tacendo sul fatto che lo stesso Invalsi è un ente che sfrutta il lavoro nero.

Sono anni che la Gilda degli Insegnanti di Piacenza e Parma denuncia pubblicamente che l'Invalsi, ente statistico preposto alla rilevazione dei livelli scolastici di apprendimento, è l'unica amministrazione pubblica che pretende dalle persone prestazioni lavorative gratuite, uno vero e proprio sfruttamento che viene imposto al personale scolastico, docente e non docente.

Ci riferiamo alle complesse operazioni di data entry che servono all'Invalsi e che i suoi dirigenti, meritoriamente nominati dalla politica, per nulla organizzano. Quest'anno il fenomeno dovrebbe riguardare solo la scuola primaria, pare che per gli altri ordini di scuola l'Invalsi finalmente si sia in qualche modo attrezzato.
La Gilda di Parma e Piacenza ha chiesto più volte all'Invalsi di sedersi ad un tavolo per negoziare questo lavoro extra, uno sfruttamento a "nero" talvolta imposto con metodi da vero e proprio caporalato: certi dirigenti scolastici, fortunatamente non tutti, pretendono di reclutare manovalanza intellettuale a costo zero per un ente che non ha sottoscritto alcun contratto con il personale delle scuole.

Dice Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda degli Insegnanti di Piacenza e Parma: "E' grave che in un contesto scolastico educativo dei dirigenti scolastici, come se nulla fosse, tollerino un'entità che non concepisce la remunerazione del lavoro dando un esempio illegalità e lavoro nero ai ragazzi ".


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Gilda degli Insegnanti
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Coordinatore: SALVATORE PIZZO
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Anche oggi un candidato parmense del Partito Democratico parla dei docenti cercando di guadagnare consensi per farsi rieleggere, cercano di far dimenticare che il Pd è stata l'unica organizzazione politica che dal dopoguerra ad oggi ha fatto sì che venisse promulgata una legge finalizzata ad umiliare gli insegnanti della Scuola Statale.

Il candidato parmense parla di "130mila nuovi insegnanti a tempo indeterminato", in realtà i colleghi erano tutt'altro che "nuovi": si trattava di precari storici che stavano vincendo innumerevoli cause per il continuo abuso di contratti a tempo determinato, tanto che l'Italia stava per essere condannata in sede europea. Alla fine per non rifondere danni per milioni di euro hanno dovuto stabilizzare questi docenti come era loro sacrosanto diritto.

Una vicenda che è stata venduta come "scelta politica", hanno stanziato 40 milioni di euro che stanno incassando voraci formatori per la "formazione in servizio", ma niente che incentivi coloro che sono la fonte di guadagno per questi affaristi della formazione, ovvero i docenti.

A ciò si aggiunge un contratto collettivo rinnovato dopo quasi 10 anni, in una sola notte, esso prevede scarse risorse per adeguare i compensi dei docenti ma è servito come spot elettorale a pochi giorni dal voto.

Come non ricordare il libero arbitrio che è stato conferito amministratori non eletti, i dirigenti scolastici, che possono gestire discrezionalmente ingenti somme e scegliere a modo loro gli insegnanti che hanno perso la titolarità di sede.

La Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza, seppur apartitica ed apolitica, pur non esprimendo indicazioni in favore di alcuna forza politica, invita i docenti a non votare il Pd.

Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda di Parma e Piacenza, afferma: "Noi non molliamo, i principali protagonisti della scuola sono i docenti, finché non correggeranno avranno un problema anche in questo territorio dove non ci stiamo ad essere spettatori passivi della politica scolastica".

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Studenti violenti: per i minori degli anni 14 azioni legali contro le famiglie, per gli altri azione penale obbligatoria senza indugiare. L'Avvocatura dello Stato di Bologna non si copra gli occhi!

Cinque dipendenti dell'amministrazione scolastica, ex docenti poi reclutati come dirigenti scolastici, interpellati dalla stampa locale di Parma hanno dato la loro posizione relativa ai crescenti comportamenti violenti di minori all'interno delle scuole.

Ancora una volta siamo costretti a rilevare che una forte dose di "buonismo" che affligge la categoria, per questo la Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza vuole ricordare che aggredire le persone è sempre reato e quando gli autori delle violenze sono minori di 14 anni, le loro famiglie devono essere chiamate in causa per la responsabilità civile, specialmente quando la vittima è un pubblico ufficiale e l'insegnante è tale.

Solitamente i dirigenti scolastici, che in quanto dirigenti della pubblica amministrazione dovrebbero essere uomini e donne di legge, spesso usano come loro "faro" l'Avvocatura dello Stato di Bologna, istituzione che pare essere particolarmente efficace ed efficiente solo quando c'è da contrastare i docenti, i quali in quanto tali sono rappresentanti dell'Amministrazione Statale e non degli avversari da contrastare, nulla avviene quando gli insegnanti sono vittime.

"Tutto ciò oltre ad essere illegale - commenta Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza, è l'effetto collaterale del continuo prostrarsi di certa dirigenza scolastica verso i capricci di certe famiglie e certi alunni, comportamenti che hanno minato l'autorità dei docenti mettendoli alla mercè di maleducati e delinquenti – conclude Pizzo – pretendiamo dall'Avvocatura dello Stato di Bologna la stessa puntualità che la caratterizza quando essa agisce contro i docenti".


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